Coronavirus, sanificati gratis i mezzi di vigili urbani, carabinieri e Protezione Civile

Proseguono le operazioni di sanificazione a Canicattini Bagni per contenere il contagio del Coronavirus. Oggi, dopo gli edifici pubblici e il centro abitato, grazie alla solidarietà di Aretusa Ambiente, l’impresa siracusana specializzata in igiene e sanificazione ambientale, che ha donato gratuitamente il servizio, saranno sanificati tutti i mezzi della Polizia Municipale, dei Carabinieri e della Protezione Civile, in queste settimane in prima linea nei controlli nel territorio per garantire il rispetto delle misure restrittive e l’assistenza ai cittadini. Un ringraziamento per l’iniziativa solidale viene espresso dal sindaco Milena Miceli.




Palazzolo. Solidarietà nei condomini: i residenti donano beni di prima necessità

Solidarietà nei condomini di Palazzolo. Iniziativa avviata in uno stabile del centro del comune montano, retto dal sindaco, Salvo Gallo. Un cartello affisso alla ringhiera delle scale: “Chi può dare, da con amore verso chi ha bisogno”. Sotto, una scatola di cartone che può essere riempita con beni di prima necessità che potranno essere raccolti e poi devoluti alla Protezione Civile, che provvederà alla distribuzione a chi si trova in un momento di difficoltà.  L’idea è partita da Giovanni Falzone e rilanciata dal sindaco. L’appello è rivolto a tutti i condomini del territorio, affinchè facciano altrettanto.




Covid-19. Interrogazioni del M5S: "Chiarezza sulla gestione dei casi e sul Piano d'emergenza Asp"

Due interrogazioni al presidente della Regione, Nello Musumeci e all’assessore alla Salute, Ruggero Razza per chiedere chiarimenti sulla gestione dell’emergenza Covid-19 da parte dell’Asp di Siracusa con particolare riferimento ad alcuni casi ancora da chiarire, primo fra tutti quelli che hanno riguardato il presidente del parco archeologico di Siracusa, Calogero Rizzuto e la sua collaboratrice Silvana Ruggeri, deceduti dopo avere contratto il Coronavirus. Il gruppo all’Ars del Movimento 5 Stelle, primo firmatario il deputato regionale siracusano, Stefano Zito, chiede di accertare, “in quanto doveroso, che le strutture sanitarie interessate abbiano attivato il protocollo in tempo e a tutto il personale tecnico amministrativo del parco archeologico entrato a contatto con l’architetto Rizzuto, secondo la circolare n. 7922 del 9 marzo 2020 del ministero della Salute; verificare se siano state disposte le attività di identificazione dei probabili casi di Covid – 19 secondo quanto stabilito dalla circolare n. 9774 del 20 marzo 2020 del ministero della Salute”.
“Nell’interrogazione presentata e da cui ci si attende risposta urgente scritta”, dichiara il deputato siracusano pentastellato Stefano Zito, “Ci chiediamo se non sia il caso di estendere la platea di soggetti da considerare casi sospetti di Covid – 19 definendo anche i criteri di priorità cui devono attenersi i laboratori regionali di riferimento e la tempistica della comunicazione dei risultati. Sarebbe opportuno accertare anche l’esistenza di difficoltà di comunicazione con il Dipartimento Epidemiologia e Prevenzione di Siracusa e il potenziamento del servizio per fronteggiare l’emergenza. A ciò si aggiunge la necessità di verificare la veridicità dello smarrimento di alcuni tamponi come denunciato dalle organizzazioni sindacali ed eventuali misure da adottare per evitare che accada nuovamente. Quali ragioni abbiano indotto il direttore medico dell’ospedale Umberto I a sottolineare il divieto di uso improprio dei d.p.i. e quali quelle dell’Asp di Siracusa di richiedere il reclutamento di personale sanitario in aiuto ai medici già in servizio esteso anche al personale medico collocato in quiescenza ma, in questo caso, limitando la possibilità solo ai dirigenti medici di Anestesia e Rianimazione quando potrebbero essere utili anche altri profili professionali”.
Nella seconda interrogazione, i deputati chiedono anche una ridefinizione del Piano Aziendale in base ad alcune criticità emerse in merito alla gestione dell’emergenza Covid – 19.
“Il Piano Aziendale per la Gestione dell’Emergenza Covid – 19 in esame sembra disattendere le linee guida nazionali sulla distribuzione dei pazienti Covid nei vari ospedali della provincia molti dei quali carenti di anestesisti”, prosegue Zito. “Nel piano non è prevista neanche l’individuazione di un’area in cui i pazienti sintomatici, e che si sono sottoposti al test per la diagnosi del Covid-19, possano attendere, in sicurezza, gli esiti degli esami virologici, area che invece potrebbe essere predisposta nella struttura centrale dell’ospedale Umberto I per godere così anche del servizio diagnostico virologico che dovrebbe essere quanto prima attivato. Sono tanti gli aspetti del Piano Aziendale che andrebbero rivalutati, in particolare, quello riferito al numero dei posti letto individuati che sarebbe troppo basso. Di grande importanza sarebbe anche capire il criterio in base al quale è stata definita la distribuzione dei posti di terapia intensiva delineata nel Piano regionale del 25 marzo in modo non proporzionale al numero della popolazione residente in ciascuna provincia. Se dovessero emergere queste lacune ancora potremmo essere in tempo per colmarle e farsi trovare pronti a qualunque scenario di infezione”, conclude Stefano Zito.




