Lotteria Italia senza colpi milionari a Siracusa, “solo” un premio da 20mila euro: il biglietto

Niente pioggia di milioni su Siracusa con il sogno della Lotteria Italia. La provincia aretusea deve “accontentarsi” di un premio di quarta fascia (20mila euro), grazie all’estrazione di un tagliando venduto a Siracusa, serie I302163. Poca gioia per il territorio siracusano, dove eppure – secondo i dati Agimeg – rispetto alla passata edizione, è aumentato il numero di biglietti venduti di poco più dell’11%. Nelle settimane scorse, durante la trasmissione Affari Tuoi, era stato anche premiato con 10mila delle estrazioni quaotidiane un tagliando venduto a Priolo.
Nell’edizione appena conclusa della Lotteria Italia sono stati distribuiti 384 premi, per un montepremi complessivo di oltre 22,6 milioni di euro.
I biglietti di prima categoria — quelli con i premi più ricchi — sono stati assegnati così:

Premio Importo Biglietto Venduto a
1° 5.000.000 € T 270462 Roma
2° 2.500.000 € E 334755 Ciampino (Roma)
3° 2.000.000 € L 430243 Quattro Castella (RE)
4° 1.500.000 € D 019458 Jerzu (NU)
5° 1.000.000 € Q 331024 Albano Laziale (RM)

In più, per la prima volta è stato assegnato un Premio Speciale da 300.000 euro, che è andato al biglietto M 291089 venduto ad Auronzo di Cadore (Belluno).
Oltre ai super-premi milionari, la Lotteria Italia 2025 ha distribuito 30 premi da 100.000 € (seconda categoria), 60 premi da 50.000 € (terza categoria), 210 premi da 20.000 € (quarta categoria) e 78 premi giornalieri estratti durante l’autunno 2025 con la trasmissione Affari Tuoi.
Le modalità di riscossione dei premi della Lotteria Italia 2025 sono standard e devono essere eseguite entro 180 giorni dalla pubblicazione ufficiale dei vincitori sul bollettino dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM):
Si può riscuotere direttamente presso una filiale di Intesa Sanpaolo mostrando il biglietto originale integro, un documento di identità e il codice fiscale, per premi fino a 10mila euro.
Per i premi superiori è obbligatorio recarsi presso l’Ufficio Premi Lotterie Nazionali s.r.l. a viale del Campo Boario, 56/D – Roma, sempre con biglietto originale e documentazione.
Per i biglietti acquistati online, la riscossione può essere effettuata solo dal titolare del conto di gioco, presentando documento di identità, codice fiscale e il promemoria di gioco presso gli stessi punti indicati sopra.
Lotteria Italia.
Le vincite non sono soggette a ritenuta fiscale e vengono corrisposte per intero al vincitore.




Centri storici e mutui a interessi zero: Auteri (DC), Gennuso e Lanteri (FI), “Misura per i giovani”

