Accademia INDA e Peparini Academy, insieme a Roma per celebrare cucina italiana Unesco

La visione di Giuliano Peparini e il talento dei giovani per la serata evento “Rendere l’effimero indimenticabile” organizzata dal Ministero dell’Agricoltura nell’ambito della campagna a sostegno dell’inserimento della cucina italiana nel Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Appuntamento questa sera, mercoledì 10 dicembre, alle 19 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con diretta streaming sul canale YouTube del Ministero dell’Agricoltura. Proprio questa mattina, peraltro, è arrivata la conferma ufficiale: la cucina italiana è patrimonio dell’umanità. Lo spettacolo è ideato e diretto da Giuliano Peparini che da oltre venticinque anni, attraverso creazioni presentate in Italia e nel Mondo, fa risplendere il Made in Italy, portando nel panorama internazionale una visione fondata sull’eccellenza, sulla ricerca e sulla trasmissione.
Protagonisti dello spettacolo saranno gli allievi della Peparini Academy e dell’Accademia dell’Inda di Siracusa in una creazione originale che celebra disciplina, pazienza, trasmissione del sapere e passione: valori fondanti tanto dei mestieri artistici quanto di quelli legati alla terra. Ogni gesto scenico, come ogni gesto agricolo, custodisce un tempo lungo fatto di cura, attesa, prove, pazienza. Così, dal lavoro della terra a quello dell’arte, tutto converge verso un unico obiettivo: risvegliare i sensi, suscitare emozione, lasciare una traccia duratura nella memoria.
Il progetto è il frutto di una stretta collaborazione tra la Fondazione Inda e la Peparini Academy. Un lavoro che ha unito docenti, équipe artistiche e tecniche e allievi delle due istituzioni attorno a un percorso comune che grazie alla condivisione di competenze, talenti ed energie umane ha dato vita a una creazione collettiva, portatrice di senso, trasmissione ed eccellenza, incarnando pienamente lo spirito di dialogo e cooperazione che anima l’evento.
“L’arte nasce da sacrificio, pazienza, passione. E’ un atto d’amore che trova un senso profondo nella condivisione”, sono le parole di Giuliano Peparini. “Tutto ciò avvicina moltissimo l’arte, l’agricoltura, la cucina che condividono gli stessi valori: impegno, dedizione, responsabilità. Nel cuore dei nostri mestieri domina l’emozione: quella dei giovani che affrontano le difficoltà senza mai rinunciare. La loro forza nasce da una passione vissuta come una necessità interiore: l’arte non è soltanto ciò che fanno, è ciò che sono. Che si tratti di salire su un palcoscenico, di creare un piatto o di coltivare la terra, ogni percorso è una vocazione, un’appartenenza profonda nutrita dallo sforzo, dall’impegno e dal coraggio. In ciascuno di questi mestieri l’identità si costruisce attraverso il gesto ripetuto, la disciplina quotidiana e la volontà costante di superare i propri limiti. Il vero compimento non risiede soltanto nell’atto del fare, ma nell’istante in cui l’opera o il piatto diventano un’esperienza viva, accolta e condivisa, iscritta in una memoria comune. Rendere l’effimero indimenticabile significa proprio questo: trasformare il lavoro invisibile in emozione viva, destinata a restare nella memoria del pubblico”.




