Riapre la “Stanza Rosa” all’Umberto I per l’accoglienza di donne vittime di violenza

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, verrà riattivata la “Stanza Rosa”, nell’area di emergenza dell’ospedale Umberto I di Siracusa. E’ dedicata all’accoglienza privilegiata e all’ascolto delle vittime di violenza. Riparte anche l’attività del “Centro Ascolto alle vittime di violenza” dell’Asp di Siracusa.
Ritorna una delle misure messe in campo dal sistema locale per il benessere e la protezione delle donne vittime di violenza.
Nell’androne principale dell’ospedale di Siracusa, dalle ore 9 alle ore 13 dal 24 al 26 novembre, saranno allestiti punti informativi interistituzionali, per dare alla popolazione la possibilità di conoscere gli strumenti che l’ordinamento offre a sua tutela sia in termini di conoscenza dei servizi sanitari e sociali che di concreto aiuto a chi, subendo e spesso non riconoscendo la violenza sofferta, rischia di compromettere il proprio equilibrio e la propria salute.
Saranno allestite postazioni delle Forze dell’Ordine, dei Servizi Sociali del Comune e dell’Azienda sanitaria con punti informativi dell’Urp, del Coordinamento violenza di genere, dell’Educazione alla Salute per la diffusione di informazioni con la distribuzione di materiale illustrativo sui vari temi della prevenzione sanitaria, dello Spresal per la tutela delle donne nei luoghi di lavoro, del Centro screening oncologico, con la consegna alla popolazione target dei kit per l’esame di prevenzione del tumore al colon retto e la possibilità di prenotare gli esami per la prevenzione del tumore della mammella e del collo dell’utero.
Il messaggio che sarà lanciato da questa sede è che la violenza è un problema di salute pubblica e di violazione dei diritti umani dinanzi al quale tutte le Istituzioni, che agiscono in rete, devono offrire tutti gli strumenti che la normativa prevede: lo Stato c’è e agisce attraverso le sue Istituzioni.




Emesso oggi il francobollo dedicato a Siracusa, primo annullo al Vermexio

E’ stato emesso oggi il francobollo della serie Turistica dedicato a Siracusa. Fa parte della serie tematica “il Patrimonio naturale e paesaggistico” ed ha valore della tariffa B, pari a 1,20€.
Completano le emissioni odierne i francobolli Riccione, Candelo e Venafro. Tiratura da 250.012 esemplari per ciascun francobollo.
I francobolli sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.
Il bozzetto per il francobollo dedicato a Siracusa è a cura di Maria Carmela Perrini.
Ciascuna vignetta raffigura una veduta della località rappresentata e precisamente, per Siracusa, uno scorcio del Castello Maniace che si affaccia imperioso sul Mar Ionio.
Completano i francobolli la legenda “SIRACUSA”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’ufficio postale di Siracusa 2.
I francobolli e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” e sul sito poste.it.
Per l’occasione sono state realizzate quattro cartelle filateliche in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al prezzo di 15€ per ciascuna cartella.
Primo annullo oggi al Salone Borsellino di Palazzo Vermexio. Con il vice sindaco Pierpaolo Coppa e l’assessore alla Cultura Fabio Granata, erano presenti il responsabile commerciale Filatelia di Poste Italiane Marco De Nicola, il responsabile regionale Biagio Di Mare, l’ex ministro Lucia Azzolina ( che insieme al sindaco Francesco Italia ha seguito l’iter della pratica ), ed il dirigente del settore Vincenzo Miccoli.
Per il vice sindaco Pierpaolo Coppa, “quella odierna costituisce l’ulteriore conferma della grande importanza che lo Stato riconosce a Siracusa. Un francobollo in tiratura limitata- ha aggiunto- rende ulteriormente prestigio a questo riconoscimento”.
E’ toccato all’assessore alla Cultura, Fabio Granata spiegare la scelta del Maniace, “esempio del primo Rinascimento europeo nonostante l’edificazione nel Tardo Medioevo. Con esso e in esso Federico II volle realizzare quell’idea del mondo legata all’identità mediterranea a lui tanto cara”.
Granata ha concluso il suo intervento con l’invito a Poste Italiane di dedicare un francobollo anche ad Enzo Maiorca, “uomo vissuto a cavallo tra due millenni che con la sua leale sfida sportiva alla natura ha incarnato lo spirito classico dell’eroe greco”.




