Zona industriale, Carta (Mpa): “Territori siano più coinvolti”. E in Regione seduta su Isab e Goi

“Ho partecipato con vivo interesse ai lavori ministeriali tra la rete di attori coinvolti per il futuro della zona industriale siracusana e dei suoi lavoratori. Nonostante l’importanza dell’incontro, ad oggi non è stato ancora firmato un accordo. Le trattative proseguono quindi per stilare un protocollo che ascolti ogni parte interessata”. Così il deputato regionale Giuseppe Carta (Mpa), sindaco di Melilli, a margine dell’incontro ministeriale svoltosi ieri a Roma.
“Chiediamo maggiore tutela per i lavoratori e le imprese dell’indotto; nessuno deve restare escluso dalle tutele sociali del territorio. Siamo fermamente convinti che il ruolo dei sindaci debba continuare a essere determinante e non marginale in questo momento storico in cui stiamo scrivendo una pagina così importante per la storia della nostra provincia”, aggiunge. “Attendiamo con fiducia che il protocollo venga siglato e trasmesso alla luce delle nostre richieste”, conclude Carta.
Riguardo all’incontro di oggi al Parlamento Regionale spiega: “La Commissione Attività Produttive e la Commissione Territorio e Ambiente si incontreranno per parlare di Isab e Goi Energy, sia riguardo l’aspetto ambientale che produttivo. Per l’occasione avrò modo di illustrare un ampio dossier e la sintesi delle azioni sul tema”.




Versalis, il protocollo non piace alla Cgil. “È dismissione, non riconversione”

Resta critica la posizione della Cgil sul piano annunciato da Eni per Versalis e la chimica di base in Italia. “Il tavolo di confronto tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato le nostre gravi preoccupazioni sul futuro del polo industriale di Priolo”, dice il segretario provinciale Roberto Alosi. “Il piano di dismissione di Eni Versalis, che prevede la chiusura dell’impianto di cracking, rischia di compromettere migliaia di posti di lavoro, sia diretti che nell’indotto, aggravando la crisi industriale del territorio. Non accettiamo una riconversione che si traduce in dismissione. Chiudere il cracking significa mettere in ginocchio un intero ecosistema produttivo, senza garanzie sugli investimenti alternativi e sulla salvaguardia occupazionale”, accusa Alosi. La Cgil non ha sottoscritto il protocollo invece siglato da Cisl e Uil.
“Noi contestiamo un piano che ricalca esclusivamente le posizioni aziendali e ha chiesto un tavolo specifico per l’indotto, che il Ministero ha accettato di aprire. Tuttavia, le proposte avanzate da Eni restano insufficienti e inadeguate, mentre la mancata condivisione del documento con tutte le parti sociali è stata duramente criticata”.
La Cgil, spiega Alosi, resta sulle barricate. “La mobilitazione non si ferma. Il destino industriale e occupazionale di Siracusa è in gioco, e non permetteremo che il settore chimico venga smantellato senza alternative concrete”.
Nei prossimi giorni, il sindacato presenterà osservazioni dettagliate al MIMIT, chiedendo modifiche sostanziali al piano Eni per garantire una transizione industriale equa e sostenibile.




Amministrative a Solarino, il PD: “Coalizione civica di Spada ok, ma in trasparenza”

Di Tiziano Spada, deputato regionale del PD candidato sindaco a Solarino, con una coalizione civica, si è parlato durante la direzione provinciale del Partito Democratico. “È una candidatura prestigiosa, che, date le dimensioni del comune interessato e la legge elettorale vigente, richiede naturalmente un approccio di coalizione civica, non essendo contemplato il ballottaggio per Solarino”, dice il segretario Gerratana. Le titubanze della prima ora non sono però del tutto sopite. “L’unica puntualizzazione è che il processo di costituzione della coalizione civica deve avvenire in trasparenza e col coinvolgimento degli organismi provinciali, nel massimo rispetto dell’autonomia del circolo di Solarino che ha lanciato la candidatura”. Come dire che il civismo è ok, il trasformismo altro. Riferimento ad alcuni passaggi di schieramento chiacchierati, a destra come a sinistra.
Il segretario PD ha anche guardato al bilancio del Comune di Siracusa, dopo le recenti accuse a distanza tra il gruppo consiliare e l’amministrazione. “Invito il sindaco Italia ad un confronto alla luce del sole sul presente e sul futuro di Siracusa. Il capoluogo è troppo importante per poter essere trattato solo come un fatto meramente cittadino”, ha detto il segretario PD.




