Docce pubbliche, attivate le prime due postazioni: timore dei vandali, “abbiatene cura e rispetto”

Servizio atteso e richiesto a gran voce, viene finalmente potenziato nei luoghi balneari del capoluogo. Parliamo delle docce a servizio di solarium e spiagge pubbliche. Da contratto tra il Comune di Siracusa e la Siam, la società che gestisce il servizio idrico, ne saranno realizzate o ripristinate undici.
Ad oggi, attive due postazioni: la prima doccia è stata attivata ieri al Forte Vigliena, mentre una seconda è utilizzabile a partire da oggi in via Taormina, a Fontane Bianche. “Altre nove docce saranno allestite e messe in funzione entro fine giugno in diverse zone: da Ortigia a Ognina, dal Plemmirio all’Isola, a Fontane Bianche”, spiega la società. Nel dettaglio: forte Vigliena e spiaggetta di Villetta Aretusa; due all’Isola, in prossimità di via delle Fornaci e a punta Carrozza; una al varco 23 del Plemmirio; due a Ognina, in zona caserma della Guardia di finanza (già esistente) e una ai cosiddetti “scogli piatti”. Infine, a Fontane Bianche, alle già previste docce della Spiaggetta e del parcheggio di via Taormina, ne saranno aggiunte altre 2: in via Sirio e in via Nettuno.
Le docce sono gratuite e affidate al buon senso degli utilizzatori. “Sono un patrimonio della collettività, ci auguriamo vengano trattate con cura e usate responsabilmente, nel rispetto dell’ambiente e del mare, quindi esclusivamente per rinfrescarsi e sciacquarsi, senza utilizzare shampoo o bagnoschiuma e cercando di evitare o ridurre lo spreco di acqua”, spiega una nota di Siam.
Le docce sono realizzate in alluminio anodizzato, per resistere alla salsedine e agli agenti esterni in generale. Montate in officina sopra un basamento per rendere più agevole l’utilizzo, gli impianti saranno rimossi alla fine della stagione estiva e custodite in magazzino.




Coltre di fumo nero, in fiamme deposito di pneumatici a nord di Siracusa

Una densa nuvola di fumo nero si è levata nella tarda mattinata tra contrada Spalla e la zona industriale di Priolo. Nessun incidente collegato agli impianti, a bruciare sono pneumatici abbancati in un deposito dietro l’ex Barella. Sul posto i Vigili del Fuoco e due mezzi della Protezione Civile di Priolo Gargallo.
Aria irrespirabile nei pressi, colpa della gomma e delle altre sostanze liberate dalla combustione. Impressionante la coltre nera che già a livello del terreno avvolge l’area.
Da un punto di vista ambientale, preoccupa la presenza di probabile diossina generata dalle fiamme che avvolgono gli pneumatici. I Vigili del Fuoco, con autorespiratore, intervengono anche con schiumogeni, necessari per domare roghi di questo tipo.
Pochi mesi addietro, un simile ed impressionante rogo si è sviluppato nell’area dell’ex autodromo di Siracusa. Ci vollero diverse ore per avere ragione delle fiamme. Il “puzzo” di quella combustione venne avvertito in gran parte del capoluogo.




Sparatoria in via Algeri, c’è un arresto: ha fatto fuoco per un debito in denaro

Anche questa volta, i Carabinieri di Siracusa sono riusciti in poche ore di identificare e bloccare i responsabili dell’agguato di via Algeri. Nella serata dello scorso 7 giugno, avrebbero gambizzato un 29enne, raggiunto da due colpi calibro 38. Ricoverato in ospedale, non è in pericolo di vita. La vittima, un pregiudicato, si trovava ai domiciliari.
Le immediate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, hanno permesso ai Carabinieri di chiarire i contorni della vicenda e identificare i responsabili. Sono stati rintracciati due giovani di 19 e 22 anni, entrambi pregiudicati e conosciuti dalla vittima. Dopo alcune perquisizioni, sequestrato il revolver usato.
Il 19enne è stato condotto in carcere in quanto ritenuto l’esecutore materiale del ferimento, mentre il 22enne è stato denunciato a piede libero per aver favorito la fuga del complice. Il movente? Un debito in denaro maturato dalla vittima.




