Migranti, in 224 condotti in porto ad Augusta. Trasferiti in un centro di Rosolini

Nella serata di ieri, 224 migranti sono sbarcati ad Augusta. Hanno raggiunto il porto commerciale a bordo delle unità navali della Capitaneria di Porto, intervenuta in soccorso. Si tratta di egiziani, bengalesi, siriani e pakistani.
Dopo le prime procedure di accoglienza, sono stati trasferiti in un centro attrezzato di Rosolini viste le pessime condizioni atmosferiche che, in quei frangenti, caratterizzavano il porto di Augusta.
Questa mattina sono state completate le operazioni di fotosegnalamento ed identificazione, “per poter valutare la loro posizione nel territorio nazionale ed assicurare i conseguenziali provvedimenti”, spiegano dalla Questura di Siracusa.

foto archivio




Verso le amministrative: a Priolo ufficiale la candidatura di Michela Grasso

Il 2023 è l’anno delle elezioni amministrative nel capoluogo. Ma anche in provincia i cittadini torneranno alle urne, come ad esempio a Priolo. Nella cittadina industriale diventa ufficiale una prima candidatura a sindaco ed è quella di Michela Grasso, moglie dell’ex primo cittadino Antonello Rizza. “Ho deciso di candidarmi pur consapevole delle enormi responsabilità che tale scelta comporta. Sento forte l’esigenza di cambiare il corso delle cose in questo nostro paese, il cui declino valoriale, economico, politico ed amministrativo ha allontanato gli uomini e le donne perbene dalla politica”, spiega presentando la sua candidatura, al momento sotto le insegne del civismo, senza partiti alle spalle.
“Da madre, dunque, ancor prima che da candidata a sindaco, diventa un preciso dovere morale, provarci e metterci la faccia. Da sempre vivo, respiro e amo Priolo. Sogno un paese dove competenza, professionalità e merito siano la cifra dell’impegno. Un paese dove il lavoro sia un diritto e non un favore. Nelle prossime settimane apriremo una lunga fase di ascolto, per calibrare al meglio le priorità da inserire in un programma elettorale che non sia un libro dei sogni”, racconta Michela Grasso.




Povero Archimede, “dimenticato” sul rivellino dell’Umbertino. Chi si cura di quel simbolo?

Povero Archimede, “dimenticato” sul rivellino del ponte Umbertino. Il monumento-piazza dedicato al genio siracusano è caduto nel dimenticatoio. E pur essendo in una zona nobile, all’ingresso di Ortigia, visibile e ammirato da tutti, è finito nell’oblio delle cose siracusane. Lampade e led fulminati sarebbero quasi il male minore. Come molte delle cose “pubbliche” di questa città, anche il monumento ad Archimede è percepito come terra di “conquista”. Una delle ultime segnalazioni, riguarda la presenza sul basalto di ragazzini in scooter.
Stupirsene? Anche no, specie se la prima attenzione verso il bene pubblico viene a mancare proprio da parte dalle stesse istituzioni cittadine. Inaugurato il 13 marzo del 2016, circondato dall’entusiasmo di centinaia di siracusani, il complesso monumentale creato dallo scultore Pietro Marchese e dall’architetto Virginia Rossello, è stato sottoposto per l’ultima volta ad ottobre del 2017 ad un attento lavoro di pulizia, ripristino e protezione straordinaria. Un intervento realizzato senza costi per le casse pubbliche, grazie “all’adozione” del monumento da parte della Nite Technology, impresa svizzera specializzata nella produzione ed applicazione di nanotecnologie per le infrastrutture, e dalla TRE GI Srl, impresa siracusana alberghiera. Il contratto di sponsorizzazione tecnica siglato allora con il Comune aveva una durata di cinque anni.
Il monumento di Archimede, specie per la sua posizione, è soggetto a fenomeni di abrasione e corrosione che – se non adeguatamente contrastati – potrebbero seriamente danneggiare la statua. Problemi a cui si aggiunge adesso quello scarso senso civico che pervade chiunque entri in contatto con l’aria siracusana.
Stupito lo scultore Pietro Marchese, artefice della statua del genio matematico aretuseo. “Dispiace vedere che manchi ogni cura. Pensate che mi chiamano e mi scrivono da Siracusa per lamentare lo stato delle cose. Spero che la città riuscirà a mantenere quel complesso che con amore e passione abbiamo pensato e realizzato per Siracusa”, dice al telefono l’artista aretuseo di nascita ma ormai trapiantato a Finale Ligure.




