Botti illegali, la Polizia sequestra a Siracusa 1.300 articoli. Il vademecum della Questura

Controlli intensificati in tutta la provincia per il Capodanno. Particolare attenzione ai festeggiamenti del capoluogo che si terranno, come di consueto, in piazza Duomo ma occhi puntati anche su tutte le altre realtà del territorio.
Rafforzati i controlli preventivi per evitare la vendita e l’utilizzo di materiale pirotecnico non autorizzato. Nelle ore scorse, agenti della Polizia di Stato hanno effettuato in via Foti e in largo Luciano Russo due sequestri di artifici pirotecnici. Complessivamente, sono stati posti sotto sequestro circa 1.300 articoli di diverso tipo.
Dalla Questura di Siracusa arrivano alcuni consigli per trascorrere le ultime ore che ci separano dal 2026 senza rischi. “Acquistate soltanto da rivenditori autorizzati, fuochi d’artificio con marchio CE ben esposto ed evitate i botti fai da te. Leggete attentamente le istruzioni riportate sulla confezione degli oggetti che acquistate. Accendete i fuochi d’artificio solo in condizioni di buona visibilità. Non accendeteli mai in presenza di vento. Accendeteli soltanto all’aperto, a distanza da bambini, abitazioni, alberi e lontano da altri oggetti facilmente infiammabili. Non lasciateli incustoditi. In caso di malfunzionamento, non provate a riaccenderli neppure a distanza di ore ma segnalate la presenza al Numero unico di emergenza 112. Non raccogliete fuochi inesplosi o apparentemente integri perché il loro spostamento, sfregamento o urto potrebbe provocare un’esplosione improvvisa”.
Nei prossimi giorni, inoltre, saranno effettuati controlli mirati alle persone, ai mezzi sospetti ed ai locali pubblici e di pubblico spettacolo per la verifica del rispetto delle prescrizioni, delle autorizzazioni di pubblica sicurezza e delle normative di settore. Pattuglie di agenti in uniforme e in abiti civili saranno impiegate per la prevenzione dei reati predatori.
Particolare attenzione sarà posta al rispetto delle norme che regolano la somministrazione di alcolici, anche per le misure maggiormente restrittive in materia previste dal Codice della Strada, soprattutto per quanto riguarda i più giovani ai quali si ricorda, per l’ennesima volta, che è fatto divieto assoluto di somministrare e vendere alcolici ai minorenni.
“La sicurezza è un bene condiviso – dicono dalla Questura – e si ottiene con la partecipazione attiva dei cittadini insieme all’impegno profuso dalle donne e dagli uomini delle forze dell’ordine che, anche durante la notte dell’ultimo dell’anno, vigileranno sulla sicurezza e sul divertimento di tutti all’insegna dell’ormai noto claim della Polizia di Stato ‘essercisempre’”.




Nuovo ospedale di Siracusa, dalla Regione nuovo finanziamento per 47,8 milioni

Risorse aggiuntive per il nuovo ospedale di Siracusa. La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni, ha approvato lo stanziamento di fondi integrativi per assicurare la piena copertura finanziaria dell’opera, insieme al nosocomio di Alcamo. Per Siracusa, 47,8 milioni (34 milioni di euro per il presidio del Trapanese), utilizzando le disponibilità residue dell’articolo 20 della Legge 67/88 destinate all’edilizia sanitaria.
“Con questi stanziamenti dimostriamo l’impegno concreto del governo regionale nel garantire ai cittadini strutture sanitarie moderne ed efficienti”, dice il presidente della Regione, Renato Schifani. “Stiamo portando avanti una profonda riforma del sistema. Abbiamo rivoluzionato le modalità di selezione dei dirigenti sanitari per garantire il merito, abbiamo avviato un ambizioso piano di edilizia sanitaria che include il nuovo polo pediatrico di Palermo e oggi completiamo il finanziamento di opere strategiche come Alcamo e Siracusa. Al momento del mio insediamento – sottolinea il presidente – ho assunto davanti ai siciliani un impegno preciso: tutelare il loro diritto alla salute. È una responsabilità che sento profondamente e che onorerò fino in fondo. Le sfide sono enormi, ma stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie per restituire ai siciliani la sanità che meritano”.
Per quanto riguarda Siracusa, la giunta ha approvato l’utilizzo di 47,8 milioni di euro (di cui 45,4 milioni di quota Stato e 2,3 milioni di quota Regione), che inizialmente dovevano gravare sul bilancio dell’Asp siracusana. Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 420 milioni di euro (di cui 48 milioni di attrezzature con fondi Pnrr e Psn), è adesso interamente finanziato con risorse nazionali e regionali, evitando così che l’Azienda sanitaria debba costituire un fondo aziendale di accantonamento e liberando risorse che potranno essere investite nella sanità del territorio.
Il nuovo ospedale in provincia di Trapani, il cui progetto definitivo prevede un investimento complessivo di 55 milioni di euro, era già stato inserito nell’Accordo di programma sottoscritto dalla Regione con il ministero della Salute e il ministero dell’Economia nel marzo 2021, con uno stanziamento di 21 milioni di euro. Con la decisione della giunta vengono ora assegnati i restanti 34 milioni necessari (di cui 32,3 milioni di quota Stato e 1,7 milioni di quota Regione) completando così il quadro finanziario dell’opera. Dopo il decreto di ammissione a finanziamento da parte del ministero della Salute, ora possibile grazie al reperimento delle risorse mancanti, si potrà procedere all’affidamento dei lavori.




