Isab-Lukoil, il ministro Urso apre all’ipotesi di acquisizione delle raffinerie siracusane

Il ministro dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso, ha lasciato chiaramente intendere quale sia l’intenzione del governo per risolvere la problematica Isab Lukoil di Priolo. In tv, su Rete 4, durante Quarta Repubblica ha spiegato che per la grande raffineria siracusana “stiamo seguendo l’ipotesi di acquisizione” e questo “per consentire di andare oltre la data fatidica in cui scatteranno le sanzioni”. La data fatidica è quella del 5 dicembre, quando scatterà l’embargo europeo al petrolio russo via mare. E per tutta una serie di complesse ragioni di geopolitica economica, la raffineria priolese non riesce ad approvvigionarsi di greggio da altra fonte che non sia quella di Lukoil Russia.
Nei giorni scorsi, intervenendo su Skytg24, sempre il ministro Urso aveva assicurato che il governo avrebbe trovato la soluzione “e la annunceremo quando compiutamente avremo assunto le nostre determinazioni”.
Il ministro, però, non ha fornito altri elementi e questa ipotesi di “acquisizione” appare al momento piuttosto nebulosa. Non serve sottolineare, invece, che questa fase storica e la corsa contro il tempo per salvare l’area industriale siracusana richiedono grande concretezza. Nel frattempo di maggiori chiarimenti, anche con gli interlocutori interessati, a Siracusa i sindacati preparano per novembre una “grande mobilitazione”.




Finalmente arriva l’ora della manutenzione delle aree gioco per bimbi: gli interventi

Con l’ok della giunta comunale di Siracusa, diventa operativo l’accordo quadro che permetterà di intervenire per rimettere a nuovo i parchi gioco della città. Ma soprattutto, il via libera all’intesa valida dodici mesi, permette di liberare le risorse che erano state messe a disposizione dalla Regione, con un emendamento alla finanziaria presentato da Stefano Zito (M5s) lo scorso maggio. In una prima stesura prevedeva 350mila euro, poi aumentati a 500mila.
Con il trasferimento da Palermo di quelle somme, Palazzo Vermexio conta di realizzare una nuova area per bambini a Belvedere e poi sistemare altalene e scivoli negli spazi oggi esistenti e purtroppo finiti costantemente bersaglio di vandali, nel disinteresse civico delle famiglie che pure frequentano quei luoghi.
Il nuovo parco giochi sorgerà nei pressi di via D’Acquisto, nella frazione di Belvedere. Con il resto delle somme – e nell’arco di 12 mesi – tra le priorità indicate dagli uffici comunali c’è la riparazione o sostituzione dei giochi ormai distrutti di piazzale San Marzano, a San Giovanni alle Catacombe.
Stesso intervento nell’area verde di piazzale medaglia d’oro Carmelo Ganci. Nell’elenco figura anche la realizzazione di uno skatepark sulla terrazza del parcheggio coperto di Fontane Bianche. A proposito di skatepark, accolta e progettata anche la realizzazione della recinzione di sicurezza per quello esistente nel parco di via Ozanam.
Anche l’area giochi del parco Robinson di Bosco Minniti beneficerà – finalmente – di nuove attenzioni, vale a dire riparazione e sostituzione dei giochini distrutti e ampiamente vandalizzati, con interventi estesi anche alla pavimentazione anti-shock. Verrà finalmente aggiustata la recinzione in legno del parchetto di Scala Greca, all’angolo con via Lentini. Maquillage anche per i giochi presente nella villetta di piazza Adda, una delle aree per bimbi in migliori condizioni oggi in città, insieme ai Marinaretti di viale Regina Margherita. Anche qui, previsto qualche intervento di manutenzione straordinaria.
I 500mila euro inviati dalla Regione, serviranno anche per l’acquisto di nuove attrezzature sportive per la Cittadella e per il camposcuola Di Natale.
L’accordo quadro con un unico operatore permetterà, nell’arco dei prossimi dodici mesi, di effettuare i previsti interventi per le aree gioco dedicate ai piccoli siracusani con un affidamento di volta in volta, senza necessità di procedere a gare singole. Cosa che dovrebbe garantire – secondo gli uffici – un vantaggio doppio: tempistiche e costi.