Stato di emergenza per i danni del nubifragio a Pachino, Spada: “Mozione in Ars”

Il deputato regionale Tiziano Spada (Pd) ha presentato una mozione urgente per la richiesta della dichiarazione di stato di emergenza a Pachino, dopo l’alluvione dello scorso fine settimana. Firmano la mozione anche Michele Catanzaro e Dario Safina. I tre lamentano che “a un mese dalla dichiarazione di stato di crisi generato dal maltempo che ha investito il territorio siciliano, causando danni per milioni di euro, il governo regionale non ha ancora avviato gli interventi necessari per affrontare, gestire e superare l’emergenza”.
Nello specifico, la mozione impegna il governo regionale “ad adottare, nell’ambito delle rispettive competenze, anche in raccordo con il governo nazionale, tutti i provvedimenti e le azioni necessarie, finalizzate al riconoscimento e alla destinazione con carattere d’urgenza dei ristori commisurati alle richieste pervenute dai Comuni, anche in ordine alla quantificazione dei danni subiti dai privati nelle province di Trapani, Siracusa e Agrigento a seguito degli eventi alluvionali”.
Spada, nei giorni scorsi si è recato a Pachino per avere contezza della situazione. “Desolante lo scenario che si è presentato ai miei occhi e che non rende più rinviabile la necessità di dare risposte concrete alle aziende agricole su cui si basa gran parte dell’economia del territorio di Pachino, ma anche alle tante persone che lavorano in questo settore e ai cittadini più in generale che si sono ritrovati con le case allegate. Il governo regionale – conclude Tiziano Spada – deve immediatamente mettere in campo le azioni necessarie per fronteggiare questo disastro”.




Tablet in dono al comprensivo Martoglio, il bel gesto del Rotary Club Siracusa Ortigia

Il Rotary Club Siracusa Ortigia ha donato alcuni tablet all’istituto comprensivo “Nino Martoglio”. Verranno a disposizione degli studenti appartenenti a nuclei familiari più bisognosi. La donazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra l’Agenzia Governativa Americana USAID ed il Distretto 2110 Sicilia – Malta del Rotary International, nell’ambito delle azioni di contrasto alla pandemia da Covid.
Il Rotary Club Siracusa Ortigia ha scelto il Martoglio perché “è una valorosa scuola di frontiera, ubicata tra Santa Panagia e Mazzarona, la quale svolge un’importantissima opera di contrasto della dispersione scolastica, di istruzione e di educazione di bambini e ragazzi in una realtà di periferia, che presenta diversi profili di disagio socio economico e che troppo spesso è dimenticata dal resto della città”, spiegano dal Rotary Club Siracusa Ortigia.
Ad accogliere la donazione, la dirigente scolastica dell’istituto Clelia Celisi. La delegazione del RC Siracusa Ortigia era composta dal presidente Massimo Milazzo, dalla vicepresidente Concetta Ciurcina, dalla segretaria Michela Vasques, e dai componenti il consiglio direttivo Francesco Novara e Carmelo Susinni.




Deroga all’embargo per Isab: l’ipotesi scartata da Draghi, ora è ventilata da Urso

Mentre il governo Draghi non aveva neanche considerato l’ipotesi di deroga Ue per l’embargo al petrolio russo via mare, il nuovo esecutivo apre all’ipotesi. Lo ha fatto il ministro Alfonso Urso nel corso dell’incontro di questa mattina a Roma, dedicato al caso Isab Lukoil. Per salvare la grande raffineria siciliana, una delle opzioni di cui si è discusso è anche quella di una deroga in extremis al sesto pacchetto di sanzioni internazionali, che ha introdotto l’embargo. Quando nei mesi scorsi quelle misure vennero votate in sede europea, l’allora premier non fece alcun cenno alla deroga invece chiesta ed ottenuta da Paesi dell’est europeo.
L’europarlamentare indipendente Francesca Donato si dice subito pronta a sostenere con forza l’eventuale richiesta del governo italiano. “Sono molto soddisfatta dalla linea di difesa dell’interesse nazionale espressa dal ministro Urso sui problemi legati alla raffineria Isab-Lukoil di Priolo”, afferma in una nota stampa.
“Mi sembra molto importante – continua l’eurodeputata siciliana – che tra le strade che il governo è intenzionato a percorrere per evitare la chiusura della raffineria ci sia anche quella della richiesta in sede europea di una possibile deroga all’embargo”.
Nei giorni scorsi anche un altro eurodeputato, Ignazio Corrao, aveva aperto alla possibilità di tentare la carta – quasi disperata – della deroga all’embargo via mare per salvaguardare l’asset energetico strategico per l’Italia e per la Sicilia.




