Odissea nel traffico, modificata l’ordinanza per la Fiera dei Morti. Ma basterà per evitare il caos?

Dopo la mattinata di caos, con automobilisti letteralmente bloccati lungo le principali direttrici d’ingresso e d’uscita dal centro storico, si è riunito ad ora di pranzo un tavolo tecnico convocato dal Comune di Siracusa per affrontare l’emergenza viabilità. Alla riunione, seguita da un sopralluogo nelle aree più congestionate, hanno preso parte i rappresentanti dei Settori Mobilità e Polizia Locale.
L’obiettivo era verificare le cause delle criticità segnalate dai cittadini, rimasti imbottigliati tra corso Umberto, via Malta, piazzale Marconi e corso Gelone, e valutare correttivi immediati all’ordinanza che regola la mobilità nell’area che ospita fino al 2 novembre la Fiera dei Morti.
L’esito dell’incontro ha portato alla firma, nel pomeriggio, dell’Ordinanza Dirigenziale n. 664/2025 che integra e modifica parzialmente la precedente. Le principali variazioni introdotte riguardano: la revoca dell’obbligo di svolta a destra su viale Regina Margherita per i veicoli provenienti da corso Umberto I; in corso Umberto I, all’intersezione con via G. B. Perasso, obbligo di svolta a sinistra; in via Malta, tra via Perasso e Foro Siracusano, inversione del senso di marcia, con obbligo di svolta a destra verso il Foro (eccetto per il TPL); in via Malta, tra piazzale Marconi e via Perasso, divieto di sosta 0-24 con rimozione coatta sul lato destro; in via Tripoli, dal civico 6 a piazzale Marconi, divieto di sosta 0-24 con rimozione coatta sul lato destro.
Gli agenti di Polizia Municipale mobilitati anche con turni di straordinario per modulare la circolazione in tempo reale, in base alle necessità che dovessero emergere.
Le modifiche hanno portato un parziale miglioramento del flusso veicolare, ma il problema della congestione resta. Nel pomeriggio odierno, secondo quanto riferito da alcuni taxisti e ncc, sono stati necessari almeno 40 minuti per uscire da Ortigia. E il timore è che possa di nuovo peggiorare la situazione nel fine settimana con l’afflusso maggiore di visitatori.
La Fiera dei Morti, appuntamento con la tradizione felicemente rilanciato da un paio d’anni, è un bel momento di vitalità cittadina. A misura di giovani e famiglie, attrae e crea anche economia. Ma forse, alla luce della sia crescita, è il caso di rivedere la scelta del luogo per non mortificare un evento che merita invece una cornice di grande positività attorno.
Intanto, da Palazzo Vermexio è arrivata una smentita alla notizia, diffusa in un comunicato, secondo la quale non ci sarebbe un piano di sicurezza ed emergenza per la Fiera dei Morti. “Il piano è stato redatto ed è stato diffuso dalla Protezione civile comunale alle istituzioni e agli enti competenti”, fa sapere il Comune di Siracusa.




Viabilità e Fiera dei Morti, Bandiera: “Valutiamo correttivi, vi spiego cosa è successo…”

Mattinata segnata da forti polemiche per il traffico in tilt nell’area della Fiera dei Morti, a Siracusa. Le modifiche alla viabilità hanno sorpreso gli automobilisti ma soprattutto causato un blocco in particolare da prima a tarda mattinata. L’assessore Edy Bandiera ammette “criticità di cui ci scusiamo”. Spiega che sono state in buona parte “dovute al fatto che oggi inizia la fiera e sono arrivati tutti gli espositori, commercianti, artigiani, venditori con i loro mezzi, furgoni impegnati nell’allestimento delle merci”. E poi aggiunge: “siamo già al lavoro comunque per valutare se è il caso di apportare qualche correttivo ai sensi di marcia”. Ed in effetti, ad ora di pranzo, si è tenuto un vertice per valutare come intervenire per evitare un’altra giornata da bollino nero.
L’assessore alle Attività Produttive ricorda, intanto, come la fiera siracusana sia cresciuta vertiginosamente in questi anni. “Da cinque bancarelle siamo arrivati oggi a circa 200 stand, tra commercianti ed artigiani. Quest’anno abbiamo distribuito gli spazi allungando su via del Foro Siracusano, anche per esigenze di sicurezza. Spostare la Fiera altrove? Dovesse continuare a crescere, valuteremo – dice Bandiera – ma la tradizione vuole che si tenga in Ortigia. E sta richiamando visitatori da ogni parte di Sicilia e Calabria. Ci sono tour operator che hanno fatto dei pacchetti a 30 euro per venire a Siracusa in questi giorni”, rivela.
“Oggi Siracusa è una meta importante, fino a poco tempo fa noi siracusani per una Fiera dei Morti legata alla nostra tradizione, come minimo dovevamo andare a Catania. E mi pare che anche lì c’erano file, problemi di parcheggio. Oggi abbiamo generato un flusso inverso, vengono da Catania a Siracusa. Ciò non toglie che dobbiamo evitare un altro momento di shock per il traffico cittadino e ci adopereremo per questo”, l’assicurazione di Bandiera.




