Ordine dei Commercialisti, Massimo Conigliaro eletto presidente allo sprint finale

Decisa sul filo di lana l’elezione del nuovo presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siracusa. A vincere, con 218 preferenze è stato Massimo Conigliaro con la lista InnovAzione. Si è invece fermato a 204 voti Giuseppe Canto, espressione della lista I Professionisti del Cambiamento. Si è fermato a 92, invece, Salvatore Geraci. “Grazie a chi mi ha fortemente spinto e sostenuto in questa nuova avventura. Grazie a tutti i colleghi che ci hanno votato. È stata una rincorsa entusiasmante, con un grande sprint finale. Finita la competizione, rendiamo onore agli avversari. Adesso inizia il lavoro con la responsabilità di riportare l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Siracusa nella posizione di rilievo che merita, al servizio di tutti i colleghi”, le parole di Conigliaro affidate alla sua pagina social.
Il nuovo Consiglio sarà composto da Cristina Messina, Maria Grazia Fangano, Massimiliano Messina, Francesca Morrone, Salvo De Benedictis, Cinzia Trigilia, Guido Antonuccio e Beatrice Cascone (InnovAzione) Giuseppe Canto e Salvatore Vignigni (Professionisti del Cambiamento).
Per il Collegio dei Revisori: Massimiliano Tiralongo, Dorotea Caligiore ed Eliana Telesca; Comitato per le Pari Opportunità: Letizia Santoro, Maria Sipala e Anna Mamo.




Siracusa, arriva il primo rinforzo: Arditi in prestito dal Catanzaro

Dopo una fase di mercato segnata da diversi movimenti in uscita, l’ultimo dei quali ha visto Molina approdare alla Salernitana, il Siracusa Calcio inizia a muoversi anche sul fronte degli innesti. Il primo rinforzo a disposizione di mister Marco Turati è Gabriel Arditi, attaccante classe 2006. Arriva a titolo temporaneo.
Arditi, nella prima parte di stagione, è stato aggregato alla prima squadra del club calabrese, impegnata nel campionato di Serie B. Ha però trovato continuità con la formazione Primavera 2, mettendo a segno 4 reti in 8 presenze, mostrando buone qualità offensive e potenziale di crescita.
Il calciatore si è già unito al gruppo azzurro ed ha iniziato a lavorare agli ordini di mister Turati. Sarà dunque a disposizione per i prossimi impegni ufficiali, rappresentando una nuova opzione nel reparto avanzato, in una fase delicata e cruciale della stagione.




Ex Idroscalo, Siracusa chiede spazio. E dal Tar un punto per riaccendere il confronto