Continua con successo Uniday Expo 2025, FMITALIA radio ufficiale dell’evento

Continua con successo l’edizione 2025 di Uniday Expo, la manifestazione biennale dedicata al mondo dell’Ho.Re.Ca. Boom di partecipanti registrato per le prime due giornate dell’appuntamento che mette in mostra il meglio del food&beverage in un format che unisce tradizione, cultura gastronomica, qualità dei prodotti locali e innovazione. L’evento è ideato e promosso da Unigroup Spa, distributore nel foodservice operante in Sicilia Orientale, e nasce dalla volontà di offrire ai propri clienti e a tutto il territorio un’opportunità di sviluppo e formazione, una vetrina unica per esplorare le tendenze del settore e vivere esperienze culinarie di alto livello. FMITALIA è la radio ufficiale di Uniday Expo 2025.

Questo il programma di oggi, martedì 11 marzo:

11.00/12.00, Bonduelle – Verdure non solo di contorno; 11.30/12.45, Masterclass vini con Alessandro Carrubba – delegato AIS Siracusa; 11.30/12.00, intervista al presidente di Unigroup Spa – Roberto Cappuccio presso il salotto di FMITALIA; 12.30/13.30, I dessert by IPSA – Antonio Genovese e Umberto Maizzi; 13.15/14.00, Masterclass bendata con Chiara Allibrio; 13.45/14.30, Valentino Catering – L’arte della banquettistica; 15.00/16.00, Ist. Alberghiero Federico II di Svevia – Show cooking di alunni e docenti; 14.45/15.30, Masterclass Campari.




Ingorgo in autostrada, i lavori fanno da “tappo” e le auto restano in coda

Mattinata difficile sulla Catania-Siracusa, con forti rallentamenti in direzione del capoluogo aretuseo. Tra le 8.30 e le 10 si sono create anche vere e proprie code, tra gli svincoli di Augusta e Melilli, con auto bloccate in fila. Nessun incidente, per fortuna, dopo la tragica giornata vissuta ieri. A causare l’ingorgo in autostrada sono state alcune operazioni di cantieristica stradale, con diversi lavori in corso. In particolare, si lavora per la sostituzione dello spartitraffico centrale. Strettoia per lavori anche pressi della galleria San Demetrio.
Si consiglia di procedere con prudenza, anche in entrata ed in uscita dalle rampe autostradali per poi immettersi sulla viabilità secondaria o primaria.




Aggressioni ad operatori sanitari, campagna di sensibilizzazione a scuola e nelle farmacie

Per contrastare l’aumento delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari, l’Asp di Siracusa punta sulla formazione. Istituito un gruppo di lavoro “rischio aggressioni” per la promozione ed il coordinamento di iniziative di prevenzione, sensibilizzazione e comunicazione.
“E’ un gruppo di lavoro aziendale in ottica multidisciplinare e trasversale per l’analisi del fenomeno nel territorio siracusano e la realizzazione di una massiva campagna di prevenzione”, spiega il dg Alessandro Caltagirone. “Il target di popolazione da raggiungere – aggiunge – è stato esteso maggiormente anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Ufficio Scolastico provinciale per sensibilizzare, anche attraverso le nuove generazioni e le loro famiglie, su un fenomeno dilagante che si registra con particolare veemenza soprattutto nelle Aree di Emergenza-Urgenza come i Pronto Soccorso. Medici, infermieri, operatori sociosanitari profondono il loro impegno 24 ore su 24 per garantire la salute della popolazione. Le aggressioni fisiche e verbali, oltre ad essere reato, sono atti incivili che vanno contro l’interesse degli stessi pazienti e della collettività e, per tale ragione, devono essere combattuti con una importante opera di sensibilizzazione”.
L’Ufficio Scolastico provinciale ha reso disponibile la piattaforma scuola/famiglia per la pubblicazione delle locandine informative del Ministero della Salute; Federfarma Siracusa e l’Ordine dei Medici di Siracusa hanno reso possibile la diffusione del materiale divulgativo attraverso tutte le farmacie afferenti all’ambito territoriale di competenza e gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri.
Manifesti, locandine e brochure sono stati affissi e diffusi in tutte le strutture sanitarie aziendali e attraverso le pagine social.




