Quattro tamponi e ancora nessun esito: l'assurda storia di un siracusano

Quattro tamponi ed ancora nessun esito. Un giovane assicuratore siracusano attende di sapere se è positivo al Covid-19 dal 13 marzo scorso, dopo avere accusato i sintomi che potrebbero corrispondere con quelli del Coronavirus. Eppure, da allora, soltanto una serie di problemi, disagi, ostacoli, che di fatto lo pongono in una situazione paradossale, che si continua a perpetrare. La sua è una vicenda di cui anche il Codacons si sta occupando, con l’avvocato Bruno Messina, che proprio questa mattina, intervenendo in diretta su FMITALIA, è entrato nel dettaglio dell’esposto presentato a questo riguardo alla Procura. Ma alla vicenda, già complessa, si sono aggiunte nelle ultime ore ulteriori ragioni elementi. L’uomo è in isolamento da quando, avendo accusato sintomi come febbre e tosse, ha segnalato il tutto, come da prassi. Stava male e ad un certo punto ha accusato un malessere tale da richiedere l’intervento del 118. Essendo separato, vive solo. I figli vivono con la madre e con la nonna e anche la bimba di 4 anni aveva, in quei giorni, un po’ di febbre e un po’ di tosse.  Il 36enne è stato sottoposto a Tac e ad un primo tampone, recandosi al punto pre-triage allestito all’ospedale Umberto I. “Quel giorno sono stato sottoposto anche ad una visita dallo pneumologo- spiega- Poi sono tornato a casa”.  Dopo alcuni giorni di vana attesa, secondo il suo racconto, scopre che il tampone è andato perduto, come tutti gli altri esami effettuati il 18 marzo. Viene sottoposto, dunque, ad un secondo tampone. “Ma questo non avviene automaticamente- fa notare – Succede solo dopo mille tentativi di contatti telefonici attraverso tutti gli strumenti indicati dall’Asp”. Nemmeno del secondo tampone si ha notizia. O meglio, è dell’esito che non se ne ha. L’uomo ricomincia a tentare di sapere qualcosa, telefonate su telefonate prima di riuscire a parlare con un medico dell’Asp, che gli indica una nuova prassi da seguire. Nel frattempo viene ricontattato proprio dall’azienda sanitaria e gli viene comunicato che il tampone, il terzo, sarà effettuato a domicilio. Effettivamente viene raggiunto nella sua abitazione e gli viene effettuato un tampone, questa volta sia orale e sia nasale. Esito-assicurano- entro tre gironi. “Anche questi tre giorni trascorrono senza alcuna notizia- prosegue il 36enne- fino a questa mattina, quando un’ennesima telefonata arriva. Paradossale, ma la comunicazione è che sarò sottoposto ad un quarto tampone, visto che il materiale del terzo non era sufficiente, nonostante fosse sia orale e sia nasale”. Il tampone numero quattro è stato effettuato questa mattina. Nel frattempo l’ isolamento prosegue. I sintomi sembrano regredire, con la speranza che dopo ben 4 tamponi e 20 giorni di attesa arrivi davvero l’esito e magari sia negativo. “Facendo l’assicuratore – racconta – prima del 13 marzo ho visto un numero di persone considerevole.Ho avuto tanti contatti, potrei avere contratto il virus in mille occasioni, anche se mi auguro di no.  Oggi mi hanno garantito che sarebbe subito partita un’auto diretta verso Catania,  per far parte dei 10 tamponi che il laboratorio ha garantito che effettuerà subito per il territorio siracusano”.




Pane gratis ogni sera per chi è in difficoltà: la solidarietà concreta di un panificio di Floridia

Pane gratis, ogni sera. Il panificio Silotti di Floridia ha deciso di fare qualcosa di concreto per dare una mano a chi, in questo momento di difficoltà legato all’emergenza sanitaria, ha bisogno di un sostegno, che sia anche alimentare. Il panificio si trova in via Turati, 30, nella zona Taverna. Il proprietario ha affisso un avviso all’interno del suo esercizio commerciale. “Ogni sera- si legge-clienti e non troveranno qui una busta di pane”. Si tratta del prodotto che avanzerà nel corso della giornata e che sarà messo a disposizione delle famiglie che “per ovvi motivi non se la stanno passando bene”. “Tutti abbiamo diritto a un pezzo di pane”. E poi ancora “non vergognarti, prendine una busta” ma “se ti senti fortunato, lascialo a chi ne ha davvero bisogno”. Un’iniziativa di solidarietà vera quella attuata dal panificio di Floridia e che anche altri esercizi, in tutta la provincia, hanno avviato, ciascuno con la propria attività.




Siracusa. Moto a fuoco in mattinata alla Borgata, illeso il proprietario

Moto a fuoco questa mattina nella zona della Borgata, nei pressi di via Arsenale. Sul posto, i vigili del fuoco del comando provinciale di via Von Platen, illeso il conducente, che si trovava nei pressi. L’incendio ha sviluppato fiamme particolarmente alte, tanto da rendere visibile il rogo anche a distanza. Verifiche in corso sull’episodio.