Giornata internazionale dell’Albero, piantumazioni nelle scuole di Floridia ed Siracusa

Un albero a ogni istituto comprensivo di Floridia. Un Quercus Ilex al Pirandello, un Jacaranda Mimosifolia al Quasimodo e un Carrubo (Ceratonia Siliqua) al Volta. Li ha donati l’associazione naturalista “Cibele, tra cultura e natura”, ieri, in occasione della Giornata nazionale dell’albero.
Tre alberi, tre momenti e tre luoghi diversi per un unico, prezioso obiettivo, sintetizzato nelle parole di Marco Carpinteri, presidente dell’associazione Cibele: «Si tratta di un gesto simbolico ma doveroso – ha detto – per sensibilizzare i giovani studenti sull’importanza dei temi ambientali e i benefici del verde nei nostri quartieri».
Un concetto, questo, ribadito dal messaggio contenuto nelle targhe che l’associazione ha voluto collocare ai piedi di ogni albero: “Chi pianta un albero, pianta una speranza” (Lucy Larcom).
Alla cerimonia per piantare gli alberi hanno partecipato, tra tanti alunni, il presidente e i soci fondatori dell’associazione Cibele nata per continuare e coltivare la conoscenza, il rispetto e l’amore per la natura, profusi e trasmessi da Gaetano Carpinteri, naturalista di Floridia, morto l’anno scorso a 43 anni. Presenti, per quella che è stata una mattinata di festa e di riflessione, allietata dalla musica di Salvo Tempio, anche i dirigenti scolastici dei tre istituti comprensivi.
A Siracusa, invece, i soci del Lions Club Siracusa Host, in occasione della ricorrenza della festa internazionale dell’albero, hanno piantumato presso l’istituto Paritario “Sacro Cuore” cinque alberi di Abete .
Gli alberi sono stati disposti a cerchio a simboleggiare il mondo. Ogni abete indica un continente.
Alla presenza di suor Ester, Madre Generale delle suore, di suor Caterina, Direttrice dell’istituto, del Presidente del Lions Club Siracusa Host Giovanbattista Aloi, insieme ai soci Bruno Maltese responsabile del service ecologico ambientale, Paola Migliore, Concetta Maida, Nelly Fosini ed Enzo Mauro, gli alunni dell’ Istituto hanno piantumato i cinque abeti con lo slogan “l’ albero è vita e la vita è Pace”.




Dispersione idrica e costi energetici, i vertici della Dam a Palazzo Vermexio

Incontro questa mattina a Palazzo Vermexio fra il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, e Juan Godoy, presidente di DAM (socio unico di Siam, gestore del servizio idrico nel capoluogo). Insieme a Godoy c’erano anche Juan Ignacio Garcia e Martin Estrela, rispettivamente direttore generale e direttore amministrativo della DAM, oltre che dai vertici della Siam.
Il presidente Godoy, in questi giorni in visita a Siracusa, ha voluto incontrare il primo cittadino per parlare della situazione della rete idrica e dell’aumento dei costi energetici, ma anche dei progetti presentati dal gruppo a Siracusa e della disponibilità a effettuare investimenti mirati al miglioramento della rete e all’efficientamento energetico della città.
Il colloquio è durato circa un’ora. Emersa la volontà di intervenire sui costi energetici e di adottare strumenti che possano incidere sui problemi di dispersione della rete: due vicende che producono effetti sui costi a carico dei cittadini.
“Tenevo molto a incontrare il sindaco Italia – ha affermato Godoy – per conoscerci e per confrontarci su tanti punti. Da questo colloquio, oltre a un clima di cordialità e fiducia, è emersa anche una visione comune, una unità di intenti sulla strada da intraprendere per continuare a migliorare la qualità della vita della città”.




