Vicenda Ias, il ministro Urso: “Decisione tribunale su depuratore pregiudica lo sviluppo industriale”

“Ancora una volta la decisione di un Tribunale rischia di vanificare l’azione di governo a tutela dell’interesse generale. Stavolta ad essere colpito è proprio il diritto al lavoro di migliaia di persone in una zona strategica della Sicilia. Per colpire il governo colpiscono il Paese”. A dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che commenta quanto stabilito dal Tribunale del Riesame di Roma in merito al divieto di prosecuzione dell’attività di conferimento al depuratore di Priolo Gargallo da parte delle industrie locali, disposto dal GIP di Siracusa. Lo scorso agosto l’avvocatura dello Stato ha ricevuto mandato di presentare immediato appello contro il provvedimento del gip del Tribunale di Siracusa con cui viene ordinato lo stop al conferimento dei reflui industriali nel depuratore Ias. Sono stati i ministri delle Imprese e dell’Ambiente, Pichetto Fratin e Urso, ad incaricare gli uffici legislativi dei due dicasteri per l’avvio delle procedure di ricorso. Con il decreto emesso il 31 luglio, infatti, il Gip di Siracusa ha disposto la non prosecuzione delle attività del depuratore consortile Ias, disponendo la “disapplicazione” del decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 12 settembre 2023 contenente le misure di bilanciamento tra le esigenze di continuità dell’attività produttiva e la tutela della e dell’ambiente.
“Abbiamo da poco appreso – ha aggiunto il ministro Urso – le determinazioni del Tribunale del Riesame di Roma sull’ordinanza del Tribunale di Siracusa che, di fatto, concentrandosi su questioni di competenza e non affrontando il merito, bloccano la prosecuzione delle attività del depuratore IAS S.p.A. (Industria Acqua Siracusana) di Priolo Gargallo. Una decisione gravissima che mina la stabilità e il futuro dell’intera area industriale, compromettendo il destino di migliaia e migliaia di lavoratori, delle loro famiglie e le possibilità di sviluppo dell’intera Sicilia”.
Il decreto-legge 187/2022 aveva attribuito al Tribunale di Roma la competenza per l’appello sui sequestri riguardanti aziende di interesse strategico nazionale, tra cui, appunto, l’Isab di Priolo. Quest’ultima, insieme ad altri operatori industriali, convoglia i propri reflui industriali al depuratore di Priolo Gargallo che è oggetto di sequestro giudiziario. Poiché il sequestro rischiava di interrompere l’attività produttiva, il Governo è intervenuto con il decreto 187/2022 – disposizione che ha ricevuto l’avallo anche della Corte costituzionale – stabilendo un percorso per riportare gradualmente i parametri emissivi entro i limiti previsti, indicando un termine di 36 mesi. Da allora, si è effettivamente osservato un trend positivo con una progressiva riduzione dei valori emissivi.
Tuttavia, il Gip di Siracusa ha rifiutato di applicare il decreto e ha recentemente disposto il divieto al conferimento dei reflui. In risposta, l’Avvocatura dello Stato ha presentato appello al Tribunale del Riesame di Roma, richiamando la norma citata. Il Tribunale, anziché entrare nel merito, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della competenza territoriale, senza sospendere l’efficacia del provvedimento del Gip di Siracusa. L’ordinanza è attualmente in fase di pubblicazione in G.U. e la pronuncia della Corte costituzionale potrebbe non arrivare prima di sei mesi.
“Con lo stop al depuratore – continua Urso – si compromettono le operazioni di aziende di primaria importanza come Isab, Versalis, Sonatrach e Sasol, con un impatto devastante per il tessuto economico e sociale della zona. Un duro colpo per il territorio, che rischia di perdere più di 4.500 posti di lavoro, tra dipendenti diretti e indotto, oltre a subire un danno irreversibile alla propria economia. Così si pregiudicano anche gli investimenti programmati per la riconversione green delle attività produttive”.
“Ho informato subito il Presidente della Regione Sicilia con il quale abbiamo condiviso un’azione comune. Questa mattina farò una informativa in merito al Consiglio dei ministri e subito dopo convocherò un tavolo con tutte le forze produttive e sindacali del territorio e gli enti locali. Chiederò inoltre agli organi competenti aggiornamenti sui dati emissivi del depuratore, cosicché se, come ritengo, la situazione ambientale sta progressivamente migliorando, si possa proporre, nelle forme e nei modi opportuni, alla luce delle sopravvenienze, un nuovo pronunciamento del GIP” ha concluso Urso.