“Con l’approvazione dell’articolo 37 della Finanziaria, la Sicilia compie un passo importante nella direzione della rigenerazione dei centri storici e del sostegno concreto alle giovani coppie, che potranno beneficiare di una serie di incentivi e dell’azzeramento totale degli interessi sui mutui”. Lo dichiarano i deputati regionali Riccardo Gennuso e Luisa Lanteri di Forza Italia e Carlo Auteri della Democrazia Cristiana, commentando la misura che introduce mutui a interessi zero per il recupero e la riqualificazione degli immobili nei centri storici dell’Isola.
Il provvedimento prevede l’azzeramento totale degli interessi sui mutui fino a 300 mila euro che sono destinati a interventi di restauro, recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio storico. “È una misura di grande valore sociale ed economico – evidenzia Gennuso – perché mette al centro i giovani, le famiglie e chi sceglie di restare o tornare a investire in Sicilia. Un segnale chiaro di attenzione verso le nuove generazioni e verso la rinascita delle nostre città e dei loro centri storici”.
Per Lanteri, si tratta di uno “strumento concreto per restituire vita e dignità ai centri storici, troppo spesso abbandonati o dimenticati. Investire nel loro recupero significa tutelare l’identità dei territori e creare nuove opportunità abitative e sociali. È una scelta che coniuga tradizione, sostenibilità e futuro”.
“La valorizzazione dei centri storici – dice invece Auteri – è una priorità strategica per contrastare lo spopolamento e rilanciare le comunità locali. Con questa misura offriamo incentivi reali a chi decide di recuperare il patrimonio edilizio esistente, trasformandolo in una risorsa viva. È un intervento che rafforza il legame tra territorio, sicurezza e sviluppo”.
La misura approvata è rivolta in particolare alle coppie under 35, con un Isee fino a 40 mila euro, che intendono acquistare la prima casa e impegnarsi a risiedervi stabilmente. Sono inoltre previsti incentivi per l’efficientamento energetico degli immobili, con l’obiettivo di raggiungere le classi A1–A4, e per la messa in sicurezza antisismica, contribuendo così a rendere le abitazioni più sostenibili e sicure.
“Ringraziamo il presidente Renato Schifani e l’intero Governo regionale – concludono i tre deputati regionali – per il lavoro concreto portato avanti. Questa norma dimostra che la politica può dare risposte reali, partendo dalle radici della nostra terra e guardando al futuro”.




“Sortino, città del miele e del pizzolo”: la promozione del territorio passa anche dallo sport

Lo sport come veicolo di promozione del territorio e delle sue eccellenze gastronomiche. È la scelta alla base della nascita del marchio “Sortino, città del miele e del pizzolo” che adesso fa bella mostra di se sulle maglie delle squadre dell’APD Sortino, società sportiva attiva sia nel calcio che nella pallavolo.
L’iniziativa, partita proprio dall’Associazione Polisportiva Dilettantistica di Sortino, è stata accolta positivamente dall’amministrazione comunale, che ha deciso di patrocinarla riconoscendone il valore promozionale e identitario. Sport e territorio si incontrano così in un progetto che punta a rafforzare l’immagine di Sortino, legando il nome della città a due prodotti simbolo della tradizione agroalimentare: il miele e soprattutto il pizzolo di Sortino.
La presentazione ufficiale del marchio e della campagna si è svolta nella sala consiliare del Comune, alla presenza del sindaco Vincenzo Parlato e dei rappresentanti della società sportiva, insieme a tanti e tante atleti e atlete in erba. Il marchio vuole contribuire anche a contrastare l’uso improprio e abusivo del marchio registrato “Il Pizzolo di Sortino”, tutelando un prodotto che rappresenta una vera e propria eccellenza locale. Nelle settimane scorse, diverse le iniziative contro l’uso non autorizzato della dicitura protetta da apposito disciplinare.
Il pizzolo di Sortino, riconosciuto e apprezzato ben oltre i confini della provincia siracusana, è un simbolo identitario forte, così come il miele, altra produzione di qualità legata al territorio montano ibleo, alla sua biodiversità e alle tradizioni artigianali. Due eccellenze che raccontano la storia, la cultura e l’economia della cittadina. Ed ora anche lo sport.




Festa del Tricolore, il sindaco di Augusta: “Rinnovato orgoglio nell’esporre la nostra Bandiera”

