Lacrimazione della Madonna, l’arcivescovo in via degli Orti: “Segno della tenerezza della Madre”

“La lacrimazione della Madonna non è uno dei tanti eventi. È un umile evento, carico di un inesauribile significato soprannaturale, che viene affidato alla vita, alla missione e alla preghiera degli umili. E cammina sulla presenza degli umili. Ci appartiene. Ci è stato affidato. Ci è stato donato. Ci è stato consegnato. Accogliamolo. Rispettiamolo. Trasmettiamolo. Non rattristiamolo”. Sono le parole con cui l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, si è rivolto ai fedeli che – come ogni anno – si sono ritrovati in preghiera questa mattina in via degli Orti, nei giorni dell’anniversario della lacrimazione della Madonna. “Le lacrime di Maria sono il segno della vicinanza, della tenerezza, della consolazione, della compassione, della compartecipazione, dell’amore e del dono della Madre. Sono anche invito al cambiamento, alla riforma, alla conversione”, ha aggiunto proprio accanto alla casa dove avvenne il prodigio.
Quest’anno si sono uniti alla celebrazione tanti giovani pellegrini, coordinati dall’Ufficio Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Siracusa, che hanno raggiunto Siracusa a piedi partendo da Priolo. “La nostra vita va intesa come un viaggio. Un viaggio per prendere conoscenza di noi stessi, delle nostre difficoltà e dell’aiuto del Signore”.
Nel pomeriggio, alle 18, processione dalla parrocchia San Tommaso Apostolo al Pantheon al Santuario della Madonna delle Lacrime dove l’arcivescovo presiederà il Pontificale con la partecipazione degli ammalati e delle associazioni di volontariato.




L’anomalia, la fuoriuscita, la pioggia oleosa: ecco cosa è accaduto

Cosa ha portato alla ricaduta di “pioggia oleosa”, lunedì mattina, su parte di Città Giardino e Belvedere? E’ ormai risaputo che all’origine vi sia stata la fuoriuscita “di prodotto idrocarburico sotto forma di emissione vaporizzata” dall’impianto U100 (topping) di Isab Sud. Una spiegazione tecnica che ha portato confusione, ingenerando la convinzione che la sostanza oleosa fosse del materiale incombusto liberato in atmosfera da uno dei camini dell’impianto industriale o dalla torcia. In realtà – come i tecnici hanno spiegato anche agli investigatori – l’accensione della torcia (il cosiddetto fuoriservizio) è la conseguenza ma non la causa del fenomeno.
Vediamo di chiarire la sequenza dei fatti, allora. Attorno alle 5.50 di lunedì mattina, per un’anomalia operativa le cui cause non sono state ancora chiarite – ed al centro di un’indagine interna della stessa Isab – dalle valvole in testa all’impianto topping è uscito a pressione atmosferica un mix di acqua e olio. Il consistente “spruzzo” è poi ricaduto a terra nelle aree a ridosso degli impianti sotto forma di pioggia oleosa. L’anomalia ha avuto una durata di “pochi minuti”, si legge nelle comunicazioni relative all’accaduto. L’evento imprevisto ha però portato ad un blocco di emergenza dell’impianto, in quel momento in marcia con una carica di circa 1100 tonnellate per ora. In questi casi, per ragioni di sicurezza – come prevenire un incendio o, peggio, un’esplosione – il materiale ancora presente all’interno delle linee di produzione interessate dall’anomalia, viene combusto. E questo determina il cosiddetto fuoriservizio e l’attivazione della torcia.
L’impianto topping in questione è quello che – semplificando – si occupa della prima fase della raffinazione del grezzo. Il residuo di questa prima lavorazione viene poi trattato sottovuoto nel cosiddetto vacuum per poi conoscere una terza ed ultima fase di distillazione attraverso catalizzatore. L’anomalia è avvenuta nella prima linea produttiva. Il quantitativo di prodotto fuoriuscito è in fase di accertamento.
L’impianto topping non ha riportato danni e dall’azienda filtra un certo imbarazzo per l’accaduto. Isab è d’altronde nota per la sua attenzione verso i temi della sicurezza – interna ed esterna – perseguiti anche con costanti campagne di formazione ed informazione sull’obiettivo ambizioso del “rischio zero” sul fronte incidenti, infortuni e problematiche ambientali. Di recente, gli impianti sono stati sottoposti ad una fermata generale di manutenzione e sicurezza, con un investimento di poco inferiore ai cento milioni di euro. L’attenta responsabilità società del grande gruppo industriale porterà, verosimilmente, anche al risarcimento dei danni subiti dai privati a causa della pioggia oleosa. “Faremo tutto quello che è necessario”, si limitano a commentare fonti interne Isab.




