Investe donna sulle strisce pedonali e fugge, caccia al pirata della strada

E’ caccia al pirata della strada che questa mattina ha investito una donna, facendo poi perdere le sue tracce. L’incidente è avvenuto in via don Luigi Sturzo, a Siracusa. La vittima stava attraversando sulle strisce pedonali quando è sopraggiunta la vettura. Centrata, è rimasta sull’asfalto con entrambe le gambe fratturate. Sono stati alcuni passanti a chiamare i soccorsi. La donna è stata condotta in ospedale in ambulanza. Sul posto anche la Municipale per i tutti i rilievi del caso.
Alcuni testimoni hanno indicato agli investigatori (con marca e modello) una vettura grigia, vista scappare dopo l’incidente. Forniti alcuni numeri della targa. Chiunque avesse altre informazioni utili, può contattare la Polizia Municipale di Siracusa. Intanto, vengono visionati i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area in modo da individuare l’utilitaria grigia che non si è fermata per prestare soccorso, dopo l’incidente.




Sanità, altra grana: mancano medici per l’Utin di Siracusa, “trasferire gestanti a rischio”

Un nuovo grattacapo per l’Asp di Siracusa. Dopo la chiusura temporanea del Punto Nascita dell’ospedale di Avola, rientrata in 24 ore grazie ad una rimodulazione dei turni dei medici disponibili, adesso tocca alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Umberto I di Siracusa.
In servizio sono rimasti solo cinque medici neonatologi, gli altri sono in malattia o congedo familiare. Una circostanza che prima d’ora mai si era presentata in queste proporzioni, se non in epoca covid. Con questi numeri, non è possibile da oggi “proseguire l’assistenza in Utin per i neonati prematuri e non gravi nonchè i parti a termine a rischio o programmati”. Le gestanti a rischio dovranno essere trasferite in altre strutture. La chiusura riguarderebbe anche l’ambulatorio a cui tutta la provincia si rivolge, ad esempio, per le ecografie neonatali in convenzione (circa cento al mese). Il centro nascita di Siracusa è l’unico in provincia di II Livello.
La comunicazione (con data odierna e numero di protocollo) è stata inviata alla Direzione Medica. E rischia di generare nuovo allarme sull’assistenza sanitaria in provincia di Siracusa, specie nel delicato settore delle nascite. Al momento, l’assistenza è garantita per le emergenze-urgenze.
L’unità di terapia intensiva neonatale (Utin) è un reparto che garantisce cure di tipo intensivo e sub-intensivo a pazienti pediatrici in condizioni critiche, di norma con età inferiore ai 30 giorni, che successivamente alla nascita presentano complicanze di tipo congenito, parto pretermine o gravi patologie che ne costituiscono pericolo per la vita. Vista l’alta specializzazione e complessità, una Utin viene collocata in strutture ospedaliere dove sono presenti unità di ostetricia-ginecologia e di neonatologia e alte specializzazioni come ad esempio chirurgia, cardiologia, radiologia, centro emotrasfusionale, anatomia patologica, terapia intensiva/rianimazione.

foto archivio




Sanità siracusana e suoi problemi, la Cisl: “Disabili gravissimi, servono più infermieri”

“Dovere garantire l’assistenza ai disabili gravissimi nel Distretto di Noto senza la possibilità di reclutamento di ulteriore personale infermieristico non solo è insostenibile, ma rischia di fare implodere, a breve, anche il sistema del presidio ospedaliero Avola – Noto”. La nefasta previsione porta la firma del segretario provinciale della Fp Cisl Daniele Passanisi e viene condivisa dal segretario territoriale Mauro Bonarrigo. Il sindacato ha chiesto l’intervento dell’assessore regionale della Salute, segnalando la necessità immediata di autorizzare l’Asp di Siracusa al reclutamento del personale infermieristico attingendo dalla graduatoria degli incarichi a tempo determinato.
Passanisi e Bonarrigo segnalano la grave criticità nel funzionamento del modello organizzativo che procura una forte esposizione sia degli operatori interessati (“per il temporaneo trasferimento dal nosocomio al territorio”), quanto degli assistiti (“il cui ambito familiare reclama squadre fisse di personale infermieristico per questo servizio domiciliare”). Parole che sembrano richiamare il caso di Fabrizio D’Amico e la battaglia mediatica condotta dalla figlia Giorgia (clicca qui), a cui ha replicato l’Asp (clicca).
Secondo il sindacato, sono una ventina gli infermieri “presi dalle corsie e dai servizi ospedalieri di Avola e Noto con la mobilità d’urgenza” ed impiegati per l’assistenza. Una procedura che – rileva la Fp Cisl – “sta provocando scompensi in organico e carenze sotto il profilo assistenziale continuativo”. La particolarità della tipologia di servizio h24 al domicilio dell’assistito equivale – per i due sindacalisti – “all’apertura di un nuovo reparto per ognuno di loro”. Con intuibili effetti sui servizi ospedalieri “privati” di personale infermieristico. Alla direzione del presidio di Avola erano state chieste specifiche garanzie. “Avevamo richiesto pubblicità e trasparenza rispetto alla graduatoria utilizzata per gli spostamenti degli infermieri e sul mantenimento di personale infermieristico in sovrannumero in un singolo reparto dello stesso ospedale, nonostante le forti criticità registrate ovunque. Situazioni oscure sulle quali, stranamente, la Direzione Medica ha alzato un muro di gomma, atteggiamento che provoca l’esacerbazione degli animi dei lavoratori ed inasprisce, inevitabilmente, le relazioni sindacali. Abbiamo atteso speranzosi che il grido delle famiglie dei disabili gravissimi e dei lavoratori coinvolti in un tale meccanismo venisse raccolto dalla politica ma ad oggi vediamo messa a repentaglio l’efficienza e l’efficacia dei servizi sanitari”, chiosano Passanisi e Bonarrigo.




