ELEZIONI REGIONALI, I VINCITORI: CANNATA, SPADA, GILISTRO, CARTA, GENNUSO

Pur nel clamoroso ritardo dei dati ufficiali, inizia a delinearsi il quadro degli eletti in provincia di Siracusa.
Il primo seggio è subito apparso sicuro per Fratelli d’Italia, con Luca Cannata che si conferma uomo forte del partito. L’ex sindaco di Avola, eletto anche alla Camera, opterà per Roma lasciando così il posto all’Ars al secondo nella lista di FdI, ovvero Carlo Auteri.
Nella tarda mattinata, a Floridia, fa festa Tiziano Spada. Il giovane esponente PD, sostenuto tra gli altri dal sindaco Marco Carianni, vince la competizione interna con Cutrufo e Stefio.
Nel primo pomeriggio può esultare anche Giuseppe Carta. Il sindaco di Melilli fa saltare il tappo della bottiglia in piazza Archimede, sotto la sede della Prefettura di Siracusa, dove ha seguito le ultime comunicazioni relative ad dati provinciali. Con l’Mpa, il sindaco di Melilli ha fatto il pieno di preferenze.
Per Forza Italia è il momento di Riccardo Gennuso, figlio dell’ex deputato Pippo. Superata la concorrenza di Edy Bandiera – deluso sui social – e Corrado Bonfanti.
Per il Movimento 5 Stelle il nome del deputato eletto è quello di  Carlo Gilistro che supera il deputato uscente Giorgio Pasqua. Il primo conquista il seggio all’Ars con circa 2.600 preferenze, staccando il secondo di circa 500 voti.

Notizia in aggiornamento




La Regione: mancano 226 sezioni, “errori dei Comuni o dati incompleti”. Ecco il motivo del ritardo

Mancano i dati di 226 sezioni in Sicilia. “Per errori dei comuni o per dati incompleti”, fa sapere il servizio elettorale della Regione. Di queste sezioni, ben 215 riguardano la provincia di Siracusa. E spiegano il clamoroso ritardo nella indicazione dei seggi e degli eletti
“A causa di dati incompleti e/o errati trasmessi da alcuni Comuni, l’Ufficio elettorale della Regione non può ancora procedere alla comunicazione definitiva della ripartizione dei seggi in tutta la Sicilia)”, spiega una nota della Regione Siciliana. In particolare, mancano ancora all’appello 226 sezioni (sulle 5.298 complessive) nelle seguenti province: Agrigento (2, nel capoluogo), Caltanissetta (2 a Villalba), Palermo (6 a Marineo), Siracusa (215 tra Avola, Lentini, Noto e nel capoluogo); Trapani (1 a Misiliscemi). Il dipartimento regionale delle Autonomie locali potrà pertanto riprendere l’aggiornamento del portale (elezioni.regione.sicilia.it) solo quando le prefetture valideranno i dati corretti e completi.
Fonti vicine alla Prefettura di Siracusa, poco dopo pranzo, in realtà rassicurano sull’allineamento dei dati. Mancherebbero all’appello solo una decina di sezioni.




Chi sono i deputati regionali eletti in provincia di Siracusa? Attesa più lunga del previsto