Lealtà&Condivisione: “tempi certi per la realizzazione degli investimenti su rete idrica”

Lealtà&Condivisione torna all’attacco sul tema della gestione idrica a Siracusa. Il presidente del movimento, Carlo Gradenigo, torna nuovamente a chiedere “contezza sui tempi di realizzazione di tutti i punti dell’offerta tecnica” siglata un anno addietro all’atto del contratto per la gestione del servizio.
Non a caso, Gradenigo – ex assessore ai servizi – rilancia il tema in contemporanea con la presenza a Siracusa dei vertici di Dam, la società spagnola socio di Siam.
Già realizzate le 11 docce temporizzate per le spiagge libera ed i solarium come le 7 casette per la distribuzione gratuita dell’acqua potabile. “Restano però diversi altri punti”, sottolinea il presidente di L&C. E li elenca: “l’installazione di novemila kit di efficientamento per la riduzione del consumo idrico in scuole ed edifici pubblici; la creazione dello sportello elettronico Net@web e realizzazione dell’app utenti per la gestione delle pratiche da remoto; la realizzazione di 5 nuovi sportelli Siam distaccati (Belvedere, Cassibile, Mazzarona, Santa Lucia, Zona Balneare); il recupero, gestione e manutenzione di tutte le fontane cittadine ricadenti anche all’interno di parchi, ville o piazze comunali (es. Piazza Adda, Largo Dicone etc.); lo sconto del 3% in tariffa per gli utenti che dimostrano di attuare sistemi di risparmio idrico in casa propria; revamping/aggiornamento impianti con acquisto e montaggio di nuovo essiccatore presso depuratore di Canalicchio”.
Nel piano triennale allegato al bando – ricorda ancora Lealtà&Condivisione – erano anche previste opere e realizzazioni come, ad esempio, il progetto esecutivo per l’eliminazione sversamento reflui depuratore nel porto grande; il progetto esecutivo per il riuso condotta ex cassa del mezzogiorno e captazione acque Anapo (Pantalica); condotte idriche e fognarie da estendere a Fontane Bianche ed in alcune zone del Plemmirio. “Servizi, progetti e opere per un totale di oltre 4,5 milioni di euro in 3 anni da reinvestire sul servizio idrico cittadino” e su cui Lealtà&Condivisione chiede certezza sui tempi realizzativi.




Conto alla rovescia per salvare Isab Lukoil, i sindacati rilanciano: “Proteste eclatanti”

I sindacati unitari – Cgil, Cisl e Uil – pensano a nuove azioni di protesta dopo il deludente esito del vertice ministeriale sul salvataggio Isab Lukoil. “Più eclatanti ed incisive” – dicono – rispetto alla mobilitazione generale di venerdì scorso a Siracusa.
Tra poche settimane, il 5 dicembre, entrerà in vigore l’embargo via mare al petrolio russo. Una misura che metterà all’angolo la produzione della grande raffineria siciliana, verso la quale le banche hanno da tempo chiuso le linee di credito per overcomplaince, rendendo impossibile l’approvvigionamento di grezzo da altre fonti. Proprio il sistema bancario il grande assente – seppur invitato – al summit romano.
Il governo ha rinviato ogni soluzione ad una eventuale richiesta di deroga all’Ue, forse fuori tempo massimo, e ad un altro passaggio con Sace per aumentare le garanzie statali. “E intanto lo spettro di una chiusura della Lukoil si avvicina sempre di più e con esso si complica sempre più il destino occupazionale di migliaia di lavoratori. Il conto alla rovescia è già partito per la Lukoil e per tutto il nostro apparato industriale. Al tavolo ministeriale, nonostante sollecitati, non vengono affrontati i temi cruciali del sequestro dell’impianto di depurazione (IAS) e della prospettiva futura dell’intero nostro Polo industriale. Assolutamente marginale e quasi silenziosa la posizione del presidente della Regione Sicilia, presente ai lavori. L’assenza al tavolo del sistema bancario Italiano, nonostante fosse invitato a partecipare ai lavori, oltre ad essere uno sgarbo istituzionale, non lascia presagire nulla di positivo”, ruggiscono i sindacati. “Noi non staremo a guardare, né faremo da stampella a nessuno. Nelle prossime ore decideremo ulteriori azioni di protesta più eclatanti ed incisive”.




