Atletica, il grande cross a Siracusa, l’1 febbraio sfida per i titoli nazionali CSEN

L’atletica leggera torna protagonista a Siracusa.

Domenica 1 febbraio,alla Società Ippica Siracusana (SIS), si terrà il 1° Cross MD Sicily School. L’evento, organizzato dalla MD Sicily School in collaborazione tecnica con l’Asd SiracusAtletica, gode del patrocinio del Comune di Siracusa e del distaccamento locale dell’Aeronautica Militare. La manifestazione avrà valenza di 1° Campionato Nazionale CSEN e di Campionato Provinciale FIDAL. La scelta della struttura SIS è stata dettata dalla disponibilità di un percorso tecnico e veloce, adatto alla disciplina del cross e situato in un’area di rilievo storico e naturalistico. Il programma agonistico inizierà alle ore 10.30 con le categorie esordienti e si concluderà con la gara degli assoluti sulla distanza dei 3 km, che vedrà il confronto tra gli atleti Marquez e Cavazzuti. Le premiazioni sono previste per le ore 12.15. È stata confermata la presenza di numerose autorità, tra cui la dott.ssa Luisa Giliberto (Ufficio X Ambito Territoriale), Giuseppe Gibilisco (Capogabinetto Comune di Siracusa), il dott. Emanuele Basile (Sport e Salute), Silvana Gambuzza (CONI) e Maurizio Roccasalva (FIDAL). Interverranno inoltre il Luogotenente Luigi Gloria dell’Aeronautica Militare, la prof.ssa Margherita Nobile, Achille De Spirito (CSEN nazionale) e Salvatore Nicosia (CSEN atletica leggera).”Siamo entusiasti di portare il primo Campionato Nazionale CSEN in una location così prestigiosa come la SIS. Sarà una festa dello sport per Siracusa e per tutta l’atletica siciliana”, hanno dichiarato gli organizzatori. In chiusura, il comunicato sottolinea come la corsa campestre, nata nelle scuole inglesi del XIX secolo, rappresenti oggi uno strumento per promuovere resilienza, inclusività e corretti stili di vita.




Ciclone Harry e frana Niscemi, Scerra (M5S):”Dal Governo risposta insufficiente”

“Le risorse finora stanziate dal Governo sono assolutamente insufficienti rispetto alla portata dei danni in Sicilia, dopo il passaggio del ciclone Harry. C’è la fastidiosa sensazione che, per l’esecutivo Meloni, questa sia una emergenza di serie B. E la risposta istituzionale debole, rende ancora più pesanti i danni subiti. Per questo, ho chiesto con una interpellanza urgente di prevedere la sospensione di tasse e riscossioni per famiglie e imprese colpite, oltre ad incrementare con urgenza il Fondo per le emergenze nazionali per la Sicilia”. Così il parlamentare e Questore della Camera dei Deputati, Filippo Scerra (M5S) che nei giorni scorsi aveva incontrato il prefetto di Siracusa per un primo punto della situazione.
L’esponente Cinquestelle non dimentica la spaventosa frana di Niscemi. “Una vera e propria emergenza nell’emergenza con oltre 1.500 cittadini evacuati e decine di abitazioni a rischio. I cittadini stanno affrontando tutto con dignità, ma lo Stato non può permettersi esitazioni. Ai Cittadini di Niscemi esprimo il rammarico per uno Stato che probabilmente non è stato abbastanza vicino a loro nei passati anni, ma che dovrà esserlo adesso per rimettere la città in sicurezza e garantire a tutti il diritto ad abitare in una casa ed in un territorio al riparo da drammatiche sorprese. La lentezza e la debolezza delle risposte istituzionali pesano quasi quanto i danni materiali. Non bastano le dichiarazioni di circostanza: servono interventi immediati, strutturali e proporzionati”, insiste Scerra.
“Il Sud è fragile perché per decenni è stato trascurato. Per questo chiediamo un Piano strutturale di prevenzione per il Mezzogiorno, che punti alla messa in sicurezza idrogeologica, alla manutenzione costante del territorio, al ripristino del sistema dunale e a una pianificazione urbanistica seria. Senza prevenzione, continueremo solo a contare danni e disastri”.