Siracusa chiama Palermo: “Rifiuti, basta favorire Catania. Termoutilizzatore? Noi per il si”

I rifiuti rimangono in strada, gli autocompattatori fuori dalla discarica di Lentini. Cittadini spiazzati mentre gli enti competenti – Regione e Comuni – si rimpallano le responsabilità. Vertice d’emergenza questa mattina a Palazzo Vermexio, con l’assessore Buccheri che lascia trasparire la volontà di mettere subito in atto azioni forti di protesta verso Palermo, nella disperata ricerca di una soluzione di emergenza che, al momento, non si intravede.
Da parte sua, il sindaco Francesco Italia ha convocato una riunione urgente per fornire risposte ai problemi più urgenti legati allo stop dell’indifferenziato: ad esempio la raccolta di pannolini e pannoloni che non possono rimanere in casa per ovvie ragioni. Attese novità in giornata da Palermo, dove è in programma un altro vertice.
“Qualcuno dovrà spiegare ai cittadini delle province di Messina, Siracusa e Catania perché la discarica di Sicula Trasporti è congestionata, per lo più a causa dei rifiuti del comune di Catania che in questi anni ha fatto nulla o poco più di nulla in tema di differenziata. A mio avviso – dice il sindaco di Siracusa – dovrebbe essere il comune di Catania a conferire i rifiuti al di fuori della regione, liberando gli spazi per i cittadini di quelle comunità che da anni differenziano. Appare peraltro davvero surreale ed inverosimile che il direttore del Dipartimento rifiuti autorizzi quei conferimenti che, il giorno dopo, il direttore di un altro dipartimento blocca”.
I ritardi della Regione sono noti, come è pur vero che nell’ultimo quinquennio la maggior parte dei comuni – attraverso le Srr – non sia riuscita a pianificare soluzioni risolutive per ciò che attiene all’impiantistica. “Proprio per sbloccare il sistema degli impianti, tutte le SRR della Sicilia orientale, all’indomani della bocciatura da parte dell’Assemblea regionale del disegno di legge di riforma governativo sui rifiuti, nell’ormai lontano marzo 2020, furono commissariate. Cosa hanno prodotto i commissari scelti e nominati dalla Regione Siciliana in questi due anni? Poco o nulla. E certo non per colpa dei sindaci!”, sottolinea Italia.
Termoutilizzatori? “Tra i primi come provincia di Siracusa, più di un anno fa, nel marzo del 2021, abbiamo manifestato la disponibilità alla realizzazione di termo-utilizzatori. Come l’assessore Baglieri dovrebbe sapere, le gare effettuate da alcune SRR per portare i rifiuti all’estero sono andate tristemente deserte. So bene che le responsabilità non sono addebitabili alla conduzione dell’assessore. Ritengo però assolutamente ingiusto che i nostri concittadini debbano continuare a svegliarsi, nel pieno di una stagione turistica di grande richiamo, con la città disseminata di rifiuti. Siamo in emergenza e temo che la Regione non ne abbia ancora realmente compreso l’entità e le conseguenze”.




La crisi della zona industriale siracusana, lettera a Musumeci: “Siete governo disattento”

