In Sicilia un laureato su due non trova lavoro: “poco preparati e senza esperienza”

(cs) “In cinque anni in Sicilia il divario tra formazione terziaria e sbocco lavorativo è quasi raddoppiato: nel 2019 le imprese faticavano a trovare un laureato su tre posti di lavoro offerti, adesso la difficoltà è salita a uno ogni due. E un laureato su due, così, è a spasso”.
Lo afferma Maurizio Adamo, presidente della Consulta regionale dei consulenti del lavoro, in vista del convegno di lunedì prossimo allo Steri sull’orientamento universitario. Adamo spiega: “Da un lato ci sono troppo pochi laureati (quasi il 30% dei giovani fra i 25 e i 34 anni, contro la media europea del 42%); ma, dall’altro lato, pesa una preparazione spesso non legata alle esigenze delle imprese, unita alla mancanza di esperienza pratica. Ne consegue che, come calcola Almalaurea, a un anno dalla laurea, a parità di ogni altra condizione, i laureati che risiedono al Nord o al Centro hanno, rispettivamente, il 32,1% e il 12,7% di probabilità in più di trovare un’occupazione rispetto a quanti risiedono nel Mezzogiorno”.
Per il presidente regionale della Consulta “occorrono, dunque, corsi di laurea sempre più incentrati sull’interdisciplinarità, per tenere conto della grande complessità e velocità di cambiamento che il mercato del lavoro sta vivendo in questo periodo storico. I corsi di laurea, in particolare, vanno sempre più intesi come percorsi che devono andare oltre la mera preparazione tecnico-scientifica, ampliando i propri orizzonti verso tematiche talvolta lontane dall’attuale contenuto formativo. Infatti, il Bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal ha messo in luce il fatto che tra le competenze più richieste dalle imprese per gli ingressi del 2023 in Sicilia, si annoverano la flessibilità e l’adattamento, la capacità di lavorare in gruppo, le competenze digitali, linguaggi e metodi matematici e informatici, le tecnologie 4.0, il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, il problem solving”.
“In più, per il futuro – gli fa eco Antonino Alessi, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo – l’impatto delle tecnologie digitali e della transizione verde è destinato a esasperare queste contraddizioni. Le proiezioni sui nuovi fabbisogni configurano una crescita rilevantissima della domanda di figure tecniche specializzate e un progressivo raddoppio della relativa quota sul totale della domanda di nuove assunzioni (32%), anche per il contributo offerto dalla ripresa degli ingressi nella P.a.. Più in generale, nel 53,1% dei casi è richiesta ai laureati un’esperienza specifica, nel 34,5% un’esperienza un po’ più ampia ma nello stesso settore, e nel 6% un’esperienza generica. Solo nel 6,4% dei casi non è richiesto alcun tipo di esperienza. Ed è dimostrato che un laureato che svolge un tirocinio aumenta del 4,3% la possibilità di trovare lavoro”.
“Per investire sull’adeguamento della formazione – conclude Alessi – occorrono risorse, ma in Sicilia si avverte un forte squilibrio, dato che la maggior parte dei fondi europei, nazionali e regionali è destinata a incentivare l’offerta di lavoro (assunzioni) piuttosto che a sostenere una più adeguata preparazione dei candidati che li renda più occupabili attraverso tirocini in azienda e aggiornamento delle competenze. Il risultato è che, secondo i calcoli della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, si batte solo sugli sgravi contributivi, ma su 100 assunzioni incentivate solo il 35,5% risulta ancora attivo dopo tre anni”.
“In Sicilia – analizza Vincenzo Silvestri, presidente nazionale della Fondazione consulenti per il lavoro – è positiva l’iniziativa dell’Università di Palermo che finanzia direttamente tirocini curriculari di propri studenti presso le aziende convenzionate. E’ un ottimo esempio che andrebbe replicato su vasta scala beneficiando delle risorse della prossima programmazione delle Politiche di coesione 2021-2027. Infatti, un primo esempio di cambiamento nelle politiche attive arriva proprio da un simile strumento, il programma ‘Garanzia occupabilità lavoratori’, finanziato dal ‘Pnrr’, con cui la Regione sta curando la riqualificazione professionale e l’aggiornamento delle competenze dei soggetti deboli del mercato del lavoro, come i percettori di ammortizzatori sociali e di Rdc. Allo scorso 31 gennaio risultavano presi in carico da ‘Gol’ ben 249.770 soggetti, di cui 97.058 avviati a percorsi di reinserimento lavorativo, 59.193 in aggiornamento delle competenze, 83.388 in riqualificazione professionale e 10.131 in misure di lavoro e inclusione; di questi, 48.661 sono stati inseriti in una politica attiva e 41.360 sono stati occupati dopo 6 mesi. Anche la riforma del Reddito di cittadinanza ha introdotto percorsi di formazione e lavoro con la piattaforma digitale per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl), nella quale sono stati coinvolti sinergicamente tutti gli attori del mercato del lavoro per favorire l’occupazione dei soggetti più fragili della nostra società. Questi risultati positivi – è la tesi di Silvestri – ci spingono a proporre di replicare su vasta scala un simile modello per rendere più efficace il rapporto fra università, Its e mercato del lavoro, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese risorse professionali formate sul campo e dotate di esperienza”.