Scerra (M5S): “Una commissione d’inchiesta sulla vicenda di Tony Drago, pronta la richiesta”

“Presenterò una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda di Tony Drago. Stiamo verificando la soluzione migliore per arrivare a soddisfare la richiesta di verità che si leva da Siracusa su di un fatto drammatico e ancora senza risposte dopo quasi dodici anni. Assicuro tutto il mio impegno per trovare la strada parlamentare adeguata”. Lo ha detto il parlamentare del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, Questore della Camera dei Deputati, intervenendo nel corso della seduta aperta del Consiglio comunale di Siracusa richiesta dal Comitato che da anni battaglia per ottenere verità e giustizia per Tony Drago. “Siamo tutti addolorati per questi lunghi anni di attesa. Adesso vogliamo arrivare alla verità, con rispetto ma altrettanta determinazione”, ha aggiunto Scerra.
Tony Drago, militare di carriera siracusano, fu trovato senza vita nel luglio del 2014 nel piazzale della caserma del Reggimento Lancieri di Montebello, a Roma. La prima ricostruzione delle autorità parlò di suicidio, una tesi che la famiglia non ha mai accettato intraprendendo fin da subito una lunga battaglia giudiziaria. La vicenda processuale si è chiusa con una archiviazione del Gip del Tribunale di Roma, pur lasciando aperte altre ipotesi non supportate, secondo il giudice, da elementi sufficienti di prova. Lo scorso dicembre, però, la Corte Europea dei Diritti Umani ha sanzionato l’Italia per le lacune nelle indagini svolte.
“A prima vista, appaiono tanti ed inquietanti, in certa misura, i passaggi di contatto con la vicenda di Lele Scieri. Due storie drammatiche con sfortunati protagonisti due giovani e brillanti ragazzi siracusani che hanno perduto la vita all’interno di una caserma dello Stato italiano ed in circostanze misteriose”.




Vaccinazione antinfluenzale, l’Asp: “Campagna attiva fino al 28 febbraio”

Prosegue fino al 28 febbraio la campagna di vaccinazione antinfluenzale. L’Asp di Siracusa rinnova l’appello ad aderire.
L’iniziativa mira a consolidare i risultati già positivi raggiunti sul territorio provinciale, dove si contano oltre 57.000 dosi somministrate, per contrastare il rapido aumento dei casi registrato dopo le festività natalizie e la riapertura delle scuole.
La vaccinazione è fortemente raccomandata non solo per la popolazione generale, ma con particolare riguardo per il personale sanitario e sociosanitario, i soggetti ricoverati, i loro caregiver e le categorie più fragili. Proteggersi con il vaccino rappresenta infatti la misura di prevenzione più efficace per ridurre drasticamente il rischio di complicanze gravi e ricoveri ospedalieri, contribuendo al contempo a limitare la circolazione del virus all’interno della comunità.
Per agevolare il massimo accesso al servizio, l’Azienda ha predisposto una rete capillare di punti vaccinali.
I cittadini possono rivolgersi ai propri medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta o alle farmacie della provincia che hanno aderito alla campagna.
Inoltre, gli ambulatori vaccinali del SEMP presenti sul territorio sono operativi e consentono la somministrazione del vaccino anche senza necessità di prenotazione.
Per gli operatori sanitari e i degenti, la Direzione ha inoltre attivato sedute dedicate direttamente all’interno delle strutture ospedaliere e dei reparti.
Sul sito istituzionale www.asp.sr.it è disponibile l’elenco completo dei centri vaccinali presenti sul territorio provinciale, dei pediatri che possono vaccinare anche bambini non iscritti al proprio elenco assistiti e delle farmacie aderenti alla campagna antinfluenzale 2025/2026.




