Incendio al deposito rifiuti, la Procura apre un’inchiesta. Comitato Stop Veleni: “Più informazioni”

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per comprendere cosa è accaduto nell’impianto di contrada San Cusumano dove ieri pomeriggio è divampato un rovinoso incendio, con decine e decine di ecoballe in fiamme. Attesa per i risultati dei campionamento condotti dai tecnici Arpa, con diversi canister e attraverso le centraline fisse presenti nella zona industriale. Ci vorranno 24 ore circa per conoscere gli esiti degli esami di laboratori e per sapere con esattezza cosa è finito in atmosfera, per effetto della combustione, ed in che proporzione.
E non mancano le polemiche. Il Comitato Stop Veleni bolle come “del tutto insufficienti, intempestive e parziarie” le informazioni diramate dagli Enti di controllo e dalle autorità istituzionali preposte. “I residenti allarmati dalla densa coltre di fumo nero levatasi in atmosfera che in pochi minuti ha raggiunto la zona nord di Siracusa, non hanno ricevuto nell’immediatezza la ben che minima informazione sul comportamento da tenere per ridurre al minimo gli effetti certamente nocivi del fenomeno narrato. Molte sono state le doglianze lamentate, su tutte mal di testa, difficoltà respiratorie e a deglutire, spasmi addominali”, si legge nella nota diramata alle redazioni.
Per il Comitato Stop Veleni sarebbero mancati riferimenti precisi a limitazione di attività all’aperto in prossimità di quanto accaduto, divieto di attività di pascolo, divieto di consumo di alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell’area interessata o di foraggiamento coinvolto e destinato ad animali al pascolo. Nessuna indicazione sanitaria sui rimedi da adottare per lenire i disturbi percepiti dalla popolazione”.
Ma i sindaci di alcune zone coinvolte (Augusta, Priolo, Siracusa) spiegano di aver seguito scrupolosamente le procedure di Protezione Civile, con il coordinamento della Prefettura di Siracusa. “Le comunicazioni via social rivolte alla popolazione avevano carattere precauzionale e di prudenza”, spiegano all’unisono. Alle volte, in effetti, l’eccesso di panico può rivelarsi controproducente. La catena di protezione civile, incluso il coinvolgimento della Prefettura, è scattata tempestivamente, con monitoraggio continuo.




Ecoballe in fiamme, uno degli addetti: “Un fulmine ed in venti minuti è stato l’inferno”

Giuseppe è uno dei circa cinquanta addetti all’impianto di smaltimento rifiuti di contrada San Cusumano. Dal pomeriggio di ieri, bruciano le ecoballe che erano presenti nell’area e che dovevano essere poi avviate a riciclo. Materiale plastico, neon, raee, frigoriferi e – in minor percentuale – cartone. E’ lui a raccontare in diretta su FMITALIA cosa è accaduto attorno alle 17 di ieri.
“Un fulmine ha centrato una delle ecoballe all’interno del deposito. E’ partito così l’incendio. Sono anche caduti i cavi dell’alta tensione ed in pochi minuti tutto ha preso fuoco”. In meno di mezz’ora “ci siamo trovati davanti ad una situazione indomabile. Ci siamo tutti prodigati, anche con la nostra squadra antincendio. Siamo rimasti qui nonostante la nube nera e le fiamme. Sui social ho letto anche qualche accusa rivolta a noi. Ai leoni da tastiera dico che noi abbiamo visto bruciare il nostro lavoro…”.
Prende un attimo fiato. “Paura? Si, ne abbiamo avuta. Ma abbiamo cercato di mantenerci lucidi e fare quello che era giusto fare per evitare di mettere qualcuno in pericolo. Ci siamo messi a disposizione dei soccorritori che man mano raggiungevano la zona”, racconta Giuseppe.
L’impianto sorge a 20km circa da Augusta, dopo gli impianti nord della zona industriale. Costeggia la vecchia statale. Questa mattina è ancora presidiato da Vigili del Fuoco, Protezione Civile, squadre della Forestale. Serviranno altre 24 ore almeno per dichiarare definitivamente spento l’incendio. Fumo grigio si leva dalla zona, nei pressi si accede solo con la mascherina. “Stiamo tutti bene ma oggi è il giorno della tristezza e della preoccupazione: quando potremo ripartire? Quanti danni? Cosa succederà adesso?”.
E’ ipotizzabile che la magistratura aprirà un’inchiesta per accertare le cause del rogo e contestare eventuali fattispecie. Si attende anche la scrupolosa relazione dei Vigili del Fuoco, per capire cosa c’era nell’area del deposito ed è finito in combustione. Da Arpa attesi i dati ambientali sul tipo e la quantità di sostanze finite in atmosfera.