Sempre più auto circolano senza assicurazione a Siracusa: scattano sanzioni e sequestri

“Sulle strade di Siracusa sono sempre di più i veicoli sorpresi a circolare, seppur privi di copertura assicurativa”. A dirlo è l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco, che comunica l’istituzione di un servizio di vigilanza con controlli a campione sui mezzi in circolazione e in sosta. Solo oggi sono state sanzionate e sottoposte a sequestro amministrativo 4 autovetture.
Il servizio è stato avviato con l’obiettivo di garantire una maggior sicurezza stradale alla comunità. “Si tratta un trend negativo, che nel corso di quest’anno, vede in media tre mezzi al giorno fermati e sanzionati con multe salatissime e sequestro del mezzo, oltre a quelli beccati privi di RCA, a seguito di controlli scaturiti da sinistri stradali”. E intanto prosegue l’attività di controllo su tutto il territorio della Polizia Municipale di Siracusa rivolta al contrasto alla illegalità e al ripristino del decoro cittadino, con la rimozione forzata dei veicoli in stato d’abbandono che si trovano in area pubblica.




Caso Eni, Barbagallo (Pd): “Centinaia di posti a rischio a Priolo e Ragusa, il Governo intervenga”

“Il Governo di centrodestra intervenga su Eni per garantire la salvaguardia occupazionale e, al contempo, la tutela e lo sviluppo del territorio e dell’area industriale di Priolo Gargallo, dopo la decisione di Eni di chiudere l’impianto di Versalis. A rischio infatti, con la riconversione ci sono diverse centinaia di posti di lavoro tra Priolo e Ragusa, che diventano diverse migliaia considerando anche l’indotto, per i quali è necessario un intervento deciso e convinto da parte sia del governo che della stessa Eni per sostenere i livelli occupazionali”. A dirlo è il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo, in seguito allo sciopero proclamato da Cgil e Uil per il piano Eni che prevede la chiusura dell’impianto di Versalis che sarà riconvertito in una bioraffineria nel polo petrolchimico di Priolo. Sull’argomento Barbagallo ha presentato una interrogazione rivolta alla presidente del Consiglio e ai ministri del Lavoro e politiche sociali, dell’Economia e delle Imprese e del made in Italy.
“Il Pd è al fianco dei lavoratori perché questo – prosegue – è un duro colpo, l’ennesimo, per l’economia locale, che causa pesanti ripercussioni sul nostro territorio. Siamo di fronte all’incapacità e all’inadeguatezza del governo che, non solo non coglie le sfide del tempo che viviamo su decarbonizzazione e riconversione green, ma addirittura le utilizza come clava per – conclude – tagliare centinaia di posti di lavoro ed insediamenti produttivi storici. Auspichiamo quindi un ripensamento a tutela dei livelli occupazionali”




La forza della Fede, Salvo si risveglia dal coma: “Ho sognato San Sebastiano, mi diceva di pregare”

