Furgoncino si ribalta e finisce fuori strada, incidente autonomo sulla Sp104

Nel primo pomeriggio, un Fiorino che da Ognina era diretto verso Siracusa si è ribaltato, finendo all’interno di un appezzamento di terreno. Erano da poco passate le 14 quando, per cause al vaglio della Polizia Municipale di Siracusa, l’uomo alla guida del mezzo ne avrebbe improvvisamente perso il controllo. Secondo una prima ipotesi, da verificare, un mix di fango ed acqua piovana potrebbe aver reso ulteriormente scivoloso il manto stradale.
Fortunatamente, il conducente è riuscito a mettersi in salvo da solo, riportando solo lievi ferite ed un bello spavento. Sul posto sono comunque arrivati i Vigili del Fuoco ed i sanitari del 118.
Il sinistro autonomo è avvenuto lungo la provinciale 104, nei pressi dell’incrocio con traversa pozzo di mazza.




Per il ccr Mazzarrona c’è il ricorso al Tar, il Comune contro il parere della Soprintendenza

Il Comune di Siracusa non ci sta ed ha deciso di presentare ricorso al Tar di Catania contro il parere della Soprintendenza che blocca la realizzazione di un ccr in via don Sturzo, alla Mazzarrona. Palazzo Vermexio punta all’annullamento di quella nota della sezione archeologica dell”ufficio che tutela i beni culturali. Non uno scontro istituzionale vero e proprio, è prevista la possibilità di presentare ricorso amministrativo contro i pareri emessi dalla Soprintendenza. Certo però un qual certo scontro sottotraccia tra i due enti che si affacciano, entrambi, su piazza Duomo.
In conferenza dei servizi, la Soprintendenza presentò il suo parere. “Durante l’esecuzione dei saggi archeologici preventivi si ha avuto modo di constatare che tutto il lotto è interessato dalla presenza di latomie a cielo aperto riferibili all’estrazione dei blocchi per la realizzazione delle mura dionigiane e pertanto suscettibili di essere sottoposte a tutela”, vi si legge. Valutazione finale: “progetto non assentibile”. A meno che non lo si sposti altrove (“Questa Sezione potrà prendere in esame un progetto delocalizzato in altra area”).
Per il Comune di Siracusa impossibile pensare di spostare altrove il progetto: “non ci sono i tempi, con il Pnrr bisogna correre per non perdere il finanziamento (circa 700mila euro, ndr)”. Le scadenza sono imposte e non permettono di prendere in considerazione l’evenienza di sondare, anche archeologicamente e geologicamente, un’altra area. La mossa del Comune, allora, si inserisce in questo contesto.
Intanto, continua la protesta dei residenti che si sono riuniti nel Comitato Monsignori in cui confluisce il no alla realizzazione del Ccr Mazzarrona e il no alla costruzione di un secondo ccr in via Lauricella.




Antica città sommersa a sudest di Portopalo? La suggestione corre sui social. “Spedizione in estate”

