Temperature, la provincia di Siracusa subito la più calda in Sicilia: superati i 40° C

L’estate astronomica inizia in Sicilia con temperature “roventi”. L’arrivo dell’anticiclone africano sul Mediterraneo spinge verso i 40° la colonnina di mercurio e la provincia di Siracusa oggi è risultata la più calda di Sicilia. I dati rilevati dalle centraline della rete regionale Sias confermano il dato. L’ondata di calore è destinata a durare, con temperature in forte aumento ed abbondantemente oltre le medie del periodo.
A Siracusa, la massima registrata è stata di 38,1°C con caldo torrido e particolarmente afoso a causa del tasso di umidità. Le città più calde sono state però Francofonte (40,6°) e Lentini (39). “Bollente” anche Palazzolo Acreide, con 38°C come massima. Poi Noto (37,6°C), Pachino la più “fresca” (29,4°C).
Per domani, giovedì 23 giugno, le previsioni del tempo indicano che si tratterà ancora di una giornata particolarmente calda e soleggiata. Temperature ancora in aumento, con punte anche di 42°C.




Covid in Sicilia, analisi settimanale: contagi ancora su, Siracusa resta tra le più esposte

Nella settimana dal 13 al 19 giugno, in Sicilia, si assiste ad un ulteriore incremento delle nuove infezioni, in linea con la tendenza nel territorio nazionale. L’incidenza di nuovi positivi è pari a 22.349 (+29,07%), con un valore cumulativo di 465,46/100.000 abitanti. Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Ragusa (553/100.000 abitanti), Palermo (548/100.000), Catania (545/100.000) e Siracusa (528/100.000). Nella settimana in esame, sono stati 2.026 i nuovi casi di contagio in provincia di Siracusa, a fronte dei 1.594 dei sette giorni precedenti.
Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 45 e i 59 anni (545/100.000) e tra i 60 e i 69 anni (540/100.000). Anche le nuove ospedalizzazioni aumentano lievemente.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale i dati fanno riferimento alla settimana dal 15 al 21 giugno. Nel target 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 27,47%. Risultano aver completato il ciclo primario 72.846 bambini, pari al 23,63%. Gli over 12 vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,57% mentre ha completato il ciclo primario l’89,29% del target regionale. I vaccinati con terza dose sono 2.737.260 pari al 72,83% degli aventi diritto. Sono 1.021.374 i cittadini che possono effettuare la somministrazione booster, ma non l’hanno ancora fatta.
Dal primo marzo è iniziata la somministrazione della quarta dose nei soggetti over 12 con marcata compromissione della risposta immunitaria e che hanno già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi da almeno 120 giorni. Dal 12 aprile è stata estesa la somministrazione della seconda dose booster (quarta dose) agli over 80, ospiti dei presidi residenziali per anziani e ai soggetti tra i 60 e 80 anni affetti da condizioni di particolare fragilità. Hanno diritto alla quarta dose i soggetti che hanno ricevuto la terza dose da oltre 120 giorni senza intercorsa infezione da Covid-19. Dal primo marzo sono state effettuate complessivamente 31.300 somministrazioni di quarta dose di cui 22.659 ad over 80.




Telefonini in carcere con i droni, Cavadonna attende sperimentazione dell’ombrello digitale

