CNA Siracusa: “Resto al Sud ha generato impresa e lavoro”

Con la chiusura dello sportello agevolativo “Resto al Sud”, CNA Siracusa traccia un bilancio positivo dell’incentivo che ha sostenuto la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno, rilanciando l’impegno per la nuova misura “Resto al Sud 2.0”.
Lo sportello startup di CNA Siracusa ha accompagnato 102 istanze imprenditoriali fino alla data di scadenza del bando, contribuendo alla creazione di 71 nuove imprese nel territorio siracusano. Altre 8 domande sono attualmente in fase di valutazione da parte di Invitalia. Complessivamente gli investimenti supportati sono pari a 5 milioni di euro. L’impatto occupazionale è significativo: oltre 200 nuovi addetti sono stati impiegati grazie ai progetti sostenuti, in settori che spaziano dall’artigianato ai servizi, dal turismo all’agroalimentare.
A livello nazionale, il programma “Resto al Sud”, attivo dal 2018 e gestito da Invitalia, ha finanziato più di 14.000 nuove imprese, generando oltre 52.000 posti di lavoro e attivando investimenti per quasi 1 miliardo di euro, con una dotazione complessiva di 1,25 miliardi di euro1.
“La chiusura del bando segna la fine di un ciclo virtuoso – dichiara la presidente di CNA Siracusa Rosanna MAGNANO – ma anche l’inizio di una nuova fase. I risultati raggiunti dimostrano che quando i giovani vengono messi nelle condizioni di fare impresa, il territorio risponde con energia e innovazione. CNA ha fatto la sua parte, e continuerà a farla”.
Dal 15 ottobre 2025 è attivo il nuovo programma “Resto al Sud 2.0”, che introduce voucher fino a 50.000 euro e contributi a fondo perduto fino al 75% per investimenti fino a 200.000 euro. La misura è rivolta a giovani under 35, inoccupati o disoccupati, e mira a sostenere l’avvio di attività imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di 356,4 milioni di euro.
“CNA Siracusa presenterà ufficialmente Resto al Sud 2.0 nelle prossime settimane – afferma Federico Vasques, responsabile dell’ufficio finanza agevolata di CNA Siracusa – con un evento pubblico che vedrà la partecipazione di ospiti istituzionali, esperti Invitalia e giovani imprenditori. Sarà l’occasione per illustrare le novità della misura, offrire orientamento e avviare nuovi percorsi di accompagnamento per chi vuole fare impresa.”




Sanità, da gennaio 2026 i nuovi farmaci per la dislipidemia disponibili nelle farmacie siciliane

Novità per il sistema sanitario siciliano. Dal 12 gennaio 2026, i pazienti affetti da dislipidemia ad alto rischio cardiovascolare potranno ritirare i nuovi farmaci orali di ultima generazione direttamente nelle farmacie private convenzionate, senza più dover affrontare lunghi spostamenti verso le sedi Asp.
L’annuncio arriva dal Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’assessorato regionale alla Salute e segna un cambio di passo nella gestione dei farmaci salvavita. Finora, infatti, i pazienti erano costretti a recarsi presso le farmacie territoriali delle aziende sanitarie provinciali — in media una ogni 100mila assistiti — con notevoli disagi, soprattutto per anziani e residenti nelle aree più periferiche.
La nuova misura mira a semplificare l’accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa e favorire la continuità terapeutica, elemento chiave nella prevenzione di infarti, ictus e complicanze legate all’ipercolesterolemia.
“Si tratta di un passo avanti concreto verso una sanità più moderna, equa e vicina ai cittadini”, sottolineano fonti dell’assessorato.
L’iniziativa, rimasta a lungo ferma per ragioni burocratiche, è stata sbloccata grazie all’intervento dell’on. Luca Cannata, che ha trovato piena disponibilità e collaborazione nell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni.




