Festa di Santa Lucia, novità nella traslazione e primi appuntamenti

Sarà il vescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, a presiedere la solenne celebrazione del 13 dicembre, Festa di Santa Lucia a Siracusa. Il tema scelto quest’anno è “… camminiamo insieme a Lucia”, nel percorso tracciato dal Cammino sinodale che si sta celebrando in questo momento in Diocesi.
Novità nella traslazione del simulacro in Cattedrale, il ritorno della processione in Borgata, fuochi d’artificio e gli appuntamenti collaterali saranno illustri nei prossimi giorni dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia.
In questi giorni, intanto, le reliquie della martire siracusana sono in visita in diversi istituti comprensivi e in alcune parrocchie della Diocesi. La festa entrerà nel vivo venerdì 9, alle ore 7.30, con la cerimonia della consegna delle chiavi da parte dei deputati e l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro. Alle ore 8.00 celebrazione eucaristica presieduta da don Gianluca Belfiore, parroco della chiesa di San Martino.
Una novità di quest’anno, come detto, è la traslazione del simulacro dalla cappella all’altare maggiore. Avverrà domenica 11, alle 11. A seguire alle ore 12.00 la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Francesco Lomanto.
Lunedì 12, alle ore 19.00, celebrazione dei Primi Vespri della Solennità. Al termine il sindaco di Siracusa, a nome della città, offrirà un cero votivo ed i sindaci della Diocesi offriranno un dono del loro territorio.




Il ministro Urso in Sicilia: “Ben chiuso vicenda Isab, ora la scelta del commissario”

Scatta oggi l’embargo via mare al petrolio russo ma per la zona industriale è, per fortuna, un giorno come un altro. Era la data “spartiacque”, ma il provvedimento con cui è stata temporaneamente posta sotto l’amministrazione dello Stato la grande raffineria Isab Lukoil ha fatto sparire tutti i nuvoloni che si erano addensati all’orizzonte.
Il ministro Urso, a Catania per un incontro con il presidente della Regione Schifani, non nasconde la sua soddisfazione. “Possiamo dire di avere ben chiuso il caso Lukoil. Scattano le sanzioni nei confronti del petrolio russo, ma i cancelli resteranno aperti, l’Isab continuerà a produrre, diecimila e più persone potranno proseguire a lavorare”, le sue parole.
“Non era scontato, abbiamo riesumato il dossier che era nei cassetti e in poche settimane abbiamo trovato una soluzione grazie alla piena collaborazione tra la Regione Siciliana e il governo di Roma, attraverso il mio dicastero”, sottolinea poi come a marcare ancora una volta la differenza di atteggiamento del governo Meloni rispetto al precedente esecutivo Draghi.
Resta da capire chi sarà il commissario designato per Isab. “Sulla figura dell’amministratore straordinario stiamo vagliando diversi profili di alta levatura – dice ancora il ministro per le imprese – ma sono felice di annunciare che abbiamo ricevuto una lettera di garanzia dall’autorità americana Olaf che ha garantito che nessuna banca italiana sarà sanzionata ove finanziasse l’acquisizione di petrolio per rifornire l’Isab. Nel contempo – ha aggiunto – sappiamo che dobbiamo collaborare con l’Eni per garantire questo approvvigionamento e abbiamo contezza che ci sono diversi investitori che stanno trattando l’acquisizione dello stabilimento. Per garantire il territorio, l’occupazione e la riconversione ambientale dell’impianto, porremo le prescrizioni della Golden Power, come ci consente la legge».




Dopo Isab, tocca ad Ias. La Regione: “Collaboriamo con magistrati, soluzioni per impianto”

L’avvenuta nazionalizzazione di Isab Lukoil mette la grande raffineria al riparo dagli effetti dell’embargo via mare al petrolio russo, che scatta da oggi. Adesso le attenzioni si concentrano tutte sul “caso” depuratore consortile di Priolo, gestito da Ias ed al centro di una inchiesta della Procura di Siracusa che si è mossa per disastro ambientale.
Dopo il tavolo tecnico di venerdì scorso a Palermo, il presidente della Regione, Renato Schifani, annuncia una serie di interventi. “Ho acquisito subito il dossier, ho convocato una riunione con tutti i dirigenti competenti, mi sono fatto una mia idea e a breve adotteremo dei provvedimenti finalizzati, da un lato, a collaborare con la magistratura e, dall’altro, a ripristinare l’efficienza dell’impianto nell’interesse pubblico, rimuovendo le cause di inidoneità”, ha detto nelle ore scorse il presidente.
Uno dei primi passaggi sarà sul capitale sociale della Industria Acqua Siracusana. “Siamo pronti – ha detto Schifani – anche a fare la nostra parte per intervenire sul capitale della Ias, assieme ai privati che fanno parte della compagine societaria». Parole che arrivano a margine dell’incontro a Catania con il ministro per le imprese, Urso.