Come fanno ad entrare in un carcere, come quello di Siracusa, i telefonini? La domanda se la sono posta in tanti, dopo la notizia (ieri) dell’operazione di Polizia Penitenziaria che ha portato a rinvenire e sequestrare 27 cellulari nella disponibilità dei detenuti. Con quelli, mantenevano i contatti con l’esterno e, verosimilmente, continuavano a gestire affari.
La risposta alla domanda la fornisce Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato Spp (Polizia Penitenziaria). “Le carceri italiane da tempo sono diventate veri e propri aeroporti, dove per i droni è possibile atterrare e consegnare facilmente ai detenuti telefonini e droga”. Attraverso il ricorso ai droni, in alcuni casi modificati, sarebbe quindi divenuto usuale “consegnare” ai detenuti cellulari sempre più piccoli e facili da occultare. A marzo del 2021, la Polizia di Siracusa riuscì a bloccare una consegna di questo tipo, attraverso un drone. Due catanesi di 20 e 26 anni vennero denunciati. Sulla pancia del drone erano stati fissati 4 cellulari e relative schede prepagate.
Esiste una soluzione e Cavadonna, l’istituto penitenziario di Siracusa, è tra quelli selezionati in Italia per la sperimentazione di un sistema, brevettato da un’impresa israeliana. Nei mesi scorsi, gli ingegneri della società hanno visitato la struttura siracusana per verificare la possibilità di utilizzare il loro sistema. Si tratta di una specie di “ombrello” invisibile che, con una serie di impulsi, porterebbe ogni drone che viola lo spazio areo a precipitare al suolo. Per il via libera alla sperimentazione bisogna però attendere il via libera del Ministero, che deve definire costi e procedure della sperimentazione.
Dal sindacato Spp ricordano però che ci sono tante altre soluzioni disponibili per “vedere in tempo reale la posizione, altitudine, velocità, direzione del drone in avvicinamento”, ed altre anche economiche, come la recinzione attraverso reti. “Perché non si mettono in atto le misure più idonee a bloccare l’arrivo di droni? Ci sembra davvero difficile solo pensare che l’Amministrazione Penitenziaria non conosca il segreto di Pulcinella, vale a dire come manomettere il drone per aggirare il divieto di volo”, dice Di Giacomo.
“Nelle carceri circolano troppi telefonini, strumenti essenziali per capoclan e uomini di spicco della criminalità organizzata per continuare a comandare, ad impartire ordini ai territori e non certo per parlare con mogli e amanti. Il nostro – aggiunge Di Giacomo – non è un allarme isolato: da tempo alcuni magistrati antimafia mettono in guardia sul diffuso impiego di telefonini dal carcere che tra l’altro vanifica proprio il loro grande lavoro e quello degli inquirenti con il rischio sempre più diffuso che chi ha subito violenze, ricatti, richieste estorsive, per paura, rinunci a collaborare”.




Siracusa, così non va: il tempo di ripulire i marciapiedi e subito arrivano altri sacchetti

Con fatica, tanta fatica, si sta cercando di ripulire la città da settimane in emergenza rifiuti per i noti problemi di conferimento in discarica. Che sia un problema – anche – di civiltà e di sensibilità dei singoli cittadini è evidente, pur non rappresentando l’aspetto prioritario della questione.
Emblematico quanto accaduto questa mattina in via Gorizia, alla Borgata. Alle 7.27 una squadra di netturbini ha completato la pulizia straordinaria, raccogliendo i sacchetti abbandonati sul marciapiede da “zozzoni”, accanto ai portoni delle abitazioni. Pochi minuti dopo, ecco arrivare tranquillo un uomo con il primo sacchetto da abbandonare sul marciapiede appena ripulito, incurante delle norme e della pulizia appena completata. Il gesto è stato immortalato, l’uomo fermato e sanzionato. “Di quante telecamere abbiamo bisogno a Siracusa? Non saranno mai abbastanza”, scrive sui social il sindaco Francesco Italia che ha pubblicato le foto di quanto avvenuto in via Gorizia.
Sono, purtroppo, scene all’ordine del giorno a Siracusa. E raccontano quanto sia mancato il controllo negli anni scorsi, unitamente al contrasto delle infrazioni, sino a ritrovarsi oggi con centinaia (se non migliaia) di utenze fantasma: senza mastelli, ma con tanta spazzatura.
In questi giorni è stata intensificata l’azione sanzionatoria con 30 ispettori della Polizia Municipale in campo. Sanzionati decine di condomini perchè con i mastelli lasciati in strada ad ogni ora del giorno e della notte. In questi casi, elevate multe da 50 euro. Ma non sono mancati i casi di abbandono di rifiuti e le più gravi ipotesi previste anche dal codice penale, accompagnate quindi da denuncia insieme alla multa.