Lavoro, in Sicilia il 40% dei posti offerti nel 2023 è rimasto vuoto

(cs) In Sicilia tanti cercano un lavoro e tante imprese cercano di assumere, ma domanda e offerta non riescono a incontrarsi: quasi sempre la causa sta nella corsa delle imprese a specializzarsi per competere, mentre il settore dell’istruzione e formazione professionale non riesce a tenere il passo. Per provare a mettere in linea i due mondi, la Fondazione nazionale Consulenti per il lavoro, l’Università di Palermo, Sicindustria, la Consulta regionale dei consulenti del lavoro della Sicilia e l’Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo organizzano per lunedì 18 marzo, alle ore 9, presso Palazzo Steri, in piazza Marina, 1, a Palermo, un convegno dedicato all’orientamento, sul tema “Favorire l’occupabilità e accompagnare i giovani nelle transizioni”.
Con la moderazione di Vincenzo Silvestri, presidente della Fondazione consulenti per il lavoro, e dopo i saluti del Rettore, Massimo Midiri, dell’assessora regionale al Lavoro, Nuccia Albano, del presidente della Consulta regionale dei consulenti del lavoro, Maurizio Adamo, del presidente regionale dell’Associazione nazionale consulenti del lavoro, Gaspare Patinella, e del presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo, Antonino Alessi, interverranno: Massimo Temussi, D.g. delle Politiche del lavoro del Ministero del Lavoro; Maurizio Serafin, del consorzio Pluriversum che si occupa di orientamento e dispersione scolastica; Franco Amicucci, presidente di Skilla, che si occupa di formazione in e-learning; Enrico Limardo, direttore della Fondazione consulenti per il lavoro; Cinzia Cerroni, delegata del Rettore al coordinamento del Centro orientamento e tutorato universitario; Ettore Foti, D.g. del dipartimento regionale Lavoro; Patrizia Caudullo, responsabile territoriale Sviluppo Lavoro Italia (ex Anpal Servizi); Ornella Campo, dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale; Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria; i segretari confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil. Concluderà Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro.
Il Rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, spiega: “Il divario tra istruzione-formazione e mercato del lavoro, in Sicilia come nel resto d’Italia, è un fatto innegabile, ma l’Università di Palermo già da due anni ha invertito la tendenza. Abbiamo stipulato accordi con oltre 3mila imprese siciliane e del resto d’Italia che, da un lato, intervengono nella definizione della nostra offerta formativa modulandola con elementi di vita pratica che interessano alle loro attività e, dall’altro lato, accettano di ospitare nostri studenti in tirocini curriculari pre-laurea di almeno quattro mesi, a nostre spese. Abbiamo dedicato uno stanziamento di un milione di euro e quest’anno, il secondo, abbiamo avviato ben 450 studenti in tirocinio. Speriamo che si concludano con l’assunzione e anche nelle mansioni da loro auspicate”.
A misurare la distanza in Sicilia tra formazione e mondo del lavoro ci ha pensato il Bollettino annuale Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal. Nel 2023 le imprese siciliane che hanno provato ad assumere sono state il 59% del totale, rispetto al 57% del 2022, e hanno programmato 301.190 ingressi di personale, cioè 13.150 in più rispetto al 2022, e nel 28% degli annunci si ricercavano espressamente giovani. Ma il maggiore fabbisogno di dipendenti non si è tradotto in un significativo incremento dell’occupazione nell’Isola, perché la difficoltà di reperire candidati idonei è aumentata dal 35 al 40%: il 22% dei posti offerti non è stato coperto per mancanza di candidati, il 13,5% per preparazione inadeguata e il 4% per altri motivi. Tant’è che nel 15% dei casi le imprese hanno dovuto fare ricorso all’assunzione di immigrati.
