Siracusa-Catania, autostrada chiusa al traffico dalle 9 alle 18 fino a venerdì

Da domani, martedì 7 febbraio, e fino a venerdì 10 febbraio, verranno effettuate le periodiche attività di formazione all’interno delle gallerie lungo l’autostrada Catania-Siracusa.
Lo rende noto con una nota l’Anas. L’autostrada rimarrà chiusa, nella sola direzione Catania, nella fascia oraria compresa tra le ore 9 e le ore 18.




Due cantautori per una notte indimenticabile: Venditti & De Gregori il 24 agosto a Siracusa

Dopo Massimo Ranieri e Negramaro, arriva la conferma ufficiale della data siracusana del tour di Venditti 6 De Gregori. I due cantautori saranno di scena al teatro greco di Siracusa il 24 agosto, a partire dalle 21. Domani (7 febbraio) scatta la prevendita, nei circuiti tradizionali.
“Ancora artisti eccezionali per l’edizione 2023 di Stelle al Teatro. Due grandissimi della musica italiana, per un’offerta estiva senza precedenti e che non teme la concorrenza delle più grandi arene italiane. Grazie a tutti coloro che collaborano da mesi affinché questo palinsesto straordinario possa essere concretizzato, e che contribuiscono a rendere sempre più Siracusa, tappa di prestigio per i grandi della musica italiana e non solo”, commenta il sindaco, Francesco Italia.
E cresce l’attesa per l’ufficializzazione delle date di Zucchero, atteso per tre live a fine luglio. Stelle al Teatro è organizzata da Punto e a capo, GG Entertainment e associazione culturale Development con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Siracusa.




Verso le elezioni. Il centrodestra cerca un candidato, la lista si allunga: vertice mercoledì

L’intesa sul nome del candidato sindaco di Siracusa è ancora lontana in casa centrodestra. Con l’avvicinarsi delle elezioni – si vota il 28 e 29 maggio – sembrano aumentare i “nomi” in lista. Dopo gli appelli all’unità delle settimane scorse, adesso la parola d’ordine diventa “intesa”. E se non dovesse esserci convergenza ampia su un nome, da parte di tutte le forze del centrodestra (FdI, Forza Italia, Lega, Mpa, Udc e Nuova Dc), interverrà il tavolo regionale che potrebbe incastrare la partita Siracusa all’esito degli accordi per la sindacatura a Catania. In quel caso, se il candidato sindaco etneo dovesse toccare a Fdi allora la Lega di Sammartino (anche lui punta Catania) potrebbe avere voce in capitolo per la partita Siracusa per un gioco di equilibri di coalizione.
Mercoledì sera, gli esponenti del centrodestra aretuseo si sono dati appuntamento nella sede di corso Gelone di Fratelli d’Italia. A convocare tutti è stato Giuseppe Napoli, commissario provinciale del partito della Meloni. L’obiettivo dell’incontro è cercare di “snellire” un elenco sempre più lungo. Per dare un’idea: FdI, tramontata ipotesi Bufardeci, ha due nomi da proporre; Forza Italia addirittura quattro; altri due nomi li porta avanti l’Mpa. La Lega, al momento, non sembra interessata alla partita con Enzo Vinciullo che potrebbe optare per una candidatura a sindaco con la sua lista “Siracusa Protagonista”, movimento federato con la Lega (in Sicilia, Prima l’Italia) ma autonomo. Al momento sembrerebbe defilato Giovanni Cafeo, a meno di sorprese dell’ultim’ora.
L’indicazione che parte da diversi pezzi del centrodestra pare essere chiara e diretta all’indirizzo di Forza Italia Siracusa: la candidatura deve essere politica, non puntata al civismo, con competenze chiare ed il simbolo definito di un partito d’area. Un messaggio che sembrerebbe avere come destinatario Peppe Assenza, nome “esterno” su cui punta una fetta importante di FI. Al momento, la diatriba pare essere tutta interna al partito degli azzurri dove con Assenza, circolano i nomi di Ferdinando Messina ed Edy Bandiera. Ma non sono gli unici.
“Il dibattito sulla scelta del candidato non appassiona gli elettori, dobbiamo proporre un progetto alternativo agli ultimi dieci anni di gestione della cosa pubblica a guida Garozzo prima e Italia poi. Dobbiamo riprendere il percorso di buona amministrazione smarrito”, rivelano alcune voci di primo piano della galassia del centrodestra siracusano.




