Notti brave alla Borgata: petardi, fuochi d’artificio, liti e schiamazzi. Minorenne denunciato

Vivere nei pressi di piazza Santa Lucia, alla Borgata, è diventato davvero difficile. I residenti della popolare area sono stanchi. Ed a più voci raccontano di quello che, oramai, accade nottetempo. Puntualmente, a mezzanotte vengono esplosi fuochi d’artificio. Anche rumorosi petardi che, spiegano quanti vivono attorno alla piazza, “fanno tremare i palazzi”.
Indice puntato contro un gruppo di ragazzini che avrebbero preso a trascorrere così le loro nottate. Con urla, schiamazzi e qualche lite. I residenti sono esasperati. “Non ce la facciamo più a vivere in questo contesto di degrado, la mattina dobbiamo alzarci per andare a lavoro e abbiamo alle spalle solo poche ore di sonno per colpa di questi balordi”. La richiesta, comprensibile, è di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine.
E la Polizia di Stato risponde presente. Nella notte appena trascorsa, ad esempio, gli agenti sono intervenuti proprio in piazza Santa Lucia ed hanno denunciato un minorenne. Aveva acceso ed esploso petardi per festeggiare, in maniera evidentemente impropria, il suo compleanno. Festa grande, con una decina di batterie di giochi pirotecnici. Una esplosione rumorosa e continuata, finita anche in diversi video social
La Questura di Siracusa ha concentrato le sue attenzioni sui troppi casi lamentati dai residenti della Borgata. Le pattuglie sono impegnate in continui controlli per contrastare l’avanzata di fenomeni vari di degrado urbano. Solo nell’ultima settimana, sono state tre le operazioni straordinarie di controllo del territorio, con il ricorso anche all’Anticrimine. La legalità vuole riprendersi il suo spazio e chi vive in Borgata applaude al passaggio degli agenti.




Il relamping che lascia al buio Siracusa, ora tocca a via Polibio. Ma le promesse correzioni?

Continua il relamping, ovvero la sostituzione degli impianti di illuminazione pubblica di Siracusa: dalle lampade a incandescenza ai nuovi led. E continuano le polemiche che accompagnano, sin dall’avvio, la complessa operazione che il Comune di Siracusa ha affidato ad Enel X, attuale gestore del servizio.
Dopo le forti lamentele in Borgata, quartiere piombato quasi nell’oscurità con l’arrivo delle padelle a led, tocca adesso ai residenti di via Polibio. “Prima ci hanno tolto i posti auto con la scusa della riqualificazione e ora ci lasciano anche al buio”, si sfogano alcuni. In effetti, quando al pomeriggio scende l’oscurità, l’illuminazione pubblica è crepuscolare. Il sistema cut-off, cioè luce a taglio che cade dritta per dritta dalla lampada alla strada, non arriva ad assicurare buona illuminazione ai lati della via e sui marciapiedi. “Così si alimenta l’insicurezza, per i cittadini e per la circolazione stradale”, raccontano alcuni passanti appena usciti da una delle attività commerciali presenti nella zona.
La scelta del rapporto di 1:1 nella sostituzione dei corpi illuminanti non convince. Era prevedibile che passando dalle vecchie lampade ad incandescenza che spargono luce a 360° al raggio led si sarebbe prodotto un simile risultato. Forse, vedendo l’andazzo, sarebbe convenuto un rapporto doppio: due elementi led per ogni vecchia lampada. Come, ad esempio, è avvenuto in viale Tisia dove strada, marciapiedi e portoni sono ugualmente tutti illuminati (a led).
L’amministrazione comunale ha preso atto del problema. Ed a febbraio scorso aveva annunciato in Consiglio comunale una “rivisitazione” del sistema di illuminazione pubblica. Il vicesindaco, Edy Bandiera, ha riconosciuto l’esigenza di correzioni. Doveva, quindi, essere abbozzato un nuovo percorso da avviare per risolvere il problema e rendere l’illuminazione pubblica efficiente. “Condivido le rimostranze dei cittadini – disse Bandiera in quella occasione – ma l’amministrazione comunale non è inerte sulla questione, tanto che in alcune aree abbiamo già incrementato le luci a led o stiamo progettando interventi risolutivi. In alcuni casi il deficit di illuminazione è importante e prevediamo il raddoppio dei corpi illuminanti. Disponiamo, a seguito di sopralluoghi, di un elenco di strade su cui lavorare”.
A vedere, però, come ad ottobre sono stati condotti i lavori di relamping in via Polibio e corso Gelone, rimane il sospetto che la “correzione” sia ancora solo su carta.