Ritrovato distrutto dalle fiamme il mezzo Avis rubato e utilizzato per una spaccata nel siracusano

E’ stato ritrovato completamente carbonizzato il mezzo dell’Avis rubato nei giorni scorsi a Francofonte. E’ stato poi utilizzato da ignoti per scardinare e portare via la cassaforte dell’impianto self service di una stazione di servizio di Carlentini.
A rinvenire l’auto in una zona isolata poco fuori Carlentini, in contrada Fata, sono stati i Carabinieri. Subito dopo il colpo, i malviventi avrebbero deciso di eliminare ogni traccia incendiando il mezzo rubato.




I nodi dell’industria, Nicita ‘vede’ un futuro da dissalatore per Ias: “verso la produzione di idrogeno”

Non solo i sindacati, anche la politica riporta d’attualità il tema del futuro della zona industriale di Siracusa. Il polo petrolchimico vive in costante tribolazione, sospeso tra transizione energetica ed ecologica, sostenibilità ambientale, tutela della salute, rilancio dell’occupazione, riqualificazione dei lavoratori, bonifica e riconversione industriale. Una situazione che spinge il senatore Antonio Nicita (Pd) a parlare di “ultima chiamata per costruire una strategia lungimirante” per non condannare ad un lenta agonia la locomotiva dell’economia siracusana. “Il quadro peggiore è quello di una crisi industriale, occupazionale e ambientale senza precedenti e senza soluzioni: una povertà economica, ambientale e della salute destinata ad alimentarsi e ad aggravarsi nel tempo”.
Ecco perchè ha preso carta e penna per chiedere al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, un incontro urgente per affrontare le troppe questioni rimaste aperte, nonostante rassicurazioni e interventi. A partire, ad esempio, dalle incertezze attorno al depuratore Ias (con l’idea dissalatore, ndr) per arrivare all’assenza di investimenti pubblici strategici per il polo. “Stupisce che il PNRR, anche nella settima nuova missione RePower EU, non preveda ad oggi investimenti strategici in transizione ecologica, riconversione e rilancio di grande respiro, ad esempio nel solco della pur più volte enunciata Hydrogen Valley siciliana”, annota il senatore siracusano. Eppure, prosegue, “costituiscono un’occasione formidabile per porre le basi per quella promessa della Sicilia come Hub energetico europeo e per assumere un ruolo strategico nell’area mediterranea”.
Sarebbe un autogol clamoroso, nell’ambito delle politiche energetiche del nostro Paese, rischiare di perdere il know-how dell’area industriale siracusana e la sua capacità di produzione basata su di “un sistema infrastrutturato e interdipendente” e “con competenze particolarmente idonee allo sviluppo di un polo mediterraneo dell’idrogeno collegato con altri siti strategici siciliani (Termini Imerese e Gela)”. Quella che manca, sottolinea Nicita, è “una linea strategica complessiva che possa indicarci la strada per una profonda trasformazione di attività hard to abate destinate a esaurirsi nel medio periodo, nel quadro della compliance europea. Per questa ragione riteniamo necessario un confronto ampio e profondo che indichi nuovi percorsi strategici di innovazione sostenibile e di rilancio occupazionale e individui, nel combinato disposto di PNRR e FSC, le risorse pubbliche da affiancare all’iniziativa privata, anche tenendo conto del ruolo propulsivo che può svolgere l’infrastrutturazione dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Orientale e che può avere proprio nel campo dell’energia sostenibile il suo punto focale”. Parole che valgono come indicazione degli obiettivi rimasti, sin qui, fuori dai radar del governo.