Prima l’Italia traccia la via, Vinciullo: “Nazionalizzare Isab Lukoil, non si perda tempo”

Prima l’Italia rilancia la nazionalizzazione per salvaguardare produzione e occupazione della grande raffineria Isab Lukoil. E’ Enzo Vinciullo a ribadire la strada da seguire, dopo l’incontro al Ministero delle Imprese di venerdì scorso che non ha sortito l’effetto sperato. “Non si può perdere ulteriore tempo, dal momento che le banche hanno deciso di disertare il tavolo ministeriale, mostrando una sostanziale indifferenza nei confronti del dramma che stanno vivendo migliaia di lavoratori con le rispettive famiglie. La nazionalizzazione della Isab-Lukoil è l’unica soluzione possibile ed immaginabile avendo, fra l’altro, al Ministero dello Sviluppo Economico intuito le difficoltà che si opponevano ad una soluzione positiva di una problematica così complessa e così difficile”, le parole del coordinatore provinciale del partito.
In sostanza, il governo dovrebbe applicare lo stesso schema adottato in Germani per le raffinerie Rosneft. “Lo stesso governo tedesco – ricorda Vinciullo – già precedentemente era intervenuto per nazionalizzare o comunque per mettere sotto il controllo statale la Uniper, un gruppo energetico che in Germania è di primaria importanza, così come Isab-Lukoil in Italia”.
I sindacati fanno però notare che la partita è doppia. L’altra incognita per il futuro del polo industriale siracusano è legata alla depurazione dei reflui ed alla situazione del depuratore consortile gestito da Ias e attualmente sotto sequestro. “Non si può continuare a sottovalutare il problema sollevato dagli organi competenti al controllo dell’impianto che hanno indicato precise prescrizioni, non applicabili attualmente nella loro interezza. Quindi, si torna ad invocare l’intervento del Signore delle Leggi, cioè il Parlamento nazionale che, di concerto con la Regione Siciliana che ha potestà concorrente con lo Stato sull’argomento, potrà predisporre un provvedimento urgente in modo da equiparare il depuratore di Priolo a quello di Gela e di Taranto, garantendone la funzionalità fino agli interventi che si riterranno necessari”. Tra questi, anche la realizzazione di un nuovo impianto, interamente privato e finanziato dalle stesse aziende dell’area del petrolchimico.




Aeronautica e via Elorina, progetto waterfront: “si rilanci confronto con la Difesa”

Dieci mesi fa, l’allora sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè – oggi parlamentare di Forza Italia – apriva a Siracusa all’ipotesi di una parziale smilitarizzazione della grande area di via Elorina, di pertinenza dell’Aeronautica. Per quell’importante annuncio, venne a Siracusa anche il generale Caccamo, responsabile delle dismissioni della Difesa. Sembrava l’impulso decisivo per il progetto del water front immaginato e progettato dal Comitato per la riqualificazione ed il decoro di Siracusa. “Restituirebbe alla città un’area di straordinaria suggestione urbana, civile e turistico-culturale, che a differenza degli anni 20 quando era area periferica e paludosa, è ora invece inserita nel contesto urbano e centrale di Siracusa, a soli 900 metri dal suo centro storico”, ricordano alcuni dei professionisti che fanno parte del Comitato. Nomi di primo piano della cosiddetta società civile di Siracusa come l’avvocato Umberto di Giovanni gli ingegneri Pucci La Torre e Gino Montecchi e ancora Roberto Fai, Marco Ruscica, Francesco Sgarlata, Renato Cappuccio, Pietro Gallaro, Natale Bordonali e Stefano Bonifacio.
Dopo le elezioni e la nascita di un nuovo esecutivo, emerge con forza oggi la necessità di riavviare i contatti con il Ministero della Difesa e le sue strutture, per non perdere l’occasione – non a torto definita “storica” – di pensare un nuovo sviluppo per Siracusa. “Si avvii al più presto anche in sede nazionale ogni valutazione sul destino dell’area sulla base dell’idea progettuale esposta e richiamata”, l’invito che parte dal Comitato che, questi mesi, ha seguito la definizione di una sorta di progetto di massima, insieme all’amministrazione comunale.