Ha un forte potere suggestivo la notizia rilanciata da alcuni siti web e diventata virale grazie ad alcuni post sui social network, secondo la quale sarebbe stata scoperta una città sommersa ad una quarantina di chilometri a sudest di Portopalo. E’ stato l’ingegnere civile André Chaisson, specializzato nella realizzazione di mappe e carte topografiche e ricercat5ore dei misteri del passato, ad affermare di avere scoperto i resti di un’antichissima città che giacerebbe ad una profondità di 135 metri. Le ha dato anche un nome (Telepylos) in un post pubblicato sul sito di Graham Hancock, un giornalista, scrittore e ufologo britannico, noto principalmente per le sue opere di carattere pseudoarchelogico.
In assenza di prove documentali – foto in immersione o altro – ci si basa sulle mappe dei fondali del Mediterraneo, tratte da un sito online (Emodnet). L’ipotesi, ma si badi bene è appunto un’ipotesi, è che le rovine risalirebbero a circa diecimila anni fà. In quel tempo il livello del mare era più basso e la costa siciliana si estendeva sino a quella distanza. Non è la prima volta che si parla di una città sommersa poco distante da Portopalo. Già il catanese Rosario Pappalardo aveva localizzato i presunti resti.
Dalle mappe dei fondali pare si possono scorgere forme che richiamano un porto, una larga struttura rettangolare e quello che potrebbe essere un canale artificiale lungo una cinquantina di chilometri. Recenti scoperte, come ad esempio quella di Gobekli-Tepe, dimostrerebbero la possibilità di sorprendenti rinvenimenti tali da riscrivere in parte le attuali conoscenze storiche e geografiche. Solo una spedizione archeologica condotta con sub professionisti potrà però confermare o meno quella che oggi si presenta come una forte suggestione.
E ad annunciarla è il siracusano Fabio Portella, ricercatore e ispettore onorario della Soprintendenza del Mare. “Questa estate controlleremo i fondali e verificheremo in profondità”, annuncia alla redazione di SiracusaOggi.it. “Ritengo che sia estremamente improbabile trovare lì manufatti umani. E’ una bellissima suggestione e vale la pena verificarla. E allora questa estate faremo delle immersioni nelle acque internazionali. C’è molta corrente, la visibilità è poca. Potrebbero aiutare strumenti come il rov, un robottino subacqueo dotato di sonar e telecamere. Se la scoperta risultasse reale, sarebbe una cosa eccezionale. Ma non ho molte aspettative, onestamente”, spiega ancora Portella, noto per le tante scoperte nei fondali siciliani (archeologiche e di relitti sommersi).
Cosa sono allora quei rilievi che paiono dare forma a strutture di un’antica città sommersa? “In quella zona, come sanno bene i pescatori di Portopalo e Pozzallo, ci sono dei gradoni naturali. La loro forma potrebbe creare delle suggestioni ed ingannare i rilievi di superficie. Siamo nei pressi della risalita della scarpata ibleo-maltese, un abisso profondo diversi chilometri. La risalita arriva ad un grande pianoro, noto come ‘banco dei cattivi’. Ho già individuato dei relitti proprio nei pressi della presunta città sommersa. Questa estate, quindi, andrò a verificare e controlleremo i fondali”.




Un fulmine colpisce cavo dell’alta tensione, si rimette in marcia il campo pozzi che rifornisce Siracusa

Un guasto elettrico rischia di mettere ko l’erogazione idrica in gran parte di Siracusa. Il cedimento di un cavo della linea di alta tensione lungo la statale 124 e che alimenta il campo pozzi (San Nicola e Dammusi) e il depuratore di Canalicchio ha creato il pesante disservizio. A causare il problema sarebbe stato un fulmine, attorno alle 5.30 del mattino.
Con quelle infrastrutture prive di energia elettrica, “non è possibile garantire nè l’approvvigionamento idrico ai serbatoi comunali di Bufalaro Alto, Bufalaro Basso e Teracati nè il corretto funzionamento del ciclo depurativo dei reflui fognari, con tutte le criticità connesse”, spiega la nota che Siam ha inviato a Prefettura, Arpa e Comune di Siracusa.
Le squadre di Enel sono operative sui luoghi ma non è ancora possibile fornire una stima dei tempi di intervento e risoluzione, verso il ritorno alla normalità. Nessun disagio particolare per il traffico in entrata ed uscita sud dal capoluogo. Sul posto comunque una pattuglia della Polizia Municipale.

AGGIORNAMENTO ORE 11.35

“Siam informa che, al momento, i campi pozzi interessati dal guasto elettrico ENEL sono tornati regolarmente in esercizio. Tuttavia, sussistono ancora dei problemi di pressione nella zona di Belvedere, poiché il livello del serbatoio di Bufalaro Alto, che, a supporto, alimenta anche l’area di Belvedere, non è sufficiente a garantire una erogazione idrica regolare. Seguiranno ulteriori aggiornamenti, non appena sarà possibile”. A scirverlo è Siam, che comunica il lento ritorno alla normalità.

