Bagni del Molo, belli e moderni: due anni dopo l'installazione, però, sono fuori servizio

Siracusa pullula di turisti. I ponti di primavera lanciano alla grande la stagione, con albergatori e ristoratori che registrano i primi “tutto esaurito”. Decine e decine di pullman si danno il cambio nell’area di sosta del Molo Sant’Antonio dove, però, il primo contatto con la realtà locale non è dei migliori.
I moderni servizi igienici installati nel 2021, nell’area in cui si trovava il chiosco incendiato e poi demolito, da ottobre non funzionano più. E si moltiplicano i racconti e le testimonianze di visitatori in difficoltà nella ricerca di servizi igienici.
La struttura del Molo, bella da vedere ed autopulente con igienizzazione automatica, paga lo scotto di un uso intenso e poco disciplinato che – tra un’otturazione e l’altra – ha fatto sorgere qualche dubbio sulla sua funzionalità in quell’area.
Il blocco (costo circa 120 mila euro) contempla due servizi igienici uomo/disabile e donna/disabile, con un fasciatoio per i più piccoli. Si tratta di una struttura di sei metri di lunghezza per circa 2 metri e mezzo di altezza. La scheda di presentazione vanta “sistemi di autopulizia delle tazze e dei lavabi, disinfestazione e asciugatura della superficie di calpestio. Durante la pausa notturna sarà garantito un ulteriore ciclo di disinfezione con nebulizzazione”.




Competenza del Tar per il nuovo ospedale di Siracusa, l'Rtp pensa adesso al Consiglio di Stato

Ancora lungaggini in vista nell’iter che dovrebbe condurre alla costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Il Tar del Lazio si è dichiarato incompetente a decidere della causa promossa dal Raggruppamento Temporaneo di Professionisti – con capogruppo lo Studio Plicchi di Bologna e composto da Studio Plicchi Srl, Milan Ingegneria SpA, Areatecnica Srl, Sering Ingegneria Srl e Ava Arquitectura Tecnica Y Gestion SL – contro la revoca dell’incarico di progettazione e direzione dei lavori relativo al Nuovo Complesso Ospedaliero della Città di Siracusa.
Adesso l’RTP sta valutando di richiedere un regolamento di competenza al Consiglio di Stato, non concordando sulle
motivazioni che sorreggono l’ordinanza, sottolineando come questa non si esprima sul merito della questione
a quasi 4 mesi dal deposito del ricorso. Il tutto dopo che, con riguardo al medesimo ospedale, lo stesso Tar
Catania si era dichiarato incompetente nel 2021 a favore del Tar Lazio, il quale, a sua volta, nel 2022, aveva
confermato di essere il Giudice idoneo a decidere della questione, salvo, oggi, cambiare idea.
Nell’ordinanza del Tar ha un ruolo centrale l’argomentazione secondo cui la figura del Commissario
straordinario non possa esser ricondotta alle fattispecie astratte regolate dal codice sulla protezione civile
che sarebbero di competenza del Tar Lazio. È infatti di competenza (funzionale e inderogabile) del Tar per il Lazio, sede di Roma, il compito di dirimere le controversie aventi ad oggetto le ordinanze e i provvedimenti commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza regolate dalle norme sulla protezione civile (come terremoti, maremoti ecc).
Secondo il RTP la norma di legge da cui scaturisce la conseguente nomina del Commissario è proprio una disposizione figlia di una emergenza – quella da Covid-19, di natura non locale- e riguarda una materia, quella sanitaria, per la quale la costruzione di infrastrutture ospedaliere è stata essa stessa emergenza e non può essere paragonata alle altre esigenze ricostruttive (di scuole, edilizia e palazzi) a cui fa riferimento l’ordinanza che notoriamente attengono a una fase successiva all’emergenza vera e propria.
La nomina del Prefetto di Siracusa quale Commissario Straordinario per la progettazione e realizzazione del
nuovo complesso ospedaliero della città di Siracusa è, nella tesi dei ricorrenti, motivata dall’esigenza di contrastare gli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria causata dalla diffusione della pandemia allora in atto e il Consiglio dei Ministri ha ritenuto di nominare il Commissario Straordinario esercitando proprio i poteri speciali attivati con la dichiarazione dello stato di emergenza.
Oltre al tema della competenza, l’RTP contesta anche l’ulteriore allungamento dei tempi che questa comporta. Il ricorso è stato presentato a gennaio e non c’è stato ancora nessun pronunciamento sul merito della questione, riportando il tema (della sola competenza) verosimilmente sul tavolo del Consiglio di Stato; se, invece, l’RTP avesse potuto continuare a lavorare al progetto, ad oggi si sarebbe già potuto procedere a indire la gara appalto per la sua realizzazione.