Il primo, delicato nodo da sciogliere – vero tema per l’oggi e per il futuro – è quello relativo alla depurazione dei reflui industriali e della stessa sopravvivenza di Ias. Il senatore Pd è pronto a chiedere nuovi investimenti “adeguati e credibili” in Ias (“anche con un nuovo DPCM”, ndr), superando così i rilievi sollevati dalla magistratura e dalla Corte Costituzionale. Nicita ritiene che affidare ai privati la soluzione del problema, attraverso la realizzazione di impianti di depurazione interni alle stesse aziende industriali, moltiplicherebbe anzichè risolvere i problemi, specie in fase di verifica e controllo. Ecco perchè si dice convinto della necessità di un rilancio del depuratore consortile esistente, magari con un’azione “di complementarietà tra investimenti in depurazione a monte ove realizzati da parte dei privati (in questo caso limitati al pre-trattamento e alle esalazioni inquinanti) e depurazione a valle (da parte di IAS), anche al fine di economizzare e dare certezza all’attività di controllo dei reflui in mare in un unico presidio pubblico”. Altrimenti, serve subito un piano B per assicurare la sopravvivenza del gigante Ias. E la depurazione civile oggi non offre quelle garanzie di sostenibilità che sarebbero invece richieste.
In una regione che ha scoperto di soffrire la sete, come la Sicilia, quella struttura accanto al mare potrebbe allora assumere un nuovo ruolo: “il trattamento delle acque marine ai fini della desalinizzazione per usi idrici (industriali e non)”. Peraltro, come sottolinea il senatore siracusano, sarebbe anche “un passo intermedio per la produzione prospettica di idrogeno, all’interno di una nuova filiera energetica”.




Pioggia oleosa su Città Giardino. Carta: “Industria indispensabile ma massima attenzione all’ambiente”

Il giorno dopo la pioggia oleosa ricaduta, in particolare, su di una porzione di Città Giardino e Belvedere – e accompagnata anche da un lamentato odore persistente di idrocarburi – ripartono le polemiche sulla tutela ambientale in un’area che da oltre cinquant’anni è votata all’industria pesante. “Tutte le raffinerie hanno accettato le prescrizioni imposte dal territorio, e spesso imposte dal Comune di Melilli in maniera più stringente. Abbiamo anche fatto ricorso al Tar quando serviva. Sappiamo di avere interlocutori che accettano le nostre posizioni e che spesso si muovono in maniera ancora più prudente e rispettosa di quanto imposto. Sul fronte del rispetto delle leggi ambientali, siamo garantiti”, spiega il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta. “Per quanto accaduto ieri, ovvero un incidente in un sito che produce carburanti e non biscotti, sono sicuro che tutti i lavoratori e tutte le imprese presenti nella zona industriale siracusana si muovano ogni giorno per garantire la salute dei cittadini e la tutela prevista dell’ambiente”. E poi aggiunge: “Per rispondere a chi non perde occasione per sperare nella chiusura della zona industriale, ricordo che la provincia di Siracusa non può fare a meno del petrolchimico. Oggi il 60% dell’economia locale passa dagli stipendi del petrolchimico. L’industria è strategica ed importante. Ovviamente, questo non significa che si tollera l’inquinamento, perchè non lo permetteremo a nessuno”.
Intanto, partono le prime bonifiche. Il Comune di Melilli ha disposto la pulizia di strade ed aree pubbliche della frazione che sorge a ridosso del polo industriale. “Stiamo intervenendo dove la ricaduta di olio è stata più intensa”, puntualizza Carta. “Il quantitativo di prodotto fuoriuscito, come anche le cause dell’evento imprevisto avvenuto in Isab, sono al vaglio di un’indagine interna, commissionata dalla stessa società. Anche la Procura sta facendo il suo lavoro e sarà minuzioso come sempre. Nelle prossime ore sapremo certamente qualcosa di più”, aggiunge il primo cittadino.

Quanto ai danni causati dalla ricaduta di olio, Carta si mostra cautamente ottimista. “Possibili azioni risarcitorie? E’ sempre nello stile delle grandi industrie risarcire, anche quando le responsabilità accertate non sono dirette. Sull’atteggiamento collaborativo di Isab-Goi non ho dubbi, come dimostra anche la loro comunicazione trasparente ed immediata agli enti competenti. Invito, intanto, i cittadini che hanno subito danni ad inviare una pec corredata da prove fotografiche al Comune in cui risiedono”.




