Con 120 grammi di hashish nell’armadio, arrestato un 21enne

Un 21enne è stato arrestato dai Carabinieri di Palazzolo Acreide e Buscemi per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il giovane, residente a Buscemi, è stato controllato a Palazzolo Acreide dai Carabinieri che lo hanno sottoposto a perquisizione personale trovandolo in possesso di circa 10 grammi di hashish. La perquisizione, successivamente estesa al domicilio a Buscemi, ha consentito di rinvenire e sequestrare ulteriori 120 grammi della stessa sostanza. L’hashish e il materiale necessario al confezionamento delle dosi erano nascoste all’interno di un armadio nella camera del giovane, che vive con il padre.
Dalla vendita al dettaglio il 21enne avrebbe ricavato oltre 1000 euro. L’arresto è stato convalidato.




Rissa a Pachino, arrestato un 43enne per resistenza a pubblico ufficiale

Un tunisino di 43 anni, con precedenti di polizia per reati contro l’amministrazione della giustizia, è stato arrestato dai Carabinieri per violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale.
I militari, la sera di giovedì, sono intervenuti in piazza Vittorio Emanuele per sedare una lite tra il 43enne e un suo connazionale di 28 anni. All’arrivo dei Carabinieri, l’uomo si è scagliato anche contro di loro. Il 43enne, è stato fermato dai militari con l’ausilio di una volante della Polizia, e tratto in arresto.




Sicurezza stradale, sanzioni della Polizia: senza casco e con il cellulare alla guida

Continuano i controlli della Polizia, insieme a personale della Municipale, con l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza stradale. La Polizia di Stato di Siracusa, da tempo, ha infatti avviato una forte campagna di prevenzione e repressione degli incidenti causati da condotte di guida pericolose e dall’utilizzo di alcool e droga, in particolare nei luoghi maggiormente interessati dalla movida giovanile.
Ieri sera a Siracusa, agenti della Polizia di Stato e della Municipale hanno effettuato numerosi posti di controllo nelle vicinanze dei luoghi maggiormente frequentati da giovani, assicurando un sereno svolgimento della cosiddetta movida ed un efficace azione di repressione dei comportamenti illeciti durante la guida di autovetture e ciclomotori.
Nel corso dei controlli serali sono state identificate 96 persone e controllati 41 veicoli. Le sanzioni amministrative elevate per violazioni al nuovo codice della strada sono state 14.
Tra le sanzioni contestate l’omessa revisione del mezzo, la guida senza patente, la mancanza di copertura assicurativa, il mancato utilizzo del casco e delle cinture di sicurezza e l’utilizzo del telefonino durante la guida.
Lo stesso servizio è stato svolto ad Augusta dagli agenti della Polizia di stato in servizio al Commissariato di Augusta e dai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Orientale di Catania, insieme a personale della Polizia Municipale di Augusta.
Nello specifico, nel pomeriggio di ieri, sono stati effettuati servizi con posti di controllo e pattugliamento dinamico nella zona Monte di Augusta.
Posti di controllo sono stati effettuati anche all’ingresso della città e sono stati controllati numerosi giovani che abitualmente si ritrovano in Piazza Unità d’Italia, luogo privilegiato di incontro di comitive di minorenni che in alcune occasioni si sono resi protagonisti di schiamazzi e condotte di guida pericolose con i ciclomotori.
Nel complesso sono state identificate 149 persone e controllati 77 veicoli, rilevando una sola infrazione al codice della strada per omessa revisione del mezzo.