Operazione antidroga a Messina, in campo anche la Mobile di Siracusa: 15 arresti

Ha visto anche l’intervento degli agenti della Squadra Mobile di Siracusa l’operazione condotta nel Messinese che ha portato all’emissione di 15 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di una vasta operazione coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Messina. Sono 12 gli indagati condotti in carcere, mentre per tre persone sono stati disposti i domiciliari. L’accusa è a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e numerosi episodi di acquisto e cessione di ingenti quantitativi.Le indagini, avviate nel mese di aprile 2022, a seguito dell’arresto in flagranza di uno dei fornitori del gruppo durante una consegna di cocaina, hanno consentito di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata e stabilmente dedita al traffico di diverse tipologie di sostanze stupefacenti, cocaina, hashish e marijuana, destinate al mercato della città di Messina e dell’intera provincia.Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e delegate alla Squadra Mobile, si sono concretizzate nell’utilizzo delle tradizionali tecniche investigative – in particolare appostamenti e pedinamenti – nonché attraverso attività di videosorveglianza. Esse hanno consentito di acquisire, allo stato, un grave compendio indiziario a carico di 15 soggetti (oggi tratti in arresto) in ordine alla loro partecipazione ad un’associazione per delinquere finalizzata al narco traffico, nel territorio dell’area urbana di Messina e della provincia, con una ripartizione di ruoli e compiti, dotata di un programma criminoso stabile, organizzato e continuativo, oltre che armata, idonea a esercitare un effettivo controllo del territorio di riferimento. Sono stati ricostruiti numerosi episodi di rifornimento e cessione di sostanza stupefacente, realizzati sotto la costante supervisione del soggetto ritenuto capo promotore, il quale avrebbe partecipato, direttamente, alle principali operazioni del gruppo, come i contatti con fornitori calabresi e catanesi, l’organizzazione delle attività di smercio e la gestione dei relativi proventi, avvalendosi della collaborazione del figlio. Le investigazioni hanno altresì disvelato una rete di distribuzione che ha visto gli indagati operare quali grossisti, con cessioni rivolte sia a singoli consumatori sia a spacciatori al dettaglio, i quali provvedevano, a loro volta, all’immissione della droga sul mercato.La custodia e lo spostamento delle sostanze stupefacenti presso luoghi di temporaneo stoccaggio sono risultati affidati a soggetti di rilievo della criminalità organizzata messinese, alcuni dei quali ex collaboratori di giustizia, appartenenti allo storico clan del rione CEP. L’attività investigativa si è rivelata  particolarmente articolata e complessa, per le modalità operative dell’organizzazione criminale, improntate ad estrema cautela e prudenza, tese ad eludere eventuali attività di intercettazione: in numerose occasioni, documentate mediante videosorveglianza, gli indagati, infatti, sono stati ripresi mentre comunicavano fra di loro, coprendosi la bocca con le mani o parlando a bassa voce all’orecchio. Analoghe precauzioni sono state adottate dal capo dell’associazione anche durante gli incontri presso la propria abitazione. Le indagini hanno altresì consentito di accertare l’influenza criminale e il riconoscimento di cui il capo del sodalizio godeva tra gli abitanti del rione CEP e negli ambienti criminali cittadini.Nel corso delle attività investigative, personale della Squadra Mobile ha proceduto, in distinti momenti, all’arresto in flagranza di reato di venti soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrando complessivamente circa dodici chilogrammi di droga, otto pistole, due fucili, munizionamento di vario calibro, nonché la somma di euro 45.000 in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita. In carcere Rosario Caponata, 42 anni,Mario Cariolo, 37 anni,Francesco Costa, 61 anni,Davide Crisari, 29 anni,Alessio Crupi, 28 anni.Antonino Guerrini, 50 anni,Samuele Salvatore Guerrini, 24 anni Simone La Rosa, 43 anni
Luigi Longo, 68 anni,Francesco Paone, 68 anni. Ai domiciliari, invece,Samuele Piccolo, 28 anni
Roberto Polimeni, 31 anni, Gaetano Romeo, 37 anni

 

 




