Intonaco caduto in classe alla Lombardo Radice, servono verifiche: martedì scuola chiusa

Rimarrà precauzionalmente chiusa anche domani la Lombardo Radice di via Archia, a Siracusa. Sono stati richiesti controlli più accurati su tutti i soffitti dell’edificio che ospita l’istituto comprensivo, dopo che questa mattina una porzione di intonaco si è staccata dal tetto di una classe al primo piano (clicca qui). “Non c’erano segnali che lasciassero presagire problemi di questo tipo”, spiega la dirigente scolastica Alessandra Servito. Nessuna crepa, nessuna lesione.
E’ stata proprio la scuola a chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco e del 118. Per fortuna, non c’è stato bisogno di far ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale. “Ma ci siamo presi un bello spavento”, aggiunge con grande sincerità.
Poco dopo le 11, sono arrivati a scuola anche i tecnici comunali. I Vigili del Fuoco hanno diffidato dall’utilizzo del primo piano, sino a completamento delle verifiche. La preoccupazione riguarda possibile altre infiltrazioni occulte, con l’acqua piovana pronta a far danni “a sorpresa”. Per togliersi ogni scrupolo, la dirigenza scolastica ha richiesto che vengano eseguiti controlli approfonditi, estesi anche al piano terra dell’istituto siracusano. La volontà è quella di comprendere esattamente quali siano le condizioni dei soffitti, per poi valutare il da farsi. La giornata di domani dovrebbe permettere di sciogliere ogni dubbio e decidere sulla riapertura, piena o con restrizioni.




Perchè quando piove le strade si allagano e i tombini saltano? La spiegazione tecnica

Da circa trent’anni a questa parte si dice spesso che “a Siracusa bastano due gocce d’acqua per far allagare le strade”. Una frase fatta, alle volte usata a sproposito e con gusto del paradosso. Pur non essendo orami le precipitazioni esattamente “due gocce d’acqua”, c’è comunque un fondo di verità in quella frase divenuta di uso comune nel capoluogo aretuseo.
Per capire il motivo per cui l’acqua piovana fatica a defluire da diverse strade cittadine, dobbiamo portare indietro le lancette del tempo e tornare alla fine degli anni 70 del secolo scorso. Siracusa era in vorticosa e frenetica crescita, nuovi palazzi spuntavano come funghi creando rioni e quartieri. Una espansione urbanisticamente disordinata e che la politica di quegli anni non seppe governare con paletti fissi. Così, mentre sorgevano nuove costruzioni e venivano collegate con strade che oggi rappresentano il reticolo urbano di Siracusa, si prestò poca attenzione al sistema di smaltimento delle acque piovane. Forse per premura, forse per mancanza di visione: difficile oggi dare un giudizio. Servivano soldi per realizzare le strade per accompagnare l’espansione cittadina e le risorse, anche all’epoca, non erano infinite. Fatti due conti, si preferì “risparmiare” su alcuni sottoservizi da realizzare al di sotto dell’asfalto. E la soluzione adottata, in molti casi, fu quella di non creare una canalizzazione dedicata per le acque piovane ma convogliarle nei collettori fognari esistenti ed in quelli (pochi) di nuova realizzazione creando così un ibrido. Una “rete duale mista” vale a dire adibita a smaltire insieme acque piovane e acque nere di fogna. Ed è questa doppia funzione che spesso finisce – in caso di forti piogge – a mettere in ginocchio l’intero sistema di smaltimento idraulico della città. Ed è sempre questo il motivo per cui saltano i tombini, spinti dall’inevitabile troppo pieno causato dalla doppia funzione.
Soluzioni? Con onestà va detto che appaiono oggi molto complicate ed estremamente costose. Quasi impossibili. Al punto che, stante la quasi irreversibilità di quella soluzione è fantascienza ipotizzare che si possano dividere le reti “nere” dalle miste esistenti. Il sistema di raccolta e regimentazione delle acque piovane va allora ripensato e riscritto, con soluzioni coraggiose e con la pazienza per cui deve essere subito chiaro a tutti che non si potrà invertire questa tendenza nel breve volgere di un ciclo amministrativo.
Un altro dato aiuta a comprendere la situazione. Sui circa 16 Km di linea di costa di Siracusa su cui si è disordinatamente piazzata la città negli anni 60, 70 e 80 si contano appena 5 sbocchi per le acque meteoriche direttamente a mare. In media, uno ogni 3,2 km quando – spiegano fonti tecniche – se ne sarebbe dovute prevedere almeno 1 ogni 300/400 m.