Cambiano gli orari della Ztl in Ortigia, feriali e festivi: ecco il nuovo sistema

Cambiano gli orari della Zona a traffico limitato in Ortigia. Lo prevede un’ordinanza del settore Mobilità e trasporti pubblicata oggi. Da domani (16 ottobre), nei giorni feriali, le auto non potranno accedere nel centro storico di Siracusa dalle 11 alle 15.30 e dalle 17 alle 2 del giorno successivo, fatta eccezione per i mezzi dei residenti e per quelli degli autorizzati. Nelle domeniche e nei festivi la chiusura sarà anticipata alle ore 10 per proseguire ininterrottamente fino alle 2 del giorno dopo.
​Per quel che riguarda le operazioni di carico e scarico delle merci, nei giorni feriali saranno consentita solo nelle ore di apertura della Ztl, cioè dalle 2 alle 11 e dalle 15.30 alle 17 (ad eccezione delle aree pedonali). I mezzi dovranno sostare solo negli stalli previsti e fino a un massimo di 30 minuti, esponendo il disco orario.
​Questa regolamentazione resterà in vigore fino all’approvazione dei nuovi provvedimenti che riguarderanno, oltre alla Ztl, pedonalizzazione, zone scolastiche e congestion charge.




Omicidio di Lele Scieri, definitive le condanne ai due ex parà della Folgore

La Cassazione ha rigettato i ricorsi dei due imputati per l’omicidio in concorso di Emanuele Scieri. Diventano così definitive le condanne a 22 anni per Alessandro Panella e 9 anni e 9 mesi per Luigi Zabara, ex parà della Folgore e commilitoni di Scieri. Secondo la ricostruzione della procura di Pisa, il giovane siracusano fu vittima di un grave atto di nonnismo: il militare morì il 13 agosto 1999 all’interno della caserma Gamerra, dopo essere caduto da una torre di asciugatura dei paracadute.
“E’ stata definitivamente scritta la storia e adesso la mamma di Emanuele e suo fratello Francesco conoscono finalmente i volti dei suoi assassini”, ha commentato sui social l’avvocato della famiglia Scieri, Ivan Albo. “Ventisei anni fa è stato ucciso da balordi che per punirlo, assumendo avesse violato le loro regole del nonnismo, lo picchiarono selvaggiamente, imposero che si svestisse, lo martoriarono e nella fuga disperata su di una scala in una torretta per sottrarsi alla violenza feroce e irrazionale veniva inseguito e gettato nel vuoto a circa dieci metri di altezza. E infine il suo corpo occultato perchè non venisse rintracciato nell’immediato, ma solo tre giorni dopo. Tutto questo adesso è storia. Verità e giustizia per Lele”, aggiunge.
Carlo Garozzo ha guidato l’azione dell’associazione Giustizia per Lele Comitato per Lele, lungo tutti questi 26 anni. “Abbiamo combattuto la battaglia di verità e giustizia nel nome di Emanuele Scieri con la compostezza e signorilità che si doveva ad Emanuele e alla sua famiglia. Mai una parola fuori luogo, mai una parola di odio, mai una oltre le righe se non quella del lecito e giustificabile sentimento di dolore e di questo ringraziamo la famiglia Scieri per l’insegnamento ricevuto. Per molti la nostra battaglia sembrava essere solo una perdita di tempo, un inutile tentativo di affermare quel sentimento di giustizia sempre più lontano dal comune sentire”, racconta. “Abbiamo passato notti insonni, pianto e appesantito i nostri pensieri ma nel nostro sangue Emanuele ha avuto la forza di scorrere e indicarci la strada”.




“Lele ha cucito la vita di tante persone. Finalmente giustizia, quando pochi ci speravano”

