Carlentini celebra l’Amore, al Parco Failla arriva la “Panchina di San Valentino”

“Un piccolissimo eppur grande monumento, identitario e al tempo stesso universale”. Con queste parole il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, presenta la Panchina di San Valentino. Sarà inaugurata proprio il 14 febbraio, al Parco Urbano “Gaetano Failla”.
L’iniziativa porta la firma dell’associazione Circolo Leontinoi ed è stata finanziata attraverso il Bando Democrazia Partecipata 2025 del Comune di Carlentini, nell’ambito degli interventi di decoro urbano pensati per valorizzare gli spazi pubblici e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
La panchina, a forma di cuore, sarà sormontata dalla scritta “I love Carlentini” e dotata di un QR code che, una volta inquadrato con lo smartphone, consentirà di leggere una selezione di versi con cui i grandi poeti hanno celebrato l’amore romantico.
“Si tratta di un luogo simbolico – spiega Ciro Militti, presidente del Circolo Leontinoi – pensato per scambiarsi promesse, fermarsi a respirare bellezza e, perché no, scattare un selfie. Ma anche per riscoprire attraverso la poesia il valore universale dell’Amore”. Per l’amministrazione comunale, l’opera rappresenta qualcosa di più di un semplice arredo urbano. “È un luogo in cui celebrare i legami che ci rendono comunità – sottolinea il sindaco Stefio – e che parlano non soltanto alla Sicilia, ma anche oltre i confini nazionali”.
Il progetto, infatti, prevede una seconda fase che sarà presentata prossimamente e che si collegherà alla città gemella di Carlentini, Omaha, il più grande centro del Nebraska, negli Stati Uniti. Una comunità che conta circa mezzo milione di abitanti e una presenza significativa di discendenti carlentinesi.
“Omaha vanta oggi circa settantamila discendenti di immigrati carlentinesi – evidenzia Stefio – persone fiere delle proprie radici, che custodiscono con orgoglio tradizioni e valori, a cominciare dalla Festa di Santa Lucia. Li consideriamo a tutti gli effetti nostri concittadini”.




Incontro su Israele a scuola, presidio pro-Palestina all’esterno. La preside: “Ritrovare dialogo”

Polemiche a Siracusa per l’incontro “Volti e voci di Israele” che ieri pomeriggio si è svolto all’interno dell’istituto Gagini. Al dibattito, organizzato insieme all’Unione Comunità Ebraiche Italiane, ha partecipato Moshe Ben Simon, delegato di Catania della Comunità ebraica di Napoli. All’esterno, presidio di protesta degli attivisti pro-Palestina.
“L’incontro era stato programmato in prosecuzione ad altri momenti che già abbiamo avuto all’interno della scuola, con il professore Salva Adorno”, premette la dirigente scolastica Giovanna Strano. “Quando sono arrivata, c’era già questo piccolo presidio. Sono andata a parlare con gli attivisti e li ho invitati a partecipare al dibattito, al contraddittorio. Quello che più mi ha colpito è che quando io ho affermato che non sono né antisionista né antisemita, loro mi hanno risposto che allora non avevano nulla di cui parlare con me…”, aggiunge la dirigente in diretta su FMITALIA.
Rispedita al mittente ogni accusa di voler fare “indottrinamento” a scuola. “Ma certo che no. L’incontro del mattino, anche su richiesta degli studenti e per mancanza di contraddittorio, è stato coscienziosamente annullato. Io sono in un punto di equilibrio, io voglio capire e conoscere. E vorrei che la stessa cosa facessero i nostri ragazzi. Chi ha assistito al dibattito può testimoniare che ha avuto voce pure il dissenso, e questo mi è piaciuto. Perché si è riusciti a parlare, a dialogare, anche con qualche momento di contrapposizione. Ma tutto con tranquillità”.
Pesante le critiche piovute sulla scuola, specie attraverso i social. “All’inizio, quando ho letto, ho pensato che forse non avrei dovuto fare una cosa di questo tipo. Invece oggi devo dire che sono contenta e voglio proseguire. Voglio proseguire con i ragazzi, soprattutto avendo le due interlocuzioni, perché abbiamo bisogno di parlare. Se si parlasse di più in questa nostra società, se si dialogasse di più – dice la dirigente Strano – avremmo meno gente nelle strade, meno barricate, meno violenza che si scatena”.
Il presidio pacifico all’esterno ha visto anche l’esposizione di uno striscione con la scritta “Fuori i sionisti dalla scuola”, tra gli altri. “Non l’ho visto”, taglia corto la preside. “Io non sono anti-sionista. Conosco la storia, so quello che è accaduto, so come si è arrivati alla costituzione dello Stato di Israele e mi sento di sostenere qualcosa che porti a una pace, nel rispetto di entrambe le parti. Chiaramente – specifica Giovanna Strano – quello che sta accadendo in Palestina, cioè verso il popolo palestinese, ci sconvolge e non possiamo che deprecare quello che sta avvenendo. Dobbiamo contribuire tutti a ritrovare la via del dialogo per costruire la pace”.