Cresce l’interesse dell’opinione pubblica siracusana sul futuro dell’area dell’ex Idroscalo De Filippis. Lo dimosta la sala di via Arsenale gremita questo pomeriggio, in occasione di un incontro durante il quale il Comitato Riqualificazione, l’Associazione Maria Leipik e Legambiente Siracusa hanno fatto il punto sull’istanza di parziale smilitarizzazione della grande area di via Elorina che da cento anni é la casa dell’Aeronautica. Una istanza partita dal basso, dalla cittadinanza, per ricurire il rapporto tra la città ed il suo mare e dare fiato ad una nuova linea di sviluppo a sud. Sembrava aver incontrato, negli anni scorsi, anche il favore della Difesa con l’allora sottosegretario Mulè che aprì a progetti futuri che “aprissero” anche alla parte pubblica l’area oggi totalmente militare. Poi anni di silenzi, sino al bandi pubblicato nel 2024 da Difesa Servizi per l’utilizzo privato dell’area dell’ex Idroscalo, anche per attività simil-ricettive. Un fulmine a ciel sereno per quanti accarezzavano invece l’idea di un possibile, nuovo waterfront. Sono nati così diversi ricorsi al Tar, due in particolare discussi nelle ore scorse. Il primo, quello con cui si chiede di annullare il bando, é stato rinviato al 6 maggio. L’altro, quello con cui si chiedeva l’accesso a documenti e informazioni sin qui mancanti – ad esempio quelle relative a sopraggiunte necessità militari – é stato invece accolto. Motivo di soddisfazione per i proponenti, ovvero l’Associazione Leipik, il Comitato Riqualificazione e Legambiente. “Siamo stati ritenuti credibili e portatori di interesse legittimo”, commenta l’avvocato Giovanni Randazzo, presidente dell’Associazione Leipik. Poco distante, Pucci La Torre (Comitato Riqualificazione) sottolinea come l’istanza di parziale smilitarizzazione “non é atto contro il Governo, la Difesa o chicchessia. Vogliamo solo far valere un diritto dei siracusani e recuperare un pezzo del mare, oggi largamente vietato. Almeno quello specchio interno all’area del porto Grande, visto anche come siano diminuite negli anni le esigenze militari in un’area che é urbanizzata e attaccata al centro storico. Vogliamo convincere le autorità militari che é possibile trovare una soluzione di equilibrio, che contemperi tutte le giuste necessita. Certo non siamo contro sviluppo e lavoro, però non si può procedere tagliando fuori l’interesse pubblico”.
A proposito di interesse pubblico, La Torre e Randazzo fanno notare con amarezza come il Comune di Siracusa non abbia, sino ad ora, ritenuto di dover appoggiare la richesta che ormai si leva forte da una ampia porzione di opinione pubblica. “Non hanno ritenuto di dover unirsi ai nostri ricorsi. Questo dispiace”, commentano.
Intanto, nei prossimi giorni dovrebbe arrivare a Siracusa il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, per visionare l’area. Lo aveva anticipato il parlamenta Luca Cannata (FdI). “Confidiamo di essere invitati a partecipare al sopralluogo. E che ci sia possibilità di parlarsi”, dice a riguardo Giovanni Randazzo.
In una vicenda in cui gli scenari sono spesso cambiati, forse c’e ancora spazio per un nuovo equilibrio.




Duplice intimidazione ai Borderi: “Paura, ma non ci sentiamo soli. Fiducia nelle indagini”

Dopo la duplice intimidazione subita, Nazarena Borderi e Gaetano Galemi scelgono parole misurate, che vanno oltre la paura e diventano denuncia civile. Ospiti di FMITALIA, durante Doppio Espresso, hanno raccontato sentimenti e pensieri di queste ore convulse. La settimana scorsa, l’attentato incendiario ai danni del magazzino in via De Benedictis. Poi, due notti fa, l’ordigno esplosivo rudimentale alla Marina. “Dopo il primo episodio abbiamo pensato che forse avevano sbagliato, forse non eravamo noi il bersaglio”, racconta Nazarena. Nessuna minaccia precedente, nessun segnale, una vita di lavoro portata avanti senza attriti. Ma il secondo atto, l’ordigno piazzato alla Marina, ha spazzato via ogni incertezza. Un’escalation forse studiata, avvenuta in pieno centro, anche sotto le telecamere. “Quello che è successo non riguarda solo noi – spiegano – ma tutta la collettività. È una minaccia alla società civile”. Un messaggio condiviso, tanto che a Siracusa si sta organizzando una manifestazione di solidarietà e contro ogni forma di criminalità.
La delinquenza organizzata ha lanciato la sua sfida. “Se fossimo stati lasciati soli sarebbe stato insostenibile – dicono Nazarena e Gaetano – invece c’è una ricerca della verità che non vuol conoscere sosta. Ringraziamo tutti per la vicinanza e grazie alle forze dell’ordine che ci seguono mattina e sera”. Al momento nessuna pista viene esclusa: racket, messaggi simbolici, dinamiche nuove della criminalità in lotta per il predominio del territorio.
Alla domanda più semplice e più difficile – “avete paura?” – la risposta è umana, senza retorica. La paura c’è, soprattutto quando squilla il telefono di notte, soprattutto per chi è padre e marito e deve proteggere i propri figli anche dalle parole. “In casa nostra questi fatti hanno gettato panico – ammettono – poi ci si veste di normalità, si accompagnano i figli a scuola, si va avanti”. È una resistenza quotidiana, fatta di gesti ordinari.
E nonostante tutto, l’attività non si ferma. I lavori alla Marina proseguono. “Ci si sente violati nella parte più intima – raccontano Gaetano e Nazarena – ma la vita deve continuare”.
Intorno a loro, intanto, si è stretta Siracusa. Messaggi, telefonate, parole di sostegno da cittadini comuni, istituzioni, associazioni. Solidarietà concreta, come quella di chi si è detto pronto ad andare ad aiutare a pulire il locale. “Queste parole ti fortificano – racconta Nazarena – ti aiutano a uscire dallo smarrimento”. Si parla anche di una manifestazione pubblica.
Resta sospesa la risposta alla “perché noi?”. Dovrà arrivare dalle indagini. Nel frattempo, resta la testimonianza di Gaetano Galemi e Nazarena Borderi. Sobria, ferma, civile.
La conversazione integrale qui:




