Non c’è pace in Confcommercio. Diana eletto presidente, Piscitello accusa: “irregolarità”

Si chiude la complessa fase commissariale per Confcommercio Siracusa. L’importante associazione di categoria ha un nuovo presidente, si tratta di Francesco Diana. Al termine delle operazioni di voto ha superato di una manciata di preferenze l’ex presidente, Elio Piscitello: 179 a 160. E l’avvio del mandato di Diana coincide con immancabili polemiche e recriminazioni.
“Penso ci siano state delle irregolarità”, dice infatti Piscitello pronto a far ricorso agli organi di garanzia interni di Confcommercio e persino adire le vie legali. “Abbiamo forti perplessità sulla gestione dell’assemblea. Anzi, riteniamo non sia ma stata regolarmente aperta e quindi sarebbe nullo ogni atto espressione di quell’adunanza”, spiega alla redazione di SiracusaOggi.it. Da analizzare, secondo Piscitello, anche il sistema delle deleghe. Aspetti che sono alla base dell’annunciata richiesta di accesso agli atti, primo passo di una nuova battaglia interna all’associazione di categoria siracusana, attraversata in questi ultimi anni da più di un “tumulto”.
Dal canto suo, Francesco Diana si mostra sereno. “Sono stato eletto alla presenza di funzionari di Roma, di un notaio e della vicepresidente nazionale di Confcommercio nel corso di un’assemblea tranquilla e partecipata. Penso solo alla strada che dovremmo fare per sviluppare ora i nostri progetti. Gli organismi interni di Confcommercio faranno le loro valutazioni, noi proseguiamo per la nostra direzione”, spiega raggiunto al telefono.
E indica le sue priorità: “rafforzare la presenza di Confcommercio nelle zone nord e sud della provincia, rilanciare i Cenaco e cogliere l’occasione della portualità. L’associazione deve diventare un salotto economico della provincia – conclude Diana – un punto d’incontro per gli imprenditori in cui fare networking”.




Ricercato per tentato omicidio in Calabria, la Polizia lo arresta al Pronto Soccorso di Siracusa

Una lite al Pronto Soccorso di Siracusa ha portato all’arresto di un 37enne marocchino. Quando, nella serata di ieri, i poliziotti sono arrivati all’Umberto I, hanno identificato l’uomo che è risultato ricercato per tentato omicidio. Il 37enne era destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere perché nad ottobre scorso, a seguito di una litigio a Sibari di Cassano allo Ionio, nei pressi della stazione ferroviaria, avrebbe colpito un uomo con un coltello in varie parti del corpo.
L’extracomunitario, inoltre, è risultato destinatario di un decreto di espulsione dal territorio nazionale, emesso dal Prefetto di Cosenza nel 2020, e contestuale ordine di lasciare lo Stato, emesso dal Questore di Cosenza.
Prontamente bloccato dagli agenti intervenuti, dopo le incombenze di rito, è stato accompagnato a Cavadonna.




Un 2024 col botto per la tassa di soggiorno, oltre 2mln di euro per il Comune di Siracusa

Il 2024 fa registrare un nuovo record per la tassa di soggiorno a Siracusa. Nelle casse di Palazzo Vermexio arriveranno poco più di 2 milioni di euro versati da quanti hanno soggiornato nelle strutture ricettive della città. Per dare una misura, nel 2023 la tassa di soggiorno “fruttò” 1,3 milioni di euro.
Sul maggiore incasso incidono almeno due fattori, oltre al consolidato flusso turistico che ha la città di Archimede e Lucia come meta. Il primo è rappresentato dalle nuove tariffe adottate dal Comune, con adeguamento verso l’alto; il secondo dalla spinta assicurata anche a settembre dalle presenze del G7 Agricoltura/Expo Divinazione. Le strutture ricettive più grandi hanno così mantenuto anche in mesi tradizionalmente fuori stagione un riversamento in tassa di soggiorno di circa 15 mila euro ciascuno. Numeri da alta stagione.
Se negli anni scorsi non sono mancati alcuni “problemi” nel trasferimento della tassa di soggiorno dalle strutture ricettive – che incassano come sostituti d’imposta – e il Comune di Siracusa, notevoli i miglioramenti nel flusso di cassa riscontrati in questi ultimi mesi. Come da nuovo regolamento, gli hotel come i b&b e le case vacanze devono riversare a Palazzo Vermexio l’importo ricevuto dai turisti per l’imposta di soggiorno entro il 15 del mese successivo alla loro permanenza in città.
Per i ritardatari, si muove adesso la Corte dei Conti che sta inviando la richiesta del pagamento degli interessi legali. Per i casi più gravi, in lavorazione anche gli accertamenti disposti da Palazzo Vermexio con una maggiorazione del 30% a termini di legge. Un motivo in più per rispettare la scadenza mensile.




