Condannato per mafia, torna in affari sotto falso nome: condanna e sequestri a Noto

E’ stata eseguita dalla Guardia di Finanza di Catania la sentenza con cui il gip del Tribunale di Siracusa ha condannato Domenico Waldker Albergo, Nicolò Giulio Lentini, Corrado Albergo e Giuseppe Balestrieri, confiscando un’azienda di rivendita alimentare e un pub e due immobili a Noto, oltre ad un’auto di pregio: valore complessivo stimato di 2,5 milioni di euro. I quattro erano accusati di trasferimento fraudolento di valori in concorso.
Albergo, considerato esponente di spicco del clan Trigila di Noto e già condannato con sentenze definitive per associazione mafiosa nel 1993, nel 1994 e nel 2006, avrebbe avviato – secondo l’accusa – una nuova attività economica di rivendita alimentare, intestandola formalmente a un prestanome (Balestrieri), al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale. Sarebbe stato aiutato da un commercialista già radiato dall’Ordine (Lentini) e dal figlio Corrado.
Albergo è stato condannato dal Tribunale ad un anno e 4 mesi; un anno di pena per gli altri. I beni confiscati, all’esito delle indagini di polizia economico-finanziaria, sono risultati di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.




Università a Siracusa, Salvo Baio: “Beni culturali è un flop. E non ci sono nuovi corsi”

Per l’ex presidente del Consorzio Universitario Archimede, lo sbandierato rilancio dell’offerta formativa a Siracusa sarebbe solo “un vecchio e logoro ritornello”. Salvo Baio non usa troppi giri di parole e mette nel suo mirino il sindaco, Francesco Italia, e l’assessore alla cultura, Fabio Granata. “Si sono ben guardati dal dire quali sarebbero i nuovi corsi di laurea destinati a Siracusa per la semplice ragione che non ne è previsto neanche uno, oltre a quelli già esistenti e cioè Architettura e Promozione del patrimonio culturale. Quest’ultimo attivato nell’anno accademico 2020/2021. Ancora una volta la giunta Italia promette ciò che non farà e che non è riuscita a fare in questi anni. Peraltro il corso in beni culturali è stato, spiace dirlo un flop, se solo si tiene conto che tra il primo e il secondo anno accademico in tutto si sono iscritti poco più di cinquanta studenti”.
L’atto d’accusa di Salvo Baio non si ferma a questo. “A giugno di due anni fa Italia e Granata avevano promesso l’attivazione di master internazionali e l’avvio di collaborazioni con università di altri Paesi e che, il solito refrain, avrebbero ampliato l’offerta formativa. Niente di tutto questo è avvenuto”.
L’ex presidente del Consorzio Archimede porta indietro il nastro. “A dicembre del 2009, l’allora rettore Recca comunicò all’assessorato regionale ai Beni culturali i dati riguardanti l’insediamento universitario siracusano, che comprendeva, tra lauree triennali e specialistiche, tre corsi in Architettura e cinque in Beni culturali, oltre alla Scuola di Archeologia. Inoltre risultavano attivati un master di primo livello con la facoltà di Giurisprudenza, un master di secondo livello in lingua inglese per studenti di vari Paesi del Mediterraneo con la Scuola superiore di Catania e un master di secondo livello con la facoltà di Lettere. A Siracusa erano iscritti 2265 studenti universitari. Quell’insediamento, per ragioni complesse da spiegare, venne in buona parte smantellato (ma non per responsabilità dei sindaci Garozzo e Italia) e ridotto alla sola Architettura. Al netto delle buone intenzioni e sorvolando sulle promesse, rimaste tali, di Italia e di Granata, resta il fatto che l’attuale amministrazione non ha purtroppo saputo dar vita ad un razionale e moderno progetto universitario per Siracusa”.
Non solo critiche. Anche per Salvo Baio la ristrutturazione di Palazzo Impellizzeri è una buona notizia, “benchè tardiva”. Ancora più importante l’annuncio del progetto di ristrutturazione dell’ex caserma Abela, “perchè conferma la volontà dell’ateneo catanese di consolidare l’insediamento siracusano. Di ciò va dato atto al rettore Priolo. Deve essere chiaro che una cosa sono i contenitori, le sedi universitarie, altra cosa sono i corsi di studio, i quali richiedono scelte mirate da parte del comune (e non solo) d’intesa con l’università”.