Ventisei anni dopo, c’è una verità processuale. Ci sono due condanne definitive per l’omicidio di Lele Scieri. C’è la conferma di una ricostruzione agghiacciante, partita da atti di nonnismo spiccioli e dilagata in violenza omicida. Ventisei anni. Dopo una coraggiosa commissione parlamentare d’indagine, una determinata Procura di Pisa, un nuovo atteggiamento del ministero della Difesa, una dignitosa famiglia che ha combattuto sempre e solo per la verità.
Ha vinto la giustizia, ha perso la giustizia? Sentimenti e sensazioni contrastanti, in una storia che ha rischiato per tanto, troppo tempo di essere “solo” uno dei tanti misteri italiani, casi senza soluzione eppure così dolorosi.
“Sono vere entrambe le cose. Perché sicuramente questa storia è caratterizzata da un cambio di passo, evidenziato anche ieri dal procuratore generale nel corso della requisitoria in Cassazione. L’inizio è stato purtroppo caratterizzato da quell’omertà che ha portato tutti a tacere, in coda ad indagini che probabilmente non sono state svolte correttamente. Anche il ritrovamento del cadavere tre giorni dopo la morte ha sicuramente influito, in quanto le condizioni del cadavere non hanno consentito di rintracciare tante delle ferite che magari avrebbero potuto chiarire fin dall’inizio, come la famiglia ha sempre saputo, come gli amici hanno sempre saputo, che non si poteva trattare di un suicidio. Quindi c’è stata questa omertà, anche da parte dello Stato”, commenta oggi l’avvocato Alessandra Furnari che insieme al collega Ivan Albo ha assistito la famiglia di Lele Scieri. “C’è stato un momento, però, in cui lo Stato ha cambiato la sua prospettiva. E quel momento ha coinciso con la commissione parlamentare presieduta da Sofia Amoddio. E poi con l’impegno che la Procura di Pisa ha posto nello svolgimento di queste nuove indagini. Anche la Difesa, che noi avevamo chiamato come responsabile civile, ha assunto le proprie responsabilità in ordine a quel tempo ed a quelli che erano i suoi militari”.
Se oggi esiste una verità processuale, una buona parte del merito è da riconoscere al lavoro solitario e certosino condotto dall’allora parlamentare del Pd, Sofia Amoddio, con una commissione parlamentare d’indagine che svelò i buchi delle vecchie teorie e gli elementi di prova, molti esistenti già all’epoca dei fatti. “Emanuele ha cucito le vite di tante persone che si sono ritrovate a lottare per la giustizia in un momento in cui nessuno più ci credeva”, commenta. “Oggi dopo tanti anni posso dire che sono accadute le cose giuste, al momento giusto. Io in due anni di commissione ci ho messo tutta me stessa, ma era un tunnel buio. Non sapevo dove saremmo arrivati. Ho conosciuto tante persone, anche ad esempio il procuratore Crini. Fino ad arrivare agli avvocati che hanno poi seguito il caso perché io non volevo mischiare i ruoli”.
E’ la prima volta in Italia che una commissione parlamentare riesce a far riaprire un caso giudiziario. “Erano state fatte quattro archiviazioni, due dalla Procura di Pisa e altrettante da parte della Procura Militare.
Dalla riapertura del caso, sono stati individuati i responsabili per come evidenziato dalla commissione. E poi gli avvocati hanno fatto il percorso processuale, insieme alla famiglia. Oggi siamo alla parola fine, dopo 26 anni. E sono tanti…”.




Il sindaco Italia: “Emanuele Scieri, finalmente giustizia è fatta”

Anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha accolto con soddisfazione la conclusione del percorso processuale sulla morte di Emanuele Scieri, con la conferma delle condanne per omicidio volontario in concorso. “Ci sono voluti 26 anni ma alla fine giustizia è stata fatta. Con il pronunciamento della Cassazione si chiude la vicenda giudiziaria di Emanuele Scieri, un nostro concittadino, giovane avvocato morto, durate la leva, nella caserma dei paracadutisti a Pisa per un atto di nonnismo dettato da un distorta interpretazione di parole come gerarchia, comando, onore, Patria”, dice Italia in una nota.
“Oggi – prosegue il sindaco Italia – il mio pensiero va alla famiglia di Emanuele, al padre che non c’è più e a quanti hanno lottato ogni giorno affinché quella tragedia non fosse dimenticata. Mi riferisco agli amici di Emanuele e a quanti in seno alla commissione parlamentare, presieduta dall’onorevole Sofia Amoddio, raccolsero elementi che consentirono di riaprire un’indagine giunta a un punto morto”.
Resta l’amarezza per quasi trent’anni di attesa per avere giustizia. “E rimane l’amaro per una vita che poteva essere salvata se fossero stati chiamati i soccorsi e per l’impunità di cui hanno goduto coloro i quali hanno tentato di impedire che la verità venisse a galla o che hanno agito contro i doveri dello Stato”.




