VIDEO. Il sabato del ponte: bici, bimbi e musica per il taglio del nastro del ciclopedonale

Bici, bimbi e musica. Inaugurato così il ponte ciclopedonale che collega via Eritrea con piazza delle Poste. A tagliare il nastro, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.

Il ponte è stato realizzato in 8 mesi circa, 7 se si considera lo stop imposto a settembre per il G7 Agricoltura e l’Expo Divinazione. Lungo 42 metri, largo 5, è costato poco meno di 1 milione di euro. Il progetto è firmato dall’architetto padovano Lorenzo Attolico. A costruire l’opera è stata la siracusana Solesi.




Motocarrozzette e velocipedi per turisti, controlli interforze ad un mese dal via della stagione

Polizia Municipale di Siracusa, Polizia di Stato, Carabinieri e Gdf hanno dato vita ad un’azione di controllo rivolta, in particolare, alle ape calessino, motocarrozzette e velocipedi che si occupano di trasporto turistico. Nessuna sanzione per esercizio abusivo dell’attività, poiché tra i veicoli sottoposti a verifica nessuno trasportava turisti, cosa che, da regolamento in materia, sarà consentita dal prossimo 1° aprile.
I controlli sono stati disposti su via Rodi, piazza Pancali, largo XXV Luglio, piazza Archimede, Porta Marina, Fonte Aretusa, Ponte Umbertino, ingresso parcheggio Talete, piazzale Teatro Greco, via Agnello ingresso sud Parco Archeologico.
Tra motocarrozzette e velocipedi, sono stati sottoposti a controllo 6 mezzi e sono state elevate, complessivamente, 7 sanzioni per illeciti amministrativi, riconducibili al regolamento di riferimento ed al Codice della strada.
Durante il servizio è stata controllata anche un’autorimessa di velocipedi, risultata regolare.




Volontari chiamati a raccolta per “ripulire” la ciclabile Maiorca, iniziativa Retake

A Siracusa volontari in campo per “ripulire” la pista ciclabile Maiorca. Un appuntamento ecologico, organizzato da Retake. Punto di ritrovo, domenica 2 marzo alle 10, accanto al convento dei Cappuccini (piazza Cappuccini). Chiunque volesse, può partecipare sentendosi così parte di una iniziativa di puro civismo.
Con pinze e sacchetti, i volontari Retake e tutti i partecipanti si incammineranno lungo la pista ciclabile Maiorca, raccogliendo i rifiuti incontrati lungo il percorso e documentando le zone che versano in uno stato di maggiore degrado. Senza dimenticare di sensibilizzare la popolazione, informando i cittadini sulle corrette modalità di smaltimento dei rifiuti e coinvolgendoli nelle iniziative di Retake.
Ai partecipanti non sono richiesti adempimenti di sorta ma solo di iscriversi all’evento nell’apposita APP (bit.ly/4kmePdu): gli strumenti per la raccolta (guanti, pinze e sacchetti) saranno forniti da Retake.
“Retake sbarca a Siracusa con l’obiettivo di contribuire anche qui al recupero, alla valorizzazione e all’innovazione degli spazi pubblici”, dichiara Luisa Fiorese, vicepresidente di Retake. “Ci vediamo domenica per condividere una giornata di conoscenza reciproca e gettare le basi per le prossime iniziative di rigenerazione urbana”.




