Che fine ha fatto il campo da padel che stava sul Talete, poi donato a Siracusa?

Nei giorni dell’expo Divinazione, sulla terrazza del Talete trasformata in villaggio sportivo faceva bella mostra di sè un campo di padel. Non era raro vedervi anche in azione (sportiva) lo stesso ministro Francesco Lollobrigida. Sport & Salute decise di donare alla città di Siracusa quell’area per il padel ed il Comune annunciò la volontà di piazzarlo all’interno dell’area del camposcuola Pippo Di Natale, al posto del palaindoor poi dirottato progettualmente alla Pizzuta.
Un mese dopo, che fine ha fatto quel campo da padel? E’ ancora a Siracusa, in un’area deposito comunale, pronto a vedere nuovamente la luce nella sua definitiva sede del camposcuola. Palazzo Vermexio fa sapere, attraverso i suoi uffici, di avere completato le procedure di sua competenza per il “trasloco” di quella attrezzatura. Bisogna però attendere il via libera della sezione Paesaggistica della Soprintendenza di Siracusa. L’area del Pippo Di Natale, come è noto, è sottoposta a diverse forme di tutela perchè a ridosso del parco archeologico. E’, pertanto, necessario il nulla osta degli uffici siracusani dei Beni Culturali. Il Comune ha inviato richiesta, adesso attende per potere poi procedere.
I due enti pubblici si “fronteggiarono” già in occasione del Palaindoor per l’utilizzo di quell’area all’interno del camposcuola. Alla fine, per non perdere il finanziamento, Palazzo Vermexio decise di spostare tutta la progettazione della struttura alla Pizzuta, dove stanno per partire gli accertamenti previsti per legge prima della cantierabilità dell’opera. Questa volta, nessuno scontro all’orizzonte. Il campo da padel è considerabile alla stregua di una struttura non definitiva e non occupa in altezza spazi o volumi eccedenti o in contrasto con la tutela ed i vincoli che vigono anche dentro il Di Natale. O almeno di questo sono convinti gli uffici.
Questione di (altre) settimane e la burocrazia avrà “liberato” il campo di padel “ostaggio” di nulla osta e pareri.




Il De Simone è un fortino ma solo 7 punti in trasferta. E da 180 minuti, niente gol fuori casa

Nove giornate di campionato sono poche per azzardare un trend definito, ma sufficienti per cogliere delle indicazioni. Balza agli occhi, ad esempio, la differenza di rendimento del Siracusa in casa ed in trasferta. Il De Simone, in questo primo scorcio di stagione, è il fortino azzurro: 4 partite, altrettante vittorie. Nessuno ha portato via nulla dall’impianto della Borgata, se non l’amaro calice della sconfitta. E vale anche per la Reggina diretta concorrente. Se valessero solo le partite casalinghe, il Siracusa sarebbe secondo dietro alla Scafatese con 12 punti ma con una gara in meno tra le mura amiche rispetto ai campani. Quindi virtualmente primo. Dietro Reggina (10) e Vibonese (9).
In trasferta, invece, la truppa di Turati balbetta ed ha portato a casa 7 punti in 5 incontri (due vittorie, un pareggio, due sconfitte). Esattamente come la Scafatese (che però ha giocato 4 volte fuori casa), la Nissa e la Nuova Igea ma lontano dallo score esterno di Vibonese (11) e Reggina (9). Anche il Sambiase fa meglio in trasferta (8 punti).
Ecco perchè gli azzurri – a dispetto delle previsioni – non sono ancora “in controllo” del girone I. C’è evidentemente da migliorare il bottino esterno, magari con un atteggiamento corsaro e meno attento al bello ed all’eventuale geometria però dannatamente concreto. E pure “sporco”, se serve. I campionati – banalmente – si vincono anche passando attraverso quelle partite apparentemente inchiodate sullo 0-0 e poi vinte con un unico guizzo, un episodio. Che va cercato, costruito, sfruttato senza troppi lazzi.
L’ultima settimana non è stata tra le migliori, per il Siracusa. E dire che l’infrasettimanale con l’Acireale aveva anche regalato il momentaneo primo posto in classifica (sempre distante un punto, per carità). In mezzo però a due prestazioni diverse, eppure entrambe mal digerite dalla tifoseria: la brutta sconfitta di Locri ed il debole pari di San Cataldo. A Locri, inoltre, sono arrivati 2 dei 3 gol totali subiti dalla retroguardia azzurra, la migliore del torneo nonostante quello scricchiolio.
Semmai sono da annotare alla voce “problema” i 180 minuti di digiuno degli avanti del Siracusa lontano dal De Simone. Anche perchè Locri e Sancataldese non hanno certo reparti arretrati inviolabili: i calabresi hanno subito 8 gol, quasi uno a partita (e ne hanno segnati 8, 2 al Siracusa); la Sancataldese ha incassato 11 reti, oltre una a partita di media. E forse questi sono i numeri su cui servirebbe qualche riflessione in più in casa azzurra. Gli alibi non mancano e, fortunatamente, neanche tempo e modo per riprendere a marciare davanti a tutti, rivedendo quello che – sin qui – ha funzionato meno del previsto.