Gennuso (FI): “Nuovo ospedale, dalla Regione altro segno di attenzione ai siracusani”

“È un ulteriore segnale di attenzione e responsabilità verso la salute dei cittadini di Siracusa e della provincia da parte del Presidente Renato Schifani e della sua squadra di Governo”. Così il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, commenta lo stanziamento approvato dalla giunta Schifani. Le nuove somme regionali sostituiscono l’impegno finanziario di circa 47 milioni di euro inizialmente assunto dall’Asp di Siracusa che così non dovrà ricorrere a fondi propri.
“Ringrazio il presidente Renato Schifani e l’assessore alla Salute Daniela Faraoni per aver completato il finanziamento di un’opera strategica – aggiunge Gennuso – evitando che l’Azienda sanitaria debba ricorrere a fondi propri e liberando così risorse da investire direttamente nella sanità del territorio. È la prova che questo Governo regionale mette al centro dei propri interventi il diritto alla salute dei cittadini, assicurando strutture moderne ed efficienti. Il nuovo ospedale di Siracusa, che prevede un investimento complessivo di 420 milioni di euro, è così interamente finanziato con fondi nazionali e regionali, permettendo all’Asp di Siracusa di liberare risorse da poter investire nella sanità provinciale”, aggiunge Gennuso.
A questo punto, si attende l’accordo con i Ministeri dell’Economia e della Salute per rendere disponibili e liquide tutte le somme destinate al nuovo ospedale di Siracusa (circa 372 milioni di euro complessivi), in modo da consentire alla struttura commissariale di avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori di costruzione.




Bilancio comunale, FdI: “Maggioranza senza numeri, grave responsabilità politica”