Rinnovabili, dalla Regione 61,5 milioni per le Comunità energetiche con i Comuni

La Regione Siciliana cofinanzia i progetti di investimento per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili da parte di Comunità energetiche rinnovabili (Cer) a cui partecipano i Comuni siciliani. Il governo Schifani, nella seduta di giunta di ieri pomeriggio, ha dato il via libera all’avviso pubblicato oggi dal dipartimento regionale dell’Energia sul portale istituzionale della Regione. La misura, rientrante nell’Azione 2.2.2. del Pr Fesr Sicilia 2021-2027 per favorire la nascita di Comunità energetiche, ha una dotazione finanziaria di quasi 61,5 milioni di euro.
«Mettiamo in campo – sostiene il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – un programma regionale ambizioso nell’ambito delle Comunità energetiche a cui partecipano le amministrazioni comunali del territorio, ponendo così la Sicilia all’avanguardia nel panorama nazionale. Dopo avere accresciuto l’iniziale capacità finanziaria di questa misura, adesso passiamo alla fase operativa. Cofinanziamo investimenti sul fronte energetico che consentiranno ai Comuni di ottenere negli anni importanti rientri finanziari grazie alla realizzazione di questi impianti di autoconsumo diffuso».
«Posto che in tutta Italia a fine 2024 si registravano 46 Cer attive – sottolinea l’assessore al ramo Roberto Di Mauro – con il nuovo intervento abbiamo l’obiettivo di attivarne 150 in Sicilia entro la fine del programma, per rendere la nostra regione l’ambito territoriale con la maggiore diffusione e la maggiore potenza installata di impianti condivisi. L’assessorato dell’Energia è impegnato a fondo per la spesa dei fondi europei del ciclo di programmazione 2021-27 sul fronte delle fonti rinnovabili, in linea con le direttive dell’Ue e con il Piano nazionale per l’energia e il clima. Questo è il terzo intervento che mettiamo in campo nell’ambito delle azioni del Fesr Sicilia di nostra competenza».
L’avviso prevede una procedura a sportello con valutazione, quindi una graduatoria dei progetti presentati dalle Cer, regolarmente costituite e in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando, a cui partecipino amministrazioni comunali siciliane. Il contributo, a fondo perduto, verrà assegnato nella misura massima del 40 per cento delle spese ammissibili, fino a un tetto di 420 mila euro, Iva esclusa. I lavori per la realizzazione del progetto non potranno essere avviati prima della presentazione della domanda di contributo.
Sono ammissibili i progetti finalizzati alla realizzazione di interventi di nuova costruzione o potenziamento di impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili, che aderiscono alla configurazione di Comunità energetiche rinnovabili. Dovranno avere una potenza nominale non superiore a 1 Mw, essere ubicati in Sicilia e nell’area sottesa alla medesima cabina primaria ed essere connessi alla rete di distribuzione tramite punti di connessione a quest’ultima. Dovranno entrare in esercizio entro 24 mesi dalla data di ammissione al contributo e comunque non oltre il 30 giugno 2027.




Sasol ed i 65 esuberi, intesa azienda-sindacati. La Uiltec dice no all’accordo

Revocato lo sciopero in Sasol inizialmente proclamato per la oggi da Femca Cisl e Filctem Cgil. Sul filo di lana, dopo un incontro con l’azienda, le due sigle sindacali hanno fatto rientrare l’iniziativa di protesta nata dopo la comunicazione di 65 esuberi nello stabilimento di Augusta. Resta invece su posizioni critiche la Uiltec Uil.
“Abbiamo lavorato per individuare una soluzione concreta che garantisse la tutela dell’occupazione e il rispetto del contratto e della normativa vigente, senza cedere a strumentalizzazioni o allarmismi infondati”, spiega il segretario provinciale Femca Cisl, Sandro Tripoli. “Nonostante le difficoltà del contesto, l’obiettivo è sempre stato quello di trovare un equilibrio tra la necessità di supportare l’azienda nelle sue criticità e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, evitando qualsiasi ipotesi di licenziamento”.
L’accordo raggiunto con Sasol prevede l’utilizzo di strumenti di contrattazione che consentono di affrontare le difficoltà aziendali senza ricadute sui livelli occupazionali: 12 mesi di cassa integrazione e incentivi all’esodo volontario.
Il segretario regionale Uiltec, Andrea Bottaro, spiega il no della sigla all’intesa. “L’introduzione della cassa integrazione e dei licenziamenti incentivati, con la piena consapevolezza che queste misure non copriranno i 65 lavoratori che inevitabilmente saranno licenziati, segna una scelta inaccettabile. Per questa ragione, abbiamo deciso di sottrarci a un accordo che contraddice la grande tradizione sindacale siracusana”. Il timore della Uiltec è che, al termine dei 12 mesi di cassa integrazione, con due impianti comunque fermi e – secondo il sindacato – senza prospettiva di ripartenza, non ci sarà comunque spazio per reintegrare i lavoratori. Pertanto, è la conclusione della Uiltec, i licenziamenti continuano ad aleggiare sulla vicenda.