Giornata della Memoria: consegnate tre medaglie d’onore in prefettura

Medaglie d’Onore alla memoria di tre cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Le ha consegnate questa mattina il prefetto Chiara Armenia nell’ambito della Giornata della Memoria. Le medaglie sono state conferite con Decreto del Presidente della Repubblica dell’8 luglio 2025.
Alla cerimonia hanno partecipato i familiari dei deportati e i Sindaci di Noto, Palazzolo Acreide e Canicattini Bagni, in un clima di raccoglimento e vibrata commozione.
L’incontro si è articolato in tre momenti distinti, durante i quali ogni famiglia ha potuto ricordare il proprio congiunto e riflettere sul valore della memoria e sull’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza degli orrori del passato.
Le Medaglie d’Onore sono state consegnate alla memoria di: Nicolò Alberghina, internato militare, deportato dal 9 settembre 1943 al 1° aprile 1945; Alfredo Ingraldo, internato militare, deportato dal 9 settembre 1943 all’8 maggio 1945;Paolo Uccello, internato militare, deportato dal 9 settembre 1943 al 4 settembre 1945. Un momento semplice ma significativo per rendere omaggio a tre cittadini e mantenere vivo il ricordo di una pagina fondamentale della nostra storia.




In classe in tenuta da neve, Gilistro (M5S): “I ragazzi rischiano la salute, pronto esposto in Procura”

“Piumini da neve, giubbotti super imbottiti e, sotto, maglioni e felpe. Sia per gli alunni che per qualche insegnante e per il personale Ata”. Il deputato regionale Carlo Gilistro del M5S racconta di aver visto questo, nel corso di un’ispezione condotta ieri nell’edificio di viale Santa Panagia che ospita classe dell’istituto superiore di istruzione Einaudi e istituto alberghiero Federico II, a Siracusa.
“Non è possibile – dice Gilistro – andare a scuola con equipaggiamento da settimana bianca. Ieri nelle aule c’erano 11-12 gradi, quando la temperatura prevista dalla normativa vigente è di 18-20. È intollerabile, presenterò un esposto alla Procura della Repubblica. A questa situazione va messo un punto e bisogna metterlo subito. Studiare in queste condizioni non solo fa rendere la metà, ma espone i nostri ragazzi pure al rischio di ammalarsi o di avere qualche malore, come avvenuto recentemente a una ragazza a Palermo. Qualcuno in Sicilia, evidentemente, dimentica che lo studio è costituzionalmente garantito, ma in condizioni accettabili e qui, e in tante altre scuole siciliane, le condizioni sono pessime”.
“Quello che ho visto nelle due scuole visitate ieri – racconta Gilistro – non è per nulla normale. Sembrava di stare in una stazione sciistica, con studenti imbacuccati e personale Ata con i geloni alle mani. Un’assistente mi ha confidato che sotto il maglione aveva quattro magliette termiche. Non è tollerabile che anche gli animali siano trattati meglio dei nostri ragazzi. Ci sono stalle che sono climatizzate molto meglio di quelle aule. Da pediatra so bene quali possono essere per un ragazzo le conseguenze sanitarie di una lunga permanenza a queste temperature con ripercussioni che si potrebbero scontare anche a distanza di tempo”.
A completare il quadro per nulla edificante delle due scuole c’erano aule senza porte, porte malmesse, bagni insufficienti per il numero degli alunni, alcuni addirittura inagibili per infiltrazioni, come alcune aule e laboratori.
“Quanto accade a Siracusa – dice Gilistro – è comunque riscontrabile anche in tante altre scuole siciliane. Per questo lo scorso 14 gennaio ho bloccato i lavori d’Aula per protesta e mi sono fermato solo dopo la promessa arrivata, tramite la presidenza dell’Ars, di un pronto interessamento del governo alla questione, che sinceramente non mi pare d’aver visto. Ma io non mi fermo finché questa vicenda non avrà soluzione. I nostri ragazzi hanno diritto a scuole degne di questo nome e al momento, mi dispiace dirlo, tante non lo sono”.




