Giovanni Signer nuovo prefetto di Siracusa, ad ottobre l’insediamento

Cambia il prefetto a Siracusa. Il Consiglio dei Ministri ha promosso il Questore di Bari, Giovanni Signer, destinandolo a svolgere la sua nuova funzione a Siracusa. Prender il posto di Raffaela Moscarella, insediatasi ad ottobre dello scorso anno e adesso destinata a Benevento.
Signer, 62 anni, dirigente generale di polizia, laureato in Giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera alle Volanti di Torino per poi passare al nucleo anti-sequestri della polizia in Calabria. Dal settembre 1990 è stato trasferito alla Questura di Catania, prima al Commissariato di Acireale e poi alla Squadra Mobile di Catania. Dal novembre 1999 ha diretto la Squadra Mobile di Enna per poi tornare, due anni dopo, a Catania occupandosi anche delle indagini sull’uccisione dell’ispettore capo Filippo Raciti. Nel settembre 2012 è stato nominato vicario del Questore di Catania. Promosso dirigente superiore nel 2015, è stato nominato Questore di Savona nel novembre dello stesso anno. Dal primo marzo 2017 al 21 ottobre 2020 è stato Questore di Caltanissetta, poi ha svolto lo stesso ruolo a Brescia fino a 2 novembre del 2022, e l’indomani ha assunto lo stesso incarico a Bari.
L’insediamento a Siracusa previsto nelle prossime settimane, dopo l’appuntamento con il G7 Agricoltura.




E il Codacons boccia la viabilità siracusana, “traffico tentacolare con ciclabili e rotatorie”

La definizione è del Codacons, l’associazione dei consumatori: “Siracusa città delle piste ciclabili, delle rotonde e del traffico tentacolare”. Il presidente della sezione aretusea, Bruno Messina, non ha dubbi. “La circolazione veicolare in entrata ed in uscita è totalmente congestionata, con gravi ripercussioni sui cittadini, turisti, sul passaggio dei mezzi di soccorso e sulle polveri sottili”. La sperimentazione della nuova mobilità nella zona sud e le piste ciclabili sarebbero, secondo il Codacons, la causa dei mali della viabilità. “Promuovere una mobilità sostenibile, attraverso la creazione di piste ciclabili – continua Bruno Messina – non può compromettere la fluidità della circolazione. E’ evidente, però, che a Siracusa il restringimento delle carreggiate, conseguente alla realizzazione dei percorsi per i ciclisti, contribuisce alla congestione del traffico. E l’Amministrazione doveva immaginare tutto ciò, adottando le dovute modifiche prima che si verificasse il problema. D’altra parte, le strade a carreggiata ridotta non solo limitano la capacità di assorbire l’elevato numero di veicoli durante le ore di punta, ma causano anche la riduzione del numero dei luoghi di sosta e rallentamenti legati alla carenza di spazi di manovra. Per non parlare, poi, del fatto che tali restrizioni hanno avuto un impatto negativo anche sulla consegna delle merci presso le attività commerciali, in quanto il mancato rispetto delle regole stradali (auto in doppia fila, auto sugli stalli per carico/scarico merci) e la carenza di controlli da parte delle forze dell’ordine, hanno aggravato ulteriormente una situazione già difficile”.
Le rotonde utilizzate come rimedio “sembrano peggiori del male”. Sarebbe possibile, secondo l’avvocato Messina, vietare, in determinate fasce orarie, la distribuzione delle merci con mezzi pesanti, istituire al contempo nuovi spazi per il carico e scarico e creare luoghi di scambio tra vettura privata e mezzi pubblici utilizzando, ad esempio, gli immensi parcheggi dei due grossi centri commerciali (Archimede e Belvedere) che nei giorni lavorativi rimangono per lo più pieni solo al 20/30%. “Contemporaneamente, si deve pretendere un maggiore rispetto delle regole con un servizio di controllo e vigilanza stradale della Polizia Municipale, privilegiando l’uso di pattuglie in motocicletta e impiegando del personale in posizione statica in corrispondenza di taluni punti nevralgici della città”.
Urgente, poi, sarebbe il ricorso alla creazione “di corridoi preferenziali per il transito dei veicoli di soccorso, degli autobus urbani ed extraurbani, garantendo la loro assoluta transitabilità”. Utili certo, ma almeno per questo ultimo accorgimento è facile muovere l’obiezione che sulle strade del capoluogo a malapena c’è spazio sufficiente per il passaggio delle auto.




