Qualità della vita, studio di Italia Oggi: Siracusa sprofonda, è penultima tra le province

Siracusa perde altre due posizioni nella classifica sulla qualità della vita di Italia Oggi e scivola in penultima posizione tra le province italiane. È 106.a, peggio fa solo Crotone 107.a. Nel 2021 la provincia aretusea era al 104.a posto.
Nella 24esima edizione del Rapporto sulla Qualità della Vita in Italia, realizzato da ItaliaOggi con l’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, al primo posto c’è Trento. Nove gli ambiti presi in considerazione dal rapporto (affari e lavoro; ambiente; istruzione e formazione; reddito e ricchezza; sicurezza sociale; tempo libero).
Lo studio evidenzia una netta spaccatura tra Centro-Nord, da un lato, Sud e Isole, dall’altro: nessuna provincia meridionale o insulare, infatti, è nel gruppo delle 32 di testa.
In Sicilia, migliore è Ragusa (84). Poi Trapani (93), Messina (96), Enna (97), Palermo (98), Catania (102), Agrigento (103), Caltanissetta (105). Ultima in Sicilia la provincia di Siracusa, in 106.a posizione.




Senatore siracusano a bordo della Humanity. Nicita: “Logica perversa del governo”

Il senatore siracusano Antonio Nicita (PD) ha raggiunto Catania, nel cui porto sono iniziate le operazioni di sbarco parziale da alcune navi ong da giorni a largo delle coste siciliane.
“Siamo ancora qui dopo una lunga notte. Ci sono ancora 25 ragazzi pakistani che ‘siccome stanno bene’ secondo le nuove direttive del governo, dovrebbero ripartire con la nave per essere eventualmente identificati nel paese associato alla bandiera della nave Ong”, scrive sui social con atteggiamento di censura della linea governativa. Inevitabile notare la distanza dalle parole di un altro esponente di centrosinistra, ovvero Francesco Italia, esponente di Azione.
“La nave ha attraccato e secondo le vigenti regole internazionale gli stranieri vanno fatti scendere per essere identificati e valutarne eleggibilità asilo”, puntualizza Nicita.
Nelle prime ore del mattino, il senatore siracusano è salito a bordo, insieme al deputato Soumahoro. “Un ragazzo è collassato e si è ripreso dopo lungo massaggio cardiaco. Abbiamo chiamato un’ambulanza perché vi erano molte auto polizia e carabinieri ma nessuna ambulanza. Dopo venti minuti il ragazzo è stato trasportato in ospedale.
Ci guardano, piangono. Ci dicono che possono scendere perché stanno bene, anche se in realtà sono esausti. Non hanno capito la logica perversa della direttiva del governo. E noi non riusciamo a spiegargliela. Il comandante aspetta. Ma di certo non ripartirà”.




Migranti, il sindaco e le Ong a casa loro. Poi chiarisce: “salvo necessità ed urgenza”