Il ponte dei mugugni, Italia: “Presto molti cambieranno idea, ma quanta malafede…”

Il ponte ciclopedonale di Ortigia non è ancora inaugurato ma già divide e accende gli animi. Tra giudizi ed opinioni, spiccano le prese di posizione del Pd e del Comitato Ortigia Resistente che lo hanno bollato come inutile, lamentando peraltro una spesa eccessiva. “Sull’utilità del ponte, ne riparleremo fra dieci anni”, replica secco il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. “Questa realizzazione è un tassello di un progetto più ampio e che riguarderà tutta l’area. Sono certo che tra qualche anno, quando ne riparleremo, sarà cambiata la percezione e l’opinione sul ponte. Oggi è normale che non si vada oltre il mi piace-non mi piace. L’uso permetterà di valutarlo in maniera più obiettiva”, spiega il primo cittadino.
Quanto alle critiche, Italia si toglie un sassolino dalla scarpa. “Molti di quelli che criticano, ruotano da anni nel mondo della politica. Mi spiace manipolino tante persone perbene e solo per finire sui giornali. Tra me e me, mi chiedo cosa abbiano mai realizzato i professionisti della critica. Comprendo, però, che le polemiche sono normali quando fai qualcosa. E allora le accetto”.
Di sicuro non in silenzio. A partire dall’attacco sulla procedura seguita per aggiudicare i lavori di costruzione. Secondo Ortigia Resistente, l’affidamento dell’opera sarebbe stato diretto e senza gara. “L’affidamento è stato eseguito a termini di legge, seguendo le norme del Codice degli appalti, attraverso una procedura negoziata”, risponde il sindaco. “Al Comune di Siracusa si rispettano le leggi e non è difficile trovare online tutti i documenti della procedura di affidamento. Ho letto una cosa sgradevole, che tira in ballo eventuali commistioni tra la mia attività politica e quelle della mia famiglia. Invito chiunque a fare ogni tipo di accertamento per valutare che gli interessi della mia famiglia non hanno a che fare con società coinvolte in appalti pubblici. Alla malafede ed alle calunnie bisognerà prima o poi mettere un freno”, dice piccato Francesco Italia.
C’è poi il capitolo costi. Quanto è costato il ponte ciclopedonale? Dall’importo a base di gara di poco inferiore ai 700mila euro si sarebbe arrivati – secondo alcune fonti – ad un totale superiore al milione di euro. “E questo può sorprendere ma fino ad un certo punto. Purtroppo i costi sono aumentati per tantissimi progetti. Faccio un esempio: il progettista del ponte ciclopedonale aveva presentato un progetto di fattibilità, quindi primo livello di progettazione, in cui il costo del ferro era di 4 euro/kg. Quando lo stesso progettista si è reso conto che in Sicilia si applica un prezziario diverso, quello regionale, il costo del ferro è passato a 11 euro/kg. E questo è solo uno degli aumenti che hanno impattato sul progetto. Una cosa che, purtroppo, specie di questi tempi, accade nel 60% dei progetti pubblici. Invito chi abbia voglia a presentare accesso agli atti e vedere quanto e come sono aumentati i costi, dal preliminare al cantierabile. Tutto quello che dico è documentato e dimostrabile”, spiega Italia. Quanto alle risorse impiegate per la costruzione, “non sono stati impiegati fondi comunali. Le risorse provengono per il 60% dal Mit e con vincolo di uso per interventi di mobilità dolce. Il resto proviene dall’imposta di soggiorno versata dai turisti e dalle risorse speciali per Ortigia con cui stiamo rifacendo piazze e strade nel centro storico”.
Altro punto critico: non si poteva realizzare il ponte per unire Sbarcadero e Ortigia? “No. Sarebbe stato troppo complicato, un’opera quasi faraonica”, risponde secco il sindaco di Siracusa. “Basti pensare alla distanza da coprire ed alla gestione della navigabilità nel porto Piccolo. Noi abbiamo ora l’ambizione di riqualificare Piazza delle Poste, attualmente orrendo parcheggio. E poi toccherà all’area dei Calafatari. Nel frattempo sono stati avviati i lavori di riqualificazione dello Sbarcadero. Il ponte ciclopedonale presto sarà apprezzato, integrato in queste novità. Anche chi critica, cambierà idea. Nel frattempo, aspetto che dal Pd di Siracusa mi mostrino cosa hanno fatto loro. Qualcosa però che si vede e che si tocca, non i soliti girotondo, caminetti e simili…”.