Evasione Tari alle stelle, nel mirino case vacanze in Ortigia e affitti in Borgata. E a Mazzarrona…

Il dato potrebbe farvi saltare dalla sedia. A fornirlo è l’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Siracusa, Salvo Cavarra. “L’evasione della Tari a Siracusa è al 48%”, ha detto intervistato su FMITALIA. Quasi la metà dei contribuenti, quindi, non paga la tassa sui rifiuti. Oppure, se volessimo cambiare punto di vista, il 52% paga per tutti. Che poi significa che se tutti rispettassero l’obbligo sociale del versamento del tributo, la Tari a Siracusa – è matematica – costerebbe la metà.
“Non è tollerabile”, sottolinea giustamente Cavarra. Il problema è che il dato non è neanche particolarmente nuovo. Nel 2022 l’evasione era al 45% circa, poi scesa al 35% nel 2023 anche per via delle prime azioni di contrasto da parte del settore Tributi ed al controllo esteso a dichiarazioni infedeli (che comunque, in volume, sono molto meno dannose dell’evasione, ndr).
Cosa fare per non dovere più tollerare un simile andazzo che potrebbe altrimetni finire per scoraggiare anche quella sempre più sottile platea di persone perbene? Due le situazioni nel mirino dell’Ambientale e degli assessorati competenti. La prima riguarda case vacanze e B&B. Sicuri che tutte quelle strutture siano note all’ufficio tributi e paghino la Tari? “Per scoprirlo – spiega l’assessore Cavarra – due ispettori da mesi stanno prendendo nota di B&B e case vacanze presenti su internet. Da ottobre inizieremo a convocarli per valutare la loro posizione”. La seconda situazione è relativa alle case della Borgata date in affitto ad extracomunitari. “Abbiamo notato diversi casi in cui gli appartamenti vengono affittate ad esempio per 15 giorni. Ad ogni cambio di inquilini, questi cambiano i mobili e li lasciano fuori: materassi, credenze, comodini. Stiamo intervenendo convocando i proprietari delle abitazioni per spiegare loro, in sintesi, che questo non deve più succedere perchè considereremo loro responsabili”, dice ancora l’assessore.
Queste due fattispecie, secondo le valutazioni degli uffici, sarebbero quelle più impattanti nella creazione di microdiscariche in città. Quanto alle aree popolari, basti il dato di Mazzarrona: “differenzia solo il 10%”, rivela il responsabile dell’igiene urbana a Siracusa. “Si ostinano a non differenziare”, prosegue Cavarra. “Ci siamo andati con i facilitatori, per parlare e provare a capire e spiegare. Dico, non pagate la Tari? Ok, ci penseranno gli uffici e ci sono delle procedure. Ma almeno non create discariche, proprio dove vivete. Non demordiamo. A breve consegneremo nuovi carrellati, li riporteremo nel rione”. Cosa è successo a quelli che già c’erano? “Li hanno bruciati, diciamo che sono stati danneggiati…”.
Nel complesso, la stagione estiva appena trascorsa è stata particolarmente sofferta sul fronte rifiuti. Le immagini di spazzatura su strade e marciapiedi, hanno riempito il web. “Ci vorrebbero due Tekra per fare il servizio a Siracusa…”, dice d’un fiato Cavarra. “Comunque stiamo recuperando. L’estate è sempre una stagione difficile, aumentano i volumi e tutto si complica. Stavamo perdendo su lavaggio, spazzamento e diserbo. Ora stiamo recuperando”.