Maturità 2022 al via, prima prova scritta per 3.796 studenti del siracusano

È il giorno della prima prova della maturità 2022. Sono 3.796 le studentesse e gli studenti siracusani che affronteranno le due prove scritte ed il colloquio orale. Questa mattina, alle 8:30, la prova di italiano. I sorrisi tesi prima di entrare a scuola hanno presto lasciato il posto alla concentrazione. Sei ore a disposizione per consegnare il proprio elaborato.
Poco prima delle 9, svelate le tracce proposte: una poesia delle Myricae di Giovanni Pascoli (La via ferrata); una novella di Giovanni Verga (Nedda, Bozzetto siciliano); il discorso pronunciato alla Camera dal Nobel per la fisica Giorgio Parisi; una riflessione sull’iperconnessione ed i rischi della rete, “Tienilo acceso: posta commenta condividi senza spegnere il cervello”, a partire da un testo di Vera Gheno e Bruno Mastroianni; un testo tratto da Oliver Sacks (Musicofilia); “La sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo e Liliana Segre e un brano di Luigi Ferrajoli (Perché una costituzione della Terra?) per riflessioni sul covid-19.
Alla prova d’italiano seguirà una seconda prova scritta, elaborata dalle commissioni e specifica per istituto, e poi un colloquio orale, in cui ci sarà spazio per l’Educazione civica ed i Pcto (alternanza scuola-lavoro).
Il voto finale dell’Esame di Stato è dato dalla somma tra i crediti assegnati per gli ultimi tre anni di scuola superiore ed i punti maturati nel corso delle prove della Maturità. Il voto finale si calcola in centesimi: quindi il voto massimo resta 100, il minimo 60. La commissione potrà assegnare la lode agli studenti che, senza aver usufruito dei cinque punti di bonus, abbiano ottenuto il massimo dei crediti con voto unanime del consiglio di classe e il massimo nelle prove d’esame.




Beccato mentre scarica metri cubi di vario materiale, scatta il massimo della sanzione

Un uomo è stato multato per abbandono di rifiuti in contrada Laganelli, poco fuori il centro abitato di Siracusa. E’ stato intercettato da agenti del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale mentre abbandonava diversi metri cubi di vario materiale, scaricato dal suo furgone.
A suo carico, elevata la sanzione massima prevista: 600 euro. Dovrà anche ripristinare lo stato dei luoghi e presentarsi al Comando di via del porto Grande per esibizione, questa volta, i modelli di conferimento presso le discariche autorizzate.
Da giorni a Siracusa sono stati intensificati i controlli della Polizia Ambientale, in centro città come nelle zone periferiche. Un’azione sanzionatoria costante per tentare di arginare il proliferare di microdiscariche, in piena emergenza rifiuti.




Scisma nel M5s, a Siracusa tutti con Conte. Zito e Ficara: “Di Maio ha perso la bussola”

La scissione tutta interna al MoVimento 5 Stelle non tocca la provincia di Siracusa. I deputati regionali Stefano Zito e Giorgio Pasqua come anche i parlamentari Paolo Ficara, Filippo Scerra, Maria Marzana e Pino Pisani non seguono Luigi Di Maio e restano fedeli alla linea impressa dal presidente Giuseppe Conte.
Zito è il volto siracusano del Movimento della prima ora. E su Di Maio ha parole dure. “Ha perso la bussola. In tutte le crisi di governo di questi anni è l’unico ministro che è rimasto sempre lì e sempre più distante dalle posizioni del Movimento. E’ chiaro che serviva una evoluzione, ma è diventato con lui uno stravolgimento di valori e idee. Per me, ormai incarnava la parte negativa dei cinquestelle”. Stefano Zito avrebbe anche accelerato questo scisma. “Si, andavano cacciati prima. Se ne stanno andando loro alla spicciolata, va bene lo stesso. Prima Giarrusso, adesso Di Maio…”.
Il deputato regionale da tempo è molto critico sulle posizioni del Movimento di questi anni. “E’ un fatto che con la guida di Di Maio come leader politico, il Movimento si è snaturato. Le sue decisioni hanno ridotto il consenso. Ci ha penalizzato e la guerra interna che ha condotto contro Conte non ha aiutato. La cosa positiva è che adesso ci sono meno serpi in seno”.
Quanto al futuro, Stefano Zito immagina già la nuova collocazione di Luigi Di Maio ed i suoi: “Si piazzerà dove si governa e dove si resta in sella, mi pare ovvio. Di Maio è stato il leader supremo e senza possibilità di critica interna. Adesso, finalmente, il partito è maturo e con una struttura che non è affidata solo ad un uomo. Non ci fasciamo la testa. Ripartiamo e rimettiamo il Movimento dove doveva sempre stare: dalla parte della gente”.
Anche il parlamentare siracusano Paolo Ficara analizza quanto accaduto in seno al Movimento 5 Stelle. “Credo che quanto accaduto fosse solo un appuntamento rimandato da troppo tempo. Di sicuro un fatto positivo per il Movimento, da cui finalmente ripartire più leggeri. Le strade di alcuni già da tempo avevano preso altre direzioni ed è giusto che si siano finalmente separate. Diverse motivazioni, più o meno legittime, ma quasi esclusivamente personali e non politiche. Io adesso mi auguro che si correggano certi errori e si mantenga la barra dritta. Si torni a parlare solo di temi al 100% (anzi, al 110%) e si lavori sempre con più forza e fermezza per dare le risposte giuste agli italiani, perchè i prossimi saranno mesi difficili se questa maledetta guerra non finisce. Anche a costo di uscire dal governo se fosse necessario”.
“La scissione di Di Maio sul gruppo M5S regionale ha avuto impatto zero, nessuno dei 15 deputati che ne fanno parte lo seguirà. Le manovre di palazzo non ci interessano, qui siamo tutti concentrati a lavorare per le primarie e per dare alla Sicilia un governo che finalmente lavori proficuamente per dare risposte concrete ai bisogni dei siciliani che da Musumeci hanno ascoltato solo chiacchiere e vuoti proclami. Domani da lui ci aspettiamo l’ennesimo annuncio a cui non crede più nessuno”. Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars e referente 5stelle per la Sicilia, Nuccio Di Paola. “Tutti, compresi i deputati 5stelle a Roma – continua Di Paola – siamo pronti a fare quadrato intorno al Movimento e a moltiplicare gli sforzi in vista dei prossime scadenze elettorali. Già sabato a Caltanissetta ci vedremo in una riunione aperta a tutti gli iscritti al M5S per serrare le fila e rinnovare gli stimoli che non ci sono mai mancati”.