“La seduta di Consiglio comunale dedicata al bilancio, iniziata alle ore 10.00 del mattino e conclusasi solo alle 23.45, rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’inefficienza e della confusione che caratterizzano l’azione della maggioranza”. Lo dice il coordinatore cittadino di FdI e consigliere comunale Paolo Romano. “Dopo una giornata estenuante di lavori, è stata proprio la maggioranza a far venire meno il numero legale, interrompendo inspiegabilmente la seduta e bloccando l’iter di approvazione del bilancio. Un fatto grave e politicamente irresponsabile, soprattutto considerando che la maggioranza stessa aveva poco prima portato in aula un provvedimento del tutto inusuale, nel quale sono stati fatti confluire, in un’unica proposta, diversi atti e provvedimenti cardine per l’ente. Un metodo che giudichiamo inaccettabile”, taglia corto Romano secondo cui “accorpare decisioni fondamentali in un solo atto, senza il necessario confronto e con evidenti forzature procedurali, significa mortificare il ruolo del Consiglio comunale e compromettere la trasparenza amministrativa”.
Quanto al bilancio arrivato in aula, “presenta già forti criticità, carenze di visione e scarsa capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. La mancanza di numeri e di compattezza all’interno della maggioranza certifica un fallimento politico che ora si riflette direttamente sul funzionamento dell’ente”.
Sempre da FdI, il consigliere Paolo Cavallaro apprezza invece “il principio del rispetto del lavoro della commissione, da chiunque provengano le proposte, e della volontà dei consiglieri che si sono espressi in aula votando un atto di indirizzo. Ritengo fondamentale che l’Amministrazione attiva recepisca in automatico nei propri atti programmatori tutte le proposte che vengono dalle commissioni e dal consiglio comunale, inserendole nel Dup e appostando le somme in bilancio. Da chiunque venga la proposta, una volta esitata favorevolmente, la stessa deve trovare realizzazione e prima ancora ingresso negli atti programmatori. Non è solo questione di garbo istituzionale ma anche di rispetto della volontà popolare che si esprime attraverso i suoi rappresentanti”.
Cavallaro fa riferimento agli emendamenti al Documento unico di programmazione (DUP) proposti dalla seconda commissione – di cui è componente – che hanno avuto il via libera anche del Consiglio comunale. Ad esempio, la valorizzazione della Balza Acradina, della valorizzazione del gemellaggio con la città di Wurzburg, dell’intitolazione del teatro comunale ad una personalità illustre nel campo delle arti, attraverso una procedura di consultazione popolare e il vaglio di una commissione tecnica, dell’affidamento a terzi della ristrutturazione e della gestione dei bagni comunali, del progetto sperimentale di scuolabus nelle aree più disagiate.
“Ringrazio tutti i consiglieri che in commissione hanno espresso voto favorevole alle mie proposte, unitamente al Presidente Boscarino che dall’inizio della consiliatura presiede la commissione con serietà e imparzialità, che hanno lavorato e contribuito con impegno a elaborare tante proposte che vanno nell’interesse del territorio. E ringrazio tutti i consiglieri che ieri hanno espresso voto favorevole in aula”, conclude Cavallaro.




Federarma Siracusa, il dottore Salvo Caruso confermato presidente

Federfarma Siracusa ha rinnovato i suoi quadri sociali per il quadriennio 2026-2029. Confermato Salvo Caruso alla guida dell’associazione provinciale che rappresenta i titolari di farmacia della provincia di Siracusa. Vicepresidenti sono stai nominati Giuseppe Martin e Valeria Rizza, Tesoriere è Salvatore Campisi, con segretario Alfio Inserra. Consiglieri: Giovanna Catania, Valentina Cicirata, Valeria Vitale. Presidente del Comitato Rurale è Francesco Lentini.
Il mandato che si conclude ha visto le farmacie siracusane protagoniste di un’importante trasformazione. Grazie all’impegno di Federfarma Siracusa, le farmacie del territorio hanno attivato il servizio CUP per la prenotazione delle prestazioni sanitarie, partecipato attivamente alle campagne di screening oncologici, avviato i servizi di vaccinazione e implementato le prestazioni di telemedicina, consolidando il ruolo della farmacia dei servizi come punto di riferimento per la salute dei cittadini.
“Ringrazio tutti i colleghi per la fiducia rinnovata”, dice il presidente Caruso. “Il nostro impegno sarà rivolto a potenziare ulteriormente questi servizi, ampliando l’offerta di prestazioni sanitarie di prossimità e rafforzando la collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale, per rispondere sempre meglio alle esigenze di salute dei cittadini siracusani”.




Il 2025 della Cgil: “lavoro povero, industria a rischio ed emergenza sociale da risolvere”

