Regata velica Siracusa-Malta, 30 equipaggi per la sfida sulle 108 miglia

È stata presentata la 62ma edizione della regata internazionale Malta-Siracusa, organizzata dalla Lega Navale di Siracusa e dal Royal Malta Yaching Club.
Saranno quasi 30 gli equipaggi, italiani e maltesi, che si contenderanno il trofeo Easy Perfection (dal nome della barca che a fine degli anni ‘80 lo vinse per 3 volte consecutive), assegnato alla prima imbarcazione in overall.
La regata partirà da Malta venerdì 15 alle 14.00 e si svilupperà su 108 miglia. Regata sempre più tecnica perché dall’anno scorso prevede il giro attorno all’isola di Gozo, attraversando il canale tra Gozo e Comino.
Gli altri trofei in palio sono: il trofeo Saro Di Trapani per la prima classificata in classe crociera; il trofeo Pietro Piazza per la prima barca siracusana che taglia il traguardo; il trofeo Giancarlo Patti per il più giovane velista; in palio anche il trofeo per l’imbarcazione che riesce a battere il record di percorrenza.
Premiazione domenica 17, alle 12, presso la sede della Lega Navale di Siracusa.




Salute: meno siciliani si rivolgono a strutture ospedaliere fuori regione. I dati di Siracusa

È diminuito in modo consistente il numero dei siciliani che, negli ultimi due anni, si è rivolto a strutture sanitarie fuori regione per ricevere prestazioni di ogni livello. Lo rivela l’Analisi della mobilità passiva ospedaliera 2021, realizzata da Kpmg e presentata questa mattina a Palermo dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Presente anche il direttore del dipartimento della Pianificazione strategica dell’assessorato, Mario La Rocca.
Lo studio, mettendo a confronto principalmente l’ultimo periodo pre-pandemico (2019) e il 2021 – non tenendo conto del “fermo” del 2020 – ha evidenziato che i cittadini residenti nelle nove province siciliane hanno preferito rimanere nel proprio territorio. Non solo per i trattamenti più semplici ma, in controtendenza con il passato, anche per ricevere cure di alta complessità.
Nel complesso il valore di tutte le prestazioni sanitarie (ricoveri ordinari e day hospital, specialistica ambulatoriale, somministrazione diretta di farmaci, farmaceutica, medicina di base, trasporti con ambulanza o elisoccorso, cure termali) rese a cittadini siciliani da strutture fuori regione nel 2021 ha avuto un valore economico di 237,4 milioni di euro, contro i 293,8 milioni del 2019, segnando una riduzione di oltre 56 milioni di euro.
In particolar modo, il report analizza la macro-categoria dei ricoveri ospedalieri e day hospital. Per questi, che costituiscono il 66% della mobilità sanitaria passiva e il 7,8% del valore totale dell’assistenza ospedaliera ai cittadini siciliani, il dato è significativo: nel 2021, in totale, sono stati 33.793 i ricoveri fuori regione per un valore complessivo di 157 milioni e 432 mila euro. Nel 2019, erano stati 45.756 per un ammontare di 207 milioni 202 mila euro. Una differenza di più di 50 milioni di euro che, invece di confluire nelle strutture pubbliche e private delle altre regioni, sono rimasti in Sicilia. Per le riabilitazioni si passa dai 3.009 casi del 2019, per un valore di più di 18 milioni di euro, ai 1.759 del 2021, per un valore di circa 12 milioni di euro: sono quindi circa 6 i milioni di euro che rimangono nel circuito della sanità siciliana.
«Offrire ai siciliani un servizio sanitario efficiente – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – è il chiodo fisso che ci accompagna da cinque anni. La netta riduzione del ricorso alle cure fuori dalla nostra regione è un primo segnale confortante, anche se va preso in considerazione l’impatto del Covid. Stiamo investendo oltre un miliardo di euro, in tutta l’Isola, per realizzare nuove e moderne strutture, adeguare reparti ospedalieri, potenziare i Pronto soccorso, acquistare moderne attrezzature mediche e dare ai nostri concittadini un’assistenza che non ha nulla da invidiare alle altre regioni italiane. Un percorso difficile, certo, ma ormai avviato e che intendiamo portare avanti».
«I dati dell’Analisi di Kpmg – spiega l’assessore alla Salute Ruggero Razza – sono molto positivi, senza dubbio i numeri dimostrano che non siamo al livello di quattro anni fa e che dobbiamo proseguire su questa strada senza cullarci sui risultati raggiunti, ma non possiamo ancora dire di essere del tutto soddisfatti. Se i siciliani sono tornati ad avere fiducia nei confronti della Sanità siciliana, il nostro sforzo deve essere doppio: ancora oggi le liste d’attesa sono lunghe e con tempi in qualche caso inaccettabili. La qualità assistenziale, inoltre, deve essere la stessa in tutte le nove province dell’Isola. Continuiamo a lavorare per raggiungere questi obiettivi».
La diminuzione del ricorso ai ricoveri nelle strutture sanitarie fuori Sicilia è ben visibile analizzando i flussi di mobilità verso le altre regioni. I siciliani che sceglievano di curarsi in Lombardia, nel 2019 erano più di 15mila, mentre nel 2021 passano a 9.700, con una spesa regionale che scende da 80 a 50 milioni di euro. In Emilia passiamo da 30 milioni di euro a 25, in Veneto da 22 milioni a 18, nel Lazio da 15 a 13, in Toscana da 13 a 10 e in Piemonte, infine, da 11 a 9. Si tratta, in prevalenza, di ricoveri per situazioni acute (31.845 casi, il 94% del totale), per riabilitazione (1.759, il 5%) o lungodegenza (189, l’1 %).
Per quanto riguarda la divisione delle singole province, nel 2021 si rivolgono meno agli ospedali di altre regioni i residenti nelle province di Palermo (il 5%) e di Catania (5%). Seguono Siracusa (6%), Enna (6%), Ragusa (8%), Caltanissetta (8%), Messina (8%). Le province in cui si va di più a farsi curare fuori sono quelle di Agrigento (9%) e Trapani (11%). Inoltre, anche nei singoli territori il trend dei dati rivela una riduzione della spesa per i ricoveri extraregione rispetto al 2019. A Palermo passa dai 37, 7 milioni di euro del 2019 ai 29,2 del 2021; a Catania da 34,9 a 26,2; a Messina da 31, 6 a 24,5; a Trapani da 25,7 a 19,9; a Siracusa da 22,8 a 11,9; a Enna da 6,5 a 4,9; a Caltanissetta da 13,7 a 10,7; ad Agrigento da 22,6 a 18,4. In controtendenza Ragusa, dove il valore delle prestazioni nel 2021 è stato di 11,4 milioni contro i 9,2 del 2019.