Pesca di frodo, operazione della Guardia Costiera: sequestrati 95 fad e un palangaro

Nuova operazione di polizia marittima portata a termine dalla Guardia Costiera di Siracusa. Con il supporto della motovedetta “Gaetano Magliano” del Supporto Navale di Messina, armata ed equipaggiata per il contrasto della pesca di frodo, è stato possibile rinvenire e sequestrare attrezzatura da pesca illegale. Nel dettaglio, si tra di 95 Fad (Fishing Aggregative Devices ovvero i c.d. “cannizzi”) e relativi sistemi di galleggiamento ovvero 105 bidoni in plastica, 190 foglie di palma e circa 1175 mt di filo di nylon e materiale vario in polistirolo. Attrezzi da pesca illegali, ad elevato impatto ambientale, lasciati alla deriva e creati per attrarre molti pesci in una zona limitata di mare. Sequestrato anche un palangaro di circa 750 mt di lunghezza, armato con 200 ami e circa 15 bottiglie in plastica come galleggianti.
L’attività si è basata anche sulla scorta delle segnalazioni fornite da “Sea Shepherd Italia”.
La pesca professionale a circuizione con l’ausilio dei Fad – ricordano dalla Guardia Costiera – “può essere effettuata esclusivamente da pescherecci autorizzati dal Ministero ed ogni attrezzo deve riportare la marcatura e l’identificazione del motopesca autorizzato, in conformità a quanto previsto dal Regolamento (CE) 404/2011 e dovrà essere realizzato utilizzando cime e galleggianti biodegradabili, compatibili con l’ecosistema marino, al fine di minimizzare l’impatto sull’ambiente”.
Le sanzioni amministrative per la violazione delle norme sulla tracciabilità partono da 1.500 euro e lo sfruttamento indiscriminato e la cattura del novellame e di pesce sottomisura, oltre che essere contrario alla legge, impedisce alle specie ittiche dei nostri mari di raggiungere la taglia minima consentita per la commercializzazione e per la riproduzione.




Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri: un 2023 all’insegna dell’Ambiente

Presentati anche a Siracusa il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2023 dell’Arma dei Carabinieri. Nella sala Ferruzza-Romano dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, è stato il comandante provinciale, colonnello Gabriele Barecchia, ad illustrare l’atteso prodotto editoriale, dedicato quest’anno alla tutela dell’Ambiente. Una scelta forte e di campo, a rafforzare l’introduzione nella Costituzione del principio della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

