Terremoto nell’Unione Valle degli Iblei, si dimette il presidente Alessandro Caiazzo

Dopo appena cinque mesi, si è dimesso il presidente dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei. Alessandro Caiazzo, primo cittadino di Buccheri, si era insediato a gennaio. Adesso la formalizzazione delle sue dimissioni. Un gesto forte e con una precisa motivazione. “Spero che aiutino a risvegliare dal torpore l’organo collegiale dell’Unione”, dice a SiracusaOggi.it.
Riavvolgiamo il nastro. All’indomani dell’insediamento, Alessandro Caiazzo indicò le priorità del suo mandato. La principale riguardava la volontà di allineare i documenti contabili. “E invece siamo fermi al previsionale 2020-21 ancora non approvato. Una situazione che mi aveva infastidito allora e che adesso non tollero per nulla. L’Unione non è in deficit e gode di buona salute. Ma mancano gli atti contabili. Ed in questo, mi spiace, la responsabilità è dei consiglieri dell’Unione che non hanno mostrato sempre grande responsabilità”. E si potrebbe fare l’elenco delle sedute saltate in prima ed in seconda convocazione, proprio per mancanza del numero legale. “Non sono riuscito a migliorare l’aspetto gestionale dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei. Mi dimetto. E’ un gesto forte? Non so, spero solo di risvegliare l’organo collegiale”.




Parco degli Iblei, il deputato regionale Cafeo condivide le preoccupazioni dei sindaci

Il Parco nazionale degli Iblei finisce in una interrogazione al ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. A presentarla è stato il deputato leghista Nino Germanà che ha raccolto così i dubbi e le perplessità manifestate nei giorni scorsi dagli enti e dai soggetti su cui ricade, al momento, la prevista area del parco, in particolare dai sindaci dei Comuni di Buccheri, Ferla, Sortino, Carlentini, Rosolini, Noto e Lentini. Il loro mancato coinvolgimento e gli effetti dei vincoli previsti dall’attuale perimetrazione sono anche condivisi dal deputato regionale, Giovanni Cafeo (Prima l’Italia). “I motivi delle perplessità sull’istituzione del Parco degli Iblei – spiega – non riguardano il merito del provvedimento, perché in generale la nascita di un nuovo parco naturalistico non può che essere una bella notizia, ma soprattutto il metodo impositivo scelto. E’ lontano da un vero confronto con i protagonisti del territorio, è calato dall’alto e totalmente slegato dalle effettive necessità di un’area che ancora oggi fatica a venire fuori dalla crisi produttiva e socio-economica subita in questi ultimi anni”.
Secondo Cafeo, particolarmente critico verso Cingolani anche sulla zona industriale siracusana ma indulgente con il titolare dello Sviluppo Economico per lo stesso motivo (leghista, ndr), “ascoltare comuni, associazioni e imprese del territorio dovrebbe rappresentare l’atto propedeutico fondamentale per avviare un iter così importante come quello dell’istituzione di un nuovo parco”.




Pillirina, Elemata declina la proposta indecente: “Servono 15 milioni, ma Erlend sei fuori strada”

Parte dalla citazione di una canzone dei Kings of Convenience la risposta di Emanuele De Gresy ad Erlend Oye. L’artista norvegese aveva presenta via social la sua proposta indecente: un milione di euro ad Elemata maddalena per “liberare” la Pillirina.
“Dear Erlend, If you wanna be my friend/you want us to get along please do not expect me to/wrap it up and keep it there the observation I am doing could/easily be understood as cynical demeanour but one of us misread…!”, scrive De Gresy citando proprio un testo di Erlend Oye (Misread) che possiamo sintetizzare in una frase: “uno di noi ha capito male”.
Ed infatti, per il rappresentante di Elemata Maddalena, Oye è “male informato, anzi proprio fuori strada”. Questo perchè “nessuna delle cose che descrivi, lasciatelo dire, esagerando o forse solo abbagliato dal sole, corrisponde al vero! Mi spiace che nelle tue visite ai luoghi, nessuno ti abbia mai spiegato bene che differenza passi tra proprietà pubblica e privata. Si tratta di un principio semplicissimo, in uso anche nella tua Norvegia, anche quando un’area di proprietà ricade all’interno di una riserva. L’esproprio o la vendita sono altro, quello
proletario è altra cosa ancora che da anni tenta Legambiente insieme ad altri”, la piccata risposta di Elemata.
“Caro Erlend, ormai di adozione sei siciliano e sono sicuro che il principio possa esserti spiegato con semplicità anche dai tuoi amici di chitarra che certamente avranno la pazienza di indicarti quali e quante differenze occorrono. La tua offerta è commovente, esprimi grande sensibilità, esattamente come nella tua opera artistica e ne sono affascinato, lo confesso ma debbo declinare, anche perché ne sono serviti oltre quindici milioni. Voglio però rassicurarti che il nostro partner è di primissimo piano, Six Senses che in tutto il mondo è ampiamente riconosciuto, apprezzato e ben voluto, per la estrema sensibilità ambientale oltre che per le buone pratiche, evidentemente sconosciute ai finti ambientalisti siracusani”.
Speculazione? “No, nessuna speculazione, nessun diritto violato, nessuna volontà di abbruttire quello che natura e storia hanno regalato a questa terra meravigliosa. Solo valorizzazione intelligente e compatibile. Avrò piacere conoscerti e se ne avrai voglia, mostrarti e dimostrarti quanto ci sta a cuore valorizzare veramente nell’interesse di tutti e perché non si disperda quanto c’è di veramente bello e unico”.