Edilizia, rinnovato il contratto integrativo provinciale: aumenti tra 96 e 131 euro mensili

Rinnovato il contratto integrativo provinciale edile. Interessati dal rinnovo oltre 5.500 lavoratori e sarà valido per tre anni. Lo hanno annunciato i segretari di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil al termine dell’incontro di stamani in Confindustria.
“Abbiamo registrato differenze economiche sostanziali rispetto al passato – dicono i segretari Salvo Carnevale, Nunzio Turrisi e Saveria Corallo – come l’aumento di 52,80 euro mensili sulla indennità sostitutiva di mensa, per la quale dal primo gennaio 2023 potrà esserci un ulteriore ritocco. Scatterà inoltre per un anno l’elemento variabile della retribuzione che oscilla tra le 33 e le 67 euro lorde mensili. Inoltre l’indennità di trasporto avrà un valore medio incrementale di 11 euro, quindi complessivamente gli aumenti varieranno fra le 96 e le 131 euro. Tutte le assistenze provinciali saranno aumentate del 10 per cento e verrà introdotto un premio alla nascita una tantum di 200 euro, riservato ai figli dei lavoratori edili della provincia. Riteniamo di aver chiuso un contratto di notevole impatto economico che si sommerà agli aumenti ottenuti dopo la chiusura del contratto nazionale chiuso lo scorso marzo 2022 dalle federazioni nazionali”.
Questa la nota di Ance, l’associazione dei costruttori edili. “Dopo molti anni di fermo, il contratto integrativo era ormai non più rinviabile. Abbiamo cercato di contenere al massimo i costi a carico delle nostre aziende – spiega il presidente Riili – tenendo comunque conto del carovita che mette certamente in difficoltà i nostri operai che costituiscono il nostro patrimonio più importante e assolutamente indispensabile. Non possiamo non tenere conto che la soddisfazione dei nostri dipendenti sia il primo elemento per migliorare l’intero rendimento della macchina dell’impresa. Il nuovo contratto riesce però a bilanciare una grande fetta degli aumenti concessi a beneficio dei lavoratori sfruttando gli aspetti positivi del sistema della bilateralità dell’Ance. Le imprese virtuose e in regola con i pagamenti alla cassa edile e con le normative di sicurezza avranno un significativo ristoro nella restituzione di parte dei contributi versati alla cassa edile. Non possiamo che essere soddisfatti del rilancio del settore delle costruzioni sul quale vigileremo affinché gli attuali ostacoli che hanno rallentato il meccanismo dei super bonus vengano immediatamente rimossi per garantire la ripresa dei cantieri momentaneamente sospesi e l’apertura di altri”.




Donare sangue, gesto d’amore che salva vite: “Diffondere la cultura della solidarietà”

Riparte la campagna di sensibilizzazione sulla donazione del sangue, disposta dall’Assessorato regionale alla Salute. La stagione estiva, si sa, è quella in cui si registra da un lato la flessione delle donazioni e dall’altro un aumento dei consumi, soprattutto legati agli incidenti stradali e ad altri eventi traumatici.
Il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra, lancia l’appello ai cittadini: “La donazione di sangue è un importante atto di generosità che serve a curare e a salvare molte vite. Le attività di emergenza, dei reparti di chirurgia, patologie del sangue e malattie oncologiche dipendono spesso proprio dalla disponibilità di sangue che per molti rappresenta la ragione di vita. Diffondere la cultura della donazione di sangue come gesto semplice ma di grande civiltà è una sfida poiché importanti traguardi possono essere raggiunti con la solidarietà di tutti”.
Il direttore del Centro Tasfusionale, Dario Genovese, ricorda che “grazie alla presenza di oltre 17.000 donatori attivi e periodici in tutti i Comuni, all’intensa opera delle associazioni ed all’impegno di tutti gli operatori delle unità e dei Punti di Raccolta diffusi sul territorio, la provincia di Siracusa gode una condizione di privilegio. Purtuttavia, c’è sempre bisogno di un’azione costante a sostegno del sistema trasfusionale provinciale, soprattutto nel periodo estivo, per potere mantenere gli standard raggiunti e per far fronte alle richieste trasfusionali in progressivo aumento”.