Tempio di Apollo, ripristinata l’illuminazione. Romano: “il monumento torna visibile”

Il Tempio di Apollo torna a illuminarsi. Già da questa sera il monumento sarà nuovamente visibile, dopo il guasto che lo scorso gennaio aveva mandato in corto circuito l’impianto durante i giorni del ciclone Harry. A darne notizia è il consigliere comunale Gaetano Romano, che ringrazia il Soprintendente Antonino Lutri, e il Sindaco per essersi attivati con tempestività al fine di ripristinare, seppur in via provvisoria, l’illuminazione del sito archeologico.
Il malfunzionamento si era verificato a causa delle condizioni meteorologiche avverse che avevano colpito la città all’inizio dell’anno, compromettendo l’impianto elettrico e lasciando il Tempio al buio per settimane. Una situazione che aveva suscitato preoccupazione, considerata la centralità del monumento nel tessuto urbano e turistico.
A seguito delle sollecitazioni avanzate, la Soprintendenza si è adoperata per intervenire in tempi rapidi, garantendo una soluzione temporanea in attesa della realizzazione del nuovo progetto di illuminazione, già previsto.
“Ringrazio il Soprintendente, ing. Antonino Lutri, e il Sindaco per essersi adoperati a ripristinare l’illuminazione del Tempio di Apollo”, dichiara Romano. “In attesa del nuovo impianto, era importante restituire alla città uno dei suoi simboli, assicurando l’illuminazione in tempi brevissimi”.




Parchetto Dell’Aquila, arriva l’Ambientale: giovane sanzionato per sversamento di olio

Intervento del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale di Siracusa all’interno del parco Stefano Dell’Aquila. E’ stato impedito quello che viene definito come un nuovo episodio di reato ambientale.
Un giovane, secondo quanto ricostruito, stava effettuando una sorta di “tagliando” al proprio motociclo direttamente all’interno dell’area verde pubblica e senza adottare alcuna precauzione per evitare lo sversamento di olio esausto sul terreno. Le percolazioni di olio bruciato, secondo un primo racconto, avrebbero rischiato di contaminare il suolo del parco, frequentato quotidianamente da famiglie, bambini e sportivi.
Gli agenti della Polizia Ambientale sono intervenuti tempestivamente, contestando al proprietario del motociclo le violazioni previste e disponendo l’immediata bonifica dell’area interessata.
A esprimere apprezzamento per l’operato degli agenti è Giovanni Di Lorenzo, delegato della Circoscrizione Neapolis. £Ringrazio gli uomini della Polizia Ambientale per avere impedito che si consumasse un nuovo reato ambientale all’interno del parco”, dichiara. “Il loro intervento ha evitato un danno ulteriore a uno spazio pubblico che appartiene a tutta la comunità”.
Di Lorenzo lancia anche un appello al senso civico, rivolgendosi in particolare alle famiglie e ai più giovani. “Inquinare e sporcare un parco significa precludere, e precludersi, il diritto di goderne. Serve maggiore consapevolezza e rispetto per i beni comuni”.