Si mobilitano i genitori degli studenti del Rizza, “no al trasloco, i ragazzi non sono pedine”

Si mobilitano anche i genitori degli studenti dell’istituto superiore Rizza di Siracusa. “Un trasferimento forzato che rischia di cancellare decenni di storia educativa”, è la denuncia che apre un documento siglato dalla presidente del Consiglio di Istituto Ida Bianca e pienamente condiviso dai rappresentanti dei genitori. “Siamo pronti ad intervenire contro la decisione del Libero Consorzio di spostare la scuola dalla sua sede storica” è la chiara posizione assunta.
Nel corso di una riunione nella sede di viale Diaz, nelle ore scorse, i numerosi genitori intervenuti hanno espresso il loro profondo disappunto per la delicata situazione in atto. “Si rischia di far perdere alla comunità scolastica e alla città un presidio educativo consolidato, un punto di riferimento geografico e sociale, il luogo dove sono stati investiti, negli ultimi anni, fondi pubblici e risorse umane per creare laboratori e spazi didattici specifici”. In sostanza, un’identità sotto attacco. “Non stiamo parlando di spostare aule e banchi, ma di smantellare un presidio sociale e culturale”, dice il presidente del Consiglio di Istituto. “La sede storica del Rizza è il cuore pulsante di una didattica fatta di laboratori d’indirizzo e radici profonde nel territorio. Chiediamo di sapere perché si voglia sacrificare il benessere e il futuro dei nostri figli per obbedire alla logica della razionalizzazione e del risparmio”.
I genitori puntano il dito contro una scelta calata dall’alto, che sembra ignorare le necessità logistiche delle famiglie e la qualità degli ambienti didattici e sollevano interrogativi critici che richiedono risposte immediate:
“I laboratori di ultima generazione, realizzati con i fondi PNRR, potranno essere spostati? E a quale prezzo? Ci sarà un effettivo risparmio?”. E ancora, “come si intende sopperire al disagio di centinaia di studenti che hanno scelto questo istituto anche per la sua collocazione strategica? Cosa dire agli studenti ‘speciali’, che nella scuola da loro scelta hanno raggiunto un significativo livello di autonomia e possono raggiungerla a piedi?
Il trasferimento arrecherà un danno alla continuità didattica e destabilizzerà il percorso formativo degli studenti, snaturando probabilmente l’offerta formativa e indebolendo il senso di appartenenza che è alla base del successo scolastico dei nostri ragazzi”, la fosca previsione.
Lunedì, intanto, primo incontro del tavolo speciale convocato dal presidente del Libero Consorzio per l’analisi di eventuali soluzioni alternative. Serve un “jolly” entro fine febbraio, data ultima indicata per una decisione. E tutte le componenti sono a lavoro per assicurare al Rizza di poter “salvare” la sua sede identitaria e collocazione cittadina.
E in vista del tavolo tecnico del 19 gennaio, i genitori lanciano un appello a tutte le forze politiche e alla cittadinanza: “Il Consiglio di Istituto ha votato per difendere l’Istituto Rizza, per tutelare il diritto allo studio e la memoria storica della città, garantendo il benessere dei nostri ragazzi che rischiano di diventare pedine da muovere su una scacchiera”.




