Italia Viva e Garozzo: le regionali, il Pd e FdI, il nodo alleanze e un pizzicotto al sindaco Italia

Renziano della prima ora, Giancarlo Garozzo è il nome forte di Italia Viva in provincia di Siracusa e dirigente regionale del partito. Ma non sarà l’ex sindaco di Siracusa a concorrere per un posto all’Ars. “Il candidato siracusano nella lista che andremo a comporre, insieme alle forze ed ai movimenti con cui condividiamo il percorso, sarà Saverio Bosco”, attuale coordinatore provinciale insieme ad Alessandra Furnari.
Quanto al candidato presidente della Regione, la partita è tutta aperta. “Vediamo intanto se regge fino alla fine la candidatura di Caterina Chinnici. Al momento, essendo stata scelta in alleanza con il M5s, noi di Italia Viva non la sosterremo. Ma non è difficile prevedere che la coalizione di centrosinistra cambierà. Magari salteranno le presidenziali. Comunque tutto lo scenario è fluido. Ancora bisogna pure capire chi sarà il candidato del centrodestra, se un sovranista o un moderato. Ad oggi, non mi sento di escludere anche un nostro eventuale candidato presidente in una coalizione di centro”.
Quanto alle amministrative in programma a Siracusa il prossimo anno, Garozzo tiene aperta la porta ad una alleanza con “le forze alternative a questa amministrazione, quindi in primo luogo il Pd”. I rapporti con il suo ex delfino Francesco Italia sono saltati da un pò. Non è un mistero che il loro cammino politico comune si sia interrotto dopo pochi mesi della nuova sindacatura. “Sono uno dei pochi che non si aspettava le dimissioni del sindaco Italia. Ho certezza che non si è dimesso perchè non aveva il posto certo in Parlamento, che poi è diversa dalla candidatura certa. Azione, il suo partito, è forte nel Lazio e in centro Italia; in Sicilia percentuali più basse che non garantiscono nel proporzionale, nel collegio Siracusa-Ragusa, di essere eletto alla Camera. Questo significa che la partita te la devi giocare. Un sindaco uscente il suo valore aggiunto lo deve garantire nel suo territorio e pertanto immagino che Azione non poteva garantirgli un posto in lista, ad esempio, nel Lazio. Io – continua Garozzo – ho rifiutato una candidatura ed un posto certo in Parlamento nel 2017. Ero ancora nel Pd, il seggio era sicuro. Non mi dimisi da sindaco di Siracusa per evitare l’arrivo di un commissario alla guida del Comune. Un commissario che, con ogni probabilità, tra i primi atti avrebbe operato una transazione con Open Land che chiedeva milioni di euro. Comunque, non rivanghiamo. Tanta acqua è passata sotto i ponti…”
Chiediamo a Giancarlo Garozzo un suo commento sulla situazione del Pd. “Per me è sempre complicato, ci ho passato 12 anni di attività politica, ricoprendo ruoli istituzionali. Oggi di certo non vive un momento di linearità e chiarezza. A livello nazionale deve decidere se parla con il polo moderato, riformista e liberista, o se sta coi ciuffetti di sinistra. Nel campo del centrosinistra i programmi devono essere bandiere. A livello locale, non mi impressiona la vicenda dell’adesione del sindaco di Melilli, Giuseppe Carta. Nessuna si scandalizza più per un cambio di casacca. Semmai, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Forza Italia dell’opportunità della candidatura di poche settimane prima, alle amministrative melillesi”.
A destra, avanza anche in provincia Fratelli d’Italia. “E’ fisiologico. C’è stato il momento della Lega, quello dei Cinquestelle e ora di Fdi. Di fodno, però, c’è un errore di coalizione: e non a caso Forza Italia si svuota dei suoi pezzi migliori. Tre ministri che se ne vanno può voler dire – spiega Giancarlo Garozzo – che quello non è più il centrodestra ma solo la destra, a trazione FdI. Con me e con la mia cultura politica non ha nulla da dividere, rappresentano un altro mondo. Quello che sta prendendo FdI, lo stanno perdendo Lega e Fi. Il quantum finale di coalizione non cambia, si rafforza una lista a dispetto delle altre alleate. Mi preoccupa che possano andare al governo e cambiare la costituzione da soli. La partita è ancora aperta, non c’è nulla di scritto”, chiosa la sua analisi il renziano Giancarlo Garozzo.