Dopo il clamore suscitato dalle dichiarazioni rilanciate dall’agenzia AdnKronos, il sindaco di Siracusa questa mattina è tornato a parlare di migranti e delle navi ong al largo delle coste siciliane. Ieri avevano sorpreso le sue parole di apprezzamento alla linea del governo Meloni (“attenzione maggiore alle fragilità, penso che rispetto al governo Conte-Salvini oggi ci sia un atteggiamento di maggiore responsabilità e attenzione nei confronti dei migranti che si trovano sulle navi”) e l’invito alle navi ong a raggiungere “i loro paesi di origine invece di sostare qui per giorni e giorni…”.
In molti, soprattutto forze del centrosinistra e voci autorevoli del terzo settore siracusano, hanno visto quelle frasi come una “giravolta”, pensando al diverso atteggiamento tenuto nel 2019 nella vicenda Sea Watch 3, con il sindaco che in gommone raggiunse la nave ferma in rada per giorni (insieme alla Prestigiacomo, ndr) e chiedendo l’autorizzazione allo sbarco dei migranti bloccati a bordo.
Questa mattina, con un video sui suoi canali social, il sindaco Italia ha voluto meglio spiegare il senso del suo intervento. Per accompagnare le immagini, la didascalia recita: “Non strumentalizziamo la dignità degli esseri umani. I migranti vanno aiutati e soccorsi senza se e senza ma e l’UNIONE EUROPEA deve farsene carico a fianco dell’ITALIA in cui le strutture di accoglienza sono al collasso”.
Felpa grigia e una grande pianta di fico d’india alle spalle, ha confermato di vedere nel governo Meloni più attenzione verso le fragilità tra i migranti (sottolineando gli sbarchi ad Augusta e la donna trasportata in ospedale a Siracusa), rispetto alla linea tenuta da Salvini nel 2019, dura e senza alcuna apertura. Poi, ovviamente, un chiarimento sulla frase che ha scatenato mille polemiche, l’invito alle ong a portare i migranti nei loro paesi di bandiera. “La mia posizione non è cambiata. Ho sempre detto che l’Europa non può scaricare tutto il peso del fenomeno migratorio sull’Italia. Ora, posto che i nostri porti sono tornati difficili, forse è il caso di pensare, in assenza di condizioni di necessità ed urgenza tra equipaggio e migranti, di invitare la navi ong a raggiungere altri porti di più facile accesso”, la sintesi del pensiero espresso questa mattina da Francesco Italia (clicca qui per la versione integrale).
Il chiarimento sarà sufficiente a calmare il subbuglio che attraversa oggi il mondo dell’associazionismo siracusano? In Francesco Italia hanno sempre visto un interlocutore sensibile e attento. Ma questo passaggio apre una crepa in un rapporto sin qui consolidato.
Il primo cittadino cerca di mostrarsi sereno e poco preoccupato dalle critiche. “Siamo in campagna elettorale…”, dice nel video, come ad intendere che ogni piccola scintilla diventi subito una fiamma per interessi di questa o di quella parte politica.

Foto da pagina fb Mission lifeline (credito Joshua SOS Humanity)




Arrestato spacciatore col reddito di cittadinanza: sorpreso in flagranza

Arrestato a Lentini un 34enne sorpreso in flagranza di spaccio di stupefacenti e detenzione illegale di munizionamento. L’uomo era già sottoposto alla misura di prevenzione dell’Avviso Orale emesso dal Questore di Siracusa nel 2019.
Gli agenti lo hanno notato alla guida una Fiat Panda di colore rosso che procedeva a forte velocità da via Teodoro in direzione via Purazzeto. Insospettiti, lo hanno inseguito e bloccato. La perquisizione personale poi estesa all’autovettura ha permesso di rinvenire e sequestrare 6 dosi di cocaina e 265 euro in contanti, probabile provento dell’attività di spaccio.
Inoltre, a casa dell’indagato sono state sequestrate altre 9 dosi cocaina e 1815 euro in contanti. Trovate anche 12 cartucce da caccia calibro 12 e una cartuccia da caccia calibro 16.
L’uomo è risultato percettore del reddito di cittadinanza: scattato il procedimento di revoca. Il 34enne è stato posto ai domiciliari.




Allarme della Polizia Stradale: sempre più alla guida sotto l’effetto di droga o alcol

Resi noti i dati della campagna di contrasto alla guida in stato di ebrezza o sotto effetto di droghe. Nelle settimane scorse, la Polizia Stradale si è dedicata in strada agli accertamenti tossicologici nei confronti dei conducenti di veicoli, insieme al laboratorio mobile dell’Asp di Siracusa.
Sono stati 52 gli automobilisti risultati positivi ai test: 34 al volante in stato di ebrezza alcolica; 18 in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. Varia l’età, segno che il problema è diffuso e non riportabile solo ai più giovani.
“Dalla lettura dei dati rilevati – sottolinea il dirigente della Polizia Stradale di Siracusa, Antonio Capodicasa – si evince in modo chiaro che, rispetto agli anni contrassegnati dalla pandemia, si è assistito ad un incremento del numero dei conducenti risultati positivi alle droghe, in particolare cocaina e cannabis; aumentato anche il numero di guidatori trovati in stato di ebrezza alcolica”.
Un dato, purtroppo, in linea al trend nazionale che segnala l’aumento dell’uso di stupefacenti. Un risultato che spingerà la Polizia Stradale a non allentare i controlli su strada anche nella stagione in corso.