Fine anno, tempo di bilanci e di analisi anche per la Cgil di Siracusa. A tracciarlo è il segretario provinciale Franco Nardi che restituisce l’immagine di un territorio attraversato da fragilità profonde ma anche potenzialità che, però, rischiano di andare perdute senza una chiara visione politica e industriale.
“Il 2025 si chiude lasciandoci davanti un quadro complesso – afferma Nardi – fatto di criticità strutturali ma anche di risorse che, se governate, potrebbero ancora garantire futuro e dignità al lavoro nella nostra provincia”. A parlare, sottolinea il segretario della Cgil, sono i numeri ed in particolare quelli contenuti nel rendiconto economico-sociale dell’Inps. “Dietro quelle cifre noi leggiamo le storie di lavoratori precari, famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, giovani costretti a partire e pensionati che sopravvivono con assegni troppo bassi”.
Uno dei segnali più allarmanti riguarda la demografia. Siracusa continua a perdere residenti e non solo per il calo delle nascite. “Il dato più grave – evidenzia Nardi – è la fuoriuscita costante di giovani lavoratrici e lavoratori in cerca di opportunità che qui non trovano. È un’emorragia silenziosa che svuota le comunità e impoverisce il tessuto sociale ed economico”. Alla base, secondo la Cgil, c’è “l’assenza di un progetto di sviluppo sostenibile e inclusivo, fondato su lavoro stabile e tutelato”.
Sul fronte occupazionale, il quadro resta contraddittorio. Il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo, ma cresce il lavoro precario: tempo determinato, part-time involontario e discontinuità. “Il tasso di occupazione aumenta ma resta sotto il 50 per cento – ricorda Nardi – significa che meno della metà della popolazione in età lavorativa ha un impiego”. Aumentano anche le richieste di Naspi e di sostegni al reddito, mentre le retribuzioni medie restano inferiori alla media nazionale, con un divario ancora più marcato per le donne. “È il segno di una struttura produttiva fragile che genera lavoro povero, poco sicuro e di bassa qualità”.
Il cuore produttivo della provincia resta il polo industriale siracusano, da cui dipende gran parte dell’economia locale. “Il 96 per cento delle rinfuse liquide movimentate nel porto di Augusta è legato alle attività del polo”, ricorda il segretario Cgil, che parla di circa 8 mila addetti diretti e dell’indotto, oltre a migliaia di lavoratori nei trasporti e nelle manutenzioni. Ma il futuro è incerto. “Il polo vive un passaggio decisivo: trasformazione o dismissione”. La scelta di Eni Versalis di uscire dalla chimica di base a Priolo ha cambiato lo scenario. “Gli investimenti annunciati sono un segnale, ma rischiano di restare isolati se non inseriti in una vera strategia industriale”.
A mancare, secondo la Cgil, è proprio una politica industriale nazionale e regionale. “Non possiamo lasciare il destino del polo nelle mani di multinazionali e fondi finanziari”, avverte Nardi citando i casi Sasol, Sonatrach e Isab. “Anche quando gli investimenti puntano all’efficientamento e alla riduzione delle emissioni, il rischio di una riduzione occupazionale resta concreto”.
In questo contesto si inserisce anche la vertenza sull’impianto di depurazione Ias. “L’obbligo per le grandi aziende di staccarsi dall’impianto entro il 2026 rischia di produrre effetti devastanti con perdita di posti di lavoro, frammentazione del sistema e pericolo di nuovi scarichi nel porto di Augusta”, denuncia. Si chiede, allora, di «salvaguardare l’Ias ed inserire il depuratore consortile in un progetto organico di depurazione dell’intera provincia.
Preoccupanti poi i segnali che arrivano dall’edilizia. Dopo la spinta del Superbonus e del Pnrr, il settore rischia un brusco arresto. “Il 31 agosto 2026 finiranno le risorse del Piano di Ripresa e Resilienza e non ci sono misure di accompagnamento – osserva Nardi – mentre il caro-materiali e il taglio degli incentivi colpiscono soprattutto le piccole e medie imprese”.
Dal mondo della scuola e della pubblica amministrazione arriva un’altra denuncia forte. La Flc Cgil non ha firmato il contratto collettivo Istruzione e Ricerca. “Retribuzioni insufficienti e mancato recupero dell’inflazione hanno eroso circa due terzi del potere d’acquisto”, spiega il sindacato. Stessa posizione per la Fp Cgil sul contratto delle Funzioni Locali. “Il 2025 è stato un anno di mobilitazioni – sottolinea Nardi – segno di un disagio sociale crescente”.
La sanità pubblica resta uno dei nodi più critici, con liste d’attesa interminabili, strutture inadeguate, ritardi sul nuovo ospedale e una Missione Salute del Pnrr in forte affanno. “Molti cantieri non sono partiti o procedono a rilento – avverte il segretario Cgil – e manca il personale necessario a rendere operative le nuove strutture”.
Sul piano previdenziale, i dati Inps parlano di pensioni spesso sotto la soglia di povertà. “Dietro quei numeri ci sono uomini e donne che hanno lavorato una vita nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi”, ricorda Nardi. In un contesto in cui il tasso di povertà è aumentato del 10 per cento e gli ammortizzatori sociali si sono ridotti, “siamo di fronte a una vera emergenza sociale e occupazionale”.
Un disagio che, secondo la Cgil, rischia di riflettersi anche sul piano della sicurezza, come dimostrano i recenti episodi intimidatori ai danni di attività commerciali. “Il lavoro povero e l’esclusione sociale alimentano insicurezza”, avverte Nardi.
Guardando al futuro, l’impegno del sindacato resta chiaro. “Difendere il lavoro, governare le transizioni, garantire diritti e futuro alla provincia di Siracusa. I numeri non sono mai neutri: sono la misura della giustizia sociale”. Il 2026 si aprirà anche con la campagna referendaria sulla giustizia costituzionale. “Saremo presenti, come sempre – conclude Nardi – dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche il prossimo anno dovrà essere l’anno delle scelte”.




