Il contratto e la modifica richiesta. Cosa c’è dietro le dimissioni di Valeria Told?

“Ho comprato i biglietti per le prime degli spettacoli classici. Rimango ambasciatrice del teatro greco di Siracusa, tra quelle pietre ho lasciato il cuore. Ci vediamo a maggio”. Il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni di Valeria Told dalla carica di sovrintendente della Fondazione Inda, non c’è spazio per polemiche nella parole della diretta interessata. Intervenuta telefonicamente su FMITALIA, sottolinea il “bel legame costruito con Siracusa in poco tempo”. Ringrazia quelle tante persone che le hanno dedicato “commenti commoventi, non mi aspettavo tanti attestati di stima”. E sorridente, Valeria Told confida anche la sincera curiosità “di vedere cosa verrà realizzato al teatro greco. Lascio con i concept appena realizzati con i registi. Scoprire come verranno ora sviluppati sarà una bella cosa”.
Quanto ai motivi che hanno portato Valeria Told a dimettersi, ribadisce quanto già scritto sui social: “non siamo riusciti a risolvere con il cda della Fondazione Inda un aspetto formale legato al mio contratto”. Secondo quanto si apprende, sarebbe stata proposta la formula della consulenza esterna, non in linea però con il mandato di sovrintendente. A motivare la richiesta, vi sarebbero sopraggiunti impegni che porterebbero la Told all’estero, lontana da Siracusa per diversi mesi all’anno. Il cda però non ha potuto fare altro che respingere la richiesta modifica della forma contrattuale. Non lo rendono possibile i dettami dalla legge istitutiva e dallo Statuto della Fondazione ed inoltre sia il bando pubblico del settembre 2022 sia il contratto stipulato nell’aprile 2023 prevedono tra le precise responsabilità del sovrintendente anche la sua “presenza settimanale presso la sede di lavoro a Siracusa”.
L’interim è passato alla consigliera delegata Marina Valensise, mentre si procederà alla pubblicazione di un nuovo bando per la selezione della terna di nomi da proporre al Ministero a cui spetta la nomina del nuovo sovrintendente della Fondazione Inda.

Nella foto (Michele Pantano): a sinistra Valeria Told, al centro Marina Valensise e il sindaco di Siracusa Francesco Italia




Notte di fuoco a Cassibile: in fiamme un’auto, è del consigliere Casella

Nottata movimentata a Cassibile. Poco dopo le 3, le fiamme hanno avvolto un’auto in sosta nei pressi dell’istituto comprensivo Falcone e Borsellino. Per domare le fiamme, sono intervenuti due mezzi dei Vigili del Fuoco che hanno fatto ricorso anche a schiumogeno per spegnere l’incendio. Danni ingenti anche al chiosco adibito a panineria accanto al quale l’auto era posteggiata. Un’intera parete laterale è stata ridotta in cenere.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri che hanno raccolto alcune testimonianze. Sul posto i Vigili del Fuoco non hanno trovato elementi certi per stabilirne l’origine.
L’auto è di proprietà del consigliere comunale Giuseppe Casella. “Niente allarmismo, non ho ricevuto alcuna minaccia”, ha spiegato anche agli investigatori. Pare che tra l’auto e la panineria vi fossero dei mastelli della raccolta differenziata. Non è escluso che l’incendio potrebbe aver avuto origine anche per via di un gesto balordo.




Auto in fiamme, il sospetto intimidazione. “Atto vile, solidarietà a Giuseppe Casella”

“A nome mio e della Giunta la piena solidarietà al consigliere Giuseppe Casella per l’atto intimidatorio della scorsa notte”. Così il sindaco di Siracusa commenta l’episodio avvenuto nella notte a Cassibile. Netto il giudizio di Francesco Italia che, senza mezzi termini, parla di atto intimidatorio. “Confidiamo nell’attività investigativa delle Forze dell’Ordine – aggiunge – affinché gli autori di questo vile gesto siano in tempi rapidi individuati e assicurati alla giustizia. A Giuseppe Casella l’esortazione a continuare con rinnovato impegno la sua attività all’interno del Consiglio comunale”.
Anche il gruppo consiliare Insieme ha espresso ferma condanna per l’atto vile perpetrato ai danni del consigliere Giuseppe Casella. “Condanniamo fermamente qualsiasi forma di violenza e intimidazione, sia essa fisica o materiale, nei confronti del consigliere Casella. Tali gesti non solo minano la democrazia, ma ledono gravemente il diritto di ogni individuo a esprimere le proprie opinioni e a partecipare attivamente alla vita politica e sociale della nostra comunità”.
Paolo Romano, consigliere comunale di FdI, si dice “profondamente indignato” per l’accaduto. “Esprimo piena solidarietà al consigliere comunale e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo vile atto. Condanno fermamente ogni forma di violenza e vandalismo, e mi impegno a lavorare per la sicurezza e il benessere della nostra comunità”.
Agli investigatori, il consigliere Casella ha dichiarato di non aver ricevuto minacce. I Vigili del Fuoco non hanno individuato elementi certi circa l’origine delle fiamme che hanno distrutto l’auto e danneggiato un vicino chiosco.




