Calci e pugni ad un turista, daspo “fuori contesto” per tre

Tre ultras del Siracusa si sono visti notificare un “daspo fuori contesto” emesso dal Questore. A luglio scorso erano stati denunciati dai Carabinieri di Ortigia perché, all’interno di un noto ristorante del centro storico, per futili motivi, avevano aggredito con calci e pugni un turista straniero intento a consumare la cena con la famiglia.
Il daspo fuori contesto è un provvedimento che si inquadra nell’ambito delle misure di prevenzione atipiche, adottate nei confronti di soggetti presunti responsabili di gravi reati commessi anche in contesti diversi dall’ambito sportivo.
Dalla Questura di Siracusa spiegano che “ha lo scopo di impedire che soggetti violenti possano riprodurre condotte illecite anche all’interno degli stadi, con possibili gravi ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblica”.
A carico dei due erano già stati emessi altrettanti “Daspo Willy”, con divieto di accesso al locale pubblico presso il quale avevano causato i disordini.




Fuga da Sud chiama Nord, Bandiera resta accanto a De Luca: “Non scendo dal bus”

Edy Bandiera è il nome forte di Sud chiama Nord in provincia di Siracusa. Fedelissimo di Cateno De Luca, non lo abbandona in questo momento complicato per il movimento creato e guidato dall’attuale sindaco di Taormina. La pattuglia di deputati regionali è scesa da otto a tre e l’ultimo addio, quello di Ismaele La Vardera, ha fatto suonare l’allarme circa la tenuta e lo stesso futuro di ScN.
Il vicesindaco di Siracusa, però, si mostra sereno. E soprattutto saldamente al fianco di De Luca. “Non scendo dall’autobus”, dice con la forza di una battuta. “Alcuni evidentemente non sentivano la forza e la tensione politica del movimento e lo hanno scambiato per un pullman. Hanno utilizzato la forza di Cateno (De Luca, ndr) per venire eletti, anche con pochissimi voti” è la stoccata che Bandiera assesta all’indirizzo dei transfughi.
Preoccupazioni per la tenuta e lo stesso futuro del movimento? “No, nessuna. Le ultime dichiarazioni di De Luca sono un manuale di tattica politica. Forse anche qualcun altro del fronte delle opposizioni dovrebbe darsi una svegliata. Noi lavoriamo per entrare nel governo della Regione, è vero. Ma certo non in questo governo Schifani. Lavoriamo per la prossima fase amministrativa, in cui finalmente impiantare il metodo del buon amministratore lanciato da De Luca sindaco. Sempre rivendicando autonomia e federalismo come punti cardine della nostra azione”.




Forza Italia, la segreteria provinciale fa il punto: “partito radicato e in crescita”

Riunione a Siracusa della segreteria provinciale di Forza Italia, presieduta da Corrado Bonfanti con la partecipazione del deputato regionale Riccardo Gennuso e degli ex parlamentari Pippo Gennuso e Giancarlo Confalone, insieme ad amministratori e consiglieri comunali provenienti dai diversi Comuni della provincia.
Bonfanti ha evidenziato “il significativo aumento delle adesioni al partito che conferma Forza Italia movimento politico radicato e in crescita”.
Prossimo appuntamento è quello dei vari congressi comunali, durante i quali saranno eletti i nuovi referenti cittadini.
Mostra la sua soddisfazione il deputato regionale Riccardo Gennuso, in particolare per “il crescente numero di amministratori locali e militanti che decidono di impegnarsi in prima persona per il futuro della nostra comunità. Il nostro partito – dice – rappresenta un punto di riferimento per chi desidera lavorare con serietà e concretezza”.