La fuoriuscita e la ricaduta di sostanza oleosa, i sindacati: “Impianti industriali affidabili?”

All’indomani della ricaduta di sostanza oleosa su parte di Città Giardino e Belvedere, i sindacati si interrogano sull’affidabilità degli impianti dell’area industriale siracusana. I segretari provinciali di Filctem, Femca e Uiltec non si mostrano teneri. “In un periodo storico in cui è messa in discussione la sostenibilità ambientale dell’apparato industriale siracusano, certi eventi non possono e non devono accadere”, scrivono in una nota congiunta Di Natale (Uiltec), Tripoli (Femca) e Amato (Filctem).
“Riteniamo che la tutela dei lavoratori e dei cittadini debba essere messa al primo posto. Per tali ragioni stigmatizziamo la comunicazione tardiva da noi ricevuta e poniamo attenzione sugli organici, gli assetti dei vari impianti e lo stato della manutenzione, alla luce dei recenti lavori compiuti in occasione della fermata degli impianti”, proseguono i rappresentanti delle tre sigle di categoria che tornano a porre l’accento sui temi “che riguardano la salute, la sicurezza e la tutela dell’ambiente a garanzia dei lavoratori e dei cittadini del territorio siracusano”.




Alla guida con la patente scaduta, investe sessantenne sulle strisce pedonali

Una sessantenne è stata investita questa mattina in viale Santa Panagia, a Siracusa. Secondo quanto accertato dalla Polizia Municipale, stava attraversando a piedi la trafficata strada sulle strisce pedonali quando è stata centrata da un’auto che sopraggiungeva. La sessantenne è stata soccorsa dai passanti e poi condotta in ospedale dal 118 per i controlli del caso. Era cosciente e le sue condizioni non desterebbero particolari preoccupazioni.
Alla guida della vettura c’era una donna a cui è stata ritirata la patente, peraltro risultata scaduta. E’ stata sanzionata anche per mancata precedenza sull’attraversamento pedonale.




Pioggia oleosa, indaga la Procura. “Superata la fase acuta, situazione monitorata”

“Lo stadio più acuto del fenomeno della cosiddetta pioggia oleosa su Città Giardino è superato e la situazione è monitorata costantemente dall’amministrazione comunale e dagli enti preposti”. E’ il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, a fornire i primi aggiornamenti dopo l’episodio che questa mattina ha allarmato i residenti della frazione e della vicina Belvedere.
Anche la Procura di Siracusa ha avviato accertamenti sull’accaduto, con personale del Nictas che si è recato questa mattina sui luoghi per una serie di verifiche e approfondimenti, ancora in corso in serata. “Alla Procura spetterà individuare l’origine del fenomeno e le eventuali responsabilità”, dice a proposito la nota dell’amministrazione comunale melillese.
Isab Goi ha subito comunicato agli enti competenti uno sfiaccolamento in torcia avvenuto alle 5.32 del mattino nell’impianto U100. L’azienda spiega che l’evento “si è generato dalla testa della colonna dell’impianto U100 (Topping) del sito Impianti Sud a seguito di un transitorio operativo anomalo dal quale è scaturito il rilascio in quota di prodotto idrocarburico sotto forma di emissione vaporizzata”. Attivati i sopralluoghi finalizzati ad individuare le aree coinvolte e per le quali “saranno prontamente messi in atto gli opportuni interventi di messa in sicurezza”.
Attesi nei prossimi giorni gli esiti dei campionamenti eseguiti dai tecnici Arpa. Anche Carabinieri, Vigili del Fuoco e Municipale di Melilli hanno partecipato ai sopralluoghi ed alle verifiche protrattesi per gran parte della giornata.