Anche qui, soluzioni? E’ parere di diversi esperti di ingegneria idraulica che gran parte della rete fognaria pubblica (oggi nera e mista insieme, come detto) debba essere quasi tutta convertita in rete esclusivamente nera e che quindi la rete meteorica debba essere integralmente riprogettata e ricostruita. Utili sarebbero, in questa opera, adeguati impianti di trattamento di prima pioggia che dovrebbero avere come corpo ricettore il mare. Magari attraverso i punti di immissione in mare dei pochi collettori, per lo più artificiali, oggi esistenti. Sono 11 secondo un recente censimento: Targia, Tonnara, Mazzarona nord, Mazzarona sud, Due Frati, Rutta e ciauli, via Pitagora da Reggio, via Arsenale, Juvenilia, via del Molo (da prolungare), ex Idroscalo (recapito finale Galermi).




Anche il mercato di piazza Santa Lucia ha un serio problema con la spazzatura

Non solo fiera del mercoledì. Anche per il mercato domenicale di piazza Santa Lucia c’è un problema rifiuti. Al termine dell’appuntamento settimanale, anche qui una valanga di spazzatura. Cartoni, buste, resti di organico e altri prodotti: tutto viene accatastato alla bell’e meglio e lasciato in più punti della piazza, dentro e fuori l’ampio perimetro di un luogo simbolo, nel cuore della storica Borgata.
Le scene che si presentano ai passanti sono ben riassunte nelle foto scattate al termine dell’appuntamento odierno. Dire di essere davanti ad una “vergogna” non è peccato. Anche qui il sospetto è che non tutti gli ambulanti seguano alla lettera le indicazioni per limitare la produzione di rifiuti e il loro conferimento.
Tocca ancora una volta ad una squadra di netturbini Tekra cercare di riportare in ordine il quadro complessivo. Le montagne di rifiuti accatastati qua e là vengono raccolti verosimilmente come generico (e costoso per il servizio) indifferenziato. A rendere più complesso il lavoro di pulizia, la disposizione per cui le macchine spazzatrici non possono passare sulla piazza. Tutta la spazzatura deve allora essere raccolta con operazioni manuali.
Appare evidente come anche in occasione di questo grande mercato cittadino serva un’azione di “convincimento” che spinga gli operatori a prestare più attenzione al rispetto delle norme di decoro, specie relativamente alla produzione e conferimento di rifiuti.

Le comuni regole di decoro non sembrano permeare i due principali appuntamenti mercatali di Siracusa. E se per la fiera del mercoledì è annunciata adesso una stagione di controlli e multe salate, per quella di Santa Lucia serve una fase di nuova attenzione e sensibilizzazione. Difficile chiedere di più alla Municipale, già presente dal primo mattino con le squadre dell’Annona che verificano e contrastano l’abusivismo commerciale. Sarebbe un errore scaricare il peso del problema sulla Municipale. Sembrano altri i tasselli mancanti. Il principio guida deve essere quello che non si possono usare i luoghi di questa città come fossero immondezzai: vale per i cittadini che vi abitano, vale per chi vi lavora.




Battaglia per Siracusa, ricorso al Tar contro il bando per gli idrovolanti in via Elorina