Rientrata l'allerta tsunami, alle 7.10 dichiarato il "cessato allarme" per la Sicilia Orientale

Alle 7.13 di questa mattina è stato dichiarato il cessato allarme per il rischio maremoto sulla Sicilia orientale. Un sospiro di sollievo dopo qualche ora di apprensione per via della possibile onda anomala generata da una forte scossa sismica (7.9) nella parte sud della Turchia.
La Protezione Civile nazionale aveva diramato l’allerta rossa per rischio tsunami tra Sicilia e Calabria. L’impatto con l’onda anomala era previsto nel siracusano per le 6.30 del mattino. Diverse strade, in particolare quelle per dirigersi verso le zone balneari (da Sacramento verso Fontane Bianche) e l’accesso nord di Targia sono state chiuse dalla Polizia Municipale, mobilitata sin dalle prime battute del mattino insieme alla protezione civile. Centinaia le telefonate ai centralini di emergenza.
Fortunatamente, solo onde di poca entità hanno raggiunto le coste in particolare quelle a sud del capoluogo. Dopo qualche minuto di verifica e controllo sui posti ed in contatto con la Protezione Civile nazionale e regionale, poco dopo le 7 è stato dichiarato il cessato allarme. Situazione rientrata. Le scuole sono aperte, regolari i collegamenti con i bus per i pendolari.
Per ragioni precauzionali, era stata rinviata l’apertura del mercato ortofrutticolo di via Elorina e del mercato di via De Benedictis.




Allerta tsunami su Siracusa, prevista onda di impatto alle 6.30. Scatta piano Protezione Civile

La Protezione Civile ha diramato nelle ore scorse l’allerta meteo rossa tsunami anche per Siracusa. A causa di un forte terremoto tra Siria e Turchia, una possibile onda di impatto potrebbe raggiungere la costa alle 6.30 (6.39 Catania, 6.40 Messina e poi Tirreno e Canale di Sicilia).
Scattato il piano di protezione civile con la Municipale impegnata dalle prime ore del mattino nella chiusura al traffico veicolare di diverse strade. L’invito rivolto alla popolazione è di allontanarsi dal litorale basso e da zone portuali: Stentinello, Porto Piccolo e Porto Grande, Pantanelli, Lido Sacramento, Terrauzza, Fanusa Arenella Ognina, Fontane Bianche.
Il sindaco di Siracusa, tramite i suoi canali social, ha chiesto di “porre la massima attenzione” ed ha invitato i siracusani a consultare il piano comunale di protezione civile per tutti i comportamenti da adottare.




Cosa prevede il piano di Protezione Civile in caso di maremoto: i comportamenti da tenere

Di seguito riportiamo i comportamenti suggerito alla popolazione in caso di maremoto, come riportati nel piano di protezione civile del Comune di Siracusa:

Allontanati e raggiungi rapidamente l’area vicina più elevata (per esempio una collina o i piani alti di un edificio). Avverti le persone intorno a te del pericolo imminente. Corri seguendo la via di fuga più rapida. Non usare l’automobile, potrebbe diventare una trappola. Se sei in mare potresti non accorgerti dei fenomeni che accompagnano l’arrivo di un maremoto, per questo è importante ascoltare sempre i comunicati radio. Se sei in barca e hai avuto notizia di un terremoto sulla costa o in mare, portati al largo. Se sei in porto abbandona la barca e mettiti al sicuro in un posto elevato. Dopo il maremoto: Rimani nell’area che hai raggiunto e cerca di dissuadere chi vuole tornare verso la costa: alla prima onda potrebbero seguirne altre più pericolose. Assicurati delle condizioni di salute delle persone intorno a te e, se possibile, presta i primi soccorsi.
Segui le indicazioni delle autorità per capire quando lasciare il luogo in cui ti trovi e cosa fare. Usa il telefono solo per reale necessità. Non bere acqua del rubinetto. Non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua e con i materiali trasportati dal maremoto: potrebbero essere contaminati. Se la tua abitazione è stata interessata dal maremoto, non rientrare prima di essere autorizzato. Segui le indicazioni delle autorità per capire quando lasciare il luogo in cui ti trovi e cosa fare




Assistenza sanitaria, l'Asp si difende: "Pachino non è realtà desertica"