Eureka, ripulita la statua di Archimede e da stasera si riaccendono anche le luci

E finalmente è arrivato il momento delle giuste cure anche per la statua di Archimede che dal suo basamento sul rivellino del ponte Umbertino scruta il mare di Siracusa. Nelle settimane scorse, lo stesso scultore Pietro Marchese si era lamentato delle poche attenzioni riservate al genio dell’antichità, quasi dimenticato tra i due ponti di Ortigia. E anche il consigliere comunale Cosimo Burti (gruppo Misto) aveva sollevato il tema con diverse interrogazioni.
A farsi carico della soluzione del problema, per conto dell’amministrazione, era stato l’assessore Giuseppe Gibilisco. E in poco più di un mese, dalle parole si è passati ai fatti. Nelle ultime 48 ore, il monumento di Archimede è stato “ripulito” attraverso la cosiddetta riqualificazione idrotecnologica, ovvero utilizzo di un mix di acqua calda a temperatura controllata e acqua addolcita. Niente prodotti chimici, per rispetto dell’ambiente (il mare è a due passi) e secondo un servizio riconosciuto dai beni culturali.
Anche la statua in bronzo a grandezza naturale di Archimede – come da indicazioni della Soprintendenza – è stata lavata e trattata con prodotti specifici per proteggerla dall’azione costante degli agenti atmosferici. Anche in questo caso, limitando il ricorso a prodotti troppo aggressivi.
E per non lasciare più al buio quel monumento che nelle ore serali diventava triste, questa mattina viene completato il relamping con la sostituzione delle strisce led e dei corpi illuminanti ormai non più funzionanti.




Rimodulazione della rete ospedaliera, nel tavolo tecnico non c’è spazio per Siracusa

Si è insediato oggi a Palermo il tavolo tecnico per la rimodulazione della rete ospedaliera in Sicilia. Ma la composizione dell’organismo incaricato di redigere una proposta per ridisegnare tematiche come posti letto e dislocazione delle discipline sanitarie nei vari ospedali dell’isola è subito un caso politico.
I suoi componenti sono tecnici e professionisti della sanità. chiamati non per rappresentare una singola Asp ma l’intero comparto regionale. Alcuni hanno incarichi di prestigio nella sanita pubblica siciliana e questo non è certo uno scandalo. Ma spicca l’assenza, nell’organismo, di personalità che conoscano o possano rappresentare le esigenze degli ospedali delle provincia di Siracusa, Ragusa e Trapani. Come se, implicitamente, questi fossero territori gestibili o assoggettabili alla sanità delle più grandi province limitrofe.
“Ho chiesto maggiori chiarimenti sulla composizione del Tavolo Tecnico per la rimodulazione della rete ospedaliera siciliana. Desidero comprendere e verificare se alcuni degli esperti possano in qualche modo avere anche un coinvolgimento territoriale che finisca, direttamente o indirettamente, per avvantaggiare qualche provincia a danno di altre. In particolare, vigilerò affinchè la rappresentanza dell’Asp di Siracusa sia non solo convocata ma anche tenuta in considerazione al momento di assumere le decisioni finali ed evitare quelle semplificazioni che hanno spesso portato a ritenere troppo semplicisticamente che Catania possa avere o prendere in sanità anche per Siracusa. La sanità della provincia di Siracusa è già stata ampiamente trascurata negli ultimi decenni, sarò vigile ed attento in Commissione Salute per evitare che possa capitare ancora”. Così il deputato regionale Carlo Gilistro (M5S).
Anche dalla maggioranza si levano voci critiche come quella del deputato regionale Riccardo Gennuso (FI). “Appena appreso della convocazione di un tavolo tecnico per la rimodulazione della rete ospedaliera regionale, che secondo quanto riportato dalla stampa non avrebbe compreso rappresentanti delle Aziende sanitarie di alcune provincie tra cui Siracusa, mi sono attivato per chiedere chiarimenti su quanto avvenuto. Non ci sono in Sicilia cittadini e comunità di serie A e di serie B e conosco bene l’attenzione che da sempre il Presidente Schifani ha rivolto alla provincia di Siracusa così come a tutti gli altri territori. Un’attenzione che sono certo non mancherà anche in questa occasione in cui affronta un tema così delicato per la vita di tutti i cittadini”, le parole di Gennuso.
I nomi dei componenti del Tavolo tecnico sono stati resi pubblici da BlogSicilia.it. E si tratta drl dirigente del Dps (dipartimento per la pianificazione strategica), il dirigente generale del Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico=, Luigi Aprea e Antonino Giarratano (Aoup, azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Palermo), Pierenrico Marchesa (Arnas Civico di Palermo), Giuseppe Barbagallo (Aoup di Catania), Roberto Bordonaro e Giuseppe Ettore (Arnas Garibaldi di Catania), Giuseppe Augello (Asp di Agrigento), Benedetto Trobia (Asp di Caltanissetta), Francesco Amico (Ao, azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania), Tiziana Maniscalchi (Ao Villa Sofia Cervello), Rosalia Murè (Asp di Enna), Vincenzo Marchese (Arnas civico di Palermo), Giampiero Mastroeni (Ao Papardo di Messina), Giuseppe Misuraca (Centrale operativa 118 Asp di Caltanissetta), Rossella Musolino, Antonello Seminerio, Vito Martorana, il dirigente Servizio 4 Dps programmazione ospedaliera, il dirigente A.I 2 Dasoe, Mario Tumminello e Gabriella Terrazzino, servizio 4 Dps.