I numeri in dettaglio della provincia di Siracusa

A Siracusa e nella sua provincia i residenti, nel 2021, hanno preferito ricoverarsi o curarsi nelle strutture sanitarie del proprio territorio rispetto a quelle delle altre regioni. Anche nel Siracusano si conferma il trend regionale degli ultimi due anni, in cui è diminuito in modo consistente l’ammontare della spesa per i ricoveri di cittadini che hanno viaggiato per motivi sanitari: dai 22,8 milioni di euro del 2019 agli 11,9 del 2021. A rivelarlo è l’Analisi della Mobilità passiva ospedaliera nel 2021, realizzata da Kpmg e presentata questa mattina a Palermo dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
Secondo lo studio, infatti, il 64% della popolazione di Siracusa e della sua provincia si ricoverato in strutture ospedaliere pubbliche (48%) e private (16%) del territorio. Soltanto il 7%, invece, ha preferito spostarsi verso altre regioni: si tratta di 2.681 ricoveri sul totale, tra cui 2.510 per patologie “acute”, 156 per “riabilitazione” e 15 per “lungodegenza”. Le principali prestazioni sanitarie per le quali si è preferito viaggiare riguardano l’Ortopedia e traumatologia (sostituzioni di articolazioni maggiori o reimpianto di arti inferiori), Chirurgia generale (interventi per obesità) e Neurochirurgia (artrodesi vertebrale con approccio anteriore/posteriore combinato).
Significativa la percentuale di mobilità all’interno della Sicilia: circa il 30% dei ricoveri dei residenti nel Siracusano è stato fatto in strutture sanitarie di altre province, per il 20% pubbliche, per il 10% private. La presenza di importanti ospedali e centri specialistica di eccellenza a Catania può avere influenzato questo dato.