Nuovo ospedale di Siracusa e ricorsi, risolto il nodo competenza: deciderà il Tar Catania

Sarà il Tar di Catania a pronunciarsi nel merito del ricorso presentato per la revoca del mandato di progettazione definitiva del nuovo ospedale di Siracusa al raggruppamento temporaneo di professionisti con capogruppo lo studio Plicchi di Bologna. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, a cui si era rivolta la società estromessa sul finire dello scorso anno dalla struttura commissariale di Siracusa che ha il compito di velocizzare le procedure per la realizzazione dell’attesa opera.
Si tratta di un punto a favore del commissario straordinario, il prefetto Giusi Scaduto. Si attende adesso il pronunciamento nel merito sui ricorsi presentati e che, al momento, invitano a grande prudenza nei passaggi che dovranno condurre all’affidamento dei lavori.
A febbraio scorso, l’incarico per la progettazione definitiva è stato affidato alla Rti formata a Proger S.p.A. con sede a Pescara (mandataria), Manens S.p.A. con sede a Padova e Inar S.r.l. con sede a Milano (mandanti). Anche quell’affidamento è finito tra le contestazioni del gruppo ricorrente, estromesso dall’incarico per presunti ritardi. Un addebito, questo, rispedito al mittente dallo Studio Plicchi di Bologna e dalle altre società del raggruppamento che chiedono di invalidare gli ultimi atti della struttura commissariale per la realizzazione del nuovo ospedale.
A questo punto, si attende il pronunciamento del Tar di Catania.




Stagione balneare al via: a Siracusa sono 45 i punti "vietati" per ragioni di sicurezza

Sono 45 le spiagge ed i tratti di costa di Siracusa non balneabili per “motivi di pericolo per la pubblica incolumità”. Dalla Mazzarrona allo Scoglio dei Due Frati, dalla Costa del Sole a Massoliveri, da Riviera Dionisio al lungomare Alfeo; e poi diversi tratti della Fanusa, di contrada Isola, di Fontane Bianche, Terrauzza. Ovunque, in sostanza, vi siano segnali di dissesto e rischio di crolli e cedimenti. In questi casi non c’entra la qualità delle acque, ma il giudizio sulla balneabilità riguarda più che altro il profilo della sicurezza pubblica. Ad indicare in dettaglio i 45 punti off-limits è un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Siracusa, ripresa e richiamata nel provvedimento di competenza comunale in vista dell’apertura della stagione balneare (1°maggio). Nonostante siano tratti ricadenti in zone dove la balneazione è consentita, presentano elementi di “intrinseca pericolosità” per cui viene apposto il cartello di divieto per motivi spesso geomorfologici. Ma si tratta di divieti, purtroppo, lungamente disattesi.
Ad eccezione della spiaggetta della Marina, di Punta del pero e della spiaggia antistante lo scoglio Galera, non balneabile il porto Grande di Siracusa, così come porto Piccolo e rada di Santa Panagia “lungo l’intero tratto di costa da Capo Santa Panagia a Punta Magnisi, ad eccezione del tratto di litorale che va da 200 metri a Nord dello scarico ENEL alla recinzione ex ESPESI”.
Regolarmente balneabili tutti gli altri tratti di mare e di costa ricadenti nel territorio del Comune di Siracusa, come da tabella allegata al Decreto dell’assessorato regionale della Salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana lo scorso 14 aprile 2023. Per tutte le informazioni, è possibile visitare il sito del Ministero della Salute “Portale delle acque“.
Qui per consultare il provvedimento del Comune di Siracusa, con tutti i dettagli.