SECONDO AGGIORNAMENTO ORE 15.34

“Siam informa la cittadinanza che, il grave guasto verificatosi questa mattina alla linea elettrica di alimentazione dei campi pozzi idrici a servizio dei serbatoi comunali, è stato risolto da ENEL attorno alle ore 14:00. Tuttavia, il guasto ha comportato una drastica riduzione dei livelli idrici dei serbatoi. Attualmente, i serbatoi stessi non sono pertanto in grado di garantire il normale livello di esercizio. Si stima che il completo ripristino del servizio idrico avverrà entro la tarda mattinata di domani, 26 marzo”.




VIDEO. “Grande Sicilia”, movimento politico che vuole rilanciare lo spirito autonomista

Dal cuore della Sicilia, Enna, è partita la nuova avventura politica di Raffaele Lombardo, Gianfranco Micchichè e Roberto Lagalla. Tre diverse esperienze, tre diverse storie che confluiscono nel movimento Grande Sicilia per colmare quella che hanno definito “assenza della politica”.
Civici, autonomisti e democratici insieme a partire dalle prossime elezioni di secondo livello per le ex Province – anche se verosimilmente senza simbolo – per rilanciare lo spirito dello Statuto siciliano e le peculiarità dell’Isola.
Ne abbiamo parlato con Giuseppe Carta, deputato regionale e sindaco di Melilli, nome forte del Mpa in provincia di Siracusa ed in Sicilia.




VIDEO. I Bronzi di Riace sono siracusani? Anne Holloway: “Si e mio padre aveva ragione”

Si chiama “Il mistero dei guerrieri di Riace, l’ipotesi siciliana” ed è il nuovo libro di Anselmo Madeddu dedicato alla teoria storico-scientifica circa l’origine siracusana dei bronzi di Riace. Una suggestione che ha guadagnato, specie nell’ultimo anno, maggiore credito anche tra archeologi e studiosi. Insomma, dietro la straordinaria scoperta ad appena sei metri di profondità, in Calabria, si nasconderebbe invece una brutta storia di archeomafia. Un vero e proprio giallo che, però, inizia adesso a conoscere nuove risposte, prima mancanti.
Alcune fonti storiche (Diodoro Siculo, Polieno e Claudio Eliano) paiono già collocare i bronzi a Siracusa. Nella sua indagine, condotta con grande, Madeddu ha raccolto la testimonianza di alcuni pescatori di Brucoli su un traffico di reperti archeologici dalla Sicilia verso altri lidi. E così i Bronzi sarebbero arrivati sino a ridosso della coste calabrese, inabissati per essere poi recuperati. Forse spostati in fretta per evitare controlli e poi ritrovati a sorpresa negli anni 70 da un sub.
Già all’epoca sorprese la poca profondità, l’assenza di reti impigliate, il fatto che non ci fosse traccia dei resti della nave e il fatto che attorno non vi fosse altro vasellame o tracce di carico. Tutto molto strano per non creare sospetti.
Lo scorso anno, l’analisi condotta sulle terre di saldatura, con la collaborazione delle Università di Catania e Ferrara, ha portato alla scoperta di compatibilità pressochè totale con la provenienza siracusana.
I bronzi, costruiti a pezzi anatomici diversi forse ad Argo, sarebbero poi stati assemblati laddove erano esposti e dalla “potenza” dell’epoca che li aveva commissionati: Siracusa. Si tratterebbe, allora, di Gelone e dei suoi fratelli. Il libro di Anselmo Madeddu sarà presentato il 28 marzo, alle 18, nel salone del Santuario della Madonna delle Lacrime.
L’ipotesi che i Bronzi di Riace avessero avuto un’origine siciliana non è del tutto nuova. Tra i primi a sostenerlo ci fu il grande archeologo americano Robert Ross Holloway. Abbiamo raggiunto a New York la figlia, Anne, che in un ottimo italiano – frutto della passione archeologica del padre – mostra di non avere dubbi sull’origine siracusana dei bronzi di Riace.