L’ulivo e il carrubo del G7 Agricoltura salutano piazza Duomo, rimosse le aiuole

I due grandi alberi che adornavano piazza Duomo, non ci sono più. Erano stati posizionati come elementi naturali e scenografici nell’allestimento per l’expo Divinazione ed il G7 Agricoltura di Siracusa. Si tratta di un maestoso ulivo e di un altrettanto imponente carrubo, incastonati in due “aiuole” poggiate sulla pietra bianca della piazza e circondate da un tradizionale muretto a secco.
Nelle prime ore del mattino, il vivaio che ha curato l’allestimento ha proceduto anche a rimuovere gli alberi e le aiuole. Si era pensato ad una installazione permanente, ma ragioni pratiche e di ordine pubblico hanno invece lasciato propendere per la loro rimozione.
Richiedono, per esempio, una irrigazione abbondante – spiegano i vivaisti – che in piazza Duomo non può certo essere assicurata, anche per l’assenza di un impianto ad hoc. Tornano quindi ad essere curati in vivaio, mentre la piazza ritrova la sua conformazione originaria. Anche se, va riconosciuto, a quei due alberi ci si era affezionati in fretta. E qualche naso si è storto di fronte alla potatura eseguita prima del trasporto.
Nei giorni scorsi, dieci alberelli di ulivo ed essenze di agrumi donati al termine dell’expo al Comune di Siracusa erano stati rubati dal vivaio comunale. Erano in attesa di futura piantumazione.




Bastonate contro le auto in sosta, denunciato 32enne in Borgata

Armato di un bastone, stava danneggiando alcune auto posteggiate lungo via Isonzo, a Siracusa. È stato bloccato nella serata di ieri da agenti delle Volanti, allertati da diverse segnalazioni.
L’uomo, un 32enne originario del Burkina Faso, è stato denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. Non ha fornito spiegazioni sulle motivazioni del suo gesto.
Nella zona della Borgata, dove è avvenuto quest’ultimo episodio, la Polizia sta operando da giorni posti di controllo, finalizzati al contrasto del degrado urbano e dei reati in generale.
Nel corso dei servizi sono state identificate sin qui 166 persone, di cui 55 stranieri, e sono stati controllati 41 veicoli.




Risse, insulti e aggressioni: Pachino ha paura. “Non siamo razzisti, ma qualcuno deve aiutarci”

Non si può certo bollare come razzista una comunità da sempre accogliente come quella di Pachino. Ma quanto accaduto sabato sera (clicca qui) ha fatto emergere una certa stanchezza dei cittadini verso i troppi episodi violenti che, purtroppo, hanno spesso per protagonisti alcuni dei tanti extracomunitari che vivono e lavorano nel centro agricolo del siracusano. “Il problema va avanti da un pò di tempo”, ammette il sindaco Giuseppe Gambuzza. “A tre mesi dalle elezioni, posso dire sinceramente di avere trovato non una bella situazione. E in questo ultimo mese, episodi che hanno allarmato i cittadini si sono ripetuti nel fine settimana, durante la settimana, nel pomeriggio. Questi signori forse non lavorano e bivaccano per piazza Colonna e nell’area dell’ex mercato. Diversi pachinesi, uomini e soprattutto donne, mi raccontano di essere stati insultati per strada. Sono d’accordo con l’integrazione – puntualizza Gambuzza – ma viviamo un momento in cui i pachinesi sono esasperati e la mia preoccupazione è che si possano creare delle scintille con le comunità stranieri di tunisini e albanesi”.
Si tratta di immigrati regolari, nella stragrande maggioranza dei casi. “Stiamo cercando ora di verificare quello che sta succedendo in alcune abitazioni. Qualcuno mi fa arrivare all’orecchio che magari alcune case sono state affittata, per esempio, per tre persone e poi invece ce ne sono dentro dieci”. E Gambuzza annuncia controlli su questo fronte, chiamando in causa anche i proprietari delle abitazioni affittate agli stranieri.
Cosa è successo esattamente sabato sera? “Io ero in piazza e c’erano centinaia di ragazzini mentre questo folle ha iniziato a scagliare in aria bottiglie di vetro. Gli extracomunitari si sono poi fronteggiati perchè c’è troppa tensione e basta qualunque scintilla per farla esplodere. Poteva succedere qualcosa di ancora peggiore e ringrazio quanti hanno avuto il sangue freddo di non reagire”, racconta Gambuzza su FMITALIA.
“Siamo arrivati ad un punto di non ritorno”, l’allarme del primo cittadino pachinese. “Qualcuno mi deve aiutare. In un momento di rabbia ho chiesto l’esercito e so che non posso averlo schierato a Pachino. Però neanche la risposta può sempre essere che non ci sono uomini. Io ho chiesto il 30 settembre scorso la convocazione di un tavolo tecnico per la sicurezza al nuovo prefetto. Stamattina ho inviato un’integrazione a quella richiesta, esponendo quanto accaduto il 9 ottobre (si sono presi a colpi di legno) e poi ancora sabato scorso”.
A Pachino sono in tanti ad avere paura. Anche una passeggiata in piazza allerta, specie i genitori di giovani e giovanissimi. “Cosi non va bene. Ho diversi fronti da affrontare senza avere uomini, questa è la realtà. Sono in dissesto, non posso fare concorsi e non posso assumere vigili urbani, quindi tutto diventa un problema maggiore”, dice sconsolato il primo cittadino.