“Ho inviato una lettera politicamente violenta all’indirizzo del presidente della Regione”, diceva nei giorni scorsi su FMITALIA il sindaco di Priolo, Pippo Gianni. Oggi quella missiva è diventata pubblica. E sul tema della zona industriale di Siracusa, in crisi tra situazione internazionale e transizione energetica, il primo cittadino priolese tira le orecchie ad un governo Musumeci quantomeno, a suo giudizio, disattento. “Disattenzione politica e amministrativa davanti ad uno scenario sociale martoriato prima dai disastri della pandemia ed ora dai disastri della guerra”, scrive Gianni.
“Lo stato di disattenzione e di abbandono diventa tragedia per le popolazioni del Comune di Priolo Gargallo e dei Comuni limitrofi ubicati ai margini della più grande area industriale del Paese, allorquando cessati gli effetti letali della pandemia si è presentato il mostro della guerra con le prevedibili disastrose conseguenze economiche per i lavoratori delle raffinerie e delle loro famiglie”, puntualizza poche righe dopo.
“Non è tollerabile la disattenzione del Governo regionale da Lei presieduto e tantomeno l’atteggiamento di inerme attesa davanti alla possibilità reale e di quasi immediata attuazione di quei processi virtuosi che permetterebbero con le risorse economiche comunitarie di percorrere la strada della riconversione industriale dell’area interessata in perfetta sintonia con l’obiettivo della transizione energetica e, non di meno, l’attivazione delle iniziative necessarie al miglioramento delle condizioni ambientali e, quindi, della salute delle popolazioni”. Gianni salva, invero, l’assessore regionale Mimmo Turano – forse per vicinanza politica – e scarica ogni responsabilità su Musumeci.
Comunque, sarebbe “auspicabile un autorevole intervento del Governatore della Sicilia nell’ambito delle iniziative con le quali la Commissione Europea affronterà nella seduta di fine giugno il problema relativo alle eventuali deroghe di ottemperanza al rispetto dell’embargo petrolifero che dovrebbe attuarsi a decorrere da gennaio 2023 e quello relativo alla possibilità di deliberare un canale di garanzia bancaria per le aziende che come la Lukoil hanno la necessità di acquisire la materia prima presso fornitori diversi dalla Russia. Occorre – è l’analisi di Pippo Gianni – un rigurgito di dignità politica da parte del Governo per mettere insieme organicamente dette proposte e includerle in un crono programma esecutivo sul quale l’Amministrazione regionale è tenute solamente ad esprimere una manifestazione di interesse ed un parere di fattibilità economica”.




Italia Viva, accuse e dimissioni: va via la Lo Giudice, ma la frattura non turba il partito

La lettera di dimissioni è arrivata mentre i maggiorenti provinciali di Italia Viva Siracusa, insieme al senatore Davide Faraone, stavano illustrando in conferenza stampa la posizione del partito verso i quesiti referendari di domenica 12 giugno. La segretaria cittadina, Donatella Lo Giudice, la responsale Disabilità Mirella Abela e la responsabile Pari Opportunità Maria D’Andrea hanno lasciato Italia Viva.
La comunicazione non sembra, però, aver turbato i vertici locali di IV. Nessun commento ufficiale, ma fonti vicine alla segreteria provinciale spiegano che il direttivo cittadino era già stato sciolto il giorno precedente alla lettera di dimissioni. Quindi sarebbero delle dimissioni inutili, perchè collegate ad una carica già congelata. Una circostanza, però, smentita dalle tre dimissionarie. La frattura interna non pare, comunque, colpire al cuore gli equilibri di Italia Viva a Siracusa.
Rimangono sul tavolo, però, le forti critiche di Donatella Lo Giudice all’indirizzo, in particolare, di Giancarlo Garozzo. “La profonda frattura che si è creata e via via amplificata nel rapporto sia umano che politico nei riguardi di Giancarlo Garozzo, nonché della segretaria provinciale e del mio omologo cittadino Salvatore Piccione, non mi consentono di proseguire il cammino politico”, spiega la Lo Giudice.
L’ex segretaria cittadina rimprovera ad Italia Viva “un approccio populistico e avvelenatore di pozzi che ormai perfino i 5stelle hanno abbandonato. Un approccio che affronta i contenuti ed i temi di questa città come un match, aduso sferrare un colpo al sindaco o alla sua giunta, è la negazione della mia idea di politica. Lo dico, lo scrivo e lo affermo non condividendo molte delle scelte operate da questa amministrazione”, aggiunge a proposito.
Le ragioni profonde delle dimissioni sarebbero da ricercare anche nel ruolo del direttivo cittadino che, per la Lo Giudice, era diventato “esecutore materiale di servizi fotografici e comunicati stampa purchè si scriva tutto il male possibile. Ritengo che così facendo non si lavori nell’interesse della città e dei cittadini, ritengo che si stia provando a dare la caccia ai voti cavalcando un dissenso che è pur presente ed ampio in questa città”, dice amara l’ex segretaria cittadina.
Ma a tenere banco dentro Italia Viva, in verità, al momento è la discussione sul nome del possibile candidato sindaco per il capoluogo. Pare raffreddarsi la pista che conduceva all’indicazione della segretaria provinciale, ed ex assessore comunale, Alessandra Furnari. In questa fase, poi, da definire ci sono anche le modalità di scelta di un eventuale candidato condiviso con gli alleati, dal centrosinistra al campo largo.