“Vincere con la Ricerca”, la lotteria di Airc per sostenere la ricerca sul cancro

Torna anche questa la storica lotteria Airc provinciale di Siracusa: “Vincere con la Ricerca”, iniziativa di raccolta fondi giunta alla venticinquesima edizione. Un appuntamento di sensibilizzazione, per contribuire al mantenimento di progetti innovativi per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro.
Sono 17 i premi messi in palio, grazie alla generosità di diversi partner privati locali: voucher viaggio da 3.000 euro, un moderno tv 4k 50 pollici e ancora capi di abbigliamento ed accessori di noti marchi. Estrazione finale il 7 marzo, biglietti in vendita al costo di 2,50.
La lotteria “Vincere con la Ricerca” è uno degli appuntamenti del sessantesimo anniversario di Fondazione Airc. Un’iniziativa cresciuta grazie al costante impegno della consigliera provinciale di Siracusa, Nella Giallongo, che contribuisce concretamente a portare nuova energia alla ricerca indipendente sul cancro.
Airc quest’anno ha investito oltre 141 milioni di euro per sostenere 673 progetti innovativi, 90 borse di studio per giovani talenti, 8 programmi speciali, e per lo sviluppo di IFOM, l’Istituto di Oncologia Molecolare della Fondazione e centro di eccellenza internazionale. In Sicilia, in particolare, sono stati destinati oltre 580.000 euro per 6 progetti di ricerca e una borsa di studio.
I biglietti della Lotteria provinciale di Siracusa sono disponibili fino ad esaurimento, per informazioni sui punti di distribuzione contattare il Comitato Sicilia Fondazione AIRC (telefono 091.6110340 o scrivendo un’e-mail a com.sicilia@airc.it).




Eni Versalis, schiarita su Priolo. “Piena tutela dell’occupazione e continuità produttiva”

