Botte per una donna, ex aggredisce anche gli agenti: bloccato con lo spray e arrestato

Botte da orbi per una donna. Gli agenti del commissariato di Augusta sono intervenuti, nel cuore della notte, per la segnalazione di una lite furibonda fra due uomini, il compagno attuale e l’ex di una donna si affrontavano con violenza. All’arrivo dei poliziotti, uno dei due, 32 anni, ex fidanzato della donna con cui l’altro giovane ha attualmente una relazione sentimentale, era in uno stato di evidente ira e nemmeno l’arrivo delle forze dell’ordine rappresentava motivo di contenimento. Al contrario, l’uomo avrebbe aggredito anche gli agenti, costringendoli ad utilizzare il dispositivo spray Oleoresium Capsicum per bloccarlo, metterlo in sicurezza ed accompagnarlo in commissariato per le incombenze di legge.
Il trentaduenne è stato posto ai domiciliari. Gli agenti hanno dovuto far ricorso alle cure mediche, riportando lesioni giudicate guaribili in sette giorni.




Controlli in mare, scattano 9 multe per un totale di 16.564 euro

Con l’inizio della stagione balneare, la Guardia Costiera di Siracusa ha intensificato i controlli lungo la costa per garantire la sicurezza di bagnanti e diportisti. Durante la scorsa settimana, le pattuglie via mare hanno elevato 9 sanzioni amministrative per un totale di 16.564 euro. Inoltre, è stato sequestrato un motore fuoribordo perché privo di assicurazione.
Le sanzioni sono scattate per conduzione di natanti da diporto adibiti a noleggio senza la patente nautica, per trasporto di un numero di passeggeri superiore a quello previsto dal certificato di idoneità al noleggio e per conduzione di unità da diporto a motore senza la copertura assicurativa, con relativo sequestro del motore fuoribordo.
La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Siracusa ricorda a tutti l’importanza di una balneazione sicura e invita chi va per mare a controllare sempre l’efficienza del mezzo e la presenza delle dotazioni di sicurezza prima di salpare.




In possesso di crack e hashish, 32enne denunciato a Floridia

Un 32enne è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri di Floridia per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nello specifico, durante un controllo finalizzato alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti tra giovani e giovanissimi, l’uomo è stato trovato in possesso di di alcune dosi di crack e di hashish e 290 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio.




Tentato furto di materiale ferroso, denunciati due uomini

Un 53enne e un 45enne, entrambi con precedenti penali per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, sono stati denunciati in stato di liberà dai Carabinieri di Augusta per tentato furto aggravato.
I Carabinieri, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno sorpreso i due in contrada Correale/Martelletto mentre asportavano materiale ferroso da un capannone industriale. La refurtiva è stata restituita.




Siracusa favorito dagli arbitri? Quattro episodi paiono raccontare un’altra storia…

Tutto in novanta minuti. Gli ultimi, decisivi novanta minuti di una stagione avvincente e combattuta. Il Siracusa in casa dell’Igea Virtus, la Reggina di scena sul campo della Sancataldese per l’ultimo atto di una volata resa emozionante da due squadre di assoluto valore.
Purtroppo, però, questo finale di stagione viene appesantito da settimane con polemiche fuori luogo. Da Reggio Calabria sono giunte, con insistenza, accuse di presunti favoritismi arbitrali nei confronti del Siracusa. Un esercizio sterile, che rischia solo di sminuire l’eccezionale percorso delle due contendenti e che manca di rispetto ad una società e ad una squadra – il Siracusa – che con solidità e costanza si trova meritatamente al primo posto.
Una riflessione, allora. Il calcio, si sa, è materia imperfetta e gli errori arbitrali fanno da sempre (anche in tempo di Var nelle serie superiori) parte del gioco. Nel corso di una lunga stagione finiscono però per annullarsi e compensarsi. E questo vale per tutti. Anche per la Reggina, che non è stata immune da decisioni arbitrali favorevoli.
In Ragusa-Reggina (0-1), ad esempio, fa discutere un tocco di mano in area della Reggina, a tempo scaduto. Poteva essere il possibile pari degli iblei ma l’arbitro lascia correre.
Non si può dimenticare, poi, Paternò-Reggina (0-1): parrebbe esserci un altro mani in area calabrese, su tiro diretto in porta. Non sanzionato. Possibile rigore del pareggio per il Paternò e invece nulla.
Oppure Sambiase-Reggina (0-1), quando, sullo 0-0, viene ignorata un’azione sospetta per una spinta su un attaccante del Sambiase, apparso in area in vantaggio sul difensore calabrese. La Reggina troverà il gol vittoria al 94’.
Ancora, in Reggina-Castrumfavara (3-1) appare evidente un tocco in area con il braccio largo da parte del numero 17 amaranto. Non è dello stesso avviso l’arbitro.
Il presidente della Reggina lamenta l’assenza di rigori a favore: evidentemente, con una battuta, alla sua squadra non se ne fischiano neppure contro…
Poi c’è la triste vicenda del ritiro dell’Akragas, a campionato in corso. Coincidenza vuole che sia arrivato proprio dopo la sconfitta con la Reggina, assicurando due punti in più in classifica ai calabresi. Non dovrebbero servire spiegazioni, tanto è chiaro il meccanismo.
Le polemiche – tutte da una sponda – non fanno onore ad una stagione intensa e ricca di contenuti tecnici. Siracusa e Reggina hanno dimostrato di essere squadre strutturate, competitive e degne della categoria superiore. Almeno a novanta minuti dalla fine, che si lasci parlare il pallone senza nascondersi dietro alibi o insensate accuse.