Registro di Nefrologia, dialisi e trapianto: presentati i dati. Prevalenza di pazienti a Siracusa

Oltre quattromila pazienti in dialisi distribuiti nei 116 centri siciliani, di cui 81 privati e 35 pubblici. Con una prevalenza di uomini rispetto alle donne e nella fascia di età di 60-80 anni. Quattrocentotrentotto pazienti in lista d’attesa per il trapianto di rene, di cui 379 residenti in regione e 59 non residenti. Siracusa, Messina, Agrigento e Trapani le province con la maggiore prevalenza di pazienti. Sono solo alcuni dei numeri, relativi al 2020, contenuti nel Registro di nefrologia dialisi e trapianto, realtà consolidata da oltre 12 anni che, grazie al contributo di tutti i centri dialisi, consente di avere dati dettagliati e completi sul trattamento dell’insufficienza renale terminale in Sicilia. Come per tutti i registri, il Report è stato presentato con un anno e mezzo di ritardo rispetto alla rilevazione per la necessità di consolidare i dati prima di renderli pubblici.
Alla presentazione hanno partecipato il Coordinatore nazionale del Registro di Nefrologia Maurizio Postorino, il Coordinatore regionale del CRT Sicilia, Giorgio Battaglia, il dirigente del Servizio 8 dell’Assessorato della salute, Francesco La Placa, la dirigente dell’Ufficio Speciale per la comunicazione dell’assessorato Daniela Segreto, il direttore generale dell’ARNAS Civico, Roberto Colletti, e Bruna Piazza, responsabile del Coordinamento operativo del CRT.
I registri di patologia, la cui utilità è riconosciuta per legge, sono il sistema più adeguato a raccogliere sistematicamente dati epidemiologici. Consentono di rilevare difformità territoriali nella distribuzione delle malattie e nelle possibilità di accesso alle cure permettendo interventi di prevenzione e pianificazione delle risorse. “Il Registro è uno strumento consolidato che permette di avere informazioni chiare ed esaustive sugli oltre 5000 pazienti in trattamento sostitutivo della funzione renale e costituisce un importantissimo strumento di verifica dell’adeguatezza dell’offerta di salute – spiega Giorgio Battaglia, Coordinatore regionale del CRT Sicilia, che gestisce il Registro -. In esso sono contenute informazioni sulla distribuzione, caratteristiche, complicanze, modalità di trattamento e molto altro. Il Registro vive grazie allo sforzo corale di tutti i centri che lo alimentano e del CRT che controlla l’invio dei dati, la loro coerenza e correttezza e li elabora. A tutte queste persone vanno i nostri ringraziamenti”.
“Il Registro nazionale che coordino – aggiunge Postorino – vive grazie ai contributi dei Registri regionali, (in Italia 15 su 20 regioni, ndr), e quello siciliano, che contribuisce da moltissimi anni, è un registro completo, solido. E proietta un’immagine positiva della Sicilia a livello nazionale e internazionale”.
Il numero totale di centri di dialisi presenti in Sicilia, 116, (che corrisponde a 23 centri per milione di abitanti) è più elevato della media nazionale. La maggior parte dei 35 centri pubblici erogano, oltre al servizio di emodialisi (comune con i privati), anche un servizio di dialisi peritoneale e un’assistenza ambulatoriale sia ai pazienti con malattia renale non in dialisi che ai pazienti portatori di trapianto renale.
I pazienti censiti dal Registro sono 5086 e quelli in trattamento dialitico costituiscono la popolazione più numerosa (n=4194, pazienti “prevalenti” in dialisi”). Questo numero è superiore a quanto atteso guardando la media nazionale. Il Registro Nazionale di Dialisi e Trapianto, infatti, prevede una media di 771 pazienti per milione di popolazione (PMP), contro 861 pazienti per milione di popolazione attualmente in dialisi nella nostra regione.