Ladro seriale, prendeva di mira gli zaini dei turisti a Calarossa: arrestato dai Carabinieri

Le sue vittime preferite erano i turisti ed i bagnanti della spiaggia di Calarossa, in Ortigia. Ma i Carabinieri hanno posto fine alla sua attività delinquenziale: arrestato in flagranza un 46 enne di Floridia, già con precedenti specifici per reati contro il patrimonio.
Attraverso una serie di servizi di appostamento e con l’analisi delle telecamere di sorveglianza cittadina, è stato identificato e bloccato poco dopo il furto di uno zaino ad una turista.
La successiva perquisizione ha permesso di recuperare la refurtiva, anche di precedenti furti. Era costituita da telefonini e portafogli con discrete somme in contanti ch, verosimilmente, i turisti avevano prelevato poco prima. Con ogni probabilità, il ladro ne aveva seguito gli spostamenti prima di “sceglierli” come vittime.
E’ stato posto ai domiciliari. come disposto dall’Autorità Giudiziaria di Siracusa. Il maltolto è stato restituito ai proprietari.




Devastante incendio nel deposito rifiuti, la nube nera da Augusta a Siracusa

Alle 21.40 il cielo di contrada San Cusumano, poco distante da Augusta, continua ad essere rosso fuoco. Le fiamme non sono più alte come nel pomeriggio, grazie al lavoro dei Vigili del Fuoco. Ma continuano a covare sotto gli ammassi di rifiuti, all’interno di quel deposito. Per il momento, in attesa di informazioni tecniche più precise e dei rilievi tecnici, si parla generalmente di “materiale plastico” di varia natura finito in combustione.
La puzza di bruciato è forte e il vento della sera l’ha sospinta sino a Siracusa dove il sindaco Francesco Italia, dopo quelli di Augusta e Priolo, ha invitato la popolazione a tenere porte e finestre precauzionalmente chiuse.

L’incendio è scoppiato attorno alle 17, nel deposito di rifiuti speciali non pericolosi della Ecomac. Sarebbe stato un fulmine a dare origine al tremendo rogo nella zona ex ASI, vicino all’area industriale di Augusta. L’alta colonna di fumo nero e denso si è stagliata per tutto il pomeriggio sopra la contrada megarese ed è rimasta visibile a chilometri di distanza, tra la preoccupazione dei residenti e le prime indicazioni delle autorità che non vanno però oltre alla generale precauzione del tenere porte e finestre chiuse.

I Vigili del Fuoco, intervenuti con diverse squadre e facendo ricorso agli schiumogeni, rimarranno nell’area probabilmente anche nei prossimi giorni. La situazione non è ancora totalmente sotto controllo e si vuole scongiurare che il fuoco che cova sotto gli strati di rifiuti possa trovare una nuova strada per alimentarsi.
Non appena le fiamme saranno spente del tutto, sarà però il tempo delle domande: dalle misure antincendio di cui era dotato l’impianto, al tipo ed alla natura dei rifiuti abbancati e sono alle sostanze liberare in atmosfera da una combustione violenta ed incontrollata.




Candidature: l’ex sindaco Garozzo in corsa per il Senato, ma in Sicilia occidentale

L’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, candidato al Senato nel collegio plurinominale della Sicilia Occidentale. “Avrei voluto dare il mio contributo elettorale diretto nella zona in cui sono nato, cresciuto e dove stabilmente vivo. Il sistema di incastri determinato dagli accordi scaturenti da una legge elettorale particolarmente controversa, però, non mi ha messo in condizioni di farlo pienamente come avrei voluto”, spiega sui social annunciando la candidatura in un territorio diverso dal siracusano. “Chi mi conosce sa benissimo quanto impegno e quanta passione io abbia speso in ogni competizione elettorale a cui ho partecipato e nello svolgere gli incarichi istituzionali che ho avuto l’onore di ricoprire negli anni; mi sono sempre confrontato, faccia a faccia, con i miei elettori e non mi sono mai tirato indietro dinnanzi ad un confronto. Qualche chilometro di distanza comunque non mi impedirà di dare il massimo contributo, come ho sempre fatto; cercherò di entrare in contatto con più persone possibili per recepire le istanze e divulgare il programma elettorale del terzo polo, senza dubbio il più serio e credibile. Ringrazio tutti coloro che, nelle province del mio collegio di residenza, mi hanno dimostrato e dimostrano stima, fiducia e rispetto auspicando una mia candidatura e ringrazio Matteo Renzi, Davide Faraone ed Ettore Rosato per il riconoscimento e per la fiducia. Adesso si salta in auto e si parte per questa calda campagna elettorale”, le parole di Garozzo, renziano di ferro e nome di primo piano per Italia Viva in Sicilia.




