Sorpresa per il ccr Mazzarrona, la Soprintendenza: “Deve essere delocalizzato”

C’è una sorpresa nell’iter autorizzativo per il ccr che il Comune di Siracusa ha progettato per via don Sturzo, alla Mazzarrona. Nelle ore scorse, infatti, la Soprintendenza ha depositato il suo parere con cui invita l’amministrazione a “delocalizzare” il progetto. Gli uffici dei beni culturali chiedono, in sostanza, di spostare altrove il progetto. Una richiesta poggiata, secondo alcune indiscrezioni, sul fatto che nell’area di via don Sturzo (tutela due, ndr) insistono i resti di una latomia di epoca greca.
Il Comune di Siracusa, attraverso i suoi tecnici, fornirà le proprie osservazioni alla sezione archeologica della Soprintendenza. E se risulteranno tali da superare l’esigenza di delocalizzare, porteranno all’avvio dei lavori. Altrimenti la vicenda diventa un bel problema, con tempi di esecuzione ridotti al minimo ed un finanziamento da due milioni di euro per tre ccr che rischia di andare restituito.




Servizio idrico, quanto manca alla gestione Aretusacque? Adempimenti, scadenze, personale

Entro fine marzo sarà ufficialmente costituita Aretusacque spa, il nuovo soggetto che si occuperà per 30 anni del servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. Società mista, partecipata al 51% dai Comuni e al 49% dal socio privato in rti tra Acea Molise (100% Acea) e Cogen.
Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine del mese di marzo, davanti ad un notaio verrà ufficialmente costituita la società. Verranno quindi indicate le cariche sociali: 3 componenti del consiglio di amministrazione, 5 componenti del consiglio di sorveglianza e, ovviamente, il presidente. Quest’ultimo verrà scelto all’interno del cda. Per il momento, massimo riserbo sui nomi. Il primo atto sarà poi la firma del contratto con l’Ati di Siracusa.
Quanto al personale: gli attuali dipendenti Siam, la società che gestisce in proroga il servizio idrico nella sola Siracusa, saranno automaticamente assorbiti nella nuova società. Lo stesso accadrà negli altri comuni aretusei, dove la gestione è stata condotta, sin qui, “in economia”. Resterà in stand-by Noto, con l’Aspecom al momento sotto sequestro in seguito ad un’indagine della Gdf.
Una volta costituita la società, si passerà alla fase operativa della nuova gestione. Primo step, la presa in carico degli impianti (reti, centrali e depuratori). Non sarà contestuale per tutti i comuni ma si procederà, verosimilmente, secondo un calendario scaglionato che tenga conto del grado di “preparazione” al passaggio delle varie realtà. E’ facile presumere così, ad esempio, che il capoluogo sarà tra i primi della lista.
In ogni caso, se non dovessero emergere difficoltà di sorta, Aretusacque dovrebbe iniziare la sua vita “attiva” dal primo luglio.
Il servizio ha un valore stimato di oltre 1,2 miliardi di euro e riguarda la gestione di circa 2.000 km di rete idrica, di circa 1.300 km di rete fognaria, di 166 mila utenze idriche, pari a 390 mila abitanti serviti. Gli investimenti previsti in gara ammontano a 366 milioni di euro.




Incidente sul lavoro, apprensione per l’operaio 56enne: “traumi gravi, prognosi riservata”

Sono ore di apprensione per l’operaio rimasto vittima di un incidente sul lavoro ieri pomeriggio a Siracusa (clicca qui). Trasferito in elisoccorso al Cannizzaro di Catania, si trova ricoverato in Rianimazione. Le sue condizioni sono definite critiche, a causa dei gravi traumi riportati. I medici si sono riservati la prognosi sulla vita.
Secondo una prima ricostruzione, il 56enne – originario di Avola – si trovava a bordo di un muletto, impegnato in alcune operazioni all’interno di un’azienda agricola della zona sud del capoluogo. Per cause al vaglio degli investigatori, il mezzo si sarebbe ribaltato. L’uomo è stato soccorso da altri colleghi che hanno allertato il 118.
Le sue condizioni sono subito apparse serie ed è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.
La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono state delegate alla Polizia di Stato, intervenuto sul posto. E’ il terzo incidente sul lavoro a Siracusa in appena due settimane. Una triste striscia che riaccende le attenzioni sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro.
Proprio sette giorni addietro, un altro operaio è rimasto vittima di un incidente mentre era impegnato in alcune operazioni sul cestello di un mezzo meccanico. Precipitato sull’asfalto, ha perso la vita dopo tre giorni di agonia in ospedale dove i medici hanno disperatamente tentato di strapparlo alla morte. Lo scorso venerdì il suo cuore ha cessato di battere. Sul fronte delle indagini, la Procura ha emesso i primi avvisi di garanzia.