Omicidio a Lentini, convalidato il fermo del 23enne. E’ in carcere a Cavadonna

Convalidato il fermo del 23enne di Lentini accusato di aver ucciso nella notte tra sabato e domenica il 38enne Roberto Raso. Il presunto assassino si trova in carcere, a Cavadonna, come disposto dal gip del Tribunale di Siracusa.
Via Silvio Pellico è stata teatro della lite tra i due, degenerata in un omicidio. Improvvisamente, dopo un alterco forse per motivi economici, il 23enne avrebbe preso un coltello con cui avrebbe ferito mortalmente Raso. Per il 38enne, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare. E’ morto all’ospedale Generale di Lentini, dove era stato trasportato.
Il 23enne si è costituito poche ore dopo il delitto, accompagnato dal suo avvocato. Ha raggiunto domenica scorsa la caserma dei Carabinieri di Lentini. I militari erano già sulle sue tracce.




Di Lorenzo e l’intimidazione. “Sono al mio posto, non ho paura. Fiducia nelle indagini”

Il giorno dopo l’intimidazione ai suoi danni, Giovanni Di Lorenzo è regolarmente al suo posto. Di primo mattino è tornato al cimitero di Siracusa, dove – per conto del sindaco, in qualità di suo delegato – da manforte agli uffici dei servizi cimiteriali. “Non ho paura. Non ho motivo di avere paura”, racconta a SiracusaOggi.it. “Semmai sono arrabbiato. Tutti i giorni sono qui e cammino a piedi, per vedere come vanno le cose all’interno della struttura cimiteriale. Non c’era bisogno di sparare alla macchina, potevano anche chiedere di parlare con me…”. Non in tutti gli ambienti, però, le regole civili sono condivise.
Sospetti? “Sono stato ascoltato dagli investigatori. Ci sono indagini in corso. Ho detto quello che dovevo dire. Aggiungo solo che io non arretro di un millimetro. Chi ha pensato che mi avrebbe spaventato con due colpi di fucile, ha sbagliato. Ha ottenuto una reazione opposta. E ringrazio tutte quelle che persone che mi hanno travolto con la loro solidarietà”, dice Giovanni Di Lorenzo, in diretta su FMITALIA. Poi si fa serio e attende un istante prima di confidare una sua sensazione che è quasi una certezza. “Questo o questi individui saranno assicurati alla giustizia molto presto…”.
Ma cosa è accaduto ieri mattina? “Erano le 11.15, il cimitero era regolarmente aperto e frequentato dai cittadini. Io mi trovavo in direzione. E’ salito un custode, urlando che qualcuno aveva sparato in aria per poi scappare. Abbiamo avviato le prime ricerche, ma la struttura è grande. Sono arrivate subito le forze dell’ordine, che ringrazio per lo sforzo profuso. Solo dopo un pò ci siamo accorti che i due colpi erano stati esplosi contro la mia auto, posteggiata nel viale d’accesso principale del cimitero”.
Dell’autore, o degli autori, dell’intimidazione nessuna traccia. “Scappati facilmente. Forse scavalcando un muretto. L’unica cosa che mi preoccupa è che ci siano persone capaci di entrare in pieno giorno in una struttura aperta al pubblico e sparare. Io, ribadisco, non ho paura. Non ho motivo per dover avere paura”.




Accusa in Ars, Cafeo: “Ias, pasticcio dello scaricabarile. Se si chiude, colpa di Musumeci”