Il bando per la riqualificazione e valorizzazione dell’ex idroscalo di Siracusa non convince il Comitato Cittadino per il decoro urbano di Siracusa. Le perplessità del gruppo di professionisti aretusei finiscono in un ricorso al Tar di Catania, presentato insieme a Legambiente.
“Anzichè rispondere alla proposta di parziale smilitarizzare dell’area dell’Aeronautica in via Elorina inviata dall’amministrazione comunale, il Ministero ha pubblicato questo bando disattendendo qualsiasi lecita aspettativa dei cittadini”, spiegano gli autori del ricorso. “Sembra che così chiudano definitivamente ogni speranza di vedere restituita alla città, ancorchè parzialmente, quella straordinaria zona di via Elorina”. Una zona su cui il Comitato ha immaginato la realizzazione, ad esempio, di strade per migliorare i collegamenti con Ortigia, poi parcheggi ed altri servizi pubblici tra cui una seconda Marina.
“Appare peraltro anacronistica – incalzano – la possibilità di riutilizzo dello specchio di mare antistante per l’ammaraggio di idrovolanti, in una zona con tanti vincoli paesaggistici, archeologici, ambientali e naturalistici, già destinata all’utilizzo di piccole navi da crociera e diporto e che quasi certamente sarà presto ricompresa nella Governance del Sistema Portuale di Augusta e Catania”.
Cosa vuole ottenere il Comitato con il ricorso al Tar? “Chiariamo che questo atto non rappresenta una aprioristica negazione dell’idea progettuale del project-financing. Magari potrebbe essere spunto per avviare una rimodulazione del bando in modo da prevedere, tra le altre cose, la realizzazione di un water-front veicolare e ciclo-pedonale tanto desiderato da Siracusa e dai siracusani. Un suggestivo collegamento tra via Elorina ed il Molo Sant’Antonio. Ecco perchè intendiamo perseverare in questa lotta”.
Il ricorso al Tar in opposizione al bando (“iniziativa non legittima del Ministero”, ndr) era stato preannunciato al sindaco di Siracusa. “L’amministrazione comunale sino ad oggi non ha aderito. Speriamo possano farlo in seguito anche autonomamente”, commentano dal Comitato che da anni chiede la parziale smilitarizzazione della grande area militare. Una proposta che nel gennaio 2022 aveva incassato il “si” dell’allora sottosegretario della Difesa, on. Giorgio Mulè. Sulla scorta di quel gradimento, nell’aprile del 2023 il Comune di Siracusa aveva ufficialmente formulato al Ministero una proposta per il futuro uso a fini civili dell’area parzialmente smilitarizzata.
“Chiediamo sostegno ad ogni cittadino di buon senso che ha a cuore le sorti della città ed il suo sviluppo. Aiutateci con ogni mezzo possibile a proseguire la battaglia, ad esempio aderendo al Comitato Cittadino per la Riqualificazione e il Decoro Urbano di Siracusa. Davide alla fine la spuntò su Golia e con il solo aiuto di una fionda…”.




Tromba d’aria a Portopalo, pali divelti e strade chiuse. La sindaca invita alla prudenza

Intensa ondata di maltempo sulla Sicilia orientale, con folate di vento e pioggia. A Portopalo, nella zona sud della provincia di Siracusa, questa mattina una tromba d’aria ha causato danni e preoccupazione. “Non uscite di casa se non strettamente necessario”, l’invito della sindaca Rachele Rocca.
La Strada Provinciale SR8 Portopalo-Maucini è chiusa al traffico a causa della caduta di pali in strada. Danneggiate anche alcune serre. Segnalati blackout temporanei con alcune linee telefoniche. Nel perimetro urbano, chiuso un tratto di via Danubio, tra via Arno e via Carducci, per la caduta di grossi calcinacci da un balcone.
La tromba d’aria, poco prima delle 9, ha colpito la parte costiera di Portopalo e la zona di Torre Fano.
Gran lavoro per il gruppo comunale di Protezione Civile e per i Vigili del Fuoco.




Bomba carta al Talete, indagini sul folle gesto: sospetti su due giovani in scooter

Si stanno esaminando i filmati di varie telecamere di videosorveglianza, alla ricerca di elementi utili all’identificazione degli autori del grave gesto avvenuto ieri sera sulla terrazza del parcheggio Talete. Una bomba carta è stata fatta esplodere contro una panchina. Dato l’orario, non erano ancora le 21, sul posto c’erano anche alcuni turisti. Il sordo boato, amplificato nella sottostante area parcheggio, ha creato autentico terrore. Una coppia di turisti ha avuto una crisi di panico, finendo preda di un irrefrenabile pianto.
Le indagini sono state affidate alla Polizia di Stato. Al momento, pochi gli elementi noti. C’è la testimonianza di uno dei vigilanti presenti nel parcheggio che ha parlato di due giovani a bordo di uno scooter. Quello seduto alle spalle del guidatore, avrebbe avuto in mano anche una seconda bomba carta.
Sconfortato l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco. “Sono senza parole, ancora una volta sono stati danneggiati i beni pubblici. Mi spiace moltissimo per i turisti che si trovavano lì”.
Sono numerosi gli episodi di piccola criminalità commessi negli ultimi giorni a Siracusa. La Borgata la zona più colpita, tra aggressioni, bivacchi, molestie e fuochi d’artificio. Sale l’allarme sociale, con i residenti sempre più preoccupati.