La storia di Salvo Bisicchia è una di quelle che sposta il tuo sguardo sulle cose importanti, sul senso della vita . Per certi versi è uno schiaffo morale di cui si può far tesoro, testimonianza della forza incredibile della Fede . Qualcuno arriva a parlare di “miracolo” ma quello che per tutti, credenti e non, emerge in maniera chiara, inequivocabile è l’amore per la vita di un uomo, della moglie, della madre e la missione che si sono dati trasformando un evento tragico in una spinta alla preghiera.
Salvo ha 43 anni, è sempre stato un convinto devoto di San Sebastiano. E’ stato portatore, componente del comitato per il Giubileo , più di recente campanellaio, quando le sue forze venivano già meno.
Oggi la sua vita trascorre su un letto, respira grazie ad un macchinario. Comunica attraverso un computer. Non può parlare. Eppure il suo sorriso è pieno e il suo desiderio più grande è diffondere la Parola di Dio. Nel 2013 inizia ad avvertire i primi problemi alla schiena. Il percorso è quello previsto in questi casi: gli accertamenti, le visite, infine la diagnosi, spietata: si trattava di SLA. La situazione precipita nel 2024, quando subisce un attacco respiratorio gravissimo che lo conduce al coma. Era inverno e secondo lui non è un caso che tra il 20 ed il 27 Gennaio, Ottavario di San Sebastiano, sia successo qualcosa che Salvo ritiene incredibile e che chi lo conosce non stenta a credere. Le sue condizioni erano disperate. I medici le avevano giudicate “non compatibili con la vita”. Insomma, per tutti era morto. Il 27 Gennaio, però, Salvo si è risvegliato e ha iniziato a raccontare a tutti un sogno che secondo lui ha cambiato tutto, che lo ha riportato alla vita. Ha raccontato di aver sognato San Sebastiano, di averne sentito la voce, che lo incitava a pregare, a non smettere, perché questo lo avrebbe salvato. “Porta a tutti, ogni giorno, la Parola di Dio- l’incitazione che Salvo ricordava e racconta- Se preghi, non muori”. Così, dal momento in cui ha riaperto gli occhi, porta la Parola a tutti i conoscenti, a chiunque possa ascoltarla. I suoi tanti amici vanno ogni giorno a trovarlo, accolti dall’amorevole moglie, Delia e dalla mamma, entrambe impegnate come lui in questa piccola, grande missione. Ieri la Reliquia di San Sebastiano ha fatto tappa in casa sua, motivo di enorme gioia per Salvo, che ha scritto una lettera a Gaetano Romano ringraziandolo per aver assecondato il suo desiderio. “I Santi- dice Salvo- sono il nostro tramite per arrivare al Padre. San Sebastiano è il più venerato in Sicilia. E’ il nostro ‘avvocato’”.
Gaetano Romano, che lo conosce da decenni, non nasconde la sua commozione. “Ieri sono uscito da casa di Salvo Bisicchia con un senso della vita diverso. I componenti di quella famiglia sono tutti una forza della natura. Hanno sicuramente un grande dolore dentro ma lo trasformano in amore per la vita ed ogni giorno regalano agli amici, alle persone che incontrano, qualcosa di preziosissimo”. E’ il senso vero dello stare al mondo, la grande forza della Fede, che già da sola fa miracoli.




Ordina un cocktail al bar di un albergo, poi rapina il portiere: arrestato 33enne

Raggiunge il bar di un albergo e ordina un cocktail. Dopo averlo consumato, raggiunge la reception ed evidenziando da subito atteggiamenti aggressivi e irrequieti, minaccia il portiere intimandogli di consegnargli il denaro contenuto in cassa.
Un uomo di 33 anni, catanese, già noto alle forze di polizia, è stato arrestato ieri sera dagli agenti delle Volanti. Dovrà rispondere di rapina. Dopo aver arraffato il denaro, l’uomo si è rapidamente dileguato. Una Volante, tuttavia, mentre svolgeva il proprio servizio di controllo del territorio, dopo aver ricevuto la segnalazione di quanto accaduto poco prima, si è messa sulle sue tracce, rintracciandolo nei pressi della zona alta della città, poco distante dall’albergo in cui aveva perpetrato la rapina pochi istanti prima. Sottoposto a perquisizione personale, addosso al 33enne i poliziotti hanno rinvenuto 40 euro, cifra appena sottratta, nonché un taglierino, sequestrato dagli agenti. L’uomo è stato condotto in carcere.




Maxi frode fiscale e fatture per operazioni inesistenti, coinvolta anche Siracusa

Associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti (FOI), dichiarazione dei redditi infedele e fraudolenta mediante l’utilizzo di FOI nonché indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti. Sono questi i reati contestati dalla Guardia di Finanza a seguito di un’operazione a contrasto di un diffuso sistema di somministrazione fraudolenta di manodopera e di frode fiscale. Dalle prime ore di questa mattina, oltre 120 finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, stanno eseguendo, nelle province di Catania, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, Cosenza, Vibo Valentia, Napoli, Roma, Viterbo e Varese, con il supporto degli omologhi Comandi Provinciali nonché del I Gruppo etneo, un’ordinanza, concernente complessivamente 29 indagati, con cui il G.I.P. presso il Tribunale etneo, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania, ha disposto l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 15 persone (2 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 9 destinatari di interdittiva) e reali, finalizzate al sequestro di 28 società nonché di beni e disponibilità finanziarie per oltre 8,2 milioni di euro.




