Una settimana dopo l’incidente, dove è andata la Msc Sinfonia?

Lo scorso 6 gennaio l’incidente in porto Grande. La nave che rompe gli ormeggi e scarroccia sino a travolgere gli ormeggi privati alla Marina. Le operazioni di recupero, i rimorchiatori, le polemiche.
Oggi però la Msc Sinfonia non è più ormeggiata a Siracusa.
Nessun mistero, nessun “fuga” però. L’imbarcazione è ad Augusta, dove sta rifornendosi di carburante. Tornerà al porto Grande dopo il 20 di gennaio per rimanere in sosta tecnica sono al 3 febbraio, quando mollerà gli ormeggi per raggiungere Malta dove rimarrà per qualche tempo in cantiere.
La Msc Sinfonia doveva essere impegnata in crociere con scalo in Israele, ma la delicata situazione internazionale ha spinto la compagnia a sospendere quelle rotte. E per la nave ha cercato un porto rifugio nel Mediterraneo centrale, individuandolo prima in Augusta (dove stava in rada) e poi a Siracusa (in banchina).
Lievi i danni patiti dalla grande nave per l’incidente in porto. Anche la banchina non ha riportato gravi conseguenze da impatto. Ammontano a circa due milioni di euro, invece, i danni causati alla struttura privata Marina Yachting.




Luoghi del cuore: Latomie dei Cappuccini, successo per l’apertura straordinaria

Visitatori in coda già prima dell’orario di apertura e fila in attesa anche oltre il previsto orario di chiusura. La mattinata di apertura speciale della Latomie dei Cappuccini ha attirato centinaia di siracusani. L’appuntamento era stato inizialmente programmato per la scorsa domenica ma l’allerta meteo ha consigliato di rinviare.
E oggi, complice anche una giornata di sole, la risposta in termini di partecipazione non si è fatta attendere.
Ingresso e visite guidate gratuite, incluse anche due performance teatrali donate da Sara Cilea e Salvo Canto, rispettivamente sul palco del teatro piccolo e del teatro grande delle latomie dei Cappuccini.
I 92 scalini che da via Puglia conducono in questo angolo di paradiso, sono come una sorta di viaggio nel tempo. Le Latomie, gli spazi che nei secoli vennero adattati dai Cappuccini, i pozzi e le vasche, la natura selvaggia, invasiva e romantica al tempo stesso. Impossibile non restare incantati.
Ad accogliere i visitatori anche l’assessore alla Cultura Fabio Granata che ha illustrato i lavori di riqualificazione condotti dal Comune di Siracusa, in attesa del famoso progetto per l’ascensore, necessario per garantire l’accesso oltre ogni barriera architettonica. Granata ha spiegato che le Latomie saranno presto restituite alla città, immaginandole come un grande parco urbano per stimolanti attività all’aria aperta: dalla passeggiata al luogo di riflessione, lettura o studio, spazi per conversazioni letterarie e piccoli appuntamenti teatrali. Cultura e tempo libero, in un luogo dove il tempo pare essersi fermato.




Sara e Salvo, chi sono i due attori applauditi alle Latomie

Due teatri particolari, uno – il piccolo – incastonato in una cavità delle latomie dei Cappuccini; l’altro – il grande o di verdura – nel respiro di uno spazio a cielo aperto, tra alte pareti di roccia e vegetazione.
Per le due giornate di riapertura straordinaria, sono stati Salvo Canto e Sarà Cilea ad esibirsi per i visitatori che hanno così riscoperto quel luogo dell’anima.
Nonostante la giovane età, sono due attori siracusani con un invidiabile bagaglio di esperienza. Si sono prodotti in due performance su testi scritti proprio da Salvo Canto: “La preghiera di Medusa”, recitata da Sara Cilea al teatro piccolo; “La Pirrera nun mi parra – Lu Cuntu di la Cava”, con Salvo Canto al teatro di verdura.