In occasione della Giornata Nazionale della Bandiera, la Città di Augusta si unisce alle celebrazioni per la Festa del Tricolore, istituita per ricordare il 7 gennaio 1797, giorno in cui a Reggio Emilia nacque il vessillo che sarebbe diventato il simbolo dell’Italia unita. Il Sindaco di Augusta ha rivolto un messaggio alla cittadinanza, sottolineando il valore profondo di questa ricorrenza, che va ben oltre la semplice memoria storica.
“Celebrare il Tricolore – dichiara Giuseppe Di Mare – significa onorare i valori di libertà, democrazia e solidarietà su cui poggia la nostra Repubblica. Per una Città come Augusta, profondamente legata alla storia marittima e militare d’Italia, vedere la nostra Bandiera sventolare sul porto e sui nostri palazzi istituzionali rappresenta un richiamo costante al senso di appartenenza e al sacrificio di chi ha lottato per l’Unità del Paese”.
Per onorare la ricorrenza, il Comune di Augusta ha esposto oggi i vessilli istituzionali con “rinnovato orgoglio, invitando le Istituzioni scolastiche e le Associazioni del territorio a promuovere momenti di riflessione sul significato del nostro emblema nazionale”.




Auto carbonizzata, trovati resti ossei: a Carlentini si indaga sulla scomparsa di un 35enne

Un’auto completamente distrutta dalle fiamme, al cui interno sono stati rinvenuti resti ossei, è stata scoperta nelle ore scorse, in contrada San Demetrio, nel territorio di Carlentini. Il veicolo sarebbe riconducibile a Salvatore Privitera, 35 anni, residente a Catania e di cui si erano perse le tracce nella giornata di ieri.
Il ritrovamento è stato possibile grazie a un sistema di localizzazione satellitare installato sull’auto, che ha permesso di circoscrivere l’area e condurre i Carabinieri sul posto. L’intera zona è stata immediatamente messa in sicurezza dai militari del comando provinciale di Siracusa, per consentire lo svolgimento delle operazioni investigative.
Sono in corso tutti gli accertamenti del caso. Sul luogo del ritrovamento è intervenuto anche il medico legale, chiamato a effettuare le prime verifiche tecniche per stabilire se i resti ossei rinvenuti all’interno dell’abitacolo appartengano all’uomo scomparso. Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e chiarire le circostanze che hanno portato all’incendio dell’auto.




Pensiline del bus, Pantano: “Le scelte non sono casuali, le critiche ignorano vincoli e fattori tecnici”

“Il dibattito sulle nuove pensiline per l’attesa dei bus è legittimo e comprensibile, ma va ricondotto a dati oggettivi e a scelte tecniche precise, non a valutazioni sommarie”. Così l’assessore alla Mobilità e ai Trasporti, Enzo Pantano, risponde alle osservazioni del consigliere comunale Paolo Cavallaro.
“L’intervento riguarda 29 pensiline, progettate sulla base di una relazione tecnica dettagliata, che tiene conto di vincoli urbanistici, tutela paesaggistica, sicurezza stradale, accessibilità per persone con disabilità e dimensioni effettive dei marciapiedi. Non si tratta di una scelta estetica o di ‘risparmio’, ma di un progetto calibrato fermata per fermata”, aggiunge l’assessore.
La documentazione tecnica illustra come siano previste tre tipologie di pensiline, tutte con copertura a sbalzo, illuminazione led, panca, bacheca informativa, targa identificativa e predisposizione per l’allaccio elettrico. In diversi punti della città, in particolare dove lo spazio lo consente o dove l’esposizione al vento è maggiore, sono installate pensiline con pareti laterali, come previsto dal progetto (ad esempio in viale Epipoli fronte ospedale Rizza, via Politi Laudien, viale Teracati, Pantheon, viale Teocrito, Riviera Dionisio il Grande).
“La presenza o meno delle pareti laterali – spiega Pantano – non è una scelta arbitraria, ma dipende da fattori tecnici molto concreti: larghezza residua del marciapiede, necessità di garantire il transito pedonale e delle carrozzine, visibilità per la sicurezza stradale e, in molti casi, prescrizioni della Soprintendenza, che in ampie zone della città impone un livello di tutela elevato”.
In numerosi siti, infatti, l’installazione avviene in aree soggette a vincolo monumentale o paesaggistico di livello 1, dove strutture chiuse lateralmente avrebbero comportato pareri negativi o ritardi procedurali, vanificando l’intero intervento. “Meglio una pensilina funzionale e sicura oggi, che nessuna pensilina per anni”, sottolinea l’assessore.
Pantano interviene anche sul tema delle dimensioni e dei posti a sedere. “Le pensiline non sono pensate come sale d’attesa, ma come strutture leggere di protezione, integrate nel contesto urbano. Le dimensioni (anche fino a 3,50 metri di lunghezza) sono superiori a molte pensiline installate in passato e rispettano pienamente gli standard di accessibilità previsti dal D.M. 236/1989”.
Infine, Pantano respinge l’idea che l’Amministrazione abbia privilegiato la quantità a discapito della qualità. “L’obiettivo è rafforzare il trasporto pubblico locale e renderlo più dignitoso e riconoscibile in tutta la città, non solo in alcune zone. Questo intervento è un primo passo. Le pensiline sono modulari e potranno essere implementate in futuro, anche con ulteriori schermature, laddove le condizioni lo consentiranno. Le critiche costruttive sono sempre utili – conclude l’assessore Pantano – ma è altrettanto doveroso raccontare ai cittadini la complessità delle scelte pubbliche, che non si misurano solo con il ‘mi piace’, ma con sicurezza, norme, vincoli e interesse generale”.




