Martedì i funerali di Pinello Golino, calciatore siracusano che sfiorò l’Inter di Herrera

I funerali di Pinello Golino saranno celebrati martedì 2 agosto, alle 10, nella chiesa di Santa Lucia, a Siracusa Ex calciatore, combattente di razza, magari incostante e insofferente dei rigori della disciplina in campo e fuori (per sua stessa ammissione) ma generoso come pochi altri. Un uomo che le sue partite, anche nella vita, è stato abituato a giocarsele in prima persona, a viso aperto. Pure l’ultima, quella che nel volgere di poco meno di un anno lo ha progressivamente e inevitabilmente atterrato.
Una vita, la sua praticamente da predestinato, da sempre scandita dalla passione per il pallone. Il papà, Sebastiano Golino, Januzzo per tutti, infatti, è stato per decenni il custode dello stadio “Vittorio Emanuele III” con l’abitazione di famiglia collocata proprio all’interno dell’impianto sportivo. Insomma, a Pinello e ai suoi fratelli – il talentuoso gemello Umberto ed Angelo, valente portiere – per vedere all’opera atleti come Ciano Cavaleri o Rocco Testa era stato sufficiente aprire una finestra o mettere appena il naso fuori di casa. Una vita dalla nascita, insomma, a pane & pallone. Il suo carattere naturalmente irruento, il suo lanciarsi nella mischia senza alcun timore di poterle prendere ma con la chiara consapevolezza di riuscire comunque a darle, sono state la cifra distintiva di un uomo che ad appena sedici anni, assieme al fratello gemello Umberto, aveva anche assaporato il clima della grande Inter di Helenio Herrera e di un giovanissimo ds, Italo Allodi. Una “passionaccia” la sua per i colori nerazzurri rimasta intatta nel tempo anche se a quel bivio di metà anni sessanta la sua vita calcistica prese una direzione diversa da quella che immaginava e sperava.
La voglia di far cassa dell’allora dirigenza del Siracusa, che aveva inviato i due ragazzi più che promettenti in prova a Milano sponda Inter, risultò fatale e Umberto e Pinello dovettero loro malgrado rimettere i loro sogni in valigia e rientrare a Siracusa. Pinello negli anni settanta, fresco di occupazione nella zona industriale, si rese conto che il calcio non poteva rappresentare più la priorità in una giornata scandita adesso dal lavoro. Ma la passione per quel pallone che rotolava sul manto verde e prima ancora sui polverosi e durissimi campi in terra battuta, non l’ha mai abbandonata. Una passione genuina, sanguigna, che ha riempito gran parte della sua vita assieme agli affetti familiari a lui più cari, a cominciare dalla moglie Teresa e dalle figlie Ingrid e Chantal.




Cappotta con l’auto a Floridia, illeso. Incidente in centro, tra via Garibaldi e Romagnosi

Tanta paura ma fortunatamente solo qualche graffio per il protagonista di un incidente stradale, avvenuto in centro a Floridia nel primo pomeriggio. Per cause al vaglio della Municipale, ha perso il controllo dell’auto su cui viaggiava, finendo per capottare tra le vie Garibaldi e Romagnosi.
Illeso, il giovane alla guida è riuscito ad uscire da solo dall’auto, prima dell’arrivo dei soccorsi. Alcuni testimoni parlano di più persone a bordo. Tutti sono stati ascoltati anche dai Carabinieri, intervenuti sul posto insieme agli agenti della Polizia Locale. La presenza dell’auto capovolta sulla sede stradale ha causato un lieve rallentamento nel traffico di quella zona di Floridia, comunque non particolarmente intenso in quelle ore.




Viale dei Comuni e i tombini “rialzati”: tutti in quota con la posa dell’asfalto definitivo

Non è stata ancora completata la ripavimentazione di viale dei Comuni, a Siracusa. Si attende l’intervento dei tecnici Telecom per rialzare i pozzetti di loro competenza per poi procedere con la posa del tappeto di asfalto definitivo. Ci vorrà ancora qualche giorno, quindi, prima di completare le operazioni. Mentre sono stati chiusi già nei giorni scorsi i cantieri di via Giarre e di viale Ermocrate.
L’assenza di operai e mezzi a lavoro, aveva portato residenti e passanti a considerare concluse – e non bene – anche i lavori in corso su viale dei Comuni. Erano così apparse le prime critiche sui social e le segnalazioni alle redazioni per via, soprattutto, dei vari tombini e dei pozzetti evidentemente rialzati di almeno un paio di centimetri rispetto alla sede stradale. Ma si tratta di un passaggio propedeutico alla posa del tappetino d’asfalto definitivo, che porterà al conseguente “livellamento” dei pozzetti e dei tombini, come hanno spiegato dagli uffici della Mobilità del Comune di Siracusa.




