Melilli, quanto è difficile trovare un pediatra. Carta scrive alla Regione e chiama l’Asp

La carenza di pediatri a Melilli diventa un problema. Una criticità che pesa sulle famiglie, costrette sempre più spesso a rivolgersi a professionisti privati nei comuni vicini tra disagi logistici, liste d’attesa e costi aggiuntivi non sempre sostenibili.
Per questo l’On. Giuseppe Carta ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore regionale alla Salute, denunciando una situazione che definisce “non più tollerabile” e chiedendo interventi immediati.
“Le famiglie di Melilli hanno diritto a un servizio sanitario adeguato, efficiente e facilmente accessibile, soprattutto quando riguarda la salute dei bambini”, afferma Carta che ha deciso di intervenire anche nella sua veste di sindaco di Melilli, scrivendo direttamente alla commissaria straordinaria dell’Asp di Siracusa, Chiara Serpieri.
Nella nota, sottolinea l’urgenza di convocare un tavolo di confronto, sollecitando soluzioni rapide e condivise per ripristinare un presidio pediatrico minimo nel territorio. L’interrogazione parlamentare mette in evidenza come la carenza di pediatri a Melilli sia un problema “che perdura ormai da anni”, con effetti diretti sulla tutela della salute dei minori.
A rendere la situazione ancora più critica è il recente pensionamento di alcuni dei pediatri storicamente attivi nella zona, circostanza che rischia di lasciare intere aree senza alcuna copertura sanitaria dedicata ai bambini.
Secondo quanto evidenziato da Carta, oggi in tutto il territorio ibleo quasi nessun pediatra risulta disponibile, con conseguenze potenzialmente gravi sulla continuità assistenziale e sulla gestione delle emergenze pediatriche.
“La salute dei più piccoli – ribadisce – non può essere sacrificata sull’altare delle carenze organizzative. È dovere delle istituzioni ristabilire un equilibrio e garantire pari diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dal comune in cui vivono”.




Libero Consorzio, scricchiolii in maggioranza? Il presidente: “Con Carta e Auteri c’è collaborazione”