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La veste grafica del Calendario Storico è stata curata da un’azienda leader nel mondo della comunicazione: l’Armando Testa Group. Protagonista assoluta è la Natura, da sempre tra le priorità assolute dell’Arma. Basti pensare che già nelle Regie Patenti del 1816 al capo V, n. 34, si legge testualmente: “arrestare i devastatori di boschi, o di qualunque raccolto delle campagne, come pure tutti coloro, che fossero stati trovati nell’atto di guastare le strade, gli alberi piantati lungo d’esse, siepi, fossi, e simili, […].
In un contesto in cui l’ambiente è la risorsa più preziosa da salvaguardare, l’edizione 2023 è stata interamente dedicata alla tutela ambientale”.
La prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale e forestale, a tutela del paesaggio, rientra tra i compiti dell’Arma. Come anche la tutela da ogni contraffazione e frode, anche nell’agroalimentare.
A questa incessante opera di protezione è inspirato l’insight creativo del Calendario Storico 2023.
L’intero progetto porta la firma dell’agenzia Armando Testa con l’inconfondibile stile che fa della sintesi, del paradosso visivo e della ricerca sull’immagine la sua cifra stilistica da decenni. Ciascuna delle tavole artistiche del calendario parte da un elemento appartenente all’universo visivo dei Carabinieri, rivisitato e interpretato in una chiave iconica. L’obiettivo è raccontare i temi legati al quotidiano lavoro dell’Arma con un’impronta di eleganza, pulizia formale e sintesi visiva che ne accentua la componente istituzionale.
Nascono così le dodici tappe di un percorso che svela l’importante azione dei Carabinieri a difesa dell’ambiente e del territorio del Paese, a protezione del patrimonio faunistico e vegetale nostrano, a salvaguardia di una civiltà agroalimentare che il mondo ci invidia.
Le tavole artistiche dell’Armando Testa, con la direzione creativa esecutiva di Michele Mariani, sono accompagnate da 12 storie di impegno e tutela ambientale firmate da uno storyteller d’eccezione: il giornalista e scrittore Mario Tozzi. Primo Ricercatore del CNR, geologo e divulgatore scientifico, il celebre conduttore radiotelevisivo ha raccontato gli eventi, le attività e i progetti dell’Arma dei Carabinieri in modo rigoroso e coinvolgente.
Per la prima volta nella storia del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri, l’edizione 2023 evolve in un progetto artistico integrato con un completo ecosistema digitale che comprende un sito web dedicato www.calendario.carabinieri.it e un’opera d’arte NFT.
Il sito consente di fruire online i contenuti del Calendario 2023 in maniera interattiva, con un livello esperienziale molto intuitivo che, attraverso lo scroll infinito, riprende il gesto fisico della sfogliabilità, adattandola in maniera nativa al linguaggio digitale.
A completare il progetto, per la prima volta nella storia dell’Arma, la copertina del Calendario diventa un NFT, una contemporanea opera di cryptoarte estrapolata dal Calendario fisico e resa digitale, animata, certificata. L’NFT trasforma la copertina in un’opera hi-tech disponibile in 10 esemplari autenticati, che saranno poi venduti in coppia con una stampa speciale della copertina in edizione limitata. Le opere saranno acquistabili tramite Charity Stars www.charitystars.com, piattaforma che si occupa di aste digitali, con obiettivo charity. Il ricavato delle vendite verrà devoluto alla struttura complessa di pediatria oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, oggi giunto a una tiratura di quasi 1.200.000 copie, di cui oltre 16.000 in nove altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo, nonché in lingua sarda), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.
Iniziata nel 1928, la pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 90^ edizione, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia.
Oltre al Calendario, è stata pubblicata anche l’edizione 2023 dell’Agenda. Anche in questo caso, la protagonista è la Natura. L’Arma non poteva non percepire lo stato di emergenza in cui versa l’habitat terrestre, affidandosi quest’anno agli scrittori “in house” per mettere in risalto la bellezza delle stagioni, come dono della Natura, ovvero: il Gen. B. Roberto Riccardi (Comandante della Legione Carabinieri “Trentino Alto Adige”), il Magg. riserva selezionata Margherita Lamesta (Ufficiale Cerimoniale), il Magg. riserva selezionata Annalisa Gaudenzi (autrice Rai, già in servizio presso l’Ufficio Stampa) e il Mar. Ca. Emilio Limone (Ufficio Stampa), autori di svariate pubblicazioni.
Come in una sinfonia, i quattro scrittori hanno colorato le stagioni con gli stessi colori da esse indossati durante il loro naturale avvicendarsi, sin dalla notte dei tempi. Modellati dalla fantasia degli autori, quattro marescialli diversissimi fra loro, ognuno a suo modo, rievocano “I Racconti del maresciallo” di Mario Soldati e trasformano l’Agenda dell’Arma 2023 in una sorta di “diario del maresciallo”.
Così, i suoni del silenzio e le sfumature bianche delle cime innevate tra Val di Susa e Dolomiti penetrano nel sancta sanctorum di un racconto d’inverno; la piaga di innaturali incendi boschivi, nella realtà troppe volte generati da mano egoista e criminale, infuoca una torrida estate sul monte Conero; il tripudio di bellezza e colori accompagna un caso di ecomafia sugli appennini in primavera; infine, l’autunno s’interseca nell’animo umano per raccontarci una stagione autunnale vissuta addirittura nell’intimo di un destino bizzarro.
Il progetto del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri 2023 prende vita in un video case history realizzato da Armando Testa Studios che, partendo dall’insight della tutela dell’ambiente, narra l’impegno quotidiano dell’Arma attraverso i 12 simbolici manifesti del Calendario narrati dalla penna di Mario Tozzi (clicca qui).
Altre due opere completano l’offerta editoriale: il Calendario da tavolo, dedicato al tema “Borghi più Belli d’Italia”; e il planning da tavolo è dedicato alle molteplici attività svolte dal Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari CUFA, per il ripristino e l’uso sostenibile delle risorse presenti nell’ecosistema terrestre.




Minaccia di morte l’ex moglie con un’arma clandestina, denunciato un 40enne

Un siracusano di 40 anni è stato denunciato dalla Polizia per aver violato le normative sulla detenzione delle armi. A chiedere l’intervento degli agenti è stata l’ex moglie dell’uomo che ha raccontato ai poliziotti di essere stata minacciata di morte. La donna ha anche parlato di un’arma detenuta illegalmente dall’ex.
La Polizia ha fatto scattare una perquisizione in casa dell’uomo. E’ stata così rinvenuta e sequestrata una pistola “Colt Government”, con caricatore rifornito da 7 cartucce a salve e di una cartuccia calibro 9, oltre ad un adattatore porta razzi per pistola, corrispondente alla canna della predetta arma.