Colpi d’arma da fuoco in via Algeri, gambizzato un 29enne

Ancora colpi d’arma da fuoco a Siracusa. Un pregiudicato di 29 anni è stato gambizzato in via Algeri. Due colpi di pistola hanno raggiunto le gambe dell’uomo, soccorso e trasportato in ospedale, dove si trova ricoverato. Non è in pericolo di vita.
La sparatoria è avvenuta ieri sera attorno alle 22, ma solo oggi se ne è avuto notizia. In corso le indagini, affidate ai Carabinieri. Da “leggere” i motivi dell’agguato per accertare ruoli e responsabilità.
Nei giorni scorsi, proprio i Carabinieri sono venuti a capo di un episodio simile, accaduto il 31 maggio scorso poco distante dalla scuola Martoglio di Siracusa. Tre persone sono state arrestate, a vario titolo, per quel duello da cavalleria rusticana pare con all’origine motivi sentimentali. Adesso questo nuovo caso.

Foto archivio




Raccolta rifiuti, nuovo stop per l’indifferenziato. Non c’è spazio in discarica

Anche questa settimana, niente raccolta dell’indifferenziato a Siracusa. La crisi regionale dei rifiuti e la conseguente impossibilità di conferire in discarica, bloccano ancora una volta il servizio.
“Si avvisa la cittadinanza che nella giornata di domani (giovedì 9) non sarà possibile garantire la raccolta della frazione indifferenziata dei rifiuti a causa del protrarsi del blocco dei conferimenti nell’impianto di Lentini di proprietà di Sicula Trasporti”, recita la comunicazione di Palazzo Vermexio.
Poi l’appello “alla responsabilità dei cittadini e al senso di appartenenza alla comunità, invitando a non esporre il rifiuto indifferenziato al fine di non ingenerare situazioni di criticità igienico-sanitarie e non pregiudicare ulteriormente il decoro urbano”.
Il Comune di Siracusa “assicura ogni sforzo per continuare il ritiro delle altre frazioni differenziate, evidenziando che i disservizi possono essere mitigati operando una corretta differenziazione dei rifiuti”.
Indifferenziato è tutto ciò che non può essere differenziato quindi, tutto ciò che non è carta, organico, lattine, vetro, plastica, legno, etc. L’indifferenziato è, di conseguenza, un tipo di rifiuto che può eccezionalmente restare nelle nostre case in quanto non rilascia cattivi odori.




Imprese non trovano personale, anche a Siracusa decine di casi. “Ma le offerte sono indecenti”

Imprenditori che lamentano di non trovare personale, lavoratori che si lamentano offerte di lavoro al limite della decenza. In mezzo, il reddito di cittadinanza. Anche a Siracusa il tema è di stretta attualità e si susseguono testimonianze e denunce pubbliche.
La situazione: bar, gelaterie, ristoranti, lidi cercano personale – stagionale – ma ancora a giugno si ritrovano alle prese con buchi in organico. Si dice che la colpa è delle condizioni di lavoro proposte, con paghe al di sotto di ogni dignità lavorativa. Gli imprenditori puntano, invece, il dito contro il reddito di cittadinanza che non spinge ad alzarsi dal divano.
“Mia nipote ha 19 anni, ha chiesto lavoro in una gelateria di Siracusa. Il titolare chiede impegno dalle 6 alle 15 quando turno di mattina e dalle 15 alle 03 per la notte, per soli 35 euro”, racconta Andrea in redazione.
“Un amico ha fatto proprio ieri un colloquio per fare il bagnino e gli hanno detto 600 euro al mese, dalle 9 alle 13 con 20 minuti di pausa per finire alle 18. Non penso sia giusto come stipendio”, rivela Salvo a Siracusaoggi.it. “Mio figlio si è visto proporre impieghi per oltre 12 ore di lavoro, senza giorno di riposo e per 1000 euro al mese. Non percepisce reddito di cittadinanza e non è un fannullone, ma un ragazzo che conosce i propri diritti”, racconta invece una professionista siracusana. E poi ancora: “Un lido molto noto in zona ha offerto lavoro stagionale, stipendio buono ma con un ingaggio per 3/4 ore al giorno a fronte di 10 lavorative effettivamente richieste”. E sono decine i racconti simili.
E gli imprenditori? “Faccio servizio catering e non si trovano camerieri a 70 euro a sera, incredibile”, dice Marco. E poi c’è Gianluca che cerca senza successo bartender per il suo locale di nuova apertura, senza successo. Anche in questo caso, gli esempi – tutti siracusani – potrebbero essere più numerosi.
“Le semplificazioni non aiutano. Purtroppo è vero che ci sono imprenditori che in etica del lavoro dovrebbero imparare tanto ma sarebbe sbagliato pensare che non ne esistano di corretti e che pagano da contratto. Fa notizia solo la lamentela, giusta, di chi ha avuto esperienza negativa. La vicenda, comunque, non va sottovalutata”, spiega il segretario di Cna Siracusa, Giampaolo Miceli. “Questo è segmento complicato, si lavora tanto e sotto stress, per di più in un periodo dell’anno delicato. Il concetto di stagionalità oggi non incontra l’interesse dei più giovani”.