Panineria aperta nonostante il divieto: chiusa l'attività, sanzionata la titolare

Panineria aperta nonostante il divieto. Sanzionata la titolare e chiusa l’attività, con la proposta di sospensione alla Prefettura. E’ quanto accaduto a Solarino, dove i carabinieri hanno riscontrato la violazione da parte della proprietaria dell’esercizio che, nonostante l’emergenza Covid-19, con i rischi connessi, continuava a lavorare.

 

 

 




Sono ai domiciliari ma escono ripetutamente: arresto e carcere per entrambi

In diverse occasioni avrebbero violato i domiciliari che gli sono stati imposti. Sono stati infine arrestati e condotti in carcere. Sebastiano Ranno e Carmela Forte, di Floridia, entrambi pregiudicati di 34 e 33 anni, sono destinatari di un provvedimento di aggravamento, proprio per via delle ripetute violazioni commesse . I carabinieri della Tenenza di Floridia hanno eseguito l’ordinanza ieri . Entrambi, che hanno pertanto violato anche le norme imposte dal Decreto “Io resto a casa” per contenere il contagio del Coronavirus, sono stati condotti nel carcere di Piazza Lanza, a Catania.




Siracusa. Croce Rossa Militare per l'emergenza Covid, proposta caduta nel vuoto?

Sembra caduta nel vuoto la proposta avanzata dal sindaco, Francesco Italia al prefetto, Giusy Scaduto in merito alla possibilità di richiedere l’intervento, nel territorio, della Croce Rossa Militare come supporto per affrontare l’emergenza Coronavirus a Siracusa. La lettera del sindaco faceva riferimento all’allarme sociale e alle notizie allarmanti che si susseguivano nei giorni scorsi anche relative alla carenza di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario, segnatamente dell’ospedale Umberto I. Al prefetto, il primo cittadino, chiedeva di valutare la possibilità della collaborazione dell Croce Rossa Militare e dell’ Unione Militari in congedo. “Ciò consentirebbe – aveva spiegato Italia  – alla nostra città di avvalersi dell’esperienza di personale altamente specializzato, con mezzi e con strumenti in dotazione tali da far fronte a situazioni di emergenza, assistenza medica, strategie di contenimento e sicurezza del territorio. Chiederò ai sindaci della provincia di supportare tale richiesta nell’interesse del nostro territorio e dei nostri concittadini più esposti e fragili”. Il passaggio successivo è stato un vertice convocato in prefettura, a cui ha preso parte l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, con l’invio, infine, di un Covid Team della Regione per supportare i sanitari del territorio e verificare il rispetto dei protocolli. La squadra starebbe apportando delle modifiche alle modalità di gestione dei percorsi e dei pazienti. Nel frattempo sono stati autorizzati dei laboratori privati all’effettuazione dei tamponi in provincia, visti i tempi troppo lunghi di attesa per avere l’esito di ogni singolo esame. A compromettere il quadro, la carenza di reagenti, che ha causato uno stop ai tamponi e una serie di disagi ai pazienti sospetti, oltre che di timori, più che comprensibili e in determinati casi anche fondati. Dalla prefettura, al momento, nessun riscontro sulla proposta iniziale di Italia, probabilmente ritenuta superata dalle altre misure adottate insieme alla Regione. La Croce Rossa metterebbe a disposizione, nel caso in cui fosse confermato l’intervento nel territorio locale, professionisti, strutture mobili e dispositivi.




Siracusa. Oltre 130 tute protettive all'Asp, donazione delle aziende agricole

Il territorio che si mette in azione, le aziende tentano di fare la propria parte in un momento di emergenza  come quella sanitaria ed economica in corso. E’ la parte da salvare di questo periodo.  Questa mattina, alcune cooperative agricole aderenti al Consorzio Naturalmente Siciliano (Aurora, Opac, Orto Agrumi Val di Noto, Punta delle Formiche e Consorzio Ortofrutta Sicilia), aderendo ad un’iniziativa lanciata da Confcooperative, hanno donato all’Asp di Siracusa le prime 130 tute protettive. Seguiranno ulteriori forniture.  Hanno, infatti, avviato una raccolta fondi e utilizzeranno le somme raccolte in base alle necessità che saranno comunicate proprio dall’azienda sanitaria provinciale. Nel frattempo, le cooperative agricole, stanno anche effettuando delle donazioni dei loro prodotti al Banco Alimentare, perchè siano messe a disposizione delle famiglie che si trovano in stato di necessità.




Ferla-Cassaro. Ripartono i lavori di consolidamento del ponte sull'Anapo

Proseguono, nonostante l’emergenza sanitaria i lavori di consolidamento del ponte sul fiume Anapo. A seguito delle importanti pressioni effettuate dai Sindaci dei Comuni di Cassaro e Ferla al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, il cantiere riaprirà nei prossimi giorni.L’intervento proseguirà grazie ai dispositivi di protezione individuale che i due comuni, Cassaro e Ferla, stanno mettendo a disposizione degli operai del cantiere, che ne erano sprovvisti e, quindi, non avrebbero potuto lavorare in sicurezza.