A casa un fucile a canne mozze, cocaina e hashish. La Polizia arresta un 52enne

Un 52enne è stato arrestato per spaccio, ricettazione e detenzione di un fucile a canne mozze con matricola abrasa, risultato poi provento di furto. Blitz degli agenti della Squadra Mobile che hanno rinvenuto, a seguito di perquisizione, l’arma con munizionamento calibro 12. L’uomo è stato trovato in possesso di 1,5 kg di hashish, circa 30 grammi di cocaina e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Al termine degli atti, l’arrestato è stato condotto presso il carcere di Cavadonna in attesa dell’udienza di convalida.
Sono in corso attività di indagine al fine di ricostruire i collegamenti sul territorio del soggetto tratto in arresto.
La posizione dell’indagato verrà definita dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito dei tre gradi di giudizio.




Ztl estesa in Borgata? Il chiarimento: “Nessuna volontà di introdurla, solo ipotesi tecnica”

“Mi sento di rassicurare tutti circa le notizie circolate in merito ad un presunto ampliamento della Ztl anche alla Borgata: una simile eventualità non è mai stata discussa in Giunta o considerata a livello di indirizzo politico”. Lo dice l’assessore alla Mobilità e trasporti, Enzo Pantano. Nella nota diffusa da Palazzo Vermexio dopo la notizia pubblicata da La Civetta di Minerva, l’assessore Pantano spiega che “si tratta di una proposta di visione futura predisposta dagli uffici e inserita nella parte di prospettiva strategica degli aggiornamenti al Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile). Non è, lo ribadisco, un’ipotesi allo studio ma un’elaborazione tecnica, una riflessione teorica su scenari futuri, che non rientra però nei piani di questa Amministrazione. Pertanto si tratta di uno studio destinata a rimanere sulla carta, senza alcuno sviluppo pratico”.
Nessuna discussione in corso o avviata sul tema, perchè altrimenti – dice ancora Pantano – “avremmo preventivamente coinvolto le associazioni di categoria, i comitati dei residenti e tutti i portatori di interesse, perché non riteniamo mai una buona prassi quella di decidere del futuro di parti della nostra comunità soltanto tracciando perimetri e colori su una mappa”.
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Francesco Italia, secondo il quale “la Borgata va invece rilanciata e valorizzata con misure concrete. E lo stiamo già facendo con interventi come la riqualificazione di piazza Euripide, largo Gilippo, via Piave, via Agatocle, via Diaz e, a breve, anche del nuovo Sbarcadero. Abbiamo voluto che qui avesse sede la sartoria sociale Le Tele di Aracne, in un immobile sequestrato alla mafia. Due nuovi murales artistici legano, inoltre, il quartiere a beni identitari cittadini come il Caravaggio e l’Annunciazione. Tutte azioni che, più delle parole, raccontano la nostra idea di una Borgata inclusiva, aperta e vivace”.