Restaurare il Pantheon di Siracusa, si muove anche il Ministero della Difesa

Sembrano esserci buone notizie all’orizzonte per il Pantheon di Siracusa. Le condizioni del sacrario, di proprietà comunale, non sono delle migliori. Intonaci staccati, ferri a vista, reti di contenimento all’interno e primi segni di infiltrazioni di acqua piovana. Nulla di strano per un monumento edificato a partire dal 1919 su progetto dell’architetto Gaetano Rapisardi che fece largo ricorso alla novità dell’epoca, il cemento armato. Ma un secolo dopo, quel materiale presenta inevitabilmente il conto.
Nei giorni scorsi, sono arrivati a Siracusa alcuni ispettori inviati dal Ministero della Difesa per verificare le condizioni del Pantheon (Parrocchia di San Tommaso Apostolo al Pantheon) e mettere mano al progetto di riqualificazione. Ad accompagnarli anche i tecnici comunali, il parroco don Massimo Di Natale ed il delegato Neapolis, Giovanni Di Lorenzo. Si tratta del primo passo ufficiale dell’iter congiunto di manutenzione e restauro, ormai necessario.
Il Pantheon di Siracusa, con al suo interno l’ossario in cui sono sepolti i soldati siracusani periti al fronte della cosiddetta “Grande Guerra” e la caratteristica pianta circolare con torretta campanaria, è stato protagonista dell’ultima edizione delle Giornate di Primavera del Fai.




“Voi siete i veri eroi”, bimbo regala i suoi disegni ai poliziotti “che aiutano le persone”

Due agenti di una Volante sono rimasti senza parole e con un grande sorriso quando hanno ricevuto i disegni di un bimbo. Il piccolo autore del colorato – ed ammirato – pensiero per gli amici poliziotti non ha esitato un istante e appena ha notato la Volante con a bordo gli agenti si è avvicinato per consegnare soddisfatto il suo “regalo”. Un pensiero straordinariamente gradito da parte dei poliziotti, sulle prime senza parole.
Il bimbo ha spiegato loro che, nelle ore precedenti, aveva assistito ad un intervento condotto da alcuni poliziotti che, con sangue freddo, si sono spesi per dare un aiuto importante ad un uomo in difficoltà. Questa scena era avvenuta in luogo pubblico e frequentato ed il piccolo si trovava proprio lì, insieme ai suoi genitori. Con loro ha discusso dell’accaduto, anche per razionalizzare. Colpito dal gesto dei poliziotti, ha voluto celebrare l’azione. E quando si è ritrovato con una pattuglia a pochi passi, non ha esito. Si è diretto verso i poliziotti ed ha donato loro i suoi disegni. “Voi siete i veri eroi”, ha scritto con i pastelli colorati. E il suo messaggio campeggia adesso in Questura, esposto con orgoglio.




La conferma della Regione: il nuovo ospedale sarà Dea di II livello, con 438 posti letto

Anche il presidente della Regione saluta con favore il parere positivo del Nucleo di Valutazione del Ministero della Salute sul finanziamento per il nuovo ospedale di Siracusa. Per Renato Schifani “è la conferma dell’ottimo lavoro svolto dal mio governo. Per ottenere questo risultato, mi sono fatto più volte garante in prima persona dato che si tratta di un’opera di edilizia ospedaliera straordinaria e importantissima per tutta l’Isola”.
Nelle due precedenti convocazioni, però, erano state necessarie integrazioni, richieste proprio agli uffici regionali. Altrimenti il via libera sarebbe potuto arrivare già a febbraio.
Schifani, sul tema, aveva convocato e presieduto lo scorso febbraio una riunione a Palazzo d’Orléans con tutti i soggetti coinvolti per assicurarsi che le richieste di chiarimenti pervenute dal ministero fossero state puntualmente esitate dall’assessorato regionale della Salute, ribadendo, in particolare, la natura di Dea di II livello dell’ospedale anche nell’ambito della nuova rete ospedaliera e confermando i 438 posti letto, di cui 26 di terapia intensiva. Il costo complessivo dell’opera ammonta a circa 420 milioni di euro, dei quali 48 per l’acquisto di attrezzature.
«Siamo già in contatto con il Consiglio superiore dei lavori pubblici – prosegue il presidente della Regione – che deve adesso fornire l’ultimo via libera al progetto esecutivo. Rup e progettisti si sono confrontati costantemente con i tecnici di Roma e, nelle settimane scorse, hanno trasmesso le relazioni necessarie per il rilascio del parere finale. Una volta ottenuto quest’ultimo nulla osta, potremo firmare l’accordo di programma al Ministero e avviare, in tempi brevi, le procedure per la pubblicazione della gara d’appalto».




