Casa, crescono gli acquisti da parte degli stranieri: provincia di Siracusa top in Sicilia

Se la Sicilia si conferma tra le regioni italiane dove gli stranieri preferiscono comprare casa, la provincia di Siracusa diventa la più “gettonata”. Lo dice il report annuale elaborato da Gate-away.com, portale immobiliare dedicato esclusivamente agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in Italia. La Sicilia registra numeri ancora in crescita sul fronte delle richieste, aumentate del 18,08% rispetto allo scorso anno.
Una novità riguarda la provincia di Siracusa che supera Palermo nell’interesse degli stranieri e si porta al primo posto della classifica con 23,72% delle richieste sul totale e una crescita sull’anno del 24,66%. Palermo non è andata oltre il 21,88% delle richieste sul totale regionale. Al terzo la provincia di Catania con il 16,98% di richieste sul totale, seguita da Trapani (10,44%), Messina (9,05%), Ragusa (8,67%), Agrigento (7,97%), Caltanissetta (0,84%) e Enna (0,44%).
A “trainare” il dato della provincia di Siracusa è il crescente interesse degli stranieri verso l’acquisto di una seconda casa a Noto (7,91%), Marzamemi/Pachino (4,44%) e Siracusa (3,76%).
I compratori maggiormente interessati alla Sicilia sono gli statunitensi, con il 30,04% delle richieste totali e una crescita annua del +7,66%. Al secondo posto gli abitanti del Regno Unito, con il 10,54% delle richieste sul totale e una crescita annua del +26,19%. Interessante la crescita della Germania (+31%) rispetto allo scorso anno. Tra le prime 10 nazionalità più attive si trovano anche il Canada, che raggiunge il quarto posto con il 5,33%, seguita da Francia (4,91%) e Italia con il 3,74% (richieste effettuate da stranieri mentre soggiornano nel Belpaese).
“I numeri del 2024 sul fronte delle richieste confermano l’interesse dei cittadini da tutto il mondo per l’Italia e in particolare per la Sicilia grazie al suo inestimabile patrimonio culturale e naturalistico – spiega Simone Rossi, cofondatore di Gate-away.com – . Come registriamo da oltre 15 anni di attività del portale l’interesse per le case italiane provenienti dall’estero è in costante crescita. Spesso questo risultato di visibilità è il frutto del buon lavoro e di un’adeguata promozione fatta sul territorio da parte delle agenzie immobiliari. Le performance di regioni come la Sicilia e la ribalta all’estero di paesini sconosciuti ai più ne sono la prova”.




Ex Provincia, per la presidenza Giansiracusa piace anche al Centrodestra. Cannata: “Nessuna preclusione”

Il 27 aprile in Sicilia si torna a votare per le ex Province regionali. Ad esprimere la loro preferenza saranno solo i sindaci ed i consiglieri comunali. E’ il meccanismo delle elezioni di secondo livello. Per il Libero Consorzio comunale di Siracusa si fà strada la possibilità di una candidatura unica, capace di unire centrodestra e centrosinistra. Ad aprire ad una soluzione di questo tipo è il parlamentare Luca Cannata (FdI). “Sto seguendo in queste ore capire di capire cosa può essere il meglio per la nostra provincia. Ci sono bravi sindaci siracusani. Per un ente in dissesto e con varie problematiche come la ex Provincia, serve la soluzione migliore possibile. E questo significa evitare le contrapposizioni di colore, per individuare una gestione che sia politica ed anche tecnica. Se il nome sarà di centrodestra, benissimo. Però se vogliamo andare oltre e aprire ad un discorso civico e di impegno, con un sindaco altro che possa stare bene anche al centrodestra, io ci sono”, dice Cannata.
E il nome sembra già pronto: Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla. “Con lui ho lavorato quando ero sindaco, lo conosco e non ho nessun pregiudizio. Anzi – rafforza Luca Cannata – con lui potremmo trovare sintesi e condividere una posizione programmatica comune, anche con noi del centrodestra”.
Giansiracusa potrebbe allora essere l’unico candidato per la presidenza. “Dobbiamo capire tutti che dobbiamo governare un ente in dissesto e in difficoltà. Dobbiamo essere bravi e lavorare per una sintesi capace di produrre risultati per rilanciare l’ente Provincia”. Insomma, Giansiracusa si.