Coprifuoco degli alcolici, Italia e Bandiera: “Non penalizzeremo bar, pub e ristoranti”

“Confermiamo che è allo studio un provvedimento che mira a limitare, in alcuni ambiti della città, la vendita per asporto di alcolici ma precisiamo che questa misura non riguarderà in maniera generalizzata tutte le attività di somministrazione”. Lo dicono il sindaco di Siracusa Francesco Italia e l’assessore alle attività produttive Edy Bandiera, dopo l’anticipazione di Siracusaoggi.it “L’esigenza nasce al solo fine di fronteggiare il dilagare di rumori notturni, disordine e piccoli episodi di violenza, già registrati da cittadini residenti e forze dell’ordine”, aggiungono.
“Il provvedimento, volto a migliorare la qualità della vita dei cittadini, non riguarda tuttavia bar, pub, ristoranti e attività simili, che potranno continuare a servire alcolici ai propri clienti. L’obiettivo principale è di ridurre i problemi legati al consumo di alcolici in strada, soprattutto nelle ore notturne, e di ripristinare la tranquillità e l’ordine pubblico in alcune aree della città”, le parole di Italia e Bandiera.
Attualmente, come anticipato, il provvedimento è in fase di definizione e limiterebbe il solo asporto in orario notturno. “La decisione di non includere bar, pub e ristoranti è stata presa per evitare di penalizzare gli esercenti che gestiscono i propri locali in modo responsabile e che contribuiscono alla vita notturna della città. La decisione sarà oggetto di discussione e valutazione nei prossimi giorni. L’obiettivo è di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini tutelando la libertà di impresa e di consumo”.




Sezione Chimica, Petrolio, Energia di Confindustria: Luigi Cappellani è il nuovo presidente

È stato eletto oggi il nuovo consiglio di presidenza della sezione Chimica, Petrolio ed Energia di Confindustria Siracusa. I rappresentanti delle aziende della sezione hanno eletto all’unanimità presidente Luigi Cappellani di Isab Srl.
Il consiglio di presidenza che collaborerà con il presidente è composto da Giancarlo Bellina (B2G Sicily Srl), Davide Di Mauro (Air Liquide Italia Produzione Srl), Antonino Governanti (ENI Versalis SpA), Gaetano Petralito (Priolo Servizi Scarl), Pietro Ruta (Sasol Italy SpA) e Valentina Scaramuzza (Sonatrach Raffineria Italiana Srl).
Il presidente Cappellani, dopo aver ringraziato i delegati per la fiducia dimostrata, ha dichiarato: “Essere eletti Presidente della Sezione dei Chimici di Confindustria Siracusa non è solo un titolo. E’ una chiamata all’azione e una grande responsabilità per un settore che è, e deve continuare ad essere, uno dei pilastri dell’economia provinciale”.




Malamovida a Siracusa, arriva il coprifuoco dell’alcol: stop alla vendita notturna

Disturbo della quiete pubblica, abbandono di bottiglie di vetro su strade e panchine, atti vandalici e situazioni di potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. In una parola, malamovida. Ad incentivarla? Il consumo di bevande alcoliche a qualunque ora del giorno e della notte, ormai possibile grazie ad orari estesi di vendita e distributori h24. In Sicilia aumentano le ordinanze comunali che introducono limiti agli orari di vendita di alcolici e superalcolici, nel tentativo di arginare fenomeni di aggregazione incontrollata, degrado delle aree pubbliche e potenziale pericolo per l’incolumità delle persone. Anche Siracusa sta per dotarsi di un simile provvedimento, a seguito dell’allarme sicurezza in Borgata. Gli episodi connessi ad ubriachezza molesta sono stati esaminati anche in occasione di un focus del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in Prefettura.
Il consumo di bevande alcoliche, in particolare nelle ore notturne e specie se diventa abuso, può favorire situazioni di rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza urbana. Da qui, la volontà di introdurre delle limitazioni.
L’ordinanza di Palazzo Vermexio è pronta e dovrebbe entrare in vigore a breve, in attesa di definire gli ultimi aspetti, anche di carattere legale. Riguarda i minimarket ed i negozi di generi vari, bar, pub, ristoranti, ambulanti, chioschi e distributori automatici di bevande. Per tutti scatterà il divieto di vendere alcolici (da asporto, senza modificare mescita o servizio al tavolo) dopo un certo orario. Per gli eserciti di vicinato, ambulanti e chioschi, vendita vietata dalle 21.30 alle 7; per bar, pub, ristoranti, dalle 23 alle 7; mentre i distributori automatici dovranno disattivare la vendita di alcoli dalle 22 alle 7.
A partire dalle 21:00, la vendita per asporto dovrà poi avvenire solo in contenitori monouso biodegradabili o compostabili. Vietata la vendita in contenitori di vetro o lattine dalle 21:00 alle 07:00. Questo per evitare, come purtroppo ormai frequente, che le bottiglie in vetro o le lattine vengano abbandonate alla Marina come in via Piave o che possano diventare pericolosi oggetti per scalmanati. Previste sanzioni da 100 a 1.000 euro, con controlli delegati alla Municipale ed alle forze dell’ordine.
Una ordinanza di questo tipo ha però un’efficacia limitata nel tempo, solitamente non oltre i 30 giorni. Motivo per cui, il Comune di Siracusa sta predisponendo anche un nuovo regolamento per disciplinare la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Il documento sarà presentato al Consiglio comunale per l’analisi e la necessaria approvazione.
In linea di massima, introduce le stesse limitazioni presenti nell’ordinanza me le rende di fatto strutturali. Incluso anche il divieto di vendita in bottiglie di vetro o lattine, dopo un certo orario. E prevedendo, per l’estate, l’entrata in vigore differita di 30 minuti delle misure stringenti.
Molta attenzione è dedicata ai distributori automatici h24. Per installarne in Ortigia, Borgata, Fontane Bianche ed Arenella (al momento è questa la perimetrazione, ma potrebbe subire variazioni) bisognerà prima chiedere anche l’autorizzazione del Comando di Polizia Municipale. Dovranno comunque essere dotati di sistema di disattivazione automatica negli orari vietati, telecamera di videosorveglianza e sistema di verifica dell’età di chi acquista, oltre ad esporre un cartello con orari di funzionamento e normativa di riferimento.
E’ chiaro che il sistema prevede deroghe ed eccezioni in occasione di feste, sagre ed eventi singoli. Di volta in volta può essere applicato, in quelle occasioni, un regime meno stringente.




