Lo stupore di Cgil e Uil: “Politica intollerante alle critiche mentre operai rischiano il lavoro”

Dopo qualche ora di silenzio, Cgil e Uil hanno deciso di intervenire su quanto denunciato dal sindaco di Melilli. Giuseppe Carta ha lamentato attacchi verbali dal palco, durante lo svolgimento di un’assemblea sindacale della zona industriale. “Avremmo voluto fare a meno volentieri di questa inutile quanto fuorviante e sterile polemica sorta a seguito di un intervento svolto da un lavoratore che ha chiesto la parola nel corso dell’assemblea di giorno 30 indetta”, spiegano i segretari Alosi e Siragusa. “Polemica innescata da una serrata critica avanzata dal lavoratore nei confronti della presa di posizione del sindaco Carta a favore delle scelte industriali rese note dall’Eni che impattano sulla tenuta del nostro assetto industriale e tempestivamente bilanciate da un successivo intervento di un altro lavoratore che ha ritenuto al contrario, altrettanto liberamente quanto il primo, di criticare duramente i sindacati presenti e di tessere le lodi dell’ On. Carta per l’impegno profuso nell’interesse della tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Fine del siparietto”, il loro resoconto.
“Tutti gli interventi dell’assemblea esprimono la preoccupazione crescente dei lavoratori per la chiusura di Versalis. Desta stupore il clamore sollevato, l’intolleranza dimostrata di fronte alle critiche sia pur aspre evidenziate nonché la fiera delle ipocrisie a seguire a cascata”.




Carenze in materia di sicurezza, la Guardia Costiera “ferma” una petroliera a Santa Panagia

Una nave cisterna per prodotti petroliferi e chimici è stata posta in fermo amministrativo dal nucleo Port State Control (Controllo dello stato di approdo) della Capitaneria di porto di Siracusa. Battente bandiera Liberia, con una stazza lorda di oltre 25000 tonnellate e 175 metri di lunghezza, era arrivata nella baia di Santa Panagia per operazioni commerciali al locale terminal petrolifero.
Le attività ispettive hanno permesso di riscontrare diverse carenze in materia di sicurezza della navigazione, prevenzione e lotta degli incendi e gestione della sicurezza di bordo: 12 le non conformità riscontrate, di cui 8 motivo di fermo della petroliera.
La nave non potrà ripartire sino a quando non saranno ristabilite le necessarie condizioni di sicurezza di bordo.




Il cuore grande di Siracusa, a scuola gara di solidarietà per due bimbi da aiutare

Certo, Siracusa ha mille problemi e difetti. Ma conserva ancora quell’umanità che permette piccoli “miracoli”, seppur in coda a storie di disagio e sofferenza. Per aiutare due bimbi in grave difficoltà si è messa in moto un’intera comunità scolastica, quella del comprensivo Giaracà.
E’ bastato il messaggio di un papà sulla “famigerata” chat delle mamme, per attivare il cuore grande di famiglie e piccoli studenti. Servivano urgentemente scarpe e vestiti, con l’inverno alle porte e due creature senza nulla se non gli abiti indosso.
In poche ore, davanti alla scuola di via Gela, sono arrivate buste con ogni sorta di articolo. Vestiti usati ma anche comprati per l’occasione, nuovi di pacca. Tutti hanno voluto contribuire ed il risultato, alla fine, ha stupito. Occhi lucidi e sorrisi, davanti ad una generosità che ha riempito centinaia di cuori di emozione.
E’ un piccolo gesto davanti alla grandezza delle sofferenza del momento che devono attraversare quei due piccoli bambini. Però fa sentire meno soli, benvoluti ed accettati. Ci sono mani gentili pronte ad accoglierli, quando sarà il momento, in quel mondo esterno che oggi fa tanta paura.




Litiga al bar, violando l’obbligo di dimora: denuncia e arresto per un 35enne

Arresto e denuncia per un 35enne di Solarino. Sono stati i Carabinieri ad arrestarlo per resistenza a pubblico ufficiale; la denuncia è invece arrivata per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. L’uomo, con precedenti contro la persona, il patrimonio e in materia di armi e stupefacenti, era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Solarino, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione durante le ore serali e notturne.
La sera dello scorso 29 ottobre, si è recato in un bar della cittadina – violando gli obblighi cui è sottoposto -ed ha preso parte a una lite scoppiata tra alcuni giovani del luogo, opponendo poi resistenza ai Carabinieri, intervenuti per calmare gli animi. L’arresto è stato convalidato.