Presentato a Siracusa il libro di Sergio Distefano: “Il grande esperimento, Sicilia 1943 i primi giorni dell’Amgot”

Un’interessante conferenza, riguardante la vicenda storica del governo militare alleato in Sicilia, durante la calda estate del 1943, quando gli alleati lanciarono l’invasione dell’isola con
l’operazione Husky, si è tenuta venerdì 8 novembre, a Siracusa, presso il Distaccamento Aeronautico di Via Elorina.
L’occasione per trattare temi così rilevanti si è avuta grazie alla presentazione del libro “Il grande esperimento, Sicilia 1943 i primi giorni dell’Amgot” di Sergio Distefano. La conferenza è stata organizzata dall’Associazione Lamba Doria, dall’Associazione Arma Aeronautica, con il supporto e il patrocinio del Distaccamento Aeronautico di Siracusa. A moderare i lavori è stata Vitanza Tiziana, guidando la conferenza ed i vari momenti, dopo gli interventi introduttivi del presidente regionale dell’Associazione Arma Aeronautica, Giovanni Girmena, del vice presidente dell’Associazione Lamba Doria, Benedetto Brandino, e del comandante del Distaccamento Aeronautico, Roberto Tabarroni. A conclusione degli interventi, il dibattito di confronto si è aperto proprio con un dialogo sul libro, intercorso tra il prof. Luigi Amato, ordinario di Estetica all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, e l’autore stesso, i quali hanno condotto la narrazione costruendo un percorso di conoscenza della vicenda dell’AMGOT. In particolare, lo studio è stato focalizzato su tre ambiti, soccorso alla popolazione e viveri, sanità e pubblica sicurezza per presentare gli effetti di quella parentesi di occupazione con forti carenze di approvvigionamento, con problemi di ordine pubblico e di trasporti, di fascisti in fuga e di mafiosi in ascesa.




“Auteri si dimetta”, petizione on-line per chiedere il passo indietro del deputato

“L’autosospensione dal partito non basta, Auteri deve dimettersi”. E’ il motivo per cui l’imprenditore palermitano Giuseppe Piraino ha deciso di dare vita ad una petizione online sulla piattaforma Change.org. Considerato un simbolo dell’antiracket siciliano, che ha coraggiosamente denunciato, Piraino parla di “scenari inquietanti sulla gestione dei soldi pubblici” commentando la bufera che investito il deputato regionale siracusano Carlo Auteri. Di più, denuncia una “gestione amichettistica”. Ma sono soprattutto le pesanti parole rivolte ad Ismaele La Vardera, e rese pubbliche dalla trasmissione Piazza Pulita (La7) a far indignare Piraino: “le minacce (…) sono inqualificabili. (…) Auteri non si deve auto sospendere, bensì trovare un minimo di dignità e dimettersi dal Parlamento. L’autosopensione vaga non basta”.
In poco meno di 24 ore, sono state quasi 800 le firme raccolte dalla petizione online (qui il link) con cui si chiedono le dimissioni di Auteri.




Crocierismo Sicilia orientale: impatto economico di 65 milioni nel 2024 con 265mila passeggeri