Collegamento via mare Borgata-Ortigia, Gradenigo: “Il regolamento c’è, il servizio no”

Dal 2015 esiste un regolamento che disciplina il servizio di collegamento Ortigia-Borgata, via mare. Dallo Sbarcadero a Riva della Posta, con tanto di regole anche di dress code per i vogatori. Ma da quando il Consiglio comunale ha dato via libera al servizio, nessuna barca ha attraverso per questo fine il porto Piccolo di Siracusa.
“Otto anni dopo siamo ancora qui a parlare di quella che potrebbe essere una vera e propria attrazione”, commenta il presidente di Lealtà&Condivisione, Carlo Gradenigo. “Oltre ai posti lavoro, il collegamento via mare porterebbe alla formazione di nuove maestranze sia per la conduzione a remi che per la necessaria e impegnativa manutenzione e cura delle tipiche imbarcazioni di legno, oggi quasi scomparse nonostante l’iscrizione del gozzo siracusano nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Sicilia”, aggiunge.
Ed in una sorta di viaggio nel tempo, tornano alla mente eredità dimenticate come quella dei maestri d’ascia, dei calafatari. E di quei luoghi oggi in degrado.

foto: gozzo siracusano (ass. Il Gozzo di Marika)




Spaccio di droga, contrasto costante in via Santi Amato: ancora controlli

Via Santi Amato è ormai tristemente nota per essere un supermarket della droga. Nella nota piazza di spaccio cittadina sono quotidiani i controlli da parte della Polizia. Nelle ore scorse, agenti delle Volanti hanno identificato un uomo di 47 anni che stazionava a bordo di una autovettura. Aveva con sè una modica quantità di hashish per uso personale e, pertanto, è stato segnalato all’Autorità Amministrativa competente.
Segnalazione alla Prefettura anche per un 20enne di Melilli, sorpreso a Priolo con modica quantità di marijuana.




Processione dell’Immacolata a Siracusa, il percorso e le misure di viabilità

Ritorna la processione dell’Immacolata in Ortigia, a Siracusa. Il settore Trasporti e diritto alla mobilità ha emesso un’ordinanza con la quale dispone il divieto di sosta, con rimozione coatta, dalle 13 alle 24, nei due lati delle strade interessate dalla processione.
Ricordiamo che il percorso inizia da piazza san Giuseppe per poi proseguire in via della Giudecca, via Tommaso Gargallo, via dei Santi Coronati, via Maestranza, via Roma, piazza Minerva, piazza Duomo, via delle Carceri vecchie, via Ruggero Settimo, porta Marina, via Savoia, corso Matteotti, piazza Archimede, via Maestranza e concludersi in piazza San Giuseppe sempre attraverso via della Giudecca.




Ricordato il sacrificio del Carabiniere siracusano Carmelo Ganci, ucciso 35 anni fa

Commemorato oggi a Siracusa il 35.o anniversario della tragica scomparsa del carabinieri Carmelo Ganci. Al cimitero di Siracusa, picchetto d’onore e mazzo di fiori sulla tomba del militare.
Carmelo Ganci era nato a Siracusa il 30 luglio del 1964, a 18 anni si arruolò nell’Arma e fu ammesso a frequentare il corso d’istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (CA). Fu destinato alla Stazione Carabinieri di Massa Lubrense (NA), vicino Sorrento. In seguito venne trasferito in provincia di Caserta, presso la Stazione Carabinieri di Castel Morrone, dove prestò servizio per circa una decina di giorni prima di quel tragico 4 dicembre 1987, data in cui compì l’atto di valore per il quale venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare, concessa con D.P.R. del 31 ottobre 1988, con la seguente motivazione: “A diporto in abito civile unitamente a pari grado, appreso che poco prima quattro malviventi armati avevano perpetrato rapina ai danni degli avventori di un esercizio pubblico dandosi poi alla fuga a bordo di autovettura di grossa cilindrata, con altissimo senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo, si poneva alla loro ricerca con la propria autovettura. Intercettati i fuggitivi ed ingaggiato con essi conflitto a fuoco, nel corso di prolungato inseguimento ad elevata velocità fuoriusciva con l’auto dalla sede stradale finendo nella sottostante scarpata, ove, ferito ed impossibilitato a difendersi, veniva vilmente ucciso dai criminali con numerosi colpi d’arma da fuoco. Luminoso esempio di elette virtù militari, ammirevole abnegazione e dedizione al servizio spinto fino all’estremo sacrificio”.
Un destino beffardo accomunò in quel maledetto giorno il giovane carabiniere Ganci e il collega Pignatelli che, liberi dal servizio, a bordo di una Fiat Ritmo si lanciarono immediatamente all’inseguimento della Saab 9000 di una banda responsabile di una rapina consumata pochi minuti prima nel centro abitato campano. Per un’incredibile coincidenza, dopo un lungo inseguimento e pur non avendo percorso la stessa strada, i due Carabinieri intercettarono l’auto incriminata tra Castel Morrone e Piana di Monte Verna. I rapinatori, dopo una curva ed approfittando dell’oscurità, svoltarono in aperta campagna, e, spegnendo i fari, attesero il passaggio di Ganci e Pignatelli. I due militari, raggiunti, affiancati e mandati fuori strada, diventarono bersaglio facile dello spietato commando che, imbracciando un fucile si accanì con inaudita violenza contro di loro. I due militari rimasero feriti e, pertanto, impossibilitati a muoversi e a difendersi; una condizione di debolezza che, secondo la sentenza che anni dopo condannerà all’ergastolo i tre autori, non sfuggì ai rapinatori. I tre, da quanto emerso dall’inchiesta, scesero dalla loro Saab e, a sangue freddo, fecero di nuovo fuoco per essere sicuri di aver ucciso i militari tant’è che a terra furono ritrovati oltre 60 colpi esplosi.