Furti in abitazione, smantellata banda ad Augusta

Dalle prime ore di questa mattina, ad Augusta, sono in corso di esecuzione cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Siracusa nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili – a vario titolo – di furti in abitazione e ricettazione.
Il provvedimento arriva al termine di un’articolata attività investigativa condotta dagli agenti della Polizia di Stato in servizio al Commissariato di Augusta. Un lavoro paziente e meticoloso che avrebbe consentito di ricostruire la presunta attività di una banda attiva nel territorio megarese.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i colpi sarebbero stati messi a segno tutti nel comune di Augusta, in un arco temporale compreso tra dicembre 2024 e l’estate 2025. Le abitazioni finite nel mirino sarebbero state selezionate con attenzione e colpite in momenti in cui i proprietari risultavano assenti, con modalità ritenute dagli investigatori indicative di una certa organizzazione.
Determinanti, ai fini dell’emissione delle misure cautelari, gli elementi raccolti nel corso delle attività investigative, tra cui riscontri tecnici e testimonianze che avrebbero permesso di delineare ruoli e responsabilità dei singoli indagati.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare possibili collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti nello stesso periodo.




Come agiva la banda delle tute bianche: i sopralluoghi, i furti. “Traditi” da ingordigia

Tre persone condotte in carcere, un uomo ai domiciliari e due divieti di dimore ad Augusta. Sono le misure disposte con l’operazione di Polizia che ha sgominato una banda dedita ai furti in abitazione, nella cittadina megarese. Accolte dal Gip le richieste della Procura di Siracusa. Delle 6 misure, una non è stata eseguita perchè il destinatario si trova attualmente all’estero.
Attraverso intercettazioni, pedinamenti e immagini tratte dai sistemi di videosorveglianza, gli investigatori del commissariato di Augusta hanno ricostruito cinque episodi di furti in abitazione, perpetrati tra la fine del 2024 e l’estate dello scorso anno.
Gli elementi raccolti hanno permesso di individuare il modus operandi della banda delle tute bianche. Il nome deriva dalla scelta dei suoi componenti, di indossare tute bianche da lavoro in occasione di vari colpi, verosimilmente nel tentativo di occultare la loro identità.
Le abitazioni prese di mira erano quelle del centro storico e quelle della zona Monte. Sono state asportate casseforti con gioielli in oro, altri preziosi, e denaro in contante. Decisivo, al fine del buon esito delle indagini, è stato il sequestro di alcuni gioielli rubati, operato nei confronti di due degli indagati che si erano recati a Catania a vendere la refurtiva. In quella circostanza le vittime dei furti avevano riconosciuto i propri beni.
Stamattina il blitz degli agenti che hanno eseguito le misure cautelari disposte.




Quote rosa nelle giunte comunali, anche in Sicilia la presenza femminile sale al 40%

Approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana la norma che fissa in almeno il 40% della composizione, le quote “rosa” nelle giunte dei Comuni sopra i 3mila abitanti. Il testo, inserito nel disegno di legge sugli enti locali all’articolo 8, è stato emendato stabilendo che la norma entrerà in vigore al primo rinnovo utile. Il che significa che già alle elezioni di primavera per il rinnovo di Sindaco e Consiglio comunale ad Augusta e Floridia dovrà seguirsi il nuovo criterio della rappresentanza di genere nelle giunte. Con questa legge la Sicilia si adegua al resto d’Italia.
Le deputate regionali siciliani, trasversalmente, salutano con favore l’approvazione della norma. “Finalmente – dicono Bernardette Grasso, Margherita La Rocca, Luisa Lantieri, Elvira Amata, Giusy Savarino, Ersilia Saverino, Valentina Chinnici, Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi, José Marano, Nunzia Albano, Serafina Marchetta e Marianna Caronia – la Sicilia si adegua ad una norma nazionale che prevede la presenza di genere nelle giunte comunali con la soglia pari al 40% per ciascun sesso rappresentato. È una battaglia vinta dalle donne che potranno partecipare alla vita politica ed amministrativa con ruoli nei governi municipali”.
Per Esilia Saverino (Pd), la proponente dell’emendamento, è “una norma di dignità”. Per Marianna Caronia, quella di oggi è “una giornata storica per la Sicilia e la democrazia”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal gruppo Mpa-Grande Sicilia. “Si tratta – dicono i parlamentari – di una battaglia storica del Movimento per l’Autonomia, portata avanti con coerenza nel tempo e fortemente voluta dal suo fondatore, Raffaele Lombardo, che da sempre ha indicato nella piena valorizzazione delle competenze femminili un elemento essenziale per il buon governo delle istituzioni”.




Il sogno del nuovo stadio, odg in Consiglio comunale. Ma nessuno si faccia illusioni

Si affaccia, timidamente, in Consiglio comunale il tema nuovo stadio di Siracusa. E’ una di quelle infrastrutture sognate e desiderate, quasi alla stregua del nuovo ospedale. Mentre la prima squadra cittadina arranca in mezzo a difficoltà varie in Serie C, i i consiglieri comunali di opposizione presentano un ordine del giorno per impegnare l’amministrazione ad affrontare e decidere su aspetti come dove costruire il nuovo stadio e dove trovare i soldi necessari.
L’unica indicazione oggi esistente è quella, generica, contenuta nel Piano Regolatore Generale che destina un’area a Pantanelli per l’infrastruttura sportiva. Si tratta, però, di un territorio soggetto a rischio idrogeologico di cui tenere conto in fase di scelta.
Al momento, è bene precisare, non ci sono all’orizzonte progetti o magnati desiderosi di realizzare un nuovo stadio. Di certo, la sua costruzione non è priorità dell’amministrazione comunale. L’ordine del giorno è, quindi, un tentativo di stimolare una discussione certamente fattiva ma le cui conclusioni vere e proprie sarebbero, in ogni caso, da rinviare a data da destinarsi. Ovvero a quando ci sarà un vero progetto o un vero interesse.
Nell’ordine del giorno al voto nella prossima seduta di Consiglio comunale, si richiama innanzitutto l’attenzione sui limiti strutturali e funzionali dell’attuale De Simone, ritenuto non più adeguato agli standard richiesti dal calcio moderno, sia sotto il profilo della sicurezza che dei servizi per il pubblico, della capienza e dell’accessibilità. Una condizione che – secondo i firmatari – penalizza la città anche sotto il profilo dell’attrattività sportiva e degli eventi.
Da qui la necessità di avviare un percorso concreto verso la realizzazione di un nuovo impianto, capace di offrire standard più elevati, spazi polifunzionali, aree commerciali e servizi accessori in grado di garantire sostenibilità economica nel tempo. Un’infrastruttura che non sarebbe solo sportiva, ma anche volano di sviluppo, con possibili ricadute occupazionali e opportunità di riqualificazione urbana. E nessuno potrebbe mai essere in disaccordo.
L’ordine del giorno richiama inoltre l’area già individuata dal Piano regolatore generale come destinazione compatibile per un nuovo stadio, ma non trascura le criticità emerse negli anni, in particolare quelle di natura idrogeologica. Proprio questi aspetti – si sottolinea – dovranno essere oggetto di approfondimenti tecnici puntuali, per evitare scelte affrettate e garantire piena sostenibilità ambientale e sicurezza.
Tra gli impegni richiesti all’amministrazione comunale vi è anche la convocazione di una seduta consiliare ad hoc, dedicata esclusivamente al tema del nuovo stadio. Un momento di confronto pubblico e trasparente che consenta di entrare nel dettaglio dell’area da individuare in via definitiva e, soprattutto, di chiarire quali possano essere i canali di finanziamento attivabili: risorse pubbliche, fondi regionali o nazionali, partnership pubblico-privato o eventuali manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati.
Uscire, insomma, dalla fase delle ipotesi per avviare una programmazione più concreta. Anche se gli aspetti rilevanti come tempi, strumenti e coperture finanziarie appaiono ancora nebulosi, per essere ottimisti.