Porto di Siracusa, la banchina 2 manca all’appello. Il tema: aderire all’Autorità Portuale

Dopo l’incidente in porto Grande di sabato scorso, c’è forte la necessità di porre una domanda: perchè la banchina destinata alle navi di grosse dimensioni (la numero 2) non è ancora entrata in servizio? Il percorso di riqualificazione del porto siracusano iniziò nel 2006 ma solo una decina d’anni dopo – e varie traversie – ha visto la luce “operativa”. Tranne la banchina di testa, la più grande e meglio attrezzata per accogliere anche contemporaneamente anche più grandi navi.
Nelle settimane scorse sono stati effettuati dei rilievi tecnici subacquei che hanno escluso problemi nella struttura. Il pescaggio, però, non è ancora quello richiesto. Bisogna dragare i fondali, spostare il materiale di risulta diversi metri al largo e mettere in funzione finalmente quel pezzo di porto Grande. In un’area Sin come il porto Grande, burocraticamente non è la più facile delle operazioni. Semmai il problema principale è quello delle competenze: chi deve fare cosa? E qui il problema diventa politico, come ha sottolineato in Consiglio comunale il capogruppo Pd Massimo Milazzo.
“Il problema . spiega – risiede nel fatto che oggi il gettito delle tasse di ancoraggio e delle tasse portuali pagate dalle navi che fanno scalo a Santa Panagia e nel porto Grande finisce nelle casse della Regione Siciliana (il 50% della tassa di ancoraggio) e nelle casse dello Stato (il 50% della tassa di ancoraggio ed il 100% della tassa portuale); mentre se Siracusa aderisse all’Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Orientale, il gettito di queste tasse (superiore a 10 milioni di euro all’anno) rimarrebbe per intero alla medesima autorità con la possibilità di reinvestirlo in infrastrutture portuali”. Ad oggi, i porti del capoluogo non rientrano nell’area di azione dell’Autorità Portuale di Augusta, Catania e Pozzallo che gestisce investimenti e politiche di crescita di quegli scali. Ci fu un tentativo negli anni scorsi, con l’ex deputato Paolo Ficara (M5S). Il no secco del presidente della Regione – era Musumeci – stoppò però il tutto. Il parere della Regione è vincolante in materia. E Palermo non vuole rinunciare a quegli introiti che il porto rifugio e il porto Grande forniscono ogni anno.
“Il paradosso – prosegue Milazzo – è che con il gettito delle tasse di un solo anno, Siracusa potrebbe vedere realizzate opere che aspetta da tempo quali: il dragaggio dei fondali avanti la banchina numero 2, l’elettrificazione di tutte le banchine, la costruzione di una moderna stazione marittima con un terminal accogliente e funzionale dove dare ospitalità ai passeggeri interessati alle operazioni di imbarco e sbarco.
Il problema politico del rapporto con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale nasce anche dalla considerazione che l’Autorità comprende già i porti di Augusta (ove ha sede), di Catania e di Pozzallo e quindi stringe come in una tenaglia Siracusa: tenaglia in cui il rapporto di forza economica è impari e che rischia di pregiudicare lo sviluppo del porto grande a vantaggio esclusivo dei porti di Catania e di Pozzallo, i quali riceveranno, secondo quanto di recente dichiarato dalla stessa Autorità di Sistema Portuale, importanti investimenti al fine di potenziarli come scali crocieristici.
Per il Pd siracusano, il Comune di Siracusa deve “superare vecchie e anacronistiche logiche campanilistiche” e gestire con intelligenza e con autorevolezza l’ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale per “scongiurare il rischio di decisioni calate dall’alto”.
Il vicesindaco di Siracusa, Edy Bandiera, apre alla proposta e si dice favorevole all’ingresso dei porti del capoluogo nel perimetro dell’AdSp della Sicilia Orientale. L’ex sindaco Giancarlo Garozzo (Italia Viva), che inaugurò le prime banchine del porto riqualificato, mette però in guardia: “Siracusa deve essere protagonista e l’eventuale ingresso nell’Autorità Portuale deve coincidere con una presenza competente e autorevole nel cda. Altrimenti, si passerebbe semplicemente da un vassallaggio verso la Regione ad un vassallaggio verso l’Autorità Portuale”.
Tocca al Consiglio comunale avviare l’iter, magari con il coinvolgimento della deputazione regionale e nazionale. Anche il sindaco, su mandato pieno del civico consesso, potrebbe aprire canali di dialogo con la Regione per preparare il terreno a quello che appare oggi scelta di buon senso e prospettiva.