Coronavirus, Siracusa e provincia: 71 contagiati, 24 guariti, 6 deceduti

Invariato il numero dei contagiati, sale quello dei guariti. E’ il dato relativo all’emergenza Coronavirus in provincia di Siracusa, aggiornato alle 17 di oggi. Non aumenta il numero dei positivi, anche se su questo elemento incide la mancanza di reagenti a disposizione. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 95 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 71 (20, 4, 5); Catania, 486 (154, 21, 37); Enna, 226 (133, 1, 11); Messina, 289 (121, 14, 20); Palermo, 250 (78, 23, 9); Ragusa, 40 (9, 3, 2); Siracusa, 71 (36, 24, 6); Trapani, 78 (25, 0, 2)




Siracusa. Covid-19, da lunedì percorsi diversificati in ospedale per ridurre rischio contagio

Saranno attivati lunedì i percorsi diversificati all’interno dell’ospedale Umberto I di Siracusa. La gestione dell’emergenza Coronavirus dovrebbe quindi fare un salto di qualità dopo quanto emerso nei giorni scorsi, con l’impossibilità, fino ad oggi, di avere i cosiddetti percorsi “puliti” e i percorsi “sporchi” nettamente separati gli uni dagli altri, così da salvaguardare quanti, altrimenti, rischierebbero di contrarre il virus. Il percorso “No Covid” e il percorso “Covid” saranno dunque operativi agli inizi della prossima settimana. Si tratta di uno dei passaggi stabiliti con l’arrivo in provincia del Covid Team inviato dall’assessorato regionale della Salute , guidato da Ruggero Razza dopo il vertice convocato d’urgenza in prefettura per analizzare le criticità emerse e le segnalazioni provenienti anche da operatori sanitari. Nelle prossime ore, inoltre, dovrebbero arrivare i reagenti necessari per eseguire i tamponi. Il ricorso a laboratori privati autorizzati, invece, dovrebbe velocizzare i tempi per l’ottenimento degli esiti dei tamponi. Si dovrebbe arrivare, in base a quanto prevede il dirigente medico Dario Chiaramida, ai tempi di altre regioni italiane, con un’attesa che non dovrebbe superare le 8 ore.




Siracusa. Covid, Palazzo di Giustizia: i dipendenti chiedono tamponi e sanificazione

Sanificazione dell’interno palazzo di Giustizia e non soltanto dei piani in cui il magistrato risultato positivo ha lavorato e chiusura per 15 giorni, tampone a tutti i dipendenti e quarantena in attesa dell’esito. La richiesta è delle rsu del Tribunale. In una nota datata 1 Aprile, i rappresentanti dei lavoratori evidenziano il proprio dissenso per la decisione di sanificare solo gli ambienti in cui si presume abbia avuto accesso il sostituto procuratore contagiato e di riaprire gli uffici due giorni dopo. La richiesta è dunque quella di sanificare a tappeto l’intero palazzo “in quanto non si può escludere che persone venute in contatto con la persona contagiata (e a loro volta contagiate) possano aver avuto accesso nei locali più disparati e “lontani” dalla propria abituale postazione di lavoro”. I dipendenti hanno ricostruito alcuni percorsi che definiscono certi. ” Ad esempio è notizia certa che, nella giornata di ieri, un vice procuratore onorario – per il quale è facile ipotizzare un pregresso contatto con la persona contagiata- si è recato nella cancelleria penale dell’ufficio del Giudice di Pace, ufficio che si trova al piano “-1” e, quindi, in una parte del palazzo diametralmente opposta a quella solitamente utilizzata dal sostituto procuratore positivo”. L’azione da compiere, a questo punto, per le rsu dei lavoratori del tribunale, è effettuare tutti i dipendenti e contestualmente sottoporli a quarantena nell’attesa dell’esito del tampone. Questo dovrebbe comportare la revoca del provvedimento del presidente, che dispone la riapertura per domani (3 aprile) .