Regole per l’utilizzo dei telefonini da parte dei giovanissimi, cresce il fronte politico del “si”

“Ci fa piacere che anche la maggioranza sia sulla nostra lunghezza d’onda sulla limitazione ai bambini dell’uso dei cellulari e degli altri dispositivi digitali. Se siamo in tanti a pensarla allo stesso modo all’Ars, la meta che, come M5S, ci prefiggiamo da tempo è sicuramente più vicina e possiamo tutelare al meglio la salute dei nostri ragazzi, che l’abuso di queste apparecchiature tecnologiche mette certamente a rischio”. Lo afferma ad AdnKronos il deputato regionale siracusano Carlo Gilistro (M5S) che commenta così il ddl voto presentato dal deputato della Lega, Figuccia, per introdurre limitazioni nell’uso dei dispositivi elettronici ai bambini. Nei mesi scorsi, proprio Gilistro aveva presentato una proposta per regolamentare l’uso di cellulari e dispositivi elettronici da parte di giovani e giovanissimi, anche come misura di prevenzione da nuove e dilaganti dipendenze nell’età dello sviluppo cognitivo.
“È evidente – dice Gilistro all’agenzia – che il tema dell’abuso dei dispositivi elettronici da parte dei bambini, che abbiamo lanciato lo scorso febbraio presentando il nostro ddl voto, comincia ad essere sentito da molti. I contraccolpi per i nostri ragazzi possono essere numerosi e soprattutto gravi, cosa che, dalla mia posizione privilegiata di pediatra, ho avuto modo di constatare”.
Per il deputato siracusano, questa nuova proposta di regolamentazione è la prova “del sentire comune che ormai c’è a Palazzo dei Normanni sui pericoli dell’abuso di cellulari, tablet e videogiochi soprattutto in tenerissima età. Non a caso, l’intergruppo che ho costituito su questa tematica annovera la presenza trasversale di deputati di maggioranza e opposizione. Lo convocherò al più presto per decidere le azioni da portare avanti, tra cui la pianificazione di una campagna di informazione diretta ai genitori sui pericoli derivanti dall’abuso degli apparecchi digitali da parte dei bambini piccoli”.
Nelle settimane scorse, in Parlamento, anche il deputato Filippo Scerra (M5s) ha depositato una proposta di legge alla Camera, assegnata alla commissione Affari sociali. Verrà discussa nelle prossime settimane. “Il tema è ampio, con delicatissimi aspetti sociali che toccano l’apprendimento, la salute psicologica e le dinamiche sociali”, ha spiegato il parlamentare siracusano.