Performer e produttore, Canto si è formato in un’accademia privata di Siracusa, e da anni si muove tra le realtà del territorio, specializzandosi nella scrittura e produzione di spettacoli che valorizzano il patrimonio culturale siciliano.
Sara Cilea, laureata e specializzata in teatro in Inghilterra, ha poi deciso di tornare in Sicilia per intraprendere la carriera di attrice, prestando particolare attenzione a nuove forme di teatro, come quello “immersivo”, su cui si incentra anche il suo progetto di tesi. Insieme, sono fondatori della casa di produzione Misfatto a Palazzo, con sede a Siracusa.




Fiamme in un appartamento di via dell’Amalfitania, evacuata casa vacanze

Un nuovo incendio all’interno di un appartamento in Ortigia, centro storico di Siracusa. I Vigili del Fuoco sono intervenuti questa mattina, intorno alle 6, al piano terra di un edificio in via dell’Amalfitania. Al momento dell’incendio, le cui cause sembrano riconducibili ad un corto circuito, all’interno della piccola abitazione si trovava solo il proprietario che è riuscito a mettersi in salvo autonomamente.
Il fumo sviluppatosi dall’incendio si è propagato anche al primo piano, dove gli occupanti di una casa vacanze sono stati evacuati dai Vigili del Fuoco.




Carlo Castello componente esperto del Comitato Tecnico Scientifico del Parco Archeologico

Completato il Comitato Tecnico Scientifico del Parco archeologico di Siracusa con la nomina di Carlo Castello. Come da decreto assessoriale, è stato indicato come componente esperto designato dai sindaci di Avola, Buscemi, Noto, Palazzolo e del capoluogo. Guida turistica da 45 anni, è presidente dell’associazione Guide Turistiche di Siracusa, vicepresidente dell’associazione regionale, componente del direttivo nazionale e presidente dell’Archeoclub Siracusa.
Il Comitato Tecnico Scientifico del Parco Archeologico di Siracusa (Eloro, Villa del Tellaro, Noto e Akrai) rimarrà in carica per tre anni. Gli incarichi sono conferiti a titolo gratuito, con corresponsione di rimborso spese di viaggio, a carico del bilancio del Parco.
Ne fanno parte il soprintendente di Siracusa che ne è anche presidente; i sindaci di Avola, Buscemi, Noto, Palazzolo e Siracusa; componente esperto è Rosalba Panvini, ex soprintendente anche di Siracusa e oggi docente del corso di laurea in archeologia dell’Università di Catania; Ombretta Tringali come componente esperto (Pro loco Augusta e laureata in conservazione dei beni culturali).




Allarme sanità, “grave carenza per Pediatria/Utin”. L’Asp ci riprova con medici in pensione

Continua a tenere banco la carenza di medici ospedalieri negli ospedali siracusani con diffuse difficoltà nei reparti di Pediatria a Lentini, Siracusa e Avola. Le ultime novità riguardano i problemi della Terapia Intensiva Neonatale a Siracusa con partorienti trasferite a Catania e contrazione nei servizi anche ambulatoriali; e il punto nascita di Avola con parti al momento spostati su Siracusa e Lentini.
L’Asp di Siracusa con una nota stringata ha precisato che i medici ci sarebbero, ma molti non si sono presentati in servizio “per malattia o congedo parentale” motivo per cui “i reparti hanno subìto una temporanea contrazione che rientrerà non appena gli stessi torneranno al lavoro”. Nei corridoi della dirigenza dell’Azienda Sanitaria si fa strada il sospetto che l’epidemia improvvisa possa essere letta quasi come una fronda interna verso le scelte sanitarie operate in provincia. Dubbi destinati a rimanere tali.
Ma che la situazione non sia florida, certifcati di malattia a parte, lo confermano anche altri elementi. Ad esempio, due giorni addietro l’Azienda Sanitaria Provinciale ha modificato l’avviso straordinario aperto per il conferimento di incarichi a pediatri in quiescenza da destinare ai reparti Pediatri e Utin degli ospedali della provincia di Siracusa. Un tentativo forse per rendere più appetibile la chiamata di emergenza che sin qui non ha prodotto alcun risultato: “A tutt’oggi non sono pervenute candidature relative all’Avviso Straordinario”, prende amaramente atto l’Asp. Però “la grave carenza di organico di personale medico presso le UU.00, di Pediatria/UTIN di questa Azienda Sanitaria rende prioritario il reperimento di tali professionisti ricorrendo al reclutamento di Medici Pediatri in quiescenza, ai sensi della normativa vigente”, si legge nei documenti dell’Azienda che fino ad ieri però ha dato la colpa solo alle improvvise assenze per malattia o congedo familiare.
I pediatri in quiescenza avrebbero un incarico di sei mesi, “prorogabili in ragione del perdurare dello stato di necessità”, per un impiego di 38 ore settimanali e “possibilità đi articolazione flessibile”. Quest’ultima frase significa che i pediatri non potranno scegliere una sede di preferenza ma rendersi disponibili a coprire le necessità dei vari reparti negli ospedali della provincia. Compenso lordo omnicompresinvo: 60 euro/ora (lordi).




