Furto in un ristorante di Ortigia, identificato e denunciato il presunto autore

I Carabinieri della Stazione di Ortigia hanno identificato e denunciato per furto aggravato un 40enne, con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio. L’uomo è stato identificato quale autore di un furto commesso la notte tra il 2 e il 3 febbraio in un ristorante di Ortigia.
Le attività tempestivamente avviate dai Carabinieri a seguito della denuncia presentata dal proprietario, hanno consentito di risalire all’identità dell’autore del furto.




Porto Grande di Siracusa, tutto (quasi) da rifare. Ci pensa la “nuova” governance

Come sta il Porto Grande di Siracusa? Nonostante una storia piuttosto recente, il progetto di riqualificazione è datato 2006, non gode esattamente di grande salute. Lo confermano i primi esami, anche subacquei, condotti dall’Adsp della Sicilia Orientale di recente entrata in “possesso” dell’importante porto siracusano. “Sconta un elevato debito manutentivo che rende infrastrutture e impianti ad oggi inutilizzabili o, nella migliore delle ipotesi, funzionanti in misura ridotta e poco sicuri”, recita la relazione finale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia orientale (Adsp) che da pochi mesi ha assunto la gestione del Porto Grande.
“L’area, in particolare quella a valle dell’ingresso del porto, è stata oggetto di un’analisi approfondita per comprendere quali necessità siano impellenti rispetto ad altre e dunque quali azioni intraprendere – spiega il presidente dell’Adsp, Francesco Di Sarcina – le condizioni riscontrate in quasi tutte le banchine rappresentano in concreto un rischio per operatori, mezzi e materiali che circuitano nelle attività portuali. Per tali ragioni, nell’ambito di un processo di rinnovamento e restyling sostanziale, sono stati immediatamente avviati interventi massivi di ristrutturazione, ricostruzione, riqualificazione e messa a norma, al fine di ricostruire gli elementi infrastrutturali e impiantistici mancanti o irreversibilmente deteriorati e regolarizzare quelli ammalorati”.
Tra i lavori che partiranno già nei prossimi giorni vi è innanzitutto un’indagine, ancora più certosina di quelle già condotte finora, per un importo di circa 29mila euro: il 25 febbraio cominceranno i servizi di rilievo sia subacqueo che batimetrico degli specchi acquei antistanti la totalità del Porto Grande per avere, entro un mese, un quadro aggiornato dell’andamento dei fondali fino alla batimetrica -10,00 m e consentire valutazioni realistiche delle possibilità di ormeggio di tutti gli approdi; si prevedono anche indagini video ispettive sulle banchine 2 – 3 e 5 al fine di rilevare lo stato di fatto del piano di posa e ottenere un dettagliato livello di conoscenza per le successive fasi di progettazione utile all’eliminazione dei dissesti attualmente presenti.
Nella prima settimana di marzo partirà una manutenzione straordinaria delle recinzioni, con un costo di circa 145mila euro, per mettere in sicurezza le aree del molo Sant’Antonio: le condizioni strutturali e funzionali, e specificatamente dell’area compresa tra la banchina 2, dove approdano le navi da crociera, e la banchina 3, infatti versano in cattive condizioni tali da non consentire la piena fruibilità. L’intervento, che sarà ultimato entro due mesi, si prefigge di mettere in sicurezza quest’area da ingressi non autorizzati e interesserà un’ampia area posta al centro del molo e recintata in parte con new jersey in cls e in parte da recinzioni provvisorie in metallo; al centro, inoltre, si trova un edificio industriale in stato di abbandono. La recinzione da ripristinare è a nord lungo il confine con la strada di servizio e l’area di transito dei crocieristi e quella ad ovest parallela al molo 03, oggi in uso dalla Gdf. Il progetto prevede la sostituzione dell’esistente recinzione divelte con una nuova recinzione più stabile e sicura e, al contempo, la manutenzione dei piazzali per ripristinarne le parti sconnesse sulle quali hanno radicato erbacce e arbusti, anche di grandi dimensioni. Infine la realizzazione a norma di un tratto di condotta fognaria, in previsione di futuri usi dei piazzali, oltreché utile a fornire un servizio agli utilizzatori del molo 03.
Per quanto riguarda invece il molo Darsena Servizi del Porto Rifugio di Santa Panagia, è prevista entro fine marzo un’azione di manutenzione straordinaria, per un importo pari a circa 147mila euro, con sostituzione e ripristino delle passerelle: si tratta di un tratto lungo 330 metri, la cui banchina ha una larghezza di 4,5 metri da cui si diramano in totale 12 passerelle pedonali di collegamento, alcune saldate rispettivamente tra i piloni attualmente esistenti e altre tra i piloni di accosto e la banchina. Sui piloni sono installate bitte per l’ormeggio e la funzione delle passerelle è quella di collegamento tra ormeggio e banchina: si presentano danneggiate irreversibilmente per la quasi totalità dell’installazione, non garantendo i minimali livelli di sicurezza. La sostituzione, che terminerà in due mesi, prevede anche lo smontaggio e il successivo montaggio del corrimano attualmente esistente, dei pannelli grigliati elettrofusi e delle spallette su cui poggiano le passerelle.
Infine sono in fase di approfondimento progettuale altre due attività: la manutenzione straordinaria e potenziamento dell’impianto di pubblica illuminazione del molo Sant’Antonio e la manutenzione straordinaria bitte e parabordi banchina 5 e banchina 6.