La pioggia non ferma i malviventi, furto nella notte in gioielleria

Nonostante il maltempo, malviventi in azione nella notte a Marzamemi. Poco dopo mezzanotte, sotto una pioggia intensa, in tre a volto coperto si sono introdotti in una gioielleria, forzando la porta. Nel corso della loro azione criminale, durata circa quindici minuti, hanno asportato il registratore di cassa e arraffato alcuni preziosi esposti. Da quantificare l’ammontare del “colpo” ed i danni causati.
Le indagini sono state affidate ai Carabinieri di Noto, intervenuti sul posto. Acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza dalla cui visione potrebbero emerge ulteriori elementi utili agli investigatori.




Scontro allo svincolo autostradale sud, lunga scia di incidenti a Siracusa in 24 ore

Nella serata di ieri, incidente stradale lungo la Statale per Floridia all’altezza degli svincoli autostradali. Due le vetture coinvolte, provenivano da direzioni opposte. Ne è nato un frontale sulla cui dinamica è a lavoro la Polizia Municipale di Siracusa che ha effettuato i rilievi. Come supporto alla viabilità è intervenuta anche una pattuglia dei Carabinieri. Fortunatamente nessuna conseguenza per le persone a bordo delle auto.
Non è la prima volta che quell’area è teatro di incidenti, alle volte purtroppo anche mortali. Il sistema di ingresso e uscita dall’autostrada, per la sua configurazione, non permette alcuna distrazione.
Nella notte, invece, altro incidente in traversa La Pizzuta. Una ragazza ha perso il controllo dell’auto, finita contro un palo della pubblica illuminazione che, nell’impatto, è stato divelto. Nessuna conseguenza fisica per l’unica occupante dell’auto. La ditta della pubblica illuminazione ha provveduto a mettere in sicurezza l’area interessata dal sinistro.

Nella tarda mattinata di ieri, invece, in via Elorina tamponamento tra due auto. Entrambi i mezzi si muovevano verso Cassibile. Sul posto, considerata l’alta mole di traffico, sono intervenute due pattuglie della Municipale. Il conducente del mezzo responsabile del tamponamento é stato sanzionato per il mancato mantenimento della distanza di sicurezza ed ha subito la sospensione della patente di guida, il cui periodo sarà stabilito dalla locale Prefettura in funzione dei giorni di prognosi del malcapitato.




Dipinti “clonati”, nel 2020 una delle copie del Caravaggio arrivò a Siracusa

E’ tornato d’attualità il caso delle due copie fedeli, anche al tatto, del Seppellimento di Santa Lucia. Realizzate nel 2020, nell’ambito del prestito del dipinto conservato a Siracusa al Mart di Rovereto, sono finite al centro dell’inchiesta giornalistica de Lo Stato delle Cose, la trasmissione di Massimo Giletti che sta occupandosi di dipinti “clonati” e di Vittorio Sgarbi. Nelle ore scorse, la troupe del programma di Rai 3 ha fatto tappa a Siracusa per cercare di risponde alla domanda su dove siano oggi quelle copie originali e come vengano eventualmente utilizzate.
Nel 2020, una di quelle copie arrivò a Siracusa. Nella foto la si vede adagiata su di una parete laterale della chiesa di Santa Lucia alla Badia dove rimase una decina di giorni, mentre il “vero” Caravaggio era in prestito al Mart.
“Le dimensioni sono identiche all’originale. Ed anche allo sguardo, un non esperto penserebbe di trovarsi di fronte all’originale. La complessa tecnica utilizzata per la realizzazione della copia fedele ha prodotto un risultato notevole”, scrivevano il 9 novembre del 2020.
La copia non venne subito posizionata ai piedi dell’altare. C’erano punti da chiarire, come ad esempio la stessa permanenza a Siracusa una volta rientrato il vero Caravaggio. In quel caso, si disse, doveva essere esposto con la specifica di essere una copia fedele.
Il problema non si pose. Pochi giorni dopo il suo arrivo, una decina, la copia fedele che era arrivata a Siracusa prese altre strade. Quelle che oggi cerca di intercettare anche la trasmissione di Giletti.