Questo l’elenco delle strutture in provincia di Siracusa dove è possibile donare sangue:

Siracusa
“Ospedale UMBERTO I”
Via G. Testaferrata, 1     
093724211-724309

Augusta
“Ospedale E. MUSCATELLO”
Contrada Granatello               
0931989057

Avola
“Ospedale G. DI MARIA”
S.S. 115 Contrada Chiusa di Carlo 0931582348-582323-582351

Lentini
“Ospedale CIVILE”
Contrada Colle Roggio
095909154909559-909563

Noto
“Ospedale TRIGONA”
Via dei Mille, 98 

Unità di Raccolta Capofila
Avis Comunale
Via A. Von Platen, 38-40
Siracusa   
0931-462019

Avis Comunale Buccheri
Via A. Pappalardo, 26
Buccheri 
0931-880062

Avis Comunale Buscemi
Via Marconi, 8
Buscemi                      
0931-878320

Avis Comunale Canicattini Bagni
Via XX Settembre, 167
Canicattini Bagni      
0931-947745

Avis Comunale Floridia
Via F. Turati, s.n.
Floridia      
0931-942563

Avis Comunale
Melilli-Città Giardino
Via Genova, 1
Melilli – Città Giardino 
0931-745947

Avis Comunale Palazzolo Acreide
Via della Solidarietà, 13
Palazzolo Acreide       
0931-881801

Avis Comunale
Priolo Gargallo
Via Palestro, 112
Priolo Gargallo 
0931-771660

Avis Comunale
Solarino
Via Piave, 4 
Solarino 
 0931-923280

Avis Comunale   Sortino
Via Padre G. Cianci, 14/A
Sortino 
0931-953663

Avis Comunale Pachino
Via S. Mallia, 21
Pachino 
0931-595606

Avis Comunale Rosolini
Via Donatori di Sangue Avis
Rosolini  
0931-859800

Avis Comunale Scordia
Via Libera Scavo, 1
Scordia
095-659462

Avis Comunale Francofonte
C.da Coco, s.n.  c/o ASP Siracusa
Francofonte 
095-7842278

Fratres Comunale Augusta
Via A. Gramsci, 15-17
Augusta
0931-511500

Fratres Melilli
Via Concerie, 35
Melilli                        
0931 955188

Fratres Rosolini
Via Giuseppe Verdi, 5
Rosolini 
0931-850503

Fratres Ferla
Via Pessina, s.n.
Ferla 
3386331650

foto dal web
 




Dalla Regione 8,8 milioni di euro per il Libero Consorzio di Siracusa: firmato il decreto

Per la ex Provincia regionale di Siracusa in arrivo 8,8 milioni di euro. Firmato il decreto dell’assessore regionale alle Autonomie Locali, Marco Zambuto, di concerto con quello all’Economia, Gaetano Armao, con cui vengono ripartiti i 98,5 milioni di euro disponibili. Sono risorse relative al 2022 e destinate a garantire il corretto funzionamento degli enti locali siciliani. Alle tre Città metropolitane vanno 52,4 milioni di euro, ai sei Liberi consorzi comunali poco più di 46 milioni di euro.
Per l’assegnazione proporzionale dei contributi regionali sono stati confermati anche per il 2022 i quattro criteri seguiti negli scorsi anni: numero della popolazione, superficie del territorio, lunghezza delle strade provinciali e numero delle classi scolastiche medie secondarie.
Questa, nel dettaglio, la suddivisione della dotazione finanziaria tra i vari enti locali. Tra le Città metropolitane, Palermo ottiene 20,7 milioni, Catania 18 e Messina 13,7 milioni di euro. Per i Liberi consorzi comunali, invece, quello di Agrigento con 9,5 milioni si vede assegnato il contributo più consistente, seguito da Siracusa e Trapani con 8,8 milioni ciascuno, Caltanissetta con 6,8 ed Enna e Ragusa con 5,9 milioni a testa.




Zona industriale: azienda dell’indotto licenzia 3 lavoratori, proclamata l’agitazione