Ex Provincia, il Centrodestra freddo sull’idea Giansiracusa candidato unico

Ma davvero Michelangelo Giansiracusa potrebbe essere il candidato unico, sostenuto da centrodestra e centrosinistra, per la presidenza del Libero Consorzio Comunale (ex Provincia)? Il parlamentare di FdI, Luca Cannata, aveva suggerito la possibilità, agganciandola ad intese programmatiche per il rilancio dell’ente, arrotolato in una crisi da default ancora senza soluzione.
Nello stesso centrodestra, però, la proposta è stata accolta con discreta freddezza. Al tavolo regionale, convocato per discutere delle diverse situazioni provinciali, è stata ribadita piuttosto la volontà di procedere “in modo coeso e strategico, valorizzando le peculiarità territoriali all’interno di una visione condivisa”. Il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI) sintetizza al meglio il senso della nota politica: “oggi non c’è un nome sul tavolo, stiamo vagliando alcune ipotesi. Il candidato del centrodestra deve comunque essere di espressione della nostra area politica”.
La candidatura unica (Giansiracusa) resta quindi, per il momento, più che altro una suggestione di “parte” (FdI) e non un preciso progetto di coalizione. Anche perchè, tra alleati del centrodestra siracusano, non manca chi fa notare il controsenso di un sostegno oggi a Giansiracusa da parte di chi, in altra situazione, ha invece preso posizione per criticare ad esempio l’ingresso del Mpa in giunta a Siracusa. Due pesi, due misure? Schermaglie ordinarie tra alleati. O, come sussurrano da Forza Italia, “posizioni di solitudine”. Fughe in avanti, insomma, in attesa di ricomposizione. Forse di sviluppi.
Per le ex Province siciliane si vota il 27 aprile. Si tratta di elezioni di secondo livello, per cui esprimeranno il loro voto solo sindaci e consiglieri comunali. Per le cariche non sono previste ulteriori indennità.




Dopo quasi un anno in carcere, espulso un nigeriano. Era sbarcato ad Augusta

Un cittadino nigeriano è stato espulso dal territorio italiano. Ad eseguire il provvedimento sono stati agenti della Polizia di Stato. L’uomo era stato scarcerato dalla casa circondariale di Siracusa per revoca della misura cautelare cui era sottoposto. Il ventottenne era sbarcato ad Augusta ad aprile dell’anno scorso. Fu arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Gli agenti dell’Immigrazione hanno anche notificato un decreto di espulsione, con contestuale ordine di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni, ad un marocchino di 29 anni e ad un libico di 25 anni, rintracciati a Rosolini dagli agenti del Commissariato di Pachino. I due, irregolari sul territorio nazionale, sono già conosciuti alle forze di polizia per essere stati accusati di vari reati contro la proprietà.