Malamovida in Ortigia, maxi-rissa nella notte di sabato nei pressi di piazza delle Poste

Si torna a parlare di malamovida in Ortigia dopo che, nella tarda serata di sabato scorso, una decina di persone hanno dato vita ad una maxi-rissa poco distante da piazza delle Poste. Erano da poco passate le 23, orario centrale nel fine settimana ed in periodo di feste. Per cause che non sono state ancora chiarite, i due gruppi di giovani – siracusani e magrebini – sono venuti alle mani, allarmando residenti e passanti. “Alcuni di loro si erano armati con bottiglie di vetro”, racconta un testimone alla redazione di SiracusaOggi.it.
Tra urla e violenza urbana, ad avere la peggio sarebbe stato un ragazzo che ha cercato rifugio all’interno di un’attività commerciale della zona. “Sono stato tra i primi ad arrivare, ho subito proposto di chiamare un’ambulanza ma ha rifiutato”, rivela un altro testimone, residente in zona e sceso in strada per provare a calmare gli animi.
In pochi minuti, sul posto sono arrivate le Volanti della Polizia allertate anche da un agente libero dal servizio che ha dato l’allarme e seguito il primo intervento. All’arrivo delle sirene, i due gruppetti di giovani si erano dileguati. Non risultano, al momento, accessi al Pronto Soccorso o danneggiamenti. Proseguono le indagini, anche attraverso la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.




Ritrovato il 25enne che da giorni non dava notizie di sè. “E’ in discrete condizioni di salute”

E’ stato ritrovato nelle ore scorse il giovane che si era allontanato dalla sua abitazione a Lentini, senza dare notizie di sè dallo scorso sabato. A dare l’allarme erano stati i familiari, con la madre del 25enne che aveva anche pubblicato appelli sui social, divenuti in poco tempo virali e condivisi da migliaia di utenti. Un passaparola che, insieme al discreto ma attento lavoro delle forze dell’ordine, ha prodotto i risultati sperati. “Mio figlio è stato ritrovato, vi ringrazio di cuore”, ha scritto la donna questa mattina. Un post che vale come sospiro di sollievo. I Carabinieri hanno confermato la notizia. Il giovane è stato ritrovato dai militari di Lentini nei pressi della Stazione ferroviaria. “E’ in discrete condizioni di salute ed è stato accompagnato in ospedale a Lentini per accertamenti”, aggiunge il sindaco Rosario Lo Faro che ha ringraziato i Carabinieri per l’impegno.




Pistola e munizioni nascoste nel casolare, arrestato 33enne messinese ad Augusta

I Carabinieri di Augusta, coadiuvati dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, hanno arrestato un pregiudicato 33enne originario di Tortorici (ME), per detenzione abusiva di armi e munizioni. Nel corso di una perquisizione effettuata nel casolare del 33enne, in contrada Bacino di Augusta, hanno rinvenuto e sequestrato una pistola con matricola abrasa e 49 munizioni. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa.