Ponte ciclopedonale di Ortigia, i lavori entrano nella fase clou. Pronto a dicembre

Curiosità e attesa accompagnano i lavori di costruzione del ponte ciclopedonale di Ortigia. Dopo lo stop per il G7 Agricoltura, i lavori sono ripresi ad inizio ottobre e in questi giorni vengono ultimate le “spalle” sulle due sponde. Manca l’ultimo getto di calcestruzzo di completamento e dalla settimana prossima inizieranno le operazioni di realizzazione delle rampe di raccordo del ponte con le rive.
A fine novembre, secondo il cronoprogramma, verrà varato il ponte iniziando con i due conci laterali per poi posizionare l’elemento centrale del ponte. A dicembre – spiegano dalla Solesi, l’azienda impegnata nella costruzione – verranno ultimate le opere di finitura e quindi, entro i sei mesi previsti, il ponte ciclopedonale sarà inaugurato.

Intervista di Giuseppe Schifitto




Furti, rapine, auto in fiamme e Rosolini ora ha paura. Il sindaco chiede rinforzi in Prefettura

Furti, aggressioni, rapine. A Rosolini sale la preoccupazione, in coda a giornate segnate da tanti, troppi episodi criminali. Gli ultimi nelle ore scorse: un furto commesso in un bar e una tentata rapina al supermercato solo nella giornata di ieri. Il sindaco Giovanni Spadola lancia l’allarme. “Gli episodi hanno assunto una frequenza impressionante e allarmante. I cittadini, ma soprattutto i commercianti, quotidianamente rivolgono appelli alla mia persona timorosi per la propria incolumità e per le sorti delle attività portate avanti con enormi sacrifici”, racconta a Siracusaoggi.it. “Come Sindaco sento il dovere di farmi garante del bisogno di legalità che tutta Rosolini desidera. Per questo reitero la richiesta di un intervento di Sua Eccellenza il Prefetto di Siracusa, auspicando la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica della Provincia di Siracusa per concordare e pianificare immediatamente il coordinamento delle operazioni di contrasto della criminalità a Rosolini”.
Nella cittadina della zona sud, ventimila abitanti, c’è solo una stazione dei Carabinieri con 13 militari. Ma alle 20, la stazione chiude. “Abbiamo bisogno di presidi di legalità e della presenza delle forze dell’ordine”, taglia corto il sindaco di Rosolini, dando voce alla richiesta di sicurezza che parte dai cittadina. “Dopo le venti, c’è una sorta di libera tutti” ed ecco il recente susseguirsi di episodi criminosi. Spesso la disperata ricerca di soldi per acquistare della droga spinge alcuni a compiere reati predatori, fenomeno purtroppo noto in tutto il territorio provinciale.
Anche il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI), originario di Rosolini, fa sentire la sua voce. “Adesso basta con questa grave escalation di atti criminali. È inaccettabile che i miei concittadini debbano vivere nel terrore. Se qualcuno riconosce gli artefici di questo ennesimo reato me lo riferisca e sarà mia premura andarli a denunciare. Da adesso in poi tolleranza zero!”.




Ancora incidenti stradali, Pizzuta e Borgata: auto contro moto, sospese due patenti

