La piena dell’Anapo, Cafeo (Lega): “Il fiume era stato ripulito, scongiurate conseguenze peggiori”

“La piena del fiume Anapo, a seguito delle piogge torrenziali che hanno colpito negli scorsi giorni il nostro territorio per colpa del ciclone Harry, avrebbe potuto avere conseguenze nettamente più gravi se l’Ente Sviluppo Agricolo, dietro stimolo dell’assessorato all’Agricoltura e alle Foreste, non fosse intervenuto per la pulizia del fiume a monte di Capocorso.”
Lo dichiara Giovanni Cafeo, responsabile regionale dei dipartimenti della Lega Sicilia.
“L’intervento, per il quale ringrazio il commissario dell’ESA Carlo Turriciano e l’assessore Sammartino, ha impedito occlusioni sul ponte come in altri eventi simili o minori – ha precisato Cafeo – facendo scorrere il fiume e consentendo alla piena di limitare al minimo i danni.”
“Auspico che la convenzione con il comune di Siracusa, così come prevista la scorsa estate dopo il sopralluogo nelle contrade di Tivoli, diventi al più presto realtà – conclude Cafeo – visto che la prevenzione è certamente il miglior metodo per limitare e fronteggiare i pericoli del dissesto idrogeologico, sempre più frequenti in questi anni.”




Dopo il ciclone Harry, Codacons: “Stop alle ‘mancette’, fondo unico per la ricostruzione”

Il Codacons prende subito posizione. Dopo il ciclone Harry,che ha lasciato in Sicilia una devastazione che, secondo le prime stime, supera il miliardo di euro tra danni diretti e ristori alle attività economiche, parte la riflessione sul da farsi e sulle modalità di accesso ai fondi necessari per la ricostruzione. Il contesto resta di emergenza e la necessità di risorse adeguate che arrivino dallo Stato e dall’Unione Europea è invocata da più parti. Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi si rifà a quanto scritto dal vicedirettore de La Sicilia, Mario Barresi in un suo editoriale, con la proposta “dal forte valore politico-spiega Tanasi – e simbolico: chiedere all’Assemblea regionale siciliana di rinunciare alle cosiddette “mancette”, ovvero ai contributi straordinari distribuiti attraverso il collegato alla finanziaria, per destinare quelle risorse a un fondo unico per la ricostruzione post-calamità”. Una proposta che il Codacons ritiene “condivisibile e meritevole di essere rilanciata sul piano istituzionale. In una fase in cui la Regione guarda al fondo di solidarietà europeo e alla riprogrammazione delle risorse FSC, mentre lo Stato è chiamato a sostenere il peso principale della ricostruzione, appare quantomeno contraddittorio mantenere in agenda un tesoretto da oltre 100 milioni di euro destinato a micro-interventi territoriali spesso opachi e di dubbia utilità collettiva.In un momento così delicato – dichiara Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – la politica regionale ha il dovere di dare segnali concreti. Rinunciare alle mancette e convogliare quelle risorse in un fondo unico per la ricostruzione non risolve il problema dei danni, ma rappresenta un gesto di sobrietà e di rispetto verso i cittadini che hanno subito le conseguenze del ciclone”.
Per il Codacons, l’emergenza Harry deve segnare un cambio di paradigma. Occorre accantonare pratiche di spesa che in passato hanno prodotto più inchieste giudiziarie che benefici reali e concentrare le risorse disponibili in uno strumento straordinario, trasparente e vincolato, dedicato esclusivamente alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio.”Una scelta-conclude Tanasi- che contribuirebbe a ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni in una fase di emergenza senza precedenti”




Il ciclone squarcia la pista ciclabile sulla Valle dell’Anapo, Gallo: “Danno gravissimo”

“Un gravissimo danno arrecato dal Ciclone Harry alla pista ciclabile della Vallata dell’Anapo”. Carico d’amarezza il post del sindaco di Palazzolo, Salvo Gallo, che rende noto quanto accaduto a causa della violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi, che ha messo in ginocchio la Sicilia, con danni che secondo una prima stima supererebbero i 740 milioni di euro, circa 160 milioni in provincia di Siracusa, la terza più colpita dell’isola dopo Catania e Messina. Le immagini parlano chiaro e mostrano con chiarezza un”ulteriore ferita ed uno scenario stravolto. “Uno dei posti più belli della provincia di Siracusa-commenta Gallo- è diventato impraticabile.
Farò di tutto affinché i danni che abbiamo subito non cadano nell’oblio. Non sarà facile, ma siamo abituati a lottare”.




