Gestione morosità negli alloggi popolari, bocciata la proposta Burti. “Prevalsa logica politica”

Bocciata in Consiglio comunale la proposta sul “regolamento per la gestione delle morosità dei canoni degli alloggi popolari” presentata da Cosimo Burti (Misto). E la mancata approvazione provoca la reazione del consigliere di opposizione. “Per l’ennesima volta abbiamo assunto un ruolo politico propositivo e costruttivo, illudendoci che chi oggi ha i numeri per governare la città tenesse conto della bontà del provvedimento ma, di fatto, è purtroppo prevalsa l’appartenenza politica, a danno dei soggetti fragili, che andrebbero sostenuti e aiutati sempre e non attenzionati solo durante le campagne elettorali”, le parole di Burti.
Il confronto in aule è stato vivace, nel corso di due sedute. A sostenere la proposta i consiglieri De Simone, La Runa, Marino e Gennuso. “Il provvedimento mirava ad assicurare il sostegno ad una realtà come quella degli inquilini degli alloggi popolari, troppe volte trascurati e lasciati senza un valido riferimento sociale e amministrativo e dall’altro il bilancio del Comune, che vede cifre irrisorie negli incassi dei canoni di gestione poiché non dotato di strumenti validi per recuperare quanto dovuto dagli inquilini assegnatari. Occorre considerare che sarebbe troppo facile additare come non pagatori i soggetti assegnatari degli alloggi, quando lo strumento di rateizzazione delle morosità utilizzato è lo stesso che si applica in linea generale sulle entrate, strumento che impone rate alte e non sostenibili, se non addirittura polizze fideiussorie a garanzia del debito. Lo strumento da noi proposto – spiega Burti – teneva conto di fattori consoni a chi con difficoltà ma con grande dignità porta avanti la famiglia, prevedendo rate minime e lunghe scadenze volte a far uscire dallo status di morosità incolpevole”.




Termovalorizzatori in Sicilia, firmato protocollo Regione-Prefetture

Garantire condizioni di massima trasparenza e prevenire ogni rischio di infiltrazione di interessi illeciti e mafiosi nei cantieri per la realizzazione dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania. È l’obiettivo dei protocolli di legalità firmati oggi a Palazzo d’Orléans dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nella qualità di commissario straordinario, con i prefetti delle due città, Massimo Mariani e Maria Carmela Librizzi.
Le intese puntano ad attivare tutti i processi di monitoraggio e vigilanza in ogni fase della realizzazione dei due impianti anche riguardo al rispetto delle norme sulla sicurezza e di regolarità dei cantieri. Su questo specifico punto, i documenti sono stati sottoscritti anche dai rappresentanti di categoria dei sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
«Replichiamo – ha detto Schifani – il modello già applicato per la progettazione e la realizzazione del nuovo polo oncoematologico di Palermo. Efficienza e legalità sono condizioni essenziali per la definizione di due infrastrutture che cambieranno radicalmente la gestione dei rifiuti in Sicilia. Stiamo procedendo, infatti, con decisione con tutti i passaggi burocratici e tra pochi giorni Invitalia pubblicherà i bandi per la progettazione dei due termovalorizzatori. Saranno due opere che attiveranno una spesa di oltre ottocento milioni di euro. Va tenuta alta la guardia. Questi protocolli fissano regole estremamente rigide e puntuali che le imprese dovranno seguire, pena anche la risoluzione dei contratti, per le violazioni più gravi. La Regione sta facendo il massimo per potenziare la collaborazione istituzionale con le prefetture e le forze dell’ordine al fine di garantire ai siciliani l’impermeabilità a ogni tipo di infiltrazione».
I due termovalorizzatori sorgeranno a Bellolampo, per Palermo, e nella zona industriale di Catania e saranno realizzati interamente con fondi pubblici, con uno stanziamento di 800 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione. La Regione Siciliana ha individuato Invitalia come partner tecnico e ha firmato un protocollo di vigilanza collaborativa con l’Autorità nazionale anticorruzione. Nelle prossime settimane verrà pubblicato il bando per la redazione dei progetti di fattibilità, dopo l’estate 2026 l’inizio dei lavori che dureranno diciotto mesi.