In dettaglio, si volevano assumere 54.830 operai specializzati, 34.390 professionisti tecnici, 18.900 dirigenti o appartenenti alle professioni intellettuali e scientifiche e con elevata specializzazione, 31.530 conduttori di impianti e operai di macchinari, 100.580 unità delle professioni qualificate nel commercio e nei servizi, 37.280 addetti delle professioni non qualificate e 23.680 impiegati.
A livello provinciale, le richieste erano così ripartite: Trapani, 26.190; Palermo, 75.370; Messina, 41.700; Agrigento, 20.490; Caltanissetta, 14.890; Enna, 5.890; Catania, 67.750; Ragusa, 22.200; Siracusa, 25.980.
Occorre evidenziare che su 34.410 posizioni rivolte ai giovani fino a 29 anni, 18.680 sono rimaste vacanti (42% la media), con questi picchi: 76% di introvabili per meccanici artigianali, 75% per specialisti di scienze della vita, 68% per fonditori, saldatori e lattonieri, 68% per tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi, 60% per operai specializzati in installazioni e manutenzioni elettriche, 59% per operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni, 58% per tecnici informatici e delle Tlc, 55% per operatori della cura estetica, 50% per addetti della ristorazione e 48% per operai edili specializzati.
I settori che più ricercano giovani sono stati commercio, servizi culturali e sportivi, turismo e ristorazione, sanità e costruzioni.
Quanto ai settori per l’intera collettività, l’offerta di lavoro riguardava 67.560 ingressi nel turismo e ristorazione, 47.740 nelle costruzioni, 46.530 nel commercio, 26.630 nella sanità e nei servizi alla persona e 20.090 nei servizi di trasporto e logistica.
Il Bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal rileva che le professioni maggiormente richieste dalle imprese siciliane sono state: addetti alla ristorazione (52.520), addetti alle vendite (31.390), operai edili specializzati (25.370), addetti alle pulizie (23.490), conduttori di veicoli (19.800) e tecnici della salute (10.650).
Ma le prospettive offrono molti più spazi ai laureati (14,5%) soprattutto ad indirizzo economico, sanitario, ingegneristico, insegnamento-formazione, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, efficienza energetica; agli specializzati Its (0,5%), ai diplomati professionali (33,9%), purchè ci siano competenze certificate (35,7%) ed esperienza, che è richiesta nel 67% dei casi. Gli indirizzi di studio che offrono maggiori sbocchi lavorativi, ma che necessitano di un profondo adeguamento alle nuove esigenze del mondo del lavoro, secondo il Bollettino Excelsior, sono l’istruzione terziaria (15%, ma con il 43% di difficoltà per preparazione insufficiente), quella secondaria (67%, col 73% di difficoltà) e la scuola dell’obbligo (18%, col 63% di difficoltà). Nell’ambito dell’istruzione terziaria, la laurea è richiesta nel 96% dei casi, nel 90% con esperienza, e il 42% delle offerte resta senza risposta. Quanto agli Its Academy, il 73% richiede esperienza e non trova candidati il 63% delle volte.
Anche per l’istruzione secondaria superiore tecnico-professionale il 74% richiede esperienza e il 39% non trova risorse idonee; le richieste riguardano soprattutto amministrazione, finanza e marketing; turismo ed enogastronomia, sanità, ristorazione, edilizia e meccanica.