Portopalo. Il lido El Caribe spazzato via dal ciclone, la figlia dei gestori: “Addio al lavoro di una vita”

Il lavoro di una vita spazzato via dal ciclone Harry,che si è abbattuto sulla Sicilia causando danni devastanti. Nei numeri dei danni stimati ci sono anche le attività economiche, gli stabilimenti balneari rasi al suolo, le storie singole di famiglie che si ritrovano in un attimo a dover far fronte ad un’emergenza serissima. Sara Aprile è la figlia dei gestori del locale “El Caribe”, sulla spiaggia di Portopalo di Capo Passero. Le sue parole spiegano tutto. “Vedere andare perduto il lavoro di una vita-racconta- è stato un colpo durissimo”. Alla ricerca di una soluzione quanto più immediata possibile, Sara ha lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per aiutare la sua famiglia a ricostruire, ripartire. In queste prime giornate sono stati raccolti fondi per 3700 euro.
“El Caribe – dice ancora Sara- non è solo una struttura sul mare: è il frutto dei sacrifici dei miei genitori. Anni di lavoro, rinunce e impegno per costruire qualcosa che fosse non solo una fonte di sostentamento, ma anche un luogo di accoglienza e condivisione. Questa raccolta fondi – evidenzia – nasce non dalla disperazione, ma dall’amore. Dalla voglia di aiutare i miei genitori a rialzarsi, a ricostruire ciò che hanno creato con le loro mani e con il loro cuore”. Intanto si moltiplicano le iniziative a supporto delle persone colpite dal ciclone Harry, in Sicilia come in Calabria ed in Sardegna. (https://gfme.co/ciclone-harry-come-aiutare)
Il sindaco di Portopalo, Rachele Rocca racconta di quanto il maltempo abbia duramente colpito il suo comune. A subire ingenti danni anche l’area portuale ed in particolar modo la banchina del molo. “Una ferita profonda- dice- ad una delle infrastrutture più strategiche del nostro territorio”. Si mette in sicurezza l’area, si inviano le segnalazioni alle istituzioni competenti. “Ma la situazione è gravissima- aggiunge la prima cittadina- e rischia di mettere in ginocchio l’economia legata alla pesca. In maniera così grave non era mai accaduto prima nella storia del nostro paese”.




Indumenti usati, terza giornata ecologica a Priolo

Nuova giornata ecologica mensile dedicata alla raccolta degli indumenti usati, a Priolo, giovedì 29 gennaio, dalle 9:00 alle 14:00, presso Largo dell’Autonomia Comunale.
Si tratta della terza giornata in assoluto, dopo quelle di novembre e dicembre 2025.
Durante l’iniziativa saranno presenti gli operatori della ditta CITTÀ PULITA, incaricata del servizio di ritiro e del conferimento presso piattaforma autorizzata per il recupero dei materiali tessili.
Gli operatori provvederanno alla raccolta degli indumenti e dei tessili usati (codici EER 20.01.10 / 20.01.11), effettuando anche il controllo dei materiali conferiti e, se non conformi, il loro eventuale rifiuto.
Modalità di conferimento:
• Gli indumenti e i tessili, preferibilmente integri, devono essere consegnati in buste trasparenti.
• Si possono conferire capi di abbigliamento e accessori (inclusa biancheria intima), scarpe, borse e materiali tessili in genere: stoffe, tende, lenzuola, tovaglie, coperte, ecc.
Il Sindaco Pippo Gianni e il vicesindaco a assessore all’Ambiente Alessandro Biamonte chiedono la collaborazione dei cittadini per rendere la città più pulita e sostenibile e ricordano che dal 1° gennaio 2025 è vietato conferire indumenti nell’indifferenziata in tutta l’Unione Europea, Italia inclusa.




Ruba in un’auto in sosta, 41enne sorpreso e arrestato

Era intento a rubare all’interno di un’auto in sosta.
La scena non è sfuggita agli agenti di una pattuglia delle Volanti, impegnati in un’attività di controllo del territorio. L’uomo, un 41enne di origini marocchine, è stato bloccato in flagranza di reato. Per lui è scattato l’arresto, anche per porto di oggetti atti ad offendere.