Turismo, per le strutture ricettive arriva il codice identificativo regionale. “Basta abusivismo”

Arriva in Sicilia il Cir, Codice identificativo regionale, di cui dovranno dotarsi le attività ricettive e quelle che si occupano di locazioni brevi a fini turistici. Ad introdurre lo strumento “anti-abusivi”, un decreto firmato dall’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina. Con questa misura la Regione Siciliana intende garantire un’offerta turistica trasparente sul territorio e contrastare forme irregolari di ospitalità. Il provvedimento è stato presentato stamane, al PalaRegione di Catania.
Il provvedimento si rivolge a tutte le strutture ricettive (ex legge regionale 27/96) compresi gli agriturismo, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort, ma anche agli alloggi per uso turistico in affitto per brevi periodi (inferiori a 30 giorni), comprese le “case vacanza”.
Il Codice identificativo regionale (Cir) verrà attribuito dal sistema di gestione dei flussi turistici “Turist@t”, istituito con decreto assessoriale del 2014. Le strutture ricettive già esistenti dovranno fare richiesta del codice attraverso l’apposita sezione della piattaforma, quelle di nuova istituzione dovranno inviare a “Turist@t” la copia della Scia inviata al Comune e richiedere l’inserimento in anagrafica e il rilascio del codice. Per le “case vacanza” il procedimento è simile: sia quelle già esistenti sia le nuove dovranno registrarsi in “Turist@t”, chiedere l’inserimento in anagrafica e il rilascio del Cir.
Per i titolari scatta anche l’obbligo di comunicare giornalmente, entro 24 ore dall’arrivo o della partenza, tramite il sistema di gestione dei flussi turistici “Turist@t”, i dati relativi agli arrivi e alle presenze, a fini statistici.
Il decreto dispone anche in materia di promozione. I titolari delle strutture ricettive o degli alloggi in affitto, nonché chi esercita attività di intermediazione immobiliare o gestisce portali telematici o siti web, sono tenuti a pubblicare il codice Cir di ogni struttura negli annunci, nelle pubblicità e nelle prenotazioni. Il Cir dovrà essere ben visibile accanto alla denominazione. L’obbligo riguarda qualsiasi mezzo promozionale, anche le piattaforme ospitate da server che si trovano all’esterno dell’Unione europea.
I titolari delle strutture ricettive dovranno adempiere a quanto disposto dal decreto assessoriali entro 30 giorni dal rilascio del Cir da parte della Regione. Anche per inserire denominazione e Cir negli annunci e nelle promozioni su piattaforme on line e sui social media c’è un mese di tempo, a far data dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale della Regione. Chi non adempie rischia una sanzione da 500 a 5 mila euro.
«Con l’entrata in vigore del Cir anche in Sicilia – ha sottolineato l’assessore Messina – daremo un duro colpo all’abusivismo che sino ad oggi ha penalizzato chi fa turismo entro gli argini dell’onestà e della legalità. Era una misura di cui si parlava da almeno un decennio e noi l’abbiamo realizzata. Il Cir permetterà di avere finalmente un quadro completo dell’offerta ricettiva regionale e, infatti, contiamo su una emersione importante di realtà che non operano in piena trasparenza. Nel decreto che porta la mia firma, inoltre, sono previste sanzioni anche per i portali di agenzie di viaggio che daranno spazio a strutture sprovviste del codice e quindi per noi abusive».
Soddisfatto anche il presidente di FederAlberghi Sicilia, Nico Torrisi. “Da molti anni denunciamo il fenomeno dell’abusivismo. Ringraziamo l’assessore Messina che ci ha dimostrato, con i fatti, non soltanto un dialogo che c’è sempre stato con le istituzioni, la concretezza di un provvedimento che consentirà finalmente di poter mettere delle regole chiare. Non si tratta di fare la guerra a chi non rispetta le regole, ma semplicemente avere la garanzia di migliori tutele per chi le rispetta».