I Vigili del Fuoco “portano” la Befana nel reparto di Pediatria dell’Umberto I

Questa mattina i Vigili del fuoco di Siracusa hanno accompagnato nel reparto di Pediatria dell’ospedale Umberto I.
In occasione dell’Epifania, i pompieri hanno scortato la simpatica vecchina tra i corridoi del reparto, portando giocattoli, dolci e soprattutto tanti sorrisi. Un’iniziativa semplice, pensata per strappare un sorriso ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, offrendo qualche ora di leggerezza e spensieratezza lontano dalle preoccupazioni legate alla degenza.
L’arrivo della Befana, accolta con curiosità ed entusiasmo, ha illuminato i volti dei bambini, che hanno potuto vivere un momento di normalità e magia, grazia anche alla presenza di alcuni “supereroi”. I vigili del fuoco, per una mattina, hanno messo da parte caschi e autopompe per indossare i panni della solidarietà, dimostrando ancora una volta la loro vicinanza alla comunità.
L’iniziativa è stata accolta con grande apprezzamento anche dal personale medico e infermieristico del reparto, che ha sottolineato il valore terapeutico di queste attività, capaci di alleviare, seppur per poco, il peso della degenza ospedaliera.
Una Befana speciale, dunque, che ha saputo portare calore e sorrisi là dove ce n’è bisogno.




Anche a Siracusa presidio per il Venezuela. Bandiere della pace in piazza Archimede

Mobilitazione per la pace in piazza Archimede, a Siracusa. Sotto gli uffici della Prefettura, presidio promosso dal Comitato pro Pal Alaretuseo, che ha rilanciato l’iniziativa nazionale raccogliendo l’adesione di numerose associazioni, movimenti e realtà del territorio.
Il presidio è stato convocato per manifestare dissenso verso “la grave escalation bellica legata all’attacco militare del governo statunitense contro la Repubblica del Venezuela”, definita dagli organizzatori “una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli”. Un’azione che, secondo i promotori, conferma come ancora una volta la logica del dominio e della predazione delle risorse energetiche prevalga sul rispetto delle regole e della pace tra le nazioni.
Sono state sventolate numerose bandiere della pace, mentre è stato esposto uno striscione con la scritta “No all’imperialismo americano”, simbolo di una protesta che ha voluto richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Gli interventi che si sono susseguiti hanno ribadito la necessità di una presa di posizione netta da parte della comunità internazionale.
Dal presidio è arrivata una richiesta chiara. “Siamo qui, siamo in tanti per condannare l’attacco voluto da Trump”, spiega Simona Cascio. “La nostra solidarietà va al popolo venezuelano. Chiediamo l’intervento dell’Onu e ci attendiamo che il governo italiano condanni l’accaduto. Non legittimare un atto bellico ai danni di uno Stato sovrano. È un’aggressione”. Gli organizzatori rilanciano l’appello del presidio: “Alziamo la voce, facciamoci sentire, mobilitiamoci”.
Alla mobilitazione siracusana hanno aderito, tra gli altri: Comitato siracusano per la Palestina, ARCI Siracusa, ANPI Siracusa e ANPI Avola, UDI Siracusa, Gruppo d’Animazione Missionaria Ad Gentes, Rifondazione Comunista Siracusa, CGIL Siracusa, UDS Siracusa, ARCI GAY Siracusa, Europa Verde Siracusa e Sinistra Italiana – AVS, Sinistra Futura, Stonewall, Lealtà e Condivisione, Associazione Culturale Minerva, Social Forum Siracusa, Astrea.