Tifo violento, denunciati due ultras: lancio di oggetti contro bus dei tifosi del Ragusa

Questa volta, tutto è filato liscio tra le tifoserie di Siracusa e Ragusa. Nessun episodio degno di cronaca, se non quella meramente sportiva con l’ampio successo dei leoni di Marco Turati. Merito anche del buon lavoro delle forze dell’ordine, con il dispositivo della Questura di Siracusa che ha evitato ogni occasione di contatto. Controlli rafforzati dopo il precedente di Coppa Italia dello scorso primo settembre, quando si sono affrontate al De Simone sempre Siracusa e Ragusa. Al termine dell’incontro, mentre agenti di Polizia di Stato scortavano il pullman della tifoseria ospite, notavano tre uomini a bordo di un ciclomotore e senza casco che lanciavano oggetti in direzione del bus dei ragusani: un fumogeno e pericolose bottiglie di vetro. Subito dopo, i tre sono fuggiti.
Poco dopo, il pullman veniva raggiunto da altri nove siracusani – sempre a bordo di scooter – che hanno lanciato altre bottiglie contro il bus dei tifosi ospiti. Il raid violento è stato contenuto anche dal personale in borghese della Polizia. Scattate le indagini della Digos, sono stati identificati due dei responsabili delle condotte violente: due ultras siracusani di 19 anni e di 67 anni.
Il diciannovenne è stato denunciato per aver lanciato il fumogeno rosso e diverse bottiglie di vetro in direzione del pullman della tifoseria ospite, come il sessantasettenne trovato in possesso di oggetti contundenti.
Inoltre, quest’ultimo, già destinatario di un Daspo sportivo, è stato sottoposto anche alla misura della sorveglianza speciale di P.S.




Nuove rotatorie, la sperimentazione piace a chi ha “importato” le rotonde a Siracusa

Tema attuale è oggi il dibattito cittadino sulla viabilità ed il nuovo sistema di rotatorie integrate. Tra pro e contro, prosegue la sperimentazione che ha cambiato la mobilità nella zona sud del capoluogo e “spento” diversi impianti semaforici. “Un esperimento che, al netto di qualche possibile accorgimento, sta cominciando a funzionare, attenuando e di molto le file di auto tra Gelone e Teracati” è il giudizio di Ciccio Midolo, di certo non un sostenitore dell’amministrazione Italia. Ex Fdi ma soprattutto ex assessore alla viabilità, “importò” nei primi anni 2000 le rotatorie che ancora oggi regolamentano il traffico in una serie di incroci cittadini. Con la giunta Bufardeci apportò questa novità che gli valse anche un soprannome che ancora oggi lo accompagna con simpatia.
“I problemi evidenziati da più parti vanno affrontati con animo sgombro da prevenzioni e pregiudizi, riconducendoli alla realtà, ben lontana da come la si rappresenta in alcuni casi”, dice Midolo. “Valuterei la possibile riapertura di via Romagnoli nel doppio senso di marcia, evitando in tal modo di appesantire il crocevia tra viale Paolo Orsi e corso Gelone, però bisogna riconoscere che la sperimentazione ha attenuto le file di auto, a parte il dato fisiologico, tra Gelone e Teracati. Così come risulta scomparso il chilometrico e quotidiano incolonnamento che, per lunga parte della giornata, interessava il viale Reimann nel senso di marcia verso la via Costanza Bruno”.
Tutto bene allora? “Il problema riguarda il caos che trae origine dalla via Elorina e, a ritroso, interessa la via Catania e poi tutto il corso Gelone. Un lungo serpentone, su cui sinora l’Amministrazione non ha trovato soluzioni, ma che nulla c’entra con le nuove rotatorie. Negare tale evidenza risulta fuorviante”, il pensiero di Ciccio Midolo.
L’ex assessore boccia invece le corsie ciclabili. “Bisogna trovare quanto prima le giuste soluzioni al grave problema del restringimento delle carreggiate dovuto alla creazione delle piste ciclabili, le quali, pur tra buoni propositi, hanno in realtà reso problematica la viabilità, causando anche un maggiore inquinamento da gas di scarico per le lunghe file e gli incolonnamenti di auto e mezzi. Una delle possibili soluzioni, forse l’unica praticabile, è quella dell’eliminazione dei semafori da sostituire con le rotatorie, realizzate con intelligenza ed i giusti accorgimenti che, mi auguro, l’Amministrazione perseguirà”.