foto di Dario Ponzo




“Pizzo” ai danni di un commerciante, condanna a 6 anni e 8 mesi per un 53enne

Il siracusano 53enne Roberto Cherubino è stato condannato dal Tribunale di Catania a 6 anni ed 8 mesi. Era accusato di estorsione ai danni di un commerciante d’auto, Marco Montoneri, testimone di giustizia da tempo trasferito in una località segreta.
I fatti risalgono al 2012, quando Montoneri era titolare di una concessionaria di auto e moto in via Necropoli Grotticelle. Secondo le indagini, coordinate dalla Dda di Catania, l’imputato avrebbe preteso un “forte” sconto sull’acquisto di un’auto facendo valere la sua vicinanza ad esponenti del clan Nardo di Lentini. Ulteriori elementi erano poi contenuti nel fascicolo d’indagine. Il pm, nella sua requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione. Di diverso avviso i giudici del Tribunale di Catania.
Grazie alle denunce del commerciante sono stati avviati diversi procedimenti analoghi, nei confronti di due persone ritenute organiche al clan Nardo e di un presunto affiliato della cosca Bottaro-Attanasio.

foto archivio




Incendio al parcheggio Mazzanti di Siracusa, sul posto i Vigili del fuoco

Fiamme nel primo pomeriggio, intorno alle 16:30, al parcheggio Mazzanti. Dopo diverse segnalazioni si sono mobilitate diverse squadre dei Vigili del fuoco di Siracusa. Con l’ausilio degli autorespiratori si sono introdotti all’interno della struttura comunale, oggetto di diversi lavori negli ultimi anni ma ancora non aperta al pubblico. Il rogo sarebbe partito da un cumulo di rifiuti abbandonati da ignoti. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Municipale per gli accertamenti del caso e per mettere in sicurezza l’area interessata dalle fiamme.




Ancora rissa tra stranieri a Pachino, paura al supermercato e arrivano i Carabinieri

Un nuovo episodio turba la comunità di Pachino. Una nuova rissa, con protagonisti alcuni stranieri residenti nella cittadina della zona sud della provincia di Siracusa. Per motivi ancora al vaglio degli investigatori, avrebbero dato vita ad una rissa all’interno di un supermercato. I toni subito accesi, forse anche a causa del consumo di bevande alcoliche, poi il passaggio alle vie di fatto persino – secondo alcuni testimoni – con l’utilizzo di bastoni.
Sono stati momenti di comprensibile panico per quanti si trovavano all’interno dell’attività commerciale. Per riportare la calma, sono dovuti intervenire Carabinieri e Polizia con pattuglie di servizio. Sono stati identificati quanti avrebbero preso parte alla rissa, con due uomini fermati per accertamenti, in attesa di provvedimenti.
Non è la prima volta che accadono simili episodi. Nelle settimane scorse il Comune di Pachino aveva anche emanato un’ordinanza “anti-bivacco” per cercare di intervenire su vicende che stanno alimentando un certo fastidio sociale.




In giro per le vie di Floridia con un’auto e gioielli rubati, denunciato un 41enne

Un uomo di 41 anni, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, è stato denunciato dai Carabinieri di Floridia per ricettazione. Nello specifico, l’uomo è stato fermato e controllato in viale Pietro Nenni alla guida di un’auto risultata rubata a ottobre in provincia di Catania. All’interno del veicolo i Carabinieri hanno rinvenuto, nascosta sotto un tappetino, una collanina in argento con etichetta del prezzo. I Carabinieri hanno così esteso la perquisizione domiciliare all’abitazione dell’uomo dove hanno trovato altre cinque collane e due bracciali in argento, risultate provento di un furto commesso in una gioielleria di Marzamemi, nel mese di dicembre. L’auto e i gioielli sono stati restituiti ai legittimi proprietari.