Incidenti sul lavoro in preoccupante aumento, la Uil: “Più controlli e pene severe”

“Siamo vicini all’operaio rimasto gravemente ferito oggi in un’azienda agricola di Siracusa a causa di un incidente sul lavoro. Per lui e per i suoi familiari, confidiamo in una chiara e tempestiva ricostruzione dell’accaduto. Si allunga, intanto, la terribile lista degli infortuni sul lavoro mentre dalla politica non arrivano le risposte efficaci che noi sollecitiamo da sempre”. I segretari di Uil e Uila Sicilia, Luisella Lionti e Nino Marino, insieme con Sebastiano Di Pietro, segretario della Uila di Siracusa, commentano con “inquietudine e costernazione” le notizie sull’incidente avvenuto ieri (lunedì) in un’azienda agricola di Siracusa, con un lavoratore ora ricoverato in Rianimazione al Cannizzaro di Catania.
“Nella sola provincia di Siracusa lo scorso anno le denunce all’Inail per infortuni sul lavoro hanno superato quota 2mila. Per l’esattezza sono state 2.034, in crescita rispetto all’anno precedente quando erano state 1.980. In agricoltura, peraltro, il Rapporto Inail 2024 segnala nel Paese un’impennata del 12.4%”.
Sicurezza e prevenzione, informazione e formazione rappresentano per la Uil la soluzione. Insieme ad un numero maggiore di ispettori e controlli nei campi, nelle fabbriche, nei cantieri. Il sindacato chiede anche norme più severe, “fino alla previsione specifica del reato di omicidio sul lavoro nel Codice penale”.




Scontro in autostrada a Cassibile, tre veicoli coinvolti. Due feriti lievi

Poco prima dell le 7 di questa mattina, incidente nei pressi dello svincolo di Cassibile, sulla Siracusa-Gela. Tre i veicoli coinvolti, un mezzo pesante e due furgoni. Ci sono due feriti, fortunatamente lievi. Non è stata ancora chiarita la dinamica dello scontro, avvenuto sulla carreggiata in direzione sud.
Sul posto, la Polizia Stradale, il 118 e le squadre del Cas. Per consentire le operazioni di messa in sicurezza del tratto stradale, è stata disposta la chiusura del tratto Cassibile-Avola.




Tentazione Solarino per Tiziano Spada, “Candidato sindaco? Ci sto pensando…”

“Ci sto riflettendo”. Tiziano Spada non ha sciolto le riserve sulla sua possibile candidatura a sindaco di Solarino. Determinante sarà anche l’incontro in programma giovedì tra il deputato regionale ed il segretario provinciale del Pd, Gerratana.
La candidatura di Spada non avrebbe il senso di una rottura ma, anzi, sarebbe vista come atteso collante per evitare che la coalizione che fà capo a “Io ci Sono” si presenti in ordine sparso e con diversi candidati. Azionista di maggioranza del movimento che sostenne Paola Gozzo è il Mpa ma al suo interno non mancano anime trasversali. Quelle che hanno sollecitato Tiziano Spada come “unificatore”. Dopo i primi rifiuti, il deputato regionale floridiano – che proprio a Solarino fu il più votato – starebbe ora prendendo seriamente in considerazione l’opportunità di candidarsi per guidare la cittadina siracusana.
Bisogna soppesare con attenzione tutti i pro ed i contro e questa analisi sarà certamente condotta insieme al segretario Pd, Gerratana. Tiziano Spada non ha sostenuto il neo-segretario ma educazione politica invita ad affrontare la situazione “in casa”. I due, nonostante una diversa sensibilità politica, si stimano e non hanno alcuna intenzione di dare vita ad uno scontro di forza attorno a Solarino.
Al momento, il nome sicuro per elezioni è quello di Peppe Germano (Noi Moderati) che si ripresenta alla urne dopo la conclusione anticipata del mandato a causa della sfiducia votata dal Consiglio comunale. Con curiosità, attende anche lui forse di conoscere con chi si incrocerà alle urne. Ed un altro nome “forte” magari solletica la competizione.