Lavori in autostrada fino a marzo 2025, più sicurezza con il guardrail in calcestruzzo

Lavori sulla Siracusa-Catania, in particolare nel tratto siracusano dove sono in corso le operazioni di sostituzione del vecchio guard-rail metallico. Al suo posto, vengono piazzati i nuovi jersey in cemento e calcestruzzo che offrono una maggiore garanzia di sicurezza. I lavori sono in corso da diverse settimane e, di tratto in tratto, interesseranno tutta la porzione “datata”, sino all’immissione nella Siracusa-Gela.
La presenza di mezzi ed operai sulla sede stradale comporta ancora strettoie e rallentamenti che – specie nelle fasce più trafficate – mettono alla prova la pazienza degli automobilisti di passaggio. Secondo il cronoprogramma, i lavori dovrebbero concludersi entro la prima decade di marzo del 2025. Per tutto il mese di settembre i lavori sono stati sospesi, come richiesto per via del G7 Agricoltura di Siracusa.
L’intervento, spiegano fonti di Polizia Stradale, non potevano essere ulteriormente rinviati. La nuova barriera di sicurezza modulare è una necessità, imposta anche dagli standard europei. Troppe volte, in caso di incidenti, alcuni mezzi, in particolare quelli più pesanti, hanno “superato” la timida opposizione del vecchio spartitraffico metallico, causando molti e comprensibili problemi. Per minimizzare quegli inconvenienti alla voce sicurezza, ecco allora il progetto di sostituzione della barriera divisoria capace di assicurare una maggiore capacità – in caso di sinistro – di prevenzione dei salti nella corsia opposta e conseguente scontro frontale.

foto: Ivan Sortino




La scandalosa Fiera del Mercoledì, festival settimanale dell’abbandono (consentito) di rifiuti

C’è un aggettivo che rimbalza tra tempia e tempia quando ci si ritrova a seguire le fasi finali del mercato settimanale di piazzale Sgarlata, a Siracusa: scandaloso. E’ scandaloso vedere in che condizioni vengono lasciati i luoghi; è scandalosa la quantità di spazzatura lasciata in terra dai venditori; è scandaloso con quanta libertà si tollerino certi atteggiamenti; è scandaloso costringere i residenti a vivere settimanalmente questa situazione; e, per sintesi, è proprio scandalosa questa situazione.
D’accordo, in poco meno di mezz’ora personale e mezzi Tekra puliscono i luoghi. Ma è paradossale che serva un piccolo esercito di netturbini per riparare al guasto prodotto da venditori ambulanti a cui non interessa, evidentemente, prendersi cura del loro stesso luogo di lavoro. D’accordo, ci sono delle scusanti: un numero di bidoni per i rifiuti insufficienti, sacchetti distribuiti forse in maniera non capillare. Ma davvero vogliamo prenderci in giro e pensare che bastino questi alibi per giustificare l’abbandono di spazzatura – atteggiamento costante e strafottente – che insozza ogni mercoledì la vasta area da piazzale Sgarlata a San Metodio?
Siccome il rispetto dei luoghi in cui si vive o lavora è fondamentale e siccome ancor più fondamentale è il valore dell’esempio – il cittadino vede e impara – perchè il Comune di Siracusa non decide finalmente di dare un segno della sua presenza? Invitiamo gli assessori e gli uffici competenti – Attività Produttive, Igiene Urbana e Polizia Municipale – ad un’operazione di giustizia ed equità. Basta appelli e opere di convincimento morale. Si sospendano, a tempo o in via definitiva, le licenze di quanti pensano di poter fare ciò che vogliono.
Sporcare senza vergogna solo perchè dopo interviene un esercito di pulizieri non può e non deve nascondere le responsabilità degli operatori e di chi dovrebbe occuparsi del controllo e della tutela. Anche dal mercoledì passa la civiltà.




Violento scontro in traversa Cozzo Villa, giovane centauro lotta tra la vita e la morte

Si trova ricoverato in rianimazione, con la prognosi sulla vita riservata, l’uomo rimasto coinvolto nel grave incidente avvenuto nella serata di ieri lungo la Statale 115. Era in sella ad una moto che – secondo quanto ricostruito dalla Municipale – stava muovendosi da Cassibile verso Siracusa. Lo scontro con un’auto che procedeva in senso opposto, all’altezza di traversa Cozzo Villa, già tristemente teatro di sinistri. La donna alla guida della vettura avrebbe dichiarato di non aver letteralmente visto la moto che sopraggiungeva.
Una mancata precedenza all’incrocio potrebbe essere stata la causa del sinistro anche se non è stato possibile confermare l’ipotesi in mancanza di elementi validi a disposizione della Polizia Municipale che si è occupata dei rilievi. Altri elementi in fase di valutazione da parte dell’organo accertatore sono anche il dato relativo alla velocità tenuta dai due mezzi e il funzionamento dei rispetti impianti di illuminazione.
Il centauro era cosciente ma molto dolorante all’arrivo dei soccorsi. Trasportato in codice rosso all’ospedale Umberto I di Siracusa si trova adesso in terapia intensiva. Decisive, secondo fonti sanitarie, la prossime 24/48 ore.