Trovato morto in casa, il decesso risalirebbe ad 8 mesi fa: dramma della solitudine

Il corpo senza vita di un 60enne è stato ritrovato nella sua abitazione, a Carlentini, in avanzato stato di decomposizione. A fare la macabra scoperta sono stati i Vigili del Fuoco, entrati nella casa di via Milano dove l’uomo abitava da solo.
Il decesso, secondo una prima ispezione cadaverica, risalirebbe ad almeno 8 mesi addietro. In tutto questo tempo nessuno, nè i parenti e neanche i vicini, si sono preoccupati del prolungato silenzio del 60enne, separato da vent’anni dalla moglie. Solo nei giorni scorsi sono arrivate delle segnalazioni ai Carabinieri che, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno deciso di intervenire, entrando di forza nell’abitazione dopo non aver ricevuto alcuna risposta dall’interno.
La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta. Sui resti dell’uomo verrà effettuata un’autopsia per risalire alle cause del decesso.

foto archivio




E’ siracusano l’agente della Municipale che ha salvato una donna a Ragusa

Si chiama Massimo Cirasa, è siracusano del capoluogo anche se tutti i giorni raggiunge Ragusa per lavoro: lì è ispettore della Polizia Municipale. Pochi giorni fa, grazie a notevole sangue freddo, ha salvato la vita di una cinquantenne che aveva deciso di farla finita.
La donna era a cavalcioni sulla ringhiera del suo balcone, al primo piano di una palazzina. Cirasa si è posizionato proprio sotto al balcone ed ha tentato di aprire un canale di dialogo per dissuaderla dai su oi propositi. Ma in pochi istanti, la donna si è voltata di spalle e si è lanciata nel vuoto.
Se non fosse stato per Massimo Cirasa, sarebbe arrivata al suolo con la nuca prima e la schiena poi. Ma l’eroico ispettore siracusano, in servizio a Ragusa, ha avuto la prontezza di afferrarla al volo. Non solo è riuscito a rallentarne la caduta ma ha anche evitato che la signora arrivasse a toccare una terra.
A lui, ed alla collega di pattuglia, i ringraziamenti pubblici del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì. “Voglio esprimere la gratitudine di Ragusa ai nostri agenti, che hanno evitato il peggio anche a rischio di potersi seriamente infortunare, nonché ai ragazzi che per primi hanno dato l’allarme”, ha scritto poche ore fa sui suoi canali social istituzionali.

foto: nel tondo, l’ispettore Massimo Cirasa. Alla sua destra, il sindaco Cassì




Scarcerata l’ispettrice di Polizia arrestata a Siracusa: “la firma non era sua”

Il gip del Tribunale di Catania ha disposto la revoca dei domiciliari per l’ispettore di Polizia, Claudia Catania. Era rimasta coinvolta nell’inchiesta che ha portato all’arresto di tre rappresentanti siracusani delle forze dell’ordine e di un presunto fiancheggiatore, accusati di “collaborare” con gli spacciatori.
Il giudice ha ritenuto non più sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, disponendone la scarcerazione. L’addebito principale a suo carico era una firma in calce a documenti che accompagnano la droga sequestrata e repertata che viene poi trasferita all’ufficio – esterno alla Questura – dove vengono conservate le prove. Una firma che gli avvocati difensori Sergio Fontana e Luigi Latino hanno da subito contestato, perchè “apocrifa” e quindi falsa. Il pm aveva disposto nei giorni scorsi degli accertamenti tecnico-grafonomici non ripetibili. La consulenza dei periti ha confermato che la firma sarebbe stata apposta da “soggetti ignoti” e non dall’indagata. La stessa ispettrice aveva ribadito durante l’interrogatorio di garanzia la sua estraneità ai fatti contestati.
“Siamo soddisfatti, la verità è emersa”, si limitano a commentare i legali Fontana e Latino. A questo punto, la posizione dell’ispettrice potrebbe avviarsi verso l’archiviazione.