Sanità in crisi, Spada (Pd): “Scelte errate, troppa politica e così medici in fuga da Siracusa”

E’ allarme per la sanità siracusana, con gli scricchiolii dentro e attorno ai reparti di Pediatria e Utin, con riflessi su punti e centri nascita. “Ho assistito al dibattito di questi giorni. Il problema della carenza di medici è ampio, regionale. Però la gestione in provincia di Siracusa si contraddistingue per scelte sbagliate ed è condizionata dalla politica”. La sferzante analisi porta la firma di Tiziano Spada, deputato regionale del Partito Democratico. “Sono preoccupato per la situazione”, aggiunge Spada. “Ricevo decine di chiamate al giorno: persone che si sentono abbandonate dalle strutture sanitarie pubbliche, medici che fanno tutti massacranti. Attenzione: se spremiamo i medici, se ci abbandonano quei pochi che abbiamo, è finita. Ho persino ricevuto lettere di denuncia da parte dei sanitari, motivo per cui ho chiesto ispezioni nelle settimane scorse. Oggi qui dobbiamo fermarci e capire cosa sta succedendo. Le soluzioni proposte non bastano. E non escludo che settimana prossima richiederemo un’altra audizione del commissario straordinario Ficarra in commissione Sanità Ars per un nuovo focus sull’emergenza siracusana”.
Un’azione non isolata e che potrà contare sul supporto anche dell’altro deputato regionale di opposizione, Carlo Gilistro (M5S). La maggioranza, specie FdI, serra invece le fila a difesa del manager della sanità. “La gestione dell’emergenza in provincia di Siracusa non va bene. E’ sotto gli occhi di tutti, non credo qualcuno abbia davvero voglia di difendere l’indifendibile. Si sono sbagliate mosse, c’è troppa politica nelle scelte sanitarie. Fermiamoci, stiamo facendo scappare i medici dagli ospedali della provincia di Siracusa”.




Coppia sequestrata e rapinata in villa: due condanna e due rinvii a giudizio

Due rinvii a giudizio e due condanne nel procedimento per una rapina con sequestro di una coppia di fidanzati, avvenuto a Siracusa. L’episodio risale al 27 gennaio dello scorso anno, quando vene presa di mira una una villa di contrada Arenella-Fanusa.
Due degli imputati, Danilo Casto di 40 anni e il catanese Luca Ignazio Scattamaglia di 42, hanno optato per il rito ordinario, con contestuale rinvio a giudizio. Rito abbreviato per il 36enne catanese Antonino Guardo, condannato a 6 anni e 4 mesi, 6 anni e 8 mesi per il 22enne Giuseppe Piterà.
La presunta banda di rapinatori – secondo le indagini condotte dai Carabinieri – si sarebbe introdotta nella villa per poi immobilizzare la coppia con delle fascette in plastica. Mostrando delle armi per rendere esplicite le loro minacce, riuscirono ad ottennere informazioni su denaro e preziosi in casa e dove fossero custoditi. I ladri portarono via anche una cassaforte, poi rinvenuta insieme a passamontagna e guanti. Dagli esami sugli oggetti rinvenuti, venne individuato il Dna di uno degli uomini adesso coinvolti nel procedimento giudiziario.




Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, scatta il sequestro: sono sei gli indagati

La Guardia di Finanza di Siracusa hanno eseguito un decreto di sequestro nei confronti di sei persone, indagate per bancarotta fraudolenta ed autoriciclaggio. Sequestrate due auto di lusso, gioielli ed ingenti somme di denaro in contanti e sui conti correnti degli indagati. Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Siracusa.
Le investigazioni, dirette dalla Procura di Siracusa e condotte dalle Fiamme Gialle di Augusta, hanno fatto emergere come un imprenditore di origini genovesi, rappresentante legale di una società attiva nella zona industriale megarese, avesse distratto circa 650.000 euro dai conti correnti societari ed alcune autovetture aziendali. Questo, spiegano gli investigatori, nonostante avesse presentato una richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Siracusa e non avesse più pagato i dipendenti.
Le indagini hanno permesso di ricostruire ulteriori episodi distrattivi da parte dell’imprenditore, di una sua conoscente e di alcuni loro parenti, a cui sono state corrisposte somme di denaro per circa 130.000 euro a titolo di stipendio da parte della società. Ma per gli investigatori non avrebbero mai prestato alcuna attività lavorativa presso l’azienda. “Sono state inoltre accertate operazioni di autoriciclaggio dei proventi della bancarotta per oltre 100.000 euro, che sono stati utilizzati per costituire nuove società riferibili all’imprenditore”, spiegano dalla Gdf di Siracusa.




Donatella Finocchiaro al Teatro Massimo, attuale e diretta con “Taddrarite”

Martedì 16 gennaio alle 21 e mercoledì 17 alle 17-30, al Teatro Massimo di Siracusa, Donatella Finocchiaro
è protagonista di Taddrarite, pièce scritta e diretta da Luana Rondinelli. “Sono orgogliosa di far parte di questo spettacolo la cui tematica è, purtroppo, sempre più attuale. È importante parlare di violenza di genere e farlo come ci riesce Luana, alternando momenti di leggerezza e di dramma, è davvero un grande merito. Taddrarite è un ‘orologio’: questo spettacolo ha un ritmo incredibile che cattura il pubblico che lo apprezza sin dalla prima messinscena. Per me è davvero un grande onore esserci”, anticipa proprio la Finocchiaro. In scena è Franca, una delle tre sorelle protagoniste di Taddrarite (pipistrelli in dialetto marsalese) insieme con Luana Rondinelli – che ne è anche autrice e regista – e Giovanna Mangiù.
Dopo il grande successo della scorsa stagione, lo spettacolo prodotto dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, arriva anche al Teatro Massimo di Siracusa. Vincitore del premio come miglior spettacolo e miglior drammaturgia al Roma Fringe Festival, il testo pone l’accento su una tematica delicata e quanto mai attuale con lo scopo di scuotere le coscienze attraverso il teatro. Tre sorelle – Franca (Donatella Finocchiaro), Rosa (Luana Rondinelli) e Maria (Giovanna Mangiù) – vegliano, come nelle vecchie tradizioni siciliane, il marito morto della sorella minore. Le tre donne che, come pipistrelli, hanno sempre vissuto nell’oscurità violenze e sopraffazioni domestiche, in una notte di lutto trovano la via per manifestarsi.
Grottesca e ilare è la visione drammatica della vita di queste donne: si ride e si sorride, e si ha il coraggio di affrontare con sarcasmo le violenze che non avevano mai osato confessare. Passata la notte, l’anima del defunto, secondo tradizione, ha lasciato la casa e il silenzio che avvolge le sorelle è ora intessuto di forza, di voglia di combattere perché ogni donna non dovrà nascondersi e nascondere più.
“Una storia ‘focosa’, crudele, come la mia terra – spiega l’autrice Luana Rondinelli – . Una storia vera di donne succubi, schiave, ‘sciroccate’, prese alla gola dalla morsa del destino che le accomuna, dai segreti stretti in grembo, dalle lingue morse pur di non parlare ed evitare la vergogna per rendersi coraggiose e sopportare le violenze subite dai mariti. Ho scelto la via dell’istinto, dell’ironia, dei sorrisi amari pur di non farle cadere sconfitte; la via delle parole sussurrate, senza prepotenza e con l’ingenuità e la tristezza che mi accomuna alla vita di ‘sti fimmine'”.