Giudice Sportivo, che mazzata: due giornate a Turati, 2.500 euro di multa

L’onda lunga del discusso arbitraggio della gara con il Foggia porta il Giudice Sportivo a stangare il Siracusa.
La società azzurra è stata multata per 2.500 euro “per avere, la quasi totalità dei suoi sostenitori (90% circa), posizionati nel Settore Curva Ovest Anna, intonato, durante il minuto di raccoglimento e per l’intera durata dello stesso, un coro offensivo nei confronti delle Istituzioni Calcistiche; per fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti violenti commessi dai suoi sostenitori, integranti pericolo per l’incolumità pubblica, consistiti nell’aver lanciato, al 16° minuto del primo tempo, una bottiglietta di plastica semipiena sul terreno di gioco, senza conseguenze; per avere, alcuni dei suoi sostenitori, proferito, per tutta la durata della gara e al termine della stessa, numerose frasi gravemente offensive nei confronti della Quaterna Arbitrale e, in particolare, nei confronti dell’Arbitro”.
Un turno di stop per Bonacchi, espulso in occasione del rigore del momentaneo 1-1. Due invece le giornate di squalifica per l’allenatore Marco Turati. La motivazione: “per avere, al 25° minuto del primo tempo, tenuto una condotta non corretta e irriguardosa nei confronti dell’Arbitro in quanto, in occasione di una revisione FVS, abbandonava l’area tecnica e si avvicinava all’area di revisione proferendo parole irrispettose nei suoi confronti per contestarne l’operato; mentre si stava dirigendo verso l’uscita del terreno di gioco, sferrava un violento calcio alla copertura del tunnel che conduce agli spogliatoi, senza conseguenze”. Sempre dalla panchina, è stato espulso e squalificato anche il vice Spinelli perché “in occasione di una revisione FVS, dapprima protestava nei confronti dell’Arbitro e poi entrava sul terreno di gioco determinando un clima di confusione”.
Un turno di squalifica e 500 euro di multa per Rinaldo Longhi.




Sanità, procedure più rigorose per scegliere i manager delle Asp

Dopo gli scandali, procedure più rigorose per la selezione dei futuri direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario della Regione. La giunta Schifani ha approvato la proposta di istituzione di un organismo che sarà incaricato di selezionare terne di candidati da cui l’assessore alla Salute individuerà i nomi manager da sottoporre al governo.
«È un sistema innovativo – dice il presidente della Regione, Renato Schifani – che garantirà la scelta dei candidati migliori rispetto al ruolo che andranno a ricoprire, all’insegna della massima trasparenza e competenza. Sono condizioni imprescindibili che perseguiamo per una sanità sempre più efficiente, a garanzia del diritto alla salute dei siciliani. Avevo annunciato in Parlamento l’approvazione di questo provvedimento e il mio governo si è dimostrato ancora una volta coerente e tempestivo I dirigenti nominati saranno chiamati ad attuare la nuova strategia che il mio governo sta definendo per imprimere una svolta al sistema. Saremo estremamente attenti e rigorosi nella fase di valutazione e di selezione, ma anche nella verifica costante dell’operato dei manager e dei risultati che otterranno».
La nuova commissione sarà nominata dal presidente della Regione. Sarà costituita da tre esperti, uno dei quali designato da Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), uno dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e uno nominato dallo stesso presidente della Regione.

Per la scelta dei candidati a manager delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere si attuerà una procedura a “doppio livello”. Una prima commissione, già prevista dalla norma nazionale col decreto legislativo 171 del 2016, valuterà le candidature tra gli iscritti all’elenco nazionale dei direttori generali che avranno partecipato all’avviso pubblico emanato per l’assegnazione degli incarichi in Sicilia. Sarà stilata una rosa di idonei, sulla base dell’esame di titoli e di un colloquio. Una sorta di albo regionale dal quale il nuovo organismo istituito oggi selezionerà, per ogni singola azienda, una terna di candidati tra quanti avranno risposto alla manifestazione di interesse alla nomina a manager. I candidati potranno essere anche chiamati a un colloquio per accertarne le caratteristiche professionali. Da quella terna, l’assessore alla Salute sceglierà il nome da proporre infime alla giunta per la designazione definitiva a capo delle Asp o degli ospedali. Ogni candidato potrà essere inserito in più di una terna; sia le rose di idonei che le terne avranno validità per un triennio.

La nuova procedura non si applicherà ai Policlinici universitari, per i quali si segue un iter differente: è il rettore del singolo ateneo a fornire all’assessore alla Salute la terna di nomi tra i quali la Regione sceglie il direttore generale.




Borghi siciliani più ricercati online, Palazzolo Acreide al terzo posto. Bene Buccheri e Ferla