Non si arresta la scia di incidenti stradali nel perimetro urbano di Siracusa. Nella serata di ieri, quasi in contemporanea, due i sinistri con feriti, fortunatamente lievi. Alla Pizzuta, tra via Randone e via Braille, impatto tra un’auto ed uno scooter. Le due persone a bordo della moto sono state accompagnate in ospedale per le cure del caso, con una prognosi di pochi giorni. Illese le persone a bordo dell’auto. L’impatto è avvenuto nel trafficato incrocio e, secondo i primi rilievi della Municipale di Siracusa, sarebbe stato causato dal mancato rispetto della precedenza. Al trasgressore è stata ritirata la patente e sarà la Prefettura a stabilire la durata della sospensione. Usualmente, è proporzionata ai giorni di prognosi stabiliti dal referto medico.
E sarebbe da addebitare ad una mancata precedenza anche il secondo incidente, avvenuto in viale Luigi Cadorna. All’altezza dell’intersezione con via Pindaro, scontro tra un’auto ed una moto. Alla guida della vettura, proveniente da via Pindaro, una donna di anni 32. In sella allo scooter, una ragazzo di 17 anni che si muoveva in direzione piazza Euripide. Il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente è stato chiuso al traffico, per consentire i rilievi e gli interventi di messa in sicurezza del manto stradale. Fortunatamente, il giovane in moto non ha riportato nessuna particolare conseguenza, nonostante la caduta sull’asfalto. Anche in questo caso, spiega la Municipale di Siracusa, scattate le sanzioni previste dal Codice della Strada.
Secondo gli ultimi dati disponibili (Aci ed Istat, 2023) nel corso del 2023 sono stati 398 gli incidenti stradali avvenuti a Siracusa. In media, poco più di uno al giorno. Hanno causato 7 decessi (tasso mortalità 17,59) e ben 544 feriti. Il numero principale di sinistri si è registrato lungo le strade urbane, all’interno quindi dell’abitato cittadino: 340 (5 morti e 452 feriti). Lungo strade provinciali o stradali gli altri gravi incidenti (40, 2 morti e 67 feriti). Appena 3 in autostrada (4 feriti) ma questo dato è inficiato dalla classificazione atipica del tratto iniziale della Siracusa-Catania fino allo svincolo di Augusta, quando inizia la vera e propria autostrada. I pedoni investiti nel corso del 2023 sono stati 31 (con loro tasso di corresponsabilità al di sotto del 20%, ndr), con 2 decessi.
Coinvolti negli incidenti stradali, in totale, 700 veicoli tra auto, bus, moto, bici, motopattini, ecc. Di questi, ben 289 mezzi sono entrati in “contatto” lungo un rettilineo, 255 in un incrocio, 51 in curva e “appena” 50 nelle tanto criticate rotatorie. Curiosità: sono state 12 le biciclette coinvolte in incidenti di varia natura, avvenuti a Siracusa nel 2023; 3 i monopattini e 2 le bici elettriche.
Interessante anche soffermarsi sulle cause presunte di incidente. Nel 42,72% dei casi sarebbe colpa del mancato rispetto dei segnali stradali (stop, dare precedenza, etc); nel 20,12% dell’alta velocità; quindi mancato rispetto della distanza di sicurezza (10,53%); mentre solo il 5,88% sarebbe causato da guida distratta secondo i dati Aci-Istat.
Il giorno “peggiore” della settimana per il numero di incidenti a Siracusa? Il venerdì, con una media di 70 scontri.




Più controlli ambientali nella zona industriale, vertice in Prefettura con sindaci ed Arpa

Maggiori controlli ambientali nella zona industriale di Siracusa. E’ stato questo il tema al centro di un incontro presieduto dal prefetto Giovanni Signer con i sindaci di Siracusa (Francesco Italia), Augusta (Giuseppe Di Mare), Florida (Marco Carianni), Melilli (Giuseppe Carta), Priolo (Pippo Gianni) e Solarino (Peppe Germano). Le sei cittadine formano l’area Aerca (Elevato Rischio di Crisi Ambientale). Presenti al tavolo anche i rappresentanti dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sicilia (Arpa).
Durante l’incontro, è stata decisa l’istituzione di un tavolo permanente per il coordinamento delle iniziative volte a potenziare le risorse umane e strumentali, con la partecipazione dei rappresentanti degli assessorati regionali competenti. L’obiettivo è garantire controlli approfonditi sull’area industriale, assicurando ai cittadini condizioni ambientali conformi agli standard di legge, in un territorio regolato dalle normative della Direttiva Seveso e dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nazionale.




Anche i Comuni siracusani non “pagano” la Tari: devono alla ex Provincia 5 milioni

A non pagare la Tari non sono solo i contribuenti siracusani. Anche i Comuni aretusei “dimenticano” spesso di versare al Libero Consorzio l’addizionale provinciale sulla tassa dei rifiuti. La Tefa – sigla che avrete spesso notato in bolletta – incide per il 5 % del gettito del tributo principale, al lordo di una commissione dello 0,30 riconosciuta ai Comuni per l’attività di riscossione espletata. I vari Comuni dovrebbero provvedere al riversamento di quanto spettante al Libero Consorzio, solo che pochi enti locali del siracusano si “ricordano” regolarmente di operare quel pagamento. La malafede non c’entra, chiariamo. Spesso le attuali difficoltà di cassa inducono i Comuni ad introitare per intero quanto versato dai contribuenti, senza operare la distinzione tra il 95% loro spettante e l’addizionale provinciale che andrebbe riversata.
Gli ultimi conti del Libero Consorzio di Siracusa hanno portato all’emersione di un totale pari a 4,80 milioni di euro che Comuni della provincia aretusea non hanno versato, dal primo gennaio 2018 ad oggi. A vuoto sono andati i tentativi bonari di risolvere la questione e una diffida. E allora il Libero Consorzio ha avviato le procedure di recupero coattivo dell’addizionale Tefa non versata dai Comuni del territorio provinciale.
Siracusa, Canicattini Bagni, Palazzolo Acreide, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla e Sortino devono 2.232.149,23 di euro; Avola, Floridia, Noto, Pachino, Rosolini e Portopalo una somma complessiva di 1.157.068,60; Augusta, Carlentini, Francofonte, Lentini, Melilli, Solarino e Priolo 1.372.201,93 euro.