Avola, dopo il ciclone danni alle infrastrutture per 20 mln

Anche oggi è stata una giornata intensa di sopralluoghi e controlli sul territorio da parte degli uffici comunali ad Avola, con particolare attenzione alle zone maggiormente colpite dal maltempo. I mezzi meccanici hanno avviato in somma urgenza gli interventi di ripristino, consentendo la liberazione delle abitazioni che risultavano isolate e il ripristino delle condizioni minime di accessibilità e sicurezza. Continueranno a operare nei prossimi giorni per cercare di recuperare la viabilità, che è stata fortemente compromessa dall’ondata di maltempo che ha colpito tutta la nostra costa e la Sicilia orientale. “Sono giornate interminabili di lavoro, ma la priorità è il ripristino della sicurezza e della viabilità per tutti i cittadini – racconta i sindaco di Avola, Rossana Cannata -. Gli interventi strutturali, come quelli per il contrasto all’erosione costiera, che sono stati realizzati negli anni, hanno dato risultati positivi in diversi tratti, attenuando in parte gli effetti devastanti dell’evento. Massi, guard rail e altri interventi di protezione hanno, in alcune zone, contribuito a limitare i danni.” Il primo bilancio dei danni subiti dalle infrastrutture è già stato trasmesso, con stime che parlano di circa 20 milioni di euro, soprattutto lungo le strade costiere. Tuttavia, la cifra è ancora in fase di quantificazione, e si prevede che possa aumentare con il proseguire delle verifiche. “La decisione del Presidente Schifani e della giunta regionale di deliberare oggi lo stato di emergenza per il maltempo rappresenta un segnale importante verso i nostri territori colpiti.Un atto necessario per attivare tempestivamente risorse straordinarie, e sostenerci nell’avviare con maggiore efficacia la fase di ripristino e messa in sicurezza.”. Nonostante la gravità della situazione, il lavoro della Protezione Civile, insieme a quello dei sindaci e delle forze di volontariato, ha fatto sì che non si registrassero vittime, e questo è il segno di un impegno straordinario da parte di tutti. “Il Comune di Avola, in collaborazione con la Protezione civile regionale – conclude Cannata – continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, con l’obiettivo di attivare tutte le risorse necessarie per la ricostruzione”.




“Sicilia irriconoscibile dopo il ciclone Harry”: i sindaci chiedono un cambio di passo

“Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, la Sicilia è irriconoscibile. Non solo per i danni gravissimi e le devastazioni che hanno colpito in maniera violenta, in particolare le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano, ma perché intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi”. Così il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, di Anci Sicilia commentano gli effetti del ciclone Harry.
L’Associazione dei comuni siciliani “ritiene indispensabile un immediato intervento straordinario dello Stato e della Regione siciliana per sostenere i Comuni colpiti e consentire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e vivibilità – spiegano i vertici – Ma allo stesso tempo Anci Sicilia chiede che si apra una fase nuova, non ordinaria, non emergenziale, ma strategica. Una fase in cui la ricostruzione si accompagni a un profondo ripensamento e a una nuova riprogrammazione, che potrà essere affrontata solo partendo dai sindaci – sottolineano Amenta e Alvano – Sono loro che, in queste ore, si stanno sbracciando per tenere insieme pezzi di paesi feriti, per far ripartire servizi, economie, relazioni sociali. Più di altre volte, i sindaci siciliani, in queste ore difficilissime, non hanno bisogno di ascoltare dalle altre istituzioni parole di vuota solidarietà, ma hanno necessità di constatare uno straordinario impegno e il pieno coinvolgimento sulle azioni da adottare – sostengono il presidente e il segretario – Sul piano economico e sociale, in molti Comuni sono state azzerate infrastrutture, attività e interi settori produttivi sono stati messi in ginocchio. Le economie locali faranno fatica a riprendersi”.
“Questi eventi hanno mostrato la fragilità complessiva della Sicilia. Non solo in prossimità di fiumi e torrenti, sulle montagne, nelle aree collinari, nei centri interni, ma anche negli oltre 1500 chilometri di costa della regione – affermano Amenta e Alvano – Ovunque oggi sappiamo che possono verificarsi smottamenti, frane, crolli, esondazioni. Tutto è cambiato e ciò che è accaduto potrà certamente riaccadere. Non siamo più di fronte a eventi eccezionali da archiviare come parentesi. Siamo di fronte a un nuovo scenario strutturale, che impone un cambio radicale di visione”. Per questi motivi, dice Amenta “è arrivato il tempo in cui la sola logica di individuare risorse per intervenire e ricostruire non è più sufficiente. Anci Sicilia ritiene che non si può ricostruire con le stesse logiche urbanistiche del passato. Occorre semplificare la normativa, elevare la qualità della programmazione, della pianificazione e della prevenzione. Bisogna prendere atto che le condizioni climatiche sono cambiate e che su questo cambiamento debbano fondarsi nuove politiche pubbliche e scelte urbanistiche, oltre alla gestione del demanio, alla difesa del suolo e a nuovi sistemi di protezione civile”, conclude il presidente.