“Un milione di euro per liberare la Pillirina”, l’offerta shock del cantante Erlend Oye

“Caro marchese De Gresy, ti offro un milione di euro per lasciare la Pillirina e lasciarla aperta a tutti”. L’offerta shock porta la firma di Erlend Oye, il cantante dei Kings of Convenience che nei primi anni del 2000 scalò le classifiche internazionali. Da anni l’artista norvegese vive a Siracusa, dove ha comprato casa. Ed in un post da migliaia di visualizzazioni racconta di come fu proprio la Pillirina a farlo innamorare di questa città. Ora la sorpresa: la società privata Elemata, proprietaria di quei terreni su cui doveva sorgere un contestato resort, ha recintato la proprietà e chiuso l’accesso. Ristrutturerà i caseggiati esistenti, risalenti al secondo conflitto mondiale, per farvi abitazioni. “Crede di fare così un favore a Siracusa?”, si domanda in inglese nel suo post Erlend Oye.
L’altra mattina, come decine e decine di siracusani, voleva andare alla Pillirina. Ma una guardia privata lo ha fermato, spiegandogli che adesso l’area è off limits per il pubblico.
“Eppure questa zona è stata di uso pubblico negli ultimi 50 anni. (…) La Pillirina non ha bisogno di alcuna riqualificazione. E’ perfetta così com’è (…). Signor De Gresy, se leggi questo post, cambia i tuoi piani. I posso vendere la mia casa a Bergen e forse riuscire a rimborsarti i costi che hai sostenuto durante gli anni di battaglie giudiziarie. Un milione di euro sarà sufficiente? E’ tutto quello che ho. Non privarci della Pillirina”.
Una provocazione bella e buona. Curioso che protagonisti mediatici siano due non siracusani, bloccati sull’hashtag riservasubito. Come replicherà Elemata?




Fatti brillare in mare gli ordigni bellici rinvenuti ad Augusta, spiaggetta delle Grazie

E’ stata bonificata la spiaggetta sottostante la chiesa della Madonna delle Grazie, ad Augusta. nei giorni scorsi era stata segnalata la presenza di un presunto ordigno, probabile residuato bellico. Per ragioni di sicurezza, la Capitaneria di Porto aveva subito interdetto lo specchio acqueo antistante mentre il Comune di Augusta aveva interdetto l’accesso alla spiaggetta.
Gli artificieri dello Sdai della Marina Militare si sono occupati della messa in sicurezza dell’area. Hanno recuperato i residuati bellici ed in sicurezza li hanno fatti brillare in mare. A garantire la necessaria conrice di sicurezza, la Guardia Costiera di Augusta.




Crisi del petrolchimico, stoccata di Baio e Blancato: “Il Pd è passivo, sparito dai radar”