Novant’anni fà il misterioso affondamento del Curzola, ora ritrovato nei fondali di Augusta

E’ una tragedia dimenticata quella del regio rimorchiatore Curzola, della regia Marina Italiana. Proprio novant’anni fà era atteso in porto ad Augusta. Non arrivò mai, nonostante condizioni del mare non proibitive e l’assenza di una richiesta di soccorso.
Si inabissò a poche miglia dal porto megarese, trascinando con sè le vite delle 18 persone di equipaggio. Molti giovanissimi, poco più che ventenni. Mistero sulle cause dell’affondamento, anche se alcune ipotesi lascerebbero propendere ad una collisione che ne avrebbe causato il veloce affondamento. Il relitto non venne mai individuato.
Del rimorchiatore e della sua storia si erano anche perse le tracce, almeno sino a quando il team del ricercatore subacqueo Fabio Portella non lo ha individuato ad una profondità di oltre cento metri, a circa 2 miglia da Brucoli ed a 5 dal porto di Augusta. Un ritrovamento quasi casuale: le ricerche erano infatti puntate sul sommergibile inglese HMS Phoenix, scomparso tra Augusta e Brucoli le luglio del 1940.
“Dopo infinite ore di esplorazione – racconta Portella – finalmente l’ecoscandaglio evidenziò una marcatura nel fondale, a quasi 120 metri di profondità compatibile col sommergibile oggetto delle ricerche. In immersione, nonostante la scarsa visibilità e la forte corrente, fu subito evidente che il relitto non era di un sottomarino ma di un rimorchiatore d’altura. Passata la delusione, l’attenzione si spostò sulla necessità di cogliere quanti più dettagli possibile al fine di giungere ad una identificazione certa. Avevamo trovato il regio rimorchiatore Curzola!”, racconta Portella a SiracusaOggi.it.

Il rimorchiatore giace sul fondale fangoso in assetto di navigazione, le strutture più alte sono a 108 metri, la prua è rivolta a circa 310°. Il fondale è leggermente declinante infatti la prua è poggiata a 118 metri mentre la poppa a 116. L’identificazione è avvenuta grazie alla presenza del nome ben evidente sulla poppa: Curzola.
Cosa ci faceva lì il Curzola? “Il 10 marzo del 1935, in normali condizioni di tempo e di mare, lasciò la base di Taranto alle ore 21:30 diretto ad Augusta. Dopo l’ultimo contatto radiotelegrafico delle 19:03 di giorno 11 marzo, con Radio Messina, non se ne ebbero più notizie. Era atteso ad Augusta per la mattina del 12. Ma non è mai giunto a destinazione. All’epoca – prosegue Portella nel racconto – vennero utilizzati anche ricognitori aerei, in particolare della 186^ Squadriglia di Augusta, che furono parzialmente limitati dalle avverse condizioni metereologiche. Il 25 marzo furono rinvenuti sulla spiaggia di Vaccarizzo, a sud della Foce del Simeto, tra Catania e Augusta, 2 salvagenti con iscrizione ‘Rimorchiatore Curzola’, del legname e un’asta di bandiera. Non fu ritrovato nessun superstite e nessun corpo”.
Nessun sos, mare non in tempesta: fattori che portano molti a crede possibile che l’affondamento sia avvenuto in un tempo brevissimo, per un evento improvviso. Forse per un investimento notturno con una nave a sud di Capo Spartivento. L’equipaggio del rimorchiatore era composto da 18 uomini, 3 sottoufficiali e 15 marinai.
“Le famiglie furono informate della scomparsa dei loro cari via telegramma tra il 19 e il 22 marzo. La vicenda fu anche al centro di una discussione alla Camera dei Deputati, con le relative comunicazioni”. Poi, da allora, più nulla. Sino al ritrovamento da parte del team di ricerca capitanato da Fabio Portella.
Per ricordare quella tragica pagina di storia della Marina Italiana, il prossimo 4 aprile, ad Augusta, commemorazione a cura di Lamba Doria con la partecipazione di MariSicilia, Comune di Augusta e Fidapa.