Covid sette giorni: in Sicilia continua la frenata del contagio, Siracusa -32,28%

Nella settimana dal 18 al 24 luglio si registra ancora un calo nei contagi covid in Sicilia, in linea con la tendenza nel territorio nazionale. L’incidenza di nuovi casi positivi è pari a 40926 (-27%), con un valore cumulativo di 852/100.000 abitanti. Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Messina (1190/100.000 abitanti), Agrigento (986/100.000), Siracusa (938/100.000) e Trapani (873/100.000). In provincia di Siracusa, dal 18 al 24 luglio, i nuovi positivi sono stati 3.600 contro i 5.316 dei sette giorni precedenti, con una contrazione del 32,28%. Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 70 ed i 79 anni (1064/100.000), tra i 60 e i 69 anni (997/100.000) e tra gli 80 e gli 89 anni (934/100.000). Anche le nuove ospedalizzazioni sono in lieve diminuzione.
I dati relativi alla campagna vaccinale fanno riferimento al periodo dal 20 al 26 luglio. Nella fascia d’età 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 26,92% del target regionale. Hanno completato il ciclo primario 71.409 bambini, pari al 23,17%.
Gli over 12 anni vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,65% del target regionale mentre la percentuale di chi ha completato il ciclo primario è dell’ 89,35%.
I vaccinati con terza dose sono 2.753.291 pari al 72,24% degli aventi diritto. Sono invece 1.058.006 le persone che, avendo maturato il diritto di ricevere la terza dose, non l’ hanno ancora effettuata.
Dal 1 marzo è iniziata la somministrazione della seconda dose di richiamo booster (quarta dose) nei soggetti over 12 con marcata compromissione della risposta immunitaria e dal 13 luglio è stata estesa agli over 60 anni ed alle persone ad elevata fragilità over 12 anni, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla terza dose o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test diagnostico positivo). Dal 1 marzo sono state effettuate complessivamente 76.562 somministrazioni di quarta dose di cui 39.625 a soggetti over 80.
Nella settimana dal 20 al 26 luglio sono state somministrate 14.471 quarte dosi con una media giornaliera di 2.614 somministrazioni. Rispetto alla settimana precedente, si registra una diminuzione delle vaccinazioni in quarta dose pari a -3.859 (-21%).




“Il Mito di Aretusea e Polifemo e Galatea”, in scena ad agosto tutte le sere. Agevolazioni per i siracusani

Da venerdì 29 luglio e fino a domenica 28 agosto, “Il Mito di Aretusa e Polifemo e Galatea” andrà in scena tutte le sere, all’interno dell’area monumentale della Neapolis. Aumentano le giornate a prezzo ridotto (15 euro) per i residenti nel siracusano: si aggiungono alle serate della domenica anche quelle del giovedì. Si moltiplicano, quindi, le occasioni per assistere allo spettacolo itinerante che si snoda tra la Grotta del Salnitro e la Grotta dei Cordari per concludersi all’Orecchio di Dionisio, prodotta da Aditus Culture con la regia di Gugliemo Ferro.
Per aver diritto al biglietto scontato, ai cittadini residenti a Siracusa e provincia basterà semplicemente presentarsi presso la biglietteria del Parco mostrando il proprio documento d’identità. Stessa agevolazione prevista per i visitatori che si presenteranno muniti di un biglietto d’ingresso al Parco della Neapolis o al Teatro Antico di Taormina acquistato nel corso del 2022.
Inoltre, anche il Castello Maniace resterà aperto eccezionalmente fino al 28 agosto tutte le sere fino alle ore 23.30 (con ultimo ingresso alle 22.30) per consentire la visita alla mostra In un mondo “perfetto” di Davide Dall’Osso, un’installazione di più di 70 sculture allestita presso la Sala Ipostila del castello, attraverso la quale l’artista vuole raccontare della possibilità di un mondo in cui si attui l’uguaglianza di genere.
“Notevole è lo sforzo di Aditus quest’anno per supportare la stagione turistica di Siracusa attraverso l’organizzazione di eventi culturali di prestigio – commenta il presidente di Aditus, Riccardo Ercoli – Per noi è fondamentale non solo per fare conoscere la storia millenaria della città e i suoi luoghi più iconici ai turisti ma anche per contribuire a creare un legame fra patrimonio culturale, cittadini e territorio”.