Porto di Augusta collegato alla rete ferroviaria, affare da 75mln con vista sul ponte sullo Stretto

Atteso da poco meno di un anno, arriva il momento della firma della convenzione attuativa per la realizzazione del collegamento ferroviario del porto di Augusta. Questa infrastruttura, appena completata, favorirà l’interconnessione del terminal megarese con la linea ferroviaria, per una nuova mobilità integrata e sostenibile.
Il collegamento ferroviario del porto di Augusta, con un finanziamento PNRR di 75 milioni di euro, consentirà di realizzare la connettività multimodale del porto con importanti ricadute sull’economia del territorio.
Lo scalo di Augusta costituisce un nodo Core della rete Transeuropea TEN-T e, oltre ad essere un porto petrolchimico, è anche un rilevante porto commerciale che, tuttavia, “finora non ha potuto beneficiare di un collegamento ferroviario in grado di assicurarne la totale intermodalità”, spiega la nota congiunta Ministero-Rfi-Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Orientale.
Il Ministero delle Infrastrutture, assicurando la fattibilità all’opera grazie ai fondi del PNRR, con la firma dell’accordo “pone un altro importante tassello nell’azzeramento del gap infrastrutturale tra i porti del nord e del sud, condizione necessaria per uno sviluppo equilibrato dell’intero Paese”.
Soddisfatte le parti per l’obiettivo raggiunto, “garanzia di totale collaborazione reciproca nelle successive fasi che, nel minor tempo possibile, dovranno portare alla realizzazione del nuovo collegamento ferroviario, particolarmente importante anche alla luce del rilancio, deciso dal Governo, delle procedure di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”.
A firmare l’accordo, che dà il via alla fase conclusiva della progettazione di fattibilità tecnico economica dell’opera, sono stati il commissario straordinario di Governo, Filippo Palazzo, il capo del Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Pujia, l’AD di Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del polo infrastrutture del Gruppo FS, Vera Fiorani, e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale, Francesco Di Sarcina.




Feste patronali di Melilli, Augusta e Villasmundo: dalla Regione contributi per 65mila euro

L’assessorato regionale delle Autonomie Locali ha decretato i contributi per le iniziative di carattere sociale, economico e culturale svolte dai Comuni e finalizzate a valorizzare le tradizioni locali. Si tratta, fondamentalmente, di contributi per le feste patronali.
In totale sono stati stanziati 315.800 euro, di cui 30 mila per la festa di “San Sebastiano” a Melilli, 5 mila per “San Michele Arcangelo” a Villasmundo e 30 mila per “San Domenico di Guzman” ad Augusta.
Il deputato regionale Giuseppe Carta (Mpa) esprime “piena soddisfazione per l’assegnazione di risorse nella nostra provincia. Oggi – prosegue – è di fondamentale importanza valorizzare tutte quelle attività che non facciano disperdere il patrimonio di tradizioni di cui i Comuni della Sicilia sono ricchi. E nello specifico le feste patronali definiscono l’identità di un territorio, e per questo tengo particolarmente a ringraziare l’Assessore al ramo, l’On. Andrea Messina”.




Spaccata al bar per rubare sigarette e due birre, denunciato 44enne siracusano

Furto con spaccata nella notte, in via Elorina, a Siracusa. Preso di mira il bar della stazione di servizio, già “visitato” in passato con modalità simili. Sotto l’obiettivo delle telecamere di videosorveglianza, un uomo ha infranto il vetro della porta d’ingresso laterale, utilizzando alcuni utensili. Una volta all’interno, si è impossessato di alcuni pacchetti di sigarette e di due birre, per poi allontanarsi a bordo di un’autovettura.
E’ stato individuato e bloccato poco dopo, grazie all’intervento di una società privata di vigilanza (Giaguaro) che ha allertato nel contempo le forze dell’ordine. Una pattuglia delle Volanti ha così proceduto a bloccare il ladro, un 44enne trovato ancora in possesso della refurtiva. La stessa auto su cui viaggiava, una Mercedes, è risultata oggetto di furto. E’ stato quindi denunciato anche per il reato di ricettazione.