Intimidazione shock a una dirigente scolastica: una cartuccia sulla sua scrivania

E adesso la scia di episodi allarmanti supera la soglia di guardia. Bombe carta, attenti incendiari, rapine e adesso anche una pesante intimidazione ai danni di una dirigente scolastica della provincia di Siracusa. L’episodio non è avvenuto nel capoluogo ma nella zona nord della provincia e continua a testimoniare come il clima sia diventato estremamente pesante. La preside ha trovato sulla scrivania del suo ufficio una cartuccia come quelle che si utilizzano per i fucili. Nessun biglietto o messaggio. Ma basta quella cartuccia che certo non è riconducibile ad uno “scherzo” (per quanto di pessimo gusto).
Le indagini vengono condotte con scrupolo e nel massimo riserbo. Gli investigatori stanno acquisendo informazioni ed analizzando il contesto. Alla dirigente scolastica, intanto, è arrivata la solidarietà della rappresentante provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi, Pinella Giuffrida. “La collega non deve pensare neanche per un istante di essere sola. Non ci faremo intimidire da queste minacce. Il mondo della scuola siracusana ha le spalle larghe. Ma chiediamo alla società civile di fare sentire la sua voce”. Giuffrida ribadisce che “i dirigenti scolastici continuano a svolgere il proprio ruolo con responsabilità, senso dello Stato e profondo impegno civile, senza lasciarsi intimidire da atti vili e inaccettabili. La scuola è un presidio fondamentale di legalità, educazione ai valori democratici, inclusione e coesione sociale, soprattutto nei territori più esposti a fenomeni di illegalità. Per questo l’ANP rivolge un appello alle forze sociali, alle forze dell’ordine e alla politica affinché, insieme, si testimoni e si rafforzi un impegno comune e visibile a difesa della legalità e delle istituzioni repubblicane, a partire dalla scuola”.




“No al racket e alla criminalità”, Cna Siracusa chiede la mobilitazione della società civile

“Siracusa è una città sana, fatta di imprenditori onesti, di lavoratori e di cittadini che amano la propria terra. Non possiamo accettare di essere messi sotto scacco da simili azioni criminali che mirano a destabilizzare la nostra economia e la nostra serenità. Per questo motivo auspichiamo a brevissimo un momento di confronto che sfoci in una manifestazione totalmente inclusiva. È tempo che la città prenda una posizione chiara, pubblica e unitaria per dire no all’illegalità e per stringersi attorno a chi, ogni giorno, lavora per la crescita del nostro territorio”. Sono le parole con cui Cna Siracusa lancia l’idea di una grande manifestazione contro la criminalità e per far sentire la solidarietà della società civile agli imprenditori colpiti dalla recenti intimidazioni.
“Esprimiamo la nostra più sentita solidarietà e vicinanza alla famiglia Borderi e a tutti i collaboratori dell’azienda”, aggiungono subito Rosanna Magnano e Gianpaolo Miceli, presidente e segretario territoriale di Cna Siracusa.
“Purtroppo siamo di fronte a una scia di eventi preoccupanti che non possono e non devono diventare la normalità. Solo pochi giorni fa, a seguito dei gravi episodi che hanno colpito altre realtà imprenditoriali come Brancato e il Mio Bar, abbiamo incontrato il Prefetto di Siracusa. In quella sede abbiamo avuto modo di constatare la massima attenzione delle Istituzioni e siamo pienamente consapevoli dell’enorme sforzo investigativo e di controllo che le Forze dell’Ordine e la Magistratura stanno mettendo in campo per individuare i responsabili e garantire la sicurezza”, dicono. Domani in Prefettura nuovo focus dedicato all’emergenza siracusana.