La provincia di Siracusa centra il podio nella classifica dei borghi siciliani più cercati sul web. Palazzolo Acreide è al terzo posto dopo Cefalù ed Erice. Figurano nella top 20 dell’Isola anche Buccheri (8.o) e Ferla (20.0). A rivelarlo è lo studio “Borghi italiani online. Edizione 2025”, realizzato dall’Osservatorio Telepass analizzando 210 milioni di ricerche web effettuate tra il 2021 e il 2024.
La Sicilia complessivamente supera le 490 mila ricerche con una crescita del 52 per cento rispetto all’anno precedente. Un aumento che consolida la presenza dell’isola tra le regioni più “osservate” sul web e che segnala un interesse crescente verso i piccoli centri.
Cefalù è il borgo siciliano più ricercato e figura anche tra i primi dieci in Italia con 1.384.000 ricerche. Erice, seconda nella classifica regionale, arriva a 1.081.100 mentre Palazzolo, terza in Sicilia, si ferma a 354.600 ricerche.
Buona la performance di Buccheri, all’ottavo posto in Sicilia con 203.100 ricerche. Ferla deve “accontentarsi” di un dato pari a 75.500. Sono tre i borghi siracusani censiti nella lista composta in totale da 25: sette della provincia di Messina, 4 per Enna e Palermo, 2 per Catania e Trapani, 1 solo per Caltanissetta ed Agrigento.




Pallanuoto, serie A1: Ortigia non basta il cuore, vince il Posillippo (14-17)

L’Ortigia ci mette tutto il suo carattere ma non basta per superare alla Caldarella il Posillipo. I campani si impongono per 17-14. La differenza di punti e di livello tra le due squadre è importante, eppure, fatta eccezione per il finale del secondo tempo, i partenopei sono riusciti a chiudere i conti solo nell’ultima frazione contro un’Ortigia capace di rincorrere e mettere paura agli ospiti, grazie a delle buone trame offensive, alle conclusioni potenti dei soliti Baksa e Carnesecchi, alla spinta di capitan Di Luciano e all’ottima prova di Aranyi ai due metri.
In generale, tutta la squadra ha giocato una buona pallanuoto, pagando però la minore esperienza e il minore spessore tecnico rispetto a un Posillipo più in fiducia e più bravo a gestire la pressione di certi momenti. Ogni volta che l’Ortigia si è riavvicinata, andando più volte a meno uno o meno due, i partenopei, con grande calma, hanno infatti trovato subito la rete utile a mantenere la distanza di sicurezza. La differenza, insomma, l’hanno fatta i dettagli e soprattutto il maggior cinismo degli ospiti. Che non a caso occupano il quarto posto in classifica. Per i biancoverdi, un’altra buona prova, altri segnali positivi, ma la casella dei punti resta ferma a quota quattro. Sabato, a Palermo, si chiude il 2025 con il derby salvezza contro il Telimar.
Nel dopo partita, coach Stefano Piccardo commenta così la sconfitta: “Fra noi e il Posillipo c’è una certa differenza, loro sono quarti e noi siamo penultimi. Ci sono sedici punti di distacco e oggi si sono visti nei momenti chiave della gara. Loro, in alcuni frangenti, sono stati molto più cinici di noi, che invece abbiamo sbagliato dei gol anche abbastanza facili. E quando sbagliamo gol così facili e subito dopo li subiamo, poi si crea un gap che non è semplice recuperare. Siamo andati sotto nel punteggio e poi abbiamo faticato tanto per cercare di rientrare. Ad ogni modo, al di là della differenza tra noi e loro, oggi in acqua ho visto la mia squadra lavorare bene su tanti aspetti. Ci sono tante indicazioni positive in questa gara. Poi ce ne sono altre negative, come gli errori che continuiamo a ripetere”.
Al termine del match, parla anche Enrico Tringali Capuano: “Per prima cosa, dobbiamo fare i complimenti al Posillipo. Nello spogliatoio ci eravamo detti che questa partita potevamo e dovevamo giocarcela, che dovevamo provare a vincere. Il Posillipo, però, è più forte, ha quasi venti punti in più di noi e lo ha dimostrato”.
Il giovane numero 7 biancoverde prova a spiegare cosa manca ancora alla squadra per potersi risollevare dalla penultima posizione: “Noi fisicamente stiamo bene, ci alleniamo duramente con il mister, in settimana. Da quel punto di vista, siamo molto preparati. Quello che ci serve è solo un po’ di fiducia e quella si conquista soltanto guadagnando punti. Ne parliamo fra di noi, siamo tutti consapevoli di non essere questi, di non essere una squadra da quattro punti. Ci vuole un po’ più di fiducia e qualche punto in più in classifica. Ci dispiace se al momento non riusciamo a vincere, ma posso assicurare che lavoriamo duramente per tornare a farlo. Da domani saremo già al lavoro, perché sabato ci aspetta una battaglia, ci aspetta il derby contro il Telimar, e faremo del nostro meglio per conquistare la vittoria”.