La Questura contro il tifo violento, daspo per due netini che volevano incendiare un van

Un trentenne è stato denunciato dalla Polizia per tentato danneggiamento. Richiesta anche l’emissione di un daspo a suo carico. Incensurato, la scorsa domenica 4 febbraio ha tentato di incendiare un minivan che accompagnava la squadra del Palagonia impegnata in una partita del campionato di Prima Categoria che la vedeva opposta ad una compagine netina a Siracusa, vista l’indisponibilità dell’impianto di Noto. Il 30enne avrebbe cercato di incendiare uno pneumatico del mezzo, dando fuoco ad una busta di plastica inserita all’interno del parafango. Il tempestivo intervento degli addetti al campo ha evitato che l’incendio si propagasse.
Denunciato anche un 29enne, anche lui di Noto e sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nel comune netino, che insieme a lui si è distinto per l’azione delinquenziale.
“Una partita di calcio deve essere l’emblema di una sana competizione sportiva all’insegna del tifo appassionato e deve essere scevra da ogni forma di violenza e disordine sociale”, commenta il Questore di Siracusa, Roberto Pellicone. “Lo sport, soprattutto per i più giovani, deve essere un’occasione per educare ai valori della tolleranza e dell’amicizia oltre che della sana competizione sportiva. Comportamenti come quelli posti in essere da questo soggetto che nulla hanno a che vedere con i valori dello sport saranno sempre perseguiti con la massima attenzione e severità”.




Operazione antidroga: hashish nella grotta, una pistola a salve in casa

Nuova operazione antidroga condotta dalla Questura di Siracusa. Gli agenti del Commissariato di Noto hanno arrestato due uomini di 34 e di 49 anni. Quest’ultimo è stato sorpreso mentre cercava di nascondere un pacchetto (contenente 615 grammi di hashish) in una piccola grotta. Addosso al quarantanovenne sono stati rinvenuti altri 92 grammi della stessa sostanza.
I controlli sono stati estesi all’abitazione del 34enne, proprietario del terreno dove l’altro arrestato voleva occultare la droga e sottoposto ai domiciliari. Alla vista dei poliziotti, ha tentato di disfarsi di 4 ovuli di hashish e di un ovulo di cocaina, lanciandoli dalla finestra. La droga è stata sequestrata, insieme ad altro stupefacente ritrovato all’interno della casa insieme a 135 euro, probabile provento dell’attività di spaccio. C’era anche una pistola a salve, priva di tappo rosso.
Il 34enne è stato condotto in carcere, domiciliari per il 49enne.




Valeria Told lascia la Fondazione Inda, si dimette la sovrintendente

Valeria Told lascia la Fondazione Inda di Siracusa. A dare l’annuncio è proprio la (ex) sovrintendente, con un post sui social. “Con malinconia vi devo annunciare la mia partenza. Non siamo riusciti a risolvere un aspetto formale legato al mio contratto con il Consiglio di Amministrazione. Nonostante ciò, guardo indietro con gratitudine per un percorso ricco di esperienze significative. Desidero ringraziare ciascuno di voi – colleghi, artisti e appassionati – per il sostegno e la passione che rendono Inda un luogo speciale”.
La sua esperienza con il teatro classico dura meno di un anno. Ad aprile del 2023 la nomina, da parte del Ministero della Cultura. Adesso, non senza sorpresa, l’addio. “Lascio con l’entusiasmo i semi per le future stagioni: le edizioni 2024, 2025 e 2026 si prospettano favolose, con titoli e registi che porteranno sul palco la magia e anche lo spirito innovativo che vi ho promesso. Sarete voi ad applaudire e a godere delle prossime stagioni che ho avuto l’onore di programmare. Ci vediamo presto, sicuramente all’inaugurazione di questa stagione a maggio”.
Non sbatte la porta Valeria Told. E pesa ogni singola parola. Ma i margini per provare a cucire le distanze tra lei e il cda sembrano ristretti. Nonostante qualche tentativo in corso.
Alla base delle dimissioni, motivi ed impegni familiar-lavorativi che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero portato la sovrintendente a lavorare nei prossimi mesi più in smart working che in presenza a Siracusa, come invece il cda avrebbe preferito. Ecco spiegato quindi dove sarebbe “l’aspetto formale” legato a vicende contrattuali.
La Fondazione Inda prende atto delle dimissioni con una nota arrivata poco prima delle 19. “Il consiglio d’amministrazione della Fondazione Inda per assicurare senza soluzione di continuità le funzioni di sovrintendente e garantire lo svolgimento della stagione teatrale 2024, ha affidato l’interim al Consigliere delegato Marina Valensise. Come previsto dallo Statuto della Fondazione Inda, il Cda provvederà a formulare un nuovo avviso pubblico per individuare la terna da proporre al ministro della Cultura in vista della nomina del nuovo sovrintendente”.