Quando Michelangelo Giansiracusa venne eletto presidente del Libero Consorzio di Siracusa, tra i primi a congratularsi figurarono Carlo Auteri e Giuseppe Carta. I due deputati regionali, della Dc il primo di Grande Sicilia il secondo, sono importanti pilastri nel progetto di “Comuni al Centro”, ovvero quella lista trasversale che aveva portato il sindaco di Ferla alla vittoria elettorale. Ecco allora perchè ha destato sorpresa che, nelle ultime ore, siano stati proprio Auteri e Carta i più attivi nel criticare il Libero Consorzio.
“Non ritengo di aver ricevuto un attacco politico, semmai una sollecitazione da parte di alcuni autorevoli esponenti di questo territorio”, taglia corto Giansiracusa. Stoppa così sul nascere le voci di possibili scricchiolii nella sua maggioranza.
“I rapporti con Carta ed Auteri sono incentrati sulla massima collaborazione istituzionale e questo lo vorrei sottolineare. Ho una maggiore vicinanza con l’onorevole Carta, per via di un rapporto politico avviato già da tempo. Una condivisione politica che è diventata anche amicizia. Qualcosa di simile, anche se lo conosco da meno tempo, vale per Auteri. Gli scricchiolii sono frutto di letture esterne che ritengo superficiali. C’è pluralità di posizioni all’interno della coalizione e questo è sinonimo di pluralismo”. Davvero non è preoccupato per la improvvisa tensione degli alleati? “Ma non sta succedendo nulla. Una dinamica di relazioni istituzionali, politiche, di sensibilità, di caratteri. Ci sta tutta”, replica Michelangelo Giansiracusa.
Come leggere allora queste sollecitazioni? “L’onorevole Auteri e l’onorevole Carta hanno rappresentato, con i loro comunicati, delle vicende importanti. Ma sono storie che hanno delle radici molto antiche. La SS 114 nel tratto Punta Cugno è chiusa dal 2021. Ci sono sicuramente dei ritardi complessivi da parte della burocrazia e che stiamo cercando di risolvere. Che Auteri o Carta facciano pressing, è legittimo. Però diciamo anche una cosa chiara: se questa strada, che è stata chiusa per quattro anni, da qui a sei-otto mesi riusciamo a riaprirla, sarà un risultato del sistema istituzionale tutto”.
Sul tappeto anche la gestione di Siracusa Risorse. “Auteri ha chiesto la testa dell’amministratore. Rispetto a delle osservazioni, a delle censure che il collegio sindacale ha rappresentato, abbiamo già avviato un’istruttoria per comprendere se questi assunti abbiano un fondamento. Non dimentichiamo mai che, nonostante il governo del Libero Consorzio sia un governo monocratico, ci sono comunque delle regole che vanno rispettate. Ad esempio, anche per la revoca ci sono degli atti di indirizzo che devono essere votati del Consiglio”, dice.
Quanto alla gestione della riserva Ciane-Saline, fortemente criticata dall’onorevole Giuseppe Carta, si tratta di una delle vicende più spinose per il Libero Consorzio. “Io però aut-aut non ne accetto. Non mi piace culturalmente l’atteggiamento di chi in questa città, e mi riferisco al Comitato Parchi, si sente depositario di una verità. A me questa cosa mi smonta, è un approccio che non mi piace. Un depositario della verità e gli altri tutti responsabili. Non funziona così”, si sfoga Michelangelo Giansiracusa. “Sono presidente da sei mesi. La vicenda Ciane e Saline è stata subito al centro della mia azione, perchè la riserva è un bene straordinario che va tutelato, va difeso, va rigenerato”.
Ma se c’è una cosa che il presidente del Libero Consorzio non vuol accettare è “la messa in mora e l’accusa di silenzio istituzionale. Non lo accetto, perché non c’è stato silenzio istituzionale. E poi, aggiungo, siccome ho grande rispetto e ci sono delle indagini in corso, se sono state denunciate delle illegittimità o addirittura dei comportamenti che possono essere perseguibili, non sono certo io a doverne dare comunicazione e men che meno il responsabile”.
Il primo dicembre, intanto, confermato il tavolo tecnico sulla riserva. Convocazione probabilmente nel pomeriggio, aperta di certo a tutti i portatori di interesse.




Borgata, il sindaco rompe gli indugi: “Due mosse per dare scacco al degrado”