Cari zozzoni, sorridete: fototrappole e cellulari vi riprendono. E fioccano le multe a Siracusa

Grazie alle sempre più numerose e dettagliate segnalazioni inviate dai cittadini, sta diventando sempre più efficace l’azione di contrasto del fenomeno dell’abbandono di rifiuti. Con le multe (e le foto e i video…) in aumento, si amplia anche la “comprensione” di una delle peggiori fattispecie di degrado ambientale. E viene fuori, ad esempio, che sono spesso i residenti ad abbandonare la loro spazzatura a poca distanza dal cancello o dal portone. Altro che “gente che viene da fuori”.
Gli ultimi episodi, immortalati attraverso le e-killer del Comune di Siracusa, mostrano persone “normali”, uomini e donne di ogni età, che lanciano i sacchi in strada o li abbandonano dall’auto sul ciglio della strada, contribuendo a creare discariche abusive. In tre, nelle ultime ore, sono stati identificati e multati. Per loro, sanzione massima: 600 euro. E’ la linea dura del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale di Siracusa. Quando sono stati convocati nella sede del Comando, davanti alle eloquenti fotografie hanno farfugliato blande giustificazioni e ritirato il verbale.
Clamoroso, poi, il caso di un uomo fermato dalla Municipale insieme ai Carabinieri mentre scaricava dal suo motocarro a tre ruote una valanga di rifiuti all’interno dell’area della ex scuola di via Algeri. Lato strada, lanciava la spazzatura attraverso il muro. Incurante del fatto che tutti lo vedessero, in pieno giorno. E, cosa ancor più grave, lui abita a poca distanza. Impassibile, come se nulla fosse, ha ritirato i quattro verbali: guida senza patente, senza assicurazione, abbandono di rifiuti e attività illecita di smaltimento rifiuti. Il mezzo è stato posto sotto sequestro ma probabilmente è di nuovo in strada per proseguire “l’attività” per conto terzi. In questo, la legge non supporto gli sforzi degli agenti. Ma la linea è tracciata.
I cittadini perbene, che sono la maggioranza, sono dalla parte dei controlli. E lo provano le decine di foto e video che il Nucleo Ambientale riceve ogni giorno. Un aumento costante e significativo che dice chiaramente come a Siracusa il clima sia cambiato e nessuno tollera più l’abbandono di spazzatura ins trada da parte di chi si crede furbo ma mostra solo la sua ignoranza di norme e regole di comportamento. Immortalati episodi di spazzatura o ingombranti abbandonati. L’invito degli investigatori è quello di fare in modo di riprendere in maniera leggibile la targa dei mezzi. Così possono procedere con l’identificazione e la contestazione dell’infrazione.