Il porta a porta? A Siracusa non funziona. Idee per un nuovo modello di raccolta

A sei anni dall’avvio del servizio porta a porta su tutto il territorio comunale di Siracusa, il sistema fa i conti con tutti i suoi limiti. E parlare di fallimento non appare fuori luogo: secondo l’ultimo dato disponibile sul catasto ambiente di Ispra (anno 2023), la differenziata è al 50,32%. Dati del servizio igiene urbana del Comune di Siracusa spostano la percentuale al 53% circa. Non è stato però possibile verificare in maniera autonoma il dato. In ogni caso, si rimane lontanissimi dall’obiettivo minimo del 65% e da quella riduzione del costo del servizio che erano stati promessi nel 2019.
In particolare, con l’appalto affidato alla Tekra per sette anni (importo stimato di circa 121 milioni di euro), è stato ribadito l’impegno: “obbligo di trend di crescita graduale della raccolta differenziata”. Nel capitolato era espressamente previsto che il gestore avrebbe dovuto raggiungere la soglia del 65% nel breve termine, con penali pesanti se ciò non fosse avvenuto (una decurtazione del 50% degli oneri di smaltimento e sanzioni da 10.000 euro al mese). L’ambiziosa rivoluzione culturale che prevedeva un deciso cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti a Siracusa, una responsabilizzazione dei cittadini al conferimento differenziato e la collegata riduzione della pressione sul sistema dei rifiuti, si è presto arenata al contatto con la realtà.
Ed oggi è giusto chiedersi se non sia il caso di studiare forti correttivi, se non addirittura cambiamenti, nel sistema di raccolta e conferimento attivo a Siracusa. L’occasione potrebbe essere fornita dal nuovo capitolato e della nuova gara di affidamento del servizio.
D’altronde, a distanza di anni dall’avvio del porta a porta, i numeri mostrano una situazione ben più fragile di quanto si era previsto.
Analizzando le condizioni locali e le criticità emerse, è possibile individuare alcune cause principali del mancato successo del porta a porta. Anzitutto, il sistema di differenziata richiede una stretta collaborazione tra cittadini (che devono conferire correttamente), gestore (che deve ritirare nei tempi e modi previsti) ed ente pubblico (che deve controllare, sanzionare e garantire le infrastrutture). Si registrano però mancanza e ritardi in tutti questi tre anelli. I cittadini autori di abbandoni indiscriminati, sacchetti lasciati ai bordi delle strade, roghi di rifiuti, zone in “autogestione”. Il gestore per il mancato raggiungimento degli obiettivi di RD e penalità previste che – secondo diverse fonti – non sarebbero applicate. Quanto al Comune, nonostante gli sforzi i controlli sono e restano insufficienti, le infrastrutture ferme e, in generale, le promesse non mantenute.
Ad esempio, da anni c’è un solo centro comunale di raccolta (CCR) operativo per tutta la città. Ed in una realtà urbana estesa come Siracusa, chiaramente, non basta. Il CCR di contrada Arenaura è da tempo sotto sequestro e inattivo. Il piccolo CCR di Cassibile funziona quasi come un’isola ecologica e alcune lamentele dei residenti sono anche condivisibili.
Il mancato funzionamento o la chiusura di piattaforme di conferimento penalizza il sistema complessivo, generando abbandoni e comportamenti fuori norma. Le pecche del sistema regionale di gestione dei rifiuti sono note ma non valgono come alibi pieno per Siracusa dove, per fare un altro esempio, non si riesce a far partire la tariffazione puntuale che Palazzo Vermexio più volte ha annunciato, anche chiedendo adesione a campione alla mai avviata sperimentazione. In un contesto in cui la tassa sui rifiutiregistra livelli elevati di evasione, il meccanismo “chi conferisce bene, paga meno” fatica a reggere. Se molti non sono in regola o se il meccanismo di premialità/non-premialità non è percepito come reale, decade l’incentivo alla collaborazione. Ed ecco che proliferano gli abbandoni, incentivati anche da carrellati presenti a decine sulla pubblica via e utilizzati com ei vecchi cassonetti stradali.