Tensioni sul Bilancio, opposizioni abbandonano la Commissione: “Maggioranza irresponsabile”

Il consigliere comunale del Partito Democratico, Angelo Greco, ha abbandonato in segno di protesta la seduta in corso della Prima Commissione Consiliare, dedicata al Documento Unico di Programmazione ed allo schema di bilancio preventivo. “Ho chiesto legittimamente di poter discutere del bilancio, prima di dare parere, insieme a dirigenti e assessori, così da approfondire nel merito lo strumento più importante per la città. Nonostante questa richiesta – spiega Greco – la maggioranza ha deciso di non aprire alcuna discussione e di procedere direttamente con la votazione del Bilancio e del Dup. Un comportamento che considero prevaricante, irresponsabile e antidemocratico perché impedisce il confronto e priva la città della trasparenza che merita. L’amministrazione e questa maggioranza si devono vergognare!”, l’atto d’accusa del consigliere di opposizione.
Anche il consigliere di FdI, Paolo Romano, ha adottato la stessa scelta. “Violate le più basilari regole istituzionali, deontologiche e democratiche”, dice motivando la sua decisione. “Nel corso dei lavori, la maggioranza ha deciso di mettere ai voti contemporaneamente il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di Previsione 2026, accorpandoli in un unico provvedimento. Una procedura mai vista prima, priva di qualsiasi illustrazione tecnica e politica, senza la presenza degli assessori o dei dirigenti e che ha impedito ai consiglieri di opposizione di esercitare il proprio diritto/dovere di valutazione, discussione e controllo e confronto”, aggiunge Romano.
“Siamo di fronte a un atto di arroganza istituzionale senza precedenti, che mortifica il ruolo del Consiglio Comunale, dei cittadini che rappresentiamo e svilisce la funzione stessa del consigliere, chiamato ad approvare un documento inedito e non spiegato da nessuno”. Da qui la decisione di lasciare la riunione. “Ribadisco con forza che il Consiglio Comunale non può essere trattato come un passacarte né come una mera ratifica di decisioni prese altrove”.
Il presidente della Prima Commissione, Luigi Cavarra (Grande Sicilia), si dice dispiaciuto per la scelta delle opposizioni. “La Commissione ha deciso a maggioranza di votare i documenti come proposti dall’amministrazione. Ho anche chiesto chiarimenti al Segretario Generale su cosa fosse proceduralmente corretto fare, in seguito alla proposta del Pd. Più democratico di così…”.




Bilancio, tensioni in Commissione. Romano (FdI) lascia la seduta. “Violate regole basilari”

Anche il consigliere di FdI, Paolo Romano, ha abbandonato in segno di protesta la riunione della Prima Commissione consiliare. “Sono state violate le più basilari regole istituzionali, deontologiche e democratiche”, dice motivando la sua decisione. “Nel corso dei lavori, la maggioranza ha deciso di mettere ai voti contemporaneamente il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di Previsione 2026, accorpandoli in un unico provvedimento. Una procedura mai vista prima, priva di qualsiasi illustrazione tecnica e politica, senza la presenza degli assessori o dei dirigenti e che ha impedito ai consiglieri di opposizione di esercitare il proprio diritto/dovere di valutazione, discussione e controllo e confronto”, aggiunge Romano.
“Siamo di fronte a un atto di arroganza istituzionale senza precedenti, che mortifica il ruolo del Consiglio Comunale, dei cittadini che rappresentiamo e svilisce la funzione stessa del consigliere, chiamato ad approvare un documento inedito e non spiegato da nessuno”. Da qui la decisione di lasciare la riunione. “Ribadisco con forza che il Consiglio Comunale non può essere trattato come un passacarte né come una mera ratifica di decisioni prese altrove”.