Un “manifesto” europeo per la tutela della lingua siciliana

Il Manifesto sulla lingua siciliana sottoscritto a dicembre a Bruxelles tra università, artisti e associazioni prosegue la sua applicazione a livello istituzionale in Sicilia. Mercoledì 14 febbraio alle ore 10.00 all’Assemblea Regionale Siciliana in Sala Pio La Torre si terrà la conferenza stampa di presentazione dei nuovi provvedimenti e delle prossime tappe del Manifesto in Sicilia.
La conferenza stampa fortemente voluta dal promotore del manifesto, ovvero l’eurodeputato Ignazio Corrao, vedrà la presenza del Presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, dell’Assessore dell’istruzione e formazione professionale Girolamo Turano, dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, dei professori Giovanni Ruffino e Marina Castiglione (Università di Palermo), Alfonso Campisi (Università La Manouba di Tunisi) e Vito Lo Scrudato (Liceo Umberto I di Palermo), del dirigente della Presidenza del Consiglio dott. Aurelio La Torre e in rappresentanza del mondo artistico Lello Analfino e Salvo Piparo.
“La nostra lingua – spiega Corrao – è classificata dall’UNESCO come ‘vulnerabile, è una lingua sostanzialmente in pericolo, che non si aggiorna con il passare del tempo e rischia di essere marginalizzata e dimenticata, nonostante la gigantesca ricchezza culturale che si porta dietro. Analogamente a quanto accade in altre regioni d’Europa con le lingue locali, il siciliano – che è elemento fondamentale dell’identità siciliana – va studiato, protetto e valorizzato”.
“Da qualche mese – sottolinea ancora l’eurodeputato alcamese – è in atto qualcosa di nuovo, quasi rivoluzionario: si sta cercando di mettere insieme i tanti cultori del siciliano in un percorso comune, un percorso che unisce mondi variegati che ruotano attorno allo studio e alla dedizione nei confronti del nostro straordinario patrimonio linguistico”.
“L’incontro con la stampa siciliana – prosegue – serve a far conoscere quanto abbiamo sottoscritto a Bruxelles qualche settimana orsono, comunicare i provvedimenti intrapresi e gli eventi futuri in Sicilia. Per la prima volta abbiamo messo attorno allo stesso tavolo docenti universitari, accademici, artisti, musicisti, attori, poeti, imprenditori, associazioni e rappresentanti istituzionali al fine di stabilire un percorso comune per la valorizzazione della lingua siciliana. In tale evento è stato presentato il ‘Manifesto per la tutela e la valorizzazione del patrimonio linguistico siciliano’, che contiene obiettivi e progetti concreti”.
La conferenza stampa presso l’ARS, organizzata insieme all’Università di Palermo, sarà l’occasione per fare il punto sui provvedimenti intrapresi per tutelare il siciliano e annunciare i prossimi passi di questo percorso da fare insieme, che intende perseguire l’applicazione della Legge Regionale n.9 del 2011, coinvolgere i vertici istituzionali siciliani e sviluppare attività formative e culturali nelle scuole siciliane.
“Spero in un trasversale sostegno della classe politica siciliana nelle future iniziative per la tutela e salvaguardia della lingua siciliana” – conclude Corrao.