Esami di Maturità per 3.796 studenti siracusani: si parte il 22 giugno, due prove scritte

Sono in totale 3.796 i maturandi siracusani che dal 22 giugno affronteranno l’esame di maturità, nella edizione 2022 segnata dal ritorno delle prove scritte negli esami di Stato. Nel dettaglio, in provincia di Siracusa sono 3.595 i candidati interi (statali e paritarie) e 201 gli esterni (statali e paritarie).
Si parte il 22 giugno, con la prova di italiano (nazionale) alla quale seguiranno una seconda prova scritta (elaborata dalle commissioni) e un colloquio in cui ci sarà spazio per l’Educazione civica ed i Pcto (alternanza scuola-lavoro).
Sei ore a disposizione, dalle 8.30 di mercoledì 22 giugno, per la prima prova. Il Ministero dell’istruzione proporrà sette tracce con tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario; analisi e produzione di un testo argomentativo; riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.
Seconda prova scritta per i maturandi il 23 giugno. Avrà per oggetto una sola disciplina “caratterizzante” e sarà quindi diversa a seconda del tipo di scuola frequentata. Verrà elaborata nei singoli istituti, in modo da tenere conto del lavoro effettivamente svolto nel periodo dell’emergenza sanitaria.
Il colloquio, invece, si svolge a partire dall’analisi – da parte del candidato – del materiale scelto dalla sottocommissione (un testo, un documento, un’esperienza, un problema o un progetto). “Il materiale è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare. Nella predisposizione dei materiali la commissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, delle metodologie adottate, dei progetti e delle esperienze realizzati, delle eventuali iniziative di personalizzazione intraprese nel percorso di studi”, spiegano dal Ministero.
Nel corso del colloquio, il candidato deve dimostrare “di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline, di essere capace di utilizzare le conoscenze acquisite e di metterle in relazione tra loro per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera; di saper analizzare criticamente e correlare al percorso di studi seguito e al PECUP, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei PCTO, con riferimento al complesso del percorso effettuato, tenuto conto delle criticità determinate dall’emergenza pandemica; di aver maturato le competenze di Educazione civica come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività declinate dal documento del consiglio di classe”.
Cosa fare se uno studente è positivo al covid e non può sostenere di persona il colloquio? In questo caso, con la dovuta certificazione, potrà sostenere il colloquio in videoconferenza.
La prova orale è quella che avrà maggior peso sul risultato dell’esame di Stato 2022. La commissione tiene conto delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente: non solo dati che riguardano il percorso scolastico del candidato, ma anche informazioni sulle certificazioni, sulle esperienze significative, sulle competenze eventualmente acquisite in contesti non formali o informali.
Il voto dell’Esame di Stato è dato dalla somma tra i crediti assegnati per gli ultimi tre anni di scuola superiore e i punti maturati nel corso delle prove della Maturità. Il voto finale si calcola in centesimi: quindi il voto massimo resta 100, il minimo 60. La commissione potrà assegnare la lode agli studenti che, senza aver usufruito dei cinque punti di bonus, hanno ottenuto il massimo dei crediti con voto unanime del consiglio di classe e il massimo nelle prove d’esame.