Candidature: Paolo Amenta (Pd) al Senato. Le perplessità di Baio e la replica del presidente PD

Si moltiplicano con il passare delle ore le frizioni in casa Pd Siracusa. Il partito provinciale è, da settimane, di nuovo attraversato da frizioni e contrapposizioni. E per aumentare il caos al suo interno, ecco altri momenti di possibile divisione. Da una parte la candidatura del presidente provinciale, Paolo Amenta, nel collegio uninominale; dall’altra il messaggio di Alfredo Foti a favore di Giovanni Cafeo (Prima l’Italia).
Nel primo caso, è il dirigente Salvo Baio a dare fuoco alle polveri. “Mi domando se nella scelta dei candidati del Pd che dovrebbero rappresentare il nostro territorio, il partito abbia avuto un ruolo o sia stato ignorato. Domanda retorica, perchè la risposta è nota: nessun organismo del Partito ‘democratico’ è stato consultato nè tantomeno coinvolto nelle decisioni sulle candidature. Di più, chi aveva il compito, a livello regionale e nazionale, di coordinare le candidature, per prima cosa ha pensato alla propria candidatura. Così funziona oggi il Pd. Un tempo si consultava la base per ascoltarne gli orientamenti e le preferenze, oggi non sappiamo neanche chi sia la base. Un tempo le scelte venivano discusse negli organismi di partito, anche quando si trattava di dirigenti nazionali. Oggi gli organismi del Pd sono in disfacimento, non contano nulla e non vengono neanche convocati perchè privati prendendo del benchè minimo potere decisionale”. Una polemica che riguarda le liste per le politiche come per le regionali. “Tutto mi sarei aspettato – attacca ancora Baio – tranne che il partito che si chiama democratico venisse relegato all’umiliante ruolo di passacarte o passaliste. Io al posto di Amenta tirerei fuori gli occhi della tigre, ma se non è capace di farlo credo che le sue dimissioni e quelle degli altri cinque che compongono il comitato di coordinamento sarebbero un gesto onorevole. Il Pd così non può andare avanti”.
Nelle ore scorse, intanto, l’endorsement social dell’ex assessore comunale Alfredo Foti per il candidato alle regionali di un altro partito: Giovanni Cafeo (Prima l’Italia). “Una persona a me molto molto cara, che mi ha insegnato molto e che oggi non è più con noi, mi ha chiesto di continuare a fare politica ‘insieme’ a Giovanni, gli ho detto di sì, ed io son un uomo di parola. A Giovanni mi unisce un rapporto politico trentennale, lo considero oltre che un amico, uno dei politici più preparati della nostra provincia”, ha scritto Foti in un post accompagnato da una foto insieme a Giovanni Cafeo. Una amicizia, non solo politica, che passa attraverso lo scomparso Gino Foti, zio di Alfredo e mentore di Cafeo. Nessun commento ufficiale del partito su questa vicenda.
Quanto alle parole di Baio, su FMITALIA la replica di Paolo Amenta. “Mi sono messo a disposizione del partito. Per me Baio rimane un carissimo amico e una persona di grande esperienza. Con me ha sempre dialogato in maniera propositiva. Occhi di tigre? Io li ho sempre avuti nella vita politica, candidandomi e mettendo la faccia. Poi vinco, perdo ma sempre mettendoci la faccia. Non l’ho scelto io, il partito ha scelto Paolo Amenta forse considerando che sono stato vice presidente di Anci Sicilia e quindi conosciuto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei 48 comuni del collegio”.




Migranti, in 203 sbarcano ad Augusta. In precedenza, altro sbarco a Portopalo

Sono sbarcati nel porto di Augusta circa 203 migranti. Fanno parte di un gruppo più ampio di circa 600 persone soccorse nel mar Ionio in gran parte siriani, egiziani e iracheni. Erano partiti da Tobruk, in Libia, il 17 agosto scorso a bordo di un peschereccio. Nelle ultime 24 ore sono circa mille i migranti giunti in Italia tra Roccella in Calabria, Augusta e Portopalo sempre nel siracusano.

foto archivio




Differenziata, tutte le critiche di Civico4: “Pure un premio al dirigente che verifica percentuali”