Siracusa. Magistrato positivo al Coronavirus, chiusi due piani del palazzo di giustizia

Un magistrato della Procura di Siracusa sarebbe  risultato positivo al Coronavirus. Autorizzata la chiusura del quarto e del quinto piano del palazzo di giustizia di Siracusa, secondo quanto disposto dal Procuratore, Sabrina Gambino. Sospese le attivita’ giudiziarie. Il magistrato nei giorni scorsi avrebbe accusato dei sintomi influenzali, per cui e’ stato sottoposto ad un tampone. Verifiche sulla catena di contatti. Disposti gli interventi di sanificazione dei locali della Procura di Siracusa.




Siracusa. Covid, carenze nel sistema anticontagio all'ospedale: esposto in Procura. In 32 pronti a testimoniare

Ci sarebbero almeno 32 operatori sanitari del Pronto soccorso pronti ad essere ascoltati dai magistrati sulle “gravi carenze nel metodo adottato nel sistema anticontagio”. La Cgil ha presentato un esposto cautelativo alla Procura di Siracusa in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus all’ospedale Umberto I.  Il segretario generale provinciale, Roberto Alosi, ha rappresentato alla magistratura “la gravissima situazione venutasi a creare al Pronto Soccorso di Siracusa e al nosocomio Umberto I e del grave rischio a cui sono esposti i cittadini e tutti gli operatori sanitari”.
Ma già il 16 marzo scorso la Cgil si era rivolta al prefetto e a tutte le autorità competenti – anche a seguito di alcuni decessi – in relazione all’organizzazione e alla sistemazione del Pronto Soccorso dell’Umberto I proprio in merito all’emergenza Covid 19.
“Il motivo più drammatico è la situazione esistente al Pronto Soccorso che concretamente rischia di essere un focolaio incontrollato e incontrollabile di contagio per gli operatori sanitari e per tutta la collettività. I presidi medici di protezione individuale sono pochi e centellinati; l’ambulanza del 118, chiamata per ogni caso sospetto di Covid 19, è una sola e per ogni intervento notturno viene sottoposta a sanificazione da un’unica squadra di operatori autorizzati che è impegnata contemporaneamente su tre province, Catania, Siracusa e Ragusa, determinando di fatto il fermo dell’ambulanza anche per diverse ore. In tema di sanificazione quella che viene effettuata nei locali del pronto soccorso e assolutamente inadeguata.
Ma la cosa più grave e preoccupante, ai fini del diffondersi del contagio, è il fatto che non esiste una separazione netta tra i pazienti che si recano al Pronto Soccorso per varie cause e quelli per sospetto contagio in attesa di diagnosi.
E’ stata sollecitata più volte, nelle settimane scorse, la necessità di separare immediatamente gli ingressi al Pronto Soccorso, i passaggi e le aree di attesa, individuando immediatamente le soluzioni di emergenza.
“Tali gravi discrepanze, in relazione al pericolo per la salute degli operatori sanitari e dei cittadini, sono state più volte segnalate, ma invano, alla Direzione Generale dell’Asp. In tal senso è gravissimo che ancora fino ad oggi i pazienti sospettati di Covid 19 che si recano in ospedale, vengano inizialmente accolti in una tenda esterna attrezzata per un pre-triage specifico e subito dopo, però, siano trasferiti nei locali del Pronto Soccorso dove stazionano per ore in attesa di ricovero nei reparti di pneumalogia o di malattie infettive, in dispregio di qualunque protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del contagio.
Ma la situazione non è meno grave anche negli ospedali della provincia. Infatti, i presidi ospedalieri risultano ancora sprovvisti di aree di pre-terapia intensiva (aree facilmente realizzabili rispetto ad un vero e proprio reparto di terapia intensiva), che potrebbero essere dedicati esclusivamente all’emergenza in atto.
L’ospedale di Augusta e quello di Noto sono stati eletti a Covid 19, ovvero area riservata per infetti Covid 19, senza alcuna informazione preventiva al territorio che ha subito la restrizione e/o
chiusura traumatica delle attività ospedaliere di cure ordinarie, gettando così nello scompiglio interi pezzi del nostro territorio.
Tale situazione descritta, che riguarda anche la mancanza di adeguata protezione che possa evitare il contagio per il personale sanitario e conseguentemente anche per i cittadini, ha avuto la manifestazione nel fatto che ci sono già diversi operatori sanitari, medici e infermieri dell’ospedale Umberto I, positivi al Coronavirus, oggi ricoverati nel reparto di malattie infettive, nonostante la ben nota vicenda che ha già coinvolto, nelle settimane scorse, finanche medici del reparto di Cardiologia”.
A conclusione la Cgil chiede alla Procura che vengano disposti opportuni accertamenti, valutando gli eventuali profili d’illiceità penali e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti.
La Cgil infine rimarca di essere pronta a tenere conto di qualsiasi accorgimento anticontagio possa essere adottato – specie con la nuova task force e i due ispettori dell’assessorato regionale alla Sanità – ma di mantenere salda la propria posizione di controllo sulla gestione dell’emergenza, come fatto finora.