La preside aggredita a scuola, il suo racconto. “Paura e dolore ma perdono il ragazzo”

Desiree Coco è la dirigente scolastica aggredita da uno studente 14enne dell’istituto comprensivo Maiore di Noto. Provata dai forti dolori per via del trauma cranico e della spalla lussata, accetta di parlare della vicenda che l’ha vista come sfortunata protagonista. Nella sua voce non c’è traccia di rabbia, solo una lucida amarezza. “Non ce l’ho con il ragazzo. Anzi, dovessi mandargli un messaggio gli direi che può ancora cambiare; che la decisione ultima sulle scelte della sua vita competono a lui e non è troppo tardi. Se volesse cambiare, può farlo. Ed io, come la scuola, saremmo pronti ad accompagnare il suo cammino con tutti gli strumenti di valutazione del caso”, racconta al telefono. “E’ chiaro, non possiamo avere una ricetta buona per tutto e per tutti. La scuola purtroppo è stata lasciata a mani nude ad affrontare il disagio giovanile”.
L’aggressione. “Una situazione inaspettata. Ho sempre avuto un buon rapporto con il ragazzo, anche nell’ordinaria dialettica quotidiana. Questa volta però non potevamo soprassedere. Aveva lanciato una sedia da una finestra. Se avesse colpito qualcuno, oggi staremmo raccontando un’altra storia. L’ho convocato allora in presidenza e gli ho detto che sarebbe stato sospeso. L’ho rimproverato – prosegue la dirigente scolastica – e stranamente non parlava. Ma sembrava finita lì”.
Invece quello forse era il momento in cui la rabbia iniziava a covare, sino all’esplosione da lì a poco nel corridoio che conduce alla presidenza. “Era quasi l’orario di uscita. Ero fuori dalla mia stanza e stavo parlando dell’accaduto con i servizi sociali che seguono il 14enne. Ho parlato di necessarie restrizioni e non avevo notato che lui stesse sopraggiungendo. Credo abbia sentito ed ha reagito parlando in dialetto, forse anche insulti. Mi sono girata e ho fatto per andare via. E mentre stavo prendendo la borsa, ho sentito che le persone attorno a me gridavano. Avevano visto la sua rincorsa per lanciarsi su di me, come una furia”.
E’ un attimo, il ragazzo – piuttosto alto e massiccio – si scaglia sulla preside. “Uno spavento allucinante”, confessa Desiree Coco. “Non riuscivano a togliermelo di sopra. Ero a terra e non riuscivo neanche ad aprire gli occhi. Non capivo bene cosa stesse accadendo”. Il dolore, invece, quello arriva subito. “Mi sentivo in sua balia. A fatica sono riusciti ad allontanarlo da me”. Il resto è cronaca. L’ambulanza, la visita in ospedale mentre i Carabinieri arrivano a scuola ed informano la Procura dei minori.
L’aggressione subita non è solo una ferita fisica. Abbatte, azzera il morale. “Sono delusa. E’ stata una sconfitta del sistema. Abbiamo perso tutti davanti al disagio giovanile. Alle prese con questi casi estremi, il sistema pubblico non riesce ad essere efficace. Ed io ne ho visto tutti i limiti con i miei occhi. La buona volontà non basta”, dice ancora la preside.
Cosa ha pensato in queste ore? “Forse ho sottovalutato io la situazione. Magari serviva una valutazione diversa del ragazzo, mirata a comprendere se davvero potesse sostenere il percorso scolastico”. Una valutazione psicologica e anche psichiatrica. “Servirebbe d’ufficio lo psicologo a scuola…”.
Si, perchè dietro al caso estremo dell’aggressione e della violenza si muovono decine di storie di disagio, piccolo o grande. Un disagio che finisce per isolare gli adolescenti di oggi. “Dopo il covid, tutto è esploso. I ragazzi sono schiacciati dai social, facciamo fatica a tirare fuori i contenuti. Si dovrebbe elaborare un nuovo modello educativo, un patto tra servizi sociali, famiglie, scuola. E serve, ribadisco, la figura dello psicologo scolastico. E’ importante, specie in istituti di frontiera come il nostro. Io comunque non vedo l’ora di tornare. La scuola è la mia casa. Ma si vive ormai una tensione sociale costante, una quotidianità complessa”.