Sta prendendo forma in queste settimane un vero e proprio piano per tirare fuori la Borgata dallo stato di marginalità in cui è precipitata. Risse, spaccio, episodi di bivacco e degrado, fuochi d’artificio, illuminazione pubblica ai minimi: sono tutti fattori che hanno reso lo storico rione un luogo percepito come poco sicuro, dagli stessi residenti. Se ne è parlato in Consiglio comunale e poi anche con un focus in Prefettura, con il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Il piano predisposto da Palazzo Vermexio prevede due azioni. La prima riguarda la ormai prossima pubblicazione di un’ordinanza per vietare la vendita di alcolici a partire da una certa ora. Misura che dovrebbe soprattutto “colpire” i minimarket che restano aperti per 24 ore e gli shop automatici. Meno alcol, meno problemi è il pensiero alla base dell’ordinanza che, così, certifica l’esistenza di un problema denunciato da tempo dai residenti in Borgata: il comportamento di quella parte di comunità straniera non integrata e, magari, anche senza permesso di soggiorno. “Questi soggetti vengono presi, arrestati, gli danno il foglio di via e il giorno dopo sono di nuovo nelle nostre strade. Questi stessi soggetti sono poi autori di risse, molestie e un clima contro il quale noi, insieme alla Prefettura, stiamo lavorando”, dice senza filtri il sindaco di Siracusa Francesco Italia. “Al di là dell’ottimo lavoro della Prefettura e delle Forze dell’ordine, chi vive in Borgata sa che la Questura manda pattuglie quasi tutte le sere. Il problema è che questa gente, anche quando viene acciuffata, poi viene rimessa nuovamente in libertà a termini di legge. Io qui ho un’idea molto chiara e precisa di quello che andrebbe fatto, ma lo deve fare il governo nazionale. Quello che possiamo fare noi – prosegue Italia – è mettere in campo azioni di deterrenza contro il degrado”. Quindi l’ordinanza no alcol che vedrà la luce nei prossimi giorni, dopo una lunga genesi.
La seconda azione, successiva, è la creazione di un regolamento comunale che preveda misure di sgravio per investimenti commerciali in Borgata. “Una misura con cui vogliamo accompagnare la riqualificazione urbanistica in atto. Quindi una riqualificazione commerciale attraverso sgravi fiscali per rendere attrattiva la Borgata. Penso a sgravi sull’Imu, sul suolo pubblico o comunque su quei tributi di competenza comunale in caso di nuova apertura”. Un piccolo e rivisitato piano Urban, per ripetere in Borgata il miracolo Ortigia degli anni 90. Ambizioso.
In mezzo a queste due azioni, il miglioramento del servizio di illuminazione pubblica. Il relamping ha fatto piombare la Borgata nell’oscurità. Quando, la sera, si spengono vetrine ed insegne dei negozi, è notte fonda. “Tra la fine di quest’anno e la prima parte del 2026 daremo il via ad un piano di infittimento dei corpi illuminanti”, conferma il sindaco che già nei mesi scorsi aveva bocciato il risultato del nuovo sistema per come attuato a Siracusa.




Ikaria Alata, l’opera di Mitoraj sta per lasciare l’area del Maniace e Siracusa

Ikaria Alata, l’imponente statua di Mitoraj, sta per lasciare Siracusa. Esposta nella ex piazza d’armi del Maniace dallo scorso marzo, l’opera lunedì 24 novembre verrà smontata e trasporta via con un tir ribassato. Torna nella disponibilità dell’Atelier Mirtoraj, al termine di una lunga esposizione siracusana resa possibile grazie ad un accordo tra la Fondazione Mitoraj, Comune di Siracusa, Demanio e Parco Archeologico di Siracusa. Proprio all’interno dell’area archeologica della Neapolis, sono state esposte sino a pochi giorni addietro trenta opere monumentali dell’artista di origine polacca. Nell’ambito della mostra “Mitoraj. Lo Sguardo, Humanitas, Physis” ha preso corpo anche l’installazione artistica di Ikaria Alata nell’area del Maniace. Si era anche accarezzata l’idea di render permanente quell’ulteriore segno d’arte nella ex piazza d’Armi. Alla fine, però, nulla di fatto.




Giornata dei diritti dell’infanzia, marcia a Siracusa. La riflessione: “Diamo ascolto alla loro voce”