Partito Democratico, replica a Carta: “Non chiarisce nel merito ed esula dal confronto”

La replica del Partito Democratico non si fa attendere. Ed è racchiusa in un comunicato stampa firmato dal segretario provinciale Piergiorgio Gerratana. “A seguito di istruttoria, un Ministro della Repubblica dell’attuale maggioranza di Governo, nel rispondere ad una interrogazione del Sen. Nicita su un concorso a Melilli, ha reso noto di aver avviato un’indagine amministrativa interna e di aver deciso, al contempo, di inviare la documentazione alla Procura e alla Corte dei Conti”, ricostruisce. “L’On. Carta, Sindaco di Melilli, non chiarisce né risponde nel merito, nel corso di una confusa intervista su FM Italia sui punti oggetto della risposta ministeriale”, annota Gerratana. “Su quanto affermato poi dall’On. Carta su singole persone, la risposta esula dall’alveo di un corretto confronto politico, investendo le prerogative attivabili per legge a difesa della propria reputazione, in altre sedi”, la chiosa del segretario Gerratana.




Bordone (Grande Sicilia): “Il Pd evita il confronto, nelle sedi competenti dimostreremo tutto”

Al segretario provinciale del Partito Democratico, Piergiorgio Gerratana, risponde il coordinatore cittadino di Grande Sicilia Siracusa, Emiliano Bordone. “Prendiamo atto che il PD preferisce evitare un confronto pubblico, lasciando tutto a un mero dibattito a suon di comunicati. Da coloro che portano avanti la bandiera della democrazia, stona l’evitare il dibattito e sottrarsi al confronto diretto. Da parte nostra, invece, non ci siamo mai tirati indietro: il confronto lo abbiamo sempre cercato e reso possibile”.
“Attendiamo con curiosità eventuali denunce da parte di coloro che ritengono di essere parti lese dalle affermazioni dell’ on. Giuseppe Carta”, aggiunge Bordone. “Nelle sedi competenti depositeremo e dimostreremo, con la documentazione utile a supporto di quanto dichiarato, ogni punto, affinché tutto possa essere chiarito in modo trasparente e definitivo”.
“Confidiamo che questa posizione non voglia essere un modo per rinviare il confronto pubblico o per evitare di affrontare questioni che attengono alla responsabilità politica e amministrativa. Su questi temi riteniamo doveroso un dialogo trasparente nei confronti della cittadinanza. Attenderemo che nelle sedi opportune si possa ristabilire la dignità morale della città che governa da anni il sindaco Carta con rispetto e diligenza”, conclude.




Carta rompe il silenzio: “Sul concorso di Melilli attacchi strumentali dal Pd. Pressioni? Di altri”

Dopo settimane lontano da microfoni e taccuini, Giuseppe Carta ha rotto il silenzio sul concorso per agenti di Polizia Municipale dello scorso anno e bandito dal Comune di Melilli. Appunti, critiche e censure sono state mosse soprattutto dal Pd. Nei giorni scorsi, la risposta del ministro Zangrillo all’interrogazione del senatore Antonio Nicita che lamentava profili di irregolarità.
Carta si presenta con un faldone di documenti. Mostra carte, sciorina dati e circostanze. Un fiume in piena. Ribadisce la regolarità delle procedure seguite, ricordando anche la correzione di un errore della commissione che aveva portato a ripetere alcune prove orali. Richiama poi la decisione del Tar di Catania che ha respinto la richiesta di sospensiva degli esclusi, rinviando ogni valutazione al merito: un passaggio che, sostiene, conferma la solidità dell’azione amministrativa.
Poi piazza un attacco diretto al Partito Democratico, reo – secondo Carta – di concentrare da un anno la propria attività politica esclusivamente sul concorso di Melilli. Carta mostra anche alcuni messaggi in cui esponenti dem avrebbero chiesto favori per candidati a loro vicini, parlando di pressioni che si sarebbero intrecciate con i ricorsi presentati.
Lo scontro ha radici lontane, affonda in quel tempo in cui l’esponente regionale di Grande Sicilia era vicino, vicinissimo al Partito Democratico con cui – rivendica – ha comunque collaborato negli anni, in diversi comuni del siracusano. E rivendica persino il suo sostegno allo stesso Nicita che, però, agirebbe oggi come “braccio politico” di Mario Bonomo, che di Carta fu acerrimo oppositore interno.
Il deputato regionale non ha nascosto la sua delusione per attacchi che giudica “strumentali”. E si dice pronto a dimostrare in ogni sede la correttezza dell’operato del Comune di Melilli e dell’intera procedura concorsuale. Insieme alle accuse mosse a pezzi importanti del Partito Democratico siracusano.