“L’impegno della direzione dell’Asp di Siracusa per potenziare i servizi esistenti, migliorarne la qualità e l’efficienza sia sotto il profilo sanitario che strutturale su tutto il territorio provinciale è stato attento ed oculato, pur tra le tante ben note difficoltà e l’emergenza Covid, con una particolare e straordinaria attenzione soprattutto a quei comuni, come quello di Pachino, dove era palese la necessità di dare risposte più adeguate alla collettività rispetto all’esistente”. Così il commissario straordinario dell’Asp aretusea, Salvatore Lucio Ficarra, torna a difendere le politiche dell’azienda, dopo le roventi polemiche per il decesso a Pachino di un 38enne e l’assistenza sanitaria disponibile nella cittadina.
“Gli interventi realizzati, i nuovi servizi istituiti e l’importante programmazione in itinere per svariati milioni di euro sono sotto gli occhi di tutti. E ciò smentisce la definizione di desertica che è stata attribuita in queste ore alla realtà sanitaria di Pachino, tentando di strumentalizzare inutilmente la ben nota carenza di medici che è, piuttosto, un problema nazionale, che investe tutto il servizio sanitario non solo l’Asp di Siracusa”.
Nei giorni scorsi, intanto, è stata inoltrata alla Regione richiesta di autorizzazione per l’istituzione di un PPI straordinario a Pachino che, insieme alla Guardia Medica che copre i notturni e i festivi, garantirebbe il servizio anche nelle ore diurne e sarebbe il quinto Punto di Primo Intervento oltre i quattro già autorizzati in provincia di Siracusa.
“Accogliamo con piacere la decisione del Consiglio comunale di sospendere l’occupazione dell’aula consiliare – aggiunge il commissario straordinario Ficarra – ma l’Azienda non ha ceduto nell’affermare che provvederà a coprire i turni nel PTE, considerato che garantisce i servizi sanitari sempre e comunque, in modo uguale su tutto il territorio, con gli strumenti che ha a disposizione”.
Sostenere che a Pachino non ci siano servizi sanitari “all’altezza della dignità di cittadini”, come affermato su alcuni organi di stampa, contrasta con la realtà sanitaria esistente, come spiegano il direttore delle Cure Primarie Lorenzo Spina, il direttore dell’UOC Tecnico Rosario Breci e il direttore del Distretto di Noto Giuseppe Consiglio: “Pachino ha avuto assegnate circa 85 ore di specialistica ambulatoriale nelle branche più richieste ed è stato previsto, inoltre, un incremento delle ore ambulatoriali di geriatria. La struttura dell’ex ospedaletto di contrada Cozzi, inoltre, è sede della RSA, inaugurata due anni fa dopo 26 anni di attesa, una struttura extra ospedaliera all’avanguardia, dotata anche di palestra attrezzata, destinata a persone fragili non assistibili a domicilio, con posti letto anche dedicati a pazienti con patologie neurodegenerative quale l’Alzheimer, una realtà all’avanguardia al servizio della zona sud e di tutto il territorio provinciale. Nella sede del PTA di Pachino, inoltre, lo scorso ottobre è stato attivato il servizio di Radiologia che garantisce da parte dell’Azienda al territorio pachinese l’esecuzione della diagnostica radiologica sia ai pazienti in degenza nella RSA, evitando loro il trasferimento in ambulanza verso i servizi di radiologia dei presidi ospedalieri, che, prossimamente, agli utenti esterni, con apparecchiature radiologiche ed ecografiche di ultima generazione. A ciò si aggiunge la programmazione con i fondi del PNRR di un Ospedale di Comunità con 20 posti letto, che sarà ubicato al terzo piano dell’edificio di contrada Cozzi su una superficie di circa 1.700 mq per un importo complessivo di 2 milioni e 700 mila euro circa e di una Casa di Comunità ubicata al piano terra su una superficie di 893 mq per un importo complessivo degli interventi di circa 1 milione e 500 mila euro. Per l’ospedale di Comunità è prevista per la prossima settimana l’approvazione del progetto mentre l’Ufficio Tecnico conta di definire entro questo mese anche il progetto per l’UCCP (Unità Complessa di Cure Primarie) da realizzare in un’ala del piano terra. Per la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità è prevista l’adesione ad Invitalia per l’appalto integrato entro il 31 marzo 2023 e la fine dei lavori è prevista entro il 30 giugno 2026. Non per ultimo degli importanti interventi realizzati ed in corso di realizzazione a Pachino, i lavori di efficientamento energetico di tutta la struttura dell’ex ospedaletto, per i quali è già stato consegnato nel mese di gennaio il primo dei quattro lotti. Gli interventi, per 3,6 milioni di euro, riguardano il rifacimento dei prospetti, la sostituzione degli infissi, la sostituzione del generatore di calore, la sistemazione della distribuzione e dei terminali di emissione, l’installazione di pannelli fotovoltaici, la sostituzione dei corpi illuminanti, il sistema di regolazione e controllo e sostituzione di quadri elettrici. La conclusione dei lavori è prevista entro il 31 dicembre di quest’anno. Tutto ciò a dimostrazione dell’estrema attenzione che l’Asp di Siracusa sta dedicando al territorio pachinese”.