Ccr, il fronte del no compatto: “Il Comune metta nero su bianco lo stop ai lavori”

I tre comitati “No Ccr sotto casa”, nati come forma di protesta spontanea contro la realizzazione di altrettanti centri comunali di raccolta in via Don Sturzo, via Lauricella e Cassibile, chiedono adesso al Comune di Siracusa una delibera che chiarisca lo stato dell’arte delle tre realizzazioni.
Tra il “no” della Soprintendenza per il ccr in via Don Sturzo (presenza di latomie, ndr) e l’annunciato stop della costruzione di quello in via Lauricella (anche se ieri la ditta ha allestito il cantiere, ndr), i referenti dei comitati ritengono necessario un provvedimento comunale che metta nero su bianco “il blocco dei lavori di realizzazione dei Ccr nelle sopracitate aree”.
In una nota inviata alla stampa denunciamo “ambiguità, dichiarazioni contraddittorie o volte a creare differenze di status tra quartieri”. E precisano: “il Ccr della Pizzuta è stato stoppato perché troppo vicino alle abitazioni, esattamente come prossimi alle case degli stanziali sono gli impianti previsti per via Sturzo e Cassibile. Serve, dunque una presa di posizione chiara e formale da parte del Comune, a tutela degli interessi dei residenti che hanno tutto il diritto di essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano il proprio territorio”.




Sbarco di migranti a Portopalo, fermati due egiziani sospettati di essere gli scafisti

Due egiziani sono stati posti in stato di fermo perchè sospettati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo le attività d’indagine condotte dalla Polizia, sarebbero gli scafisti di una imbracazione giunta lo scroso 9 marzo a Portopalo. A bordo, 33 migranti. I due uomini, dopo le incombenze di legge, sono stati condotti alla Casa Circondariale di Cavadonna.

foto archivio




Merci pericolose e quel decennale divieto di transito in autostrada. “Un paradosso”

“Si può realizzare un’autostrada che collega il petrolchimico di Augusta e poi vietare l’accesso ai mezzi che trasportano merci pericolose? In Sicilia si può! Da quasi un decennio il transito di queste merci sull’autostrada Catania-Siracusa è interdetto, a causa di un divieto imposto dall’Anas nell’aprile del 2016”. A denunciare il paradosso, più volte al centro anche di interrogazioni rivolte al Ministero dei Trasporti, è la Cna Fita Sicilia.
Alla base del divieto, vi sarebbe il mancato rispetto delle norme di sicurezza europee previste dal regolamento Reti Ten-T, a causa della situazione critica delle gallerie lungo il tratto Augusta-Catania, compromesse da ripetuti furti di rame e materiale elettrico.
“Ma l’assurdità non finisce qui – continua la nota della Cna Fita Sicilia – il tratto autostradale in questione, lungo circa 15 km, è di vitale importanza perché serve il polo petrolchimico e il porto di Augusta, dove il trasporto di idrocarburi è una necessità quotidiana. Invece di intervenire per garantire la sicurezza e il ripristino delle gallerie, l’Anas ha scelto la via più semplice: deviare il traffico sulla vecchia Strada Statale 114, sia in direzione Catania che Siracusa”.
Il risultato? Lo raccontano i vertici Cna Fita Sicilia: “Tempi di consegna più lunghi, traffico aumentato, maggiore inquinamento e un grave danno economico per le imprese di trasporto. Ma non solo: la SS114 attraversa zone fortemente urbanizzate, risultando molto più insicura e pericolosa rispetto all’autostrada, eppure qui il transito delle merci pericolose è consentito, perché la strada non è soggetta alle normative europee”.
L’associazione di categoria chiede allora con forza l’immediata riapertura del tratto autostradale ai mezzi che trasportano merci pericolose e il ripristino delle condizioni di sicurezza delle gallerie. “I problemi della mobilità delle merci e delle persone non possono essere affrontati in modo così approssimativo e dannoso per l’economia e la sicurezza pubblica. I deputati del territorio, l’assessorato regionale competente, il presidente della Regione e il Ministero delle Infrastrutture hanno il dovere di intervenire immediatamente. Un’infrastruttura strategica per l’intera Sicilia non può essere lasciata in queste condizioni”.
Negli anni scorsi, i parlamentari Ficara e Scerra (M5S) si sono occupati a più riprese della vicenda, con interrogazioni al Ministero dei Trasporti.