Reale (Confindustria): “Eni primo esempio di transizione a Priolo, sia questo l’effetto domino”

Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha parlato su FMITALIA del complesso momento del polo petrolchimico aretuseo. Punto di partenza, l’annunciato nuovo piano industriale di Eni Versalis, con la chiusura dell’impianto cracking di Priolo che sarà sostituito da una bioraffineria e da un impianto di riciclo chimico. “E’ un segnale potenzialmente positivo che la più grande e importante azienda italiana, Eni, nonostante gli ultimi anni di perdita nella chimica, investa in cambiamento. E lo fa non chiudendo o dismettendo, ma con una politica di trasformazione industriale verso la sostenibilità. Se di effetto domino dobbimo parlare, potrebbe allora essere quello positivo: un’azienda apre alla strada del cambiamento e le altre la seguono”, dice il numero uno degli industriali siracusani.
“Guardate – focalizza Reale – è importante che Eni dopo anni di perdite anzichè lasciare investa in cambiamento. Si ferma nel 2026 il cracking perchè non profittevole. E l’azienda mette sul piatto 1 miliardo circa in investimento per Priolo, smantellando impianti col proposito di costruirne altri”. Sul punto, però, sono di diverso avviso i sindacati che hanno già annunciato la loro mobilitazione, preoccupati per il futuro occupazionale dei circa 430 lavoratori Eni Versalis, in un quadro già fosco per l’area industriale siracusana alle prese con i vari rallentamenti produttivi degli impianti.
“Eni applicherà la sua policy: no licenziamenti e neanche cassa integrazione”, anticipa il presidente di Confindustria Siracusa. “L’azienda, ipotizzo, potrebbe proporre ad un tot di lavoratori di Priolo di spostarsi temporaneamente in altri impianti come Gela o Livorno. Questo per il tempo necessario di tornare a regime, con l’avvio dei nuovi impianti. Parliamo di persone e quindi è necessaria una certa delicatezza perchè parliamo di un periodo che potrebbe richiedere sacrifici. E comprendo – aggiunge Gin Piero Reale – la posizione del sindacato, ma l’effetto domino può avvenire in un senso o in un altro. E io voglio vedere come segnale importante l’arrivo del primo esempio di transizione che guarda ai prossimi vent’anni. Anche perchè le altre aziende stanno elaborando i loro piani industriali e trovare la via per la transizione. Anche noi di Confindustria Siracusa, con Ambrosetti, valutiamo fattori abilitanti e sbloccanti del percorso”, aggiunge Reale.
Per quanto con le spalle larghe, davanti ad una trasformazione industriale che richiede miliardi di euro, le aziende industriali chiedono sostegno. “La politica deve aiutarci. Severe un quadro normativo definito, procedure certe e burocrazia amica. La politica non può chiedere di diventare verdi da un giorno all’altro e poi non supportare”. Il presidente di Confindustria Siracusa non lo dice apertamente, ma il supporto da assicurare è anche economico.
Occasione per presentare questi temi sarà il primo appuntamento con il tavolo tecnico permanente per la zona industriale, iniziativa del parlamentare Filippo Scerra a cui hanno aderito gli altri esponenti della deputazione politica nazionale e regionale, insieme ai sindaci, ai sindacati ed alle associazioni datoriali e di categoria. Incontro in programma l’8 novembre, ospitato nella sede dell’AdSP di Augusta. “Parteciparemo con spirito di assoluta collaborazione e volontà di chiarire i termini del problema, dal punto di vista delle aziende”, chiarisce Reale. “Paghiamo l’energia il 40% più di altri paesi, difficile competere così. Dobbiamo correre, essere veloci. La raffinazione è in sofferenza e l’instabilità internazionale non aiuta. Sono momenti difficilissimi, dobbiamo fare partire gli investimenti. E il territorio può e deve incidere in questo percorso. Come Confindustia sappiamo che una transizione così importante non si può fare da soli. Serve sponda politica, sindacale e di tutto il territorio. Ben venga questo incontro”.