Una marcia allegra e colorata ha attraversato questa mattina le vie del centro di Siracusa, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Centinaia di studenti, insegnanti, associazioni e famiglie hanno dato vita a un corteo che ha voluto ricordare quanto sia fondamentale garantire tutele, ascolto e opportunità ai più piccoli. Un momento di festa, grazie alla presenza di mascotte e personaggi amati dai bambini. Ma anche di ncessaria riflessione.
Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico, lancia un allarme tutt’altro che simbolico. Siracusa è una città che sta rapidamente perdendo i suoi bambini. “Senza quasi rendercene conto – spiega – ci stiamo abituando a una realtà in cui ci sono sempre meno piccoli. Ogni anno scompare una classe di prima elementare e non vediamo più bambini giocare nelle piazze o nei cortili. Anche nel 2025 batteremo un nuovo record negativo di nuovi nati”.
Una trasformazione demografica che, secondo Sorbello, ha conseguenze profonde anche sugli adulti. “Viene meno quel naturale senso di cura verso i più indifesi, che nasceva proprio dallo stare a contatto con loro, con le loro fragilità”.
Tra le priorità indicate dall’Osservatorio Civico ecco quindi la necessità di nominare un nuovo Difensore dei Diritti dei bambini, figura istituita dal Consiglio comunale nel 2010 ma oggi vacante. “Una presenza fondamentale – ricorda Sorbello – per vigilare, accompagnare e far crescere la cultura dei diritti dell’infanzia”. Un invito esteso anche all’Asp, affinché presti “sempre maggiore attenzione ai più piccoli”, come sottolineato dalla neuropsichiatra infantile Carmela Tata, segretaria regionale della Sinpia.
Tra i diritti ribaditi in questa giornata c’è quello dell’ascolto, sancito dall’articolo 12 della Convenzione ONU. Come ricorda la docente dell’Università di Parma Francesca Maci, “l’ascolto autentico è quello che dà potere alla voce dei ragazzi e la trasforma in parte viva dei processi decisionali. Altrimenti è retorica”.
Il contributo dei minori non sostituisce la responsabilità degli adulti, ma la rende più consapevole “Chi decide – afferma – deve ricordare che la vita su cui incidono le scelte non è la sua, ma quella del ragazzo o della ragazza”.
Il combinarsi di crisi demografica, mancanza di figure di tutela e scarsa centralità delle politiche per l’infanzia disegna un quadro che allarma gli osservatori. “È importante – conclude Sorbello – ricordarci dei diritti dei bambini. Da loro dipende il futuro della nostra società”.

foto di Michele Pantano




In Commissione Bilancio gli emendamenti Nicita (Pd): “Ponte, restituire fondi Fsc alla Sicilia”

Nella lista dei 70 emendamenti che il Partito Democratico ha “segnalato” alla Commissione Bilancio — ovvero richiesto come prioritari nell’analisi parlamentare — figura un pacchetto di proposte firmate dal senatore siracusano Antonio Nicita, molte delle quali elaborate in coordinamento con il deputato Filippo Scerra (M5S).
Tra quelli più rilevanti c’è la richiesta di definanziare oltre 5 miliardi di fondi FSC attualmente vincolati al progetto del Ponte sullo Stretto. Dopo lo stop della Corte dei Conti, sostengono i proponenti, “non ha alcun senso immobilizzare risorse enormi se l’opera viene rinviata per anni”. Nicita e Scerra hanno chiesto la “restituzione” delle somme per quelle opere già autorizzate e urgenti in Sicilia e Calabria.
Altro emendamento “segnalato” mira a garantire 700 milioni di euro per finanziare la prossima tratta dell’autostrada Siracusa-Gela, infrastruttura considerata strategica per collegamenti, sviluppo economico e sicurezza.
E ancora, pacchetto insularità con un fondo dedicato e sgravi fiscali; un maxiemendamento sul tema degli svantaggi strutturali legati all’insularità (il fondo per la continuità territoriale, il Fondi Insularità, sperimentazione di sconti fiscali per i lavoratori che rientrano in Sicilia, non solo dall’estero, ma anche da altre regioni).
La questione degli “emendamenti segnalati” non ha, per ora, riguardato in Commissione due macro-temi sui quali si aprirà una sessione distinta di confronto con il Governo: le questioni degli enti locali e quelli legati al sisma (qui il Sen. Nicita ha presentato vari emendamenti per rinnovo sismabonus, tema sisma ’90, un tavolo tecnico ricognitivo per il Belice, la proroga dei bonus per il terremoto di Catania del 2018). Nicita inoltre conferma l’impegno per il sostegno il Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights.