Super-multa per chi abbandona rifiuti: Palazzo Vermexio studia sanzione da 1.000 euro

Cresce la voglia dei cittadini siracusani di collaborare per arrestare l’odioso fenomeno dell’abbandono di rifiuti. Sacchetti lasciati da persone “normale” in mezzo alla strada, davanti alle altrui abitazioni, nelle piazze. Nelle ultime settimane, sono sensibilmente aumentate le segnalazioni inoltrare alla Municipale ed al nucleo Ambientale. Sono spesso corredate da foto e video che immortalano la scena dell’abbandono con, in bella vista, le targhe dei mezzi coinvolti. E questo rende molto più veloce l’azione sanzionatoria. Ma la multa è “limitata”, poco meno di 170 euro. Non esattamente un deterrente per chi decide di mettere in conto “l’imprevisto”.
E allora ecco che gli assessori alla Polizia Municipale ed all’Igiene Urbana hanno deciso di proporre al Consiglio comunale di Siracusa l’inasprimento della sanzione. Nell’impossibilità di disporre il sequestro del mezzo – serve una legge che, al momento, il governo non ha allo studio – il Comune può solo spingere al massimo sulla multa. La proposta a cui stanno lavorando gli uffici, su input di Gibilisco e Cavarra, è molto semplice: modificare il regolamento comunale, portando la sanzione a 1.000 euro per abbandono di rifiuti, facendo salva l possibilità – nei casi previsti – di procedere anche ai sensi del codice penale.
L’ultima parola spetta però al Consiglio comunale. Nel giro di pochi giorni, la proposta di inasprimento della sanzione arriverà all’attenzione della Terza Commissione consiliare, presieduta da Cosimo Burti. Se il provvedimento incasserà la – preventivabile – condivisione dei consiglieri comunali, approderà in aula per la ratifica da parte dell’assise cittadina che ne disporrà l’esecutività immediata. Senza ostracismi di sorta – che sarebbero anche difficili da comprendere – entro un mese il nuovo provvedimento potrebbe essere operativo. E chi verrà sorpreso ad abbandonare rifiuti o chi verrà convocato sulla scorta di una foto o di un video chiaro, sarà multato per ben 1.000 euro, annesse tutte le procedure per eventuale riscossione coatta. Mille buoni motivi per imparare a fare la differenziata. E magari pagare la certamente più economica Tari, oggi evasa da circa il 48% della platea potenziale di contribuenti siracusani.




Truffa del finto carabiniere, arrestata coppia di catanesi: raggirate due anziane siracusane

Due presunti truffatori sono stati identificati e arrestati dai Carabinieri. Si tratta di un pregiudicato 44enne nato a Napoli ma residente a Catania – e con precedenti reiterati e specifici per truffa – e la compagna, una catanese di 40 anni. Sono indagati in concorso per truffa, sostituzione di persona e tentato indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti con le aggravanti di aver ingenerato nelle persone offese il timore di un pericolo immaginario e avere profittato di circostanze di luogo e di tempo, anche in riferimento all’età delle vittime, tali da ostacolare la privata difesa.
I due avrebbero messo in atto la cosiddetta truffa del finto carabiniere, facendosi così consegnare denaro dalle ignare vittime. Secondo quanto ricostruito durante le attente indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, a giugno scorso, a distanza di pochi giorni, hanno avvicinato due anziane a Testa dell’Acqua e a Buccheri. Le donne sono state prima contattate telefonicamente e poi raggiunte a casa da sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine che, carpendo subdolamente la loro fiducia, si sono poi fatti consegnare denaro contante e carte di credito. Nel corso della classica preventiva telefonata, i truffatori avevano raccontato alle due donne che il figlio di una e il nipote dell’altra avevano provocato due gravi incidenti stradali e che per essere rilasciati dai Carabinieri dovevano immediatamente pagare una somma in contanti.
Quando le due donne si sono rese conto di essere state raggirate, hanno presentato denuncia ai veri Carabinieri. Le immediate attività investigative hanno consentito, grazie a una meticolosa analisi dei dati estrapolati delle immagini di videosorveglianza cittadina e privata, dai tabulati telefonici e dalla testimonianza, in entrambe le circostanze, di alcuni cittadini che avevano notato un’auto sospetta aggirarsi nel quartiere, di identificare i due presunti autori delle truffe.