Mobilitazione per la zona industriale, futuro mai così a rischio: transizione o dismissione?

Mai come oggi il futuro della zona industriale di Siracusa appare appeso un filo, tra le speranze future di transizione ed i problemi attuali di produzione. Il piano industriale di Versalis con la fermata nel 2026 del cracking di Priolo; Isab Goi che ha fermato temporaneamente Igcc perchè la produzione di energia elettrica con quel sistema non è al momento conveniente; Sasol con gli impianti che marciano quasi al minimo tecnico; Sonatrach e Sasol con progetti annunciati ma fermi. E poi c’è il tema Ias “destinato a chiudere se non si interviene su nuovi investimenti e nuove tecnologie”, ripetono da settimane i sindacati.
E proprio i sindacati, Cgil e Uil, si preparano alla mobilitazione. Proclamato lo stato di agitazione,
con blocco degli straordinari ed una prima giornata di sciopero per martedì 12 novembre 2024. Questa mattina, intanto, volantinaggio davanti alle portinerie del polo petrolchimico di Siracusa ed in particolare davanti ai cancelli di Eni Versalis. Annunciate tre assemblee dei lavoratori: mercoledì 30 ottobre dalle 8 alle 11 nel piazzale portineria Cr (Versalis, Isab, B2g, Priolo Servizi, Air Liquide e indotto); lunedì 4 novembre dalle 8 alle 11 nel piazzale portineria Sasol (Sonatrach, Sasol e indotto); martedì 5 novembre dalle 8 alle 11 nel piazzale Isab Sud (Isab, Igcc, Air Liquide e indotto).
Ma subito dopo l’agitazione è pronta a raggiunge anche le piazze di Siracusa, Augusta, Priolo e Melilli. “Il ridimensionamento degli attuali assetti industriali produrrà inevitabilmente un effetto domino su molte aziende; a partire dalla Brown2Green (Centrale Elettrica ex Erg Power), Air Liquide, Priolo Servizi, ma anche
sulle molteplici aziende dell’indotto che cominciano già a percepire gravi ripercussioni”, spiegano i sindacati. Fa paura l’impatto sociale di questo “domino”, considerando anche quanto sia importante per l’economia provinciale quanto garantito dal polo petrolchimico in termini di occupazione e stipendi. “L’impatto sociale
per le migliaia di Lavoratrici e Lavoratori e quello economico per l’intero territorio sarebbe insostenibile”, dicono senza mezzi termini i sindacati che temono un’accelerazione nella crisi industriale con lo stop recentemente annunciato dell’impianto etilene di Eni Versalis. E questo “poiché la produzione di etilene è strettamente interconnessa ai cicli produttivi di molte altre aziende. Non vogliamo una lenta e subdola dismissione, ma uno sviluppo sostenibile di questo polo industriale”. Un piano di rilancio, insomma. Con date e scadenze precise ed investimenti certi. E questa volta, puntualizzano i sindacati, i lavoratori devono essere coinvolti in tutti i processi decisionali.