L’assurda morte di Raffaele, “accertare responsabilità e misure di sicurezza”

Si chiamava Raffaele Sicari l’operaio calabrese deceduto a Siracusa in seguito al grave incidente sul lavoro dello scorso 11 febbraio. Originario di Vibo Valentia, aveva appena 26 anni. I familiari attendono nelle prossime ore il nulla osta per il trasferimento della salma in Calabria, per la celebrazione dei funerali. La Procura di Siracusa ha subito aperto un’inchiesta e posto sotto sequestro i mezzi coinvolti nello scontro.
Raffaele si trovava sul cestello di un furgone impiegato per alcuni lavori di manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica, a Siracusa. L’intervento in via Piave, accanto alla fontana di pizza Cuella, doveva essere di routine e molto rapido.
Ma mentre l’operaio era intento a lavorare in quota, è avvenuto l’impatto con un furgone frigo di passaggio. Le indagini dovranno chiarire cosa abbia originato l’impatto con il braccio meccanico, accertando le eventuali responsabilità.
Lo sfortunato Raffaele è stato sbalzato fuori dal cestello. Violentissimo l’impatto sull’asfalto, dopo un volo di diversi metri. E’ subito apparso in condizioni critiche. Ed a nulla purtroppo sono valsi i soccorsi e il disperato intervento chirurgico tentato dai sanitari dell’Umberto I. Dopo tre giorni di agonia, il suo cuore ieri ha cessato di battere.
“Si accertino le responsabilità e l’osservanza delle misure di sicurezza, poiché una morte così ingiusta non può restare impunita”, scrive sui suoi canali social l’assessore comunale Fabio Granata. “Il Partito Democratico provinciale di Siracusa si stringe attorno alla famiglia e ai colleghi del giovane operaio defunto a seguito di un incidente sul lavoro in un cantiere comunale. Al cordoglio è necessario affiancare una riflessione seria e concreta sulla sicurezza nei cantieri pubblici, accertando responsabilità e promuovendo da parte delle amministrazioni il massimo impegno per la sicurezza nei luoghi di lavoro”, dicono il segretario provinciale Gerratana e la presidente dell’assemblea provinciale Pd Giunta.
Il segretario della Cgil, Roberto Alosi, parla di tragedia enorme. “Un incidente sul lavoro non è mai casuale: errore umano o mancato rispetto delle regole. Attenderemo l’esito delle indagini ma possiamo già dire che la cultura della sicurezza del lavoro è mancante in Italia. Tre morti al giorno nel terzo millennio sono inaccettabili. Si sono allentate le norme e si sono allentati i controlli nei cantieri. E invece non bisogna mai smettere di investire in formazione e in sicurezza e bisogna farlo veramente non delegando tutto a blandi moduli da firmare”. Alosi sottolinea anche, in generale e non per il caso specifico, il tema della filiera lunga di appalti e subappalti che finisce per annacquare le eventuali responsabilità, sino a renderle quasi indistinguibili. “Come Cgil continuiamo a sostenere il principio che la sicurezza deve rimanere in capo alla committente originaria”, chiosa Alosi.
“Un altro morto sul lavoro, l’ennesimo in Italia, e stavolta in una zona centrale di Siracusa. – dice il sindaco di Siracusa, Francesco Italia – Raffaelle Sicari, 26 anni appena, non era siracusano ma lo sentiamo come un membro della nostra comunità, con il pensiero rivolto alla sua famiglia alla quale rivolgo il cordoglio di tutti noi. È triste constatare come il tema della sicurezza e dei controlli per il rispetto delle regole che tutelano i lavoratori stenti ad affermarsi nel dibattito pubblico e come il numero dei morti, drammaticamente, non accenni a diminuire”.