Il Dpcm per Isab "salva" anche il depuratore Ias? I dubbi del senatore Nicita

Con il Dpcm che riconosce la raffineria Isab strategica a livello nazionale, vengono indicati come beni strumentali allo stabilimento industriale gli impianti di depurazione di Priolo Gargallo e Melilli, in quanto infrastrutture necessarie ad assicurare la continuità produttiva dello stabilimento.
Tra questi, dovrebbe rientrarvi anche il depuratore Ias attualmente sotto sequestro.
“Questa soluzione appare innanzitutto, ad uno stesso tempo complicata, parziale e rischiosa per la soluzione del sequestro”, avvisa il senatore Antonio Nicita (PD). “Complicata, perché per intervenire sul sequestro dell’impianto Ias, il Governo fornisce nel giro di poche settimane una nuova qualificazione dell’impianto Isab: non solo ‘impianto e infrastruttura di rilevanza strategica per l’interesse nazionale nel settore della raffinazione di idrocarburi’ come nel Decreto ‘Lukoil’, ma adesso ‘impianto di interesse strategico nazionale’ nel solco della legislazione che da circa dieci anni interessa l’Ilva di Taranto. Non si tratta – spiega il senatore siracusano – solo di una confusione normativa, ma si lega ora l’impianto Isav e quelli funzionali a una normativa complicata, come quella che riguarda Ilva, tutt’altro che stabile in quanto esposta a un percorso assai poco certo, se pensiamo che proprio la passata legislazione Ilva è finita anche davanti alla Corte costituzionale per il possibile conflitto tra legislazione e azione della magistratura”.
Secondo Nicita, “sarebbe stato assai più semplice e chiaro, nonché rispettoso dell’autonomia dell’Autorità giudiziaria, seguire la strada dell’emendamento a suo tempo proposto dal Pd in Senato, e di nuovo depositato stavolta come modifica all’art. 6 proprio del Decreto ‘Ilva’, che si riferiva specificamente al sequestro di impianti di depurazione nel settore degli idrocarburi, fuori da una normativa più generale e assai più esposta a querelle giuridiche e giudiziarie. È sufficiente ricordare – conclude – che in caso di rifiuto al dissequestro da parte del magistrato, il Governo può impugnare trasformando in lunga litigation giudiziaria un eventuale conflitto con l’Autorità giudiziaria, con ulteriore incertezza per imprese e lavoratori”.
L’emendamento PD propone, invece, una piena autonomia tra azione del Governo e azione della magistratura, e un loro coordinamento, e dunque una più forte attenzione ai temi ambientali. “Ancora, nell’emendamento Pd, il Commissario nominato dal Governo e i commissari nominati dall’Autorità giudiziaria esplicitamente possono imporre, in ricezione dell’impianto a valle, prescrizioni che indirettamente riguardano nuovi impianti a monte di pre-trattamento di terzi, affrontando così il tema delle emissioni. L’impianto Ias è funzionale a Isab ma i problemi ambientali sul pre-trattamento riguardano anche imprese terze che possono realizzare i propri impianti, in teoria anche andando oltre Ias”.
Nicita attende ora i passaggi successivi del governo. Da lunedì in discussione le modifiche al decreto Ilva.




Scia di furti, due arresti: sorpresi mentre tentavano di entrare in un bar

I Carabinieri di Noto, dopo alcuni furti commessi ai danni di esercizi commerciali ed abitazioni, hanno intensificato i controlli. L’attività svolta ha consentito di arrestare due uomini, colti in fragranza nell’atto di forzare la porta posteriore di un noto bar di Noto.
I due, fermati l dai militari, sono stati trovati anche in possesso di materiale da scasso. Sono stati posti ai domiciliari.




La raffineria Isab è impianto di interesse strategico: firmato a Roma il Dpcm

È stato firmato dal presidente del Consiglio dei Ministri il Dpcm che dichiara il complesso degli stabilimenti di proprietà della società Isab di Priolo di interesse strategico nazionale, ai sensi del decreto-legge 207. Come proposto dal Ministero delle Imprese, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la strategicità della raffineria siracusana viene collegata al settore in cui opera, al numero degli occupati e al rilievo che la produzione assume per l’autonomia energetica della Nazione. Ad ufficializzare il Dpcm è una nota del Mimit.
«La firma del Dpcm riguardante la dichiarazione di interesse strategico degli stabilimenti Isab di Priolo costituisce un grande ed importante passo in avanti verso la soluzione del delicato problema dell’attività corretta del relativo depuratore presente nel territorio. Quest’ultimo si pone come impianto necessario ed indispensabile per la regolare produzione del comparto industriale della Sicilia orientale. Si avvia una procedura rigorosa ed attenta a rimuovere le anomalie della attività di depurazione che costituiscono pericolo ambientale, conciliando tutela igienico sanitaria e salvaguardia dei livelli occupazionali». Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dopo la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio dei ministri.