Discarica abusiva ad Avola, sequestrate 200 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi

La Guardia di Finanza ha sequestro un’area di oltre 800 mq dove veniva stoccato abusivamente materiale di risulta, elettrodomestici usati ed eternit. Sono stati i finanzieri della Tenenza di Noto, guidati dal Cap. Mariagrazia Ponziano, ad individuare la discarica che si estende lungo il letto in secca di un torrente di via Cava Campana, in territorio di Avola. Sono state rinvenute oltre 200 tonnellate di rifiuti speciali: numerose le lastre di eternit spezzate in parte nascoste sottoterra e in parte dalla vegetazione, serbatoi, rifiuti di provenienza urbana, plastica, materiale ingombrante, legno e vetro.
Il materiale abbandonato e sequestrato dalle Fiamme Gialle rappresenta un grave pericolo per l’ambiente, visto il
conseguente inquinamento dell’aria e del sottosuolo.
Per di più, i rifiuti risultano in buona parte bruciati, “motivo per il quale, la loro presenza in stato di abbandono è da considerarsi ancora più nociva per la salute, come accertato dai funzionari dell’ARPA Sicilia intervenuti sul posto per valutare l’entità dell’illecito ambientale”, spiegano le Fiamme Gialle.
In particolar modo, l’amianto smaltito abusivamente è stato ritrovato in molti punti esfoliato, volatile e bruciato, non cautelato in alcun modo ed esposto agli agenti atmosferici. Ne consegue un grave rischio di dispersione, sia nel terreno sia nell’atmosfera, di sostanze la cui inalazione può determinare l’insorgere di gravissime patologie.




Primitivi smantellano la passerella per i disabili in spiaggia, i volontari la rimontano

E’ tornata al suo posto la passerella per i disabili sulla spiaggia dell’Arenella, a Siracusa. Grazie ai volontari che si sono passati la voce, una squadra “speciale” si è messa a lavoro sulla sabbia nella serata di ieri per riparare alla stupidità di quanti – durante il giorno – avevano smontato in pezzi la pedana in plastica, per ricavare comode isole su cui poggiare la loro stuoia.
Quasi tutta la passerella, piuttosto lunga invero, è stata così smontata da civilissimi bagnanti. Ed a chi provava a spiegare che quello era un comportamento sbagliato, giù insulti ed improperi. Un degrado da far diventare rossi di vergogna altro che arroganza.
Fortunatamente, la reazione immediata dei volontari coordinati dall’Associazione Pro Arenella dice che c’è ancora speranza per questa società siracusana. “Ci siamo dati appuntamento con un appello pubblico su Whatsapp e Facebook”, racconta Sandro Caia. “Alle 20 ci siamo ritrovati sul piazzale della spiaggia libera e poi abbiamo iniziato a cercare tutti i pezzi che mancavano. Pensate, alcuni erano anche sotterrati. Rimessi insieme i pezzi mancanti – racconta – abbiamo rimontato questa passerella. Caldo e fatica, ma ne valeva la pena”.
Per dare una mano, i volontari sono arrivati anche dal Plemmirio e dall’associazione Astrea. “C’era anche un bimbo di due anni che ci ha fatto da direttore dei lavori”, racconta con un sorriso Caia.
A far pensare, in questa storia, non è solo l’estrema libertà con cui in spiaggia libera ci si sente autorizzati a smontare la passerella per i disabili ed utilizzarla a proprio comodo. Da noia soprattutto quel senso di impotenza della gente perbene. “Si ha timore delle risposte che si ricevono, se provi a dire qualcosa. Non sia mai con chi hai a che fare. Chi ha visto, non interviene per paura. Se ti va bene, parolacce. E’ successo ad un nostro associato che ieri mattina ha provato a spiegare la funzionalità della passerella, ma non ha ricevuto una risposta civile. Non troviamo più neanche i cartelli che spiegavano la funzionalità della passerella…”.