Halloween sicuro, 60mila prodotti sequestrati dalla GdF a Noto

La Guardia di Finanza di Siracusa ha sequestrato oltre 60mila prodotti non conformi agli standard di sicurezza, pronti per essere venduti in occasione di Halloween. Le Fiamme Gialle della compagnia di Noto, dopo alcuni sopralluoghi, hanno individuato un esercizio commerciale che dava agli avventori la possibilità di acquistare gadget ed accessori per prepararsi all’imminente “Notte delle streghe”. Tuttavia, ad un più attento esame del materiale, i finanzieri notavano la totale difformità dei prodotti da quanto previsto dal Codice del Consumo, vista la mancanza delle informazioni minime: dati relativi al produttore e all’importatore, paese d’origine e natura dei materiali impiegati per la loro realizzazione.
Queste informazioni, obbligatorie per legge, devono oltretutto essere presenti sulle confezioni in maniera chiara, leggibile ed in lingua italiana. La merce irregolare, per un valore di oltre 30mila euro, è stata sottoposta a sequestro amministrativo, mentre il titolare dell’esercizio commerciale, oltre ad essere stato segnalato alla competente Camera di Commercio, rischia una sanzione da un minimo di 250 ad un massimo di 25mila euro.




Rifiuti in fiamme, alta colonna di fumo: sequestrato un terreno ad Augusta

Una segnalazione circa un’altissima e densa colonna di fumo nero proveniente dall’hangar dirigibili di Augusta, ha permesso agli uomini della Capitaneria di Porto di intervenire e sequestrare l’area dove venivano bruciati rifiuti.
Individuato il terreno, di proprietà privata, è stato sul fatto il responsabile del rogo di rifiuti di varia natura. Poco distante è stata anche stata trovata una zona in cui erano stati depositati rifiuti in maniera incontrollata. Sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco.




Il cattivo esempio delle scuole: montagne di spazzatura, non fanno la differenziata?

Sacchi su sacchi che strabordano dai carrellati o rimangono direttamente sulla strada. Perchè davanti alle scuole del capoluogo c’è spesso una montagna di spazzatura? La risposta prevede solo due opzioni: nelle scuole non si fa la differenziata o, se viene fatta, è effettuata male.
La società che gestisce la raccolta dei rifiuti deve programmare turni speciali di riassetto – delle piccole bonifiche – per eliminare quanto smaltito in maniera non corretta dalle scuole. Si tratta spesso di istituti comprensivi. Un brutto esempio per i piccoli studenti, in contrasto con gli striscioni ed i disegni che abbondano in ogni istituto per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e ad una differenziata di qualità.
Uno dei fattori che amplificherebbe il problema, parrebbe essere legato alle mense scolastiche. Per farla breve, chi di dovere si limiterebbe a smaltire tutto insieme, senza differenziare. Quando, in fondo, la separazione sarebbe semplice: organico, carta, plastica.

Alcuni video per comprendere meglio la portata del problema e il mancato rispetto delle regole della differenziata:

Il Comitato che vigila sulla qualità della raccolta differenziata, un anno fa aveva segnalato con pec tutta la vicenda agli uffici comunali delle politiche sociali. Da qui era partito l’input per una circolare diffusa in tutte le scuole per richiamare su di una corretta differenziata. Non è bastato. E senza i dovuti controlli, ora la situazione pare essere sfuggita di mano. La sensibilità degli operatori della raccolta non basta più. Neanche i bollini rossi. Basterebbe separare la plastica dal resto per avere un netto cambiamento, come nel caso dell0istituto comprensivo Raiti divenuto in poche settimane un esempio virtuoso davanti a tanta anarchia.
Per cercare di rendere tutto sempre più sostenibile, nel capitolato del servizio mensa era stato pensato il ricorso a stoviglie compostabili ma ancora – a vedere i sacchetti – nelle scuole trionferebbe la plastica. Eppure – lamentano le famiglie – le tariffe pagate sarebbero state riviste al rialzo anche per questa necessità.
Non guasterebbe un controllo operativo da parte degli uffici comunali, giusto per verificare il pieno rispetto di quanto previsto nel capitolato e delle regole della differenziata che – è bene ricordarlo – valgono per le scuole come per i cittadini siracusani.