Nuova spinta per l’obiettivo ospedale, le reazioni della politica siracusana

All’origine della riunione convocata d’urgenza a Palermo per il nuovo ospedale di Siracusa, c’è lo scontro verbale tra il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI) e il parlamentare Luca Cannata (FdI). Durante la seduta aperta di Consiglio comunale dello scorso 10 febbraio, a Siracusa, nella discussione sulla crisi della zona industriale è spuntato il tema nuovo ospedale. Luca Cannata, in quella occasione, ha evidenziato il ritardo della Regione nel fornire alcune comunicazioni tecniche attese dal Ministero della Salute rispondendo ad alcune contestazioni all’indirizzo di Roma. Le comunicazioni delle ultime settimane nel triangolo Regione-Asp Siracusa-Ministero sembrano avvalorare la tesi di un rallentamento nel flusso di informazioni da parte di Palermo.
“Siamo soddisfatti di vedere che, dopo aver personalmente sollevato la questione in Consiglio comunale a Siracusa lo scorso 10 febbraio, la Regione ha risposto prontamente già l’11 febbraio, fornendo i chiarimenti richiesti al Ministero della Salute, che si sta già attivando. Evidentemente ho fatto bene a sollevare il problema in aula e ad aver chiarito lo stato delle cose a seguito delle errate comunicazioni del deputato regionale Riccardo Gennuso non corrispondenti alla situazione in essere”, commenta proprio Luca Cannata.
“Manifestiamo apprezzamento al presidente della Regione Renato Schifani per essersi immediatamente attivato non appena ha appreso che stavamo attendendo risposte da Palermo. La sua decisione di convocare gli uffici competenti e riunire tutte le parti coinvolte conferma l’attenzione del Governo regionale su un’opera cruciale per il nostro territorio. Da parte mia – conclude Cannata – continuerò a seguire ogni fase di questo percorso, come ho sempre fatto anche in occasione della nomina e della conferma del commissario straordinario. Siracusa ha bisogno di una struttura sanitaria moderna ed efficiente e continuerò a fare la mia parte affinché si proceda senza ulteriori ritardi”.
L’incontro odierno lascia comunque tutti soddisfatti. E se il commissario straordinario Guido Monteforte preferisce lasciare i commenti alla politica, anche il deputato Riccardo Gennuso si mostra soddisfatto. “I fatti parlano chiaro: la Regione ha sempre fatto puntualmente la sua parte, come confermato durante l’incontro di oggi. L’assessorato regionale della Salute ha risposto tempestivamente a tutte le richieste di chiarimenti provenienti da Roma, confermando la natura di DEA di II livello della struttura e i 438 posti letto previsti, di cui 26 di terapia intensiva. Il Ministero della Salute ha comunicato che il 24 febbraio il suo Nucleo di valutazione degli investimenti esaminerà il progetto completo alla luce di tutta la documentazione e della corrispondenza intercorsa con la Regione”.
Nella vicenda si era anche inserito il M5S, con colloqui al Ministero della Salute e pressing sugli uffici palermitani. “Mentre il centrodestra era impegnato nelle solite lotte tra alleati, l’iter del nuovo ospedale di Siracusa restava impantanato nei ritardi nelle comunicazioni della Regione. Lasciamo ancora una volta ad altri la corsa al merito ed alla medaglietta, ma i fatti sono chiari: venti giorni fa abbiamo chiesto informazioni al Ministero della Salute e, una volta appresa l’assenza di alcuni dati attesi dalla Regione, abbiamo compulsato gli uffici palermitani”, dicono il parlamentare Filippo Scerra ed il deputato regionale Carlo Gilistro. “Il tema non è, però, capire chi è stato bravo a svegliare quanti distratti, bensì evitare che il centrodestra si appisoli ancora in una vicenda che è di fondamentale importanza per Siracusa e la sua provincia. Per fortuna il ritardo non è andato oltre i venti giorni. Ma per una storia che viaggia sui binari di un ritardo pluriennale è comunque fastidioso”.




Tragedia sfiorata in autostrada, poliziotto investito durante il servizio

Tragedia sfiorata sulla Siracusa-Catania. Un agente della Polizia Stradale che stava segnalando la presenza di un’auto in fiamme sulla corsia di emergenza all’altezza del viadotto Mulinello (Augusta) è stato investito dopo una tamponamento tra due veicoli. Sbalzato violentemente contro l’asfalto, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Lentini dove gli sono stati riscontrati diversi traumi e fratture, tra cui quella del femore per la quale ha subito un delicato intervento chirurgico.
Il poliziotto stava segnalando l’ingombro della corsia per la tutela della sicurezza della circolazione.
Un’autovettura, sopraggiunta a forte velocità, ha tamponato violentemente quella che la precedeva, spostandola con forza sul lato destro della carreggiata, proprio nel punto in cui si trovava l’agente.




Due indagini, due risultati diversi: perchè il costo Tari a Siracusa varia così tanto?