Il ministro Urso: “Da Versalis chiara volontà di riconversione, nessun disimpegno”

“Da parte di Versalis non c’è un disimpegno ma una chiara volontà di riconversione produttiva della chimica di base, passando da un settore che ha accumulato perdite di 3 miliardi negli ultimi 5 anni a settori in significativa espansione che potrebbero rappresentare uno sviluppo significativo sia sul piano industriale sia per quanto riguarda l’impegno ambientale”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in chiusura del tavolo di confronto su Versalis, società chimica del Gruppo Eni.
Durante l’incontro l’azienda ha illustrato il piano di trasformazione e rilancio, anche in ottica di decarbonizzazione, del business della chimica. Eni prevede circa 2 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 5 anni e un taglio in termini di emissioni di circa 1 milione di tonnellate di Co2. Assicurato il mantenimento degli attuali livelli occupazionali senza il ricorso ad alcun ammortizzatore sociale con prospettiva di incremento a fronte di sviluppo di ulteriori sinergie. Garantita la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze a supporto del processo di trasformazione attraverso percorsi formativi trasversali e specialistici per i lavoratori degli stabilimenti.
Il ministro ha chiesto all’azienda chiarimenti sulla certezza degli investimenti, sul cronoprogramma e sull’eventuale impatto per l’indotto. Il prossimo passo è ora l’istituzione di due tavoli tecnici, uno presso la Regione Siciliana l’altro presso la Regione Puglia, che successivamente confluiranno in un tavolo unico. L’obiettivo è giungere così, nel mese di gennaio, a un documento condiviso sul percorso di riconversione che dia certezze sui punti che vedono. Il 5 dicembre, intanto, al Mimit il tavolo di settore della Chimica che “per svolgersi con maggiore consapevolezza, ha bisogno della certezza che il depuratore di Priolo possa essere ancora utilizzato dalle imprese che stanno portando avanti gli impegni per il rispetto delle regole ambientali”.
Il ministro Urso ha assicurato le garanzie del governo su percorso, tempistica e impegni del Piano.




“Un nulla di fatto”, i sindacati bocciano il tavolo Versalis e strigliano Regione e deputati