Ancora un incidente sul lavoro a Siracusa, 56enne in elisoccorso a Catania

Ancora un incidente sul lavoro a Siracusa. È accaduto nel primo pomeriggio di lunedì, all’interno di un’azienda agricola alle porte sud del capoluogo. Non è ancora chiara la dinamica di quanto accaduto: un 56enne è rimasto coinvolto in un incidente con un muletto.
Dopo i primi soccorsi sul posto, l’uomo – originario di Avola – è stato trasferito con l’elicottero del 118 al Cannizzaro di Catania. Le sue condizioni sono definite serie.
La Procura di Siracusa ha avviato un’inchiesta. Le indagini sono affidate alla Polizia di Stato, intervenuta sul posto.
È il terzo incidente sul lavoro in meno di un mese, a Siracusa. L’ultimo la scorsa settimana, in via Piave, con un operaio 26enne sbalzato dal cestello su cui stava lavorando in quota. Lo scorso venerdì il decesso, dopo tre giorni di agonia in ospedale.




Sbarcadero, accesso anche da Regina Margherita. E inizia la fase 2 dei lavori di riqualificazione

Procedono spediti i lavori di riqualificazione dello Sbarcadero Santa Lucia, a Siracusa. Divisi in tre fasi, sono iniziati a fine ottobre 2024 e tra pochi giorni entreranno nella fase 2 (di 3, ndr). I tempi sono serrati: l’intervento dovrà essere completato entro gennaio/febbraio 2026. La “scadenza” originaria era stata indicata in fine ottobre 2025 ma è stata concessa una proroga per consentire dei lavori migliorativi emersi a cantiere aperto.
La prima fase di intervento sta interessando l’area che dall’ingresso del porto piccolo si allunga a destra verso la Lega Navale. Interessante l’avvenuta collegamento con viale Regina Margherita da dove sarà, quindi, possibile raggiungere il nuovo waterfront. Abbattuti alcuni muretti, si vede già tracciata la nuova strada.
Il 28 febbraio scatterà la fase 2, con lavori che interessano il tratto opposto, verso la diga foranea e la spiaggetta dello Sbarcadero. Da quest’oggi saranno piazzate le transenne che delimitano la nuova area di cantiere, con lavori al via il 28 febbraio. Ultima area da riqualificare sarà poi quella oggi asfaltata ed utilizzata come parcheggio, in particolare, per le attività esistenti (ristoranti e hotel) e gli approdi.
Il progettista e direttore dei lavori, Ivan Minioto, si divide tra il cantiere e gli uffici competenti di volta in volta per la risoluzione di piccole criticità che inevitabilmente contraddistinguono un intervento complesso.
Con i lavori di riqualificazione in corso, lo Sbarcadero punta a diventare una seconda “Marina”. Gli spazi vengono ridisegnati con previsione di spazi aperti, alberi e panchine laddove oggi ci si limita a posteggiare auto e caravan. Poi un’area per futuri chioschi nei pressi del molo e, dalla parte opposta, un lungo marciapiede alberato per una passeggiata fronte mare, dove oggi un muretto cinge lo sguardo. Nuove anche la pavimentazione (pietra bianca) e il sistema di illuminazione (led). Per le alberature, la scelta è ricaduta su essenze tipo Lagunaria patersonii o simili (Jaracanda mimosifolia o Metrosideros excelsa) per ragioni di compatibilità ambientale ed effetto decorativo.
Lo Sbarcadero avrà vocazione principalmente pedonale, con una corsia carrabile a traffico limitato e parcheggi laterali. Per finanziare ai lavori si attinge a Fondi Pac Infrastrutture e Reti 2014-2020. Ad occuparsi dei lavori è la Tixe srl, esecutrice per conto del Consorzio Stabile Da Vinci.




Artisti non pagati, le difficoltà di Ortigia Sound. “Ci scusiamo, a lavoro per onorare il debito”