“Se domani la Procura di Siracusa dovesse decidere di chiudere l’impianto, la responsabilità è del presidente Musumeci”. Con voce ferma, Giovanni Cafeo (Prima l’Italia) pronuncia il suo atto d’accusa davanti all’Assemblea Regionale Siciliana, intervenendo sul caso del depuratore consortile sotto sequestro. Unico esponente del governo presente in Aula, l’assessore Scilla. La preoccupazione, invero anche della Prefettura di Siracusa e del M5s, è che non basti la sola Aia – rilasciata in fretta e furia (ma in ritardo di 7 anni) – per arrivare al dissequestro dell’impianto ed alla ripresa del conferimento ordinario dei reflui industriali nella struttura deputata.
Anche a causa delle assenze importanti, Cafeo sbotta. “Sollecitate Musumeci ad occuparsi dei temi della Sicilia. E’ talmente grave la situazione che non c’è neanche spazio per la polemica politica. Ma la politica deve assumersi le sue responsabilità: se siamo arrivati a questo punto è per colpa dello scaricabarile”, dice a gran voce Cafeo.
“L’impianto è della Regione, ente che deve tutelare gli interessi dei siciliani e dei siracusani. Quindi il presidente deve venire in Aula e trovare una soluzione. In questa situazione di crisi, nessuno può permettere che domani, con il blocco del depuratore, si chiuda la zona industriale siracusana”, sottolinea a più riprese il deputato regionale.
L’Aia rilasciata in fretta e furia in 15 giorni, dopo 7 anni di ritardi, non è sufficiente per ottenere il dissequestro dell’impianto. Il depuratore, peraltro, era già stato posto sotto sequestro dalla Procura di Siracusa nel 2019. E’ chiaro che questa volta i magistrati non si accontenteranno di atti formali. Si attendono, correttamente, anche qualcosa di concreto sul tema delle prescrizioni e dei necessari lavori di adeguamento dell’impianto. “Chi deve risolvere la questione è il presidente Musumeci. Se domani la Procura di Siracusa dovesse decidere di chiudere l’impianto, la responsabilità è del governatore siciliano”.




Covid, in Sicilia via alla quarta dose di vaccino per gli over 60 e i fragili over 12

Da oggi anche in Sicilia prende il via la somministrazione della quarta dose (second booster o secondo richiamo) di vaccino anti-Covid alle persone dai 60 anni in su e a quelle con elevata fragilità dai 12 anni in su, purché siano trascorsi almeno 120 giorni dalla ricezione del booster (terza dose o primo richiamo) o dall’ultima infezione successiva al richiamo (in questo caso fa data il test che ha accertato la positività).
È possibile prenotare la somministrazione, presso tutti i punti di vaccinazione attivi in Sicilia, sia dalla piattaforma di Poste Italiane (https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it) sia attraverso quella della Regione Siciliana (https:/https://www.siracusaoggi.it/?p=158233&preview=true/www.siciliacoronavirus.it).
Inoltre, è possibile prenotarsi chiamando il numero verde 800.00.99.66, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18: è sufficiente indicare il codice fiscale, il numero della tessera sanitaria e quello del telefono cellulare, indispensabile per la conferma dell’appuntamento.




Siracusa. Una nuova rotatoria in Riva Nazario Sauro: c’è anche un ulivo secolare

Sono stati completati i lavori per la realizzazione della rotatoria di Riva Nazario Sauro, a Siracusa. Costata circa 46mila euro e realizzata con fondi comunali, è stata allestita in un poco più di un mese. Ad abbellire la rotatoria, larga circa 18 metri, un ulivo secolare, alcune essenze autoctone ed un prato verde.
“La nuova opera- dichiara il sindaco Francesco Italia- completa i lavori di riqualificazione avviati nell’area attorno al Talete e quelli sul Lungomare di Levante. La rotatoria, peraltro impreziosita dalla presenza di un ulivo ultrasecolare, renderà più sicura la circolazione veicolare in prossimità dei parcheggi, inserendosi armonicamente nel contesto a ridosso del mercato”.




Sette giorni di chiusura per un chiosco al centro di Noto: titolare violento (denunciato)

Un chiosco nel centro di Noto è stato chiuso per 7 giorni dal Questore di Siracusa. Emesso un provvedimento di sospensione per una settimana della licenza perchè quell’esercizio commerciale, nel tempo, “è stato teatro di numerosi episodi di violenza ad opera del titolare che hanno richiesto, a più riprese, l’intervento delle forze di Polizia”, spiegano dalla Questura.
Il provvedimento di chiusura, riguarda un chiosco per la somministrazione di cibi e bevande posto in prossimità della piazza comunale.
L’indagine degli uomini del Commissariato di Noto, ha fatto emergere un “sistematico comportamento aggressivo da parte del titolare dell’esercizio commerciale”. Nel dettaglio, questi pretendeva che i turisti utilizzatori degli autobus si rifornissero di cibarie solo presso il suo locale.
Ultima, in ordine di tempo l’aggressione dello scorso 24 giugno ai danni dell’autista di un bus, colpito al volto con pugni e, successivamente, alle gambe con una spranga di ferro.