E l’ospedale nuovo di Siracusa? Regione e Ministero aggiornano l’accordo, espropri a rilento

A che punto è l’iter per arrivare alla costruzione del nuovo ospedale di Siracusa? Lo abbiamo chiesto al commissario straordinario nominato dalla presidenza del Consiglio, l’ingegnere Guido Monteforte. Non allontanandosi dalla linea sin qui adottata, ha cordialmente spiegato di non voler rilasciare dichiarazioni ufficiali, invitandoci a visionare le ultime novità pubblicate sul sito web della struttura commissariale.
L’ultimo aggiornamento è del 17 giugno ed è relativo all’avvio del procedimento per gli espropri dei terreni mancanti per completare il “ritaglio” dell’area su cui andare a costruire il nuovo ospedale, lungo la strada per Floridia, nei pressi dello svincolo autostradale. Da altre fonti, apprendiamo che gli espropri avrebbero accusato alcuni ritardi tra resistenze dei proprietari e necessità di nuove nomine per l’esecuzione di quanto necessario, per cause non prevedibili. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare ad appaltare l’opera entro la fine del 2024.
Per avere ulteriori informazioni ci siamo allora rivolti al direttore generale del Dipartimento regionale per la pianificazione strategica, Salvatore Iacolino. “L’Assessorato conferma la copertura finanziaria dell’opera, per la quale in data 3 agosto è stata inoltrata al Nucleo di valutazione degli investimenti del Ministero della Salute la richiesta di nulla osta per la sottoscrizione di un Addendum all’Accordo di programma, sottoscritto a gennaio 2023 da Ministero della Salute, Ministero dell’economia e finanze e dall’Assessorato regionale della Salute per l’impiego di 200 milioni di euro di risorse ex. art. 20 L67/88, che copra il costo dell’intera struttura, stimato in oltre 370 milioni di euro”, spiega l’alto funzionario regionale.
“Il commissario dell’opera, Monteforte, a metà luglio, ha infatti comunicato all’Assessorato la sua determinazione a realizzare per intero il progetto e non procedere attraverso uno stralcio funzionale per un importo di 300 milioni, come comunicato dal precedente commissario, che escludeva in un primo momento le opere non prettamente connesse all’operatività dell’ospedale”. Una decisione importante, quella della struttura commissariale, che mette al riparo dal rischio ‘spezzatino’ (più lotti, ndr) che potrebbe trasformare l’opera in una incompiuta.
“Il nuovo Accordo di programma – dice Iacolino – aggiungerà ai 200 milioni, già previsti nella prima sottoscrizione, ulteriori 124 milioni. La parte restante dell’investimento sarà coperta con fondi dell’Asp di Siracusa. La richiesta di nulla osta, inviata in tempi strettissimi dall’Assessorato al Ministero della Salute, è un passaggio dovuto per l’estensione contrattuale dell’Accordo di programma, in quanto l’incremento dei costi supera il 50% dell’investimento precedentemente oggetto del contratto”.
Si attendono poi conferme circa la qualificazione dell’ospedale: sarà un Dea di II livello, come si è sempre sostenuto? Una indicazione ufficiale, nero su bianco, aiuterebbe a sgomberare il campo da dubbi sempre pronti a scaldare l’opinione pubblica siracusana. Un Dea di II livello rappresenta il massimo dell’offerta sanitaria regionale e sarebbe il minimo per una provincia che sin qui ha subito ritardi e pagato colpe non sue. Tra i capoluoghi di provincia, l’ospedale con più anzianità di servizio è proprio quello di Siracusa. Insomma, il più vecchio.