A seguito del licenziamento di tre lavoratori di una delle aziende dell’indotto della zona industriale (Tesman), le tre sigle sindacali dei metalmeccanici (Fim, Fiom e Uilm) hanno proclamato lo stato di agitazione.
L’azienda si occupa di attività elettro strumentali presso gli impianti Isa-Lukoil. A vuoto l’incontro in Confindustria per esaminare il preavviso di licenziamento inviato a tre lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno dovuto l’indisponibilità aziendale a trovare una soluzione alternativa.
“In questi anni, tra covid e guerra, i lavoratori hanno continuato a lavorare dimostrando un senso di
responsabilità e un’attenzione che l’azienda non ha saputo capitalizzare, mostrandosi oggi indisponibile ad utilizzare strumenti alternativi al licenziamento”, tuonano i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Per i sindacati, si sta determinando “un pericoloso strappo nelle relazioni sindacali e nel rapporto con lavoratori a cui, in questi mesi, viene chiesto un atto di responsabilità partecipativa per accompagnare il territorio e le aziende attraverso lo stretto passaggio della transizione energetica e costruire un nuovo modello industriale ambientalmente e socialmente sostenibile. Come sindacato non ci stupisce, la dicotomia di aziende che da una parte
mettono in discussione il diritto al lavoro, e dall’altra ostentano una responsabilità sociale di
facciata e una finta strumentale interlocuzione”, si legge nella nota inviata alle redazioni.

foto archivio




Stefania Prestigiacomo e la Presidenza della Regione: “Sono a disposizione del partito”

Stefania Prestigiacomo scioglie la riserva. Se il centrodestra siciliano sarà unito sui programmi e sul nome del candidato alla presidenza della Regione, potrebbe cedere alla corte serrata di queste ultime ore ed accettare la candidatura per il dopo Musumeci. Da capire adesso come Lega e Fratelli d’Italia si posizioneranno rispetto alla eventualità Prestigiacomo, parlamentare di rango e due volte ministro della Repubblica.
“Ringrazio Gianfranco Miccichè per le espressioni di stima nei miei confronti”, le parole dell’esponente di Forza Italia. “Da siciliana, profondamente legata alla mia terra, non posso che ritenere la proposta di candidatura alla presidenza della Regione un onore altissimo e una altrettanto altissima responsabilità. Sono dal 1994 una militante di Forza Italia, un partito che mi ha dato tanto e al quale ho dedicato tutto il mio lavoro politico. Oggi come ieri il mio impegno è a disposizione del partito”.
Stefania Prestigiacomo spiega però che condizione base per accettare la proposta di candidatura è “l’unità in termini di proposte programmatiche e per la candidatura alla Presidenza. La forza della nostra alleanza – spiega – è sempre stata l’unità d’intenti con la quale ci siamo presentati dinnanzi agli elettori. Venire meno a questo tratto distintivo significherebbe disperdere il patrimonio di credibilità e di fiducia che i siciliani ci riconoscono e favorire così una sinistra senza idee, che ha come unico obiettivo la restaurazione”.




Prestigiacomo verso la Presidenza della Regione: le reazioni della politica siracusana

La sempre più ricorrente ipotesi di una candidatura Prestigiacomo per la presidenza della Regione non sembra scaldare particolarmente la politica siracusana. Nello stesso centrodestra, si operano alcuni distinguo. Per il deputato di Prima l’Italia (Lega), Giovanni Cafeo, “la scelta del candidato presidente non è questione di simpatia. Abbiamo lavorato per scongiurare la ricandidatura di Musumeci e ci siamo riusciti. A Stefania Prestigiacomo riconosco l’ottimo lavoro condotto per il nuovo ospedale di Siracusa e la zona industriale. La scelta del o della candidata spetterà ai vertici nazionali. Fosse Stefania Prestigiacomo, bene per Siracusa. Ma la nostra provincia non sarebbe comunque dimenticata dalla Regione, qualunque candidato la nostra coalizione dovesse esprimere”.
Per Fratelli d’Italia, altra anima importante del centrodestra, parla invece Paolo Cavallaro. “Il candidato di FdI è Nello Musumeci. Se a livello nazionale si farà un accordo diverso, allora si può discutere di qualsiasi altra candidatura, compresa quella della Prestigiacomo. Ma le questioni vanno risolte nelle sedi opportune. Ci sono stati momenti di acredine tra alleati durante la legislatura, ma nessuna sfiducia o assessori di Forza Italia che si sono dimessi. La maggioranza è andata avanti. Per tradizione consolidata, l’uscente si ricandida. Ci spieghino cosa è cambiato adesso. Se non tocca più a Musumeci, qualunque nome va bene purchè sia una candidatura che ci vede tutti uniti”. Per l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera (Forza Italia), la candidatura di Stefania Prestigiacomo “sarebbe una occasione straordinaria per la provincia di Siracusa. Lei ne ha tutti i titoli. E lo dico senza retorica. Un presidente siracusano obiettivamente sarebbe un momento unico per il nostro territorio”.
Osservatore non interessato è Stefano Zito, il deputato del M5s che ha già annunciato che non si ricandiderà dopo due mandati a Palermo. “Non vedo un centrodestra compatto. E Musumeci, a mio avviso, resterà in corsa per le regionali. Quanto a Stefania Prestigiacomo, massimo rispetto. E’ noto però che io non ne abbia condiviso le decisioni politiche, anche da ministro dell’Ambiente, e non la voterei. Non è la città di nascita a dire se uno è buono o meno per la presidenza della Regione. Abbiamo avuto ad esempio Crocetta, che è di Gela, e non mi pare che abbia brillato. Guardate, i temi regionali sono molto complessi e tra Palermo e Roma ci sono un bel pò di differenze. La Prestigiacomo non ha esperienza in Regione. Vediamo cosa succederà”.
Alessandra Furnari, coordinatrice provinciale di Italia Viva, mette al centro i programmi elettorali: “per noi è importante andare in coalizione con soggetti che abbiano le stesse nostre idee programmatiche e non ritrovarci in alleanze con profondi contrasti interni. Cerchiamo una candidatura moderata, lontana da populismi e sovranismi. In questo senso, la Chinnici potrebbe essere una bella candidatura ma bisogna capire se è appoggiata o meno dai 5s. La Prestigiacomo di suo potrebbe essere una moderata, anche qui però occorre capire chi sosterrà questa candidatura. Se dovessero esserci supporti estremi, parlo di estrema destra, non potremmo condividerla. Con FdI e Lega per noi sarebbe impossibile. La moderazione della Prestigiacomo si perderebbe nelle linee di un governo con troppi estremismi a destra”.