Sbarco di 45 migranti a Portopalo, tra loro 13 donne e diversi minorenni

Nella serata di ieri, poco dopo le 21, sbarco di migranti a Portopalo. Sotto a pioggia, a bordo di una piccola imbarcazione, sono arrivati in contrada Guardiani in 45. Tra loro anche 13 donne e molti minorenni. Si tratta di eritrei, somali e sudanesi.
Per le prime operazioni di soccorso, in campo la Protezione Civile di Portopalo insieme alle forze dell’ordine. I volontari si sono occupati di rifocillare i 45 stranieri, poi accompagnati all’interno di un capannone messo a disposizione da un privato. A coordinare le operazioni, la Prefettura di Siracusa.
I migranti sono apparsi in buone condizioni e nelle prossime ore dovrebbero lasciare Portopalo per raggiungere con un autobus l’hotspot di Augusta. Qui verranno espletate le procedure di identificazione e fotosegnalamento.
Le indagini dovranno invece occuparsi della presenza di eventuali scafisti e approfondimenti sul porto di partenza e la rotta seguita.




Imprese, pubblicato l’avviso “Sicilia efficiente” per investimenti in risparmio energetico

«Sostenere la transizione energetica delle imprese siciliane non è solo una scelta ambientale, ma un investimento strategico per la competitività del nostro tessuto produttivo». Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, presentando l’avviso pubblico “Sicilia efficiente: meno consumi, più futuro”, finanziato con le risorse del Programma regionale Fesr Sicilia 2021-2027 e pubblicato oggi dall’assessorato delle Attività produttive. «Con questo bando – spiega Schifani – mettiamo a disposizione oltre 89 milioni di euro per aiutare le micro, piccole e medie imprese a ridurre i consumi energetici, abbattere le emissioni e rendere più efficienti i propri impianti e stabilimenti. È un passo concreto verso un modello di sviluppo sostenibile che unisce innovazione, tutela ambientale e crescita economica».
«Le tecnologie green – aggiunge l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – sono ormai una leva di competitività: permettono di abbattere i costi e di rendere le aziende siciliane più moderne, più produttive e più rispettose del territorio. Con “Sicilia efficiente” vogliamo accompagnare le nostre imprese verso un futuro più sostenibile e competitivo. È una misura concreta per ridurre l’impatto della produzione sull’ambiente, ma anche per alleggerire i costi energetici che pesano sulla gestione quotidiana. Una Sicilia che consuma meno energia – conclude Tamajo – è una Sicilia che produce meglio e che guarda con fiducia al domani».
L’avviso, che rientra nella priorità 2 del programma comunitario “Una Sicilia più verde”, sostiene progetti di investimento finalizzati alla riqualificazione energetica delle imprese. L’obiettivo è ridurre di almeno il 30 per cento i consumi e le emissioni rispetto ai livelli attuali, favorendo al contempo l’uso di energie rinnovabili e l’autoconsumo.
Le agevolazioni saranno concesse in forma di contributo a fondo perduto e potranno riguardare interventi sugli impianti produttivi, sugli edifici aziendali e sull’installazione di sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici, solari, eolici o a biomassa. Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese attive in Sicilia, che potranno presentare domanda singolarmente o in forma aggregata.
Saranno finanziati solo interventi realizzati con tecnologie nuove e in grado di garantire un miglioramento effettivo dell’efficienza energetica. Ogni progetto dovrà essere corredato da una diagnosi energetica e potrà prevedere, accanto agli interventi principali, anche l’installazione di sistemi di monitoraggio dei consumi e delle emissioni. È previsto un anticipo fino al 40 per cento del contributo, garantito da fideiussione, mentre il saldo sarà erogato al completamento e alla rendicontazione delle spese.
Le domande di accesso alle agevolazioni dovranno essere inviate a partire dalle ore 12 del 16 dicembre 2025 e sino alle ore 12 del 21 gennaio 2026 attraverso l’apposita piattaforma informatica le cui istruzioni di accesso e funzionamento saranno comunicate dall’assessorato entro un tempo congruo rispetto il termine previsto per la presentazione delle istanze. Il proponente dovrà necessariamente disporre di firma digitale e pec per completare la procedura e l’invio. Le domande ricevute saranno valutate con procedura a sportello, in ordine cronologico di arrivo, fino ad esaurimento delle risorse.
L’avviso è consultabile qui.