Targa per la Guerra Barbaresca, Soprintendenza: “Ok anche se Siracusa non fu rilevante”

Piccola storia curiosa. Su richiesta dell’Ordine navale americano, la commissione toponomastica del Comune di Siracusa ha deliberato l’apposizione di una targa commemorativa sul muraglione del Foro Vittorio Emanuele II, alla Marina. Verrà piazzata nei pressi del magazzino di torre dell’Aquila per commemorare il “sostegno offerto dalla città di Siracusa nel corso della prima guerra Barbaresca”. Un tributo di memoria da parte della U.S. Navy per ricordare la “Barbary War”, la prima guerra combattuta dagli Stati Uniti d’America al di fuori dal territorio americano. Era il 1802 e gli States si trovarono costretti a contrastare le potenze costiere del Maghreb: il Sultanato del Marocco e le reggenze di Algeri, Tripoli e Tunisi. Il Regno di Sicilia offrì agli americani – tra l’altro – l’utilizzo dei porti di Messina, Catania e Siracusa. Una storia poco nota a queste latitudini e che quella targa commemorativa in qualche modo farà emergere.
La richiesta ha ottenuto il parere positivo della Soprintendenza di Siracusa che, però, non nasconde una qual certa sorpresa: “si esprime parere favorevole all’intervento – si legge nel documento – nonostante non sia rilevante il coinvolgimento del porto di Siracusa nell’evento bellico della Prima Guerra Barbaresca”. A quanto pare, però, merita comunque una targa. Anche perchè nel cimitero areligioso nel parco tutto attorno al museo regionale Paolo Orsi, ci sono anche le tombe di alcuni militari statunitensi che perirono in quella guerra.

foto di Christian Chiari




Troppa sporcizia, la fiera del mercoledì va sospesa? Favorevoli e contrari in giunta comunale

Sono 15 i netturbini che ogni mercoledì vengono impegnati per ripulire piazzale Sgarlata e San Metodio, riempiti da rifiuti vari lasciati dagli operatori del mercato settimanale. Ci mettono tra le due e le tre ore per riportare in condizioni decenti gli spazi pubblici, inseguendo buste e bustine di plastica, raccogliendo resti di frutta e verdura, cartoni e rifiuti vari lasciati direttamente sui luoghi e senza troppo cura.
Una situazione non più tollerabile. Se ne discute da anni ma la soluzione non si trova. Eppure sono state lanciate varie iniziative spot ma non appena si sono spente le attenzioni, tutto è tornato come prima. Al punto che, di fronte alla situazione ormai compromessa, appare necessario un intervento forte e radicale del Comune di Siracusa. Come? Chiudendo con ordinanza la fiera a cui partecipano oltre 300 ambulanti. Un provvedimento deciso, per una o due settimane come chiaro avvertimento: o si rispetta Siracusa ed i siracusani, conferendo in maniera ordinata i rifiuti, oppure qui non si vende.
Una soluzione che incontra il favore dell’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco. L’aveva già prospettata ai colleghi di giunta, indicando in due settimane il periodo di stop in grado di far comprendere a tutti che Palazzo Vermexio non vuole più tollerare certi comportamenti. Anche l’assessore all’Igiene Urbana, Salvo Cavarra, non disegna questo tipo di intervento. “Sarebbe un segnale”, conferma. D’altronde, le operazioni di pulizia straordinaria necessarie ogni settimana per ripulire quegli spazi ridotti a enorme discarica sottraggono 15 netturbini e diversi mezzi all’ordinario servizio a favore del resto della città. Insomma, intollerabile.
Il cerino passa allora alle Attività Produttive, il settore che potrebbe disporre la chiusura temporanea della fiera del mercoledì. L’assessore Edy Bandiera si mostra prudente. “Sono d’accordo che serva un intervento. Ma non possiamo punire tutti a causa della presenza di una cinquantina di operatori commerciali sporcaccioni. Si facciano prima gli altri passaggi”, dice Bandiera. E chiarisce: “ad esempio, vengano alle 13 i Vigili Urbani a seguire le operazioni di smontaggio delle bancarelle. E a tutti quelli che lasciano mostruose quantità di spazzatura non differenziata si facciano le multe e, in caso di recidiva, si sospendano quelle licenze. Se non basta neanche questo, allora valuteremo lo stop della fiera”.
Per la verità, esperimenti di questo tipo sono già stati tentati in passato. Il risultato è sempre lo stesso. Magari, con coraggio, è l’ora di provare qualcosa di più incisivo e che non permetta a nessuno di nascondersi dietro divisi tra civili ed incivili. Il problema, d’altronde, ha una diffusione evidente – basti vedere foto e video – che viene difficile ritenere che la maggioranza sia quella dei “buoni”.