Luminarie natalizie accese dal 7 dicembre, affidato il servizio con un ribasso di 13 euro

Si accenderanno il 7 dicembre le luminarie cittadine a Siracusa. E rimarranno allestite sino al 21 gennaio del 2023, per garantire anche la ricorrenza del compatrono San Sebastiano. Palazzo Vermexio ha affidato alla Lucerna srl (sede a Gavina di Catania) il servizio per “decorare le vie del territorio comunale e dei quartieri di Cassibile e Belvedere con luminarie artistiche e natalizie”. Il costo per le casse comunali è di 138.786,12 euro e comprendono il noleggio, la posa in opera, la manutenzione ed il successivo smontaggio.
Non è passato, però, inosservato il mini ribasso d’asta praticato: lo 0,01% della base d’asta, pari ad appena 13,88 euro. L’ex assessore comunale Alfredo Foti (Pd) sceglie la via dell’ironia e sui social commenta: “Stupendo! Avremo le luminarie! Stupendo anche il ribasso!”, allegando uno screenshot della determina di affidamento. Tra i commenti anche quello dell’ex ingegnere capo del Comune di Siracusa, Natale Borgione, che offre una particolare chiave di lettura: “Fare un ribasso del genere ha solo un significato:
Partecipo per non partecipare. Speriamo che il risultato finale non sia altrettanto arrisicato!”.
Una prima procedura sul MePa, ad inizio novembre, era stata poi annullata dal Comune di Siracusa per aggiungere anche la realizzazione di due alberi di Natale per Mazzarona e Belvedere. Alla successiva procedura, sono stati invitati a partecipare due operatori del settore. Ma alla scadenza non è giunta alcuna offerta. Così, il 25 novembre, gli uffici hanno attivato una terza procedura sul MePa, invitando la ditta Lucerna a presentare una offerta economica entro il 28 novembre scorso. Alla scadenza, è arrivata la proposta oggetto di affidamento.
Le luminarie, a led, non dovrebbero avere un particolare impatto sul conto energetico del Comune, assicurano fonti di Palazzo Vermexio.




Rimborso tributi sisma del 90, nuovo emendamento: “Soddisfare tutte le richieste”

Per il famoso rimborso dei tributi sospesi a seguito del sisma del 1990, è stato presentato un emendamento in commissione Bilancio in Senato. Si richiede il rimborso di tutte le istanze depositate e validate. Tra i firmatari, il senatore siracusano del Pd, Antonio Nicita. Il deputato regionale Tiziano Spada (Pd) sposa l’iniziativa, affinché “vengano soddisfatte tutte le richieste di rimborso e non soltanto quella metà che le somme disponibili potrebbero assicurare”.
L’ammontare delle domande presentate e validate “è di 320 milioni di euro ma le somme finora stanziate, pari a 160 milioni di euro, sono sufficienti alla copertura del 50% della cifra dovuta”, spiegano Nicita e Spada. “La Cassazione – ricordano i due esponenti del Pd – ha sancito l’obbligo di adempiere integralmente al rimborso degli importi derivanti dall’ottemperanza delle sentenze tributarie. Questo ha reso le somme precedentemente stanziate insufficienti. Per un integrale soddisfacimento delle istanze validate occorrerebbero infatti ulteriori 160 milioni di euro. E proprio questa è la cifra prevista dall’emendamento”.
Anche negli ogni scorsi il tema era stato portato all’attenzione dei governi, con il raggiungimento di diversi risultati per i contribuenti delle province di Siracusa e Ragusa. Ma gli uffici centrali hanno palesato più di una difficoltà tecnica e contabile per raggiungere la copertura totale dei tributi.

foto dal web




Il Reliquiario di Santa Lucia al Comando provinciale dei Carabinieri di Siracusa

Il reliquario di Santa Lucia ha raggiunto quest’oggi il Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa.
Le reliquie sono state accolte dal comandante provinciale, il colonnello Gabriele Barecchia, dal cappellano militare dei Carabinieri per la Sicilia Orientale, don Rosario Scibilia, e da una nutrita rappresentanza di ufficiali, marescialli e carabinieri in congedo dell’ANC.
Nel salone del Comando, un sentito momento di preghiera. La fedeltà e l’amore di Santa Lucia verso il prossimo sono state paragonate all’impegno e alla fedeltà che ogni Carabiniere, con il Giuramento prestato, dimostra nel quotidiano servizio, operando sempre in favore di cittadini e Istituzioni.
Quando il reliquiario ha lasciato il Comando, gli sono stati tributati gli onori militari.