Sul costo medio della Tari a Siracusa due distinte indagini portano a conclusioni sorprendentemente diverse. Lo studio nazionale pubblicato dalla Uil nelle ore scorse, ha riportato la città di Archimede sul podio delle più care in Sicilia: 481,46 (Tari 2024), costo medio secondo in regione solo a Trapani (510,98 euro).
Ma poche settimane addietro, la stessa analisi – condotta però da CittadinanzAttiva – aveva fornito un quadro diverso: a Siracusa, nel 2024, una famiglia ha speso in media 398 euro, con una leggero risparmio (-3,6%) rispetto all’anno precedente quando la spesa era stata di 413 euro. In Sicilia, per CittadinzAttiva, la Tari più cara in Sicilia si paga a Catania (594 euro), Trapani (453 euro) e ad Agrigento (428 euro) con Siracusa quarta.
Quasi cento euro di differenza sul costo medio stimato, una forbice molto ampia. Dovuta fondamentalmente al diverso campione di riferimento ed al diverso sistema metodologico seguito da Uil e da CittadinanzAttiva. La prima ha preso a campione un nucleo composto da 4 componenti con un’abitazione di 80 mq e reddito Isee di 25.000 euro. La seconda, invece, ha assunto come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. E’ chiaro che cambiando le variabili di riferimento, si modifica il risultato. E le variabili sono molteplici. Per una comparazione attendibile occorrerebbe considerare plurimi parametri di riferimento: categorie (utenze domestiche – utenze non domestiche), costi fissi e costi variabili, esenzioni, quota a carico del bilancio, superficie del territorio, produzione rifiuti, costi trasporto rifiuti in ragione della distanza dagli impianti, etc.
Indipendentemente dal secondo o quarto costo più alto in regione, resta il fatto che Siracusa si muova ancora al di sopra della media siciliana. Un fattore che, però, va letto abbinandolo al fatto che anche la produzione di rifiuti pro capite è superiore alla media.




Politica divisa sul Ccr Mazzarrona e spunta il concetto di “sostenibilità sociale”

Resta ampia la distanza tra opposizione e maggioranza per il centro comunale di raccolta progettato alla Mazzarrona. L’amministrazione resta ferma sulla necessità di realizzare i tre ccr urbani, il primo in via Don Sturzo, e incassa l’approvazione delle principali associazioni ambientaliste.
Contrari sono, però, i gruppi consigliari di FdI, FI, Pd e Insieme. Ed in Consiglio comunale hanno sollecitato la necessità di rivedere il progetto e il luogo scelto per la sua realizzazione. La discussione, piuttosto animata, ha lasciato però invariate le posizioni di partenza.
“L’amministrazione comunale ha manifestato ancora una volta i sintomi di una grave malattia per chi fa politica: la sordità e mancanza di dialogo con i cittadini”, attaccano dai banchi della minoranza. “Nessuno spiraglio per determinare lo spostamento dal CCR da via Don Luigi Sturzo. Per questo abbiamo depositato una mozione che verrà discussa martedì 18 febbraio con cui chiediamo l’impegno dell’amministrazione a valutare lo spostamento del realizzando centro comunale di Mazzarrona in altra area, lontana dalle abitazioni”.
Le opposizioni non sono contrari ai Ccr, “ma la scelta di Via don Luigi Sturzo in un’area da sempre abbandonata e priva di servizi, è un’offesa inaccettabile tanto più che è in una realtà tra le più belle e suggestive di Siracusa”.
Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, vede invece con favore le nuove realizzazioni. “Il capoluogo ha bisogno di altri CCR. Lo chiediamo da sempre. Quello di Targia non è sufficiente e pratico per tutti. Su Mazzarrona abbiamo sentito dire di tutto. A mio modesto parere, però, non ci saranno odori sgradevoli perchè il centro accoglierà solo frazione secca, che non produce odori; la viabilità non verrà intasata, le strade sono abbastanza larghe da consentire il passaggio di mezzi pesanti, anzi questa è una delle poche aree della città in cui non ci sono problemi di traffico; il paesaggio non verrà compromesso ma ingentilito dalla messa a dimora, lungo il perimetro, di filari di alberi; e soprattutto il centro di raccolta non sarà una discarica comunale, i rifiuti raccolti vengono subito dopo portati nelle piattaforme di riferimento o nelle ditte autorizzate al trattamento”.
Ma anche Natura Sicula ritiene che serva la cosiddetta “sostenibilità sociale”. Ovvero, si deve discutere con i residenti per arrivare ad una soluzione condivisa e che tenga giusto conto degli interessi di tutta la
collettività e non dei soli residenti o di qualche portatore di interessi privati. A Mazzarrona
come in qualsiasi altra area della città”.