Prove di carico sul ponte ciclopedonale, conto alla rovescia per l’inaugurazione

Il ponte ciclopedonale di Ortigia è pronto. La Solesi ha completato la costruzione e con le prove di carico in programma quest’oggi si chiude, tecnicamente, la fase di realizzazione dell’infrastruttura che collega riva delle Poste con via Eritrea. Di fatto, le operazioni odierne rappresentano il collaudo tecnico che – positivamente concluso – metterà il Comune di Siracusa nella condizione di disporre chiusura cantiere e data di inaugurazione.
Tutto l’incartamento è già in possesso dei tecnici di Palazzo Vermexio che attendono adesso solo quest’ultimo atto formale.
Cantiere aperto a giugno 2024, poi oltre un mese di stop a causa dell’expo collegato al G7 Agricoltura di Siracusa. I lavori dovevano concludersi in sei mesi (dicembre 2024, ndr), poi emerse – anche per via di alcune variazioni al progetto originale – la necessità di una proroga, con nuova scadenza fissata a febbraio 2025. In questo lasso di tempo supplementare, rifinite e posate la nuova pavimentazione ed i nuovi bordi parapetto. Inizialmente, era stata prevista una pavimentazione in grigliato, molto industriale, sostituita adesso da un tappetto in materiale composito di legno e resine epossidiche. Una scelta che dovrebbe assicurare, secondo la società che ha curato la costruzione, una resa pienamente carrabile per le bici oltre che un bell’effetto estetico.
Per quel che riguarda i bordi parapetto, alla fine sono stati scelti elementi paesaggisticamente a tono con l’armonia del ponte e con l’ambiente circostante. Il progetto originale, anche in questo caso, prevedeva parapetti in grigliato.

Per quel che riguarda l’illuminazione, l’impianto è stato previsto ma per la sua realizzazione bisognerà seguire con attenzione l’iter del progetto di riqualificazione di piazza delle Poste.

foto archivio




Nessuno regala niente, la sconfitta di Acireale vale come una sveglia per il Siracusa

La bella vittoria di Reggio Calabria ed il largo 7-0 rifilato al Locri avevano forse generato l’impressione che il campionato fosse davvero in discesa per il Siracusa. Ed invece, nessuno regala niente e non si vincono le partite solo in virtù del posto in classifica. Esemplificativa in questo senso, purtroppo, è la sconfitta arrivata ad Acireale. Brutto risveglio, insomma.
A sorprendere, al di là del risultato, è stato l’atteggiamento della squadra. Dopo le recenti prove di forza, era lecito attendersi la conferma del Siracusa da battaglia ammirato nelle ultime settimane. Ed invece ecco in campo (un campo pessimo, ndr) una sbiadita controfigura che fatica persino ad ingabbiare l’unico giocatore dell’Acireale che poteva creare (e infatti le crea) difficoltà alla retroguardia azzurra.
E’ comunque ingeneroso criticare le scelte di Turati. Se gli equilibri tra reparti – che sembravano acquisiti – vengono meno, con ogni probabilità non è per via di normali rotazioni a centrocampo. Si dice in questi casi che è stato sbagliato l’atteggiamento. Niente occhi di tigre, come se bastasse solo presentarsi in campo per vincere, in quanto più forti. Alle volte, però, vince chi è più sporco, convinto e – sportivamente parlando – cattivo.
La sconfitta di Acireale, da questo punto di vista, può avere il salvifico effetto di una puntuale sveglia. Se qualcuno in casa azzurra pensava di aver già messo le mani sulla promozione in Serie C, adesso sa bene che conviene correre. E lo sa meglio di tutti Marco Turati, maniacalmente attento ai dettagli e consapevole di come il troppo entusiasmo avrebbe potuto tirare qualche brutto scherzo. Ecco, è successo.
Adesso archiviare e ripartire. L’obiettivo non cambia e nulla è compromesso. E’ vero che la Reggina si avvicina, ma il vero avversario del Siracusa è solo il Siracusa. Se gioca come sa, non c’è inseguitrice che tenga. E che parlino pure dalle altre piazze. Rispetto per tutti, ma alla fine conta solo il risultato del campo, non il rumore di sottofondo.
Merita una nota a parte la condivisibile doglianza del presidente Ricci: in certe partite è bene poter contare su designazioni arbitrali adeguate. Il Siracusa non è società che si lagna o accampa scuse, anche se ce ne sarebbero almeno due o tre piuttosto evidenti ad Acireale. E’ una società che investe e rispetta le regole, assicura spettacolo e visibilità a questa bistrattata Serie D. Non chiede tutele particolari, solo giusta attenzione.