Inizia la mobilitazione per la zona industriale, le due diverse visioni dei sindacati

Da domani, mercoledì 30 ottobre, al via il calendario di assemblee dei lavoratori della lavoratori della zona industriale di Siracusa, in preparazione dello sciopero del 12 novembre proclamato da Cgil e Uil. Diversa, invece, la posizione della Cisl che ha chiesto a metalmeccanici e chimici di scegliere, in occasione delle assemblee, le azioni di lotta e l’eventuale ricorso allo sciopero. Secondo l’organizzazione sindacale del segretario vera Carasi, serve anzitutto una presa di posizione del governo sul nuovo piano Eni e sul rispetto degli impegni nel medio-breve termine. Alla Regione, invece, chiesta un’azione coordinata a difesa dei livelli occupazionali, dell’ambiente e della salute per evitare il rischio desertificazione.
“Troppe criticità per la zona industriale, si allo sciopero”, insiste invece Giorgio Miozzi, segretario provinciale della Uilm Siracusa, sigla dei metalmeccanici. “Si sta giocando con il futuro di tanti lavoratori e delle loro famiglie. Non ci piace lo scenario che si sta prospettando: Eni chiude gli impianti perché in perdita e ci dicono che verranno investiti circa 2 miliardi per la transizione, ma tante volte abbiamo ascoltato intenzioni alle quali non si è poi dato seguito. Non possiamo correre questo rischio. I problemi della zona industriale sono molteplici – prosegue Miozzi – gli impianti di cogenerazione Isab ad esempio sono fermi e ciò crea enormi disagi alle aziende metalmeccaniche, di servizi e di trasporti collegate perché a loro volta rimangono ferme. E se si fermano queste aziende e si fermano i lavoratori, come pensano possano vivere tutte le rispettive famiglie? Il blocco di quasi tre impianti porterà inevitabilmente ad un calo dei livelli occupazionali. E poi ancora: ci sono contratti a termine non rinnovati, aziende che mandano il personale in ferie forzate. Diteci se tutto ciò in prospettiva non sia preoccupante per i lavoratori. Eni è un’azienda a partecipazione statale e come tale anche il Governo è corresponsabile di tutto ciò e si deve quindi adoperare per garantire i livelli occupazionali attraverso la realizzazione di una transizione energetica, che deve avvenire con gli impianti accesi e non fermi, che porti a uno sviluppo sostenibile di questo polo industriale e di questo territorio che è stato fino ad oggi usato dalle grandi aziende che hanno avuto ampi margini di profitto per cui possono perderci qualcosa, perché la priorità sono e rimangono sempre i lavoratori”. In questo scenario, la Uilm ribadisce a gran voce il bisogno di una manifestazione e di uno sciopero.
E può contare sul sostengo della Fiom Cgil. “Retorica dei due tempi: oggi si spengono gli impianti domani si realizzano gli investimenti. Questo piano di trasformazione mette in discussione la continuità occupazionale e alimenta ulteriormente i dubbi sulla tenuta complessiva di un sistema industriale che mostra da anni evidenti segni di debolezza strutturale e di sistema. Il petrolchimico di Priolo, rappresenta un’area complessa dove gli impianti dei vari player risultano interconnessi e integrati nella produzione – spiega Antonio Recano – l’annunciato stop dell’impianto etilene, la chiusura di impianti strategici di Isab Goi e di Sasol in combinato disposto con la spada di Damocle dell’irrisolta vicenda Ias, rappresenta la tempesta perfetta che rischia di mettere in discussione l’intero sistema industriale e circa 10.000 posti di lavoro”. Previsione a tinte fosche per la sigla dei metalmeccanici della Cigl sempre più lontana la possibilità di riconversione e riqualificazione dell’area che si estende tra i comuni di Augusta, Priolo Gargallo e Melilli.
Il piano presentato da Eni? Se Confindustria Siracusa invita all’ottimismo, la Fiom non fa sconti: “rischia di essere disastroso sul piano occupazionale e sociale, in un territorio che fino ad ora ha sempre accettato passivamente un evidente impoverimento economico e sociale”. Per il sindacato, i segnali che arrivano dal governo e dal sistema industriale sono preoccupanti “ed allora l’unica risposta possibile per i lavoratori e per il sindacato resta l’iniziativa, la mobilitazione generale”.