Caro-bollette, lunedì manifestazione regionale a Palermo: bus gratuiti da Siracusa

Diversi pullman partiranno anche da Siracusa per la manifestazione regionale di lunedì 7 novembre. In piazza artigiani, imprenditori, pensionati e tutto il mondo produttivo per chiedere un tetto al caro bollette che ha messo in ginocchio migliaia di aziende siciliane.
Le principali associazioni di categoria – Confcommercio, Cna, Confartigianato, etc – hanno messo a disposizione bus per permettere agli associati di raggiungere Palermo e partecipare alla protesta regionale.
“Chiediamo ad imprese e cittadini di unirsi a noi nella manifestazione di lunedì prossimo a Palermo, affinché politica e istituzioni sentano forte il grido di allarme delle migliaia di aziende che rischiano di collassare”, l’appello di Daniele La Porta, presidente di Confartigianato Imprese Siracusa e presidente
regionale dell’associazione.
“Da settimane, insieme ad altre associazioni sindacali e datoriali, dell’artigianato, del commercio,
dell’agricoltura e dell’industria, lavoriamo all’organizzazione della manifestazione – afferma il segretario provinciale di Confartigianato Imprese Siracusa, Enzo Caschetto – per poter presentare al governo regionale e alle istituzioni tutte, una piattaforma rivendicativa con delle richieste precise e puntuali, affinché chi governa adotti immediatamente dei provvedimenti concreti per consentire alle nostre imprese di non chiudere”.
I dati sulla sofferenza del tessuto economico siciliano sono impietosi: dall’inizio del 2022 le imprese
sopportano aumenti del costo dell’energia superiori al 300%. Se dovesse perdurare questo trend, entro la
fine dell’anno sono stimati rincari fino al 500%. Gli effetti sarebbero devastanti: quasi l’80% delle imprese prevede una riduzione dei margini mentre, molte altre in Sicilia temono di dovere fermare la propria
attività (il cosiddetto lockdown produttivo).
Per Daniele La Porta ed Enzo Caschetto “è venuto il momento per imprese e semplici cittadini di non
fermarsi alle lamentele fini a se stesse ma di prendere parte ad un’azione di protesta forte che supporti la
mobilitazione regionale delle organizzazioni sindacali e datoriali che si sono fatti interpreti del forte
disagio e della profonda emergenza che stanno investendo il già fragile tessuto socio-produttivo dei nostri
territori”.
Anche la presidente provinciale di Cna Siracusa, Rosanna Magnano, invita alla partecipazione. “E’ arrivato il momento di far sentire forte la voce delle imprese contro il caro energia anche a Palermo, per questo è importante partecipare in gran numero alla manifestazione prevista per lunedì 7 novembre”. Situazione a tinte fosche: “siamo al collasso, con i costi dell’energia ma anche delle materie prime ormai insostenibili”.
Un contesto impossibile per un artigiano o un piccolo imprenditore. “Non possiamo accettare questa situazione senza lottare per migliorarla – continua Rosanna Magnano – anche perché ci aspettiamo dai nuovi governi, quello Nazionale già insediato e quello regionale in via di definizione, soluzioni concrete alla questione, quanto meno se tengono ancora alla stabilità del tessuto produttivo, e quindi sociale, della Sicilia ma anche del resto d’Italia”.
La manifestazione di lunedì 7 novembre a Palermo “non sarà soltanto simbolica”, piuttosto una “testimonianza concreta del disagio degli imprenditori siciliani”.
Anche Cna Siracusa – come Confartigianato e Confcommercio – ha messo a disposizione autobus gratuiti per permettere, a chi volesse, di partecipare alla manifestazione di Palermo.