“Chi è diventato deputato regionale in provincia di Siracusa?”. Ancora alle 9 del mattino un dato certo e definito non c’è. Il clamoroso ritardo nello spoglio nelle 422 sezioni provinciali riverbera nello smarrimento degli stessi candidati che chiamano le redazioni giornalistica per sapere se si hanno novità.
Ancora una volta, operazioni a rilento nel siracusano con i presidenti di seggio nella bufera. Già nella serata di ieri l’ufficio elettorale del Comune di Siracusa aveva capito le difficoltà dai seggi, con dati mancanti o riportati in maniera non corretta. Funzionari e dirigenti si sono mossi in soccorso di questo o di quel presidente di seggio, fornendo chiarimenti e indicando il da farsi.
Il problema, però, non è limitato al solo comune capoluogo, dove eppure già le amministrative del 2018 avevano fatto suonare qualche campanello d’allarme, guardando alla guida delle operazioni di spoglio ed alla fase di verbalizzazione dei risultati nei vari seggi. Le “buste” elettorali di Francofonte sono arrivate in tribunale, a Siracusa, solo alle 6 di questa mattina. Nella tarda notte quelle di Augusta. Insomma, difficoltà distribuite a nord ed a sud mentre le altre province hanno quasi completato spoglio e le comunicazioni nella notte, fornendo una indicazione più o meno definita di eletti e delusi.
L’unica certezza “siracusana” è l’elezione di Carlo Auteri, secondo nella lista di FdI alle spalle dell’asso pigliatutto Luca Cannata che opterà per il seggio romano. Si libera così il seggio per il secondo in lista, ovvero – come detto – Auteri. Alle due di notte, lo stesso neo deputato regionale pubblica una foto sui social per ringraziare gli elettori. Per il resto, grande incertezza. Un seggio al M5s di Siracusa (Gilistro o Pasqua?), un seggio per De Luca (Ferro o Fiumara?) e per gli altri due seggi provinciali bagarre tra Pd (Spada, Stefio o Cutrufo?), FI (Gennuso, Bandiera?), Prima l’Italia (Vinciullo o Cafeo?) ed Mpa (Carta o Bonomo?).
Una serie di punti interrogativi francamente sorprendente a venti ore dall’avvio delle operazioni di spoglio. Sul sito del servizio elettorale regionale, alle 9.30 sono 120 (su 422) le sezioni scrutinate in provincia di Siracusa.
Le principali criticità, secondo fonti che provengono dagli uffici elettorali comunali, avrebbero riguardato l’attribuzione dei voti di lista regionale e quelli al candidato presidente. Due dati differenti e con un impatto diverso sul computo delle percentuali per l’attribuzione dei seggi su base provinciale. Nella tarda notte finalmente sarebbero state risolte le problematiche, con i dati caricati e trasmessi alla Prefettura. A metà mattina attesi i dati ufficiali. A quasi 24 ore dall’avvio dello spoglio.




“Lei non vota qui…”: cambia la residenza, cambia la sezione ma l’elettore non lo sa

Erano andati al seggio per votare ma, una volta all’interno del seggio, hanno scoperto di non “esistere” nel registro elettorale di quella sezione, eppure indicata nella loro tessera elettorale. Sono decine le segnalazioni ed i racconti di questo tipo, raccolti dalla redazione di SiracusaOggi.it. Cosa è accaduto?
Succede che chi ha cambiato residenza nelle settimane scorse, non ha ancora ricevuto il talloncino adesivo che riporta la nuova sezione in cui votare. Rimasti fuori dall’ultima revisione dinamica, figurano votanti altrove negli elenchi ma senza che la stessa comunicazione della variazione sia ancora arrivata al loro domicilio. Ironizzando, si potrebbe dire “votanti altrove a loro insaputa”.
“Ci è stato impedito di esercitare il diritto di voto”, ruggisce qualcuno. Fonti vicine all’ufficio elettorale del Comune di Siracusa spiegano, però, che non c’è stata alcuna lesione di diritti. Sarebbe bastato – indicano – raggiungere l’ufficio elettorale di San Giovanni e richiedere il duplicato della tessera elettorale. Questa avrebbe certamente riportato la giusta sezione, in base al nuovo indirizzo di residenza. In diversi, però, avrebbero piuttosto preferito tornare a casa dal seggio “sbagliato”, senza la benchè minima volontà di ritrovarsi in fila a San Giovanni e poi – magari – anche nella nuova sezione. Quanti voti andati perduti così? Difficile dare un dato certo. Al momento – nel solo capoluogo – è verosimilmente corretto parlare di qualche decina.