L’approdo diportistico colpito e affondato, Cna: “Grave impatto sul turismo nautico”

Il grido di allarme giunge da alcuni operatori turistici e nautici che fanno base al Marina Yachting, struttura gravemente danneggiata dall’incidente causato dallo scarrocciamento della nave da crociera Msc Sinfonia che aveva rotto gli ormeggi.
“La conta dei danni, a pochi giorni dall’accaduto, è impietosa e in ogni caso sarà difficile immaginare un completo ripristino del servizio già per questa stagione. A prescindere dalle eventuali responsabilità e dagli aspetti risarcitori – dichiara Gianpaolo Miceli, segretario provinciale della CNA – occorre iniziare a valutare l’impatto che la vicenda avrà sul comparto turistico locale, legato alla nautica”. E questo per “prevedere misure organizzative di supporto agli operatori coinvolti. È essenziale riconoscere il ruolo economico strategico di una marina dove ogni anno approdano più di duemila barche in visita a Siracusa e dove fanno base diverse attività di servizi nautici tra charter ed esperienze turistiche, senza contare l’indotto generato dalla manutenzione e dagli approvvigionamenti che coinvolge decine di artigiani e commercianti di tutta la provincia”.
Cna esprime solidarietà all’approdo siracusano e agli operatori coinvolti e auspica una sinergia tra istituzioni e imprese per prevedere soluzioni che, seppur in via temporanea, possano venire in aiuto a quei soggetti che durante la prossima stagione non avranno un punto di imbarco per la loro attività.




Scippa anziano del borsello con la pensione, denunciato 42enne di Rosolini

Un pregiudicato di 42 anni è stato denunciato a Rosolini dai Carabinieri. E’ gravemente indiziato di aver scippato un 73enne. La vittima aveva appena ritirato la sua pensione all’ufficio postale, quando è stato affiancato da un uomo che gli ha strappato dalle mani il borsello contenente il contante.
A seguito della denuncia, sono scattate le indagini e attraverso le analisi delle telecamere e gli ulteriori riscontri investigativi emersi, si è arrivati all’identificazione del 42enne.
Per prevenire gli scippi, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa organizza anche quest’anno diversi incontri in tutta la provincia, in particolare con gli anziani. Si tratta di momenti finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei reati ai danni delle persone avanti con gli anni.




Isab Priolo, incontro Schifani-Urso su depurazione e investimenti per gestione impianti

Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato oggi a Roma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Al centro del colloquio – spiega una nota stampa – “i dossier relativi allo sviluppo produttivo della Regione, con un aggiornamento sulla procedura del rilancio del polo di Termini Imerese, che si prevede possa concludersi entro il mese, e sull’Isab di Priolo”.
In relazione a quest’ultimo, Urso e Schifani hanno avuto un confronto sulla conclusione dell’iter degli interventi sugli impianti di depurazione e sulla garanzia al 90% su 320 milioni di euro già deliberata da Sace per gli investimenti relativi alla gestione degli impianti, adesso in attesa dell’approvazione da parte del Mef, avvenuta alla luce della dichiarazione di interesse strategico nazionale degli stabilimenti.
Nell’incontro sono stati inoltre affrontati i temi dell’approvvigionamento energetico dell’Isola, della destagionalizzazione del turismo, delle infrastrutture logistiche e dell’attrazione di investimenti esteri, anche in riferimento allo sviluppo del polo di tecnologia green e digitale dell’Etna Valley.




Droga, sequestrate dosi di cocaina e crack dalla Polizia

Come ogni giorno, nella quotidiana azione di contrasto al consumo di droga, la Polizia di Stato si è soffermata su via Santi Amato. Nella nota piazza di spaccio, agenti del Commissariato Ortigia hanno rinvenuto e sequestrato 22 dosi di cocaina e 13 di crack. Erano pronte per essere cedute ad assuntori della zona da parte di pusher che hanno preferito tagliare la corda alla vista delle divise. Il sequestro garantisce che, anche oggi, delle dosi di droga siano state tolte dal mercato. Un mercato che a Siracusa è purtroppo fiorente, con una richiesta sempre elevata. Le sostanze stupefacenti erano nascoste in un contenitore di plastica occultato in un’aiuola.