Tutela del territorio e sviluppo: come conciliarli nel parco degli Iblei? Parola all’esperto

Più e più volte possibili nuovi investimenti sono finiti impantanati nel mai pienamente risolto “scontro” tra esigenze legittime come la tutela del paesaggio e la necessità di sviluppo. Recentemente, sulla vicenda del resort della Pillirina, si è pronunciato il Cga stabilendo la supremazia del valore del paesaggio.
Ma sul punto non c’è univoca accettazione, considerando l’impostazione rigida e statica, non in linea con i tempi. Il tema si ripropone con forza adesso, sullo sfondo dell’istituzione del grande (troppo?) parco nazionale degli Iblei.
Giuseppe Spinoccia è un noto architetto pianificatore paesaggista, dal 1982 attivo nel territorio siciliano. Nel suo giudizio sull’attuale perimetrazione del parco, condivide il pensiero di chi lamenta un carattere “fortemente limitativo” verso altre attività che non siano prettamente agricole. E questo presupposto – sostiene – “condiziona e nega lo stesso sviluppo sostenibile del territorio”. Ecco perchè anche il paesaggista ritiene necessario dare la possibilità agli Enti pubblici (le Soprintendenze ed altri Enti deputati ) di esprimere i propri pareri di competenza “sulle iniziative imprenditoriali presentate, consentendogli anche di poter derogare alle attuali restrittive norme, con delle eccezioni alla stringente normativa prevista”.
L’analisi di Giuseppe Spinoccia parte da una dato di fatto: “In questo momento storico non si può ripartire con le vecchie regole, altrimenti non basta promulgare decreti su decreti di ripartenza o di resilienza, perché si resterebbe comunque bloccati ai nastri di partenza con i ‘divieti’ passivi ed assoluti imposti da norme inerenti la tutela del paesaggio. Con la prossima istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, non è più possibile preferire un utilizzo esclusivamente ‘passivo’ del territorio, senza neanche lontanamente considerare la possibilità di un suo utilizzo per uno sviluppo dinamico di tipo sostenibile”. Insomma, un eccesso di vincoli e divieti finirebbe per osteggiare “ogni iniziativa imprenditoriale privata o pubblica” perchè la stringente normativa proposta “vieta quasi sempre la realizzazione di iniziative idonee a
promuovere e valorizzare le risorse locali, con particolare riguardo non solo alle attività agricole ed alla lavorazione dei relativi prodotti, ma anche alle attività di tipo infrastrutturale tecnologico e non, ricreativo, turistico e sportivo”. Quella che alcuni, con riferimento all’eccesso di tutela, definiscono “mummificazione” del territorio.
“L’attuale perimetrazione del Parco degli Iblei – spiega l’architetto paesaggista – con le sue tre vaste zone di tutela, ha evidenziato in modo chiaro la supremazia ‘sovraordinata’ della ‘cultura della tutela statica’ sul territorio”. E come conseguenza di questa scelta, anche nella zona di tutela intermedia – la 2, evidenziata in giallo – oltre ai vincoli già apposti da leggi e decreti nazionali e regionali ad hoc, si calano divieti in quelle aree in cui “gli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti avevano invece individuato zone di potenziale possibile sviluppo economico del territorio e di valorizzazione del
paesaggio dell’entroterra”. Ecco qui spiegata la supremazia della cultura della tutela ‘passiva’, “anteposta alle culture dello sviluppo sociale e del lavoro”.

Ma solo il blocco del territorio può dunque garantire la salvaguardia dell’ambiente per le attuali e le future generazioni? Spinoccia non si tira indietro e risponde al quesito. “In questo momento storico, dove la crisi socio-economica è arrivata a percentuali elevatissime e gravi, bisogna trovare il coraggio per ottenere un giusto equilibrio per arrivare ad un lato ad una riapertura graduale ma costante delle attività lavorative e dall’altro ad un effettivo sviluppo sociale sostenibile del bene territorio e, conseguentemente dell’occupazione”. Viene naturale domandare come renderlo possibile. “Dobbiamo riuscire a mettere a reddito i tesori del nostro territorio, attraverso un’attenta gestione manageriale, autonoma e competente. Bisogna avere il coraggio di individuare delle possibili eccezioni alle tutele passive, per consentire, previo preventivo e veloce accertamento, quella possibilità realizzativa di attività ed interventi che siano comunque sempre rese compatibili alle varie esigenze di tutela”. Superare, quindi, il “no” aprioristi ed a tutto per avviare un nuovo percorso di ascolto, confronto e crescita.