Porto Grande e porto rifugio nell’Autorità Portuale Sicilia Orientale, si riaccende dibattito

Da alcuni giorni la politica siracusana ha ripreso a dibattere sul possibile ingresso dei porti del capoluogo (porto Grande e porto rifugio) nella governance dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale. L’Adsp oggi ha sede ad Augusta-Catania ed ha recentemente “inglobato” anche il porto di Pozzallo.
L’ultimo vero tentativo per l’ingresso di Siracusa nell’Autorità di sistema risale al 2021, con un emendamento presentato dall’allora parlamentare Paolo Ficara (M5S). Il “no” della Regione – il cui parere è vincolante – portò alla bocciatura dell’iniziativa che pure contava sul favore degli operatori portuali siracusani.
Dopo anni di silenzio, il Pd ha rilanciato il tema con il capogruppo Massimo Milazzo. Raccogliendo consensi tra le varie forze politiche, inclusi anche i parlamentari Filippo Scerra (M5S) e Luca Cannata (FdI). La sensazione è che questa volta vi sia una sensibilità diversa, anche da parte della Regione, verso la richiesta che dovrebbe partire però con un consenso largo già nel territorio.
Il gruppo Consiliare Insieme (Scimonelli, Rabbito, Vaccaro) ha chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale in seduta aperta – e quindi alal presenza delle deputazioni regionale e nazionale – per discutere dell’adesione di Siracusa all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale.
“Il Porto di Siracusa riveste un ruolo cruciale nell’assetto turistico e commerciale non solo della città, ma dell’intero bacino del Mediterraneo. La sua posizione strategica lo rende un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo economico e per la promozione del turismo nella regione”, dice il consigliere Scimonelli, presentando la richiesta. “L’adesione all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale rappresenterebbe un passo significativo verso una gestione integrata e ottimale delle risorse portuali, consentendo una maggiore sinergia tra le diverse realtà portuali della regione e una migliore valorizzazione delle potenzialità del nostro porto”, aggiunge.
Intanto, nei giorni scorsi, gli operatori portuali siracusani si sono incontrati per una prima analisi della situazione attuale e di cosa cambierebbe con una eventuale adesione di Siracusa all’Autorità di Sistema portuale della Sicilia Orientale. Per far sì che Porto Grande e porto rifugio Santa Panagia “entrino” nell’Adsp serve un decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sollecitata con un atto parlamentare (emendamento a primo provvedimento utile). Serve il parere della Conferenza unificata dove la Regione Siciliana può far valere la sua eventuale contrarietà, come avvenuto nel 2021.
Il tema è capire però quale ruolo Siracusa può avere nelle decisioni dell’Autorità, una volta che i suoi porti passerebbero sotto la gestione dell’Adsp. La preoccupazione è sempre quella: divenire vassalli di scelte assunte altrove, Catania nel dettaglio. Per evitarlo, utile sarebbe avere un proprio rappresentante nel Comitato di gestione. Ma non è così scontato e servirebbe un’apposita modifica legislativa perchè, con le regole odierne,
siedono nel Comitato di Gestione un componente designato dalla Regione; un componente designato dal sindaco di ciascuna delle città metropolitane il cui territorio è incluso, anche parzialmente, nel sistema portuale; un componente designato dal sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di autorità portuale inclusi nell’AdSP; un rappresentante dell’autorità marittima, con diritto  di voto  nelle materie di competenza. Insomma, manca il riferimento ai comuni capoluogo che non siano Città metropolitane.




Autorità di Sistema Portuale Sicilia Orientale: cosa fà, Presidente e Comitato di Gestione