Defibrillatori nei cantieri industriali, azienda siracusana alza gli standard di sicurezza

Per aumentare la sicurezza all’interno dei suoi cantieri industriali, c’è un’azienda siracusana che si è dotata di ben tre defibrillatori. I dispositivi salva-vita, semiautomatici, sono stati posizioni dalla Icos nei cantieri fissi di Priolo ed Augusta (Sito Multisocietario Nord e Sonatrach) mentre un terzo, appena acquistato, sarà posizionato presso il cantiere all’interno della bioraffineria di Gela. Conclusi anche i corsi di formazione rivolti ai dipendenti, per un pronto e corretto utilizzo dei defibrillatori.
La defibrillazione precoce e le manovre di rianimazione eseguite entro i primi minuti dall’evento cardiaco, aumentano la possibilità di sopravvivenza del paziente. Secondo alcuni studi, la defibrillazione precoce (cioè quella che avviene entro pochi minuti dall’arresto cardiaco) può far sopravvivere dal 50% al 70% delle vittime che hanno subito un arresto cardiaco associato ad un ritmo defibrillabile,
“Un’iniziativa importante – sottolineano dal board Icos – con cui vogliamo migliorare insieme la cultura del soccorso e della sicurezza”. Con questa iniziativa, l’azienda siracusana si conferma tra le prime società a portare avanti progetti di pronto intervento ed ha raccolto anche il plauso delle committenti Isab, Eni e Sonatrach. “Il nostro obiettivo è quello di continuare ad elevare gli standard di sicurezza, salute e benessere dei nostri dipendenti, partner e clienti nel totale rispetto dell’ambiente”, sottolinea il direttore tecnico e procuratore speciale, Salvatore Costantino.




La protesta dei detenuti a Cavadonna, chiesta riunione di Consiglio comunale aperto

Rischia di sfuggire di mano la situazione presso la casa circondariale di “Cavadonna”. Da alcuni giorni infatti, circa 680 detenuti hanno dato vita a una battitura di protesta con l’intento di essere ascoltati dopo la circolare del Provveditore regionale che impone delle restrizioni per l’ingresso o l’acquisto all’interno del penitenziario di alcuni prodotti alimentari e capi di abbigliamento: farina, vino, birra, sughi all’interno di barattoli, gamberoni e abiti griffati. Non solo la classica scodella sbattuta contro le celle, ma sarebbero stati danneggiati anche degli arredi in aree comuni. Bloccate le attività dei detenuti lavoranti in cucina e promosso uno sciopero ad oltranza. I problemi non sono solamente legati al cibo proveniente dall’esterno vietato, ma anche visite mediche a singhiozzo per mancanza di agenti e problemi di affollamento. Sulla vicenda sono intervenuti i consiglieri comunali di “Ho Scelto Siracusa”, Matteo Melfi e Nadia Garro, i quali chiederanno la convocazione di un Consiglio comunale aperto per affrontare l’argomento.
“Da più fonti, apprendiamo che la situazione nella casa di reclusione di Siracusa sarebbe preoccupante. – dicono Melfi e Garro – E’ giusto che i detenuti scontino la pena per gli errori commessi, ma i diritti e la dignità della persona umana vanno sempre garantiti. Sembrerebbe che si stia rasentando il rischio di violarne i diritti umani. Si apprende che, attraverso una circolare, la direzione avrebbe vietato l’ingresso di alimenti e indumenti dall’esterno. Anche all’interno del penitenziario la vendita di cibi (cosiddetto sopravvitto, che peraltro pare abbia da tempo avuto prezzi maggiorati), ora sarebbe stata addirittura impedita. Come se ciò non bastasse, molte visite mediche saltano perché non ci sono agenti che possano accompagnare i detenuti in ospedale. E’ evidente che, con tutti questi problemi, l’esasperazione dei detenuti, ospiti della struttura, rischia di aumentare – sottolineano i consiglieri comunali aretusei – Se aggiungiamo anche il cronico fenomeno del sovraffollamento, possiamo immaginare in che condizioni si viva all’interno del carcere. Abbiamo saputo che è in atto una protesta pacifica dei detenuti lavoranti, che hanno bloccato le attività lavorative previste in cucina e promosso uno sciopero che andrà avanti ad oltranza. Occorre dunque che le Istituzioni competenti intervengano per affermare l’innegabile diritto alla dignità di queste persone e lavorando per affermare il fine rieducativo e non vessatorio e punitivo della pena detentiva, garantendo condizioni di vita degne di un paese civile”.