Rifiuti, dove e come cambia il calendario raccolta fino al 4 ottobre. Via i carrellati da 50 strade

Da domani al 4 ottobre, in concomitanza con Divinazione Expo 2024, la manifestazione collaterale al G7 Agricoltura e Pesca, cambieranno in Ortigia le modalità di conferimento e raccolta dei rifiuti. Lo prevede un’ordinanza emessa dal settore Ambiente e che rientra negli accordi tra le istituzioni locali con il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che organizza i due eventi.
La novità più evidente è che nel periodo indicato ci sarà un calendario unico per le utenze domestiche e quelle non domestiche e che ogni giorno dovranno essere conferite tutte le frazioni di rifiuti (carta e cartone, plastica e metalli, vetro e indifferenziato) ma opportunamente differenziati utilizzando i contenitori già in dotazione. I rifiuti dovranno essere esposti tutti i giorni nella fascia oraria che va dalle 23 alle 3 di notte; per le sole utenze non domestiche è previsto un secondo passaggio di raccolta della frazione organica dalle 13 alle 14. I contenitori dovranno essere ritirati subito dopo la raccolta da parte della Tekra e, comunque, non oltre le 9 di ogni giorno.
Il provvedimento dà rilievo all’obbligo di ritirare dalle strade di Ortigia i contenitori carrellati entro la giornata di domani (14 settembre). Saranno intensificati i controlli per il rispetto di questo obbligo e i trasgressori saranno sanzionati secondo quanto previsto dalle norme comunali. I contenitori non ritirati saranno tolti dal personale della Tekra.
L’ordinanza viene applicata anche alle aziende che partecipano con i loro stand a Divinazione Expo 2024 e che saranno dotati di un apposito kit. Anche per loro varrà l’obbligo di non lasciare in strada i contenitori dei rifiuti. Inoltre, dal 14 al 20 settembre, dalle ore 12 alle 17, gli espositori, nei pressi del parcheggio Talete, avranno a disposizione un centro di raccolta mobile per il conferimento di carta e cartone, plastica, metalli e indifferenziato così da conferire gli scarti provenienti dal montaggio degli stand.
Infine, sono state individuate circa 50 strade, definite luoghi di interesse, dove sarà assolutamente vietato a tutti gli utenti di lasciare in strada i carrellati della raccolta differenziata. C’è tempo fino al 20 settembre; dopo saranno ritirati dalla Tekra. Questo l’elenco:
viale Scala Greca;via Augusta; viale Teracati; via Necropoli Grotticelle;via Giulio Emanuele Rizzo;via Ettore Romagnoli; viale Giuseppe Agnello; viale Augusto; viale Teocrito; corso Gelone; viale Paolo Orsi; viale Ermocrate; via Columba; via Elorina (da incrocio con via Columba fino piazzale Marconi); via del Porto Grande; via Bengasi; via Rodi; via Maielli; via Malta; corso Umberto; via Senatore G. Moscuzza; viale Montedoro; via Palermo; via del Castello Marieth; via Regina Margherita; via Alessandro Rizza; via Armando Diaz; piazza Pantheon; Foro Siracusano; via Dell’Arsenale; via Agatocle; via Cuma; via dell’Unità d’Italia; piazza Cappuccini; via Maria Politi Laudien; via Puglia; largo Campania; via Delfica; via Concetto Lo Bello; via Tucidite; via Paolo Caldarella; via dell’Olimpiade; viale Epipoli (da traversa La Pizzuta a largo Vincenzo di Raimondo); via Carlo Forlanini; via Augusto Von Platen; viale Luigi Cadorna; piazza Euripide; piazzale Marconi; via Francesco Crispi; via Tripoli; via Nino Bixio; sbarcadero Santa Lucia.