Blitz della Polizia Provinciale di Siracusa contro la pesca illegale nei pontili industriali

Nelle prime ore del mattino, operazione dalla Polizia Provinciale di Siracusa nell’area industriale di Punta Cugno, zona in cui la pesca è tassativamente vietata per la presenza di impianti produttivi, attività portuali e costante movimento di mezzi pesanti.
A entrare in azione dieci agenti, supportati da quattro autovetture – due civette e due con i colori d’istituto – schierati per un appostamento mirato. Dopo la verifica dei veicoli presenti nello spiazzale e il controllo degli accessi, il personale ha fatto ingresso in uno stabilimento dismesso, usato come varco abusivo da chi tenta di raggiungere il pontile industriale.
La perlustrazione ha permesso di sorprendere sedici persone mentre pescavano sul pontile, in un tratto di costa interamente ricadente in area industriale e portuale. Cartelli di divieto ben visibili e una realtà tutt’altro che naturale, segnata da attività umane continue, rendono la pesca non solo illegale ma anche potenzialmente pericolosa.
Il pescato, ancora vivo, è stato subito liberato in mare, nel rispetto delle procedure di tutela della fauna acquatica.




Scaricavano rifiuti a Siracusa, tre denunciati e un camion sotto sequestro

Tre persone, colte mentre scaricavano rifiuti in maniera illecita, sono state denunciate e multate al termine di due diversi interventi della Polizia municipale. Nel primo caso, una pattuglia, impegnata nei controlli in zona Fanusa, ha colto in flagrante due uomini non residenti a Siracusa mentre abbandonavano rifiuti all’interno di un terreno dove erano giunti a bordo di un camion. Intervenuti immediatamente, i vigili urbani hanno bloccato il conferimento e hanno accompagnato i due al Comando per le procedure di rito. Entrambi sono stati denunciati e sanzionati con 1.000 euro per conferimento fuori dal comune di residenza. Il mezzo utilizzato è stato posto sotto sequestro. A carico del conducente è scattata anche un’ulteriore sanzione per guida senza patente.
Nel secondo caso, gli agenti hanno sorpreso un altro uomo mentre abbandonava rifiuti nella zona della Borgata. Anche in questa circostanza è scattata la denuncia e le sanzione.
“Desidero esprimere il mio apprezzamento per il costante lavoro degli agenti che continuano a garantire presenza e controllo sul territorio”, dice l’assessore alla Polizia municipale Sergio Imbrò. “Torno a chiedere la collaborazione dei cittadini e il rispetto delle regole da parte di tutti. I controlli proseguono in modo serrato e, a breve, entreranno in funzione anche le nuove telecamere di sorveglianza dinamica”.
Il sindaco Francesco Italia ricorda l’importanza di “tutelare il decoro e l’ambiente della nostra città, ciascuno per il suo grado e livello di responsabilità. Il principio è che chi sporca pagherà, senza sconti”.




Capacità amministrativa, la classifica dei Comuni italiani. Sorpresa, Siracusa è al 51.o posto

Un’indagine realizzata dal Sole 24 Ore ha misurato la “capacità amministrativa” di 112 capoluoghi di provincia italiani, utilizzando un indicatore innovativo e composito: il Maqi. I risultati delineano un panorama variegato della performance comunale, con significative differenze territoriali.
Il Maqi — Municipal Administration Quality Index — è un indice sviluppato da ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma, del Gran Sasso Science Institute (GSSI) e dell’ISTAT. L’indice copre un totale di 7.725 enti locali italiani e si fonda su 11 indicatori statistici, raggruppati in tre grandi dimensioni (pilastri): dimensione burocratica, che valuta la qualità e capacità della macchina amministrativa comunale — ad esempio formazione del personale, turnover, assenteismo; dimensione politica, che riguarda le caratteristiche della leadership locale, come istruzione media degli amministratori (sindaco, assessori, consiglieri), profilazione professionale e parità di genere; dimensione finanziaria che riflette la sostenibilità e l’efficienza economico-finanziaria dell’ente – capacità di spesa, capacità di riscossione, quota di investimenti.
Per aggregare questi indicatori, è stata impiegata una metodologia nota come Adjusted Mazziotta–Pareto Index, ideata da Istat e applicata per rendere comparabili le variabili. Il periodo analizzato è il triennio 2021-2023, e i dati provengono da fonti ufficiali come l’Istat e il Ministero dell’Interno.
Grazie a questo sistema di misurazione, emergono chiaramente due aspetti. Il primo è che i capoluoghi di provincia (112) registrano, mediamente, una capacità amministrativa più alta rispetto agli altri comuni italiani. Questo è dovuto, secondo lo studio, a vincoli finanziari più contenuti e a una struttura burocratica più qualificata.
In cima alla classifica dei capoluoghi di provincia si piazzano Sondrio, poi Savona e quindi Genova. Questi comuni eccellono non solo per efficienza burocratica, ma anche per buone finanze locali (alta capacità di spesa, riscossione, investimenti). All’estremo opposto, tra i meno performanti, troviamo Isernia, Agrigento e Catania.
E Siracusa dove si colloca? Secondo la classifica del Sole 24 Ore, il Comune aretuseo è al 51° posto su 112 capoluoghi di provincia. Inoltre, Siracusa si posiziona seconda in Sicilia dietro a Ragusa che è 19.a per capacità amministrativa.
Il Maqi, è bene precisare, non misura direttamente la qualità dei servizi percepiti dai cittadini (scuole, strade, raccolta rifiuti), ma la qualità interna dell’amministrazione. Ovvero come “funzionano” i dipendenti, quanto sono qualificati, quanto è competente l’amministrazione politica, come gestisce i soldi. Questo rende l’indice uno strumento utile per valutare l’“apparato istituzionale” piuttosto che la vivibilità quotidiana.