Siracusa, allarme crack: cresce il consumo tra giovani. La Balza Akradina come “ritrovo”

L’ultimo allarme riguarda la Balza Akradina. In più punti dei sentieri sterrati che attraversano il grande parco al centro di Siracusa, tra ipogei e natura, sono state segnalate “pipette” artigianali, usate con ogni probabilità per consumare crack. Il buio che nelle ore serali avvolge la Balza è diventato un alleato di quanti vi si recano per svolgere azioni illegali e vietate. In un incavo poco distante, anche un cucchiaio parzialmente occultato. Altro “strumento” associabile al consumo di quella sostanza.
Il crack – forma fumabile di cocaina, economica ma estremamente dannosa per il cervello e per il sistema nervoso – è particolarmente insidioso perché a basso costo e ad alto potenziale di dipendenza. In Italia, secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2025, il crack rappresenta una quota significativa delle sostanze problematiche: circa il 3,3% degli utenti in carico ai servizi di dipendenza segnala consumo di crack, in un contesto in cui cocaina e crack sono responsabili di oltre un terzo dei decessi per intossicazione acuta letale.
Nel corso dell’anno appena trascorso, sono state numerose le operazioni di contrasto al consumo ed allo spaccio condotte a Siracusa dalle forze dell’ordine. I controlli sul territorio hanno portato al sequestro di centinaia di dosi di crack e di altre sostanze ed all’arresto di diversi pusher: segnale di quanto diffuso e, purtroppo, redditizio sia il mercato illegale degli stupefacenti.
La forte presenza di crack nel tessuto urbano è perfettamente sovrapponibile all’aumento dei reati predatori e di microcriminalità in genere. Parliamo di furti, spaccate, danneggiamenti e atti vandalici che, secondo gli investigatori, sono frequentemente connessi a situazioni di consumo ed al bisogno di procurarsi la sostanza. Siracusa si colloca al 27° posto nella classifica nazionale dell’Indice della criminalità 2025 (dati relativi alle denunce del 2024), su 106 province italiane. Nella graduatoria dei reati per tipo, la provincia si posiziona 21ª per stupefacenti, cioè per denunce legate a consumo/traffico di droga in relazione alla popolazione. Nel complesso, le denunce totali presentate nella provincia di Siracusa nell’anno di riferimento sono 14.837, con una media di circa 3.877 denunce ogni 100.000 abitanti.
La performance della provincia nel quadro della Qualità della vita 2025 è complessivamente molto bassa (penultima su 107) e l’area “Giustizia e Sicurezza” pesa negativamente sul posizionamento complessivo della provincia. Sebbene questi dati non si riferiscano solo alla droga – ma includono la totalità dei reati – tuttavia, lo specifico sotto-indicatore “stupefacenti” segnala un’incidenza significativa delle denunce per droga rispetto ad altri territori italiani.
La diffusione del crack non è, però, solo un problema di ordine pubblico. Rappresenta soprattutto un grave rischio per la salute. Oltre a forti dipendenze psicofisiche, l’uso di questa sostanza è infatti associato a sindrome da astinenza, deterioramento cognitivo, rischio cardiovascolare e neurologico acuto. L’alto tasso di purezza riscontrato nei sequestri nazionali – talvolta fino al 90% di principio attivo – aumenta la pericolosità dello stupefacente.
Di fronte al crescente allarme sociale, Siracusa ha avviato un fronte istituzionale coeso per contrastare il fenomeno. Nei mesi scorsi, il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno specifico contro il crack e le droghe pesanti, impegnando l’Amministrazione a potenziare strumenti di prevenzione, controllo e assistenza.
Pochi giorni addietro, invece, l’Asp di Siracusa – in collaborazione con le strutture ospedaliere e i servizi per le dipendenze – ha rafforzato percorsi di presa in carico per persone con dipendenza da crack, con programmi di sostegno psicologico, medico e sociale con un centro specializzato attivo nei locali del Trigona di Noto. In precedenza, la Regione aveva introdotto la cosiddetta “legge anti-crack”, con la previsione di misure mirate di intervento sanitario, educativo e di riduzione del danno, integrando i servizi territoriali per affrontare la dipendenza patologica, evitando che la marginalizzazione conduca a cronicizzazione del consumo.