Violenta aggressione nel carcere di Noto, quattro agenti aggrediti e picchiati a sangue

Ancora aggressioni in carceri del siracusano. Quattro agenti di Polizia Penitenziaria, tra cui un ispettore, sono stati oggetto di violenti attacchi all’interno della casa di reclusione di Noto. Sono stati trasportati all’ospedale di Avola per le cure del caso. A renderlo noto è Domenico Nicotra, presidente della Confederazione dei Sindacati Penitenziari. “Non si conoscono ancora le cause di tanta violenza ma sappiamo con certezza che non saranno gli ultimi episodi”, dice Nicotra. “La Polizia Penitenziaria non può essere considerata come carne da macello a seguito delle politiche scellerate poste in essere all’interno delle carceri. Ogni giorno continuiamo a segnalare le aggressioni nelle carceri nel silenzio più assoluto da parte delle autorità preposte alla tutela del Corpo a partire dalla Ministra Cartabia”. 
Per il segretario generale del SPP, Aldo Di Giacomo, “la feroce aggressione nel carcere di Noto dice che siamo ad una vera e propria caccia all’agente che è bersaglio di ogni forma di violenza, sino alla diffusa pratica degli sputi. C’è dunque ancora profonda sottovalutazione sulla situazione di crescente tensione che, come è accaduto nel carcere siciliano, sfocia in aggressione e in altri casi in mini-rivolte”. Di Giacomo chiama in causa Dap Sicilia e Ministero: “non siamo più disponibili a tollerare il lassismo e raccogliendo le continue proteste dei colleghi che non ce la fanno più a fare da bersagli su cui detenuti violenti possono scatenare la propria rabbia, abbiamo deciso di passare alla mobilitazione. Non può essere questa la stagione di caccia all’agente”.
La Segreteria regionale UilPa Polizia Penitenziaria Sicilia denuncia “numeri da massacro”. Nel 2021 sono state 113 le aggressioni con relativi ferimenti del personale di Polizia penitenziaria, e solo nel primo semestre del 2022 le aggressioni e ferimenti sono 73. “Questi dati – insistono i sindacalisti regionali Uil- dovrebbero costringere a fare un passo indietro a quella certa politica del buonismo che ha indotto i detenuti ad aggredire con senso di strafottenza e prepotenza i lavoratori della Polizia Penitenziaria, perché protetti da una scuola di pensiero politica che ha fatto diventare cattivi i poliziotti e buoni i delinquenti”.




Consolidamento del Tempio di Apollo e delle torri del Maniace, la Regione stanzia i fondi

Tre progetti della Soprintendenza di Siracusa inclusi nell’elenco delle opere finanziate dalla Regione. Si tratta dell’intervento di efficientamento energetico, impiantistico e per la realizzazione di una biblioteca a Villa Landolina, all’interno del parco storico del museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa (un milione di eruo); il progetto di consolidamento e restauro del Tempio di Apollo (un milione) e quello delle torri del Castello Maniace (2,3 milioni).
Otre cento milioni di euro per i beni culturali siciliani sono stati stanziati dal governo regionale, su proposta dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà. Si tratta di un provvedimento che consente di restaurare importanti elementi del patrimonio storico-monumentale in tutte e nove le province dell’Isola e di finanziare diversi cantieri di scavo archeologico.
L’ammontare complessivo, di 103 milioni di euro con fondi del Psc (Piano Sviluppo e Coesione 2021/2027), garantisce la copertura economica di una cinquantina di progetti messi a punto dal Dipartimento dei Beni Culturali, diretto da Calogero Franco Fazio.
Fra le opere più significative, la realizzazione di un sistema antintrusione centralizzato per proteggere i musei e i parchi archeologici siciliani (7 milioni); il finanziamento delle opere di consolidamento e restauro del complesso rupestre di Chiafura a Scicli, in provincia di Ragusa (8 milioni); gli interventi di messa in sicurezza del sito del museo delle Solfare di Trabia Tallarita, fra Sommatino e Riesi (CL) a cura del Parco archeologico di Gela (5 milioni e 300 mila euro); il completamento dei restauri del Tempio della Venere Ericina a Erice (1 milione e 800 mila); il restauro e la valorizzazione della Villa Romana di Realmonte in provincia di Agrigento (due milioni e mezzo) e quello dell’area archeologica di Eraclea Minoa (due milioni); gli scavi archeologici per portare in luce il teatro ellenistico di Halaesa Arconidea a Tusa (un milione e mezzo) e quelli per completare le indagini e i cantieri di scavo del teatro dell’antica Akragas (un milione); il progetto della Soprintendenza di Ragusa per il Duomo di San Giorgio a Modica (3 milioni e 600 mila); l’intervento di efficientamento energetico, impiantistico e per la realizzazione di una biblioteca a Villa Landolina, all’interno del parco storico del museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa (un milione); il progetto di consolidamento e restauro del Tempio di Apollo (un milione) e delle torri del Castello Maniace a Siracusa (due milioni e trecentomila), a cura della Soprintendenza Aretusea; i restauri della parte superiore del transetto, delle torri medievali e della copertura delle absidi della Cattedrale di Catania (1.481.000,00); il progetto di completamento dei restauri della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (EN), con interventi sui mosaici e sulle superfici decorate (oltre 3 milioni e trecentomila); i due progetti per opere di restauro della Real Casina Cinese di Palermo (2 milioni); il completamento del restauro di Villa Raffo allo Zen di Palermo (500 mila). L’intervento di valorizzazione e fruibilità del patrimonio culturale sottomarino delle Eolie a cura della Soprintendenza del Mare (850 mila euro).
“Grazie a questi interventi – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – si potranno restaurare importanti testimonianze del nostro patrimonio culturale e realizzare quelle opere indispensabili per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei luoghi della cultura della nostra Sicilia. Prendersi cura dei beni culturali vuol dire guardare al futuro della nostra terra, perché così si creano le condizioni per uno sviluppo anche economico dei territori che si basi sull’identità e sulla storia plurimillenaria della Sicilia”.