Eni ha confermato i piani di investimento e rilancio degli impianti Versalis – anche Priolo e Ragusa – attraverso lo sviluppo dei nuovi progetti da 2 miliardi di euro (900mila solo a Priolo, ndr). E nel corso di un confronto con Femca Cisl e Uiltec Uil diventano esplicite le garanzie occupazionali, in previsione della fermata del cracking. “Lo stop è necessario al fine di ridurre le ingenti e costanti perdite causate da una crisi strutturale e irreversibile del settore a livello europeo e consentire lo sviluppo dei nuovi progetti”, ha riferito un portavoce di Eni.
Sono definitivi “significativi” i passi avanti anche dai rappresentanti sindacali. “A Priolo, il piano industriale assicura la continuità delle lavorazioni attraverso l’importazione di materie prime, evitando interruzioni della produzione e rafforzando la competitività del sito”, spiega Sandro Tripoli della Femca Cisl. “Il piano industriale presentato da Versalis assicura la piena tutela dell’occupazione diretta e dell’indotto, la continuità produttiva dei siti e il massimo coinvolgimento dei lavoratori nelle nuove attività. La Femca Cisl ha inoltre ottenuto l’impegno dell’azienda ad avviare un confronto su Premio Presenza e organici, a sottoscrivere un protocollo con istituzioni e stakeholder per garantire trasparenza e monitoraggio sugli investimenti e a garantire percorsi di formazione e riqualificazione per tutti i lavoratori coinvolti”. Quanto al futuro prossimo, “verranno realizzati due investimenti strategici con la costruzione di una bioraffineria da 500 KT/anno per la produzione di biocarburanti di nuova generazione e di un impianto di riciclo chimico delle plastiche con tecnologia HOOP che posizionerà il sito tra i più innovativi del settore generando un impatto positivo sull’intera filiera e garantendo occupazione stabile”. Anche il sito di Ragusa sarà al centro della trasformazione industriale, con la creazione di un agri-hub per la raccolta di oli destinati alle bioraffinerie di Priolo e Gela, un centro avanzato per il riciclo delle plastiche, un polo di formazione per la manutenzione e la sicurezza e un acceleratore per start-up nel settore chimico. “Questa evoluzione permetterà di valorizzare le competenze professionali dei lavoratori garantendo stabilità occupazionale e nuove opportunità di crescita”, aggiunge ancora Tripoli.
Soddisfatta anche la Uiltec Sicilia, rappresentata all’incontro dal segretario Andrea Bottaro. “La firma del verbale di incontro per la riconversione dei siti di Priolo, Ragusa e Brindisi rappresenta un passo fondamentale per superare la fase di stallo che finora ha impedito un’analisi approfondita dei progetti. È essenziale comprendere la reale funzionalità e prospettiva del piano di riconversione. Auspichiamo che si giunga al più presto alla firma di un protocollo con il governo, così da ottenere garanzie occupazionali e certezze sui tempi, in particolare per quanto riguarda la fase autorizzativa. Solo successivamente – prosegue – sarà possibile approfondire gli impatti a livello locale, valutando le conseguenze sulle produzioni connesse al sito di Priolo e assicurando la tutela dell’occupazione nell’indotto dei due siti siciliani”.
Per la Uiltec è indispensabile lavorare a un progetto di riconversione sostenibile, “poichè la produzione di etilene e polietilene in Italia non garantisce più la sostenibilità economica e, di conseguenza, la stabilità occupazionale. Si tratta di un processo delicato, che richiede attenzione e responsabilità da parte di tutti. Vigileremo affinché non si verifichino speculazioni ai danni dei lavoratori, sia diretti che dell’indotto”.
Non ha sottoscritto il verbale la Cgil, in posizione fortemente critica verso il piano Eni e la dismissione della chimica di base in Italia.




Bonus edilizi con truffa, la Guardia di Finanza sequestra 2 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Siracusa ha scoperto un’articolata truffa in materia di bonus edilizi. Le indagini, dirette dalla Procura, hanno portato al sequestro preventivo di circa 2 milioni di euro, presunto provento dei reati di autoriciclaggio e di truffa ai danni dello Stato.
L’attenzione dei Finanzieri della Compagnia di Augusta è stata rivolta a una società con sede a Priolo Gargallo che, nonostante fosse inattiva da diversi anni, nel 2022 ha improvvisamente iniziato a emettere fatture relative a presunti lavori edilizi per diversi milioni di euro, nei confronti degli amministratori della società, dei loro familiari e di soggetti terzi.
Subito dopo l’emissione dei documenti fiscali, gli apparenti committenti dei lavori divenivano titolari di crediti d’imposta in materia di “bonus facciate”, “eco bonus” e “bonus ristrutturazione” che venivano monetizzati tramite la cessione a istituti finanziari, a fronte di un corrispettivo in denaro.
Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle hanno fatto emergere che gran parte di quelle fatture, dopo aver consentito al beneficiario dei lavori di maturare il credito d’imposta, sono state successivamente annullate da note di credito, senza che fossero restituite le somme bonificate a titolo di acconto. Sono state individuate, inoltre, alcune ditte individuali nate tra luglio e settembre del 2022 che ottenevano, con lo stesso meccanismo, crediti d’imposta che venivano successivamente venduti a istituti finanziari. Anche in questi casi, è stata rilevata la completa assenza di strutture, mezzi e personale per svolgere l’attività aziendale.
I proventi illeciti, per oltre 6 milioni di euro, sono stati successivamente trasferiti in attività economiche da parte degli indagati. I finanzieri, dopo mirate perquisizioni nelle province di Siracusa, Catania e Torino, hanno proceduto al sequestro preventivo di conti correnti, immobili e crediti d’imposta pronti per essere utilizzati in compensazione delle imposte dovute, con un potenziale e ingente danno all’Erario, per complessivi 2 milioni di euro.