Incidenti stradali a Siracusa, i numeri dell’emergenza: 398 sinistri, 7 morti, 544 feriti

Secondo i dati elaborati da Aci ed Istat, nel corso del 2023 sono stati 398 gli incidenti stradali avvenuti a Siracusa. In media, poco più di uno al giorno. Hanno causato 7 decessi (tasso mortalità 17,59) e ben 544 feriti. Il numero principale di sinistri si è registrato lungo le strade urbane, all’interno quindi dell’abitato cittadino: 340 (5 morti e 452 feriti). Lungo strade provinciali o stradali gli altri gravi incidenti (40, 2 morti e 67 feriti). Appena 3 in autostrada (4 feriti) ma questo dato è inficiato dalla classificazione atipica del tratto iniziale della Siracusa-Catania fino allo svincolo di Augusta, quando inizia la vera e propria autostrada. I pedoni investiti nel corso del 2023 sono stati 31 (con loro tasso di corresponsabilità al di sotto del 20%, ndr), con 2 decessi.
Coinvolti negli incidenti stradali, in totale, 700 veicoli tra auto, bus, moto, bici, motopattini, ecc. Di questi, ben 289 mezzi sono entrati in “contatto” lungo un rettilineo, 255 in un incrocio, 51 in curva e “appena” 50 nelle tanto criticate rotatorie. Curiosità: sono state 12 le biciclette coinvolte in incidenti di varia natura, avvenuti a Siracusa nel 2023; 3 i monopattini e 2 le bici elettriche.
Interessante anche soffermarsi sulle cause presunte di incidente. Nel 42,72% dei casi sarebbe colpa del mancato rispetto dei segnali stradali (stop, dare precedenza, etc); nel 20,12% dell’alta velocità; quindi mancato rispetto della distanza di sicurezza (10,53%); mentre solo il 5,88% sarebbe causato da guida distratta secondo i dati Aci-Istat.
Il giorno “peggiore” della settimana per il numero di incidenti a Siracusa? Il venerdì, con una media di 70 scontri.

foto archivio




La ricchezza della Sicilia ellenistico-romana nel nuovo settore del museo Paolo Orsi

Apre ai visitatori il settore “E” del museo regionale Paolo Orsi di Siracusa. L’attesa sezione completa l’allestimento espositivo e tributa giusto spazio ai più importanti centri della Sicilia centro-orientale nella fase ellenistico-romana.
Interessanti sono le opere della coroplastica centuripina policroma che accolgono il visitatore, raccontando della vivacità creativa e della precisione di quelle fabbriche, tra ricchi corredi funerari e l’affascinante piccolo Satiro.
E poi ancora ceppi e fini sculture che provengono dal territorio siracusano e da quello ibleo, oggetti di uso quotidiano come il corredo da tavola e cucina rinvenuto a Palazzolo. Piccoli capolavori come una delicata fiaschetta in vetro decorato e il Fanciullo su delfino ritrovato a Catania e che Paolo Orsi acquistò per preservarlo nel museo di Siracusa.

foto apertura di Michele Pantano (MiDa Immagini)




Ribaltone a Solarino, il Cga “re-insedia” il Consiglio comunale e condanna la Regione