“Dal momento stesso in cui il sottosegretario alla Difesa annunciava, con sorpresa dei presenti, che quell’area poteva essere smilitarizzata e concessa al territorio di Siracusa all’interno di un organico disegno di riqualificazione, il sindaco Francesco Italia e l’assessore Pierpaolo Coppa coinvolgevano il nostro Comitato in un lavoro di analisi e studio su un’area più ampia e sulle zone limitrofe per verificare le condizioni di poter fare redigere uno studio di fattibilità tecnico-economico da prospettare al Ministero della Difesa e ai vertici militari. Da quel momento – ricordano – diversi sono stati gli incontri in presenza tra il Comitato e l’assessore Coppa, coadiuvato dai tecnici del Comune di Siracusa, ove si è discusso circa la necessità di dover predisporre un ‘documento di fattibilità delle alternative progettuali’ prima ancora di poter redigere uno studio di fattibilità tecnico-economico. Si sono quindi esaminati diversi aspetti tecnici, quali vincoli e concessioni preesistenti riguardanti le aree limitrofe all’area oggi ex Idroscalo, in una proiezione urbana più ampia del contesto posto a base dello studio; senza considerare che dovrà tenersi in conto che le aree deputate alla realizzazione del porto turistico Marina di Archimede, dopo il suo fallimento, sarebbero state completamente svincolate da una recente decisione del TAR”.
Cosa è stato fatto in questi mesi? “L’impegno di questi mesi è quindi transitato da ipotesi di progetti di massima, relativamente all’utilizzo dell’area, alle sue possibili e plurali destinazioni naturalmente sempre ad uso pubblico: in primo luogo viarie, veicolari, ciclo-pedonali, di svago, ecc. (water-front sul mare), e in secondo luogo, anche previa riqualificazione ed eventuale recupero/trasformazione di parte degli immobili esistenti, per destinazioni culturali, sociali e turistiche, sport e tempo libero. Si tratta, senza alcun dubbio, di una delle più straordinarie operazioni di ricucitura urbanistica col resto del centro-città, per aprire la strada ad un progetto di grande suggestione estetica e civile e di maggior prestigio degli ultimi 50 anni per Siracusa. Basti solo pensare al collegamento sinergico e di intensa tessitura urbana che l’area dell’ex Idroscalo non potrà che avere con lo scenario di riqualificazione della futura Stazione Marittima al Molo Sant’Antonio, della Stazione Centrale, del sito archeologico del Ginnasio Romano, del Mercato Ittico, dell’ex Macello Comunale, ecc.: tutte aree, per le quali sono in corso importanti progetti di riqualificazione da parte dell’Amministrazione Comunale”. L’occasione del Pnrr e delle sue risorse è più unica che rara. Difficilmente passerà di nuovo un simile treno nei prossimi 50 anni.




Monumento di Archimede, scaduta convenzione. Chi lo protegge da tempo e vandali?

Nei giorni scorsi ci siamo occupati del monumento di Archimede, sul rivellino del ponte Umbertino (clicca qui), con alcune domande su manutenzione e conservazione del complesso. Riceviamo alcune precisazioni da parte della Nite Technology, l’azienda svizzera specializzata nella produzione ed applicazione di nanotecnologie per le infrastrutture che fino ad agosto 2022 si è presa cura del monumento. Lo ha fatto in seguito ad un protocollo quinquennale, a costo zero per il Comune di Siracusa, siglato insieme alla Tre.Gi Tour.
Dal 2017 e fino al giugno del 2022, i tecnici dell’azienda “con cadenza ordinaria di circa 6 mesi” hanno portato avanti “attività di pulizia e ripristino delle superfici metalliche della statua e delle superfici lapidee del complesso stesso, con rimozione costante di scritte e tag di ogni genere e di atti vandalici”.
Per quel che riguarda l’impianto luminoso, purtroppo il complesso sconterebbe una originaria “non conformità” (nota già nel 2017, ndr) che non ha permesso di andare oltre ad una parziale manutenzione.
Poi la conferma. “La posizione del complesso monumentale, praticamente in riva al mare, deve per forza prevedere un programma manutentivo almeno semestrale delle superfici metalliche. E soprattutto deve prevedere una completa pedonalizzazione dell’area, per evitare il transito e la sosta di scooter o automobili da parte di incivili di ogni sorta”, spiegano dalla Nite Technology.




Fotovoltaico, diverremo una distesa di pannelli? “Tavolo tecnico per regole certe”