Strane macchie a Città Giardino, le indagini: “origine non accertabile al momento”

A Città Giardino questa mattina sono comparse piccole macchie causate da una “pioggia” di quella che a prima vista parrebbe essere una sostanza oleosa. Numerose le segnalazioni, con i residenti che mostrano sui social le immagini dei muri esterni di casa piantellati e delle macchioline depositatesi su auto e piante. La sostanza, stando alle prime testimonianze, si presenterebbe viscosa e caratterizzata da un odore simile al catrame.
Per le verifiche, sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco ed i tecnici di Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, insieme alla Municipale di Melilli. Anche i Carabinieri ed il Nictas della Procura di Siracusa stanno seguendo la vicenda, con una serie di accertamenti congiunti.
Nelle ore precedenti l’insolito fenomeno, sarebbe stato registrato uno sfiaccolamento nella vicina zona industriale. Le verifiche in corso puntano anche a chiarire eventuali collegamenti tra gli episodi. “Al momento non è accertabile l’origine della pioggia oleosa”, spiega il comandante della Municipale di Melilli, Claudio Cava. “Colpita dal fenomeno è un’area piuttosto circoscritta di Città Giardino. Siamo tutti impegnati nel fare il possibile per capirne la provenienza e la natura della sostanza”, aggiunge.
Anche Giuseppe Carta, deputato regionale e sindaco di Melilli – di cui Città Giardino è frazione – si è recato suoi luoghi per seguire gli accertamenti ed incontrare i cittadini. L’amministrazione comunale melillese ha inviato una comunicazione con cui invita i residenti ad inoltrare via pec foto e segnalazioni relative alla ricaduta odierna di sostanza oleosa.




Giardini, vigneti e sapori d’Italia: come il G7 Agricoltura e Divinazione “vestiranno” Ortigia

Manca un mese al G7 Agricoltura di Siracusa ed in città fervono i preparativi. Da settimane si susseguono vertici ed incontri per definire ogni aspetto del prestigioso appuntamento a cui si affianca anche l’expo Divinazione (dal 21 settembre).
Gli incontri istituzionali tra i rappresentanti di Italia, Stati Uniti, Canada, Giappone, Francia, Germania e Regno Unito (con il coinvolgimento in alcune occasioni anche di nove Paesi africani) si svolgeranno prevalentemente all’interno del Castello Maniace. Ma l’intero isolotto di Ortigia sarà pienamente coinvolto nel clima G7, grazie a circa 110 espositori diffusi per tutto il centro storico e grazie all’allestimento di particolari spazi altamente scenografici e aperti al pubblico. I lavori di allestimento inizieranno a metà settembre.
Il colpo d’occhio, c’è da giurarci, sarà notevole. Immaginate vigneti che ricoprono piazza Minerva; oppure un maestoso uliveto accanto al Tempo d’Apollo o un bosco nel fossato tra il Maniace e l’ex piazza d’Armi. Sono solo alcune delle suggestive creazioni a tema in cui ci si potrà imbattere passeggiando in molti spazi monumentali di Ortigia nei giorni dell’expo Divinazione (21-29 settembre). Ah, aggiungete alla lista anche un elegante giardino in piazza Duomo e ancora agrumeti, campi di cereacoltura e orticoltura in suggestivi luoghi di Ortigia (tra cui piazzale IV Novembre) nell’ambito del progetto di FederUnacoma dal nome “Macchine per la pace”, pensato per testimoniare il valore e il ruolo anche sociale dell’agricoltura e sottolineare il contributo fondamentale che la meccanica agricola può dare alle politiche agricole e rurali nelle varie regioni del mondo. Nelle aree espositive sarà così possibile conoscere da “vicino” le più innovative soluzioni tecnologiche studiate dai costruttori di macchine agricole italiani per le varie coltivazioni.
Negli oltre cento spazi espositivi troveranno ovviamente posto i “sapori” delle regioni d’Italia, con degustazioni di prodotti tipici, dalle mele del Trentino al cioccolato di Modica. Presenti i grandi marchi dell’agroalimentare e dell’enogastronomia italiana come anche le eccellenze più “local”, come il pomodoro Igp di Pachino e il limone di Siracusa (a ridosso del Maniace) e la mandorla di Avola (nel giardino di Palazzo Vermexio).
Una passeggiata in Ortigia nei giorni di Divinazione-G7 Agricoltura rivelerà sorprese in ogni angolo: Marina, ex liceo Gargallo, Antico Mercato, bastione di Forte di San Giovannello ex Convento del Ritiro, ex convento di San Francesco, Forte Vigliena, slargo Aretusa, piazza Archimede, molo Zanagora, largo della Gancia, piazza San Giuseppe. Persino il vituperato parcheggio Talete, grazie ad RCS Sports&Events, vedrà la sua terrazza trasformata in un grande playground sportivo con annessa area a verde.