Industria, la Uiltec boccia il 2025 sindacale: “mancata visione e rischio altissimo per i lavoratori”

“L’anno che ci apprestiamo a lasciarci alle spalle è stato senza dubbio uno dei più difficili per l’area industriale siracusana. Nel corso dei mesi sono esplose in maniera evidente tutte le criticità che da tempo gravavano sulle grandi aziende del territorio, mettendo a nudo fragilità strutturali, incertezze strategiche e una preoccupante mancanza di visione complessiva sul futuro industriale dell’area”. Inizia così la nota di bilancio sul 2025 tracciata dal segretario regionale della Uiltec, Andrea Bottaro. Un bilancio sindacale non positivo, per la sigla. “Le differenze di vedute, la mancanza di slancio e di determinazione hanno impedito al sindacato locale di giocare un ruolo da protagonista in attacco. Il galleggiamento e la melina degli ultimi tempi rischiano di avere un costo altissimo per i lavoratori, che sembrano aver perso iniziativa e capacità di lotta. È inutile sperare in un anno diverso senza una riflessione seria e un confronto vero tra sindacato e lavoratori, capace di determinare un deciso cambio di passo e di restituire prospettiva, forza e dignità al lavoro industriale del territorio. La Uiltec – prosegue Bottaro – augura che le logiche di spartizione politica di posti di potere e di piccolo cabotaggio non trovino spazio nel corso dell’anno 2026, perché il territorio siracusano merita di essere rappresentato diversamente. Serve mettere al centro i problemi per affrontarli e risolverli senza autoreferenzialità, senza politicizzazione delle questioni, ma con un lavoro sinergico e uno scatto di orgoglio per risollevare le sorti della provincia”.
Poi il segretario della Uiltec Sicilia si concentra sui grandi player del multisito industriale siracusano. “Isab – ricorda – ha fatto ricorso alla procedura di composizione negoziata del debito, facendo emergere le debolezze di un assetto societario poco solido e non sufficientemente definito. In questo contesto è indispensabile un intervento serio e responsabile del Governo, anche attraverso l’esercizio dei poteri della cosiddetta Golden Power. L’elemento positivo è rappresentato dai dati economici attesi per il 2026, che dovrebbero registrare numeri favorevoli e consentire la chiusura della procedura debitoria”.
Quanto a Versalis, “dopo oltre 40 anni di storia, ha fermato definitivamente gli impianti di etilene e aromatici. Con la firma del protocollo del 10 marzo si avvia la demolizione del cracking e la costruzione, nel prossimo triennio, di una bioraffineria e di un impianto di riciclo chimico delle plastiche. La gestione della fase transitoria sarà complessa e richiederà un dialogo sociale serio, continuo e responsabile”, scrive Bottaro.
C’è poi la questione Sasol che “ha fermato l’impianto delle paraffine e si appresta a fermare anche il PACOL HF, dichiarando 65 esuberi. La gestione degli stessi è stata affrontata attraverso un accordo di cassa integrazione che, in maniera lungimirante, la Uiltec ha sottoscritto e che è stato successivamente rigettato anche dall’Inps. Circa 30 lavoratori hanno lasciato l’azienda tramite l’accordo di Naspi, che la Uiltec ha condiviso. Resta – conclude il segretario Uiltec Sicilia – la preoccupazione per gli esuberi ancora presenti e, soprattutto, per la totale mancanza di prospettive industriali e per una gestione delle relazioni sindacali a livello locale, lacunosa e carente nei principi fondamentali”.
Tra le grandi aziende, “al momento solo Sonatrach sembra non risentire in modo significativo delle difficoltà che attraversano l’area industriale. La solidità della proprietà consente una marcia costante degli impianti e buoni risultati produttivi”, annota ancora Bottaro.
Resta ancora irrisolto il nodo Ias. “Il totale disinteresse della Regione Siciliana, proprietaria dell’impianto, si è intrecciato con la confusione legata al dibattito sul sistema idrico integrato, generando incertezza, polemiche e uno scaricabarile di responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti. Nel frattempo il tempo scorre, la data del distacco delle grandi aziende si avvicina e i 37 lavoratori rimasti non hanno alcuna certezza sul proprio futuro. La chiusura dell’incidente probatorio e le più recenti vicende giudiziarie hanno chiarito che il presunto disastro ambientale era privo di fondamento, rendendo finalmente giustizia all’operato dei lavoratori Ias”.
Ultimo passaggio dedicato al sistema idrico integrato in provincia. “I lavoratori del settore restano in un limbo: quelli che dovranno transitare in Aretusacque e quelli che, estromessi dall’occupazione negli anni passati, attendono ancora di poter rientrare nel mondo del lavoro”.