“Ci scusiamo pubblicamente con gli artisti che attendono ancora il pagamento. Sappiamo bene di essere in torto e ci assumiamo la responsabilità di questa spiacevole situazione. Affronteremo questa crisi senza scappare, adottando tutte quelle misure necessari per tutelare il lavoro di quanti sono intervenuti all’Ortigia Sound. Garantiamo una soluzione positiva nel minor tempo possibile”. Enrico Gambadoro, fondatore dell’associazione Ortigia Sound, ci mette la faccia e non nasconde i problemi economici che hanno spinto in una crisi mai vista l’organizzazione del festival di musica elettronica che, negli ultimi anni, aveva portato Siracusa tra gli appuntamenti più “cool” e frequentati del settore.
Lo scorso 12 febbraio – come riportato da La Sicilia – un post social pubblicato da una nota agenzia di Amsterdam, la Minor Am, ha portato alla luce il momento difficile dalla manifestazione siracusana. Lamentati i mancati pagamenti con annesse rimostranze di decine di artisti, alcuni anche molto noti nell’ambiente. Ad amplificare il caso ci ha poi pensato Resident Advisor con un articolo online.
“Da diversi giorni siamo impegnati nella finalizzazione di misure di salvaguardia economico-finanziaria per riuscire ad onorare tutti i pagamenti. Da oltre dieci anni lavoriamo in tutta la Sicilia, con progetti di grande credibilità internazionale”, risponde Gambadoro. “Purtroppo stiamo subendo il contraccolpo di problemi gestionali nati a causa del covid, con perdite pesanti. Siamo ripartiti nel 2021 grazie all’aiuto di un piccolo fondo di investimenti. Purtroppo il biennio 2023-2024 non è stato dei più fortunati, tra sfide logistiche inattese a causa dalla chiusura dell’aeroporto di Catania e l’emergenza incendi (2023, ndr) e il cambio di location all’ultimo minuto per l’edizione 2024”, dice ancora a SiracusaOggi.it. “Abbiamo anche subito alcune intimidazioni e certo non hanno aiutato una crisi già in corso…”.
Presto per dire se sia a rischio l’edizione 2025 di Ortigia Sound. Per ora, la priorità è riallineare tutto il sospeso. “Sappiamo di dover onorare il debito. E’ nostra responsabilità. Ci scusiamo ancora, anche pubblicamente, con gli artisti e con quanti hanno collaborato con il festival ed ancora attendono. Garantisco che risolveremo con soddisfazione di tutti nel minor tempo possibile”.




Mazzarrona e il ccr, attesa per conferenza dei servizi: senza ok, salta il finanziamento

Chi lo vorrebbe più lontano dalle case, chi non lo vorrebbe per nulla; chi vede solo problemi e chi solo vantaggi. Mentre la politica rinuncia alla funzione educativa e quasi pedagogica verso i cittadini – cavalcando per partito preso chi il favore, chi la contrarietà – si ingarbuglia la vicenda centro comunale di Mazzarrona.
In un clima che si fà sempre più arroventato, domattina arriverà il parere sull’opera in Conferenza dei Servizi. Appuntamento riprogrammato dopo che, a gennaio, la seduta si sciolse quasi senza iniziare. A meno di soprese, dovrebbe arrivare il via libera per l’opera così come progettata dal Comune di Siracusa con fondi del Pnnr. Oltre a Mazzarrona, previsti entro il 2026 altri due centri di raccolta dentro la città: uno alla Pizzuta e l’altro ad Epipoli.
Uno dei motivi dello “scontro” è proprio il fatto che siano pensati per essere costruiti dentro il perimetro urbano. Spiegano fonti tecniche che questa è proprio la caratteristica di questi ccr, creati per aiutare il cittadino nella differenziata, quasi sotto casa. In Consiglio comunale, poi, si è anche detto che il centro di raccolta sarebbe una “punizione” per una periferia già sacrificata come Mazzarrona.
Dagli assessorati competenti (Lavori Pubblici, Urbanistica, Igiene Urbana), però, rispondono proprio il contrario: “è un servizio in più per i cittadini, lì come in tutti i luoghi in cui ci sarà un ccr”, il mantra. In dettaglio, anche se il dato viene quasi sussurrato, c’è anche quella percentuale di differenziata che nel rione di Mazzarrona fà registrare il punto cittadino più basso in assoluto. Non è un mistero che la partecipazione al sistema della differenziata da parte dei grandi complessi popolari non sia in linea con il resto di Siracusa (comunque non brillante nel complesso, ndr). Un problema che, probabilmente, meriterebbe anche un altro approccio per essere risolto e non solo un ccr che, però, potrebbe almeno essere strumento in più per tutti quelli (tanti) che rispettano le regole.
Spostandolo a maggiore distanza dalle abitazioni o, addirittura, in altra zona di Siracusa, si risolverebbe la contrapposizione in atto? Inutile provare ad argomentare la risposta perchè, semplicemente, non ci sono più i tempi tecnici. Brutalmente: o i tre ccr si realizzano laddove sono stati pensati, oppure si perde il finanziamento (quasi 2 milioni di euro).
La percentuale di differenziata cittadina, intanto, arranca. Dopo anni di crescita, pare bloccata su di uno statico 50%. Isole ecologiche e ccr, nei piani di Palazzo Vermexio, dovrebbero permettere una nuova crescita del sistema.