Tasse locali, la promessa di Coppa: “Entro fine mandato riduzione della pressione complessiva”

Nel bilancio previsionale per il triennio 2026-28, recentemente approvato in Consiglio comunale, sono previste entrate complessive per 271 milioni di euro. I tributi locali rappresentano una importante voce, con 93 milioni di gettito (30 milioni provenienti dall’Imu, 34 dalla Tari, 9 dall’addizionale comunale Irpef, 2,6 dall’Imposta di soggiorno, 16 dai fondi perequativi statali).
Numeri importanti, al netto di ogni discorso su evasione ed elusione. Ma non c’è cittadino che non si senta – in qualche misura – “spremuto”. Diminuiranno mai le tasse locali? Domanda a cui risponde l’assessore Pierpaolo Coppa. “Entro la fine di questa sindacatura arriveremo ad una riduzione della pressione nel suo complesso”, dice subito in premessa. “Molti – aggiunge – avranno già notato che, rispetto agli anni passati, la pressione dei tributi locali è inferiore nel suo complesso. Però non posso certo dire che le aliquote siano state abbassate, perché sarebbe falso. Sono piuttosto sicuro che, salvo che non succeda qualcosa di straordinario, riusciremo entro la fine del mandato ad abbassare intanto le aliquote Imu”.
Per quel che riguarda la Tari, invece, “il ragionamento è più complesso”, aggiunge ancora Coppa. “A marzo del 2027 scadrà l’attuale affidamento e qualcosa si dovrà rivedere. Il piano finanziario della Tari però dipende da alcune variabili e la principale è il costo del servizio. Senza impianti di trattamento intermedio in provincia e senza controllo del pubblico, le tariffe dei costi di conferimento dell’indifferenziato e quelli di selezione del differenziato restano attualmente alti”, sintetizza l’assessore. “Questo è il motivo più importante per cui in Sicilia, in generale, paghiamo una Tari alta”.
Nell’attesa di novità nel sistema regionale dei rifiuti – oggi poggiato sul conferimento in discarica – può intanto venire in soccorso del cittadino siracusano la tariffazione puntuale? “La tarip interviene sulla parte variabile e premierebbe il cittadino virtuoso, che differenzia bene. Però la prima soluzione rimane quella dell’impiantistica in provincia. Più di un terzo di quanto noi paghiamo alla voce Tari dipende da una carenza infrastrutturale, dal fatto che non c’è una governance pubblica di questa parte del sistema dei rifiuti”. Per il momento, l’avvio della tarip è comunque avvolto nel mistero a Siracusa. Nonostante siano stati inizialmente distribuiti mastelli con transponder a Cassibile e successivamente ricercate oltre mille famiglie campione nel resto della città, la sperimentazione non appare ancora all’orizzonte.