“Alzeheimer, senza ricordi non hai futuro”, incontro a Rosolini con Anap Confartigianato

Incontro a Rosolini promosso dall’Anap Confartigianato Siracusa dal titolo “Alzheimer, senza ricordi non hai futuro”. L’appuntamento ha richiamato un attento pubblico composto da medici, operatori socio-sanitari e cittadini interessati. Ospite d’eccezione e relatore principale della serata è stato il prof. Ottavio Arancio, docente presso la prestigiosa Columbia University di New York e ricercatore al TAUB Institute di New York, uno dei più autorevoli centri di studio sulle malattie neurodegenerative.
Arancio ha offerto una dettagliata esposizione scientifica sui meccanismi alla base dell’Alzheimer, suscitando un ampio dibattito con la platea, arricchito da riflessioni sui profondi risvolti sociali, emotivi e familiari della malattia. Spazio anche ad una nota di ottimismo, sulla possibilità di individuare nel medio periodo terapie efficaci.
L’apertura dell’incontro è stata affidata a Giuseppe Pantano, presidente provinciale di ANAP (Associazione Nazionale Anziani e Pensionati) di Confartigianato Siracusa. Le conclusioni sono state di Enzo Caschetto, segretario provinciale di Confartigianato Imprese Siracusa, con un ringraziamento alle varie realtà che hanno collaborato all’organizzazione del momento di confronto e approfondimento su di un tema così sensibile. “Non possiamo lasciare sole le famiglie – ha detto Caschetto – dobbiamo unire le forze per affrontare insieme le molteplici sfide che questa malattia impone”.
A moderare l’incontro è stata la dottoressa Valeria Drago, neurologa presso l’ospedale Muscatello di Augusta.




Completata la nuova segreteria provinciale del Partito Democratico, tutti i nomi

Completata la nuova segreteria provinciale del Partito Democratico. Si chiude così ufficialmente la fase commissariale, durata circa due anni. Il primo passo, a febbraio scorso, l’elezione del segretario provinciale Piergiorgio Gerratana. Nei giorni scorsi è stata completata la squadra che dovrà gestire la nuova fase.
La vicesegretaria provinciale è Glenda Raiti; Marco Saccà è il responsabile organizzativo e circoli; Corrado Latino è il coordinatore con delega alla Comunicazione, Innovazione, Social Media e referente Zona Sud; altra coordinatrice è Claudia Saccà, con delega ai Rapporti con la Segreteria Nazionale, Fondi UE, Politiche di Coesione, e referente Zona Nord; l’ex assessore comunale di Siracusa Fabio Moschella è il referente zona centro e capoluogo; Antonella Fucile ha la delega sanità; a Davide Fronterrè deleghe Turismo, Sviluppo Sostenibile, Economia; parità di genere per Francesca Silluzio; Legalità e anticorruzione per Vincenzo Campisi; a Vincenzo Costa le politiche giovanili e lo sport; ambiente, agricoltura e territorio per Giusy Genovesi, anche lei ex assessore comunale a Siracusa; Porti e industria a Giancarlo Triberio; per Giulia Licitra deleghe alla coesione territoriale, aree interne e zona montana; Alessandro Dierna rapporti con sindacati e associazionismo; Maria Luisa Tiralongo per il terzo settore.