Beni confiscati alla Mafia, incontro ad Avola con Rosa Laplena

Proposte concrete sull’utilizzo dei beni confiscati alla Mafia come strumento per l’avvio di efficaci politiche pubbliche di sviluppo e coesione territoriali ed un’occasione di confronto sul tema.
Rosa Laplena ne parlerà ad Avola, nel corso dell’incontro di oggi alle 16:30 presso la Biblioteca Comunale di via San Francesco D’Assisi per la presentazione del suo libro, “Beni Confiscati alla Criminalità Organizzata. Dalla legge Rognoni La Torre ad oggi. Storia, applicazione della normativa, incidenza nelle politiche pubbliche di coesione territoriale e di sviluppo locale” (Mediter Italia edizioni), organizzato da Confcooperative Sicilia- Sede Territoriale di Siracusa con il patrocinio del Comune di Avola”

Partendo da un’analisi approfondita, frutto dell’esperienza che ha maturato in oltre 20 anni di impegno nell’Antimafia sociale, Rosa Laplena traccia un bilancio di decenni dedicati alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e prospetta soluzioni alle carenze legislative e organizzative che l’Italia sconta ancora, indicando la strada del coinvolgimento del Terzo Settore e del mondo della cooperazione, che in questo contesto può giocare un ruolo di assoluto primo piano.

All’incontro parteciperanno il sindaco di Avola, Rossana Cannata, il Prefetto di Siracusa, Raffaella Moscarella, il Senatore Salvo Sallemi, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, il deputato Luca Cannata, l’assessore alla Cultura del Comune di Avola, Stephanie Busà, il Presidente di Confcooperative Sicilia- sede territoriale di Siracusa, Alessandro Schembari.
Interverranno Luca Li Vecchi, Presidente Cooperativa Sociale “Verbumcaudo e Alessio Puglisi, Referente del Presidio Padre Pino Puglisi di Libera Avola
Modera l’incontro la giornalista Gilda Sciortino




Sonatrach, incontro con le imprese: “Il Polo Industriale modello per la transizione”

Le imprese aderenti a Confindustria Siracusa a confronto con Sonatrach Raffineria Italiana. L’incontro si è svolto ieri pomeriggio, con l’obiettivo di presentare le “tendenze dei mercati energetici e per illustrare le attività e i progetti previsti dalla società”. L’iniziativa rientra nell’ambito del ciclo di incontri promossi da Confindustria Siracusa, presieduta da Gian Piero Reale, con le realtà imprenditoriali del polo industriali siracusano. Alla riunione di ieri hanno preso parte numerosi imprenditori, con l’amministratore delegato di Sonatrach Raffineria Italiana, Rosario Pistorio, insieme ad alcuni dirigenti dell’azienda. “Sono fermamente convinto che questo polo industriale abbia sviluppato eccellenze in vari settori nel corso degli ultimi decenni –  ha detto Pistorio – soprattutto per quanto riguarda gli impianti per la produzione di prodotti energetici a cui si associano le numerose PMI per la loro manutenzione e costruzione. L’efficienza energetica e la riduzione dell’impronta carbonica saranno i temi cruciali su cui si giocheranno le sfide dei prossimi anni e credo che l’area industriale siracusana sia già oggi un patrimonio in termini di sicurezza energetica per l’intero Paese e abbia le potenzialità per diventare un modello per la transizione verso il 2050”. “E’ stata una importante opportunità per tutte le aziende associate a Confindustria Siracusa – ha detto il Presidente Reale – e in particolare per le nostre piccole e medie imprese, per sviluppare una visione complessiva sul futuro del nostro Polo Industriale e per un confronto aperto con le aziende  sui temi della Sostenibilità e della Transizione Energetica, vere sfide che dobbiamo affrontare per assicurare continuità e progresso economico al nostro territorio” .




Politiche giovanili, a Siracusa il primo appuntamento con la Commissione di Anci Sicilia

Siracusa ospiterà il primo appuntamento della neo costituita Commissione delle politiche giovanili di Anci Sicilia, l’associazione che raccoglie tutti i comuni della regione. Lo fa con un incontro informativo voluto dall’assessore comunale Giancarlo Pavano e che è dedicato a “Trasversalità delle politiche giovanili e servizio civile”. L’evento si terrà alle 10 di sabato prossimo (16 marzo) all’Urban Center di via Nino Bixio 1 ed è stato organizzato con la collaborazione di Anci Sicilia, Anci giovani, Siracusa Città Educativa e Servizio civile nazionale.