Pallamano, la Teamnetwork Albatro è pronta per sfida decisiva: il 3 maggio c’è il Cassano

La Teamnetwork Albatro chiude in Lombardia la stagione regolare. L’atto conclusivo è sul campo del Cassano, squadra che segue i siracusani a due punti di distanza.
Match decisivo per comporre la griglia di partenza dei play off scudetto. I blu arancio di Mateo Garralda, primi in solitaria, vogliono mantenere la pole position per le semifinali che inizieranno il prossimo 17 maggio.
Il tecnico navarro, alla vigilia di Cassano, continua a ripetere il mantra che ha inculcato ai suoi sin dall’arrivo: ogni partita ha la sua storia.
“I ragazzi lo sanno – dice Garralda – in ogni partita devo fare meglio di quella precedente. L’obiettivo deve essere sempre migliorare in difesa, in attacco e ancora nel ritorno in difesa.
In questa settimana abbiamo lavorato molto perché l’obiettivo di vincere a Cassano deve entrare nella mentalità di ognuno di noi – continua – La squadra lombarda ha un’ottima difesa, contro le grandi ha sempre preso pochi gol. Questo deve essere per noi il motivo in più per giocare con grande intelligenza la palla in attacco”.
Sabato tutti in campo alle 19. Partita affidata alla coppia arbitrale formata da Stefano Riello e Niccolò Panetta.




“Scienza dei Dati e I.A”, convegno sulle nuove frontiere della pedagogia all’Urban Center.

“Scienza dei Dati e I.A” è tema del convegno che si svolgerà lunedì 5 maggio Lunedì 5 maggio 2025 alle 16.30 presso l’Urban Center di Siracusa. Un appuntamento promosso dall’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Siracusa, in collaborazione con l’Istituto Universitario Icotea e FLC CGIL Siracusa.
Argomento centrale dell’incontro sarà: “Quale pedagogia per affrontare le sfide della nuova frontiera della conoscenza, dell’informazione e della comunicazione”. Un’occasione di riflessione e confronto su come l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati stiano ridefinendo i confini dell’educazione, del sapere e della responsabilità sociale.
Il convegno sarà aperto dai saluti di Gianni La Rosa, Segretario provinciale FLC CGIL, e introdotto dalla prof.ssa Giusy Garrasi, Presidente di Proteo Fare Sapere. A coordinare i lavori sarà la giornalista e docente Monica Cartia.
Tra i relatori: Tommaso Barone,Roberto Fai,Elio Cappuccio,Alberto Guglielmino.
L’incontro si rivolge principalmente a docenti, educatori, formatori, studenti.
L’iniziativa è riconosciuta come formazione per il personale scolastico e, su richiesta, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.