In Italia sono oggi 15 le Autorità di Sistema Portuale, create con il decreto legislativo 169 del 2016. La norma ha riordinato il sistema di governance, prevedendo che i 58 porti di rilievo nazionali finiscano coordinati da 15 enti cui viene affidato un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area. L’Autorità di Sistema Portuale ha, tra gli scopi istituzionali, la gestione e l’organizzazione di beni e servizi nel rispettivo ambito portuale.
L’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale è nata “aggregando” i porti di Augusta e Catania. Di recente, anche il porto di Pozzallo è entrato a far parte dell’Adsp. Presidente dell’Autorità Sicilia Orientale è l’ingegnere Francesco Di Sarcina, già segretario dell’Adsp di La Spezia, nominato a marzo del 2022. Il presidente viene nominato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il presidente della regione interessata. E proprio le Regioni – oltre all’iniziativa parlamentare – possono chiedere l’inserimento nelle Autorità di Sistema di ulteriori porti di rilevanza regionale. Come avvenuto per Pozzallo e come potrebbe avvenire per il porto Grande e il porto rifugio Santa Panagia di Siracusa.
L’Adsp ha funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni e dei servizi portuali, delle attività concessorie e delle altre attività commerciali ed industriali esercitate nei porti e nelle circoscrizioni territoriali. Si occupa di manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei fondali. Delicate le funzioni di affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale, non coincidenti né strettamente connessi alle operazioni portuali. Promuove forme di raccordo con i sistemi logistici retroportuali e interportuali e amministra in via esclusiva delle aree e dei beni del demanio marittimo ricompresi nella propria circoscrizione.
Importante il ruolo del Comitato di Gestione. Anzitutto, adotta il Piano Regolatore di Sistema Portuale insieme al il piano operativo triennale per le strategie di sviluppo delle attività portuali e logistiche. Approva gli strumenti finanziari, predispone il regolamento di amministrazione e contabilità dell’AdSP e la relazione annuale sull’attività dell’AdSP da inviare al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Delibera inoltre, su proposta del Presidente, in ordine alle autorizzazioni ed alle concessioni di durata superiore a quattro anni, determinando l’ammontare dei relativi canoni. Si occupa, ovviamente, del personale. Il Comitato di gestione si riunisce di norma ogni due mesi e, comunque, su convocazione del Presidente e ogni qualvolta lo richieda un terzo dei componenti. Le sue attività sono centrali quindi per le linee strategiche e di programmazione dell’attività dell’Adsp. Per quel che riguarda i porti di Augusta, Catania e Pozzallo fanno parte del Comitato di Gestione: Antonio Ranieri (Comandante Direzione Marittima Catania), Domenico Santisi (Capitaneria di Porto di Augusta), Giuseppe Galizia (Città Metropolitana di Catania), Dario Niciforo (Comune di Augusta), Roberto Meloni (Regione Siciliana).
Alcuni degli ultimi provvedimenti assunti dall’AdSp della Sicilia Orientale hanno “diviso” le attività tra Augusta e Catania: i container sono stati indirizzati sullo scalo megarese (dove sono stati avviati anche i lavori per ampliamento banchine), mentre per il porto di Catania si punta di più sull’attività crocieristica. Non sono tutte rose e fiori: c’è la recente grana “offerta anomala” nel bando per la “pulizia e il disinquinamento degli specchi acquei portuali e delle relative linee di battigia” dei porti di Catania e Augusta”. L’appalto è stato aggiudicato a un raggruppamento d’imprese ma per il Tar di Catania è tutto da rifare. Il ribasso del 41% per giudici amministrati è troppo alto e rappresenta un’anomalia. Sullo sfondo, il project financing da 25 anni per la gestione di tutti i servizi dei porti di Catania e Augusta e per la costruzione della nuova stazione marittima.




Inciviltà urbana, la denuncia: “Mia figlia sedicenne accerchiata e minacciata in moto”

A firmare la denuncia è un papà. Lo chiameremo Marco per ragioni di privacy e tutelare la minore protagonista suo malgrado dell’ennesima storia di inciviltà dilagante. “Sono molto arrabbiato”, ripete in continuazione. Una rabbia che sa di impotenza e preoccupazione. Marco vive con la sua famiglia a Siracusa. Ha una figlia di 16 anni. “Ieri sera – racconta – stava tornando a casa con il scooterino, insieme altri tre compagni di scuola. Erano le 23 e con i loro tre motorini sono stati avvicinati e affiancati da due scooter con 4 ragazzi a bordo, ovviamente senza casco”. Qui Marco si ferma un istante. E quello che aggiunge subito dopo, lascia senza parole. “Hanno cercato di farli cadere, prendendoli a calci. Li hanno insultati e minacciati. Parole irripetibili. Per fortuna non sono caduti e si sono rifugiati in un condominio. Erano terrorizzati”.
E’ successo tutto alla Pizzuta, zona residenziale e con servizi non l’ultima periferia. Gli adolescenti, rintanati nel condominio dove hanno trovato rifugio, non sono voluti tornare in strada con i loro scooterini 50. Hanno chiamato i loro genitori, chiedendo aiuto e una sorta di “scorta” per tornare a casa.
Purtroppo episodi di bullismo al limite della delinquenza (confine sempre più labile) stanno diventando sempre più frequenti. E giovani, se non giovanissimi, sono gli autori, convinti di potersi muovere nella massima impunità. Da diverse settimane, per contrastare l’andazzo, la Questura di Siracusa ha disposto dei presidi nei parcheggi di alcune attività divenute luogo di ritrovo per i teenager. Presenze discrete, anche interforze, per la sicurezza dei ragazzi e la tranquillità dei genitori. Questi servizi continuano ad essere programmati ma contro l’inciviltà serve il contributo di famiglie ed istituzioni.