A rischio la realizzazione del ccr di Mazzarrona, intanto nel rione cresce il “no” all’opera

Appare in bilico la realizzazione del centro comunale di raccolta di Mazzarrona. La contrarietà espressa dai residenti ma soprattutto alcuni aspetti tecnici vedono oggi ancora in forse l’avvio dei lavori di costruzione del primo dei tre ccr urbani finanziati con circa 2 milioni di euro, dal Pnrr. Il preavviso di diniego anticipato dalla Soprintendenza non è, di per sè, insuperabile. Il Comune di Siracusa ha presentato le sue controdeduzioni. Entro 30 giorni, gli uffici dei beni culturali risponderanno. Ed in quel momento, si tireranno le somme.
Dovesse essere confermato il diniego della Soprintendenza per ragioni archeologiche (in via Don Sturzo insiste una latomia, ndr), a quel punto tutta la vicenda prenderebbe un’altra piega. Se infatti dovesse essere necessaria la delocalizzazione, ovvero lo spostamento del progetto su altra area, il rischio è quello di non fare a tempo con le scadenza imposte dal Pnrr. L’opera deve essere completa e rendicontata entro febbraio 2026. I lavori, da cronoprogramma, dovrebbero richiedere sei mesi. Altrettanti, almeno, per individuare una nuova area (con annesse indagini geologiche) e redigere il nuovo progetto. Tutto così al limite che basterebbe un minimo inghippo per mettere l’intera realizzazione a repentaglio. Lo stop alla costruzione dei tre ccr urbani finanziati potrebbe, quindi, essere un’eventualità non proprio da scartare. Se ne è discusso anche in Consiglio comunale, con i tecnici di Palazzo Vermexio che hanno messo in guardia sulla perdita del finanziamento in caso di delocalizzazione.
Intanto ieri il Comitato spontaneo dei residenti ha dato vita una manifestazione di protesta. In centinaia hanno sfilato per dire no al ccr sotto casa. I rappresentanti del Comitato hanno spiegato che il popoloso rione ha bisogno di vera riqualificazione, partendo da servizi ed opere promesse ed annunciate ma – secondo il Comitato – poi non realizzate. Ad ascoltare le rimostranze dei residenti, anche alcuni consiglieri comunali di opposizione ed il deputato regionale Carlo Gilistro. “Nelle varie campagne elettorali sono state prospettate e promesse migliorie per il quartiere, di fatto mai realizzate: parchi, centri ricreativi, sportivi e tanto altro. E ora arriva questo ccr. Non può passare il messaggio che il nostro sia il rione dei rifiuti”, afferma Lucia Buonconsiglio portavoce del Comitato. “E’ un concetto erroneo, all’opposto di qualsiasi idea di riqualificazione. Di certo, un Ccr a fianco dei condomini e non fuori dal tessuto urbano, non può essere spacciato per servizio utile alla rigenerazione di un quartiere”.




Matteo Melluzzo nominato Ufficiale della Repubblica, onorificenza per lo sprinter siracusano

Il velocista siracusano Matteo Melluzzo è stato nominato Ufficiale della Repubblica. Una onorificenza conferita dal Capo dello Stato per meriti sportivi e consegnata al velocista siracusano durante i campionati italiani indoor di Ancona. Melluzzo non scende in pista perchè bloccato da una fastidiosa pubalgia, ma ha ricevuto dal presidente Fidal Stefano Mei la preziosa pergamena.
“Non avrei mai immaginato, ad inizio della mia carriera, che potesse mai arrivare anche un riconoscimento di questa portata”, commenta visibilmente emozionato. “Ricevere questa onorificenza è per me un ulteriore traguardo. Ringrazio il Presidente della Repubblica perchè, ancora una volta, si dimostra vicino allo sport” aggiunge ricordando l’abbraccio dopo la trionfale staffetta 4×100 agli Europei di Roma.
“Questo riconoscimento arriva in un periodo che, per forza di cose, non mi vede felice. Mi dà sostegno e spinta per completare con il giusto approccio l’iter riabilitativo che spero di concludere presto”, aggiunge con riferimento allo stop imposto dai problemi fisici. Appuntamento a maggio per rivedere Matteo Melluzzo in pista.