Siracusa. Covid, notte di super lavoro al Pronto Soccorso: "Nessun paziente viene trascurato"

 

E’ stata una notte di super lavoro quella appena trascorsa al Pronto Soccorso di Siracusa. A raccontare quanto accade in questi giorni in ospedale è il dirigente Dario Chiaramida. “Questa notte abbiamo avuto un alto numero di pazienti con problemi respiratori e sospetto Coronavirus. Sono stati tutti trattati. Chiaramida coglie l’occasione per chiarire un aspetto. “Non c’è un solo paziente-garantisce il medico d’emergenza-  che non sia stato trattato in maniera adeguata, dall’inizio dell’emergenza ad oggi,  pur in un percorso che è stato particolarmente problematico visto che all’inizio illustri virologi parlavano di qualcosa di molto simile ad una normale influenza. In genere arrivano dieci-dodici pazienti al giorno. Piano piano si è scoperto che, non solo non è una normale influenza, ma siamo addirittura arrivati un gradino sotto Ebola. Non eravamo pronti a qualcosa di questo genere, una pandemia di questo tipo, ma abbiamo fatto tutto il necessario e cosi’ proseguiamo ogni giorno e ogni notte. Non abbiamo orari. Si lavora fino a quando serve e alcuni medici, per fortuna, si sono uniti a noi, a rinforzo”. Intanto questa mattina sono partiti i tamponi dei pazienti in emergenza. I tamponi dei dipendenti sono tutti in via di processazione, con tempi più lunghi rispetto a casi seri, che hanno quindi la priorità. Quando saranno attivi i laboratori privati sul territorio, in 6-8 ore gli esiti dovrebbero arrivate. Dai prossimi giorni ci saranno due percorsi ben distinti, uno “pulito”, l’altro “sporco”:  non Covid e Covid. Quando un paziente si presenterà, sarà però importante che, anche se arriva in ospedale per altre ragioni, chiarisca se ci possono essere elementi che possano ricondurlo quantomeno a contatti con persone positive al virus, il rischio è altrimenti quello di contaminare anche i percorsi cosiddetti “puliti” . Chiaramida fornisce poi alcuni consigli: tra i sintomi principali c’è certamente l’affanno, la dispnea. A questo si aggiunge la febbre (o forti brividi). Presentarsi al pre-triage può essere in questo caso opportuna. Il tampone è solo un passo, importante ovviamente, del percorso a cui il paziente viene sottoposto. “E’ chiaro che non bisogna abusare del Pronto Soccorso- dice ancora- essere onesti con se stessi e attivare tutti i canali previsti, che possono aiutarci a gestire nella maniera più opportuna tutta la situazione e rasserenarci”.




Lite per gli assegni di mantenimento, donna colpisce con un tubo l'ex e la sua auto

Percosse e danneggiamento aggravato . Una giovane di 29 anni è stata denunciata con quest’accusa dagli agenti del commissariato di Noto. L’episodio risale al 31 marzo scorso, quando gli agenti sono intervenuti in contrada Gisira per la segnalazione di una lite. Una volta sul posto, i poliziotti hanno appurato che poco prima una donna aveva colpito con un tubo di alluminio l’ex convivente e la sua autovettura, danneggiandola. La donna è stata poi identificata nella 29enne. Secondo quanto ricostruito, la violenza sarebbe scaturita a seguito di un dissidio legato al mancato versamento degli assegni di mantenimento dei figli degli ex conviventi. La vittima è l’ex compagno della donna.




Siracusa. Coronavirus, 110 case di cura in provincia: "Rischio focolai, vanno monitorate"