Carianni, che attacco: “Io sindaco di centrosinistra per questo niente fondi Fsc per Floridia”

Sui lavori di riqualificazione del campo sportivo di Floridia si sono recentemente scontrati il sindaco Marco Carianni e il deputato regionale Carlo Auteri. Scambio di accuse al vetriolo e senza esclusione di colpi, tra meriti vantati e colpe presunte variamente distribuite, mentre faticosamente avanza l’iter verso l’affidamento dei lavori. “Stiamo facendo gli ultimi sopralluoghi alla luce delle richieste di integrazione che ci hanno fatto alcuni tecnici, soprattutto del Coni. Stiamo verificando la situazione dal punto di visto illumino-tecnico per poter rispondere alle osservazioni che ci sono state fatte. Contestualmente ci stiamo muovendo con la Regione per ottenere quanto prima il nulla osta per poter affidare i lavori”, ha spiegato il sindaco in un recente video sui suoi canali social. Ci tengo ad informare i cittadini su tutto quello che succede, così che possano sempre avere informazioni puntuali”, aggiunge Carianni con una frase che lascia spazio al dubbio che altri invece si muovano per confondere le acque.
Sullo sfondo, solo accennato, resta il vero nodo politico della questione. Il Comune di Floridia non risulta nella lista degli enti locali che stanno beneficiando, per loro progetti, dei fondi Fsc come da accordo di coesione presentato con gran cerimonia a Palermo dal presidente Schifani insieme alla premier Meloni. Altri centri del siracusano hanno invece annunciato l’avvio di lavori grazie a quelle risorse.
L’amministrazione comunale floridiana sospetta che ci sia stata una sorte di regia dietro questa scelta. Carianni, sindaco abituato a non nascondersi dietro dichiarazioni di facciata, ci mette subito la faccia. “A Palermo – spiega a Siracusaoggi.it – hanno deciso a tavolino e su base politica che alcuni centri, specie se retti dal centrosinistra, non dovessero ricevere un euro. In provincia di Siracusa è Floridia a far le spese di questo modo di amministrare non condivisibile. Il merito deve essere sui progetti e la loro rilevanza, non sulla provenienza da un sindaco di destra o di sinistra. Anche perchè in tanti altri centri di questa provincia sono, invece, arrivate le risorse”.
A scorrere gli allegati dell’Accordo di Coesione, si leggono in elenco – tra i Comuni della provincia di Siracusa – Melilli, Sortino, Portopalo, Solarino, Avola e Ferla. Ad eccezione di quest’ultimo centro, tutti gli altri sono a guida centrodestra. E questa è la considerazione alla base del pensiero del sindaco di Floridia, Carianni, che nella Regione – in questa occasione – non pare aver trovato certo un alleato. “Facciamo affidamento sulle nostre forze e capacità”.




Evade dai domiciliari, i Carabinieri lo trovano a passeggio con una mazza da golf

Un siracusano di 28 anni è stato arrestato dai Carabinieri per evasione e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.
Ai domiciliari, la sera del 24 ottobre scorso è risultato assente al controllo dei militari. Lo hanno rintracciato qualche ora dopo, mentre rincasava a piedi incurante del suo stato detentivo. Perquisito è stato trovato in possesso di una mazza da golf. L’arresto è stato convalidato nella giornata di ieri.