I progetti di impianti fotovoltaici da realizzare su terreni agricoli in provincia di Siracusa fanno discutere. Dal grande impianto presentato della Lindo srl tra Canicattini e Siracusa per arrivare a quello tra Noto e Pachino, sono polemiche e ricorsi.
Una proposta che possa mettere ordine sul tema è partita proprio da Noto, durante un incontro dedicato al tema ed a cui hanno partecipato il sindaco, Corrado Figura, il parlamentare Filippo Scerra (M5s) ed il deputato regionale Carlo Gilistro (M5s) insieme ai rappresentanti dei Comuni di Rosolini e Pachino e varie associazioni che si occupano di salvaguardia e promozione del territorio, tra cui Italia Nostra e La rete dei comitati siciliani.
L’idea è quella di un tavolo permanente, “per coniugare le esigenze di efficienza energetica e la tutela e valorizzazione del patrimonio agricolo, paesaggistico, culturale ed enogastronomico”. Una sorta di camere di compensazione di esigenze diverse ma degne di tutela, per evitare che la poca redditività delle campagne spinga i proprietari a cedere tutto e – a fronte della richiesta attuale – trasformare il territorio in una distesa di pannelli.
“Ribadisco che l’amministrazione è sempre aperta al dialogo e al confronto. Siamo favorevoli all’energia alternativa e rinnovabile nelle aree che non hanno vincoli paesaggistici e archeologici, perché siamo favorevoli alla tutela del paesaggio e allo sviluppo ecosostenibile”, ha detto il sindaco di Noto, Corrado Figura, intervenuto all’incontro alla Loggia. Il primo cittadino netino spiega poi a proposito dell’impianto previsto a ridosso della riserva di Vendicari: “Sul fotovoltaico nel Val di Noto, il comune di Noto ha revocato il ricorso al Tar perché ha ricevuto le autorizzazioni della soprintendenza paesaggistica e archeologica e l’impianto non rientra né nella riserva né nella zona pre-riserva. Ci sono anche le autorizzazioni della Regione e del comitato Tecnico Scientifico della Regione siciliana”. Figura ha ribadito che “si tratta di un intervento in cui sono presenti mitigazioni. Non è un intervento su 200 ettari ma su 10. E abbiamo fatto inserire nel progetto la presenza, attorno all’impianto, di una serie di alberi che rendano sostenibile l’impatto con il paesaggio e di vasche di raccolta a cui potranno attingere gli agricoltori delle aziende limitrofe e possano essere utilizzati per contrastare gli incendi, oltre al rifacimento della strada Maccari, la vecchia strada del vino”.
Il Consorzio di Tutela Val di Noto ha però sottolineato la carenza di dialogo intercorso nell’ultimo periodo con le istituzioni locali. “Ho saputo casualmente della nuova posizione dell’amministrazione di Noto in merito al ricorso al Tar”, ha detto il presidente, Nino Di Marco. “Ognuno deve fare la propria parte. Tutti vogliamo tutelare il nostro territorio. Noi non siamo contrari al fotovoltaico, quasi tutte le aziende della zona interessata li possiedono. Ma non dobbiamo commettere errori che possano compromettere il valore del nostro territorio e del nostro lavoro”, il suo monito.
Gli fa eco la vicepresidente della Strada del Vino, Luigia Sergio, che punta il dito su un’assenza di strategia. Strategia “necessaria per trovare un piano comune che possa durare nel tempo. Bisogna agire con lungimiranza – continua – e pensare ad un’azione che possa andare bene anche fra 20 anni”.
“I terreni agricoli, purtroppo poco redditizi, rischiano di essere abbandonati una volta per tutte, perdendo così quella risorsa che da sempre è l’agricoltura per la Sicilia. Ecco perché proporremo alla Regione ed al governo nazionale l’adozione di regole chiare come, ad esempio, l’indicazione ferma della porzione massima di terreno agrario coltivabile e/o coltivato sulla quale è consentita la realizzazione di impianti fotovoltaici o solari. Riteniamo, come M5S, che non debba essere superiore al 10% della dimensione del lotto e in ogni caso per una superficie totale non superiore ad un ettaro”, la posizione di Scerra e Gilistro. “Prima di trasformare i terreni agricoli o le aree naturalistiche in distese di pannelli fotovoltaici – proseguono – pensiamo alle comunità energetiche, ai tetti delle nostre città ed alle zone già industrializzate. Chiederemo l’apertura di un tavolo tecnico per la corretta gestione dei progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, evitando il far west attuale. Oggi siamo nelle condizioni di gettare le premesse per consegnare alle prossime generazioni una Sicilia green ed energeticamente efficiente”.
Anche Frankie Terranova, direttore della Strada del vino e dei sapori del Val di Noto, mostra entusiasmo in merito alla proposta di un tavolo permanente: “In questo modo potremo lavorare con costanza sul tema e monitorare la situazione. E soprattutto mantenere un dialogo costante con la Regione siciliana, che in questa vicenda non ci ha mai ascoltato. Da parte nostra c’è la disponibilità a trovare soluzioni condivise”.