L’unico segnale del governo sulla situazione del petrolchimico siracusano è, al momento, la convocazione di un tavolo tecnico in remoto per lunedì 31 maggio con la partecipazione del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde. “Iniziativa utile, frutto delle pressioni dei parlamentari siracusani dei Cinque Stelle”, dicono Salvo Baio e Mario Blancato (Pd). “Deve essere chiaro però che quando il governo istituisce un tavolo negoziale o ha soluzioni concrete da proporre oppure l’incontro accentuerà la tensione”, la specifica dopo il bon ton istituzionale. E’ chiaro che si attendono novità sulla dichiarazione di area di crisi industriale complessa, attesa come un salvagente.
I due dirigenti siracusani del Pd non possono non notare come di fronte alla “gravità della situazione” non ci siano segnali di “mobilitazione generale, unità delle forze sociali e politiche, degli enti locali, delle associazioni di categoria. Finora le reazioni sono state deboli ed evanescenti”.
Il silenzio più rumoroso? “Quello del nostro partito, il Pd, che a Siracusa è sparito dai radar della politica e sul caso del petrolchimico non ha detto una sola parola. Addirittura un assessore comunale Dem ha scritto sui social che bisogna boicottare la russa Lukoil. Stesso silenzio da parte dei ministri e sottosegretari del Pd”.
Una situazione che preoccupa Baio e Blancato, che non vogliono “assistere passivamente al declino del nostro insediamento industriale”.
Poi una pizzicata al sindaco di Siracusa. “Da quanto abbiamo letto, ci sembra di capire che il sindaco di Siracusa non prenderà parte al tavolo negoziale. Delle due l’una: se si tratta di una sua rinuncia, è grave; se non è stato neanche invitato è ancora più grave, perchè le istituzioni prescindono da chi le rappresenta”.




Pillirina e l’istituzione della Riserva: “Pratica ferma per una dimenticanza del Comune”

Perchè la Pillirina non è ancora riserva naturale? Cosa blocca un iter avviato ben 11 anni fa? Prova a dare una risposta l’ex presidente del Wwf a Siracusa, Peppe Patti. “L’istituzione della Riserva Plemmirio è ferma al palo per una deficienza della legge regionale istitutiva, antecedente a quella nazionale e mai adeguata, e, diciamola così, per una dimenticanza da parte del Comune di Siracusa”, spiega.
Secondo Patti, per la verità, la responsabilità principale nei ritardi sarebbe proprio di Palazzo Vermexio. “Giocando su un vizio normativo inerente la concertazione, ovvero la partecipazione attiva degli attori coinvolti nell’istituzione della Riserva, (il Comune di Siracusa) ha di fatto bloccato l’iter istitutivo. Occorre ricordare che l’ultimo atto è una comunicazione del C.R.P.P.N. del 2015. La giunta Italia – prosegue Patti – pensa di giocare demagogicamente con l’opinione pubblica e con chi ha a cuore l’istituzione, la conservazione e la corretta fruizione di quei luoghi”.
Come fare per uscire dallo stallo? L’ex presidente del Wwf spiega che “sarebbe bastato irritualmente, ma già ampiamente adottato da altre amministrazioni, chiedere di essere auditi dal Consiglio Regionale per la Protezione del Patrimonio Naturale, per sbloccare l’iter amministrativo. E Granata è stato più volte assessore regionale e comunale, strano che da ambientalista convinto qual è, non se ne sia mai accorto”.
Non è certo un giudizio tenero quello dell’architetto Peppe Patti. “Mi viene da pensare come mai con la grande campagna mediatica sull’utilizzo dei fondi del PNRR con lo sbandieramento della spesa di 175 milioni di euro per i progetti di riqualificazione territoriale, non hanno prestato attenzione alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche del territorio siracusano. La Pillirina e gli oltre 500 ettari compresi nella Riserva sul Plemmirio potrebbero essere espropriati ed acquisiti a patrimonio dello Stato e invece dobbiamo gioire per la proposta, che il sapore di una dichiarazione di amore incondizionato, di Erlend Oye”.
Invero, la stessa ipotesi di un esproprio per la Pillirina appare irrealizzabile. Ma quanto al resto, l’analisi di Patti trova consensi anche tra altri attenti osservatori delle cose di casa nostra e dei beni comuni, come l’avvocato Salvo Salerno. Viene da chiedersi, allora, perchè le associazioni ambientaliste che battagliano per la riserva non abbiamo mai attenzionato questo aspetto, forse risolutivo.




Teoricamente chiusa al traffico ma percorsa, sottopassi pericolosi e griglie rubate: è via Ascari

La piccola via Ascari non ha pace. La strada che collega la statale 124 con Necropoli del Fusco, importante valvola di sfogo per il traffico sempre intenso nell’area, da ottobre dello scorso anno è “teoricamente” chiusa al transito, con ordinanza del Comune di Siracusa. Ma il provvedimento non è osservato da nessuno, le transenne sono regolarmente spostate da mani misteriose e del divieto non si ha traccia visibile, nè controllo. Dovrebbero transitarvi sono i proprietari dei fondi limitrofi, ma su via Ascari passano tutti.
Il provvedimento di chiusura – praticamente inosservato – si rese necessario a causa delle precarie condizioni del manto stradale, aggravate dal maltempo. Non solo, a rendere ancora meno sicura quella stradina – chiusa ma in realtà percorsa ogni giorno da centinaia di auto – si è aggiunto anche il degradamento dei sottopassi del circuito. E per completare l’opera, nei giorni scorsi i soliti ignoti hanno rubato le pesanti griglie piovane in ferro. Così solo un varco del sottopasso rimane percorribile, regolarmente imboccato contromano da centinaia di automobilisti, in attesa che succeda qualcos’altro prima che chi di competenza provveda.