Educazione stradale, 4000 piccoli studenti coinvolti nell'inclusivo progetto della Stradale

E’ stato con ogni probabilità il simbolo di questa edizione del Parco Mobile della Sicurezza. Tra le migliaia di bimbi che hanno seguito ed animato il divertente percorso allestito in largo XXV Luglio, giocando ed imparando nozioni di educazione stradale, c’era anche un non vedente. Portato in braccio da un agente della PolStrada, ha seguito i suoi compagni, partecipando a tutte le fasi del percorso formativo. “Il suo entusiasmo e il suo coinvolgimento sono stati per noi il fiore all’occhiello di questa iniziativa – commenta il comandante provinciale della Polizia stradale, Antonio Capodicasa – Per quanto non potesse beneficiare del supporto visivo, ha captato tanto quanto gli altri il valore di questa giornata e il suo fervore è stato per noi quanto di meglio potessimo sperare”.
La manifestazione voluta ogni anno dalla Polizia Stradale si è chiusa oggi. Sono stati oltre 4000 i piccoli studenti coinvolti nei tre giorni dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anas. I bambini sono stati guidati in un percorso di informazione composto da momenti diversi: il primo all’interno della chiesa di San Paolo, dove un agente della Polizia stradale con due giovani attrici hanno messo in scena una performance interattiva con i piccoli spettatori, dedicata all’importanza del rispetto delle regole e della segnaletica stradale; poi l’incontro con due agenti che li hanno intrattenuti offrendo loro – giocando – nuove informazioni sulla sicurezza a cui ha fatto seguito la proiezione di una composizione di spezzoni di famosi cartoni animati dedicati alla tema centrale dell’iniziativa. Tappa di particolare rilievo, il percorso “stradale” fatto seguire dai bambini indossando occhiali speciali che danno il senso di come si veda la strada quando si è sotto l’effetto di alcol o droghe.
All’interno del parco anche il camper con cui la Polizia Stradale effettua i controlli contro le cosiddette stragi del sabato sera, e l’immancabile Lamborghini che come ogni anno cattura l’attenzione di grandi e piccini.




Cimiteri per gli animali di affezione, Fdi presenta disegno di legge in Regione

Quattro deputati regionali di FdI, tra cui Carlo Auteri, hanno presentato un disegno di legge per regolamentare l’istituzione e la gestione dei cimiteri per gli animali d’affezione. Con Auteri firmano la proposta Giorgio Assenza, Giuseppe Zitelli e Giuseppa Savarino.
L’articolato dal ddl disciplina le modalità per l’istituzione dei cimiteri oltre a impegnare la Regione Siciliana a creare un capitolo di spesa specifico, per erogare contributi al fine di incentivarne l’istituzione nei vari comuni dell’Isola.
Nella proposta di FdI, gli animali che possono beneficiare della sepoltura nelle aree destinate sono quelli appartenenti alle specie zoofile domestiche: cani, gatti, criceti, uccelli da gabbia, cavalli sportivi e altri animali domestici di piccole dimensioni che non abbiano fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy e da riabilitazione. Gli animali selvatici non sono considerati animali da affezione ad eccezione di quelli trovati feriti in stato brado, curati e vissuti all’interno di abitazioni private. Le sepolture possono essere effettuate a condizione che un apposito certificato veterinario escluda la presenza di malattie trasmissibili.
I siti cimiteriali – si legge ancora nella proposta – dovranno essere localizzati in zone esterne al perimetro urbano e potranno essere realizzati dai Comuni, da società, associazioni e/o enti pubblici; da persone, associazioni, società e/o enti privati. Nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti possono essere realizzati più di un cimitero, che non andranno costruiti in zone di pertinenza militare; in zone di prevalente interesse turistico, storico, culturale e monumentale; nelle riserve naturali; in aree protette; in prossimità di scuole, ospedali e/o strutture di ricezione di massa; in zone di espansione urbanistica; in zone industriali e/o artigiane; in prossimità di falde freatiche e/o pozzi per l’approvvigionamento idrico.
“I nostri amici a due e quattro zampe vivono nelle nostre case e tanto affetto e amore ci danno in cambio di semplici e minime attenzioni – spiega Carlo Auteri – e attraverso questo strumento vogliamo stabilire, in maniera definitiva, modalità di gestione e di conduzione dei cimiteri per animali d’affezione”.