I Carabinieri del comando provinciale di Siracusa ricordano che in caso di dubbio, è bene contattare immediatamente e senza alcun imbarazzo il numero di emergenza 112 o la Stazione Carabinieri più vicina “per richiedere un intervento, avere semplicemente un chiarimento o ricevere un tempestivo supporto, senza lasciare entrare in casa nessuno o consegnare denaro”.




Ancora olio motore per sfregiare Siracusa, ecco l’imbrattatore di via Tisia: lo riconoscete?

In ciabatte e pantaloncini, zaino in spalla, con il volto coperto dal cappuccio della felpa: ecco l’imbrattatore di viale Tisia. Erano da poco passate le 23 di domenica sera, quando ha deciso di sversare un super inquinante – olio motore – sulla pietra bianca dei marciapiedi della riqualificata via Tisia. Non in un solo punto, ha proseguito indisturbato la sua opera nei quattro angoli dove sono state recentemente posizionate delle panchine.
Dopo un primo intervento con una lancia idrica ad alta pressione, il Comune di Siracusa proverà oggi a “smacchiare” le parti imbrattante con prodotti specifici. Sullo sfondo, la domanda principale: perchè? Interrogativo destinato a rimanere senza risposta. Forse più che di vandalismo, conviene accendere i riflettori sul tema del disagio, anche psichico e mentale. E interrogarsi se il sistema pubblico delle politiche sociali è ancora in grado di dare risposte e assistenza.
Nelle settimane scorse, un uomo di 53 anni aveva imbrattato con olio motore i sentieri tutto attorno alla basilica di San Giovanni alle Catacombe. I segni di quell’inspiegabile gesto sono ancora, purtroppo, visibili. Anche in quel caso, le telecamere di videosorveglianza ripresero la scena ed il responsabile. In precedenza, e sempre con olio motore, era stato colpito anche il monumento ai Caduti. Potrebbe sempre trattarsi della stessa mano? Forse è più di un semplice dubbio.
“Dalle immagini non si riesce a vedere il volto di questa persona, se qualcuno può fornirci elementi utili a risalire alla sua identità ci contatti”, spiega l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco. Ma cosa può fare la macchina pubblica in questi casi? Purtroppo, poco o nulla. Una denuncia, la richiesta del risarcimento del danno. Poco altro. Fino al prossimo episodio, almeno sino a quando non si punterà anche sull’evidente disagio che fa da sfondo a simili, tristi vicende.




Scene di ordinaria follia in centro a Pachino e il sindaco ora chiede l’Esercito

Sabato sera ad alta tensione per le vie di Pachino. Sono dovuti intervenire i Carabinieri per riportare ordine in zona mercato, dove alcuni cittadini extracomunitari hanno dato vita ad una violenta colluttazione, poco dopo le 22. Tutto inizia in piazza Colonna e poi deflagra nelle aree vicini. Due stranieri sono stati bloccati e identificati. Una terza persona ha riportato ferite giudicate lievi.
In attesa degli ulteriori accertamenti investigativi, sui social scoppia la rabbia dei cittadini di Pachino.
Decine di post raccontano ulteriori dettagli dell’accaduto: da un petardo fatto esplodere in piazza, sino alle scene da far west con la rissa tra gli stranieri, verosimilmente in preda ai fumi dell’alcol, e bottiglie di vetro lanciate in aria mettendo tutto e tutti in pericolo. Tra le parole emerge una certa insofferenza per atteggiamenti violenti ritenuti sempre più diffusi e di cui i cittadini attribuiscono la responsabilità alla folta comunità straniera, da tempo presente nel centro agricolo siracusano.
Il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza, ringrazia i Carabinieri ma si dice pronto a chiedere al Ministero dell’Interno anche l’intervento dell’esercito. Nelle settimane scorse aveva sollevato il caso sicurezza nella cittadina della zona sud anche in Prefettura. E ora annuncia controlli anche sulla regolarità dei contratti di affitto stipulati dai privati con i tanti stranieri presenti in città.