Pillirina, il Cga conferma il Piano Paesistico: “tutela della natura prioritaria su altri strumenti”

La tutela del paesaggio garantita dalla Regione prevale sugli interessi urbanistici valorizzati dal Comune. Ne consegue che il Piano Paesaggistico adottato nel 2012 e i seguenti vincoli che hanno bloccato il progetto del resort turistico di Elemata Maddalena rimane confermato. Lo ha deciso il Cga di Palermo, respingendo il ricorso della società che acquistò nel 2010 le aree nei pressi della Pillirina, per costruire un insediamento turistico-alberghiero.
Le ragioni di Elemata – principalmente riassumibili in censure sull’iter di pianificazione paesaggistica, sulla condivisione dello strumento e la decadenza di vincoli per usi pregressi di quei terreni – non sono state ritenute fondate dai giudici amministrativi. Confermate in sostanza le recenti sentenze del Tar, anche se inizialmente, nel 2017, un pronunciamento aveva portato invece alla sospensione del piano paesaggistico.
Il Cga ha ribadito che “la tutela del paesaggio e delle bellezze naturali è affidata, secondo la nostra Costituzione, a un sistema di intervento pubblico basato su un concorso di competenze statali e regionali”. E resta, inoltre, pacifico che “i piani paesaggistici adottati dalle Regioni prevalgono su ogni scelta urbanistica adottata dal Comune qualora la stessa risulti in contrasto con i primi”. E per maggiore chiarezza, “nella frizione tra interessi urbanistici valorizzati dal Comune e difesa del paesaggio garantita dalla Regione – scrivono i giudici – prevale la seconda”. Ecco perché i piani paesaggistici “non possono essere frutto di provvedimenti co-decisi dalla Regione e dai Comuni, ma sono provvedimenti ascrivibili per intero alle Regioni” che devono semmai trovare intesa con lo Stato, tutore primario del “bene pubblico paesaggio”.
Nel caso specifico, il Piano paesaggistico della provincia di Siracusa “è stato redatto in adempimento alle disposizioni del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, così come modificate dai d.lgs. 24 marzo 2006, n.157 e d.lgs. 26 marzo 2008, n. 63, ed in particolare all’art. 143 al fine di assicurare specifica considerazione ai valori paesaggistici e ambientali del territorio”. E’ stata garantita la concertazione istituzionale e gli enti locali sono stati posti in condizione di dare il proprio contributo.
Quanto ad usi pregressi che avrebbero, di fatto, privato quei luoghi delle caratteristiche di tutela (lungo utilizzo a coltivazione e serre e del conseguente stato di antropizzazione e di degrado), il Cga rileva che sull’area comunque “gravano da molti anni vincoli di ordine superiore allo strumento urbanistico, discendenti dalla direttiva comunitaria 79/409/CEE e dalla direttiva comunitaria 92/43/CEE sulla base della quale è stato istituito il sito Natura 2000 – ZSC «ITA090008» (ex SIC ITA090008), denominato ‘Capo Murro di Porco, Penisola della Maddalena e Grotta Pellegrino’, avente una estensione di Ha 170,98”. Pertanto, il valore paesaggistico e naturalistico non è venuto meno, statuiscono i giudici amministrativi.




Scene di ordinaria violenza, brutale aggressione ad Avola: arrestati parenti del boss

Forse pensavano di farla franca, perchè parenti del boss Crapula di Avola. Ma la loro violenta aggressione, consumata in pieno giorno ed in una zona centrale della cittadina non poteva passare inosservata. E grazie alla coraggiosa denuncia della vittima, pestata con violenza per futili motivi, i Carabinieri della Compagnia di Noto sono riusciti a chiudere il caso in poche ore ed ottenere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini. Hanno 35 e 44 anni e sono ritenuti responsabili della grave aggressione, avvenuta alla presenza di numerosi testimoni.
I due hanno avvicinato il 41enne con l’inganno, fingendo cordialità – spiegano gli investigatori – per poi passare alle vie di fatto, colpendolo anche mentre giaceva al suolo gravemente ferito. Ha riportato alcune fratture al volto e perduto dei denti.
Filmati di sorveglianza e la denuncia della vittima hanno consentito di chiarire i contorni del brutale agguato. Gli autori dell’aggressione, parenti del boss mafioso Crapula di Avola, sono stati condotti in carcere.
“La coraggiosa denuncia della vittima che ha abbattuto il muro di omertà che spesso copre condotte criminali perpetrate da uomini vicini a clan mafiosi e la pronta risposta dei Carabinieri, che in poche ore hanno raccolto importanti fonti di prova messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, hanno fornito, attraverso l’arresto dei due autori, la risposta adeguata dello Stato a tutela delle vittime e della collettività”, commentano dal comando provinciale di Siracusa.