Il senatore Nicita festeggia a Siracusa e il Pd adesso incrocia le dita per Glenda Raiti

L’occasione della “chiusura” del comitato elettorale di Antonio Nicita in corso Gelone a Siracusa, si trasforma in occasione per far festa al neo senatore. Rientrato ieri da Roma, dove era volato per impegni lavorativi, ha trovato amici torici e sostenitori ad attenderlo. Nel suo primo intervento da candidato eletto, ieri pomeriggio, Nicita ha già preannunciato una opposizione rigorosa ed attenta. E con un post sulla sua pagina social ha difeso la condotta di Enrico Letta.
Ad attenderlo impazienti, tra gli altri, il presidente provinciale del Pd, Paolo Amenta. E poi quel Bruno Marziano che è stato uno dei perni della corsa elettorale di Antonio Nicita. Pur se “sfasciato” (parole di Amenta su FMITALIA) il Partito Democratico siracusano riesce comunque a portare a casa l’elezione di un senatore e di un deputato regionale, il giovane Tiziano Spada. Proprio Marziano, scherzando, si lascia sfuggire un “forse non siamo così sfasciati” che da ancora una volta la misura delle distanze tra anime e correnti. In ogni caso, nulla rovina la festa. Una festa che potrebbe addirittura diventare ancora più ampia se, in base alle decisioni di Barbagallo, dovesse aprirsi uno spazio verso Roma anche per Glenda Raiti.




Prestigiacomo, il giorno dopo: “Ho perso ma non è una bocciatura. Resto in campo con FI”

“Mi devo arrendere ai numeri. Il mio seggio non è scattato”. Inizia così il lungo messaggio di Stefania Prestigiacomo, affidato ai social poche ore dopo la mancata rielezione. Due volte ministro, curriculum da politico di razza, in Parlamento dal 1994 e – al di là di simpatie e antipatie di parte – comunque determinante per la provincia di Siracusa in tutte quelle vicende che sono approdate a Roma, dal nuovo ospedale alla Camera di Commercio.
A corredo del suo post, Stefania Prestigiacomo sceglie una foto con Silvio Berlusconi. E proprio al presidente di Forza Italia rivolge un ringraziamento. “In un giorno non facile per me, ha saputo farmi sentire la sua vicinanza e darmi la carica”. Un pensiero alla famiglia e poi la promessa: “Io resto in campo, al servizio dell’unico partito in cui ho militato, un partito che mi ha dato tanto e a cui ho dato tanto e con il quale intendo proseguire il mio impegno”.
In poche righe presenta poi la sua analisi del risultato. “Ho conquistato 107.000 mila consensi per Forza Italia nel collegio plurinominale del Senato della Sicilia orientale, 3000 in meno dei voti del collegio della Sicilia occidentale dove è scattato il seggio. Nella mia circoscrizione sono stati determinanti i consensi del messinese Cateno De luca che in Sicilia orientale ha preso da solo il 17% dei voti. In Sicilia occidentale il 7%. Peccato tantissimi voti del tutto inutili, buttati via. Voti contro più che voti per costruire. E poi c’è stato il ritorno demagogico dei Cinquestelle che hanno incassato il voto dei percettori del reddito di cittadinanza”, analizza la Prestigiacomo a cui il partito ha chiesto una candidatura di sacrificio in un collegio “difficile”, forse mancandole di rispetto per il rango stesso della candidata.
“Penso di avere fatto il mio dovere, ma non è bastato e ovviamente sono molto dispiaciuta che non sia scattato il seggio per il quale ho combattuto una battaglia politica tenace, faticosa ma di una fatica bella. Oggi voglio ringraziare di cuore innanzi tutto i sostenitori e i militanti di Forza Italia Siracusa, Catania, Messina, Enna e Ragusa, con i quali ho vissuto la più bella e difficile campagna elettorale che mi ha regalato tanta umanità e passione politica. Faccio politica da tanti anni e so che nelle elezioni si vince e si perde. Ho perso, ma non mi sento bocciata come qualcuno troppo frettolosamente stamane ha scritto. Anzi mi sento cresciuta”.