Sono 265mila i crocieristi sbarcati nei porti di Catania, Siracusa e Pozzallo nel 2024 con un impatto economico di oltre 65 milioni di euro, numeri che potrebbero addirittura raddoppiare entro il 2030 arrivando a 540mila, se saranno garantiti una serie di servizi e attuate le opere infrastrutturali previste dall’Autorità di Sistema portuale del mare di Sicilia orientale, che ha già avviato una serie di lavori e altri sono pronti per essere appaltati. Questa mattina al Castello Maniace il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, Francesco Di Sarcina, ha tenuto un incontro per presentare lo studio “Lo stato della crocieristica nella Sicilia orientale: ricadute attuali e prospettive future”, curato dal presidente di Risposte Turismo Francesco di Cesare insieme con l’analista senior Eleonora Celeghin, i quali hanno illustrato punti di forza, criticità, numeri e dati che testimoniano un grande interesse del mercato nei confronti del nostro territorio. “Si registrano ben 35 compagnie di navi da crociera che hanno scelto quest’anno i tre porti. La spesa diretta è stata di oltre 29 milioni di euro (circa 136mila euro per nave), cifra che sale a oltre 65,7 milioni se si considera anche l’indiretto e l’indotto; nel 2030 solo la spesa diretta potrebbe raggiungere quota 74,5 milioni. Questo tre porti rappresentano e rappresenteranno sempre di più delle valide soluzioni di accosto per le compagnie”.
Il presidente dell’Adsp Francesco Di Sarcina ha ricordato la necessità di fare sinergia tra i porti soprattutto alla luce dell’ingresso di Siracusa nella gestione dell’ente, a breve operativo: “I tre porti dovranno avere banchine, attrezzature, costi e funzionalità uguali per offrire alle compagnie di navigazione una proposta di altissimo livello, che sia in grado di esprimere al massimo le potenzialità, ancora in parte celate, della portualità nella Sicilia orientale. Servirà anche l’impegno delle amministrazioni comunali che devono essere pronte ad accogliere nei prossimi anni numeri ancora più significativi, a fronte dei progetti in corso di realizzazione, che stanno pian piano trasformando gli scali attuali in porti del futuro, efficienti e moderni”. Di Sarcina ha poi presentato il nuovo logo, disegnato in house da Mario Arcidiacono e Umberto Passanisi che vede quattro pallini di colore diverso uniti tra loro: il blu per Catania, il verde per Augusta, il bianco per Siracusa e il rosso per Pozzallo che corrisponderanno ad un’immagine colorata nei porti stessi per rendere più incisiva la brand identity, che manterrà comunque il logo istituzionale nazionale e userà questo ulteriore simbolo per la parte marketing-promozionale.
All’incontro, moderato dal direttore di Risposte Turismo Anthony La Salandra, hanno preso parte Paolo Tiralongo, in rappresentanza della Soprintendenza dei Beni culturali di Siracusa; Patrizia Valenti, direttore generale Dipartimento Territorio e Ambiente e commissario straordinario libero consorzio Ragusa; il sindaco di Siracusa Francesco Italia, che ha sottolineato l’importanza di fare rete con le altre strutture portuali evidenziando ognuna una vocazione specifica ed evidenziato che il 60% dei crocieristi vuole tornare nei luoghi che visita, e il 20% circa torna realmente per una vacanza più lunga, dunque aldilà dell’impatto immediato c’è un’azione di marketing del territorio che il crocierismo incentiva e sviluppa; il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che ha ribadito come Pozzallo è un “anello debole” di questo sistema portuale peró grazie alla gestione dell’Adps sta facendo passi da gigante con tante progettualità work in progress.
L’evento si è concluso con la tavola rotonda dedicata alle traiettorie evolutive del turismo crocieristico nella Sicilia Sudorientale dal punto di vista degli operatori con Raffaella Del Prete, general manager, Catania Cruise Port; Francesco Diana, public relation manager Porto di Siracusa; Enrico Russino, responsabile marketing & comunicazione Azienda Gli Aromi; Sergio Senesi, presidente Cemar Agency Network.




Rete da posta sequestrata nel porto di Augusta

La Guardia Costiera di Augusta ha rinvenuto e sequestrato una rete da posta di 100 metri nel porto di Augusta. Sono stati i militari del battello CP 879 ad accorgersi della presenza delle rete vietata. Al trasgressore, fermato, è stata inflitta una sanzione amministrativa di circa € 2.000, per pesca in zona vietata e per utilizzo di attrezzi non consentiti per un pescatore non professionale.
Questa attività si pone come obiettivo primario la salvaguardia dell’ecosistema marino che, soprattutto in prossimità della costa, risente pesantemente degli effetti di attività praticate in maniera irriguardosa delle norme e, soprattutto, potenzialmente pericolose per lacollettività, quando esercitate in porto.