Assistenza pediatrica ad Augusta, l’Asp: “Il PPI non è a rischio chiusura”

Bando pubblico andato deserto per il Punto di Primo Intervento pediatrico di Augusta non è premessa di una sua chiusura. Lo ha spiegato il dg dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone, dopo le voci circolati sui social e che avevano allarmato la popolazione. “Premesso che i Punti di primo intervento pediatrico funzionano attraverso la disponibilità dei pediatri di libera scelta e che tale disponibilità viene acquisita da appositi bandi pubblici, la circostanza che l’ultimo, in ordine temporale, dedicato al PPI pediatrico di Augusta sia andato deserto, avrà indotto il dottore Cerruto a diffondere inopportunamente ed autonomamente un comunicato che ne annuncia la chiusura, sol perché, verosimilmente, aveva intenzione di trasferire alla collettività l’informazione della sua rinuncia alla prosecuzione del contributo al funzionamento del Punto di primo intervento pediatrico di Augusta. Se tale sua indisponibilità fosse stata comunicata nei modi corretti all’Asp – prosegue il manager Caltagirone – la stessa avrebbe adottato ogni soluzione compensativa in tempi congrui. Adesso, attraverso la convocazione d’urgenza del Comitato zonale e l’immediata interlocuzione con l’Assessorato regionale della Salute, verranno adottati i provvedimenti a garanzia della continuità assistenziale del Punto di primo intervento pediatrico di Augusta”.
Parole che confermano la volontà di mantenere attivo il Ppi di Augusta. “L’Asp, attraverso i professionisti di buona volontà che hanno a cuore il buon funzionamento dei servizi, tiene testa alla continuità delle cure – conclude il direttore generale – e spiace dovere rilevare che qualche professionista invada le competenze delle istituzioni con azioni prive di garbo, correttezza ed eleganza nei rapporti con le stesse, penalizzando l’informazione e, di fatto, allarmando la popolazione”.




Nuovo ospedale, vertice in Prefettura. La strada del commissario: “approvazione in deroga del progetto”

Vertice in Prefettura, questa mattina, dedicato all’analisi dell’iter che deve condurre alla costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Alla presenza del prefetto Signer, della deputazione regionale e nazionale e dei sindaci del territorio provinciale illustrato lo stato dell’arte del farraginoso cammino della complessa opera pubblica.
Al termine il commissario straordinario per l’opera, Guido Monteforte, ha spiegato come per il progetto definitivo serva prima la piena copertura finanziaria. Servono 372 milioni di euro e si attendono i necessari adempimenti in capo prima alla Regione e quindi al Ministero della Salute. Probabile, intanto, che si decida per un’approvazione tecnica in deroga, in modo da sbloccare la progettazione e passare ad una nuova e compiuta fase verso la gara d’appalto dei lavori di costruzione. (foto di Michele Pantano/MiDa Immagini)




Per il nuovo ospedale, l’Asp mette mano al portafoglio: “accantonamenti per 47milioni”

Anche l’Asp di Siracusa è in prima fila per riuscire a coronare il grande sogno del nuovo ospedale di Siracusa. Un impegno che, come ha spiegato il dg Alessandro Caltagirone durante il vertice di questa mattina in Prefettura, è anche nei fatti: l’Azienda Sanitaria Provinciale mette sul piatto 47 milioni di euro, con un piano di accantonamento pluriennale. Risorse che permetteranno al commissario straordinario di poter a breve – si spera – contare sull’intera dotazione finanziaria necessaria per la realizzazione dell’ospedale: 372 milioni. “Ci sono le condizioni per farcela”, dice Caltagirone. “Tra una settimana atteso provvedimento della Regione per l’accantonamento delle risorse definitive. Il Ministero della Salute darà il suo parere e quindi il commissario Monteforte potrà procedere verso la cantierabilità dell’opera”.




Sogno nuovo ospedale? Gianni teme un incubo: “messinscena se Regione non finanzia”

E’ la voce di Pippo Gianni, sindaco di Priolo, a spezzare il clima estremamente politically correct al termine del vertice in Prefettura dedicato al nuovo ospedale di Siracusa. “Da trent’anni stiamo parlando di quest’opera, parole su parole. E’ una messinscena e intanto mancano altri 172 milioni di euro”, accusa. E aggiunge: “assistiamo al gioco delle parti tra Regione e Governo. Spero davvero che la Regione faccia seguito all’impegno preso” per la copertura totale necessaria per finanziare l’opera. (foto di Michele Pantano/MiDa Immagini)