La morte del piccolo Evan, la sentenza: ergastolo per la madre ed il compagno

I giudici della Corte d’Assise di Siracusa hanno condannato all’ergastolo Letizia Spatola ed il compagno Salvatore Blanco ritenuti responsabili della morte del piccolo Evan. Il 17 agosto del 2020, il piccolo di Rosolini morì ad appena un anno e mezzo per le percosse subite.
Il pubblico ministero aveva chiesto l’ergastolo per entrambi oltre ad una condanna a 5 anni e 6 mesi ciascuno per maltrattamenti. I due capi d’accusa – omicidio e maltrattamenti – sono stati alla fine accorpati in omicidio in concorso con i maltrattamenti.
La mamma di Evan, Letizia Spatola, era presente in aula al momento della lettura della sentenza. Il compagno, invece, era collegato dal carcere di Vibo Valentia, dove si trova ristretto. In aula anche la nonna paterna del bimbo, Elisa Congiu, e gli zii, Michael Lo Piccolo e Jessica Lo Piccolo.
Secondo quanto ricostruito dalla magistratura, Evan ha perduto la vita a causa delle lesioni dovute ai maltrattamenti da parte del compagno della madre, presente nella loro casa di Rosolini quando si è consumata la prima parte della tragedia.




Calci e pugni al semaforo, lite fra anziani degenera: morto 82enne

E’ morto in ospedale l’anziano di 82 anni che alla fine di giugno restò coinvolto in quello che inizialmente era un alterco per strada con un 77enne, poi sfociato in violenza. L’uomo, dopo l’episodio, era stato ricoverato all’Umberto I di Siracusa in prognosi riservata, a causa delle lesioni riportate a seguito dei calci e dei pugni ricevuti al culmine della lite con l’altro anziano.

Il 77enne, inizialmente denunciato dalla Squadra Mobile, dovrà adesso rispondere di omicidio.

E’ successo tutto nella mattinata del 28 giugno scorso, quando il 77enne, a bordo di uno scooter elettrico, ebbe da ridire sulle modalità di guida dell’82enne, conducente di un’auto.
Il litigio ha raggiunto il suo apice al semaforo di viale Teracati, quando i due, dopo gli insulti reciproci, sarebbero arrivati alle mani. Il conducente del motorino elettrico avrebbe a quel punto colpito, secondo la ricostruzione degli inquirenti,  con calci  e pugni l’82enne, inizialmente soccorso da un agente di polizia in transito, è poi trasportato in ambulanza al vicino  pronto soccorso. Le condizioni cliniche dell’uomo erano subito apparse molto gravi.




Chioschi di Ortigia, dieci giorni di chiusura per due: turbativa dell’ordine pubblico

Due chioschi di Ortigia chiusi per dieci giorni, a decorrere dal pomeriggio di domani. I Carabinieri hanno notificato ai titolari il provvedimento di sospensione disposto dal Questore di Siracusa.
I Carabinieri sono intervenuti in diverse occasioni, tra cui la tristemente nota rissa di Pasqua, per sedare turbative di ordine pubblico in prossimità delle due attività commerciali.
Più volte è stato accertato che i 2 chioschi erano anche ritrovo abituale di soggetti con precedenti di polizia.
In caso di ulteriori violazioni, verrà disposta la cessazione permanente dell’attività.
Le notifiche operate dai Carabinieri si inseriscono tra le misure di attuazione della cornice di sicurezza, legalità e leale concorrenza previste dalla cosiddetta Carta di Ferla, sottoscritta, su proposta della Prefettura di Siracusa, il 2 giugno scorso con i sindaci, le organizzazioni dei commercianti e artigiani maggiormente rappresentative e le Forze dell’ordine.




Otto giorni dopo la scarcerazione, nuovo arresto per Alessio Attanasio

Otto giorni dopo la sua scarcerazione, nuovo arresto questa mattina per Alessio Attanasio. Agenti di Polizia hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal Gup del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Attanasio è ritenuto dagli investigatori responsabile dell’omicidio di Giuseppe Romano, avvenuto a Siracusa nel marzo 2001.
Lo scorso 7 luglio era tornato un uomo libero ed aveva potuto lasciare, per espiazione della pena, il carcere di Nuoro dove era ristretto. E’ stato anche in passato detenuto in regime di 41bis ed è ritenuto dagli investigatori al vertice dell’organizzazione mafiosa denominata Bottato-Attanasio, egemone a Siracusa.
A gennaio 2022, proprio per l’omicidio Romano, Alessio Attanasio era stato condannato con sentenza di primo grado, ancora non definitiva, a 30 anni di reclusione.