Un intervento urgente di prevenzione e monitoraggio di tutte le strutture di residenza per anziani e fasce fragili della comunità.
Lo hanno chiesto, in una lettera congiunta inviata al Prefetto di Siracusa, al Direttore generale dell’ASP locale e ai ventuno sindaci della provincia, i segretari generali di SPI Cgil, FNP Cisl e UilP Uil, Valeria Tranchina, Vito Polizzi, Sergio Adamo e Salvo Lantieri.
Il sindacato torna a chiedere un intervento immediato per evitare qualsiasi rischio nelle tante strutture sparse nel territorio.
“Abbiamo lanciato l’allarme nei giorni scorsi e non è stato dato nessun segnale – lamentano i quattro segretari – Dobbiamo evitare che, come già accaduto in altre zone della regione, qualche struttura possa diventare rischioso focolaio per gli ospiti e tutti gli operatori.
Ad aggravare la situazione – aggiungono ancora Tranchina, Polizzi, Adamo e Lantieri – la non conoscenza, da parte dell’ASP e dei singoli comuni, del numero di strutture esistenti. Molte di queste sono private ed evidentemente sfuggono ad un regolare controllo delle amministrazioni.
Noi siamo pronti a consegnare il censimento che abbiamo effettuato e che possiamo mettere subito a disposizione per la mappatura completa delle strutture. Parliamo di circa 110 strutture per anziani sparse per l’intera provincia.
Per questo chiediamo ai Comuni e all’ASP – dicono ancora i segretari – di intervenire urgentemente. Bisogna avviare controlli medici, sorveglianza sanitaria preventiva, tamponi per tutti gli operatori e sanificazione dei locali.
Ci siamo rivolti al Prefetto perché coordini e controlli che tutto ciò avvenga. Troppe segnalazioni di sintomi sospetti, come ci è stato segnalato, vengono sottovalutati. Rimpalli di responsabilità per l’intervento che coinvolgono i medici curanti, il distretto sanitario, gli stessi ospedali. Insomma, il rischio che questi anziani possano diventare amplificatori del virus è purtroppo reale.”
Il sindacato unitario dei pensionati torna, così, a lanciare un grido d’allarme in favore di una larga fetta di popolazione che oggi è in evidente pericolo.
“Se aggiungiamo che molti non potranno essere portati negli ospedali per carenze di attrezzature – aggiungono -, aumentiamo il rischio che restino abbandonati al loro destino dentro le strutture. Materia buona per il Covid Team nominato dalla Regione. Ai tre commissari chiediamo di assicurare il piano di emergenza per tutti gli anziani.
Sappiamo di casi già segnalati e assai preoccupanti – continuano nella loro nota i sindacalisti – non vorremmo che tutto questo, però, che queste informazioni venissero sottaciute o sottovalutate per non generare allarmismo.
Bisogna trovare immediatamente una strategia d’azione comune e urgente, – concludono Tranchina, Polizzi, Adamo e Lantieri – il tempo stringe e non possiamo permetterci il lusso di temporeggiare per una irresponsabile sottovalutazione del rischio che non può attendere i tempi dell’ordinario.”




Siracusa. Carenza di reagenti, interrogazione del deputato regionale Cafeo

Interrogazione urgente al presidente Musumeci e all’assessore alla Salute Razza in merito alla “preoccupante situazione riguardante la quantità, le modalità, le carenze dei reagenti nei laboratori di analisi e le conseguenti lunghe tempistiche dei tamponi utilizzati per individuare la positività al Covid-19”. Ad annunciarlo è Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive. “Considerata l’importanza di avere con rapidità l’esito dei tamponi effettuati – prosegue Cafeo – e alla luce delle recenti notizie, confermate da fonti dirette, a proposito di criticità e carenze talmente gravi da compromettere la delicata e fondamentale azione di rilevazione e gestione dei contagi, soprattutto a Catania e a Siracusa dove si sono registrati addirittura casi di smarrimento dei tamponi, ho voluto chiedere con urgenza le ragioni che hanno determinato la paradossale situazione rappresentata e se, in particolare, siano state fornite idonee istruzioni affinché alla distribuzione di tamponi per la rilevazione corrisponda al contempo un’adeguata fornitura dei reagenti richiesti per il loro esame”. “Anche se sono arrivati in queste ore dalla Protezione Civile nazionale ulteriori 12 mila tamponi – spiega ancora Cafeo – resta la necessità di verificare per le migliaia di cittadini rientrati dal nord che si sono autodenunciati o iscritti al portale nelle scorse settimane l’esito della quarantena, un lavoro che deve essere svolto per forza di cose in maniera precisa e senza gli intoppi fin qui verificati”.
“Inoltre, ho fatto presente la possibilità di affiancare ai soliti tamponi oro-faringei anche l’utilizzo degli esami sierologici – continua Giovanni Cafeo – più rapidi ed in grado di intervenire precocemente sugli infetti, individuando facilmente la presenza degli anticorpi specifici in circolo”.
“Infine non ho potuto che sollevare ancora una volta l’attenzione sul personale sanitario in prima linea nella lotta al coronavirus – conclude l’On. Cafeo – chiedendo nella mia interrogazione se e quali atti di competenza si intendono assumere affinché si proceda con priorità al monitoraggio delle eventuali condizioni infettive fra medici, infermieri e volontari presenti negli ospedali, anche per evitare che gli stessi diventino involontariamente e incolpevolmente veicoli di propagazione”.