foto dal web




Giornata della Sicurezza e della Salute sul lavoro: Opt di Siracusa in prima linea

“Dietro un lavoratore ferito o deceduto ci sono sempre procedure non attuate, prevenzione non realizzata” e ancora, “qualità del lavoro significa applicare tutte le norme, indossando tutti i dispositivi di sicurezza”. Sono due passaggi cardine ribaditi questa mattina presso l’Opt di Siracusa, in occasione della Giornata Mondiale per la sicurezza sul lavoro. Sono stati il presidente Alberto Di Stefano e il vice Nunzio Turrisi a porre l’accento sulle corrette pratiche nei cantieri edili. Con loro, le parti sociali: i segretari Fillea Salvo Carnevale e Feneal Saveria Corallo, della Filca Paolo Gallo; i rappresentanti delle imprese edili e dell’Ance (Biagio Mezzio, Ascanio Tropea e Daniele Blarasin) insieme ad alcuni lavoratori e lavoratrici, come Giusy Cappello, Daniela Coccimiglio e Giovanni Bruno, impegnati sulla sicurezza.
“Perché lavorare in sicurezza è una scelta d’amore, amore per sé stessi, amore per gli altri, amore per la vita e per la propria famiglia”. Frase pronunciata dalla piccola Costanza Tortorici, 10 anni, figlia di un dipendente dell’Opt, in apertura dei lavori.
“Per noi Ente Bilaterale delle costruzioni – spiegano i vertici Opt Siracusa, Alberto Di Stefano, Nunzio Turrisi e Pippo Zappulla – la sicurezza è la stessa ragione d’istituzione. Noi viviamo per aiutare i lavoratori a crescere professionalmente, le imprese ad avere personale sempre più qualificato. Noi esistiamo, al contempo, per sostenere la sicurezza con la formazione, con le visite in cantiere, assistendo i lavoratori e le Imprese e quando accade un incidente pensiamo che dobbiamo fare sempre di più Le imprese, i lavoratori, il sindacato insieme e ognuno per la propria parte dobbiamo fare di più. Ecco oggi vogliamo celebrare questa giornata per dire che molto si è fatto e si sta facendo ma dobbiamo fare tutti sempre qualcosa in più perché la sicurezza non è un costo e non ha prezzo ma è la risorsa più importante”.
A seguire, negli spazi aperti della stessa struttura, si è tenuto un flash mob a cura delle ragazze e ragazzi del Centro Musical Siracusano, diretto da Simona Gatto, sul tema specifico della sicurezza sul lavoro. Un momento emozionante che ha visto prima la lettura di un testo e poi i ragazzi muoversi e ballare riproducendo quanto non dovrebbe mai accadere sul lavoro per ribadire quanto sia importante ogni forma di sicurezza per ogni singolo lavoratore.
“Quella di oggi – le parole di Alberto Di Stefano e Nunzio Turrisi – è stata un’occasione davvero importante per sviluppare una riflessione sulla situazione del settore delle costruzioni anche nella provincia di Siracusa, sull’attività di formazione, prevenzione e controlli necessari da sviluppare nei cantieri e realizzare da parte degli organi pubblici e istituzionali di vigilanza e controllo”.