Belvedere e Tremilia con i rubinetti a secco, arriva l’autobotte. Guasto sulla condotta

Un autobotte per rifornire di acqua i residenti delle zone di Belvedere e Tremilia, con i rubinetti a secco dopo il guasto alla condotta principale del serbatoio di Belvedere. Le squadre tecniche di Siam, la società che si occupa del servizio idrico, sono a lavoro da diverse ore. L’intervento su strada, tra Epipoli e Belvedere, causa anche un rallentamento nel traffico veicolare da e per Belvedere. L’autobotte staziona su piazza Bonanno, nel centro di Belvedere.
Gli abitanti delle zone interessate hanno utilizzato bidoncini e contenitori, per prelevare l’acqua utile a far fronte alle più urgenti necessità domestiche. “Non è la soluzione al problema e al disagio vissuto dai cittadini, ma è un modo per cercare intanto di tamponare la situazione, in attesa che venga completata la delicata e difficile attività di riparazione del guasto in corso”, spiega una nota stampa di Siam.
L’autobotte era stata utilizzata quasi un anno addietro in Borgata, a Siracusa, sempre a causa di una serie di guasti su di una rete idrica comunale vetusta, che nessita prima possibile di interventi massicci di riqualificazione.




La bella storia: Davide, il papà eroe che ha salvato la vita ad un uomo

Se sono le circostanze a dare la misura di un uomo, Davide si merita i galloni da eroe. Ha 47 anni, lavora nella zona industriale in Isab ed ha salvato una vita. Letteralmente. Davanti a lui un uomo è rovinato a terra. Niente respiro, niente battito. Con istinto e coraggio, Davide Valvo – questo il suo nome completo – si è subito prodotto in manovre salvavita e di ausilio alla respirazione. Le ha imparate durante i corsi di formazione organizzati dall’azienda, ciclicamente ripetuti. Una conoscenza di base, teorica e pratica, che si è rivelata provvidenziale per un 55enne siracusano, poi operato d’urgenza ed attualmente ricoverato all’Umberto I di Siracusa in terapia intensiva. Nel pomeriggio i medici lo sveglieranno dal coma indotto. E gli racconteranno una storia meravigliosa.
Ha avuto tutto inizio ieri mattina, davanti alla sede di via Calatabiano dell’istituto comprensivo Archia. Mancano pochi minuti alle 8 del mattino. Davide ha appena accompagnato sua figlia, che frequenta la scuola media. Accanto a lui, improvvisamente, si accascia in terra un altro papà. E’ un uomo di 55 anni ed anche lui, per fortuna, ha fatto in tempo a lasciare in classe suo figlio. Ha avuto il tempo di lamentare un giramento di testa, poi si è accasciato, privo di sensi.
Provvidenza vuole che Davide sia lì a pochi metri. Si accorge subito di quanto sta accadendo e si precipita. “Non respirava e non aveva battito. Istintivamente ho iniziato il massaggio cardiaco e la respirazione. Non ho pensato a nulla, non so cosa è scattato. Ho visto quell’uomo a terra e mi è venuto istintivo soccorrerlo. Avevo fatto pratica di queste manovre salvavita ma solo su di un manichino, fino a ieri. Ho solo cercato di rimanere concentrato”, racconta ancora emozionato alla redazione di SiracusaOggi.it.
Per dodici lunghissimi minuti ha proseguito con il massaggio cardiaco, mentre un piccolo gruppo di persone proteggeva dalla pioggia lui e l’uomo in terra con una serie di ombrelli. Quando sono arrivati dei soccorsi del 118, il medico e gli infermieri hanno richiesto ancora l’aiuto di Davide, in modo da rendere più agevole il delicato intervento.
Defibrillatore ed adrenalina hanno completato il primo soccorso, quello che ha permesso al 55enne di arrivare vivo in ospedale. E’ stato sottoposto ad un delicato intervento coronarico e poi ricoverato in terapia intensiva. E’ stabile e, secondo informazioni sanitarie, se la caverà. Senza ombra di dubbio, deve la vita a Davide ed al suo sangue freddo. “I soccorritori del 118 si sono complimentati, il medico mi ha detto che sono stato provvidenziale. Io penso solo che sono felicissimo perchè un bambino potrà rivedere suo padre”, dice ancora Davide. “Spero che quando sarà dimesso, potremo incontrarci”, confida. E magari, chissà, stringersi la mano prima di un abbraccio.
I colleghi di Davide hanno dato vita ad un inarrestabile tam tam sulle chat aziendali. “Siamo orgogliosi”, confessano a più voci. “Un gesto eroico, senza esagerazione”, c’è chi aggiunge. E poi spazio alla certezza di far parte di una azienda, Isab, dove si tiene in gran conto la formazione del personale in materia di soccorso salvavita. Davide si schernisce, cerca di dribblare la definizione di eroe ma una cosa ci tiene a dirla: “Spero che quanto accaduto possa far capire a tutti quanto è importante avere a disposizione un defibrillatore in luoghi pubblici. Le scuole, ad esempio, dovrebbero averne uno. E gruppi di genitori ed insegnanti dovrebbero essere formati per l’uso e in salvamento”.