Siracusa e come divenne patrimonio Unesco, Bondin: “il valutatore finlandese perplesso, poi…”

Si torna a parlare di Siracusa patrimonio dell’umanità, con l’avvio delle celebrazioni per i vent’anni dall’inserimento della città di Archimede nella World Heritage List Unesco. Il clou a luglio, per celebrare la storica firma di Durban.
“E’ giusto, vent’anni, dopo esserne ancora orgogliosi”, sottolinea Ray Bondin esperto mondiale di patrimonio Unesco nonchè uno dei protagonisti dell’impresa che portò all’inserimento di Siracusa nella prestigiosa lista planetaria. “In questi due decenni, Siracusa ha fatto grandi passi avanti. All’epoca pensate che piazza Duomo non era neanche riqualificata, come oggi. Ma è utile, però, riflettere sul futuro Unesco di Siracusa. A mio parere, ci sono degli aspetti su cui soffermarsi – dice su FMITALIA – come l’organizzazione di eventi importanti nel periodo invernale, una maggiore offerta culturale anche in termini di musei e collegamenti migliori con entroterra”. E qui val la pena di ricordare che Siracusa era capofila anche dei riconoscimenti per il Val di Noto e Pantalica.
I flussi turistici e le strategie per evitare i rischi dell’overtourism sono altri due aspetti su cui è bene avviare percorsi di gestione. “Ma sta emergendo anche una questione decoro. Ho fatto una passeggiata su via Cavour che, per me, ha bisogno di essere riqualificata, la pavimentazione in particolare. Sono aspetti che possono essere risolti e sono certo che sarà fatto”, dice ancora Bondin. “Io, poi, ho particolarmente a cuore la chiesa dei Gesuiti (Chiesa del Collegio, ndr), chiusa da tanti anni. Anche lì, si potrebbe sfruttare l’unicità del luogo magari con un museo”, l’idea dell’esperto di patrimonio mondiale Unesco.
“Si badi bene, nessuna città è perfetta. Ovunque, ed in particolare nelle città storiche, c’è pressione per il cambiamento. Quindi non è solo un problema di Siracusa. Dappertutto servono banche, negozi, servizi. Personalmente, non ho problemi con i palazzi che diventano b&b o simili. E’ riuso. La nuova sfida per le città storiche come Siracusa è quella di migliorare il decoro. E’ un problema che esiste ovunque. Invito a fare di più”.
Ecco, quindi, tracciata la strada verso i prossimi vent’anni di Siracusa patrimonio dell’Umanità. “Nel 2005 fu una una grande sfida, molto discussa in Unesco”, ricorda Ray Bondin che faceva parte del panel di valutazione Unesco. “La critica a quei tempi era molto forte, il valutatore era un finlandese. E non lesinò appunti per lo stato di conservazione, di Siracusa e ancora di più di Pantalica. E lamentava l’assenza di un piano di gestione. Io mi sono occupato della presentazione del rapporto al panel di valutazione e fortunatamente riuscimmo a far cambiare orientamento alla storia. Il rapporto finale ha enfatizzato invece l’importanza di Siracusa nella storia dell’umanità”. Un risultato a cui contribuì la coraggiosa visione nata nei primi anni del 2000, con un lavoro sinergico del territorio a cui diedero impulso anche i rappresentanti della classe politica di allora come – tra gli altri – la parlamentare ed ex ministro Stefania Prestigiacomo, il sottosegretario Nicola Bono, l’allora assessore regionale Fabio Granata insieme al sindaco Bufardeci ed al presidente della provincia, Marziano.
“Questa città – conclude Bondin – è un’icona della storia dell’umanità da tre millenni. E l’Unesco era contenta di avere Siracusa nella sua lista dei siti importanti planetari. Oggi è diventato ancora più difficile ottenere quel riconoscimento. Bisogna esserne orgogliosi ma anche fattivi. Pantalica, ad esempio, ha bisogno di grande attenzione oggi. Spero che con i progetti che ci sono, si muova qualcosa”.