Disco orario e 60 minuti di sosta per i 34 nuovi posti auto a servizio di Tisia-Pitia

Il parcheggio Damone non riapre, almeno non nell’immediato. E per la frequentata area commerciale e residenziale Tisia-Pitia è un bel problema. Una prima “toppa” arriva con un’ordinanza del settore Mobilità che permette di recuperare 34 posti auto tra via Filisto, via dell’Olimpiade e soprattutto nell’area Damone (ronco I). Sosta di 60 minuti, con esposizione del disco orario.
Con l’istituzione di questi posti auto si ritorna al passato, perché è stato disposto anche il senso di marcia tra ronco di via Tisia e ronco a via Damone, la strada parallela al nuovo parcheggio. Quel tratto, infatti, ritornerà ad essere percorribile a senso unico in modo da lasciare spazio ai posti auto (come era in passato, ndr). Nelle prossime ore verrà posizionata la segnaletica di riferimento.
Nel dettaglio, 6 nuovi posti auto istituiti su via Filisto sul lato destro in direzione Pitia, tra il civico 80 e 84; 8 posti su via dell’Olimpiade; e 20 lungo ronco I a via Damone.
Si sta lavorando – si apprende – al recupero di ulteriori stalli auto sempre a servizio dell’ampia zona riqualificata. Resta sempre valida la possibilità di utilizzare come area sosta di cortesia il parcheggio dell’istituto Quintiliano (via Tisia) negli orari non scolastici.




La Cgil siciliana dice no al piano Eni-Versalis, assemblea pubblica a Priolo

Iniziativa pubblica della Cgil siciliana “a difesa dell’industria chimica”. Martedì 18 febbraio, l’ex Ciapi di Priolo Gargallo, ospiterà il dibattito regionale dedicato all’analisi del piano Versalis che riguarda in particolare gli impianti di Priolo e Ragusa. La Cgil è contraria allo stop all’etilene ed alla successiva riconversione perchè – spiega – “governo ed Eni chiudono la chimica di base italiana e condannano l’industria siciliana al declino”.
Il sindacato chiama a raccolta la deputazione nazionale e regionale, i sindaci dei territori coinvolti e tutti i lavoratori dell’industria. Interverranno: Gabriella Messina, segretaria regionale della Cgil; i segretari regionali di categoria (Filctem e Fiom) Marco Falcinelli e Barbara Tibaldi; il segretario confederale nazionale Cgil, Pino Gesmundo.




Ahi Tari, quanto mi costi: Trapani e Siracusa le città dove si paga la tassa più cara

La Tari più cara di Sicilia si paga a Trapani (510,98 euro) e a Siracusa (481,46). Le due città figurano anche nella poco lusinghiera top ten nazionale: Trapani è terza dietro Pisa e Brindisi; Siracusa nona. È quanto emerge dall’Indagine conoscitiva sulla tassa sui rifiuti diffusa oggi dalla Uil. Il costo medio annuo per famiglia in Italia è di 337,77 euro. Quasi tutte le città siciliane sono sensibilmente al di sopra della media nazionale: dietro Trapani e Siracusa c’è Catania (475,44 euro), Agrigento (467,86) e Ragusa (420,74). Va meglio a Palermo, quasi in linea con il dato nazionale (344,60 euro), mentre Messina si conferma la siciliana più economica con 302,60 euro facendo meglio di Caltanissetta (327,79) ed Enna (305,89).
L’indagine condotta dalla Uil evidenzia un incremento della Tari in tutte le macroaree del Paese. Se si considera, però, l’impatto sul reddito netto medio familiare, questo risulta più elevato al Sud e nelle Isole, con un’incidenza della Tari pari all’1,34%, ossia più del doppio rispetto allo 0,64% registrato nel Nord-Est.
Il campione di riferimento è quello relativo a un nucleo composto da 4 componenti con un’abitazione di 80
mq e reddito Isee di 25.000 euro. L’analisi – spiegano – si basa sui dati delle delibere comunali sulle tariffe Tari (Dipartimento delle Finanze 2024) e sulle quote dei redditi netti familiari (Istat 2023, ultimo dato disponibili.