Siracusa. Micio intrappolato in un tombino saldato: “Risolutivo intervento della Siam”

Lieto fine per la vicenda che ha tenuto gli animalisti e non solo della città in apprensione per oltre due giorni. Il micetto potrà essere salvato grazie all’intervento dei tecnici della Siam, intervenuti dopo i tentativi vani di Protezione Civile e Vigili del Fuoco.

In realtà si tratta di una femminuccia, che ha già trovato casa. E’ rimasta intrappolata per oltre due giorni all’interno di un tombino di piazza Pancali, subito dopo il Ponte Umbertino.

Nessuno riusciva ad estrarlo. Il tombino, infatti, era  saldato e secondo quanto emerso, lo sarebbe da quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto tappa a Siracusa. E’ diventato un “caso” quello sollevato dai volontari che si occupano delle colonie feline. Zaira Salerno ha tentato ogni strada.

Estremo tentativo, in tarda mattinata, anche quello di utilizzare un megafono, puntando sulla possibilità di sfruttare la bassa marea e di attirarlo con il richiamo di mamma gatta. Tam tam anche attraverso i social.

“Per ore il gattino non si è più sentito, né visto- racconta Zaira Salerno- Era scontato del resto che con tutto quel trambusto si fosse nascosto per paura. Poi ha ricominciato a piangere. Gli è stato lanciato del cibo.

Risolutivo l’intervento della Siam. Con una sonda si è proceduto fino all’individuazione della micetta,adesso ancora impaurita.




“Esaltante, faticosa, unica”: l’alta moda vista dal backstage con Salvo e Vincenzo Bruno

“Esaltante, unica, faticosa”. Con tre aggettivi Salvo e Vincenzo Bruno (Ortigia Barber Shop) riassumono l’esperienza vissuta per cinque giorni nel backstage degli appuntamenti Dolce & Gabbana a Siracusa. Si sono occupati dei capelli e del trucco di centinaia di figuranti, modelli, modelle ed ospiti che hanno animato le giornate glamour dell’alta moda a Siracusa ed a Marzamemi, passando per l’area archeologica della Neapolis, il Maniace ed il Minareto.
Sorridenti, mostrano decine di foto che li ritraggono, insieme ad altri colleghi siracusani, nelle squadre che hanno seguito i diversi gruppi di celebrities e vip assortiti. “Per la sfilata di sabato sera abbiamo fatto base al teatro comunale. L’indomani ci siamo spostati a Marzamemi per l’alta moda uomo, insieme ai colleghi di Baio Haircare. Abbiamo curato una media di 40 look trucco e capelli al giorno, a ritmi frenetici. Qualcosa di unico, stressante ma al tempo stesso esaltante”.
Una prova impegnativa che ha dimostrato come anche su questo fronte artigiano – parrucchieri, barbieri e truccatori – a Siracusa si viaggi ormai su di un livello medio-alto. E prova ne è il fatto che sia stato necessario far ricorso a poche squadre di supporto arrivate da fuori Sicilia e spesso dietro richiesta degli ospiti più prestigiosi.




Torna in libertà Alessio Attanasio, il presunto boss siracusano ha scontato la pena

Il 51enne Alessio Attanasio è un uomo libero. Dopo avere scontato la pena detentiva a Nuoro, ha potuto lasciare il carcere sardo. Era stato condannato, in ultima istanza, per resistenza a pubblico ufficiale. In carcere dal 2002, secondo la Dda di Catania sarebbe a capo del clan Bottaro-Attanasio, egemone a Siracusa.
A febbraio scorso è stato però condannato in primo grado per l’omicidio Romano, avvenuto in via Elorina nel marzo del 2001. Stando alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe fatto parte della spedizione mortale, insieme ad un altro uomo nel frattempo deceduto. La difesa ha già preannunciato ricorso. E’ inoltre sotto processo per l’omicidio di Angelo Sparatore, ucciso nel maggio del 2001 alla Mazzarona.
Negli ultimi 18 anni il nome di Attanasio è finito coinvolto in gran parte delle operazioni antimafia focalizzate su Siracusa. Durante la detenzione, Alessio Attanasio ha conseguito due lauree. La prima in Scienza delle Comunicazioni ed una seconda in Giurisprudenza.