Ruba arance da un’azienda agricola: denunciato, i proprietari devolvono gli agrumi in beneficenza

Avrebbe rubato 75 chili di arance da un’azienda agricola di contrada Cozzo Pantano. Bloccato poco dopo un 48enne che lunedì pomeriggio si sarebbe reso responsabile del furto. Ad intervenire, i carabinieri della Stazione di Ortigia. L’uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato denunciato. La merce recuperata, su richiesta dei proprietari del fondo agricolo è stata devoluta in beneficenza.




Ciclone Harry: via libera del Consiglio dei Ministri allo stato di emergenza nazionale

«Lo stanziamento complessivo di 33 milioni euro da parte del Consiglio dei ministri destinati alla Sicilia per i danni del ciclone Harry rappresenta il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite. Queste risorse si aggiungono ai 70 milioni messi a disposizione dal mio governo portando così a 103 milioni complessivi le somme disponibili per i primi interventi. Sono certo che si tratti di un inizio e dopo l’ordinanza per le deroghe seguiranno altri decreti per stanziare fondi aggiuntivi». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha partecipato, con rango di ministro come previsto dallo Statuto, alla riunione del Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio nel corso della quale è stato deliberato lo stato di emergenza nazionale per i danni del ciclone Harry.
«Nel corso della riunione ho posto un tema che ritengo quanto mai urgente – ha aggiunto il presidente Schifani – ovvero rivalutare una politica di tutela delle fasce costiere alla luce dei cambiamenti climatici. Come nel caso di altri fenomeni naturali violenti come gli incendi, è necessario pianificare in maniera precisa e concreta una difesa dei Comuni costieri che possono essere colpiti da fortissime mareggiate. È cambiato l’ecosistema ed è un nostro obbligo, come istituzioni, quello di adeguarci e potenziare la prevenzione».
Il Consiglio dei Ministri ha anche nominato i presidenti delle Regioni coinvolte commissari delegati per l’emergenza con ampi poteri di deroga.
«Adesso – conclude – si apre la grande scommessa, che io non intendo perdere, della velocità dei tempi di attuazione degli interventi. Proprio per questo, stamattina ho insediato la cabina di regia operativa per dare risposte immediate. I siciliani devono sapere che il mio governo si adopererà giorno e notte, con coraggio e dignità, per restituire loro ciò che la natura cruenta gli ha tolto, e per individuare tutte le risorse fondamentali per fare fronte agli ingentissimi danni».




Stato di calamità naturale dopo il ciclone Harry, Cannata (FdI): “Ora interventi tempestivi”

Danni che solo nel solo territorio siracusano ammontano a oltre 405 milioni di euro. Dopo la dichiarazione di stato di calamità e dunque emergenza nazionale, deliberato nel primo pomeriggio dal Consiglio dei Ministri, entra nel merito il parlamentare Luca Cannata di Fratelli d’Italia, che ricorda quanto evidenziato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani a seguito di una prima ricognizione che parla, per la Sicilia, di un miliardo e mezzo circa di danni, tra diretti e indiretti e con un rilevante impatto su infrastrutture, territori costieri ed economia turistica. Le cifre della Protezione Civile della provincia di Siracusa parlano adesso di 405 milioni di euro: 65 milioni per viabilità e servizi essenziali, 26 milioni per infrastrutture portuali; 51,5 milioni per strutture pubbliche, 196 milioni per versanti, consolidamento delle coste e infrastrutture idrauliche,58,5 milioni per danni alle attività produttive private, circa 8 milioni per somme urgenze.
«Si tratta di numeri che restituiscono la reale portata dell’emergenza – dichiara Cannata – e confermano la gravità dei danni lungo tutta la fascia costiera ionica. La decisione del nostro Governo Meloni, che dimostra attenzione , sensibilità e velocità , consente ora di attivare immediatamente tutti gli strumenti previsti per affrontare l’emergenza. Il lavoro proseguirà in stretto raccordo tra Governo, Regione, Protezione Civile e Comuni per garantire interventi tempestivi, la messa in sicurezza del territorio e il sostegno a cittadini e imprese colpiti. Nei prossimi giorni è inoltre prevista la presenza sul territorio del Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e del Presidente della Regione Renato Schifani, a conferma dell’attenzione istituzionale verso le comunità colpite».