Dodici nuovi treni per la Sicilia entro il 2025: in servizio anche tra Siracusa e Messina

Il governo regionale ha deliberato l’acquisto di altri 12 treni: otto nuovi Pop e altri 4 elettrici di ultima generazione. L’investimento complessivo è di 134 milioni di euro. Il programma d’acquisto elaborato dall’assessorato ai Trasporti – attingendo a Fsc, Pnrr e Fesr – arricchisce una flotta che può già contare sui 25 “Pop” entrati in servizio nell’ultimo triennio e sui 22 treni bimodali “Blues”, la cui maggior parte sarà consegnata già entro fine anno.
In particolare, degli otto treni Pop che rappresentano la punta di diamante del trasporto ferroviario in Sicilia, è previsto che: uno entri in servizio nel 2023, tre nel 2024 e quattro nel 2025. I nuovi convogli verranno utilizzati principalmente sui collegamenti delle dorsali ionica (Messina-Catania-Siracusa) e tirrenica (Palermo-Messina), consentendo così di poter spostare i “Minuetto” (singoli e doppi) sulla tratta Palermo-Agrigento, potenziando le composizioni su una linea caratterizzata da significativi flussi pendolari. I quattro treni a trazione elettrica con cinque casse saranno utilizzati, invece, sulla costruenda tratta ferroviaria Palermo-Catania.
«Manteniamo l’impegno – sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone – a rottamare dopo decenni i vecchi treni ancora in uso in Sicilia, offrendo ai viaggiatori degli standard che per la nostra Isola sembravano impossibili. Al contrario, il governo Musumeci, dall’inizio della legislatura, ha destinato circa 500 milioni di euro (senza precedenti negli ultimi vent’anni) per ammodernare il “parco mezzi” ed elevando la qualità dei servizi. Oltre agli investimenti per potenziare le principali dorsali di collegamento fra i maggior centri abitati (Palermo, Catania e Messina), abbiamo accelerato sulla sostituzione del materiale rotabile con l’acquisto principalmente di treni non inquinanti, privilegiando scelte dirette verso politiche ambientali sostenibili: in questo modo più della metà dei convogli saranno nuovi di zecca, rendendo così la nostra flotta fra le più giovani d’Italia».