Siracusa non è solo centro urbano compatto: molte “case sparse”, contrade costiere, aree semicampestri rendono logisticamente difficile il porta a porta classico, soprattutto nelle zone con popolazione sparsa. La logistica del ritiro, la varietà dei tempi e l’effettivo coinvolgimento delle utenze risultano più complicati da gestire. Altre buone ragioni per cambiare metodo.
Insistiamo: la “rivoluzione culturale” annunciata, richiedeva un vero salto di mentalità da parte dei cittadini. Ma se manca fiducia verso il sistema (vedi infrastrutture ferme, disservizi) il messaggio “porta a porta = benefici per tutti”, viene meno. I cittadini percepiscono solo un maggiore onere ed impegno richiesto (dotazione mastelli, separazione più rigorosa, regole di conferimento ed esposizione) rispetto al beneficio immediato (costo in bolletta, praticità del servizio puntuale).
In sintesi, la “formula” del porta a porta (in sé coerente e applicata con successo altrove), qui si è scontrata con la realtà locale.
Il dato stagnante della percentuale di differenziata, mostra che è in atto un’emergenza ambientale. Che poi è sotto gli occhi di tutti. Basta contare le discariche abusive di sacchetti di spazzatura, gli abbandoni lungo le strade, i roghi di rifiuti, i cassonetti reintrodotti in alcune aree e poi tolti e crescente disordine.
Dal punto di vista economico, il mancato raggiungimento degli obiettivi comporta costi superiori (più indifferenziato da smaltire, più discariche, più trasporti) e mancati risparmi annunciati.
Succede così che cittadini, ma anche parte della politica, predichi il ritorno ai vecchi cassonetti stradali, perché “almeno butto quando voglio”. Altro segno di frustrazione del sistema. Il livello di contropartita tra dovere di conferimento corretto e incentivo percepito appare insufficiente, ribadiamo. E non invoglia a seguire le regole.
Alternative e correttivi? Vista la difficoltà nel far decollare il porta a porta “puro” in tutto il territorio siracusano, è opportuno pensare a metodi ibridi. Insistere su un modello unico per tutta la città, non è scelta che funziona. Si deve riconoscere che zone urbane, zone balneari, contrade e frazioni sparse hanno esigenze diverse. Il modello può prevedere allaora una combinazione: porta a porta nelle zone ad alta densità e mini-centrali o cassonetti attrezzati nelle zone sparpagliate. con monitoraggio continuo delle performance zona per zona per rimodulazione del servizio e dei ritiri.
Nelle zone più “riottose”, dove il porta a porta risulta logisticamente complesso o poco rispettato, si possono installare cassonetti “smart” accessibili solo con tessera o badge attribuita all’utenza, così da combinare la comodità del conferimento nei contenitori stradali con la tracciabilità immediata e la facilità (anche da remoto) nel sanzionare chi non partecipa al sistema collettivo. Altra opzione, applicata in contesti urbani simili a Siracusa, è quella della raccolta multimodale: una combinazione tra porta a porta per organico e carta e cassonetti intelligenti per le altre frazioni, più adatta ad aree urbane con scarsa collaborazione.
Per non mortificare ulteriormente la buona volontà dei cittadini, il sistema “chi produce meno/conferisce meglio, paga meno” va attivato su scala reale e visibile: dotando le utenze di misurazione (conteggio sacchi, peso, badge) e prevedendo sconti tangibili in fattura.
A Siracusa si producono ancora troppi rifiuti. Nel 2023 (ultimo dato disponibile) la produzione pro capite si attesta a 521 kg per abitante, con un leggero aumento rispetto al 2022 (+1,8 kg). Questo dato è superiore alla media regionale siciliana, che è di circa 449 kg/abitante, e mostra una tendenza opposta rispetto alla riduzione osservata in molte altre province dell’isola.