Per il movimento politico Civico 4, guidato da Michele Mangiafico, la raccolta differenziata a Siracusa è “un fallimento”. Un giudizio tanto netto quanto duro e dettato da “precise responsabilità politiche nella gestione del servizio di igiene urbana che poi porterebbero alla formazione delle discariche abusive”. A spiegare l’attacco è lo stesso Mangiafico: “una classe dirigente seria è capace di governare e reprimere i fenomeni di devianza, non di utilizzarli per giustificare la propria inefficienza.
Civico4 ha analizzato a fondo la questione, studiando la determina a contrarre che diede inizio all’attuale gestione del capitolato di appalto (171 del 30 luglio 2019). Nel documento “si puntava al raggiungimento del 65% al termine del primo anno di attività, ma l’ultimo report disponibile sulla raccolta differenziata, relativo al primo semestre del 2022, riporta una media del 49,58%, pari a sedici punti percentuali in meno rispetto all’obiettivo che l’Amministrazione avrebbe dovuto raggiungere due anni fa, con un ritardo cumulato, a valere sulle penalità di cui all’articolo 15, di ben ventiquattro mesi”, spiega Mangiafico.
Altra questione, cara al movimento, è quella della sensibilizzazione ed educazione del cittadino a differenziare. “Ogni anno, l’amministrazione comunale ha disposto di 195.447,44 euro per campagne di coinvolgimento del cittadino e formazione ambientale. Quanti incontri nei condomini sono stati effettuati dai nostri amministratori comunali? O dobbiamo davvero pensare che la riunione del primo luglio 2022 con i residenti di via Barresi 10 valga per tutti i condomini della città?”, dice il leader del movimento. “O, ancor peggio, ritenere che la formazione della cittadinanza sia stata evasa con i 55 mila pieghevoli trasmessi il 20 luglio, buoni di certo ad aumentare la percentuale di carta e cartone? E che dire dell’indagine indipendente sul grado di soddisfazione della cittadinanza, puntualmente elusa dall’amministrazione comunale e derubricata ai commenti sul sito della ditta appaltatrice del servizio?”
Il ritiro domiciliare degli ingombranti una delle principali note critiche, secondo Civico4. “Frutto di un mal funzionamento del call center, di complesse procedure, lunghi tempi di attesa e mancato rispetto dei tempi di ritiro. È possibile, infatti, immaginare che i cittadini, di fronte a questo sistema, finiscano col rivolgersi a servizi privati (abusivi?) di sgombero delle cantine che, successivamente, depositano il materiale ritirato nel territorio comunale? Noi pensiamo di sì”, continua Mangiafico. “Con la recente approvazione del piano esecutivo di gestione da parte della Giunta Municipale e l’assegnazione degli obiettivi ai dirigenti, ovvero con la delibera 117 del 9 agosto 2022, l’Amministrazione comunale ha posto le basi per rispondere alle mancanze che abbiamo evidenziato? Noi riteniamo di no”.
A fronte di un quadro poco incoraggiante, “premiare un dirigente perché ‘verifica in maniera costante l’andamento della raccolta differenziata’ è sinceramente imbarazzante. Allo stesso modo, appare residuale assegnare la più piccola quota di obiettivo, appena il 10%, alla Polizia Municipale per l’implementazione dei controlli e della video-sorveglianza a fronte della gravità della situazione”.




Pusher arrestato a Floridia, spacciava in strada: aveva 101 minidosi di cocaina

A Florida, arrestato in flagranza un pregiudicato quarantenne con numerosi precedenti per spaccio. E’ stato sorpreso dai Carabinieri mentre spacciava per strada. Alla vista della pattuglia, il pusher ha cercato di disfarsi delle dosi e fuggire ma è stato subito bloccato ed arrestato.
In totale sono state recuperate e sequestrate 101 mini-dosi di cocaina per un peso complessivo di 25 grammi divisi nell’ormai tristemente noto “quartino”, per poterla rendere acquistabile da tutti anche da chi non ha molta disponibilità economica. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale “Cavadonna”.




Immigrazione clandestina, arrestati due scafisti russi dopo lo sbarco del 19 agosto

Agenti della Squadra Mobile, insieme a personale della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Siracusa, hanno sottoposto a fermo due russi di 37 e 44 anni, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’arresto dei due, un uomo e una donna, arriva al termine delle indagini sullo sbarco di 108 migranti di nazionalità afghana, iraniana ed irachena, giunti la sera del 19 agosto nelle acque siciliane.
Sono stati intercettati e soccorsi a circa 32 miglia da Portopalo di Capo Passero mentre si trovavano a bordo di una barca a vela di colore bianco di circa 16 metri, battente bandiera tedesca.
Le attività investigative hanno consentito, anche grazie alle dichiarazioni rese da alcuni migranti, di identificare i due arrestati, legati da un vincolo affettivo, come i presunti scafisti dell’imbarcazione partita dalla Turchia il 14 agosto.
Al termine delle incombenze di legge, l’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Cavadonna, mentre la donna è stata accompagnata in quella di Palermo, in attesa dell’udienza di convalida.

foto archivio