Protesta al Vermexio, striscioni e dissenso. Presenze al di sotto delle attese

Secondo alcune stime, sono stati complessivamente poco più di duecento i partecipanti alla mattinata di protesta contro l’amministrazione comunale, in piazza Duomo a Siracusa. Appuntamento nato alcune settimane addietro attraverso un tam tam social e con la chiamata a raccolta di alcune associazioni e comitati, ha cercato di raccogliere in un unico spazio le eterogenee voci del dissenso cittadino, chiedendo le dimissioni del sindaco di Siracusa come recitava uno dei principali striscioni srotolati nella piazza barocca.
Sebbene la partecipazione numerica sia apparsa al di sotto delle attese, merita comunque considerazione il pensiero di quei cittadini che sono intervenuti, elencando – anche parlando al microfono aperto – temi e aspetti su cui è richiesto all’amministrazione comunale di fare di più: dalla manutenzione stradale al verde pubblico, dal decoro e pulizia alle condizioni dei parchi, dalla viabilità al Bosco delle Troiane. Un grande calderone di richieste che ha avvicinato e unito alcune delle voci civiche che, da diverse posizioni critiche, fanno opposizione all’amministrazione Italia.
A proposito di opposizione, in piazza c’erano anche alcuni rappresentanti di forze e movimenti politici che non appoggiano o sostengono l’attuale maggioranza. Più o meno defilati, hanno lasciato la prima linea ai cittadini in protesta.
In piazza Minerva, intanto, sono state raccolte firme per “pesare” il dissenso mosso al sindaco. E gli organizzatori fanno sapere che la petizione proseguirà anche online.
Se la scelta di portare in piazza la voce di chi non condivide le scelte dell’amministrazione comunale è segno (positivo) di ritrovata volontà di partecipare alla vita pubblica e indicatore di buona salute della democrazia siracusana, la limitata partecipazione dopo settimane di passaparola social, video e qualche sponsorizzata dà la misura di quanto puntare solo sulla contrapposizione non abbia convinto la cittadinanza a mobilitarsi, almeno non come nelle aspettative degli organizzatori.
In molti, magari, sarebbero maggiormente attratti da una proposta diversa, che muova certo dalla critica ma senza perdere la capacità di essere anche costruttiva, con una ritrovata capacità di dialogo che insieme agli errori indichi anche le possibili soluzioni e necessità oltre al mero elenco dei problemi, dei ritardi e degli errori -veri o presunti – ma comunque, in questa formulazione, tutti già noti all’opinione pubblica.




Con la domenica delle palme si è aperta la settimana Santa

Con la Domenica delle Palme si è aperta la settimana santa che condurrà alla Pasqua. Celebrazioni partecipate in tutte le parrocchie della diocesi, una delle più suggestive al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Il rettore, don Aurelio Russo, ha benedetto le palme ed i ramoscelli d’ulivo mostrati dai fedeli all’esterno della basilica, sulla scalinata del Santuario e poi in diversi momenti anche all’interno.
In precedenza, consueta breve processione fino all’ingresso della Basilica.
La Settimana Santa prevede, in Santuario, diversi momenti, fino al giorno di Pasqua. Da giovedì Santo, al via il Triduo Pasquale con la Coena Domini alle 19 e la Lavanda dei piedi. Venerdì alle 15.00, via crucis nei viali del parco del Santuario. La veglia pasquale avrà inizio nella serata di sabato, alle 19,30.
Nel giorno di Pasqua, celebrazioni dalle 8.00 fino alle 20 (l’ultima in Cripta).




Incendio in Sonatrach, la Procura sequestra l’impianto butamer. Le immagini dell’area

L’impianto “butamer” all’interno della raffineria Sonatrach di Augusta è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Siracusa che ha aperto un’inchiesta sull’incidente avvenuto ieri sera. Due operai, di 39 e 61 anni, uno siracusano e l’altro catanese, sono stati investiti dalle fiamme. Si trovano ricoverati al centro grandi ustionati del Cannizzaro di Catania. In via precauzionale, si trovano in terapia intensiva dopo l’intervento a cui sono stati sottoposti. Entrambi hanno ustioni di secondo e terzo grado sul 30/35% del corpo. Fonti sanitarie confermano che si trovano in rianimazione, seguiti dagli specialisti della struttura sanitaria catanese.
Secondo una prima ricostruzione, all’origine dell’incidente vi sarebbe una possibile fuoriuscita di butano sul forno che riscalda il prodotto da servire ai drirer. L’incidente non ha sprigionato elementi tossici, confermano le autorità. L’azienda, intanto, ha avviato un’indagine interna per appurare le cause dell’incidente. In anteprima, queste sono le immagini del luogo dove è avvenuto l’incidente:


I Vigili del Fuoco hanno combattuto per tre ore contro le fiamme, mentre le sirene dell’impianto segnalavano la criticità in corso. L’incidente è avvenuto alle 20 circa, ieri sera. Il rogo è stato spento solo poco dopo le 23, con i controlli proseguiti sino alle 2 del mattino. Insieme ai Vigili del Fuoco hanno lavorato anche le squadre antincendio interne della raffineria. Sul posto anche il comandante provinciale Maisano. I rilievi sono stati affidati alla Polizia di Stato, intervenuta con agenti del commissariato di Augusta.
Questa la nota di Sonatrach Raffineria Italiana: “ieri alle ore 20 circa si è verificato un incendio presso la ‘sezione F751 dell’impianto Butamer’ all’interno del proprio stabilimento di Augusta. Due dipendenti della società risultano feriti e sono stati subito trasferiti presso le strutture sanitarie per le cure. Le procedure di emergenza sono state immediatamente attivate, l’incendio è stato domato dalle squadre interne; sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco. La società conferma che non vi è stato né vi è alcun rischio per l’ambiente e per la popolazione. Sonatrach Raffineria Italiana si è messa sin da subito a disposizione delle forze dell’ordine per fornire tutti gli elementi utili”.




Le condizioni dei due operai rimasti coinvolti nell’incidente in zona industriale

I due operai rimasti feriti nell’incidente avvenuto ieri sera all’interno della raffineria Sonatrach di Augusta sono un 39enne di Carlentini ed un 61enne di Priolo. Erano a lavoro nell’impianto butamer quando, per cause al vaglio degli investigatori, sono stati investiti dalle fiamme dopo una probabile fuga di butano sul forno in riavvio. Anche l’azienda ha disposto un’indagine interna per chiarire le cause di quanto accaduto.
I due uomini sono ricoverati al Cannizzaro di Catania, dove sono stati trasferiti nella serata di ieri dopo i primi soccorsi al Muscatello di Augusta. Come riferiscono fonti sanitari, hanno ustioni di secondo e terzo grado sul 30/35% della superficie corporea. Sono intubati e ricoverati nel reparto di Rianimazione. Le loro condizioni vengono costantemente monitorate dagli specialisti del Centro Grandi Ustioni. Ore di apprensione per i familiari, accorsi al Cannizzaro. Con loro anche i rappresentanti di Sonatrach Raffineria Italiana.
La prognosi rimane riservata. Sono stati sottoposti ad un intervento nelle ore scorse ed il ricorso alla terapia intensiva sarebbe stato disposto a titolo precauzionale, per non sottovalutare alcun aspetto clinico.
Gli operai non hanno perso coscienza in seguito all’incidente, ieri sera. Alcune fonti confermano che sono andati nello spogliatoio a cambiarsi autonomamente, prima di essere trasportati in ospedale. In quegli stessi minuti, Sonatrach avviava il piano di emergenza interno, informando le autorità competenti. Gli impianti sono stati messi in sicurezza, mentre le squadre antincendio interne hanno controllato le fiamme in attesa del rapido arrivo dei Vigili del Fuoco di Augusta. Dopo tre ore lavoro, attorno alle 23, il rogo è stato domato.




Sos femminicidio, Gennuso e Pellegrino (FI): “Educazione affettiva a scuola e stop pubblicità sessiste”