Mercato del contadino di Acradina, nuovo tentativo. Sarà la volta buona?

Torna la sperimentazione del mercato del contadino di Acradina, in piazzetta Tica. In sordina e senza annunci, rispetto al primo e sfortunato tentativo, da domani (12 febbraio) e per i 4 giovedì seguenti ritornano i gazebo per la vendita di prodotti del territorio, all’insegna della cosiddetta filiera corta.
Sono stati sistemati gli aspetti autorizzativi che avevano portato allo stop dell’iniziativa, poco dopo l’apertura. Era intervenuta la Polizia Municipale per invitare a smontare e libera l’area. Il settore Attività Produttive, per sanare il caso, aveva quindi deciso di riaprire i termini per le manifestazioni di interesse e le procedure seguenti.
Il suolo pubblico verrà pagato direttamente in loco, domattina. Per gli aspetti relativi all’impatto sul traffico di via Tica, agenti della Municipale verificheranno i flussi per una relazione su cui poggerà la decisione definitiva sul luogo in cui il mercato del contadino di Acradina “troverà” casa.




Siracusa, trasferte tabù. E a Cosenza arriva la quinta sconfitta in sei partite

Non si vede ancora luce alla fine del tunnel. Il Siracusa perde la quinta partita delle ultime sei giocate e conferma il suo mal di trasferta. Nessuna squadra del girone ha fatto meno punti degli azzurri fuori casa.
Vince il Cosenza grazie alla rete di Emmausso, all’82. Entrato da 9 minuti, l’attaccante regala i tre punti ai rossoblu premiati oltremisura in una partita segnata da grande equilibrio. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto per quanto visto in campo. Ma c’è sempre una circostanza o un errore che finisce per condizionare la prova degli azzurri.
Turati conferma Arditi in attacco, senza Limonelli a centrocampo si affacciano Gudelevicius e Riccardi, inedita coppia di centrali difensivi con Capomaggio e Marafini titolari. Impegni ravvicinati, gestire uomini ed energie diventa necessario.
Il Siracusa vanta un buon possesso palla e la solita propensione al gioco alto e offensivo. Il Cosenza soffre l’occupazione degli spazi operata da Candiano e compagni e fatica a dispiegare il suo gioco. Nel primo tempo non succede quasi nulla e le revisioni chieste dalle panchine per valutare interventi da espulsione (confermato il giallo in campo) sono gli unici due brividi della prima parte di gara.
Secondo tempo con il Cosenza che aumenta i giri ma é il Siracusa a mettere in fila due occasioni potenzialmente pericolose. Prima Contini in areea alza troppo il cross al centro per Arditi che chiedeva palla rasoterra. Poi ancora il capocannoniere azzuro per un nonnulla non soprende tutti con un tiro improvviso da fuori area. Questione di centimetri, mani tra i capelli.
Sembra una fase favorevole al Siracusa e invece é il Cosenza a ripartire e segnare, con Emmausso bravo e fortunato a cogliere una imperfetta lettura della retroguardia di Turati.
Doccia fredda, serve una reazione come a Potenza. Dalla panchina dentro Pannitteri, Simonetta e Zanini (in precedenza Frisenna per Candiano e Sbaffo per Riccardi) ma stavolta non arriva il pari.