Ponte ciclopedonale di Ortigia, sabato inaugurazione ed apertura

Sabato 1 marzo, alle 10.30, sarà inaugurato ed aperto al pubblico il ponte ciclopedonale di Ortigia. Realizzato in acciaio con rifiniture in legno, il ponte è lungo 42 metri e largo 5. “Un altro tassello di quel sistema di mobilità dolce che serve a rendere più sano e sostenibile il traffico cittadino”, dice il sindaco Francesco Italia che presenzierà alla cerimonia di inaugurazione.
Cantiere aperto a giugno 2024, poi oltre un mese di stop a settembre a causa dell’expo collegato al G7 Agricoltura di Siracusa. I lavori dovevano concludersi in sei mesi (dicembre 2024, ndr), poi emerse – anche per via di alcune variazioni al progetto originale – la necessità di una proroga, con nuova scadenza fissata a febbraio 2025. In questo lasso di tempo supplementare, rifinite e posate la nuova pavimentazione ed i nuovi bordi parapetto. Inizialmente, era stata prevista una pavimentazione in grigliato, molto industriale, sostituita adesso da un tappetto in materiale composito di legno e resine epossidiche. Una scelta che dovrebbe assicurare, secondo la società che ha curato la costruzione, una resa pienamente carrabile per le bici oltre che un bell’effetto estetico.
Per quel che riguarda i bordi parapetto, alla fine sono stati scelti elementi paesaggisticamente a tono con l’armonia del ponte e con l’ambiente circostante. Il progetto originale, anche in questo caso, prevedeva parapetti in grigliato.




Latomia batte Ccr, salta il progetto: niente centro di raccolta alla Mazzarrona

La notizia è che il centro comunale di raccolta di Mazzarrona non si farà. Più che la protesta dei residenti, è stato il parere della Soprintendenza a bloccare il progetto. Dopo il preavviso dei giorni scorsi, ricevute le controdeduzioni di Palazzo Vermexio, gli uffici della sezione archeologica dell’ente che tutela i beni culturali hanno confermato il loro parere negativo. “Durante l’esecuzione dei saggi archeologici preventivi si ha avuto modo di constatare che tutto il lotto è interessato dalla presenza di latomie a cielo aperto riferibili all’estrazione dei blocchi per la realizzazione delle mura dionigiane e pertanto suscettibili di essere sottoposte a tutela”, si legge nel parere della Soprintendenza. Valutazione finale: “progetto non assentibile”. A meno che non lo si sposti altrove (“Questa Sezione potrà prendere in esame un progetto delocalizzato in altra area”). Una simile linea oggi avrebbe probabilmente a bocciare persino la realizzazione di viale Santa Panagia, del Palazzo di Giustizia e di quell’ampia area urbanizzata in mezzo alla necropoli greca. Spirito dei tempi, si usa dire.
Essendo un intervento finanziato con fondi Pnrr (circa 700mila euro, ndr) e quindi soggetto a scadenze temporali precise, non è più immaginabile oggi una riprogettazione altrove con annessi tutti i saggi e gli studi preventivi. Il rischio sarebbe quello di avviare un cantiere per poi ritrovarsi con l’intervento definanziato. Quale sarebbe il male minore? Rinunciare all’intervento prima ancora di avviarlo, per non rimetterci anche soldi pubblici. E probabilmente questa sarà la scelta di Palazzo Vermexio: definanziare il ccr di Mazzarona per dedicarsi agli altri due, sempre finanziati con il Pnrr, da realizzarsi alla Pizzuta e ad Epipoli. A meno di altre sorprese…