Vertice a Roma, ancora no soluzione per Isab Lukoil. Le banche grandi assenti

Si è concluso il vertice romano dedicato al caso Isab Lukoil ed all’imminente embargo al petrolio russo via mare. Deluso chi si attendeva una soluzione definitiva, come la nazionalizzazione od il ricorso ai fondi della società pubblica di financing Sace. Fase interlocutoria. Ma il tempo non è una variabile indifferente.
Il governo, con il ministro Adolfo Urso, ha riconosciuto l’importanza dell’asset industriale siracusano ed ha assicurato che continuerà ad adoperarsi sul sistema bancario, per agevolare la concessione di linee di credito per l’acquisto di grezzo da altre fonti, non russe. Ma sino ad ora gli strumenti messi in campo, comfort letter e garanzie fornite da Sace, non hanno convinto le banche. Proprio gli istituti di credito sono stati i grandi assenti al vertice di questa mattina. Un segnale di disattenzione, se non disimpegno, grave davanti ad una emergenza del Paese. C’erano, invece, il presidente della Regione, Schifani, le parti sociali ed i rappresentanti degli enti locali. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha proposto di aumentare le garanzie Sace, cogliendo una disponibilità di massima da parte del ministro Urso. “Se le banche non considerano sufficiente la confort letter, il governo si impegni allora a prestare ulteriori garanzie direttamente”, spiega proprio Italia che incassa una disponibilità di massima, qualora si rendesse necessario. Intanto, il governo si metterà a lavoro per un incontro con Abi che rappresenta il sistema creditizio italiano.
“Il Governo ha detto che in questa fase può tentare la strada della deroga o favorire la cessione”, spiega al termine il segretario nazionale della Uiltec, Andrea Bottaro. “Lo Stato deve intervenire per tutelare un asset strategico, anche attraverso la nazionalizzazione. Bisogna elaborare un piano industriale per l’area di Siracusa, comprendendo il ruolo che essa giocherà nei ragionamenti sulla transizione energetica. Perché occorre risolvere l’emergenza ma agire in maniera strutturale con serie politiche industriali”.
Anche il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, era presente al vertice. “Ho chiesto all’assessore alle Attività Produttive Girolamo Turano e al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che la zona industriale siracusana e i comuni che insistono nella provincia ottengano il riconoscimento di area di crisi industriale presso il Ministero dello Sviluppo Economico”. Due settimane, questo il tempo che servirà per avere delle risposte definitive. “Mi associo al dispiacere del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per l’assenza del mondo bancario, cruciale per il tema in oggetto. Noi dal canto nostro non abbassiamo la guardia nell’attesa che le giuste garanzie arrivino sia da parte della Sace, delle banche e dell’Europa, come è già stato in passato per altri casi simili”, le parole di Carta.
E adesso sale l’allarme per il rischio chiusura di Isab Lukoil. Il 5 dicembre entrerà in vigore l’embargo via mare al petrolio russo. Senza approvvigionamenti da quella data, la grande raffineria sarebbe costretta a chiudere. Durante l’incontro a Roma, i vertici di Isab Lukoil hanno spiegato che tra ampliamento stoccaggi e anticipo manutenzioni possono provare ad allungare la produzione, e la vita dell’impianto, sino a gennaio 2023, non oltre. La carta della disperazione è la deroga all’embargo, ma serve una interlocuzione fuori tempo massimo con l’Ue. Il governo ci proverà, tornando a valutare l’ipotesi della nazionalizzazione. Ma tra tentativi e “valutazioni” il tempo sta scadendo. E il disastro sociale per l’economia siracusana e siciliana è dietro l’angolo.
“Non c’è più tempo da perdere, auspichiamo una riconvocazione in tempi brevi del tavolo. Nel frattempo – conclude Bottaro – valuteremo con i lavoratori e con i colleghi di Cgil e Cisl la migliore strategia da mettere in campo”.