Colpo di scena all’ultimo atto. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana ha accolto il ricorso presentato da sei consiglieri comunali di opposizione di Solarino, dichiarati decaduti insieme al resto dell’assise con provvedimento di scioglimento emesso a seguito delle dimissioni dei colleghi di maggioranza. Ribaltato il pronunciamento del Tar dello scorso mese di luglio.
Il Cga ha annullato il contestato decreto regionale di scioglimento, quindi viene reintegrato il Consiglio comunale di Solarino. Regione e Comune dovranno inoltre pagare le spese del doppio grado di giudizio, quantificate in 4mila euro.
Secondo i ricorrenti, il Presidente della Regione ha erroneamente ritenuto di trovarsi innanzi ad un caso in cui – per effetto delle contestuali dimissioni – era venuta meno la “maggioranza assoluta” dei consiglieri comunali assegnati all’Ente, con conseguente impossibilità di ricostituire il “quorum strutturale” del consesso. Ma a Solarino i consiglieri comunali sono 12 e le dimissioni di sei consiglieri non rappresentano la maggioranza assoluta. Inoltre, non vi sarebbe il requisito della contestualità delle dimissioni perchè “le dimissioni da consigliere per opzione alla carica di assessore” non rientrerebbero nella fattispecie prevista. Tesi accolte dal Cga e che chiudono – al momento – una vicenda “complessa” secondo gli stessi giudici.
“Da uomo delle istituzioni, rispetto la sentenza”, commenta il sindaco di Solarino, Giuseppe Germano. “Certo, è una sentenza in controtendenza rispetto agli ultimi 25 anni di giurisprudenza. Valuteremo insieme ai legali come eventualmente muoverci”.




Reti metalliche a difesa della ex Casa del Pellegrino: viaggio all’interno, tra roghi e degrado

Delle reti metalliche chiudono ora quello che era l’ingresso principale della ex Casa del Pellegrino. Sono state apposte dopo l’ultimo incendio, quello scoppiato nelle prime ore di sabato mattina. Difficile però che questa tardiva precauzione basti a bloccare quella che, sin qui, è stata la costante e abusiva occupazione dell’edificio in triste fase di abbandono da quando è finito al centro di un complesso contenzioso giudiziario tra il Comune di Siracusa, che ne è il proprietario, e l’ente Basilica Santuario della Madonna, che lo gestiva in comodato.
I vetri delle porte d’ingresso sono quasi tutti spaccati o in frantumi. In lontananza, si intravede il disastro e il degrado con stanze e locali vandalizzati. Una distesa di resti: di arredamenti, suppellettili, intonaci ed altri elementi. L’aria è intrisa di un mix di acre odore di bruciato e persistente puzza.

Poco distante, una finestra aperta è già il segnale che quelle reti metalliche non sono il più efficace dei deterrenti. Forse qualcuno è già tornato all’interno. Di cero erano almeno in sei gli extracomunitari dentro la ex Casa del Pellegrino nelle ore dell’incendio che ha colpito, in particolare, i piani alti della struttura. Sono stati presi in carico dalle politiche sociali, su richiesta della Procura. Attivato per loro il servizio Prins, con l’accompagnamento in una struttura di viale Scala Greca dove sono rimasti per 72 ore, come previsto dal protocollo. Di loro si è interessata anche la Caritas diocesana.
Purtroppo, però, non è improbabile che – specie con l’arrivo dei primi freddi – tornino a cercare rifugio nell’edificio abbandonato a due passi dal centrale viale Teocrito, approfittando dell’assenza di ogni accordo tra i due litiganti (Comune e Santuario) che a malapena si rivolgono la parola con le carte bollate. Eppure, basterebbe un’intesa esplicita per permettere agli uffici comunali di intervenire per chiudere con mattoni e cemento tutti gli accessi, senza dover temere una denuncia.




Emergenza sicurezza a Pachino, controlli rafforzati: denunciato 18enne straniero

Per rispondere alla richiesta di maggiore sicurezza a Pachino, la Questura ha disposto un innalzamento del livello di controllo del territorio, con il concorso dei Reparti Prevenzione Crimine.
Ieri pomeriggio, è stato denunciato un cittadino tunisino di 18 anni per porto di coltello e lesioni personali aggravate in danno di un cittadino gambiano di 23 anni.
In particolare, la vittima si presentava in Commissariato per sporgere denuncia nei confronti di un tunisino che, la sera precedente, lo feriva al collo con un’arma da taglio.
Gli investigatori sono riusciti, in breve tempo, a ricostruire l’accaduto, anche con l’ausilio di immagini tratte dai sistemi di videosorveglianza cittadina. È stato così identificato e denunciare il diciottenne tunisino che aveva sferrato un colpo al collo della vittima. Nelle immagino si vede l’aggressore incontrare e salutare con un abbraccio il gambiano, prima di ferirlo.
Inoltre, agenti del Commissariato di di Pachino, a seguito di immediate indagini di polizia giudiziaria, hanno denunciato un pachinese di 69 anni per avere esploso, con il proprio fucile calibro 12 semi automatico, sette colpi in aria. Si sentiva disturbato dai rumori notturni prodotti da alcuni lavoratori nelle vicine serre. E per questo avrebbe sparato in aria.