Una nuova discarica in provincia di Siracusa? “Basta, questo territorio è già martoriato”

“Una nuova discarica di rifiuti nel territorio di Lentini? Assurdo, questi territori hanno già pagato un duro prezzo e non si può aggiungere altra benzina alle fiamme dell’inferno. Adesso, con grande determinazione, bisogna alzare la voce e dire basta”. E’ fermo nella sua posizione il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Pasqua, commentando il progetto di un nuovo sito per il conferimento di rifiuti che potrebbe sorgere in contrada Scalpello a Lentini. Se ne è discusso nell’ultima seduta del Consiglio comunale, aperto ai cittadini. Il deputato 5 Stelle è intervenuto oggi all’Ars, evidenziando le tante criticità dell’iniziativa.
Il sito indicato è a circa 3 km dai centri abitati di Lentini e Carlentini e “poco distante da ben 4 discariche mai bonificate, tra le quali quella enorme di Grotte San Giorgio, che vede già 4.300.000 metri cubi di rifiuti abbancati, con 255 comuni che hanno conferito i rifiuti in quel sito”, ricorda Pasqua. Quanto ai volumi della nuova, ipotetica discarica si prevedono volumi “enormi”, secondo il deputato regionale. “Immaginate un palazzo di cinque piani ed avrete un’idea del volume di rifiuti: 2.800.000 metri cubi, con una spalla alta 16 metri. Un nuovo ecomostro sulle spalle di una comunità che è già stata martoriata, in termini di aggressioni all’ambiente e danni alla salute e al territorio”. Da qui la netta contrarietà espressa in Ars da Giorgio Pasqua.
“Se ci fosse stato un Piano regionale dei rifiuti serio, sensato e concludente, avrebbe escluso a monte ogni possibilità di far nascere una nuova discarica in un territorio già saturo. Purtroppo sappiamo che il governo Musumeci ha sprecato 5 anni senza produrre né piani sensati, né soluzioni al problema dei rifiuti. Di fronte a quest’ennesimo tentativo di massacrare il territorio, tutte le forze politiche dovrebbero essere compatte e dare supporto alla comunità dicendo tutte insieme ‘basta’, perché, commenta Pasqua, che critica infine la lotta per l’ambiente e la salute non può avere alcun colore politico”. Il deputato regionale critica anche “il parere positivo rilasciato dall’Azienda sanitaria provinciale, atto assolutamente irricevibile in mancanza di un’indagine epidemiologica sulla discarica”.




Cercava l’amore con i tarocchi ma era una estorsione: denunciate due donne

Per ragioni di cuore, si era rivolta ad una cartomante. Così è cominciato l’incubo per una giovane donna di Pachino. La sedicente cartomante, per risolvere il problema amoroso della “cliente”, si era fatta dare i nomi delle persone interessate, le foto ed i numeri di telefono. Con il possesso di questi dati, ha iniziato a chiedere denaro alla ragazza, con una condotta definita “estorsiva” dagli investigatori. Più versamenti di denaro, altrimenti avrebbe raccontato all’ex compagno le sue intenzioni di voler riallacciare il rapporto sentimentale mediante la lettura dei tarocchi.
Temendo l’umiliazione, la vittima ha effettuato due pagamenti tramite ricarica di una carta prepagata: il primo di 175 euro, il secondo di 105. Sono stati richiesti altri pagamenti ed a quel punto la vittima si è rivolta al Commissariato di Pachino.
L’accurata analisi dei movimenti di denaro ha permesso agli investigatori di identificare gli autori del reato. Sono state così denunciate una 42enne rumane ed una 50enne italiana.
In particolare, la perquisizione effettuata presso l’abitazione di una delle due ha permesso di rinvenire la documentazione relativa alla carta prepagata utilizzata per commettere il reato. Messo in luce un vero disegno criminoso architettato dalle indagate che, utilizzando falsi profili e utenze telefoniche a loro non riconducibili, ponevano in essere una condotta estorsiva nei confronti della loro vittima. Le denunciate sono accusate di estorsione in concorso.

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