L’ottimismo di Schifani: “Isab, riunione interlocutoria ma importante. Governo garante”

“Una riunione interlocutoria ma molto importante”. Così il presidente della Regione, Renato Scifani, ha commentato il vertice di questa mattina a Roma con al centro la vicenda Isab Lukoil. “Il governo ha garantito con grande senso di responsabilità che la vicenda non potrà che trovare una soluzione: questo rasserena il governo regionale sul mantenimento dei posti dell’indotto”, ha aggiunto Schifani.
“Grande assente il mondo bancario – ha continuato Schifani – perciò è opportuna l’iniziativa del ministro Urso di interloquire con Abi e la sua disponibilità a tracciare un percorso che possa aumentare la percentuale di garanzia della Sace, attualmente al 70%. Chiaramente, se il mondo bancario non risponderà nemmeno per quel residuo che dovrà garantire, sarà necessario trovare altre strade. La sinergia tra la Regione Siciliana e il governo nazionale, in particolare con il ministero, è massima e l’assessorato alle Attività produttive del mio governo segue attentamente la vicenda anche per il riconoscimento dell’area di crisi nel Siracusano”.
Al tavolo Isab-Lukoil ha partecipato anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo che ha sottolineato la sinergia tra il governo siciliano e quello nazionale: «Abbiamo chiesto tutela per le migliaia di lavoratori dell’indotto e il riconoscimento dell’area di crisi industriale del polo di Siracusa che è un passaggio importante per poter portare investimenti e tutelare le aziende. Su questo abbiamo ricevuto massima disponibilità del ministro Urso e stiamo portando avanti tutti gli atti necessari».

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Il giorno della mobilitazione, Siracusa in piazza a difesa della zona industriale

E’ la giornata della mobilitazione per la zona industriale a Siracusa. Poco dopo le 9.30 il corteo dei sindacati, Cgil e Cisl in testa, ha iniziato a muoversi per raggiungere piazza Archimede, attraverso corso Umberto. Manifestazione partecipata, in attesa dei numeri forniti dagli organizzatori la sensazione è che la partecipazione sia però inferiore alle aspettative. Delegazioni arrivate da diverse parti della provincia ed anche da Ragusa. Non c’è il sindaco di Siracusa, volato a Roma per partecipare al vertice di quest’oggi al Ministero, proprio sul caso Isab Lukoil.
Alla partenza del corteo c’erano il parlamentare Filippo Scerra (M5s), i deputati regionali Carlo Gilistro (M5s) e Tiziano Spada (Pd). Lungo il corteo anche Davide Faraone e Giancarlo Garozzo, di Italia Viva. Tra i sindaci, Michelangelo Giansiracusa (Ferla) e Marco Carianni (Floridia).
Alla mobilitazione hanno aderito diverse scuole e associazioni datoriali e di categoria. Partiti e movimenti politici, alla spicciolata, nei giorni scorsi si sono prodotti in comunicati di adesione e condivisione dei temi: dalla vertenza Isab alla depurazione, fino alla transizione ecologica.
All’arrivo in piazza Archimede previsti su palco gli interventi dei sindacati, delle associazioni di categoria e delle istituzioni.
Tiene bene la mobilità, con il sistema dispiegato sin dalle prime ore del mattino dalla Polizia Municipale. Ortigia off-limits per consentire il corteo. Inevitabili comunque alcuni disagi per gli automobilisti, assorbiti comunque senza troppe conseguenze.




Lavoratori siracusani in presidio a Roma, la Uil: “Chiediamo nazionalizzazione Isab”

Mentre a Siracusa sfilava il corteo di Cgil e Cisl a sostegno della zona industriale e di tutte le sue vertenze (Isab, depurazione, transizione), a Roma circa trecento lavoratori aretusei hanno dato vita ad un presidio sotto la sede del Ministero che ospita oggi il vertice dedicato al caso Isab. A chiamarli a raccolta è stata la Uil che ha preferito concentrare le sue attenzioni sulla Capitale, defilandosi dalla mobilitazione sindacale di Siracusa, pure partita con le tre sigle confederali unite.

Al vertice romano siederanno al tavolo il ministro per le imprese Adolfo Urso, il presidente della Regione Renato Schifani, i vertici di Isab Lukoil, i sindacati nazionali e i sindaci dei territori interessati, tra cui il primo cittadino di Siracusa, Francesco Italia. Attesa impegni precisi per assicurare la produzione e l’occupazione della principale raffineria della zona industriale, a rischio chiusura per gli effetti delle sanzioni internazionali alla Russia ed in particolare del sempre più vicino embargo al petrolio russo via mare.