Santa Panagia-Scala Greca, due curve in più per la tutela archeologica e per completare la strada

Il completamento della strada tra viale Santa Panagia e viale Scala Greca è tornato tema d’attualità. Grazie ad un nuovo investimento commerciale privato poco a nord del già esistente supermercato, sta per nascere una ulteriore grande superficie di vendita. Secondo alcune indiscrezioni, si tratterebbe per l’esattezza del trasloco in questa nuova e più grande sede di un attività commerciale già presente a Siracusa. In ogni caso, va costruita ex novo e – chiaramente – collegata alla viabilità cittadina. Proprio per questo scopo, a titolo di oneri di urbanizzazione, il gruppo privato si farebbe carico dei costi per il completamento della strada che oggi è finita per metà. D’altronde questo è anche quanto prevede una convenzione stipulata diversi anni addietro dal Comune di Siracusa e proprio con lo scopo di riuscire a semplificare, ma soprattutto finalizzare, il completamento di quella arteria che – secondo diversi addetti ai lavori – dovrebbe dare ossigeno in particolare al traffico asfittico di via Augusta.
La nuova strada non sarà però un viale che metterà in collegamento Santa Panagia e Scala Greca dritto per dritto. Tutta quell’area, infatti, è soggetta a tutela archeologica massima. E’ infatti nota per la presenza di una vasta necropoli greca ed altre possibili vestigia. Questo significa che bisognerà raccordarsi con la Soprintendenza e non soltanto per azioni di archeologia preventiva. Il punto è tutto legato all’autorizzazione paesaggistica. Quella concessa per il precedente intervento – cioè la realizzazione del primo tratto di strada – è nel frattempo scaduta. Però è bene ricordare che, con quel parere datato 2019 l’allora soprintendente definì “l’apertura della strada e la realizzazione di un parcheggio necessari a questa Soprintendenza per la definizione dei servizi aggiuntivi volti al miglioramento della fruizione delle aree archeologiche”. Motivazioni che appaiono assolutamente valide anche oggi. E che potrebbero essere riconfermate dalla Soprintendenza a patto che si garantiscano adeguati livelli di tutela delle tracce archeologiche esistenti. Il che, semplificando, significa che sarà necessario cambiare il tracciato della strada con (almeno) un paio di curve a gomito per poi raccordarsi alla rotatoria di viale Scala Greca che incrocia anche via Caduti di Nassyria. Questo comporterebbe un aumento dei costi, sostenuti dai privati, ma renderebbe possibili in un colpo solo tre risultati: completare la strada, realizzare un nuovo investimento commerciale e migliorare la fruizione delle aree archeologiche tra Santa Panagia e Scala Greca.