Industria, ok del Mimit all’accordo con Sonatrach: 23mln per migliorare tutela ambiente

Autorizzato dal Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) un accordo di sviluppo proposto da Sonatrach Raffineria Italiana. Per lo stabilimento di Augusta è pronto un programma di investimenti per oltre 70 milioni di euro, per tutela ambientale. L’accordo, in particolare, prevede l’elettrificazione di alcune utenze alimentate a gas e vapore per assicurare migliore efficienza energetica dei processi produttivi, con riduzione delle emissioni in atmosfera. Progettato anche un più razionale riciclo delle acque. Secondo i numeri presentati da Sonatrach, si ridurrebbero le emissioni di Co2 di circa 25mila tonnellate all’anno, oltre a risparmiare 2,5/3 milioni di metri cubi di acqua all’anno.
Il Ministero ha valutato positivamente l’accordo, disponendo oltre 23,2 milioni di euro di agevolazioni a valere sul ‘Fondo sviluppo e coesione 2021-2027’. Invitalia gestirà l’accordo, per conto del Ministero.




Scontro su Pediatria: Avola più “tutelata” di Siracusa e Lentini? L’accusa di Rotondo

Sul punto nascita dell’ospedale di Avola è subito polemica. Dopo mesi di fioretto e politically correct, accendono adesso la miccia le parole dell’ex primario di Pediatria dell’Umberto I di Siracusa – ed ex senatore – Antonio Rotondo. Sui social punta l’indice sulla dirigenza dell’Asp e adombra con un interrogativo l’esistenza di quelli che definisce “interessi elettorali di politici avolesi”. Una frase che suona ai più come una chiamata in causa di Luca e Rossana Cannata. Il primo è parlamentare nazionale di FdI ed è stato per due mandati sindaco di Avola, ruolo adesso rivestito dalla sorella che in precedenza era deputata regionale. Entrambi inaugurarono, con il direttore generale dell’Asp Salvatore Lucio Ficarra, il punto nascita dell’ospedale riunito Avola-Noto, alcuni anni addietro.
In attesa di eventuali repliche, Rotondo si dice allarmato circa i “rischi sanitari” che le scelte degli ultimi anni potrebbero comportare a cascata sugli altri ospedali della provincia, Siracusa e Lentini su tutti. Il motivo lo spiega lo stesso ex primario, partendo dai fatti degli ultimi giorni. La dirigenza dell’Asp, ricorderete, aveva disposto la sospensione temporanea di Ostetricia ad Avola per mancanza di medici. Solo che, appena 24 ore dopo, il provvedimento è stato annullato perchè la direzione aziendale è riuscita a “rimodulare i turni”. Una buona notizia che però ha anche del sorprendente, considerando la cronica e lamentata carenza di medici ospedalieri. Ma secondo quanto denuncia Antonio Rotondo, il risultato non è frutto della disponibilità di pediatri per il reparto di Avola. L’Asp – nel racconto dell’ex senatore – “ha deciso di sguarnire la UOC di Pediatria degli ospedali di Siracusa e Lentini e la UOC di Neonatologia di Siracusa, reparti di già in grossissima difficoltà per carenza di personale, imponendo ad alcuni professionisti di coprire anche i turni di servizio vacanti ad Avola. Tutto questo in barba non solo a quanto previsto dal contratto collettivo di lavoro ma, principalmente, anche allo stress e la stanchezza che si accumula quando non si può godere dei dovuti riposi!”.
La denuncia pubblica non si ferma qui. “Cosa c’è dietro questa operazione? Perché non si è voluto tenere momentaneamente chiuso il punto nascita di Avola che non dovrebbe comunque determinare gravi disagi grazie alla vicinanza dell’ospedale di Siracusa? Perché la dirigenza dell’Asp ha fatto questa scelta scellerata?”, si domanda Rotondo. “Ci sono mortificanti interessi elettorali di politici avolesi che, anziché cercare soluzioni alla grave carenza di pediatri e fregandosene dei rischi sanitari che corrono i cittadini dell’intera provincia, puntano soltanto a vantarsi della loro capacità di influenza?”, l’ultimo pesantissimo interrogativo che non mancherà di causare (legittime) reazioni. In attesa delle eventuali repliche e risposte, un altro momento caldo investe il reparto del Di Maria di Avola già al centro di una polemica mediatica, un sopralluogo e diverse interrogazioni in commissione sanità Ars nelle settimane scorse.