foto dal web




Finisce oltre la carreggiata in autostrada: illesa. Brutto incidente tra Noto e Avola

Qualcuno grida al miracolo: brutto incidente in autostrada, tra Noto e Avola, in direzione Siracusa. Fortunatamente illesa la ragazza alla guida della Lancia Ypsilon, finita fuori strada. Non sono ancora chiari i motivi per cui la vettura sia finita fuori strada, finendo la sua corsa contro la vegetazione. Sul posto, la Polizia Stradale e gli uomini del Consorzio delle Autostrade Siciliane per supporto alla viabilità e rimettere in sicurezza il tratto stradale.

Mentre stava muovendosi verso Siracusa, l’auto ha improvvisamente piegato per la direzione sbagliata, superando il guardrail ed i jersey che delimitano la carreggiata. E’ finita nella campagna circostante, in una carambola conclusa dopo qualche metro e con diversi danni alla vettura che ha anche perduto una delle quattro ruote.
E’ uscita scossa e spaventata ma illesa. Subito soccorsa, ha raccontato la sua disavventura agli agenti della Stradale intervenuti.




Rifiuti, il M5s: “Bloccato provvedimento del governo che premiava le città meno virtuose”

C’è anche la firma del deputato siracusano Giorgio Pasqua (M5s) nell’emendamento soppressivo con cui è stato bocciato un provvedimento del governo regionale contenuto nel cosiddetto maxiemendamento al ddl sulle variazioni di bilancio. “Con la scusa dell’emergenza sanitaria a causa dei rifiuti, il governo voleva destinare 150 milioni di euro a Palermo e 20 a Catania, ignorando tutti gli altri Comuni che soffrono, anche quelli più virtuosi, per una sorta di perversa legge del contrappasso che bastona chi si comporta bene e avvantaggia chi ignora le regole ed è in ritardo con la raccolta differenziata”.
Nelle casse delle due Città Metropolitane sarebbero così arrivati 170 milioni di euro dei 405 ancora in contrattazione con lo Stato. “L’ulteriore cosa assurda – dice Pasqua – è che di questi soldi non è nemmeno stata contrattata la destinazione con Roma. In pratica volevano vendere la pelle dell’orso non solo prima di averlo catturato, ma anche prima di averlo intravisto. Chi ci dice che lo Stato avrebbe avallato questa scelta? Una scelta tra l’altro eticamente inaccettabile. Quasi tutti i Comuni in questo momento soffrono e il governo che fa? Premia quelli che si comportano peggio in materia di rifiuti e ignora i virtuosi che vantano percentuali di raccolta differenziata ottime, ottenute con grande impegno dei cittadini. Una norma del genere avrebbe mandato alla popolazione un messaggio pericolosissimo: comportarsi bene non premia, anzi… e questo non è tollerabile”.