foto dal web




Doppio incidente in autostrada, cinque feriti ed uscita obbligatoria a Rosolini

Due distinti incidenti hanno paralizzato questa mattina il tratto verso sud dell’autostrada Siracusa-Pozzallo, proprio nei pressi dell’ultimo svincolo in esercizio. Il bilancio complessivo, in aggiornamento, è di 5 feriti tutti condotti in ospedale per accertamenti.
Un primo incidente, poco prima delle 7, ha avuto come protagonista un mezzo pesante Isuzu che, per cause al vaglio della Polizia Stradale, si è ribaltato finendo sul fianco destro, occupando trasversalmente la carreggiata. L’uomo alla guida, rimasto incastrato, è stato soccorso e subito affidato ai sanitari del 118. Non sono ancora note le condizioni di salute.
Nella fila creatasi per l’incidente, è avvenuto un altro scontro: questa volta tra un pullman con turisti a bordo ed un furgoncino che trasportava gas propano. Secondo le prime informazioni, quattro persone hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari.
L’autostrada è stata chiusa dalla Stradale, con uscita obbligatoria a Rosolini per chi si sposta da Siracusa in direzione sud.




Visita a Siracusa del generale di corpo d’armata, Riccardo Galletta

Visita a Siracusa del generale di corpo d’armata, Riccardo Galletta, comandante interregionale Carabinieri “Culqualber” (Comando di vertice alle cui dipendenze ricadono le Legioni Carabinieri “Calabria” e “Sicilia”). Accompagnato dal comandante provinciale, colonnello Gabriele Barecchia, ha incontrato ieri una rappresentanza dei Reparti Territoriali dipendenti dal Comando Provinciale (Stazioni, Tenenza, Nuclei Operativi e Radiomobili, Nucleo Investigativo ed Informativo ed Ufficio Comando), di quelli Speciali e di Polizia Militare dell’Arma che operano in provincia (Nucleo Ispettorato del Lavoro, Sezione Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, Sezione di P.G. presso la Procura della Repubblica di Siracusa, Compagnia CC Aeronautica Militare di Sigonella, Stazione CC Marina Militare di Augusta e Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia) dell’Arma in congedo nonché i delegati della Rappresentanza Militare.
Il comandante interregionale si è soffermanto sui concetti di vicinanza e prossimità al cittadino, realizzati dall’Arma con l’azione preventiva e di rassicurazione sociale sul territorio.
Ha poi raggiunto il Palazzo di Giustizia, in viale Santa Panagia, dove ha incontrato il procuratore capo, Sabrina Gambino, parlando delle attività investigative svolte dall’Arma con l’Ufficio Requirente aretuseo, cui ha confermato la disponibilità dell’Istituzione ad operare, d’intesa con i Reparti Speciali dell’Arma, con incisività ed abnegazione nel contrasto a tutte le fenomenologie criminali.
Il generale Galletta ha portato il suo saluto anche alla presidente del Tribunale, Dorotea Quartararo, per poi chiudere la sua giornata siracusana incontrando il prefetto, Giusi Scaduto.