I lavori saranno aperti dai saluti del sindaco Francesco Italia e dell’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Seguiranno gli interventi di: Paolo Amenta, presidente dell’Anci e sindaco di Canicattini Bagni; Delia Ginardi, segretario generale del Comitato interministeriale diritti umani; Giancarlo Bellina, vice presidente di Confindustria Siracusa. A relazionare saranno, invece tre assessori comunali alle Politiche giovanili: Giancarlo Pavano di Siracusa, Liana Cannata di Messina e Simone Digrandi di Ragusa, che è anche il presidente della Commissione regionale di Anci.

Il nuovo organismo dell’Associazione dei comuni è stato costituito per la prima volta una settimana fa e uno degli artefici principali di questa novità è stato proprio l’assessore Pavano, convinto che le scelte politiche in favore dei giovani, anche per spingerli a non lasciare le proprie città, possono risultare vincenti se sono il frutto di un ampio confronto di idee e di un approccio interdisciplinare. Un punto di partenza che ha trovato il favore del presidente dell’Anci Amenta e che ha portato alla nascita della Commissione.

«Ci auguriamo – afferma l’assessore Pavano – di riuscire nell’obiettivo di far diventare strutturali gli interventi finanziari a sostegno delle politiche giovanili cosi che tutti i comuni possano istituire appositi capitoli di bilancio per programmare interventi organici e duraturi nel tempo».

Per l’incontro di sabato è già confermata la presenza di un centinaio di amministratori di enti locali siciliani, in gran parte impegnati in attività rivolte ai giovani.




Mafia e armi, il gip convalida il fermo dei quattro della Borgata. Restano in carcere

Il Gip del Tribunale di Siracusa ha convalidato il fermo di Giuseppe Guarino, Corrado Piazzese, Luigi Scollo e Steven Curcio. Confermata anche la custodia cautelare in carcere, “per la sussistenza del rischio di fuga e della reiterazione di gravi reati, con l’uso di armi”, scrive il giudice. Il 5 marzo scorso il blitz della Polizia. Sono accusati di associazione mafiosa e porto illegale di armi.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il reggente del gruppo sarebbe stato il 41enne Guarino, su incarico diretto di Alessio Attanasio. A Corrado Piazzese sarebbe toccata la gestione del traffico di droga; Luigi Scollo si sarebbe invece occupato dei proventi della bisca clandestina, mentre Steven Curcio avrebbe supportato il gruppo nelle varie azioni illecite.
Ci sono anche le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Luca Costanzo e Claudio Barone, tra gli elementi che hanno permesso agli investigatori di disegnare la mappa del gruppo Borgata che si riorganizzava, dopo le recenti operazioni che avevano duramente colpito il sodalizio. Dichiarazioni utili anche per disvelare alcuni degli interessi del clan, come il gioco d’azzardo. La bisca principale sarebbe stata alla Mazzarrona, nei pressi di via Cassia, “attiva” già a novembre dello scorso anno e per tutto il periodo dicembre-gennaio. Secondo quanto rivelato dai collaboratori di giustizia, la ripartizione degli utili era stabilita sulla base di precisi accordi, rispettosi anche di equilibri criminali di zona.
Dalle quasi 200 pagine dell’inchiesta, emergono anche diversi elementi “particolari”: i telefonini comprati in carcere per mantenere i contatti; tatuaggi da cancellare come atto di sottomissione per essere accettati nell’organizzazione e persino un piano di espansione a Floridia, con accordi in loco per gestire il traffico della droga nella cittadina del siracusano. E poi racconti di bagni con una nota bibita gasata al posto di acqua e sapone, per cercare di eliminare eventuali tracce di polvere da sparo. Si, perchè il sodalizio criminale aveva disponibilità di molte armi e almeno 6 pistole sono state sequestrate dalla Polizia. Non si sarebbero fatti molti scrupoli nell’usarle, come rivelano spezzoni di intercettazioni shock (clicca qui) e come nel caso dell’intimidazione di fine gennaio, con diversi colpi esplosi all’indirizzo di una finestra di un’abitazione di via San Metodio, nei pressi della centrale piazza San Giovanni.
Nel corso delle indagini, emerse condotte tipiche dell’associazione di stampo mafioso come l’assistenza familiare ai detenuti, il pagamento degli stipendi agli associati, la mutua assistenza con altre organizzazioni criminali, l’attivismo anche in carcere e persino la cooptazione di alcuni appartenenti a clan di schieramenti opposti nel gruppo della Borgata.