Colpi di fucile contro auto al cimitero di Siracusa. Intimidazione al delegato del sindaco

Alcuni colpi di fucile sono stati esplosi all’ora di pranzo nella zona del cimitero di Siracusa. Hanno raggiunto un’auto posteggiata all’esterno della struttura comunale. Il proprietario è Giovanni Di Lorenzo, delegato del sindaco per il quartiere Neapolis che negli ultimi mesi ha seguito per conto d primo cittadino servizi e lavori all’interno del cimitero. È stato ascoltato dagli investigatori che stanno ricostruendo l’accaduto. “Se volevano spaventarmi, non ci sono riusciti. Credo proprio sia un gesto collegato alla mia attività amministrativa”, dice Di Lorenzo appena uscito dalla Questura. A lui la solidarietà di Palazzo Vermexio. “Vicinanza e sostegno a Giovanni di Lorenzo e ferma condanna di ogni vile atto di intimidazione, nella piena convinzione che l’autore del gesto verrà individuato dagli inquirenti e assicurato alla giustizia”: queste le parole del sindaco Francesco Italia.
Il segretario cittadino del Pd, Santino Romano, esprime “personale solidarietà e quella di tutto il PD siracusano a Giovanni Di Lorenzo per il vile gesto subito questa mattina. Si può essere avversari politici e pensarla diversamente su tutto ma condannerò sempre l’uso della violenza in ogni sua forma, sia da segretario del PD ma soprattutto da cittadino. Confido pienamente nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura affinché il o i colpevoli vengano assicurati alla giustizia”.
Dal Movimento 5 Stelle arriva una ferma condanna dell’accaduto. “Quando qualcuno pensa di poter condizionare regole civili dando la parola alle armi, si deve subito opporre una ferma condanna. Certi che gli investigatori sapranno presto individuare l’autore del gesto, esprimiamo la nostra vicinanza al delegato Giovanni Di Lorenzo, oggetto questo pomeriggio di una vigliacca intimidazione. Il Movimento 5 Stelle di Siracusa, insieme ai suoi portavoce regionali e nazionali, invita a fare quadrato attorno ai valori della Legalità e della Trasparenza per isolare sempre più quanti ancora confidano in un arcaico sistema basato sulla violenza e la paura”.
L’ex assessore comunale Carlo Gradenigo, oggi presidente di Lealtà&Condivisione parla di “gesto allucinante da condannare fermamente. Tutta la mia solidarietà a Giovanni Di Lorenzo”.




Centro commerciale ad Epipoli, condanna per le sorelle Frontino e altri due imputati

Le sorelle Rita e Daniela Frontino sono state condannate dal Tribunale di Siracusa nel processo per la presunta truffa legata alla costruzione del centro commerciale di viale Epipoli. Il giudice Francesco Scollo ha emesso sentenza di condanna anche per Davide Venezia ed Alfredo Sapienza. Assolti invece Maria Cimino, Assunta Di Martino, Graziano Del Greco, e Salvatore Noto.
Secondo l’accusa, la struttura commerciale è stata realizzata da ditte che non sarebbero state poi interamente pagate dal gruppo imprenditoriale siracusano attraverso il ricorso ad assegni postdatati “privi di provvista o sostituiti con altri poco prima della scadenza”.
Rita Concetta Frontino è stata condannata a 5 anni, 6 mesi e 15 giorni di reclusione. Per lei anche interdizione a vita dai pubblici uffici; 3 anni ed 8 mesi per Daniela Frontino, interdetta per la durata di 5 anni dai pubblici uffici; 2 anni, 10 mesi e 20 giorni per Davide Venezia; 1 anno con sospensione della pena per Alfredo Sapienza.
Gli imputati sono stati condannati in solido al risarcimento delle parti civili con provvisionali pari a complessivi 900mila euro.
A carico delle sorelle Frontino disposto il sequestro conservativo di beni mobili ed immobili e delle somme loro dovute per un totale di 1,5 milioni di euro.