Salmonella nei prodotti agricoli siciliani? Il Consorzio Igp Pachino e Sammartino: “Falso”

L’assessore all’Agricoltura e vice presidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, interviene in replica alla notizia diffusa oggi da alcuni organi di informazione su presunti focolai di salmonella nei prodotti agricoli provenienti dalla Sicilia. “Le verifiche condotte dalle autorità sanitarie regionali e nazionali, così come i dati riportati nel recente rapporto congiunto di Ecdc ed Efsa, non hanno rilevato alcun caso di contaminazione sui campioni di pomodoro prelevati in Sicilia. Ma quale salmonella, i pomodorini ciliegini siciliani fanno bene alla salute e sono buoni!”.
Anche il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino precisa che “nessuna segnalazione è giunta a tale proposito dai propri associati”. E’ quanto dichiara il presidente del Consorzio, Sebastiano Fortunato, che spiega:
“Se ci fosse una problematica di tale gravità ce ne saremmo certamente accorti, visto che mangiamo il nostro pomodoro ogni giorno” aggiungendo che “non si può non rilevare come gli attacchi a pomodoro italiano si stiano sempre più intensificando, quasi ci fosse una precisa strategia per affossare un prodotto che tutto il mondo ci invidia. Ciò che è certo, è che siamo ogni giorno schiacciati dalla concorrenza sleale messa in atto da paesi extra UE che inondano l’Europa di pomodoro a prezzi insostenibili per il sistema lavorativo italiano, con disciplinari che consentono l’uso di fitofarmaci che in Italia sono vietati da decenni”.




Vertice sulla refezione scolastica, Bandiera annuncia controlli sul peso delle porzioni servite

Un confronto partecipato negli uffici comunali, per affrontare le criticità del servizio di refezione scolastica. Un incontro “interlocutorio ma utile”, ha detto al termine l’assessore Edy Bandiera che ha convocato il vertice con l’azienda che gestisce il servizio (Grande Ristorazione), insieme a rappresentanti del comitato mensa, dei genitori ed a diversi dirigenti scolastici.
“Sono stati affrontati i principali problemi segnalati dalle famiglie, ascoltando le diverse posizioni e cercando soluzioni condivise. L’azienda ha fornito chiarimenti puntuali sulle questioni sollevate, ma abbiamo ritenuto opportuno programmare ulteriori verifiche e riscontri, anche in vista di un nuovo vertice fissato per la fine di novembre”.
Bandiera ha quindi anticipato che saranno disposti controlli a campione, anche a sorpresa, negli orari di mensa. Le verifiche riguarderanno in particolare il peso delle porzioni servite, giudicato insoddisfacente da numerose famiglie.
Non si escludono poi modifiche al menù, ritenuto da alcune parti poco allettante. Su questo punto, tuttavia, l’azienda ha ricordato che le tabelle alimentari e la composizione dei pasti sono stabilite dall’Asp, in base a criteri nutrizionali e sanitari.
Chiarito anche l’aspetto dei ritardi nella consegna dei pasti, legati – è emerso – a un duplice problema: la comunicazione tardiva del numero quotidiano di pasti prenotati e le richieste specifiche per esigenze alimentari particolari.
Infine, l’azienda ha mostrato foto e video per illustrare le modalità di lavaggio delle stoviglie, così da fugare dubbi e preoccupazioni emerse nelle ultime settimane.