Mense scolastiche, accuse delle mamme sui social. Il gestore : “Accuse diffamatorie e calunniose”

La Grande Ristorazione s.r.l, che gestisce il servizio di refezione scolastica negli istituti comprensivi di Siracusa, non ci sta. Dopo le pesanti accuse lanciate da un gruppo di mamme di alunni del Raiti, chiamate a raccolta dall’ex consigliere comunale Michele Mangiafico, la società chiarisce alcuni aspetti e parla di “dichiarazioni diffamatorie e calunniose, che ledono la dignità aziendale”. “L’azienda-spiega l’amministratore delegato, Corrado Spataro-  prepara e serve quotidianamente oltre duemila pasti per i bambini delle scuole siracusane. La qualità dei prodotti, la salubrità degli ambienti in cui il cibo viene conservato e preparato, la correttezza dei disciplinari richiesti sono tutti fatti certificati dalle decine di controlli a cui la Grande Ristorazione viene sottoposta costantemente, come è giusto che sia. I verbali redatti al termine delle attività ispettive condotte sia dai Carabinieri del NAS che dai tecnici del SIAN, in tempi diversi e sino allo scorso giovedì, confermano l’assenza di contestazioni o problematiche di sorta nella nostra catena di lavorazione, produzione e consegna. Pertanto invitiamo l’esiguo numero di mamme che si sono prestate ad affermazioni gravemente diffamatorie nei confronti della società Grande Ristorazione a valutare il peso di quanto sostenuto senza alcun fatto concreto a provarlo”. Eppure le mamme che hanno espresso il proprio disappunto durante la diretta social delle scorse ore parlavano di “cibo immangiabile” e di “grande disagio manifestato dai bambini, tanto da farsi venire a prendere prima”, pur di evitarsi quei pasti.
“Pur comprendendo come ogni mamma sia estremamente scrupolosa per ogni cosa che riguarda il proprio figlio-replica l’amministratore delegato-tale atteggiamento non può giustificare affermazioni calunniose e che ledono la dignità aziendale. Qualora vi fosse realmente stata una qualche circostanza degna di analisi, avremmo immediatamente ricevuto le doglianze delle Commissioni Mensa che, a differenza di quanto sostenuto da alcuni, esistono e funzionano perfettamente. E sarebbe bastato consultarle prima di lanciarsi senza paracadute nella diffamazione”. Poi qualche numero. “Da quando il servizio mensa è curato da Grande Ristorazione -spiegano i vertici- il numero dei pasti ordinati quotidianamente è raddoppiato rispetto a quello degli anni precedenti. Segno di evidente gradimento verso il servizio e la sua qualità, su cui massima è la nostra attenzione. Sia le Istituzioni che la società Grande Ristorazione si sono sempre dimostrate aperte ad ogni tipo di confronto. Nei giorni scorsi, presso l’istituto Einaudi, l’ultimo incontro dedicato alle problematiche dell’alimentazione scolastica, con l’intervento anche del SIAN, volto a fornire tutte le delucidazioni sui parametri in base ai quali vengono scelti i menù ed i rigidi parametri nutrizionali che devono rispettare. Curiosamente, proprio l’istituto comprensivo Raiti, oggi tanto accalorato nel lamentare presunta scarsa qualità, ha declinato l’invito”. La società chiede, a fronte di tutto questo, “pubbliche scuse da parte di Michele Mangiafico, anche a nome delle 200 persone che ogni giorno svolgono il loro lavoro con il massimo impegno”.
Foto: repertorio, a titolo esemplificativo