Aperto e poi sospeso, il giallo del Mercato del Contadino Acradina

Falsa partenza per il nuovo mercato del contadino di Acradina. Questa mattina, i produttori avevano montato i loro stand ed iniziato ad esporre e vendere i prodotti, nello spirito di filiera corta. E stava anche iniziando a montare un certo interesse, grazie ad un veloce passaparola. Ma poco dopo le 11, sul posto è arrivata la Polizia Municipale di Siracusa. Un rapido controllo alla documentazione ed è emersa l’assenza di alcune autorizzazioni. Cosa che ha costretto a smontare anzitempo. C’è una settimana di tempo per rimediare, ma certo resta l’amaro in bocca per quanto accaduto.
Posto che gli agenti dell’Annona hanno fatto il loro dovere, l’imbarazzo adesso investe gli uffici comunali delle Attività Produttive. Il mercato del contadino di Acradina nasce infatti a seguito di una mozione approvata in Consiglio comunale ad ottobre. Agli uffici era stato poi demandato il compito di definire i dettagli burocratico-amministrativi. Qualcosa, però, è risultata alla fine mancante. Al punto da configurare l’ipotesi di un mercato “abusivo”.
Il presidente dell’associazione Sapori di Sicilia, che coordina i produttori che aderiscono al mercato del contadino, non nasconde l’incredulità per l’accaduto. “E’ una iniziativa del Comune di Siracusa e vengono a chiedere a noi autorizzazioni che riteniamo non siano di nostra competenza. Se questa era la situazione, ci si poteva pensare prima. Il tempo non era mancato. E invece ci hanno fatto montare per poi fermare tutto proprio quando le persone stavano iniziando a scoprire questa bella iniziativa”.
Ma l’assessore alle attività produttive, Edy Bandiera, offre un’altra versione. “All’avviso pubblico per partecipare al nuovo mercato, scaduto nelle settimane scorse, non ha risposto nessuno. E invece ci siamo ritrovati oggi con un mercato allestito”, spiega a SiracusaOggi.it. Sarebbe mancata la richiesta di scia globale per la manifestazione e, quindi, l’autorizzazione relativa. “Nessuna mancanza da parte degli uffici”, sottolinea Bandiera.




Bancomat rubati, colpo doppio: il sospetto di un’unica regia. Bottino da 164mila euro

Sono in corso le indagini sulle due clamorose rapine commesse nella notte tra sabato e domenica a Palazzolo e Buccheri. I malviventi si sono equipaggiati in modo da asportare il bancomat di due istituti di credito, utilizzando esplosivo in un caso, un escavatore nell’altro. Il sospetto degli investigatori è che i due colpi possano aver avuto la stessa regia, quindi un’unica organizzazione. Dalla pianificazione, all’esecuzione tutto è stato studiato in dettaglio. Anche il momento per colpire. All’interno dei due macchinari atm vi era infatti molto denaro, caricato dagli istituti di credito per far fronte ai prelievi ed alle richieste dell’utenza nel fine settimana. Dentro il bancomat asportato a Palazzolo vi erano 90 mila euro; altri 74mila erano stati invece caricati in quello di Buccheri. Complessivamente, il doppio colpo ha “fruttato” alla banda 164mila euro.
Queste vicende hanno generato un certo allarme nella comunità montana aretusea. La Prefettura di Siracusa, nelle ore scorse, ha convocato un vertice dedicato del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, e la vicesindaco di Palazzolo, Nadia Spada, hanno reiterato la loro richiesta: più controlli delle forze dell’ordine, specie negli orari notturni. D’intesa con la Prefettura, sono stati allora disposti servizi interforze straordinari, con il coinvolgimento anche delle polizie locali, con l’obiettivo primario di rafforzare la presenza di auto e divise in strada, nottetempo.
“Siamo molto soddisfatti della pronta risposta arrivata dalla Prefettura”, commenta Caiazzo. “E’ stato colto il nostro allarme e ringrazio per l’immediata convocazione. Il nostro era una richiesta di aiuto per la zona montana e sono lieto sia stata subito raccolta, con un focus necessario sulle aree interne della provincia di Siracusa”.




Rientra l’emergenza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Avola

Rientra l’emergenza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Avola. Lo scorso 11 gennaio era stata disposta, dal direttore del Dipartimento Materno Infantile, la temporanea sospensione dell’attività non urgente, a causa della carenza di personale medico. Una successiva comunicazione del 14 gennaio ha, invece, attestato l’avvenuta riorganizzazione, con copertura dei turni di guardia e reperibilità, per tutto il mese in corso. Riprende, quindi, regolarmente l’attività del reparto.
La riorganizzazione – spiegano fonti Asp – prevede l’impiego di pediatri in servizio presso gli ospedali di Lentini e Siracusa per assicurare le coperture necessarie. Il tutto, assicurano, senza causare scombussolamenti nei reparti degli altri nosocomi. La soluzione definitiva passa dall’assunzione di nuovi pediatri, seguendo le fasi concorsuali già avviate ed ormai in fase di chiusura e definizione.