Per i sindacati regionali di Uiltec Filctem, Andrea Bottaro e Giuseppe Foti, l’incontro al ministero su Eni Versalis è “un nulla di fatto”. Una bocciatura delle conclusioni del vertice, con una spiegazione. “Eni ha ribadito solo la propria volontà di fermare gli impianti nei due siti siciliani di Versalis, senza dare prospettive credibili su Ragusa, ribadendo alle presenti e quindi anche al ministro che, se non le permetteranno di chiudere le produzioni della chimica di base, non farà investimenti. Un diktat forte che ribadisce la volontà di quel 70% di azionisti (banche, assicurazioni, fondi di investimento) di fare cassa e che mostra purtroppo anche un accondiscendenza della golden share pubblica, se è vero che, nonostante quasi la totalità dei sindacati si sia dichiarata contraria, il ministro ha subito commentato entusiasticamente la scelta aziendale, rimandando le parti ad un confronto tecnico per le due regioni coinvolte, Sicilia e Puglia, senza pretendere nel frattempo da Eni di sospendere ogni azione programmata. Un modo per confermare che il confronto non si interrompe, ma che intanto Versalis, che a Ragusa ha già fermato le linee di produzione, chiude trascinando con se il futuro delle chimica di base in Italia e quello dell’indotto delle aziende collegate e non ultimo dei territori”, la posizione espressa dai due sindacalisti siciliani.
Tirata d’orecchie, poi, per la Regione Siciliana. “Sembra non interessarsi affatto della vicenda. Roboante il silenzio ostentato in merito finora dal presidente Schifani e mortificante la sua assenza al tavolo di ieri, soprattutto se raffrontata all’attivismo della regione Puglia. Se gli indizi sono una prova, si può affermare con certezza che la Regione Siciliana ha altre priorità rispetto al caso Versalis e all’intero comparto industriale dell’Isola. Per non parlare dell’approccio superficiale sostenuto sul tavolo convocato per il caso del depuratore Ias – proseguono Bottaro e Foti – durante il quale il presidente Schifani ha interrotto l’incontro ministeriale dopo soli 15 minuti, invitando i partecipanti a fare in fretta perché aveva altri impegni. Un atteggiamento inaccettabile di fronte ad un piano ingiustificato che mortifica lo sviluppo e l’occupazione dell’Isola e che soprattutto non chiarisce chi e come dovrà governarne da subito le immediate e nefaste conseguenze, abbandonando aziende, sindacato e sindaci a questo ruolo. Un marcato disinteresse che mostra non solo una totale mancanza di visione industriale, ma anche un grave indifferenza verso le emergenze che affliggono l’Isola”.
Una situazione di fronte alla quale Uiltec e Filctem “strigliano” anche i deputati regionali, soprattutto quelli di maggioranza, eletti nei territori di Siracusa e Ragusa. “Il loro silenzio suona come compiacenza e come un avallo a questo immobilismo. Rivolgiamo dunque un appello affinché si intervenga per scuotere il governo regionale dall’attuale stato di apatia, perché la Sicilia e il suo futuro industriale non possono più attendere”.
Incontro deludente anche per il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. “Eni ha fatto dichiarazioni di intenti senza contenuti precisi al di là della conferma della data del 31 dicembre per la chiusura dello stabilimento di Ragusa. Ma quello che è grave è il fatto che non sia intervenuto nessuno per conto della Regione siciliana, nonostante le ripetute sollecitazioni del ministro e mentre si prospetta la perdita di migliaia di posti di lavoro”. Mannino lamenta una politica dei due tempi: “oggi si chiude, domani si vede. Per Priolo non è stato detto nulla di concreto e di coerente con la transizione ecologica e con il tessuto produttivo su
cui il piano va a incidere, quali investimenti si intendano per la salvaguardia anche dell’indotto. Nulla anche su Ragusa. Ci è apparso- aggiunge- come un prendere tempo, a fronte del quale il distacco del governo nazionale e la mancanza di un decisa reazione da parte del governo regionale lasciano senza parole”.




Il Seppellimento e il “mistero” delle copie: Lo Stato delle Cose (Rai3) a Siracusa

Alla ricerca delle due copie digitali del Seppellimento di Santa Lucia, la troupe de Lo Stato delle Cose è arrivata oggi a Siracusa. La giornalista Ilenia Petracalvina ha raggiunto la chiesa della Borgata in cui è conservato il dipinto del Caravaggio, dopo il prestito al Mart di Rovereto. Poi un giro per la città, alla ricerca di altre voci di una vicenda che, a distanza di quattro anni, torna a far parlare.
Dove sono le due copie fedeli, anche al tatto, del capolavoro caravaggesco conservato a Siracusa? Questa la domanda rimbalzata durante la puntata di lunedì scorso della trasmissione condotta da Massimo Giletti che si sta occupando dei dipinti “clonati”, una storia che vede al centro il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Tra questi dipinti, anche il Caravaggio di Siracusa e le sue due copie. “Che fine hanno fatto?”, ha chiesto a gran voce – intervistato da Lo Stato delle cose – Giovanni Di Lorenzo, portavoce dell’associazione culturale Dracma che già nei mesi dell’operazione Rovereto sollevò diversi dubbi e perplessità.
“Le copie digitali in alta definizione furono realizzate da Factum Foundation per un costo di 30.000 euro”, ricorda Di Lorenzo. A pagare fu il Mart ma, secondo quanto riferisce a SiracusaOggi.it sempre il referente di Dracma, sarebbero di proprietà del Fec (Fondo Edifici di Culto) che detiene anche il Seppellimento di Santa Lucia che si può ammirare, gratuitamente, nella chiesa di Santa Lucia alla Borgata.
Ulteriori elementi saranno svelati nel corso della puntata di lunedì prossimo e potrebbero accendersi nuove attenzioni attorno ad una vicenda di cui, invece, Siracusa pareva essersi frettolosamente dimenticata.