Sanità pubblica, confronto sul tema tra il presidente di Anci Sicilia e Osservatorio Civico

(c.s.)L’Osservatorio Civico di Siracusa, presieduto da Salvo Sorbello, ha incontrato il presidente regionale dell’Anci e sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta. Era presente anche Donatella Lo Giudice, vicepresidente dell’Osservatorio Civico.
È stato fatto il punto su diversi aspetti della sanità pubblica: dal nuovo ospedale di Siracusa alle Case della Comunità, agli Ospedali di Comunità e alle Centrali Operative Territoriali, previsti dalla Missione 6 del PNRR.
Paolo Amenta ha sottolineato l’importanza per i Comuni di stimolare il dialogo con i rappresentanti della partecipazione civica, come peraltro previsto dall’art. 118 della Costituzione, mentre Salvo Sorbello ha illustrato le finalità dell’Osservatorio Civico, che si propone di monitorare e promuovere la trasparenza, la partecipazione e la responsabilità delle istituzioni pubbliche, in particolare dei comuni e che sta riscontrando una lusinghiera attrattiva nell’opinione pubblica provinciale.
“E’ interesse di tutte le comunità locali – ha affermato il presidente Amenta – incoraggiare il dibattito e il confronto sulle strategie dei comuni, valorizzando il ruolo della società civile e delle positive esperienze di monitoraggio come nel caso dell’Osservatorio Civico di Siracusa, di rendicontazione e comunicazione delle azioni pubbliche, favorendo lo scambio di esperienze, competenze e risorse, anche per rafforzare il senso di appartenenza e solidarietà tra le comunità”.




Sant’Antonio di Padova, si conclude la visita del busto reliquiario con arcivescovo e sindaco

Con l’Eucaristia delle 18:00, presieduta dall’Arcivescovo, Mons. Francesco Lomanto e la concelebrazione di Mons. Giansiracusa, Don Davide Di Mare ed altri sacerdoti, si chiudono le celebrazioni dedicate a Sant’Antonio da Padova, nell’omonima parrocchia della Pizzuta.
La Messa sarà seguita dalla  processione con il Busto Reliquiario nel piazzale antistante la chiesa con cui l’evento sarà chiuso. Alla cerimonia prenderanno parte il sindaco, Francesco Italia, una delegazione della Polizia  Municipale con il Gonfalone della Città, la Polizia, i Cavalieri e de Dame del Santo Sepolcro.
Numerosi i fedeli che, in questi giorni, hanno reso omaggio a Sant’Antonio. Migliaia le candele accese durante questa settimana di preghiera intensa. La chiesa è rimasta sempre illuminata, simbolo di un faro per i fedeli. Fiori, Messe molto partecipate.
Il busto reliquiario di Sant’Antonio di Padova, usualmente custodito nel Santuario di Messina, è arrivato la scorsa settimana, scortato dalla Polizia. Rare le sue missioni in altre città e parrocchie. Siracusa è stata, dunque, un’eccezione.
“Il busto reliquiario è stato realizzato a Padova e richiesto dalla nostra basilica a Messina”, racconta don Mario Magro, rettore del Santuario dedicato a Sant’Antonio nella città dello Stretto. “E’ un busto con l’immagine del bambino Gesù in braccio al Santo, come da iconografia tradizionale. All’interno c’è una reliquia che è ex corpore, ex cute di Sant’Antonio, prelevato nelle ultime ricognizioni sul corpo. Anche la reliquia è un dono della basilica di Padova a Messina. Non va normalmente in giro, in pellegrinaggio, perchè c’è già la basilica di Padova che fa questo, loro sono i custodi del corpo”. Ed anche questa frase spiega l’eccezionalità di queste giornate a Siracusa.
“E’ stata un’accoglienza calorosa – confida don Mario – vedevo le espressioni della gente rivolte al busto, erano tipiche della pietà popolare”. I volontari della parrocchia, gli scout, centinaia di fedeli e devoti. Non è un mistero che in Sicilia sia particolarmente forte il culto di Sant’Antonio. A Messina, ogni anno a giugno, si contano a migliaia le presenze. “Nella storia della Chiesa, lui ha fatto straordinari miracoli. Le piccole e le grandi cose. Per cui nella mentalità popolare è subito divenuto un santo miracoloso, che fa grazie. Ecco allora che devozione e culto crescono all’inverosimile, in ogni parte del mondo. Ed anche in certi Paesi che non sono cristiani si vede gente di altre religioni che venera e onora questo grande Santo. Forse l’unico venerato anche da altre religioni”, spiega ancora il rettore del Santuario messinese di Sant’Antonio di Padova.
Il senso della sua visita a Siracusa? “Sant’Antonio è un messaggero di pace. I suoi insegnamenti sono la via maestra per diventare tutti uomini di pace, artigiani di pace. E sappiamo bene come gli uomini di oggi abbiano bisogno di pace, di una comunità unita e fede”.