Parcheggio davanti all’ospedale Rizza, Buccheri: “Arrivano i fondi, si colma una lacuna”

Pubblicato dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti ha pubblicato il decreto di finanziamento di 100.000 euro per un’area di parcheggio nell’area antistante l’ospedale Rizza di viale Epipoli. Ad annunciarlo, esprimendo soddisfazione, è il consigliere comunale Andrea Buccheri, che evidenzia come si tratti di “un’opera necessaria e strategica, oggetto di interesse, negli anni, da parte di varie istituzioni cittadine: penso alle riunioni e alle delibere della circoscrizione Tiche nelle consiliature 2008/2013 e 2013/2018, prima della loro abolizione a partire dal 2018; agli interventi in Consiglio comunale e in seno alle commissioni consiliari competenti”.
Secondo il consigliere di maggioranza, “la pubblicazione del decreto, dopo un lungo ed articolato iter, segna finalmente il passaggio dalla fase valutativa alla fase operativa, che richiederà attenzione riguardo alle tempistiche perché la cittadinanza attende da troppo tempo un’opera importante come questa”. Il progetto preliminare è stato realizzato dagli uffici del settore Mobilità e Trasporti. L’emendamento alla Finanziaria 2025 con cui si è ottenuto il finanziamento ,invece, è a firma del deputato regionale Tiziano Spada, “che ringrazio- aggiunge Buccheri- per avere accolto questa mia istanza che faceva seguito a molteplici richieste di tanti cittadini, e per essersi quindi attivato presso gli uffici competenti fino al raggiungimento dell’obiettivo”. Un intervento che dovrebbe colmare un’evidente e attuale lacuna, visto che l’area utilizzata attualmente come parcheggio, davanti all’ospedale Rizza, non lo è nella realtà, è improvvisata e presenta una serie di criticità, come dimostra il suo stato dopo le giornate di maltempo legate al ciclone Harry. L’area è allagata e questo arreca disagio ai numerosi utenti che ogni giorno raggiungono la struttura sanitaria pubblica di viale Epipoli. Buccheri ricorda, in particolar modo “quanti frequentano l’Hospice e della riabilitazione, agli ambulatori di Radioterapia e al reparto della R.S.A., agli sportelli del Cup, oltre agli uffici amministrativi per le richieste di esenzioni o per la scelta del medico curante.
Questo investimento, una volta realizzato-conclude Buccheri- riqualificherà una zona periferica della città e metterà a disposizione un’area a parcheggio dignitosa, in grado di poter ospitare non soltanto i numerosi frequentatori della struttura ospedaliera”.




Aule fredde, riesplode la protesta degli studenti del plesso Juvara

Riesplode la protesta degli studenti del plesso Filippo Juvara, che oltre all’Alberghiero  ospita classe dell’Einaudi. Sarabbero proprio alcune classi del liceo ad aver deciso, questa mattina, di organizzare un sit-in davanti alla scuola di viale Santa Panagia, per via delle temperature nuovamente troppo basse all’interno della aule. Gli studenti le definiscono “insostenibili”. Il problema rimane quello del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento. “Impossibile- tuonano gli studenti- seguire le lezioni con il cappotto ed i guanti”. Riparte, dunque, la richiesta di “un intervento immediato da parte delle istituzioni per ripristinare il diritto allo studio,che sia in condizioni idonee”.Gli alunni restano in presidio davanti alla scuola fino a riscontro che possa essere ritenuto valido. Nei giorni scorsi erano stati gli studenti dell’Alberghiero a protestare. Si  era poi  svolto un incontro con il presidente del Libero Consorzio Comunale, Michelangelo Giansiracusa. Quanto era emerso da chiarimenti e garanzie ottenute aveva convinto gli studenti ad interrompere la protesta a cui avevano già dato vita, dapprima insieme alle altre scuole superiori della città, con il corteo che dal campo scuola Pippo Di Natale si è snodato fino alla sede dell’ex Provincia di via Roma e nei giorni seguenti con sit-in davanti al plesso di Santa Panagia.