Estorsioni, droga e scambio elettorale tra Catania e Siracusa: 19 indagati

E’ scattata alle prime luci dell’alba l’operazione Mercurio. I Carabinieri del Ros, con il supporto dello squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e del XII Nucleo Elicotteri, insieme ai militari del comando provinciale di Catania, hanno eseguito nelle province di Catania e Siracusa un provvedimento cautelare emesso dal Tribunale etneo su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia nei confronti di 19 persone.
Sono accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e scambio elettorale politico mafioso. Il sodalizio criminale, secondo gli investigatori, avrebbe avuto la capacità di infiltrarsi nelle Istituzioni, attraverso soggetti politici locali a cui avrebbero assicurato sostegno alla candidatura. Nel mirino, in particolare, le tornate elettorali per i Comuni di Misterbianco e Ramacca del 2021 e dell’Assemblea Regionale Siciliana del 2022.
Complessivamente, dunque, l’attività investigativa avrebbe individuato e ricostruito a livello di gravità indiziaria, l’organigramma del sodalizio mafioso del gruppo del Castello Ursino, con a capo la figura di Ernesto Marletta e quella di organizzatore di Rosario Bucolo. Quest’ultimo risulterebbe impegnato, attraverso altri affiliati, anche nella gestione di estorsioni ai danni di diverse attività commerciali ed imprenditoriali di Catania, nel trasferimento fraudolento di valori attraverso fittizie intestazioni (strategia adottata dai vertici del gruppo per la creazione, grazie anche a professionisti compiacenti, di attività – settore delle onoranze funebri – fittiziamente intestate a terzi e funzionali all’interesse dell’associazione).
L’indagine ha inoltre evidenziato la capacità del sodalizio di penetrare all’interno della pubblica amministrazione al fine di coltivare i propri interessi economici nel settore degli appalti pubblici: in tal senso sarebbero documentate relazioni tra i già citati vertici del gruppo ed esponenti della politica locale e regionale, quali Matteo Marchese e Giuseppe Castiglione.
Secondo le indagini, nelle elezioni amministrative del 2021 per il Comune di Misterbianco, Matteo Marchese (candidato della lista “Sicilia Futura”) avrebbe accettato la promessa di procurare voti procurati dalla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, in cambio di “appoggio” per gli interessi economici dell’associazione mafiosa. Marchese risulterà consigliere comunale eletto.
Sempre dalle investigazioni, sarebbe emerso (a livello di gravità indiziaria) un accordo tra i vertici dell’articolazione mafiosa dei Santapaola Ercolano e Giuseppe Castiglione in occasione dell’ultima tornata elettorale regionale. Per l’accusa, Castiglione avrebbe accettato la promessa di voti, assicurando a sua volta la realizzazione degli interessi dell’associazione mafiosa. Castiglione risulterà poi eletto a deputato dell’Ars ed in seguito sarà componente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia..
Parallelamente l’attività investigativa ha permesso di individuare gli uomini di assoluta “fiducia” dei vertici dell’associazione criminale e impegnati nel mantenimento del controllo del territorio di rispettiva competenza ed alla cura degli interessi economici del sodalizio mafioso.
Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per un valore di un milione di euro.




Via libera del PD alla candidatura Spada: “No accordi con alleati di Schifani”

Alla fine, anche il segretario provinciale del PD ha “accettato” la candidatura a sindaco di Solarino di Tiziano Spada. Per il deputato regionale dem inizia ora il lavoro di costruzione di una coalizione trasversale che, alle urne, si contrapporrà a quella di Peppe Germano. “Dentro il campo di centrosinistra ed in opposizione alle destre, l’annuncio della disponibilità dell’On. Spada, deputato regionale del Partito democratico della provincia di Siracusa, è benvenuto e può concretamente rappresentare la possibilità, per il Partito Democratico, di contendere il governo del Comune di Solarino”, dice ora Gerratana, prendendo atto della volontà del circolo locale.
“Ricostruzioni di stampa su presunti accordi tra l’On. Spada, nella sua qualifica di deputato regionale PD, all’opposizione del Governo Schifani, e forze di maggioranza a sostegno di Schifani, non possono, evidentemente, che essere destituite di ogni fondamento in quanto insostenibili sia ai fini di una irricattabile e intransigente azione parlamentare sia al fine di dare corpo ad una proposta politica che tuteli gli interessi della città di Solarino, così come sono sicuro che l’On. Spada potrà dimostrare nella composizione di una lista a sostegno della sua candidatura nella quale non saranno presenti rappresentanti attuali o recenti delle forze politiche che appoggiano Schifani a livello regionale”. Una dichiarazione che vale come messaggio chiaro in una coalizione civica, come quella che sosterrà Spada, in cui sono presenti diverse anime, con il Mpa primo azionista. “La Direzione provinciale del Partito, cui lo Statuto assegna il compito esclusivo di definire le alleanze alle amministrative in provincia, sarà convocata nei prossimi giorni e sarà il luogo dove si potrà discutere anche sui temi delle prossime amministrative e delle elezioni provinciali di secondo livello e alla quale sarà invitato il Segretario regionale del partito. Al tempo stesso chiederò alla Commissione per il Congresso di anticipare al più presto il congresso di circolo di Solarino”, avvisa il segretario PD, Gerratana.