Giornata internazionale della Donna: eccellenze a confronto al convegno di Isab

“La Donna nel Lavoro: un valore per la Società”.

E’ il tema di un convegno organizzato dalla Direzione generale di Isab, che si è svolto questa mattina nella location del Dopolavoro di via Garrone, a Città Giardino.

Un modo per focalizzare, nella Giornata Internazionale della Donna, aspetti importanti del rapporto donna-lavoro (ma non solo), non attraverso concetti astratti o comunque teorici, ma attraverso la testimonianza di due donne che, ciascuna nel proprio ambito, hanno raggiunto risultati tali da farne delle eccellenze.

Le esperienze, il vissuto, le opinioni dell’ex Ministro Stefania Prestigiacomo e della Docente associata di Chirurgia Vascolare dell’Università di Catania, Chirurgo Vascolare, componente dell’equipe che nel 2020 ha eseguito il primo trapianto di utero in Italia, hanno fatto da filo conduttore di un momento di approfondimento e riflessione concreto e particolarmente interessante.

Ricco di spunti anche il messaggio della Presidente del Tribunale di Siracusa, Dorotea Quartararo che, sebbene trattenuta da improrogabili impegni istituzionali, ha voluto affidare ad una lettera alcune riflessioni sulla condizione delle lavoratrici, sulla necessità che la società civile e le istituzioni con responsabilità sociale, insieme alle imprese, promuovano il rispetto per la persona”.

L’incontro, destinato ai dipendenti della società, è stato un omaggio alle lavoratrici della società- oggi molto più numerose rispetto al passato -e un’occasione, senza distinzione di genere, per affrontare tematiche della vita quotidiana oltre che professionale, senza alcuna retorica, entrando nel cuore delle questioni e immaginando, laddove necessario, nuovi percorsi.

Moderatrice del convegno, la giornalista Oriana Vella di FMITALIA e SiracusaOggi.

Nel corso del suo intervento, il direttore generale di Isab Bruno Martino ha evidenziato la promozione, da parte di Isab, della parità di opportunità per l’accesso al lavoro ed ai percorsi di carriera in un’ottica che mette al centro la persona e volta al benessere delle sue risorse ed al bilanciamento tra la vita professionale e quella personale.  E per il futuro si prospetta anche la possibilità che posizioni aperte sul fronte degli impianti possano essere affidate a lavoratrici. Sostenibilità è la parola, il tema, l’impegno che caratterizza il 2024 .

Non sono mancati riferimenti alle leggi alle quali, da parlamentare e da ministro, hanno visto un impegno concreto di Stefania Prestigiacomo: da quella con cui il reato di violenza sessuale sulle donne è diventato reato contro la persona e non più contro la moralità pubblica e il buon costume, alla legge leggi che, all’introduzione delle quote rosa per la rappresentatività nelle assemblee elettive nel 2001.

Alessia Giaquinta ha raccontato di un mondo accademico in cui le donne devono spesso dimostrare di più dei colleghi uomini, di scelte che alcune colleghe hanno dovuto fare per non dover rinunciare alla loro professione ma nemmeno alla gestione della famiglia, ripiegando su ruoli meno impegnativi. Ha parlato però anche di passione che porta a risultati straordinari, come quel primo trapianto di utero che poco dopo è diventato una gravidanza: soddisfazioni ma anche emozioni.