Tamponamento sulla SS 115, un camion carico di angurie si ribalta: un ferito e traffico in tilt

Incidente stradale con feriti sulla SS 115, poco prima del passaggio a livello che precede l’ingresso a Cassibile. Un autotreno con rimorchio, carico di angurie, non è riuscito a fermarsi in tempo, tamponando un’auto ferma in coda. L’urto ha causato la rotazione del veicolo di circa 120 gradi, proiettandolo in avanti contro un’altra autovettura che lo precedeva.
Nel tentativo di evitare ulteriori conseguenze, il conducente dell’autotreno ha deviato verso sinistra, ma il mezzo si è ribaltato sul fianco, spargendo il carico nella campagna adiacente.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale e i soccorsi. Una persona è rimasta ferita ed è stata trasportata in ospedale.
Il traffico è stato interrotto per circa due ore nel tratto compreso tra Fontane Bianche e Cassibile. La patente del conducente dell’autotreno è stata ritirata per aver provocato un ferito.




Violenza ai danni di un anziano: “La vittima sarebbe stata vessata dal gruppo per almeno sei mesi”

“L’attività investigativa condotta dalla squadra mobile della Questura di Siracusa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania, ha consentito di procedere all’esecuzione della misura del collocamento in comunità di cinque minori di 17 anni, originari di Siracusa, gravemente indiziati dei reati di atti persecutori, danneggiamento aggravato e violazione di domicilio, ovviamente fatta salva la presunzione di non colpevolezza fino all’accertamento definitivo all’ultimo grado di giudizio. Si tratta di un esempio di stretto coordinamento tra l’attività di polizia giudiziaria e l’attività di controllo del territorio, in quanto il tutto prende le mosse da un intervento delle Volanti della Questura di Siracusa, allertate dalla segnalazione dell’incendio di alcuni sacchi dell’immondizia all’interno dell’abitazione di un anziano signore del ’58. A seguito degli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura dei Minori di Catania, si è addivenuto all’identificazione di questi cinque ragazzi e si sono raccolte delle evidenze secondo le quali l’anziana vittima sarebbe stata assoggettata per almeno sei mesi alle vessazioni da parte del gruppo”. Così ha dichiarato Annalisa Stefani, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Siracusa.




Il ‘branco’ che si accanisce su un anziano, il drammatico precedente: l’omicidio di Pippo Scarso

L’agghiacciante vicenda di violenza ai danni di un anziano di Siracusa, vessato per mesi da un gruppo di minorenni, che quasi ogni notte si introducevano in casa sua per sottoporlo ad angherie e violenze riporta immediatamente la mente alla tragedia di cui nella notte tra l’1 e il 2 ottobre 2016, rimase vittima Giuseppe Scarso, 80 anni, conosciuto nel quartiere Grottasanta come “don Pippo”. L’anziano fu aggredito nella sua abitazione in Ronco II di via Servi di Maria. Due giovani, Andrea Tranchina e Marco Gennaro, si introdussero nella sua casa: uno di loro cosparse il capo dell’anziano con del liquido infiammabile e gli diede fuoco mentre dormiva. Don Pippo riportò ustioni gravi e, dopo oltre due mesi di agonia, morì all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era stato ricoverato in gravissime condizioni. I due giovani furono condannati a 17 e 16 anni mentre un terzo ragazzo, coinvolto in precedenti atti di bullismo nei confronti dell’anziano ma non presente la notte dell’aggressione, fu condannato a 4 mesi per stalking.
La tragedia di cui Scarso rimase vittima era maturata in un contesto di solitudine, la sua, e certamente di atti di bullismo di cui era spesso bersaglio. La sua vulnerabilità lo rendevano un facile obiettivo. L’aggressione che portò alla sua morte fu l’apice di una serie di molestie subite nel tempo. L’episodio aveva fortemente scosso la città, sembrava che quella profonda ferita avrebbe cambiato la comunità nel suo ‘dna’. Nel tempo,dopo le condanne in primo grado,  era anche stata lanciata la proposta di intitolare a Pippo Scarso il ronco in cui si trovava la sua abitazione, perché fosse un monito per sempre e per tutti.
La vicenda che ha adesso condotto cinque minorenni in comunità, accusati di atti persecutori, violazione di domicilio e danneggiamento aggravato in concorso presenta diverse analogie con la tragedia del 2016, quasi dieci anni fa, che non è stata sufficiente ad insegnare abbastanza.