Diversi consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, condividono. “L’amministrazione comunale sospenda subito le licenze agli ambulanti di piazza Sgarlata, almeno per una settimana!”, incalza Paolo Cavallaro (Fdi). “È necessario un segnale forte, per provare a sensibilizzare gli ambulanti al rispetto del territorio e per dare un esempio di fermezza e rispetto delle regole a tutti i cittadini che quotidianamente si impegnano nella corretta raccolta differenziata dei rifiuti. Tutti gli appelli sono caduti nel vuoto e nulla può giustificare questo comportamento, nel silenzio di chi dovrebbe far rispettare le regole”.




Solarino, teorie e complotti. Sul ritorno del Consiglio comunale è scontro Carta-Germano

La sentenza del Cga con cui torna in carica il Consiglio comunale di Solarino diventa subito tema di scontro politico. Scintille tutte interne al centrodestra: da un parte il primo cittadino Peppe Germano (Noi Moderati), dall’altra il deputato regionale e sindaco di Melilli, Giuseppe Carta.
A dare fuoco alle polveri è Germano, con un video comparso sui social poche ore dopo il pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativa. “La sentenza – dice – dà ragione ai consiglieri di opposizione e ci coglie di sorpresa. Non commento la sentenza, prendo atto della decisione dei giudici che comporterà il ritorno del Consiglio comunale”. E poi l’affondo: “il ribaltone dei prestigiatori della politica farà sì che il sottoscritto votato da voi non potrà governare come da voi richiesto. Non è un torto al sindaco ma uno smacco alla città che deve sapere e ricordare che c’è un fantasma venuto da Melilli che vuole a tutti i costi prendersi la città”.
Manca solo il nome, ma l’indicazione è chiara. Il bersaglio è Carta ed il suo Mpa. “Chiamate i ghostbuster…”, liquida con una battuta proprio Carta. “Vince la democrazia contro l’arroganza e la presunzione di una parte della politica oggi rappresentata dall’attuale sindaco di Solarino che, con l’utilizzo distorto delle regole, ha buttato fuori i consiglieri eletti dai solarinesi, proclamati dallo Stato; i quali, lo ricordiamo, furono fondamentali per la sua elezione dopo la sconfitta di 5 anni prima. Questo stupro è stato risolto dai giudici del consiglio di Stato per la Sicilia”, aggiunge. Le accuse a lui mosse da Germano? “Goffo tentativo di distrarre deliberatamente, su altri argomenti, l’attenzione dell’opinione pubblica. Archiviamo questa triste pagina e torniamo a vivere in democrazia anche a Solarino”. Rimane un sassolino, subito tolto: “viene lecito chiedersi: cosa penseranno i sei consiglieri comunali che si sono dimessi per attuare la strategia pensata a tavolino per salvaguardare la poltrona del sindaco? Quale sarà il futuro di questi consiglieri, anche loro eletti dai solarinesi?”.




Notti brave alla Borgata: petardi, fuochi d’artificio, liti e schiamazzi. Minorenne denunciato

Vivere nei pressi di piazza Santa Lucia, alla Borgata, è diventato davvero difficile. I residenti della popolare area sono stanchi. Ed a più voci raccontano di quello che, oramai, accade nottetempo. Puntualmente, a mezzanotte vengono esplosi fuochi d’artificio. Anche rumorosi petardi che, spiegano quanti vivono attorno alla piazza, “fanno tremare i palazzi”.
Indice puntato contro un gruppo di ragazzini che avrebbero preso a trascorrere così le loro nottate. Con urla, schiamazzi e qualche lite. I residenti sono esasperati. “Non ce la facciamo più a vivere in questo contesto di degrado, la mattina dobbiamo alzarci per andare a lavoro e abbiamo alle spalle solo poche ore di sonno per colpa di questi balordi”. La richiesta, comprensibile, è di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine.
E la Polizia di Stato risponde presente. Nella notte appena trascorsa, ad esempio, gli agenti sono intervenuti proprio in piazza Santa Lucia ed hanno denunciato un minorenne. Aveva acceso ed esploso petardi per festeggiare, in maniera evidentemente impropria, il suo compleanno. Festa grande, con una decina di batterie di giochi pirotecnici. Una esplosione rumorosa e continuata, finita anche in diversi video social
La Questura di Siracusa ha concentrato le sue attenzioni sui troppi casi lamentati dai residenti della Borgata. Le pattuglie sono impegnate in continui controlli per contrastare l’avanzata di fenomeni vari di degrado urbano. Solo nell’ultima settimana, sono state tre le operazioni straordinarie di controllo del territorio, con il ricorso anche all’Anticrimine. La legalità vuole riprendersi il suo spazio e chi vive in Borgata applaude al passaggio degli agenti.