I deputati regionali di Forza Italia Riccardo Gennuso, primo firmatario, e Stefano Pellegrino, capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e secondo firmatario, hanno presentato una mozione parlamentare con cui hanno proposto una serie di iniziative atte a contrastare la violenza di genere ed i femminicidi. La mozione mira a intervenire su più fronti: dalla formazione obbligatoria per giornalisti e professionisti coinvolti nella gestione dei casi di violenza, all’introduzione dell’educazione affettiva nelle scuole, fino alla richiesta di sanzioni nazionali contro la pubblicità che oggettivizza il corpo femminile.
La mozione parte da dati allarmanti su femminicidi in Italia nei primi mesi del 2025, tra cui i casi di Sara Campanella e Ilaria Sula, e sottolinea come la gran parte di questi sia stato compiuto da partner o ex. A ciò si aggiunge la condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per l’inerzia delle autorità giudiziarie nel contrastare la violenza domestica, con ritardi procedurali che favoriscono l’impunità. I centri antiviolenza, inoltre, denunciano una cronica carenza di risorse per gestire le segnalazioni e supportare le vittime.
“La violenza di genere non è un’emergenza sporadica, ma un fenomeno strutturale radicato in disuguaglianze culturali e normative”, hanno dichiarato Gennuso e Pellegrino. “Serve un piano che agisca sulle cause profonde: stereotipi tossici, linguaggio e spesso rappresentazione mediatica distorti e carenze educative, senza dimenticare il rafforzamento del sistema giudiziario e dei servizi sociali”.
La mozione articola le sue proposte su due livelli: azioni regionali e sollecitazioni al Governo nazionale.
Sul piano nazionale, spicca la proposta di corsi di formazione per tutti i professionisti (fra cui vengono indicati anche i giornalisti) coinvolti a vario titolo nella prevenzione o gestione dei casi di femminicidio.
L’obiettivo specifico, per quanto riguarda gli operatori dell’informazione, è quello di garantire un linguaggio mediatico corretto, evitando narrazioni che associano il femminicidio a presunti “raptus” o “amori malati”, sminuendo la premeditazione o colpevolizzando indirettamente le vittime.
La mozione propone l’introduzione di percorsi obbligatori di educazione affettiva e relazionale in tutte le scuole, con un monte ore dedicato alla prevenzione della violenza di genere. L’iniziativa punta a insegnare agli studenti a riconoscere dinamiche relazionali tossiche, contrastare gli stereotipi e promuovere il rispetto reciproco. «È dalla scuola che parte il cambiamento culturale», ha spiegato Gennuso. “Se vogliamo fermare la violenza, dobbiamo educare le nuove generazioni a costruire relazioni sane”.
Altro elemento caratterizzante è la richiesta al Governo nazionale di rivedere le norme sulla comunicazione pubblicitaria, introducendo sanzioni efficaci per le campagne che riducono le donne a oggetti o perpetuano stereotipi di genere. “La pubblicità che normalizza l’oggettivazione del corpo femminile alimenta una cultura del possesso», ha affermato Gennuso. «Serve un freno a messaggi che legittimano implicitamente la violenza”.
Accanto alle proposte preventive, la mozione sollecita interventi repressivi: l’introduzione del reato autonomo di femminicidio nel Codice penale, con pene più severe, e il rafforzamento degli organici di questure, uffici giudiziari e servizi sociali che gestiscono i casi di codice rosso. “Non bastano le condanne: serve personale specializzato per accelerare le indagini e sostenere le vittime”, ha aggiunto Pellegrino.
Sul piano regionale, la mozione propone la creazione di un Osservatorio permanente sulla violenza di genere, incaricato di monitorare il fenomeno, raccogliere dati e segnalare rappresentazioni sessiste nei media locali. Parallelamente, si chiede di potenziare i centri antiviolenza siciliani e di istituire protocolli integrati tra Comuni, ASP e scuole per identificare precocemente situazioni a rischio, con particolare attenzione alle aree periferiche e ai contesti socialmente vulnerabili.
“La Sicilia, una delle regioni con i tassi più alti di violenza domestica, deve diventare un modello nazionale”, ha concluso Gennuso. “Combattere i femminicidi richiede coraggio: quello di investire nella cultura, di sfidare stereotipi radicati e di pretendere giustizia tempestiva. Con questa mozione, vogliamo dare un segnale chiaro: basta vittime, basta complicità”.




Depuratore Ias, Faraone (IV) all’attacco: “anche su manutenzione Schifani-Meloni non pervenuti”

“Alla lista, già lunghissima, dei disastri o delle mancate soluzioni annoverati dai governi Schifani e Meloni ce n’è uno che per la salute dei siciliani ha una notevole rilevanza: il depuratore di Priolo Gargallo, di proprietà regionale. Sulla sua manutenzione il governo regionale non pervenuto e le rassicurazioni del ministro Urso non bastano”. Lo dice Davide Faraone, vice-presidente di Italia Viva.
“Sequestrato dalla procura di Siracusa nel giugno del 2022, ha visto una sua ‘riabilitazione’ nel 2023 dopo un decreto approvato dal governo Meloni ma solo per 36 mesi che sarebbero dovuti servire per i lavori di adeguamento. Di questi lavori, però, non se n’è vista traccia per cui lo scorso mese di novembre la procura è stata costretta a sequestrare di nuovo l’opera. Il problema è che, nel frattempo, le migliaia di persone coinvolte nell’indotto vedono a rischio il proprio posto di lavoro e i rischi ambientali per la popolazione sono gli stessi del 2022. Che cosa deve accadere perché il presidente Schifani se ne occupi? E dov’è il governo Meloni: per essere in sintonia con Schifani, ha anch’esso scelto la via dall’inerzia e dell’inconcludenza?”, conclude.