Stazione elettrica Terna a Palazzolo, i dubbi del senatore Nicita in una interrogazione

Il senatore Antonio Nicita (PD) ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della Cultura sul progetto della Stazione Elettrica 380/150 kV di Terna prevista a Palazzolo Acreide. L’esponente dem chiede di fare piena luce sulla natura e sulle finalità dell’opera, ufficialmente descritta come connessione locale ma che, per dimensioni e caratteristiche tecniche, “appare come un vero e proprio hub strategico per la distribuzione dell’energia rinnovabile nel Sud-Est siciliano”.
Nel documento, Nicita evidenzia diverse criticità e incongruenze. A partire dal fatto che la stazione elettrica è definita in modo difforme nei vari Piani di sviluppo di Terna (2021, 2023 e 2025); per proseguire con il parere negativo che sarebbe stato espresso dalla Soprintendenza di Siracusa per la presenza di vincoli archeologici nell’area di Santo Lio, parte del comprensorio Unesco di Siracusa e del Val di Noto; concludendo poi con il parere contrario sul progetto espresso dal Consiglio comunale di Palazzolo Acreide .
Il senatore richiama inoltre la mancanza di studi geologici, viari e di sicurezza pur trattandosi di un impianto situato in un’area con rischi sismici e idrogeologici.
“La stazione elettrica non può essere qualificata in modo diverso a seconda della convenienza procedurale. Se si tratta di un hub strategico per le rinnovabili, deve essere sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale cumulativa e a Valutazione di Incidenza Appropriata, nel rispetto delle direttive europee e dei vincoli archeologici”, puntualizza Nicita.
Il senatore Pd ha infine chiesto al governo di chiarire la copertura finanziaria del progetto e di sospendere le procedure espropriative in corso fino al completamento delle verifiche ambientali e archeologiche.




Emergenze ambientali, Cannata (FdI): “Chiarezza sulla gestione sanitaria nelle aree a rischio”

Dopo l’incendio del sito Ecomac e gli interrogativi aperti sulla gestione dell’emergenza sanitaria e ambientale, il parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata, interviene con una nuova iniziativa istituzionale. In una nota inviata ai vertici dell’Asp di Siracusa, Cannata ha chiesto chiarimenti urgenti sulla gestione sanitaria nelle Aree a Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) che comprendono i territori di Augusta, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa e Solarino. “È doveroso verificare se esistano tutte le procedure, i protocolli e le informazioni necessarie per affrontare eventi accidentali. La salute dei cittadini non può essere lasciata al caso né all’improvvisazione”, spiega.
Il documento, trasmesso anche al Ministero della Salute, alla Prefettura, ad Arpa Sicilia e agli Assessorati regionali alla Salute e all’Ambiente, segnala sette criticità nella gestione delle emergenze: assenza di reperibilità h24 del Dipartimento di Prevenzione, mancanza di protocolli operativi con Arpa, scarsa trasparenza sui dati del Laboratorio di Sanità Pubblica, oltre alla mancata pubblicazione di schede sanitarie e report aggiornati nei Piani di emergenza.
Cannata chiede all’Asp di aggiornare e rendere pubbliche le informazioni, di attivare un protocollo formale con Arpa e Prefettura e di predisporre materiali informativi accessibili ai cittadini, soprattutto per le fasce più vulnerabili.
Il parlamentare ha fissato un termine di dieci giorni lavorativi per ricevere un riscontro formale, con l’indicazione di un referente e di un cronoprogramma per eventuali interventi.
“Il tema è la chiarezza. Ogni cittadino ha diritto di sapere quali strumenti esistono per tutelare la propria salute. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione e restituire fiducia a un territorio che merita risposte concrete”.