Selfie e video in classe, una scuola dice basta: “Denuncia per chi sbaglia, cellulare a casa”

C’è una scuola a Siracusa dove il divieto di utilizzo del cellulare in classe è tassativo e una infrazione può costare la denuncia. Con una comunicazione inviata al personale ed alle famiglie degli studenti, la dirigente scolastica del comprensivo Vittorini ha bandito i telefonini da ogni ambiente scolastico. Il divieto imposto da Pinella Giuffrida – anche per docenti e personale Ata – è netto e si basa su di una direttiva ministeriale del 2017, non sempre rispettata pedissequamente.
In sintesi, gli studenti dovranno lasciare il cell a casa o tutt’al più spento e sempre dentro lo zaino. E’ ammesso l’uso solo per usi didattici e dietro autorizzazione dell’insegnante. Se si dovessero scattare foto o video in classe, e poi addirittura questo materiale dovesse finire sui social, la scuola – avvisa la dirigente – denuncerà penalmente i responsabili.
L’abitudine di scattare selfie o video, anche per scherzi di dubbio gusto agli insegnanti, ha purtroppo preso piede nel siracusano. Da qui nasce la decisione di rendere ancora più esplicito (e severo) il divieto. “L’effettuazione di registrazioni audio e riprese video in ogni ambiente della scuola (classi, laboratori, palestre, spogliatoi, bagni, giardino, ect) è perseguibile penalmente. Qualora le registrazioni audio-video o le foto fossero pubblicate sui social (Instagram, Facebook, etc) o inviate tramite Whats App, il reato penale sarebbe più grave. Si comunica, quindi, ai genitori che sarebbe auspicabile che gli alunni non portassero i cellulari con sé a scuola”, si legge nella comunicazione alle famiglie. “I telefonini portati a scuola per ‘sicurezza’, qualora lo studente rientrasse a casa autonomamente, dovranno essere spenti e tenuti dentro lo zaino”. In caso di “uso scorretto dei telefonini da parte degli alunni all’interno della scuola” questo “verrà denunciato dal dirigente alle forze dell’ordine”.
In caso di “ragioni di particolare urgenza o gravità”, viene garantito l’utilizzo delle linee telefoniche fisse della scuola. Il caro, vecchio telefono fisso.




Droga nascosta tra il vino in garage, arrestato un bracciante agricolo floridiano

Un bracciante agricolo di 57 anni è stato arrestato a Floridia. L’uomo, incensurato, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sono stati i Carabinieri ad eseguire una mirata perquisizione domiciliare nell’abitazione del 57enne. Nel garage hanno rinvenuto, debitamente occultati all’interno di cassette in legno utilizzate per la conservazione di vini, oltre 3 chilogrammi di marijuana e circa 3.000 euro in contanti.
Lo stupefacente ed il denaro sono stati sequestrati, mentre il bracciante agricolo è stato posto agli arresti domiciliari, a disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa